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70 commenti

In fuga da WhatsApp, ma verso dove?

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Dopo il blackout di alcune ore che ha colpito WhatsApp e soprattutto dopo l'acquisto di WhatsApp da parte di Facebook c'è stata una diffusa reazione istintiva di abbandonare quest'app così popolare. Molti utenti erano infatti riluttanti ad affidare a Facebook anche il proprio numero di telefonino (ironico, considerato che spesso affidano al social network in blu anche le foto delle proprie mutande e del relativo contenuto) e si erano rifugiati da WhatsApp. Ma ora che WhatsApp e Facebook sono sotto lo stesso ombrello di proprietà molti temono che gli archivi di numeri di telefonino di WhatsApp verranno incorporati nell'immensa schedatura collettiva di Facebook.

Se pensate di uscire da WhatsApp per non dare a Facebook il vostro numero di telefono cellulare, tenete presente che è del tutto inutile. Infatti è sufficiente che una sola delle persone che ha il vostro numero in rubrica sia utente di WhatsApp e il vostro numero resterà comunque negli archivi di WhatsApp: l'app, infatti, legge periodicamente tutta la rubrica degli indirizzi di ogni suo utente, acquisendo sia i numeri degli utenti che usano WhatsApp, sia quelli degli utenti che non usano quest'app di messaggistica istantanea.

Detto questo, se state cercando un'app che sostituisca WhatsApp perché siete preoccupati per la vostra privacy, buona fortuna: infatti è facile trovarne, ma è meno facile convincere tutti i nostri contatti a migrare insieme a noi verso la medesima app.

L'ideale sarebbe un'app che non archivi le nostre conversazioni, le trasmetta in modo cifrato, non abbia un server centrale che possa andare in tilt, usi uno standard che le consenta di dialogare con le altre, non si legga automaticamente tutti i numeri della nostra rubrica e sia open source, in modo da poter verificare che sia davvero sicuro e rispettoso della privacy. Tutte le app seguenti fanno una o più di queste cose, ma nessuna le fa tutte: per ora dobbiamo rassegnarci a un compromesso. Se vogliamo tutelare la nostra privacy, la soluzione migliore è non usare app di messaggistica.

BitTorrent Chat (sperimentale; i sistemi supportati non sono ancora stati annunciati; gratuita)

Kik (iOS, Android, Windows Phone, BlackBerry; gratuita)

iO (iOS, Android; gratuita)

Line (Windows, Mac, iOS, Android, Windows Phone, BlackBerry, Nokia, Firefox OS; gratuita)

SureSpot (iOS, Android; gratuita e open source)

Tango (Windows, iOS, Android, Windows Phone; gratuita)

Telegram (iOS, Android, con supporto non ufficiale per Windows, Mac e Linux; gratuita, parzialmente open source e con protocollo aperto)

Threema (iOS, Android; app svizzera con server in Svizzera; a pagamento)

Viber (Windows, Mac, iOS, Android, Windows Phone, Nokia; gratuita)

WeChat (iOS, Android, Windows Phone, BlackBerry, Nokia; gratuita)

Wickr (iOS, Android; gratuita)

Ci sarebbe un'alternativa: imparare a usare la mail cifrata. Funziona su qualunque sistema e dispositivo, è indipendente dal provider, è riservata ed ha una sicurezza verificabile (open source). Non è difficile, ma l'argomento merita un po' di dettaglio, per cui ne parlerò per bene prossimamente.
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Commenti
Commenti (70)
Aggiungerei anche BBM (iOS, Android, BlackBerry, a breve anche Windows Phone;gratuita)
Io uso hangout ...
Ciao Paolo,
è parecchio che provo alternative a wahtsap. Le vorrei open-source e criptate. La cosa più difficile è avere un numero ragionevole di contatti .
Surespot è gratutita, ma per attivare l'invio di messaggi vocali bisogna pagare. Apparentemente ha un buon livello di sicurezza integrato ed è abbastanza semplice da usare. Ma bisogna ricordare la password e aggiungere tutti i contatti, uno ad uno.

Telegram lo trovo interessante, ha numerosi client (un paio per android, uno per ios, vari per pc e per windows phone). Il server non è ancora open source, ma speriamo che lo diventi presto. Funziona esattamente come whatsapp (anche nell'interfaccia e nella ricerca dei contatti con i numeri della rubrica), in più ha la possibilità di avere messaggi cifrati "end to end". Peccato che pare che la cifratura sia tutt'altro che a prova di bomba. Però la loro policy sulla privacy è semplice, chiara e desta poche preoccupazioni ( https://telegram.org/privacy ).
In compenso dopo che l'ho installata, e un po' pubblicizzata tra gli amici, un sacco di loro sono arrivati nella rubrica di Telegram, e questo è sicuramente un punto a favore.

Per finire lascio qui un link con un confronto interessante e varie considerazioni sulla sicurezza:
https://missingm.co/2014/02/fighting-dishfire-the-state-of-mobile-cross-platform-encrypted-messaging/
Se riesci a trovare un modo per convincere le persone ad usare le mail cifrate ti pago due pizze, non una. Per tutta la famiglia! :-)
Nessuno ha qualcosa da nascondere... sic!
Ma soprattutto...perchè? :)
E anche Kontalk: http://kontalk.org/ anche se al momento è un po' limitata come numero di piattaforme. Per quanto riguarda la privacy però sembra promettente.
Il fatto che non legga la mia rubrica, mi sembra una richiesta un po' assurda.
Se non mi legge la rubrica come fa a sapere chi altro dei miei contatti usa il mio stesso programma di messaggistica e farmelo apparire?
Il fatto che non legga la mia rubrica, mi sembra una richiesta un po' assurda.
Se non mi legge la rubrica come fa a sapere chi altro dei miei contatti usa il mio stesso programma di messaggistica e farmelo apparire?
Merita menzione TextSecure di Open WhisperSystems (Android) e la sua derivata WhisperPush di default su CyanogenMod (Android)
Mi chiedo quanto sia legale archiviare numeri di chi non sia iscritto a WhatsApp. Io, per esempio, non sono iscritto ma molti miei amici sì. Il fatto che miei amici abbiano il mio numero di telefono (un dato protetto dalla legge sulla privacy) non implica che un app possa leggerlo e archiviarselo. Teoricamente WhatsApp dovrebbe chiedermi il consenso a conservavre un mio dato personale.
Il fatto che chieda il consenso a un mio amico non credo che valga.
Riguardo a Telegram vi sono state diverse discussioni nel mondo FLOSS, segnalo qui un paio di link in cui viene sconsigliata tale app

