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2007/02/12

Radio: Apple contro il DRM, discografici nel panico

Disinformatico di domani: Steve Jobs propone di abolire il DRM, buona idea lanciata per pessime ragioni


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La puntata del Disinformatico di domattina (Rete Tre RTSI, dalle 11 alle 12, anche in streaming) sarà dedicata al putiferio scatenato dalla proposta di Steve Jobs di vendere la musica senza sistemi anticopia. Le case discografiche rifiutano (tranne forse EMI), la FIMI ci mette il naso per confondere le acque, e ci si chiede perché Jobs debba fare una mossa apparentemente suicida che eliminerebbe il vendor lock-in sulle canzoni scaricate da iTunes e sul suo beneamato e stravenduto iPod.

Se volete intervenire via mail, scrivetemi a disinformatico@rtsi.ch. Tutti i dettagli della questione saranno pubblicati qui dopo la diretta, come ormai consueto.

Qui sotto, nel frattempo, potete partecipare a un sondaggio informale sull'argomento. Supponiamo che i negozi che vendono musica online legalmente ve la offrano (ai prezzi attuali) senza il DRM, ossia senza i lucchetti anticopia, quelli che impediscono per esempio di usare la musica di iTunes su lettori MP3 di altre marche non-Apple (salvo acrobazie). Sareste più inclini a comperare da loro?
  • Sì: perché il prodotto diventa più fruibile e viene venduto alle stesse condizioni dei CD (anche se leggermente inferiore come qualità audio), perché si diventa liberi di ascoltare il brano su qualsiasi apparecchio (lettore, computer, autoradio), perché il consumatore onesto non viene più trattato come ladro da cui difendersi, o perché volete dare un segno di incoraggiamento ai discografici e ai loro artisti.
  • No: ne comprereste ancora di meno, perché approfittereste della mancanza di lucchetti per scroccare ancora più facilmente che con il peer-to-peer. Per esempio, comprereste una canzone e poi la dareste gratis ai vostri amici, e i vostri amici farebbero lo stesso con voi, magari anche per il gusto di fregare i discografici.
  • Come prima: per voi non cambia nulla, per esempio perché non ne avete mai comprata e non avete comunque intenzione di farlo, perché preferite continuare a scaricare gratis dai circuiti peer-to-peer, perché comperate già dai negozi online e i lucchetti anticopia non vi danno fastidio, o perché i negozi online sono troppo complicati o non offrono quello che cercate.



Create polls and vote for free. dPolls.com

51 commenti:

Nicola ha detto...

Nel mio piccolo sono convinto che il caro Stefano Lavori sia ancora una volta ricorso al suo celeberrimo "reality distorion field", piangendo come un coccodrillo dopo che si è ingozzato per anni grazie al DRM e all'effetto lock-in. In tal merito il commento più disilluso e illuminato mi è sembrato quello di Jon Lech Johansen (il grandissimo "DVD Jon") sul suo blog "So Sue Me", anche se forse si tratta di un commento un po' interessato.

Pape ha detto...

Grande Jobs. Ma sinceramente, la vedo molto dura la sua battaglia, visto che contro le major è difficile spuntarla. Basti vedere quanti brani non sono presenti su iTunes solo per la miopia di chi ne detiene i diritti, che copnsidera 1 $ troppo poco per certe canzoni.
Sinceramente, non ho nulla contro le DRM, sino a che funzionano senza essere invasive. Un sistema come Steam è perfetto: compri online, e tutto rimane legato all'account. Cambi computer, formatti, o vuoi giocarti quella roba si un altra macchina? Nessun problema: metti i tuoi dati e ti scarichi quello che vuoi. L'unico limite è che non puoi usare contemporaneamente su più macchine lo stesso account, ma per il resto, non ci sono limiti a copia e download infiniti.

DI contro, le DRM di iTunes funzionano veramente male, sia perché facilmente bucabili, sia perché fastidiose per l'utente onesto che può ascoltare legalmente quella musica solo su iPod. Senza contare la pessima qualità degli AAC venduti su iTunes.

Pape

Federico Segrate ha detto...

caro Paolo, ma che differenza c'è tra rispondere NO oppure COME PRIMA?
NO vuol dire che NON ACQUISTO PIU' MUSICA, cioè sempre COME PRIMA

Federico D'Ambrosio ha detto...

