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26 commenti

SpaceX, decollo e rientro del Falcon 9, porta una capsula Dragon “riciclata” alla Stazione Spaziale

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/06/07 8:25.

Ieri notte (alle 23:07 ora italiana) è partita dalla rampa 39A del Kennedy Space Center, in Florida, la missione cargo CRS-11, destinata a rifornire la Stazione Spaziale Internazionale con circa 3000 kg di provviste ed esperimenti. È il centesimo lancio che parte da questa storica rampa, dalla quale spiccarono il volo quasi tutte le missioni lunari con equipaggio del programma Apollo.

Il primo stadio del vettore Falcon 9 di SpaceX è tornato alla zona di lancio, atterrando sull'apposita piazzola LZ-1 ad alcuni chilometri dal punto di partenza, per essere riutilizzato per un lancio successivo. Il rientro controllato, con atterraggio verticale sulle zampe, sta diventando quasi una routine, ma rimane sempre spettacolare e conferma l'affidabilità del concetto di rientro controllato di un primo stadio di un vettore orbitale.

Anche la capsula Dragon fa parte dei piani di “riciclaggio” dei componenti dei vettori spaziali di SpaceX: la Dragon è infatti al suo secondo volo, essendo già stata usata per la missione CRS-4 (quella che a settembre 2014 rifornì la Stazione per la successiva missione di Samantha Cristoforetti). È la prima volta che una di queste capsule viene riutilizzata integralmente (dopo la sostituzione dello scudo termico e di alcuni componenti).

Qui sotto trovate alcuni video e alcune foto delle fasi salienti della missione oltre alla telecronaca completa del volo.








Nel video qui sotto: decollo a 28:20; separazione e giravolta del primo stadio a 32:00; riaccensione di rientro a 36:00; atterraggio a 37:10; separazione della Dragon a 40:10.


2017/06/07 8:25. Poco fa SpaceX ha messo online questo bel video dell'atterraggio, ripreso da un drone. Consiglio di guardarlo a tutto schermo.


Fonte: SpaceX.
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Commenti
Commenti (26)
Di solito metto uno sfondo animato sul mio smartphone, ma il Falcon 9 che atterra merita di nuovo la mia "Homepage" ✯✯✯✯✯
Una domanda, per quale ragione la fiamma prodotta dal motore inizialmente è unica e poi intorno ai 20 Km (circa a 31' del filmato) di quota si apre mostrando vari flussi radiali oltre a quello centrale?
Non capisco come faccia ad annullare la velocità orizzontale, tanto da tornare indietro, con una breve accensione del razzo. Vero che a quel punto è vuoto e scarico, ma si tratta pur sempre di velocità folli, o no?
Roberto,

man mano che il razzo sale, diminuisce la pressione atmosferica intorno ad esso e alla fiamma. Essendo meno contenuta dalla pressione esterna, si apre maggiormente.

I flussi multipli dei 9 motori che lavorano tutti insieme inizialmente non si vedono, ma ci sono (raggruppati); poi si allargano.
Davide,

Non capisco come faccia ad annullare la velocità orizzontale, tanto da tornare indietro, con una breve accensione del razzo

Breve, ma potente. Parte del lavoro, inoltre, lo fa la resistenza aerodinamica.

Tieni conto che quella "inversione a U" che vedi è in realtà un'illusione ottica perché ti mancano riferimenti visivi. In realtà nella parte iniziale del suo "tornare indietro" prosegue nella stessa direzione del secondo stadio, ma più lentamente rispetto ad esso, per cui dà l'impressione di cambiare direzione di colpo. La traiettoria reale è molto più complessa.
Traiettorie del Falcon 9:
https://www.youtube.com/user/TheG0Getter/videos
Buongiorno,
io invece muoio dalla voglia di sapere cosa sia quell'oggetto che si vede al 36:00.

