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2006/02/08

Domani a Milano si parla di virus Kama Sutra e Linux coi Verdi

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "36100", "info@isamma****" e Daniele Gallesio (citato per esteso col suo permesso).

Domani, giovedì 9 febbraio, alle 12.30 sarò ospite dei Verdi a Milano, presso la sala dei Gruppi Consiliari del Comune (Via Marino 7, terzo piano), dove si terrà una conferenza stampa sulle soluzioni alternative, basate su software libero, per migliorare la sicurezza informatica. L'allusione alla recente Waterloo del Comune di Milano è abbastanza evidente.

Con me ci saranno Maurizio Baruffi (consigliere comunale del Gruppo Verdi), Marcello Saponaro (consigliere regionale del Gruppo Verdi), Lele Rozza (analista funzionale) e Valerio Ravaglia di attivazione.org.

L'incontro è aperto a tutti e può essere una buona occasione per discutere faccia a faccia di come non buttare via altri 30 milioni di euro. Tanto costa ogni anno, secondo il Corriere, la gestione del sistema informatico del Comune di Milano.

Quanto di questa cifra va in licenze Microsoft e sarebbe evitabile con poca fatica? Sarebbe poi così traumatico come si dice usare sui PC degli impiegati del Comune Linux al posto di Windows, e adottare OpenOffice al posto di Word? Io porrò queste e altre domande, e cercherò di mostrare all'atto pratico alcune possibili risposte, in termini chiari e semplici, visto che il ministro Stanca dice che "L'innovazione non è da lasciare ai tecnici".

A domani, e portate tanti pinguini!

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Vero interesse o solo propaganda?

è comunque bello vedere che qualche politico si interessa al mondo del Free Software.

speriamo che serva a qualcosa...

Anonimo ha detto...

Io ho notato purtroppo che su molti testi scolastici delle elementari, quando si cerca di insegnare l'informatica, si usano figure SOLO di Windows e SOLO di Microsoft Office. Ignoranza o Interesse?

Ps. se vuoi ti invio qualche scansione, Paolo.

Anonimo ha detto...

ho visto anche di peggio...
prendi, per esempio, l'ormai famoso patentino:

gli esami sono impostati sui programmi di casa Microsoft, e per superarli devi saper usare Office e IE

purtroppo è così

Anonimo ha detto...

Sono in prima superiroe e frequento un itc a milano e come libro abbiamo "office expert" basato solo e unicamente su prodotti microsoft -__________-'''

Anonimo ha detto...

Io sono ormai diplomato da qualche anno.

Il programma di informatica dell'ultimo anno trattava programmazione e database

il tutto con esempi in VB6 e Access

Anonimo ha detto...

Access?? Ma Access è un database-giocattolo!

Almeno insegnassero a usare SQL Server!

Fry Simpson

Anonimo ha detto...

Lavoro come tecnico informatico presso il CED di un Comune abbastanza grande (circa 3.000 computer in rete). Quello del software libero è sicuramente un argomento che sta molto a cuore, sia a noi tecnici, che ai nostri dirigenti. Se in alcuni ambiti, il passaggio potrebbe avvenire senza grossi problemi (prendiamo per esempio il browser, il client di posta e il pacchetto Office), per quanto riguarda il sistema operativo, la situazione si complica e non di poco: parecchi programmi di uso vitale per le pubbliche amministrazioni (gestione contabilità, protocollo, gestione del personale, ecc.) sono fatti per Windows...

Anonimo ha detto...

L'adozione di software non-Windows nell'ambito della Pubblica Amministrazione è una questione sempre un po' delicata.
E ve lo dice un informatico che nella P.A. ci lavora: sono a contatto tutti i giorni con i programmi più utilizzati in un Comune, e adottare software o sistemi operativi open-source non è tanto semplice.

In una Pubblica Amministrazione non si usa solo Word o Excel e, sebbene la gente possa pensare il contrario, la spesa per queste licenze è solo una piccola quota rispetto a ciò che si spende per il tutto software.

Anzitutto, tramite le convenzioni stipulate dal Ministero dell'Economia, si possono acquistare computer a prezzi molto più bassi di quelli di mercato (il Ministero ordina migliaia di PC per ogni gara, e quindi può spuntare prezzi per l'hardware simili a quelli pagati dai grossisti); e anche le licenze di Windows e di Office sono molto più economiche rispetto all'acquisto in un negozio di informatica.
Naturalmente il Ministero offre anche PC con Linux preinstallato, ma... spesso Windows e Office sono una scelta obbligata.

Come detto prima, Word ed Excel - pur essendo utilizzati - sono solo due programmi, rispetto alla marea (numericamente parlando) di software utilizzato dai dipendenti di un Comune.
Ci sono infatti programmi proprietari, sviluppati da piccole software house (piccole rispetto alle grosse multinazionali che vendono software più "generici" come Office, Lotus Notes, Photoshop, ecc...); questi programmi sono sviluppati in tecnologia client-server, e se dal punto di vista server il database può anche essere libero (o al limite proprietario ma su Linux) perché accessibile tramite driver ODBC, il client viene per forza di cose programmato su un unico sistema operativo: Windows.
Ho visto anche programmi in tecnologia Web, ma questi sfruttano controlli ActiveX (per consentire una maggior flessibilità dell'applicativo e consentire le stesse potenzialità di un software programmato in modalità client-server ma con gli indubbi vantaggi di essere Web) e di conseguenza possono essere utilizzati solo con Windows e Internet Explorer.
Inoltre, per la produzione di documenti, questi software si appoggiano ad un elaboratore di testi o ad un foglio elettronico presenti nel sistema: purtroppo non si può usare Open Office, ma sono richiesti Word ed Excel, poiché i documenti vengono prodotti utilizzando delle macro.