Se me li fa Lossless direttamente dai master gliele compro anche col DRM.
(Sempre che quel disco non ci sia pure in vinile).

Anonimo ha detto...

Federico, penso che sia da intendersi

Sì = acquisterei di più
No = acquisterei di meno
Come prima = né più né meno

In effetti a voler esser precisi la risposta "no" include sia "di meno" che "come prima"

Paolo Attivissimo ha detto...

Effettivamente la differenza fra "No" e "come prima" è poco chiara. Ho aggiunto uno spiegone.

Fulvio Romano ha detto...

Sono convinto che se gli artisti pubblicassero le proprie canzoni su P2P invece che nei negozi di dischi i loro introiti resterebbero immutati. La simpatia verso il gruppo porterebbe ancora più persone ai loro concerti dove, per inciso, si ha il guadagno maggore per un artista!

Pape ha detto...

Fulvio, è pieno di artisti che si autoproducono su Internet. A quali concerti di questi sei andato? Quali gruppi musicali slegati dalle major conosci e hai supportato in qualche maniera?
Ma soprattutto... credi veramente che un gruppo viva sui concerti? Se mi parli di gruppetti di quartiere siamo d'accordo. Ma dove girano i soldoni, sono i dischi a portare i miliardi nelle tasche degli artisti.

Sono finiti i tempi in cui i Grateful Dead amavano che la gente si facesse girare i loro bootleg. Anche perché loro parlavano tanto, ma di soldi dai dischi ne facevano eccome (e continuano a farli).

Pape

Anonimo ha detto...

Manca la quarta voce, Paolo.

Per me non cambia nulla.
Continuerei a comprare musica su iTunes, come ho fatto finora, e ad ascoltarla su un lettore iPod della Apple, con o senza lucchetti DRM.
Perché trovo giusto pagare la musica, perché non l’ho mai scaricata dai circuiti peer-to-peer, perché trovo iTunes di una semplicità semplicemente disarmante.

Ciao.

Pape ha detto...

[quote]Perché trovo giusto pagare la musica, perché non l’ho mai scaricata dai circuiti peer-to-peer, perché trovo iTunes di una semplicità semplicemente disarmante.
[/quote]

GIusto. Però non trovi sia un pelino fastidioso il fatto che puoi copiarla solo sull'iPod? Io ho altri lettori MP3, e mi infastidisce non poco che non li posso usare legalmente con la roba che ho pagato da iTunes. Io non chiedo l'abolizione delle DRM, solo una più intelligente implementazione.

Pape

Anonimo ha detto...

"perché trovo iTunes di una semplicità semplicemente disarmante."

se non ti piace il p2p ci sono altri sistemi per ottenere musica da internet gratis! e credo sia anche piu facile e veloce di iTunes. :-)))))

andrea

e te lo dice uno che ancora compra dischi in vinile! :-))

Anonimo ha detto...

Per pape: sì, quello che dici è giusto e non ci avevo mai pensato.
Come "fanatico" dell' iPod non avevo mai preso in considerazione l'idea di utilizzare un lettore mp3 diverso.
Però hai ragione: se acquisto su iTunes un disco, ne acquisisco i diritti di ascolto e devo, pertanto, poterlo ascoltare anche su un lettore diverso.

Per Andrea:
Ma io NON VOGLIO ottenere musica gratis su internet, così come non voglio ottenere biciclette gratis semplicemente asportandone una dalla rastrelliera davanti casa.

:-)

maizo ha detto...

Pago 20 Euro/mese a Telecom per Internet, 100 Euro l'anno per la RAI che mi mette comunque pubblicità in ogni dove, se stessi a vedere la legge non potrei nemmeno registrare LOST a mia sorella e dovrei smettere di usare il p2p?!? Siti p2p legali con la pubblicità che paga gli artisti, questa è la sola strada!

Andrea B. ha detto...

Io non comprerei né più né meno non tanto per i DRM, quanto per il fatto che 1 Euro per una canzone mi sembra esagerato, quando non ci sono né costi del supporto materiale né di distribuzione.
Se mi devo scaricare (a mie spese di connessione) un cd completo di 10-12 canzoni, poi masterizzarlo su cd per ascoltarlo in macchina, senza neanche la copertina originale, non mi possono chiedere 12 Euro. Mi sembra un furto considerato che se lo compro originale ne spendo magari 15-18.

Pape ha detto...