http://blog.tincho.org/posts/Telegram/
http://unhandledexpression.com/2013/12/17/telegram-stand-back-we-know-maths/
Vorrei segnalare anche Heml.is
Non è ancora uscita ma, da quanto pubblicato sul sito degli sviluppatori (tra l'altro uno di essi è il co-fondatore di thepiratebay), promette bene in quanto a privacy e sicurezza.
Segnalerei anche whistle ( https://whistle.im/ ) ancora in beta ma ottimi presupposti. Poco invasiva.
Ci sarebbe un'alternativa: imparare a usare la mail cifrata
La mail ha un altro vantaggio: essendo un protocollo standard non obbliga tutti ad usare la stessa applicazione e gli stessi server. Ma non credo che gli attuali sviluppatori di App mobili siano mlto propensi a fornire una tale feature.
Ciao, Viber esiste anche per Linux, sia 32 che 64 bit.
@ciccio bello
certo che la deve leggere e per ogni numero che trova già iscritto segnalarmelo anche, ma per tutti gli altri NON DOVREBBE memorizzare un bel niente! Perchè il mio numero deve essere scritto nei loro server? Chi gli ha dato il diritto di farlo? Io no di certo, e io sono l'unico titolare del mio numero, non quelli che lo hanno nella mia rubrica!!
Ciccio bello,

Il fatto che non legga la mia rubrica, mi sembra una richiesta un po' assurda.

Non è assurda. Come già detto in altre occasioni, un'app può evitare di leggersi TUTTA la mia rubrica e può chiedermi di selezionare quali numeri della mia rubrica voglio lasciarle leggere.
Bah. Paolo, ti seguo da sempre e ti stimo, ma siamo arrivati ai livelli di paranoia. L'app deve conoscere i numeri della rubrica per dirmi chi lo sta usando, e la tua idea di "far selezionare, di volta in volta, quale numero condividere" è un incubo di usabilità e non risolve il problema, perchè QUEI numeri sono COMUNQUE condivisi. Poi supponi di voler verificare se una persona che hai nei contatti ha Whatsapp, senza però chiederglielo direttamente: l'unica cosa che puoi fare è chiedere a Whatsapp "scusa, mi verifichi se sto numero lo avete?" e quindi di fatto gli stai dando il numero che magari loro non avevano.

La "bellezza" di WhatsApp è proprio quella che lo installi e va, senza dover creare account come uno Skype o un Facebook Messenger.

Ma poi, scusate, tutta sta paranoia delle "nuove aziende che hanno la mia rubrica". Ma NESSUNO ci pensa che il vostro fornitore telefonico HA la vostra rubrica (o sostanzialmente la può ricavare facilmente) e sa tutto di voi - molto più di WhatsApp? Perché adesso vi fate sto problema quando esiste da sempre?
Ma NESSUNO ci pensa che il vostro fornitore telefonico HA la vostra rubrica (o sostanzialmente la può ricavare facilmente)

Davvero? E come fa ad avere tutta la mia rubrica?
Sinceramente mi inquietano molto di più i cinesi di wechat piuttosto che facebook.
@Stupidocane (sorry, non riesco a citare): ma se tu (X) col tuo numero mandi un SMS a Y o fai una chiamata, il tuo operatore non sa che X ha chiamato Y? Ok non saprà che ce l'hai in rubrica, ma quando vede la chiamata andare svariate volte non lo può dedurre?

Non capisco, davvero, la paranoia di "dare la mia rubrica a WA", francamente. Tutti i tuoi dati di chiamata (che, per inciso, sono MOLTO più validi della tua rubrica) li ha già il tuo operatore, ma NESSUNO solleva il problema!
Kaizenware, forse non ti è chiaro che l'operatore non ha per default un database dei numeri che hai in rubrica né può farselo per vie traverse. Per legge. L'unica maniera in cui l'operatore possa avere una copia della rubrica è acconsentire a salvare la propria rubrica su un loro server come backup, non per inviare messaggi o per sapere chi è con lui o sotto altri operatori. Loperatore, infatti, non usa la rubrica per farti capire chi tra i tuoi contatti è Vodafone o Tre o Tim. Usa il numero che il TUO telefono ha salvato sopra per inviare chiamate e numeri. Non lo fa da un proprio database.
@Paolo, due riflessioni:
1. non è proprio diverso perchè la visibilità del mio numero è soggetta a cosa fa un terzo (la persona che ha il mio numero in rubrica)
2. un numero è un numero: posso farne uno a caso e chiamare chicchessia: che importa?
Silent Text della Silent Circle?
https://silentcircle.com/
Faccio un esempio che secondo me sottolinea il problema.

Io, Mario Rossi (nome di fantasia) non ho Whatsapp. Ma il mio amico Alberto Bianchi ce l'ha ed ha Whatsapp. Quindi Whatsapp ha il mio numero (123/456789) senza il mio consenso, che al di là dei discorsi sulla paranoia la trovo già una cosa molto grave.

La cosa che fa valere così tanto Whatsapp, secondo me, è che viene inviato il nome del contatto insieme al numero, quindi Whatsapp sa che 123/456789 è il numero di Mario Rossi. Ovviamente il numero può essere memorizzato in rubrica in un altro modo (Mario, cugino di Giovanni, Topo) ma su 450 milioni di rubriche c'è la possibilità che qualche mio conoscente (o anche una persona estranea che ha il mio numero per motivi di lavoro) abbia memorizzato il mio nome e cognome.