Questo vale per la maggior parte dei software gestionali proprietari, installati nei diversi settori di un Comune: Anagrafe, Ragioneria, Personale, Polizia Municipale, Attività Produttive, Lavori Pubblici, Edilizia, Tributi, e chi più ne ha più ne metta.
Poiché Windows e MS Office sono spesso richiesti come pre-requisiti, è impossibile pensare di creare postazioni Linux e risulta superfluo installare Open Office.

Non è neanche possibile chiedere alle piccole software house di programmare per più piattaforme e tenere allineate tutte le versioni, i costi per la P.A. sarebbero proibitivi.
E nemmeno è possibile pensare di utilizzare software gestionali open-source: quando parlo di "gestionali" non intendo qualcosa tipo la gestione del conto corrente familiare, ma di applicativi che devono gestire le banche dati del Comune (archivi anagrafici, dati di bilancio, ecc...) in conformità con le leggi in vigore.
Un word processor open-source, anche obsoleto, va bene per scrivere una lettera o un libro, e le nuove funzionalità vengono aggiunte dai programmatori se e quando ne hanno voglia senza che la mancanza di questa funzionalità possa inficiare la redazione di testi; ma un gestionale che deve operare nel rispetto delle leggi non può essere aggiornato "quando i programmatori hanno tempo", né può essere utilizzato in versione obsoleta, ma deve essere tenuto costantemente sotto la manutenzione di uno o più programmatori stipendiati, che si tengono aggiornati con le leggi che quotidianamente vengono promulgate e/o abrogate, e che apportano le modifiche necessare e rilasciano le versioni in linea con la normativa.

Il vero costo non è dato dalla licenza del programma, ma dai canoni di manutenzione: poco importa se il programma sia a sorgente aperto o chiuso, ci vuole sempre un team di programmatori che apporti continui aggiornamenti e modifiche.
Non è infatti pensabile che un Comune abbia al suo interno uno o più informatici che tengano aggiornati un software gestionale (anche se questo è open-source): è meglio spendere i soldi pubblici per finanziare un gruppo di programmatori ESTERNI che aggiornino il gestionale UNA VOLTA SOLA e che rilascino le nuove versioni a MOLTI COMUNI. Che ovviamente pagano un canone di manutenzione.
Certo, se il programma è open-source, l'informatico del Comune può apportare qualche piccola modifica (da far poi adottare ai programmatori ufficiali per le versioni successive) anziché chiedere una personalizzazione a pagamento, ma si tratta veramente di briciole rispetto all'intera spesa sostenuta per l'ICT.


Le alternative?
Poiché i programmi richiedono Windows, si potrebbe pensare di installarli su un Server Windows in modalità Terminal, ed accedervi dalle singole postazioni tramite il Client RDP di Linux: sulle workstation si potrebbero installare tutti i software liberi necessari alla produttività personale (Open Office su Linux) e lasciare i gestionali in Terminal Server, risparmiando sui costi, ma costringendo gli utenti ad utilizzare contemporaneamente due sistemi operativi diversi.
Oppure grossi Comuni (o associazioni di Comuni più piccoli) potrebbero decidere di investire il denaro a loro disposizione per chiedere alle software house di programmare anche per Linux, ma bisognerebbe convertire TUTTI i gestionali utilizzati per poter rimuovere definitivamente Windows.

E da qui a dire "installiamo Linux su tutte le postazioni" ce ne passa.

Camicius ha detto...

Però se non si comincia mai...

Anonimo ha detto...

...non si finisce mai!

Anonimo ha detto...

Sono stato alla conferenza stampa e ho avuto il piacere di conoscere personalmente Paolo... posso assicurare tutti che la sua passione per la focaccia non è un hoax, è decisamente reale!
Comunque, incontro interessante, si è parlato di sicurezza, open source e politiche commerciali legate alla security. Presenti due rappresentanti di MS, opportunamente punzecchiati a dovere dai sostenitori dell'open source :-)

Anonimo ha detto...

Sono stato anch'io alla conferenza di Milano e posso assicurare che è stata interessante. Ovviamente si son dette cose conosciute ai lettori assidui di questo blog, ma le persone presenti (per la maggior parte) non lo erano.
Una cosa simpatica è stata la battuta fatta da Paolo a un rappresentante di MS; diceva di non capire perché parlavamo di focaccia e ha chiesto di parlare in modo "aperto", Paolo gli ha risposto che la focaccia è il miglior esempio di open-source: la ricetta è pubblica e si fa la gara a chi la fa più buona.

Tom ha detto...

Non sono ancora molto pratico di pc
vorrei provare linus, sopratutto da quando non sui miei computer(2)in rete con un modem gprs/edge ma quello di mia figlia Linda che non è collegato alla rete ma ha avuto un contatto con una diabolica chiavetta usb portata nella sua scuola (3°elementare)dove la maestra di turno ha caricato diversi programmini didattici tra cui forse anche sto maledetto virus (kamasutra?)che ha mandato pian piano in pappa il sistema operativo xp.
Ora son quasi riuscito a farlo funzionare quasi bene recuperando tutti i vecchi file.
Non sarebbe male farglielo funzionare con linus lei tra l'altro usa già tuxpaint e poi impara prima di me le cose "nuove"
Ciao a tutti