[quote]Pago 20 Euro/mese a Telecom per Internet, 100 Euro l'anno per la RAI che mi mette comunque pubblicità in ogni dove, se stessi a vedere la legge non potrei nemmeno registrare LOST a mia sorella e dovrei smettere di usare il p2p?!? Siti p2p legali con la pubblicità che paga gli artisti, questa è la sola strada!
[/quote]

Tua sorella paga Sky? Se si, se lo guarda e registra, se no, viene a casa tua a guardarselo in diretta, o si guarda la registrazione che hai fatto. Il diritto di godere a sbafo di musica, film o che non mi sembra sia indicato in nessuna costituzione.

Pape

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

E si comincia con lo spam porno!

No, davvero, leggetevi i commenti sul blog "So Sue Me" di Jon.

Anonimo ha detto...

ci scommetto quel che volete che lo spammatore qui sopra è qualche complottista frustrato dalla magra figura rimediata nella discussione sulle scie.

quando finiscono i pochi argomenti che hanno, passano direttamente alle offese o al sabotaggio.

molto democratico.

Anonimo ha detto...

ragazzi segnalo il sito www.emusic.com

prezzi giusti 0,3 euro/brano e soprattutto niente lucchetti o simili. Gli mp3 scaricati da www.emusic.com possono essere masterizzati decine di volte.

un altro interessante sito è www.play.com, sito che spedisce a casa Cd audio originali a prezzi imbattibili.
ciao

massimodonofrio.ch ha detto...

Jobs è un conservatore rispetto al duo di Kazaa, Skype e ora Joost: Janus Friis e Niklas Zennström. Leggetevi l'articolo "Here Comes Trouble" su WIRED (tradotto in Italiano sul mio blog (www.massimodonofrio.ch) per farvi un'idea della rivoluzione che sta per toccare anche il mondo della TV!

Secondo me Jobs si sta semplicemente adeguando al mercato come detta la semplice regola economica di essere "followers" dei pionieri per fare cassetta e soldoni sonanti. I lobbisti faranno resistenza quanto basta per poi capitolare alle nuove regole del mercato, e la "lunga coda" si estenderà anche in questo settore.

Moooolto velocemente!

max ;-)

Paolo Attivissimo ha detto...

>ci scommetto quel che volete che lo spammatore qui sopra è qualche complottista frustrato dalla magra figura rimediata nella discussione sulle scie.

Ho trovato lo stesso spam anche nel mio blog Undicisettembre. O sta spammando tutti i blog del mondo, oppure ce l'ha con me.

Anonimo ha detto...

Io l'iPod nano l'ho comprato perché non ho saputo resistere alle sue attrattive dal punto di vista tecnologico e del design, non tanto per poterci ascoltare la musica scaricata da iTunes. Questa l'ho comunque convertita in MP3 tramite le famose acrobazie (a proposito, c'è un modo per riuscirci senza sprecare CD? Ho provato con quelli riscrivibili, ma non va...) per poterla ascoltare sull'altro mio lettore MP3, economico e con poca memoria, ma più "da battaglia" dell'iPod.
Personalmente non noto un'apprezzabile differenza qualitativa tra CD e file audio in formato lossy, forse perché il mio orecchio è stato per lungo tempo abituato alle musicassette...
Ma perché non è ancora partito Spiralfrog , che su una rivista dello scorso anno veniva presentato come "regalo di Natale" per gli appassionati di musica?
Alessia

Anonimo ha detto...

Come segnalato da altri, io comprerei volentieri a 3 condizioni:

- compressione lossless (flac o altro)

- assenza di lucchetti ( o quantomeno lucchetti che mi permettano di farci quel che voglio... Sembra un controsenso, in realtà basterebbe uno standard condiviso e open)

- prezzo accettabile (lo so, è soggettivo). Il termine di paragone per me è il cd audio. Se il cd audio costa 10€, e ho un oggetto fisico, un booklet magari ben fatto, e nessun lucchetto, come posso pagare la stessa cifra per l'audio compresso, con lucchetti, e nessun oggetto fisico?

Pape ha detto...

[quote]- compressione lossless (flac o altro)
[/quote]

Dio quanto sarebbe bello. Magari anche con la possibilità di avere un file, sempre lossless, ma encodato a 24/96, come esce dal mixer, senza la rischiosa conversione a 16/44.