Quindi Whatsapp ha potenzialmente in mano una rubrica di miliardi di numeri con un nome associato senza che i proprietari dei numeri lo sappiano o possano richiederne la cancellazione

Aggiungerei anche io BBM, almeno per il fatto che non legge la rubrica e che per scriversi basta comunicare all'interlocutore un anonimo PIN :)
Alcune cose che mi lasciano perplesso:
1) perché problema della privacy è stato sollevato solo dopo l'acquisizione da parte di FaceBook?
2) concordo con chi dice che è molto più "usabile" lasciar leggere la rubrica all'App, ma tra leggerla per dirci chi altri utilizza WA, e leggerle per memorizzarla sui propri server, c'è una discreta differenza.
3) Credo che Google sappia molte più cose di WA, ma ben pochi se ne preoccupano...
4) Non capisco la gente che su FB pubblica di tutto (compre foto "discutibili") ma d'improvviso si è preoccupata di WA

Premesso questo, WA non l'ho disinstallato, continuo ad usarlo, ma gli ho affiancato Telegram... che comunque chiede accesso ai contatti (anzi, su Android non ho visto possibilità di impedirglielo, ma ammetto che non ho nemmeno cercato più di tanto...)
Grazie per l'articolo. Sarebbe stato fantastico avere un'indicazione di quali delle app dell'elenco fa quali cose (cifratura, maggior rispetto della rubrica, ecc.)
Kaizen,

Ma poi, scusate, tutta sta paranoia delle "nuove aziende che hanno la mia rubrica". Ma NESSUNO ci pensa che il vostro fornitore telefonico HA la vostra rubrica (o sostanzialmente la può ricavare facilmente) e sa tutto di voi - molto più di WhatsApp? Perché adesso vi fate sto problema quando esiste da sempre?

Perché il mio fornitore telefonico è un'azienda del mio paese, con la quale posso comunicare nella mia lingua, che è soggetto alle leggi del mio paese e soprattutto che ho scelto io di usare.

Confronta questo con WhatsApp, alla quale tu scegli di affidare il mio numero di telefonino.

Comunque, se sei tranquillo e se la consideri paranoia, nessun problema. Visto che non hai problemi a lasciare che gli altri condividano il tuo numero di telefonino, pubblicalo qui e dimmi se ti piace ancora l'idea :-)
"Se vogliamo tutelare la nostra privacy, la soluzione migliore è non usare app di messaggistica."

E se non vogliamo morire in un incidente, la soluzione migliore è rimanere a casa
Non so.. proprio di WeChat e Line.. non mi fiderei.. bo!
WeChat è di codesta società cinese: http://www.tencent.com/en-us/at/abouttencent.shtml
Mentre Line è giapponese: http://linecorp.com/legal/privacy
Domanda: ma qualcuno sa spiegare senza avvitamenti e teorie ad-hoc perchè i numeri di telefono una volta erano pubblicati, insieme a nome ed indirizzo, sugli elenchi del telefono, e invece da quando ci sono i cellulari la semplice associazione nome/numero di telefono ci appare come una intollerabile violazione della privacy?

p.s. Prendete la mia domanda per quello che è, non per un suggerimento che whatsapp non fa nulla di nuovo, o illegale, o scorretto, che non è.
Pgc, azzardo:

Perché andrebbe ristampato ogni 2 giorni?
@pgc
Domanda: ma qualcuno sa spiegare senza avvitamenti e teorie ad-hoc perchè i numeri di telefono una volta erano pubblicati, insieme a nome ed indirizzo, sugli elenchi del telefono, e invece da quando ci sono i cellulari la semplice associazione nome/numero di telefono ci appare come una intollerabile violazione della privacy?

Semplicemente per la legge sulla privacy.
Prima era automatico, per chi aveva un fisso, essere sull'elenco telefonico. Poi, la legge sulla privacy, già la prima versione del '96, ha definito cosa fossero i "dati personali". L'associazione "numero di telefono" - "nome, cognome e indirizzo" rientra nei dati personali e per la loro pubblicazione nell'elenco è richiesta l'esplicita autorizzazione da parte dell'interessato.

Prima delle legge sulla privacy accadeva il contrario: per non comparire sull'elenco bisognava avere una speciale autorizzazione (della questura se non sbaglio, sono vecchi ricordi quindi potrei dire sciocchiezze) che veniva concessa in certi casi. Ad esempio, se eri un famoso politico, un alto dirigente di una grossa società, potevi non far comparire sull'elenco il numero del tuo telefono.
Per i cellulari era diverso: per farli apparire sull'elenco dovevi farne esplicita richiesta, anche prima dell'introduzione della legge sulla privacy; forse perché si è sempre visto il cellulare come qualcosa di strettamente personale attraverso il quale chiunque è direttamente raggiungibile, mentre con il fisso può sempre rispondere "qualcun altro" *

* Il mio vecchio capo riceveva sempre direttamente le telefonate senza mai passare dalla segretaria (tanto non avevamo a che fare direttamente con la clientela e, quindi, le telefonate non erano tante). Quando riceveva una telefonata non diceva mai chi era. Se l'interlocutore era "scomodo" si spacciava per un qualche dipendente e diceva che il direttore era in qualche posto a controllare qualche cosa. Aggiungo che, all'epoca di cui parlo, i cellulari erano poco diffusi.
Paolo: Perché il mio fornitore telefonico è un'azienda del mio paese, con la quale posso comunicare nella mia lingua, che è soggetto alle leggi del mio paese e soprattutto che ho scelto io di usare.
Mah, sai, equivale a salvare la tua rubrica di indirizzi email su Gmail. Anche lì stai dando un dato personale altrui ad una terza parte (come fa WA) che garantisce di non usarlo personalmente (come fa WA).


Confronta questo con WhatsApp, alla quale tu scegli di affidare il mio numero di telefonino.
Il tuo numero di telefono è semplicemente in "comodato d'uso" a WhatsApp e ha la sola funzione di metterci in contatto. La pagina dei Term of Use di Whatsapp cita molto bene che nessun dato verrà venduto.