Emiliano
Emiliano Fabbri,ho fatto un ferma immagine,a me sembra un drone.
L'ho fatto anche io..difficile dire cos'è in un fotagramma in particolare sembra un aereo militare..mah..
Vi prego non tiriamo in ballo gli ufo ;)

Vi condivido i frame catturati

Il frame 2 è quello che sembra mostrare la sagoma di un aereo

Frame 1
https://drive.google.com/open?id=0B2dt6KpydFnoSmtOOXRDY1JTTDg

Frame2
https://drive.google.com/open?id=0B2dt6KpydFnoNHRkN3VCckpjVnc

Frame 3
https://drive.google.com/open?id=0B2dt6KpydFnoSFhIMkRUekRJOU0
MT, Emiliano, renatocolo,

è probabilmente un frammento staccatosi dalla parte inferiore del Falcon 9. Lo stadio è in caduta, sta a circa 57 km di quota. A quella quota non ci sono aerei, nè civili né militari, semplicemente per carenza d'atmosfera che consenta il volo.
Paolo mi ha già fatto notare su twitter
https://twitter.com/mt_0x/status/871832833500876800

che la sagoma appare a 57 Km di quota, decisamente fuori quota per droni o aerei

Che rischio quel frammento sembra passare veramente vicino al primo stadio in rientro, e anche se mi è difficile fare le giuste proporzioni, non sembra affatto piccolo.

Grazie
anche io do per scontato che sia un frammento del Falcon stesso. Lo dico perché ci sono possibilità infinitesime di incrociare un altro oggetto così vicino a quell'altezza. Il grandangolo della camera, però, fa in modo che sembri arrivare da tutt'altra parte.
soprattutto di incrociarlo a velocità relative inferiori a diversi mach.
Ho una domanda.
La rivolgo prevalentemente a Paolo Attivissimo e a Paolo Calisse, ma anche a tutti gli altri che hanno dati ed elementi concreti per rispondermi.
Come sappiamo che finora è avvenuto un solo riutilizzo del primo stadio, con successo.
Ma, a parte i pochi lanci in GTO in cui il recupero non era stato neanche programmato, ormai ad ogni missione Spacex sta mettendo da parte un "primo stadio".
Anche considerando che alcuni di essi sono danneggiati (ma quanti però??) ormai mi pare strano che si continui a mettere da parte "primi stadi", e, per contro, ad effettuare i lanci sempre con elementi di nuova costruzione... voglio dire: perché non si entra a regime con il riutilizzo, salvo quell'esperienza rimasta unica?
Il dubbio serio è: non è che a seguito quella prima esperienza di riutilizzo del 30 marzo, SpaceX ha riscontrato costi di ripristino superiori al previsto, o addirittura seri impedimenti tecnici al ripristino? Certo, all'apparenza SES-10 era stato un successo, ma non è che a livello di costi e di rischi riscontrati, o di problemi meno visibili, si è verificato qualcosa che ha messo in dubbio il rapporto costi/benefici del riuso? (riuso su cui si basa tutta l'esperienza di Spacex, per cui è comprensibile una certa riservatezza nel divulgare eventualmente ciò).
Perché, ammettetelo anche voi, iniziare ad avere una decina di primi stadi negli hangar e continuare ad accumularli, è strano. Ok, due saranno usati come booster per il Falcon Heavy, ma solo due... e tutti gli altri? E i lanci attuali? Sono gli investitori che non si fidano? Che cosa sta accadendo concretamente?
Arcturus,

perché non si entra a regime con il riutilizzo, salvo quell'esperienza rimasta unica?

Credo che ci sia di mezzo soprattutto una comprensibile cautela da parte di tutti. In cima a ogni vettore c'è almeno un centinaio di milioni di dollari che nessuno vuol vedere andare in fumo, per cui non tutti i clienti sono disposti ad accettare il rischio di usare un vettore "riciclato".

A sua volta, SpaceX non vuole rischiare un fallimento di una missione con vettore riciclato, per cui i tempi e i metodi di ispezione e ricertificazione per il volo sono lunghi e dispendiosi, anche perché sono tutti da inventare. Per riciclare il primo vettore ci hanno messo quasi un anno, proprio per essere sicuri. È probabile che questo primo riciclo sia economicamente in perdita, come è normale per le fasi sperimentali di un prodotto, ma l'intento è di affinare le tecniche ispettive e di manutenzione fino a diventare competitivi con un lanciatore "vergine".