[quote]
- assenza di lucchetti ( o quantomeno lucchetti che mi permettano di farci quel che voglio... Sembra un controsenso, in realtà basterebbe uno standard condiviso e open)
[/quote]

Concordo anche su questo. I mezzi tecnologici per fare DRM funzionanti e comode per l'utente ci sono. Basterebbe che le major si mettessero d'accordo... e non partissero dal presupposto che gli utenti sono tutti criminali.

[quote]
- prezzo accettabile (lo so, è soggettivo). Il termine di paragone per me è il cd audio. Se il cd audio costa 10€, e ho un oggetto fisico, un booklet magari ben fatto, e nessun lucchetto, come posso pagare la stessa cifra per l'audio compresso, con lucchetti, e nessun oggetto fisico?
[/quote]

Difficile stabilire un giusto prezzo, IMHO. Io per un prodotto di estrema qualità sono anche disposto a pagare parecchio... ma qualitativamente e come confezionamento vorrei il massimo. Personalmente farei poi un distinguo: la musica nuova dovrebbe costare di più, o meglio, la musica vecchia dovrebbe costar meno. MI sembra assurdo che l'ultimo CD di Nick Cave debba costare quanto l'ennesima riedizione (spesso peggiore dell'originale) di Sgt. Pepper's o Misplaced Childhood.

Pape

Anonimo ha detto...

Pape.. Fulvio ha ragione. Lasciando stare le star internazionali i gruppi musicali che riempiono i club ormai vivono di concerti. Le vendite dei dischi sono tutte drogate dalle case discografiche che acquistano da sole i cd in modo da ottenere posizioni in classifica e passaggi obbligati in radio. Poi naturalmente il meccanismo si autoalimenta, arrivano i diritti Siae ecc, ma funziona così bene che infatti il pubblico non ne può più delle quattro schifezze che passa la radio e smette di andare ai concerti. A riempire le piazze gratis son buoni tutti, ma chi vedi in classifica di pubblico PAGANTE ne vede ben poco! La musica italiana VERA invece gravita sulle 20-40mila copie perchè le radio non li passano ma sono quelli che vedi girare tutto l'anno. E quelle sono copie VERE vendute da un pubblico che sa di sostenerli e compra apposta. Magari scarica e masterizza ma poi compra. Per Tiziano Ferro stai tranquo che non lo fanno...

Anonimo ha detto...

Ovviamente vendere via internet è prematuro qua in Italia, gli utenti sono ancora quattro gatti e le linee fanno ridere. I negozi per ora sono insostituibili... se non li stessero facendo crepare le major...

Carmen ha detto...

La piu' grande opera della apple:
http://images.apple.com/movies/us/apple/getamac/apple-getamac-security_480x376.mov

iFrancesco ha detto...

E da un po' di giorni che seguo l'argomento sulla blogosfera Apple italiana, sinceramente non ho capito niente: neanche i blogger veterani sono capaci di dare spiegazioni collettive... strano.
Comunque qui poptete trovare il testo del testo di Jobs tradotto: http://macintosh.wordpress.com/2007/02/07/pensieri-sulla-musica/

A domani.

Federico D'Ambrosio ha detto...

Mah.
Un DRM aperto e pubblico non penso che avrebbe molto senso: o si crittografano i brani con qualcosa di simile al PGP (e qui luunghi caricamenti prima di ascoltare qualcosa) oppure sarebbe come una serratura con le chiavi dentro.

D'altra parte, il DRM di Apple Fairplay ha sempre avuto delle regole molto permissive rispetto al mondo PlayForSure, ex-Janus, e ne ha impedito il proliferare.

Ovviamente qualche restrizione doveva esserci, se no le major sicuramente non avrebbero dato il sostegno ad Apple (e la storia dei 0,99€ a canzone ancora non la mandano giù).

Non credo che i DRM siano Il Male, ma certamente Jobs ha il merito di aver fatto immediatamente parlare tutta Internet (e non solo) della concreta possibilità di abolirli.

Frank Morris ha detto...

Quelle poche volte che ho comprato da Itunes ho convertito in mp3 senz grossi problemi (masterizzando e acquisendo). Non usando un hi fi per ascoltare questi file la perdita di qualità è stata impercettebile. Preferisco 100 volte Itunes a Rosso Alice che non permette affatto questa cosa e anzi si può usare solo da un computer con Windows, Explorer e Media Player. Strano che le associazioni consumatori si siano lanciate solo contro Itunes (penso che Rossoalice sia il maggior distributore italiano di contenuti video on-line (in attesa di Itunes))

Aleister ha detto...