Comunque, se sei tranquillo e se la consideri paranoia, nessun problema. Visto che non hai problemi a lasciare che gli altri condividano il tuo numero di telefonino, pubblicalo qui e dimmi se ti piace ancora l'idea :-)
Moot point. Pubblicare qui il mio numero non avrebbe nessuna funzione "utile" e sarebbe disponibile a chiunque passasse di qui (questa è una pagina pubblica). Dare il mio numero a WA in cambio di un servizio non mi causa dermatiti di sorta.

In aggiunta WA nelle condizioni cita molto bene che i messaggi vengono cancellati nua volta consegnati e che se non si riesce a consegnare un messaggio entro 30 giorni, viene cancellato. Mi pare onesto.

Davvero non capisco la differenza: se io ti scrivo una mail e la faccio passare dall'SMTP di Gmail (o il mio che sta comunque in America), l'SMTP *deve* sapere a chi consegnare il messaggio e quindi avere il tuo indirizzo email. Sto "consegnando" il tuo dato privato (il tuo indirizzo email) a Google? Non credo, però anche fosse, non vedo altro modo per assolvere il servizio di consegna.

Secondo me ti sei dimenticato di Hangout!
Non rientra esattamente in quelle citate ma dato che Google ha già in mano tutti i dati necessari, non gli si regala nulla di più utilizzando hangout.
Praticamente tutti quelli che hanno android e/o gmail o un account google hanno già hangout (anche se non lo sanno)
I dati restano "insieme" a tutti gli altri nostri dati, così si tengono compagnia e non si sentono soli! :-P
pgc,

da quando ci sono i cellulari la semplice associazione nome/numero di telefono ci appare come una intollerabile violazione della privacy?

Da quando le società di marketing senza scrupoli hanno abusato massicciamente degli elenchi telefonici per disturbarci in casa a qualunque ora vendendo paccottiglia.

Da quando i molestatori usano la guida del telefono per rintracciare le proprie vittime. Ho seguito casi di donne perseguitate da (ex)mariti e figli sotto copertura pedinati dal padre colpito da ordinanza restrittiva e rintracciati grazie a numeri di telefono.

Se pensi che non sia un problema rendere pubblico il proprio numero di telefono, pubblica pure qui il tuo :-)

La privacy è come l'aria: una necessità fondamentale che apprezziamo solo quando ci manca.
Kaizen,

La pagina dei Term of Use di Whatsapp cita molto bene che nessun dato verrà venduto.

Vorrei condividere il tuo ottimismo nell'altrui integrità, ma ti ricordo che la Privacy Notice di Whatsapp recita: “Qualora WhatsApp venga acquisita o si fonda con un'entità terza, ci riserviamo il diritto di trasferire o assegnare le informazioni che abbiamo raccolto dai nostri utenti”.

Ti auguro di avere ragione, ma i fatti e l'esperienza non giocano a tuo favore.
Premessa:
Capisco i timori e li condivido

Post:
Whatsapp può sapere e conoscere una parte dei nostri dati, ma l'operatore telefonico (provider) ne sa anche di più (tutto passa tramite il provider, tutto). Il discorso che fa Paolo di "Perché il mio fornitore telefonico è un'azienda del mio paese, con la quale posso comunicare nella mia lingua, che è soggetto alle leggi del mio paese e soprattutto che ho scelto io di usare." non mi trova d'accordo.
prima obiezione: whatsapp per gli statunitensi (risiede lì l'azienda) non sarebbe un pericolo quindi?
Seconda obiezione: Telecom è finita in mani spagnole. Noi italiani dobbiamo considerarci fregati?
Terza obiezione:Appena consulto un sito che risiede su un server di un paese X sono a rischio?

Direi che il discorso di "dove risiede l'azienda" ha un valore parziale, sia perché soggettivo (ad un americano non cambia nulla nel caso), sia perché ora come ora è un po' difficile dire dove hanno memorizzato effettivamente i dati. Magari sono un server in Russia o Cina!

Da quel che capisco il difetto di cui ti lamenti è la non possibilità di selezionare uno ad uno le persone in rubrica e che tizio x possa fornire il numero di telefono di tizio y. Bene, come contatta il primo tizio il secondo? Gli manda un messaggio via whatsapp! Quindi, come vedete i dati privati gli passano tra le mani, al di là della rubrica.
… i numeri di telefono una volta erano pubblicati, insieme a nome ed indirizzo, sugli elenchi del telefono …

Chi gestiva/gestisce gli elenchi telefonici - anche cartacei - è soggetto alla legge sulla privacy con tutti gli obblighi che ciò comporta.
L'utilizzo di un tale elenco cartaceo è libero, nel senso che chiunque lo può utilizzare per telefonare a chicchesia.
Se però qualcuno copia da questo elenco 500 nomi con indirizzo e numero - anche se solo trascrivendoli su foglietti di carta - li rende potenzialmente trattabili, diventa titolare di trattamento dati personali, ricade sotto la stessa legge sulla privacy con obbligo di richiedere espresso consenso per comunicazioni automatizzate, invio di posta elettronica, fax, sms ecc.
Paolo, Guastulfo, Grammarfone, etc.