Ce la faranno? Non lo so. Staremo a vedere. Ma nel frattempo SpaceX guadagna su ogni lancio anche a prescindere dal recupero e riuso (che è solo un bonus), per cui non c'è fretta e si possono accumulare un po' di stadi usati in attesa di perfezionare la tecnica.
Il 17 giugno dovrebbe partire il secondo primo stadio "riciclato" con il BulgariaSat, quindi sarebbe il secondo refurbished in un anno (ancora da chiudere). Il primo lancio è avvenuto il 30marzo.

Insomma non male tenendo conto dello stop forzato per l'esplosione (o combustione rapida) di settembre.
Paolo Attivissimo: grazie per la risposta, che in parte comuque conferma il mio timore, cioè che non ci siano ancora certezze sull'esito della "scommessa" di SpaceX… però giustamente aspettiamo.

Dei Moni: grazie mille per l'informazione! Che per Bulgariansat-1 fosse previsto un riutilizzo, mi era sfuggito (tra l'altro mi era sfuggita la riprogrammazione dal 15 al 17).
Beh, questo può cambiare molto le mie considerazioni, e a questo punto sospendiamo il discorso fino al 17.
Però grazie ancora.

C'è anche da dire che SpaceX vorrebbe aumentare notevolmente il numero di lanci all'anno, quindi deve produrre e avere a disposizione molti razzi.
Arcturus
Secondo te la valutazione sull'economicità del sistema di lancio di Spacex si può effettuare dopo un solo tentativo e alcuni mesi di studio e lavoro?
Altra cosa: qual è il peso che dai alle parole? La risposta che ti ha dato Paolo Attivissimo mi sembra tutto tranne che la conferma, anche solo parziale, dei dubbi da te sollevati.
Paolo Alberton,
forse hai erroneamente individuato nelle mie parole un sentimento negativo che non c'era; è possibile che ciò sia avvenuto perchè mi sono espresso male.
Io parlavo da persona semplicemente un po' preoccupata che l'esperienza di Space X, in cui credo molto, potrebbe ancora rivelarsi non-vantaggiosa sotto il profilo costi-benefici.
Quando ho parlato di "conferma" di Attivissimo mi riferivo solo alle parole "Ce la faranno? Non lo so. Staremo a vedere", conferma del fatto che la fase attuale, è, appunto, di incertezza, anche se nessuno di noi spera che arrivi il giorno in cui SpaceX dica "rinunciamo perchè abbiamo verificato che riciclare un primo stadio costa più di quanto pensassimo".
E infatti mi ha rinfrancato la risposta di Dei Moni che mi ha fatto sapere che il prossimo riciclo sarà questo mese con Bulgariasat, così come mi hanno aiutato a ragionare le tue parole "Secondo te la valutazione sull'economicità del sistema di lancio di Spacex si può effettuare dopo un solo tentativo e alcuni mesi di studio e lavoro": mi hai fatto capire che stavo ragonando su tempi troppo ristretti, probabilmente come contraltare dell'entusiasmo suscitato da SpaceX nei suoi rapidissimi progressi.
Quindi, per rispondere alla tua domanda: "qual è il peso che do alle mie parole"? Il peso è quello, leggero di ragionamenti "a voce alta" condotti nella discussione di un blog, che non hanno valore di sentenze definitive ma di riflessioni aperte alla successiva correzione, in una forma, quella della discussione in un blog, che si configura come una via di mezzo fra la forma scritta e quella orale.
E' proprio il modello gestionale di SpaceX la cosa più intrigante di tutto il progetto: ovvero il fatto che, al contrario di quanto avvenuto fino ad oggi nel settore aerospaziale, non c'è bisogno di fare funzionare tutto e subito ma si costruisce incrementalmente su un progetto iniziale, esattamente come si farebbe con qualsiasi altro prodotto tecnologico.

Questo è molto più rivoluzionario delle varie soluzioni tecniche adottate, che tutto sommato non sono molto innovative.