Concordo con chi dice:

1) Buona qualità audio
2) Drm che mi consenta di ascoltare la roba sul lettore che decido io
3) Prezzo onseto (1 euro a canzone è troppo, costa quanto il cd).

Sinceramnte il p2p l'ho usato solo per quei gruppi che non mi è stato possibile repire su cd originali (certa roba in italia è mooolto difficiele trovarla).
Per il resto offerte nice price e acquisti (nuovi e usati) via internet.

Guid ha detto...

Neanche per me cambierebbe nulla, perchè non acquisto musica nè on-line né dal vivo per il semplice fatto che la musica che piace a me non si trova in commercio. O se si trova c'è 1 canzone che mi piace mescolata ad altre 22 che sono cantate da John Balengo di Urano in Uranese... (non so tanto per fare un esempio da quanti anni è che non si vede in commercio un disco degli Scorpions?)

Giuseppe D'Angelo ha detto...

In tutta onestà non saprei da che parte stare.

Di sicuro col DRM sono per il No più acceso. Ma anche senza DRM, sarei curioso di sapere a che condizioni mi vengano venduti i brani.

I punti fondamentali da risolvere, cioè cosa personalmente mi farebbe cambiare il "voto" al sondaggio, sono i seguenti:
1) Il prezzo dei brani
Come già sottolineato, 1€ per ottenere un mp3 a 128kbps è un mezzo furto.

Come minimo mi aspetterei dalla distribuzione elettronica la possibilità di poter scaricare il brano anche in un formato lossless (possibilmente uno libero, ad esempio FLAC, e possibilmente a frequenza e risoluzioni maggiori di quelle di un CD), ovviamente affiancandolo anche al download di un mp3 già compresso.

Soluzioni possibili a questo problema? Non saprei, probabilmente qualche formula di abbonamento forfettario, a numero di brani/album o ad abbonamento, col vincolo (per la major) che posso riscaricare a piacimento tutto ciò che ho già scaricato e rimarrà tutto, PER SEMPRE, libero da DRM e restrizioni di qualunque tipo.

2) Inoltre mi aspetto che una volta acquistato un brano io possa scaricarlo e riscaricarlo a piacimento, niente "usa e getta" (== compra, scarica e chi s'è visto s'è visto) o cose del genere, e soprattutto posso continuare a scaricarlo anche se quel brano cambia distributore o etichetta discografica e così via.

3) Voglio poter scaricare _tutto_. Un problema che di tanto in tanto è sottolineato anche da Paolo Attivissimo è quello che siamo sempre vincolati alle major per quanto riguarda la ripubblicazione di certi brani o dischi. Non tutto quello che esiste(va) come vinile è stato riconvertito in CD; analogamente, non tutto quello che esiste(va) come VHS/Betamax/Super8 è stato riconverito in DVD e sarà riconvertito in HDDVD/Bluray; e quindi tutto fa supporre che una parte di quello che abbiamo disponibile come CD non sarà più disponibile come mp3 su un sito dove acquistare musica online.

Questo è inaccettabile oggi e dovrà esserlo a maggior ragione poi. Non è possibile che dischi non vengano riconvertiti perché alla major non conviene e quindi finiscano nel dimenticatoio. Se c'è da pagare un prezzo di riconversione, va pagato prima che sia troppo tardi (archivi analogici della nasa o della rai che stanno morendo vi dicono niente...?). E pretendo che tutto ciò che è stato mai commercializzato da una major sia disponibile sul suo negozio online.

---

Conclusione: a tutte queste condizioni e con una buona formula d'acquisto, il p2p per lo scambio di mp3 è film è morto fin da subito. Vuoi mettere lo scaricare, a poco prezzo, in 5 minuti o meno a banda piena, con 3 click del mouse, un album che per trovarlo sul p2p ti ci vuole una settimana e per scaricarlo dall'unico tipo che ce l'ha un mese e mezzo?

Pape ha detto...

[quote]ma funziona così bene che infatti il pubblico non ne può più delle quattro schifezze che passa la radio e smette di andare ai concerti.
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Sarà, ma tutte le volte che vado a un concerto (e credimi, non seguo certo Vasco, Ferro o Madonna ^_^) trovo sempre il tutto esaurito. Anche nel caso di gruppi misconosciuti che suonano in qualche bettola.