Le risposte che ho ricevuto non mi convincono molto:

(1) la legge sulla privacy è CONSEGUENZA di una diversa sensibilità nei confronti della privacy, non una sua CAUSA. Esattamente come si fa una legge contro i furti perchè uno è disturbato dai furti, e non viceversa (sono disturbato dai furti perchè c'è una legge contro di essi). Io mi interrogavo sulla causa...
(2) forse le cose in Italia sono cambiate, ma i telefoni fissi continuano ad essere sugli elenchi telefonici, con tanto di indirizzo (almeno in Chile)
(3) E' chiaro che se SOLO il mio telefono fosse in bella vista qui sul tuo blog, soprattutto dopo questo mio intervento sarebbe oggetto di possibili scherzi. Se fosse confuso in un elenco con TUTTI gli altri non lo sarebbe. Esattamente come una donna in bikini in spiaggia fa un effetto diverso di una donna in bikini per la strada. O no, caro Paolo? :)




/remember on
Forse sono troppo vecchio per ricordare le chat sui canali IRC e il mitico ICQ (che esiste ancora pure con app per le varie tipologie di telefono).
Ho conosciuto persone da tutto il mondo, a volte si passava il tempo a scherzare con sconosciuti, poi a volte ci si conosceva anche in voce sfruttando proprio ICQ.
Tutto era preso come un gioco, anche quello di creare script per floodarsi e fa cadere la connessione alla rete di chat e le relative contromisure.
Erano a volte un paio d'ore serali, usando un modem 56 kbps che per mandare delle righe di testo era più che sufficiente.
/remember off

Ora vedo persone che digitano compulsivamente in qualsiasi posto (dal medico, in autobus, camminando con la testa bassa, pure al cinema!). Non so se tutto questo sia meglio o peggio ma personalmente ho disinstallato WhatsApp sul cellulare e non l'ho sostituito con null'altro. Ho capito che non mi serve a nulla. I miei amici e parenti se vogliono contattarmi hanno il mio n° fisso, il n° mobile, l'e-mail.
Non basta?

Non mi intendo di chat, ma mi sembra che nessuno abbia segnalato ChatSecure:
https://guardianproject.info/apps/chatsecure/
https://chatsecure.org/
https://en.wikipedia.org/wiki/The_Guardian_Project_%28software%29

Tony
Trovo che ne manca una, si tratta di MessageMe che io trovo gradevole e potente come le migliori.
Una domanda: è una svista oppure ci sono dei motivi per cui l'hai omessa?
"Visto che non hai problemi a lasciare che gli altri condividano il tuo numero di telefonino, pubblicalo qui e dimmi se ti piace ancora l'idea :-)"
Questa è un suggerimento intellettualmente disonesto. :-) Una cosa è accettare che un azienda che mi fornisce un servizio (specie se gratuito!) abbia alcuni miei dati, cosa abbastanza comune e che non crea problemi al 95% delle persone al mondo. L'altro è rendere pubblico il numero telefonico in maniera che tutti gli squilibrati possano contattarmi. :)

Mi sembra che ci sia molta ideologia su quest'argomento. Io mi prendo i messaggi gratis e comodi, e anche se le mie informazioni venissero usate per uno studio pubblicitario non me ne può fregare di meno, lo spam lo filtro.
Se alcuni preferiscono rinunciare a questi vantaggi per paura che una compagnia gli mandi pubblicità mirate invece che quelle standard facciano pure. :)

TextSecure,
non ho avuto modo di provarla ma leggendo il blog di whispersystems mi sembra la migliore per quanto riguarda la privacy.
Innanzitutto è open source, condizione necessaria per potersi fidare, inoltre sembra realizzata da persone competenti.
Da quanto ho capito dal loro blog questa app dovrebbe risolvere il problema che hanno le chat basate su OTR che necessitano di una connessione continua per effettuare lo scambio di chiavi con cui cifrare i messaggi. Questo dovrebbe consentire l'uso degli sms per continuare la conversazione cifrata anche nel caso di interruzione del traffico dati.
Inoltre questa tipologia di app come anche quelle basate su OTR forniscono una sicurezza ulteriore rispetto alla mail con PGP. Con PGP in caso di una futura compromissione della chiave tutte le mail intercettate potrebbero essere decifrate, con OTR e affini invece la chiave cambia a ogni messaggio.
L'unico problema è che non c'è ancora l'app per iOS ma dovrebbe essere pronta a breve.
@Kaizen

L'operatore telefonico comunque non conserva ne' la tua rubrica, ne' il testo dei tuoi sms o conversazioni, ne' il contenuto delle tue telefonate (come a volte leggo in giro). L'operatore telefonico conserva solo ed esclusivamente i dati della tua telefonata che, come diceva qualcuno, per legge e' obbligato a conservare per un certo numero di anni (poiche' gli organi di sicurezza possono chiedere all'operatore di fornire i dati storicizzati di qualsiasi suo abbonato e l'operatore deve averli).
Lo stesso dicasi per tutta la tracciabilita' della navigazione su Internet, dal momento in cui gli operatori telefonici sono diventati anche provider.
Quello che ho scritto lo dico per certo, dato che ci lavoro.
Paolo,

"Ho seguito casi di donne perseguitate da (ex)mariti e figli sotto copertura pedinati dal padre colpito da ordinanza restrittiva e rintracciati grazie a numeri di telefono."

Mi sembra assurdo preoccuparsi così per la privacy data da Whatsapp quando vivamo in uno Stato in cui se paghi una decina di euro al PRA puoi, dando il numero di targa, venire a sapere nome, cognome veri (e non cose tipo "Gigi Pallavolo"), data di nascita, INDIRIZZO (!!!), ipoteche presenti, finanziamenti, fermi amministrativi, locazioni ecc ecc dell'intestatario dell'auto... stalkers, maniaci eccetera ci possono rintracciare moooolto facilmente, anche senza mancanza di correttezza di un'app...
ByZ-2K: forse non mi sono spiegato. Io non dico che le Telco usano il nostro dato. Dico che POTREBBERO usarlo, se volessero.
WhatsApp non usa il nostro dato, POTREBBE usarlo se volesse.

Cosa cambia?
@pgc
la legge sulla privacy è CONSEGUENZA di una diversa sensibilità nei confronti della privacy, non una sua CAUSA. Esattamente come si fa una legge contro i furti perchè uno è disturbato dai furti, e non viceversa (sono disturbato dai furti perchè c'è una legge contro di essi). Io mi interrogavo sulla causa...

Prima ho sottinteso delle cose.
La legge sulla privacy (dlgs 196/03 e prima 675/96) non è nata per una sopravvenuta sensibilità alla privacy o perché c'erano i call center asfissianti che non ti lasciavano dormire nemmeno la notte. E', invece, nata perché c'era un vuoto normativo che metteva in difficoltà i giudici quando si trovavano a discutere cause che riguardavano o toccavano l'argomento "dati personali".