Ovviamente il fatto che non ci siano esseri umani a bordo ha (ancora) il suo peso, visto che una catastrofe come quelle accadute recentemente avrebbero avuto ben altro impatto se ci fossero state vittime. Ma il confronto tra la strategia SpaceX, ora adottata anche da altri, di progettare incrementalmente, accumulare molti dati statistici, realizzare vettori sempici e leggeri, adattarsi ai risultati sperimentali, adottare soluzioni modulari (10 motori quasi identici per lancio, 3 vettori molto simili per ogni Falcon Heavy, etc.), e tante altre innovazioni, invece di congelare un progetto dall'inizio, ha cambiato comunque e per sempre il settore dei lanci spaziali. Questo indipendentemente da quanto sarà conveniente riciclare vettori (che non lo sia comunque è altamente improbabile, ormai).

Le cose vanno viste tra l'altro in una prospettiva a lungo termine: se in pochi anni siamo arrivati a questo punto, con "decine" di lanci all'anno, una riduzione dei costi notevole, cosa potrà accadere in 10 o 20? E' chiaro che con una mole di dati del genere a disposizione migliorare, alleggerire, aumentare la vita media di un vettore o di un motore è tutto un altro paio di maniche rispetto a quando le cose si facevano con il rischio di perdere una delle poche navette, ognua del valore di diversi miliardi di dollari. Senza contare che ora che SpaceX ha "rotto" le regole tradizionali del mercato, esattamente come Ford introdusse la produzione industriale in catena di montaggio, succederà probabilmente che altre compagnie possano guadagnarci e introdurre innovazioni ancora più importanti.

Quindi, al di là del numero di lanci che ogni vettore potrà completare prima di divenire pericoloso ed inaffidabile oltre una certa soglia (e che con centinaia di ore di funzionamento accumulate per fare analisi statistiche aumenterà nel tempo ), secondo me la scommessa SpaceX l'ha GIA' vinta.

Ovviamente questo non significa che non resterà spazio per lanciatori tradizionali o per payload più massicci (vedi Ariane 6), ma è probabile che piano piano queste aziende vedano erodersi i margini di reddito e debbano lentamente adattarsi.
[...]aumentare la vita media di un vettore o di un motore[...]

Oltretutto è un campo nuovo prolungare la vita di un vettore, visto che, prima, erano "usa e getta" (non mi riferisco all Shuttle).

Chissà se questo tipo di ricerche potrebbe portare ad abbassare ulteriormente i costi di un lancio: il vettore potrebbe essere progettato per fare "il tagliando" e sostituire i "consumabili" con maggiore facilità. Magari potrebbero arrivare vettori in grado di fare più lanci prima di una revisione.
pgc, ottima risposta.
(solo per curiosità: perchè hai detto 10 motori? immagino fosse un lapsus)
grazie sul serio.
Arcturus

Pace fatta ;) però devo ulteriormente punzecchiarti perché hai riportato tra virgolette delle parole che mi attribuisci, ma aggiungi un "mie" che non ho scritto e che cambia un pochettino il senso. Non sono così egocentrico, o magari lo sono ma non voglio dimostrarlo in quel modo.
E se volessi continuare nel mood del mio primo messaggio direi che non dai molto peso alle parole.
"Le parole sono importanti" (cit.)
;)
"Magari potrebbero arrivare vettori in grado di fare più lanci prima di una revisione."

Considerando solo gli ordini di grandezza, un motore a scoppio - che richiede serie revisioni tipicamente ogni 1000 ore di funzionamento - ha una densità di energia intorno ad 1kW/kg.

Un motore d'aereo, che richiede revisioni relativamente frequenti (intorno alle 10-100 ore), intorno ai 10kW/kg, mentre un motore a razzo si attesta intorno ai 100 kW/Kg e superiori.

Siccome l'affaticamento dei materiali cresce esponenzialmente con la densità di energia, legata al rapporto peso/potenza, questo potrebbe rendere piuttosto rischioso fare più lanci senza una revisione.