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A riempire le piazze gratis son buoni tutti, ma chi vedi in classifica di pubblico PAGANTE ne vede ben poco!
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Dovresti portare qualcosa a sostegno di questa tesi. PEr esempio, dovresti dimostrarmi che i miliardi di canzoni vendute su iTunes sono invenzioni discografiche.


Pape

Turz ha detto...

Per il sondaggio dico "Si' ma per i motivi del No".
Cioe': non scaricherei mai un brano a pagamento col DRM, ma forse scaricherei un brano a pagamento senza DRM, in quanto potrei passarlo gratis a tutti gli amici.

Per quanto riguarda il prezzo, c'e' da dire che esistono siti dove un brano costa molto meno di 1 euro, il che e' gia' piu' invitante.

Per quanto riguarda la bicicletta sulla rastrelliera, e' diverso dal download illegale. Se uno ruba una bicicletta, qualcun altro sara' impossibilitato ad usarla e dovra' comprarne un'altra. Se uno ruba un oggetto da un negozio, il negozio sara' impossibilitato a venderlo e dovra' comprarne un altro. Ma se uno COPIA (illegalmente!) un brano, non lo sta togliendo a nessuno, ne' a chi lo vende, ne' a chi lo ascolta: il brano rimane li' dov'era.

Pape ha detto...

[quote]ma forse scaricherei un brano a pagamento senza DRM, in quanto potrei passarlo gratis a tutti gli amici.
[/quote]

Ma non ti sembra folle come cosa? è grazie a gente come te se ancora le major insistono con certi lucchetti esageratamente fastidiosi.

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Ma se uno COPIA (illegalmente!) un brano, non lo sta togliendo a nessuno, ne' a chi lo vende, ne' a chi lo ascolta: il brano rimane li' dov'era.
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Infatti il reato in questo caso non furto, bensì un'infrazione alle leggi sul copyright. Lo si paragona al furto perché la copia non pagata equivale a potenziali mancati introiti, ma non è per questi che si viene sanzionati, bensì per la copia non autorizzata.

Pape

maizo ha detto...

pape ha detto "Il diritto di godere a sbafo di musica, film o che non mi sembra sia indicato in nessuna costituzione."
Il mio non voleva essere un inno alla pirateria, ma piuttosto una polemica verso governanti e fornitori di telefonia che ci fanno pagare centinaia di euro di canoni e balzelli (Telecom, Rai, IVA sui CD/DVD) per i quali non c'è nessun servizio in contropartita.
Le radio e le TV private esistono e sono GRATIS; io dico: x' non usare la pubblicità per far guadagnare i discografici e permettre all'utente di usare interent per fruire di _tutti_ i contenuti che vuole, con la comodità di averceli direttamente in casa? O se preferisci, x' non usare internet x far si che _io_ paghi _all'artista_ la canzone che sento, senza che sul lavoro dell'artista ci debbano mangiare in 30mila.
Infine: io LOST lo guardo su RAIDUE, per cui sia io che mia sorella abbiamo pagato il canone RAI (che fra l'altro verso all'Agenzia delle Entrate, che ben poco ha a che fare con radio e tv...).

Pape ha detto...

Ciao Maizo,

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Il mio non voleva essere un inno alla pirateria, ma piuttosto una polemica verso governanti e fornitori di telefonia che ci fanno pagare centinaia di euro di canoni e balzelli (Telecom, Rai, IVA sui CD/DVD) per i quali non c'è nessun servizio in contropartita.
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Diciamo che su alcuni ti dò ragione, su altri meno. Il canone telecom lo puoi evitare, se ti rivolgi ad altri operatori, quello RAI purtroppo non è più un canone: è una tassa sul possesso di apparecchi atti a ricevere immagini. Quindi, anche se hai un PC ti devi pagare il balzello statale, purtroppo. Che poi sia folle come tassa, è un'idea che mi trova pienamente d'accordo.