Ad esempio, Tizio si faceva dire dal dott. Caio le condizioni di salute di Sempronio per trarne dei vantaggi; oppure, per un errore venivano diffuse informazioni riservate relative a dei clienti di una banca. Come si faceva a quantificare il livello di responsabilità della banca? Se la banca si era attenuta alla cosiddetta "diligenza del buon padre di famiglia" (del codice civile) difficilmente si otteneva giustizia perchè, soprattutto con l'avvento dell'informatica, il giudice non era sempre in grado di sapere quanto la banca fosse stata diligente. Ma poteva anche capitare il contrario: ci si poteva trovare condannati per aver difuuso delle informazioni che, invece, potevano essere diffuse.

E' sorta, quindi, la necessità di regolamentare l'argomento "dati personali" e si è cominciato dal definirli. La legge stabilisce anche le misure minime da adottare per proteggere tali dati.

Nella definizione di "dati personali" rientra a pieno titolo il nome, cognome e indirizzo presenti nell'elenco telefonico. Quindi, tali dati vanno trattati secondo la legge sulla privacy: bisogna chiedere il consenso dell'interessato per pubblicare il suo numero di telefono nell'elenco.

Quindi, nessuna conseguenza ad una diversa sensibilità sulla privacy. Semplicemente una legge nata per altre esigenze (colmare un vuoto legislativo) ha avuto conseguenze anche in altri campi.
Tutti in fuga per un disservizio durato qualche ora o perché preoccupati da fb? Mi sembra il classico articolo da "giornalino". Non dico che non ci siano applicazioni migliori, io trovo molto bello hangout, ma dico che è la diffusione la cosa che più, ovviamente, interessa. Portando ad esempio hangout, bellissimo ma inutile.
Telegram è molto bello e ha avuto un bel hype!
Stanno passando molti utenti e lo sto consigliando a tutti :3

Comunque val la pena di nominarne un altro, che però purtroppo non è ancora disponibile.. Hemlis
https://heml.is/
Nato da un progetto Kickstarter, dai creatori di The Pirate Bay, ha avuto un successo immediato e ne sentiremo presto parlare. Ovviamente è tutto incentrato sulla sicurezza e privacy.
Non capisco molto il clamore per WA. Lasciamo gia ai nostri gestori di posta tutti i nostri dati in CHIARO, sanno le nostre bollette, i nostri contatti di lavoro (se non abbiamo un nostro server a pagamento dedicato) e nessuno sarebbe disponibile a rinunciare alle email, credo. Come diceva qualcuno, il nostro gestore telefonico sa ogni nostra chiamata, sms, spostamento (tramite le connessioni alle antenne cellulari); e molte altre se ne potrebbero dire. Siamo sicuri che WA sia veramente un problema? Ormai la privacy non esiste più, mettiamocela via. Se vogliamo usare il cellulare, chattare, messaggiare, e così via dobbiamo usare dei servizi e i gestori non fanno niente per niente, ma anzi ne approfittano in ogni modo per loro remunerativo. E, sinceramente, li comprendo. E se decidete di cambiare WA per una nuova applicazione, state tranquilli: appena quest'ultima diventerà appetibile, verrà comprata e saremo punto e a capo, come è già successo.
@Kaizenware

Il mio intervento era solo per sfatare il "mito" che a volte sento sul fatto che gli operatori telefonici hanno accesso a tutto cio' che riguarda il cliente. Questo e' errato. Non dico che "non potrebbero" farlo, ma sarebbe illegale e nessun operatore rischierebbe di farsi annullare la licenza per questi motivi.
Tutti i dati conservati come dicevo prima non includono i contenuti ma solo indicazioni accessorie che tra l'altro e' obbligatorio conservare per legge.
I contenuti sono invece a disposizione esclusiva della magistratura qualora ne faccia richiesta esplicita, cosi' come il fatto di mettere sotto sorveglianza alcuni numeri, ma non possono essere acquisiti dall'operatore.
Aggiungo inoltre che tutti i dati acquisiti dall'operatore e ritenuti "sensibili" sono inaccessibili ai dipendenti e non vengono resi disponibili nemmeno se il proprietario dei dati autorizza il loro utilizzo.

Infine per rispondere alla differenza tra whatsapp e gli operatori, mi trovo d'accordo con quanto detto da altri: la differenza e' sostanziale in quanto io firmo un contratto con l'operatore telefonico in cui si norma il fatto che rendo disponibili alcuni miei dati personali, non quelli di altri come invece avviene con whatsapp. Ma poi quello che mi sinceramente trovo pazzesco non e' solo il fatto che vengano acquisiti dati senza il consenso, ma piuttosto che tutte le conversazioni non sono cifrate e sono facilmente intercettabili. Questo secondo me e' il peggior difetto che ha (e lo dico da utente che lo utilizza)
Sulle polemiche su Telegram nel mondo Open Source... spesso nel mondo dell'Open Source si ragiona quasi come gli adepti di una religione... Il che è un peccato. La crittografia si sa essere comunque (tranne in un paio di casi) reversibile, quindi se io ho un preciso interesse nel decrittare dei dati, prima o poi lo faccio. Oltretutto quante volte vi capita di leggere messaggi sul telefono in un luogo affollato? Chiunque può leggervi da sopra la spalla. Quante volte telefonate in pubblico parlando magari di fatti personali? Tutti possono sentirvi.

Quello che dovrebbe destare più preoccupazione secondo me non è tanto la riservatezza dei messaggi, quanto l'uso che si fa dei contatti.
Guastulfo,

hai perfettamente ragione e mi hai chiarito molti aspetti della cosa, anche se resta il fatto che gli elenchi telefonici esistevano e - credo - continuano ad esistere anche in Italia.