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Le radio e le TV private esistono e sono GRATIS; io dico: x' non usare la pubblicità per far guadagnare i discografici e permettre all'utente di usare interent per fruire di _tutti_ i contenuti che vuole, con la comodità di averceli direttamente in casa? O se preferisci, x' non usare internet x far si che _io_ paghi _all'artista_ la canzone che sento, senza che sul lavoro dell'artista ci debbano mangiare in 30mila.
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Perché puoi anche decidere di fare questo. O meglio, gli artisti possono decidere di autoprodursi, e ce ne sono. Peccato che come mezzo non è efficace come quello usato dalle major: se ti autopubblicizzi su in sito fai un tot di audience. Se hai alle spalle un colosso che investe milioni di euro in marketing, allora è più probabile che le tue vendite decollino. Ovviamente, il marketing costa, e qualcuno si deve accollare i rischi, e non lo fa gratis.
Sono d'accordo che sarebbe possibile saltare gli intermediari (distributori e negozianti in primis) e vendere direttamente dal sito delle major, ma ancora non è maturo il mercato. Non da parte degli utenti, ma dalle major stesse, che sono giganti pachidermici ancora incapaci di capire il potenziale della Rete. Ma il successo di iTunes e simili vedrai che farà presto cambiare idea sulla distribuzione online. Dubito, purtroppo, sulla gestione delle DRM, almeno entro breve.

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Infine: io LOST lo guardo su RAIDUE, per cui sia io che mia sorella abbiamo pagato il canone RAI (che fra l'altro verso all'Agenzia delle Entrate, che ben poco ha a che fare con radio e tv...).
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Beh, allora te lo puoi benissimo registrare e girarlo a tua sorella ^_^. Nessuna legge te lo vieta. Pensavo ti riferissi alle puntate su Sky.

Pape

rodri ha detto...

Mi tocca ascoltare la diretta di nascosto con l'auricolare :-P LOL!

Il furto della pw di MSN? Mah? Secondo me quella mail l'ha scritta lo stesso autore del virus albanese :-D

maizo ha detto...

Ciao Pape! Tu hai detto: "allora te lo puoi benissimo registrare e girarlo a tua sorella ^_^. Nessuna legge te lo vieta."
Quindi ho capito male io: non è proibita la condivisione di _qualsiasi_ trasmissione televisiva, ma solo di quelle a pagamento? Quindi se io uso il p2p per scaricarmi una puntata di una serie andata in onda su Mediaset non sono brutto, cattivo e delinquente?

maizo ha detto...

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1888629

Anonimo ha detto...

alcune considerazioni sulla lettera:
- il core business di Apple risiede da sempre nella vendita dell'hardware. Apple vende iPod, non canzoni, e IMTS serve unicamente a far vendere iPod. Eventuali guadagni sono i soldi per le sigarette (questo non lo dico io, ma i bilanci apple)
- FairPlay serve (è servito?) a far vendere a IMTS le canzoni delle major e quindi a vendere più iPod
- licenziare FairPlay a tutto il mondo significa renderlo di fatto inutile, visto che i DRM si basano sulla segretezza.
- Apple sta per lanciare l'iPhone, che integrerà funzioni di cellulare e quello proprie di riproduttore di iPod. E non ci esistono molti cellulari che supportino DRM…

date queste premesse (le quali, non datemi del complottista, mi sembrano accertate), le considerazioni relative mi pare siano ovvie…

giulio

Pape ha detto...

Ciao Mazio,

[quote]Quindi ho capito male io: non è proibita la condivisione di _qualsiasi_ trasmissione televisiva, ma solo di quelle a pagamento? Quindi se io uso il p2p per scaricarmi una puntata di una serie andata in onda su Mediaset non sono brutto, cattivo e delinquente?
[/quote]

La TV è pubblica, e qualcosa di pubblico può essere registrato e diffuso (senza fini di lucro, ovviamente) senza alcun problema. Per il semplice fatto che si tratta di registrazioni analogiche (e le major se la menano principalmente per quelle digitali, molto vicine all'originale, per quanto un DivX e un MP3 possano essere considerati fedeli all'originale) e - soprattutto - che paghi le tasse sul diritto di copia comprando i supporti vergini.

Ovviamente, la policy di Sky è ben differente da quella della TV pubblica italiana. Del resto, devi anche considerare che quando un film/serie TV arriva in TV pubblica è perché ormai è alla frutta, come prodotto commerciale: è stato fatto al cinema, su DVD, sui canali a pagamento... è l'ultimo anello della catena di guadagno.

Pape

Pape ha detto...