In effetti, comunque, è buffo che un concetto come quello di privacy si sia sviluppato in italia così in ritardo, mentre la legislazione USA la protegge fin da metà '800. Non a caso impieghiamo il termine in inglese, e non l'equivalente italiano, che sarebbe riservatezza: perchè in fondo è dagli anglosassoni che abbiamo appreso l'esistenza del problema. Ricordo benissimo quando se ne cominciò a parlare in Italia, circa 30 anni fa per poi diventare una specie di ritornello.

Ma era proprio questo il problema che ponevo: perchè questo ritardo culturale, e perchè proprio allora? Purtroppo su questo blog noto sempre più un atteggiamento un po' bianco/nero, come se si dovesse scegliere un campo, in questo caso pro o contro le invasioni della privacy da parte di whatsapp.

Se invece uno pone una domanda della quale non sa la risposta, pur rispettando la tesi dell'articolo (come avevo precisato esplicitamente) viene preso per un pericoloso sabotatore di certezze. Ma vabbè, ci sono abituato. Secondo me però non dovrebbe essere così.

Comunque sia, dopo avere posto la mia domanda sono andato a cercarmi da solo una risposta e mi sono reso conto che esiste un certo numero di teorie sul perchè la privacy ha acquisito sempre maggiore valore anche in Italia. Alcune abbastanza banali, come per esempio il fatto che la diffusione dei sistemi di computazione e l'esistenza di molte più reti che nel passato rendono facile, rapido ed economico "scassare le palle" a un fantastiliardo di persone, cosa che in passato era complicato e costava tempo e denaro.

Un altro motivo per il quale non esistono elenchi di telefoni cellulari pubblici è che questi telefoni si sono diffusi a partire da una clientela VIP, che poteva attrarre malintenzionati e scocciatori, visto che era comunque accessibile anche dalla rete fissa. Famosa la barzelletta anni '80 - se non erro - in cui Berlusconi telefonava a Gianni Agnelli dalla macchina, ansioso di fargli sapere che anche lui adesso aveva il telefono in auto. Ma trovava un nastro registrato che gli diceva che anche l'Avvocato era in auto ma... impegnato sull'altra linea.

un saluto
@pgc

Io credo che l'interesse e la sensibilità verso la privacy sia nato proprio per via delle clausole sul trattamento dei dati personali che sono apparse nei vari documenti a partire dal 1996. Anche i curricula dovevano (e devono) includere l'autorizzazione al trattamento degli stessi da parte del potenziale datore di lavoro, altrimenti devono essere distrutti.

A furia di vedersi davanti queste clausole, la gente ha cominciato a chiedersi che "cavolo" fosse 'sta privacy.

Secondo me la sensibilità alla privacy è stata conseguenza della legge, una cosa un po' all'italiana insomma :-)

A riprova di quanto affermo, basta considerare che prima del '96 a nessuno dava fastidio se, in coda in farmacia, o alla posta subito dietro c'era un estraneo che vedeva i medicinali che compravi o quanto versavi sul libretto postale.
Poi sono apparse le linee gialle. Oggi prova a superarle e vedi che succede :-)
Però a me interessa una cosa,cioè noi non dovremmo avere la privacy su facebook però appena facebook si aggiorna la privacy si elimina
Guastulfo,

ricordo le cose in maniera molto diversa. A quei tempi ero in Italia, e ricordo che cominciò a diffondersi il termine privacy molto prima. Una ricerca con ngram sembrerebbe convalidare quello che dico: la parola privacy si diffuse in italia ben prima del 1996, anno della legge, e in maniera progressiva.

un saluto

"Per le mafie, che ormai da anni utilizzano Skype e negli ultimi mesi hanno scoperto WhastApp, un sistema di chat completamente anonimo risolverebbe per sempre il capitolo intercettazioni".
di Biagio Simonetta - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/Wn3Bd
BBM, puoi anche parlare e non devi dare il numero di telefono a nessuno...
Consiglio Kontalk (come già detto da iacchi), progetto completamente open source e italiano. La versione attualmente sul playstore è basata su un protocollo free e la sicurezza non è ancora al 100% ma la versione in sviluppo, ovvero la 3 http://blog.casaricci.it/2014/02/45/kontalk-30-is-now-alpha ha supporto a XMPP e conversazione sempre criptate. Provatelo e condividete!
ByZ-2K, la possibilità non è solo teorica, è già successo proprio in Italia, te lo ricordi lo scandalo dei dossier Telecom? Il nome Tavaroli ti dice niente? Non mi pare che abbiano ritirato la licenza a Telecom Italia no?
Inoltre può anche succedere all'insaputa dell'operatore telefonico come pare sia successo all'estero ad opera di NSA e GHCQ (i cuginetti inglesi).

La soluzione potrebbe essere quella delle mail cifrate ma Snowden ha fatto notare che anche i puntio di partenza e arrivo potrebbero essere deboli.

Io con whatsapp ho usato una soluizione diversa. L'ho installato con un trucco su un tablet senza 3g (usando però un numero di telefono reale su cui ho ricevuto un SMS con codice di attivazione) per cui può accedere solo ai contatti che aggiungo esplicitamente. Pensavo che andasse a leggere i contatti da Google ma evidentemente non lo fa.
Pgc, tagliando la testa al toro, io direi che il numero di telefono cellulare è strettamente personale, quindi passibile di sottostare ad una regolazione più restrittiva di un numero di telefono di linea fissa, dato che quest'ultimo è sì intestato a persona fisica, ma con un'ottica più ampia come potrebbe essere il nucleo famigliare od una azienda.

Se nel secondo caso si può avere la possibilità, ove non proprio la necessità, di rintracciare chiunque in casi d'emergenza, il numero di cellulare invece rientra, secondo me, nell'ambito della sfera della privacy personale, dove si può essere rintracciati solo da chi ha il proprio numero. In altre parole, l'uso del numero di cellulare è a totale discrezione dell'utente, mentre il numero di telefono fisso no.

Poi ci sono sicuramente delle motivazioni anche tecniche, come dicevo poco sopra: un eventuale database di numeri personali, dovrebbe essere aggiornato in continuazione date le numerose nuove attivazioni giornaliere. Vero è che i gestori lo hanno per forza, altrimenti non potrebbero far funzionare la loro rete, ma non hanno quello dei concorrenti.

Credo comunque sia giusto mantenere questo distacco tra pubblicazione di numero di linea fissa e non pubblicazione del numero personale. All'oggi ci si può altresì opporre alla pubblicazione del numero di linea fissa, cosa che trovo inequivocabilmente corretta. Il singolo può decidere in autonomia quanti e quali dati rendere pubblici.

Il tutto è comunque un pourparler, semplici riflessioni di uno Stupidocane qualunque. :)
""Per le mafie, che ormai da anni utilizzano Skype e negli ultimi mesi hanno scoperto WhastApp, un sistema di chat completamente anonimo risolverebbe per sempre il capitolo intercettazioni".
di Biagio Simonetta - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/Wn3Bd"

Veramente no. Primo perché non esiste un sistema di chat completamente anonimo (e probabilmente non esisterà mai) perché se la comunicazione è bidirezionale ciascun estremo deve poter rintracciare l'altro. E secondo perché se non voglio farmi intercettare semplicemente non uso il telefono/internet/whatever. Vedi i famosi "pizzini".

Ah, skype è intercettabilissimo. http://goo.gl/PHRNj7 o http://www.maravis.com/security-of-skype-calls/
@Scatola Grande

Premesso che non esiste il sistema perfetto ne' quello totalmente inviolabile, il punto e' sempre valutare se il gioco vale la candela.
Quando dico che gli operatori telefonici "potrebbero" accedere ad alcuni tipi di dati ma non lo fanno intendo proprio cio' che ho detto. E' maggiore il rischio che si corre nel farlo (commettendo un reato) rispetto all'utilita' che se ne ha.
In ogni caso le frodi esistono e sempre esisteranno ovunque. Ma non e' una pratica comune e non e' vero che vengono conservati tutti i dati. Per esempio io ci lavoro in una telco e non e' possibile in alcun modo per me risalire ad alcun dato inerente non solo comunicazioni di altri, ma nemmeno mie. Proprio non esiste nessun database, storage o altro che conservi i miei contenuti (ripeto a meno di frodi, ma tralascerei un attimo il caso della frode rispetto a quello della normalita' operativa).

Per whatsapp non e' cosi': c'e' proprio scritto che vengono letti tutti i dati della rubrica. E conservati. E potenzialmente venduti. E tu non ti puoi opporre ma peggio, se ad un certo punto decidi che vuoi "rescindere" il contratto non potrai comunque cancellare i tuoi dati. Tu hai trovato una soluzione alternativa, ma ti sei dovuto ingegnare e non e' la norma, in ogni caso non sei protetto dal fatto che qualche tuo amico abbia il tuo numero salvato e lo ceda senza il tuo consenso. Magari si tratta di una cosa per te irrilevante, ma e' il principio che e' errato!

Infine, sul fatto che anche la cifratura a chiave asimmetrica abbia punti deboli, non ci sono dubbi. Ma se e' per questo anche la cassaforte piu' inviolabile del mondo avra' qualche punto debole.. solo che non e' alla portata praticamente di nessuno il fatto di violarla.
Non metto assolutamente in dubbio le tue parole. Ovviamente alle telco non interessa l'intercettazione di massa, sarebbe un costo insostenibile, già il fatto di conservare chi ha telefonato a chi e quando è un costo, devi usare delle macchine apposta per tenere su un database. E poi che diavolo se ne farebbero di tutte queste informazioni a stragrande maggioranza senza valore? Appunto il gioco non vale la candela.
Ma se parliamo di intercettare obiettivi specifici di valore questo è stato fatto, ne ha parlato Snowden l'anno scorso, se n'è parlato oltre 10 anni fa quando scoppiò lo scandalo Echelon. Ai tempi di Echelon si parlava proprio di telefonate sottoposte a sistemi di analisi automatica. E non per cercare terroristi ma per informazioni economiche o di altro tipo.
Tavaroli e compagni mica intercettavano tutti, solo gli obiettivi importanti.
Alla Telco ovviamente non conviene farlo apertamente, se si venisse a coprire perderebbe tutti i clienti, ma ci sono le exit strategy, si da la colpa a qualcuno come è successo in Telecom oppure si dice che si agiva sotto ordini di NSA.
Negli USA poi potrebbe succedere semplicemente perché la Telco vi è costretta dal governo e non ne può neanche parlare perché violerebbe la legge.
Potrebbe succedere anche in Italia se la telco, ad esempio, venisse sottoposta a ricatto.
Ai tempi di Echelon ci fu lo scandalo della Crypto AG svizzera che fu pagata da NSA per mettere bachi nelle loro macchine, oggi veniamo a sapere dell'algoritmo bacato usato da RSA (pagata), CISCO e altri.

In altre parole noi comuni mortali siamo sottoposti ad una sorta di pesca a strascico, prevalentemente su internet ormai, realizzata con sistemi automatici di analisi (cosa che le Telco fanno già, ad esempio per filtrare il traffico P2P o VOIP ma non tengono dati specifici, tizio usa il VOIP, caio scarica con P2P, probabilmente solo statistiche di traffico per migliorare il servizio o impedire il VOIP) ma se c'è da tenere d'occhio un obiettivo importante, una azienda che partecipa ad una importante gara d'appalto, allora le cose cambiano.
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Ai tempi di Echelon ci fu lo scandalo della Crypto AG svizzera che fu pagata da NSA per mettere bachi nelle loro macchine

Si disse che fu pagata dalla NSA e dalla Bundesnachrichtendienst germanica ma non fu mai provato tant'è che la Crypto AG è ancora sul mercato.

La mano sul fuoco non ce la metto ma le accuse erano tutte basate su supposizioni, a volte ardite, e partirono da un sospetto degli iraniani nel 1992.

Ps. Detto inter nos: a volte ho come l'impressione che si sopravvalutino le capacità dell'intelligence statunitense.
io uso icq su windows phone 8 e va da dio. E' free