[quote]http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1888629
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Sull'influenza del P2P sulle vendite, ci sono decine se non centinaia di studi contrastanti. Non mi schiero nettamente, sebbene a mio avviso il P2P non è certo la principale causa dei cali di fatturati delle major.
Rimane il fatto che io critico la cosa dal punto di vista legale e morale. Sinceramente, me ne frega veramente poco se le major prosperano o meno (almeno sino a che non andrò a lavorare per una di loro), però ritengo criminale, nonché immorale, usare internet come alternativa all'aprire il portafogli. Scarico anche io, ma ho l'accortezza di comprare, e parecchio, sia musica, sia film, sia videogiochi. Scarico per valutare, per conoscere, e poi decido se acquistare o cancellare il file, non per risparmiare i soldi dell'acquisto.
Insomma, il problema è il mancato rispetto dell'artista e del suo duro lavoro, più che il guadagno o meno delle major, secondo me.
Sono anche quasi certo che chi vive di download illegali, se non potesse farlo semplicemente rinuncerebbe alla musica, più che comprarla. Ed è proprio questo il punto: esistono 1000 modi di godere gratuitamente e legalmente della musica senza dover per forza ricorrere a bassi mezzucci. Basti fare l'esempio di Pandora.com, che non differisce molto da chi suggeriva siti pagati dalla pubblicità che permettono di ascoltare tutta la musica che si vuole.

Pape

Guido ha detto...

Pepe ha scritto:"Beh, allora te lo puoi benissimo registrare e girarlo a tua sorella ^_^. Nessuna legge te lo vieta. Pensavo ti riferissi alle puntate su Sky."
Se non ricordo male, il decreto Urbani vieta anche questo, se tua sorella non vive con te... la registrazione è ad uso privato e darla ad un componente del proprio nucleo familiare non convivente che la visione fuori dalla famiglia è già reato... o sbaglio?

Pape ha detto...

[quote]Se non ricordo male, il decreto Urbani vieta anche questo, se tua sorella non vive con te... la registrazione è ad uso privato e darla ad un componente del proprio nucleo familiare non convivente che la visione fuori dalla famiglia è già reato... o sbaglio?
[/quote]

Effettivamente, si tratta di una grey area non banalmente risolvibile. A rigor di logica, essendo la trasmissione pubblica e gratuita, e avendo tu pagato i diritti d'autore per il fair use sul supporto (la videocassetta o il CD/DVD), hai tutto il diritto di cederlo a patto che non ne tragga profitto (non si parla più di lucro nella legge, ma solo di profitto). Ergo, puoi darla a tua sorella senza grossi problemi, in TEORIA. Bisogna poi vedere come il giudice giudica il concetto di "profitto", e qui la legge italiana si è sbizzarrita in mille diverse interpretazioni in mille diversi processi.
L'unica certezza è che la legge Urbani è una vera porcata ^___^

Pape

Guido ha detto...

Scusa per il PEPE e non PAPE, innanzitutto, poi mi sono riletto e comincio a pensare di essere dislessico... mah. Vabbè. A parte questo, concordo e non riapro discussioni trite e ritrite sul diritto d'autore (o sugli stadi, il concetto non cambia) che penalizza gli onesti (almeno uno esisterà!!) per punire i "cattivi"... Io proporrei, polemicamente e provocatoriamente, di farci tutti un mese di galera, così forfettariamente il crimine in italia viene punito. Mi sembra più o meno il concetto del pagare di più i CD per combattere la pirateria...

Pape ha detto...

[quote]Io proporrei, polemicamente e provocatoriamente, di farci tutti un mese di galera, così forfettariamente il crimine in italia viene punito. Mi sembra più o meno il concetto del pagare di più i CD per combattere la pirateria...
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AHAHAHA, hai veramente ragione ^_^.
Purtroppo il problema è proprio quello che indichi: sono gli utenti onesti a risentire delle menate legali/tecnologiche delle DRM o simili.

Pape

Anonimo ha detto...

[quote]Sarà, ma tutte le volte che vado a un concerto (e credimi, non seguo certo Vasco, Ferro o Madonna ^_^) trovo sempre il tutto esaurito. Anche nel caso di gruppi misconosciuti che suonano in qualche bettola.[quote]
È quello che ho detto. Un Ferro lo senti dappertutto ma fa ben pochi paganti, mentre i gruppi che funzionano vivono ormai di concerti, non di dischi, cosa che tu negavi. Poi con la diseducazione alla buona musica che c'è stata il pubblico è diminuito enormemente rispetto a diciamo 15 anni fa, ma di gente affamata che affolla i concerti buoni ce ne è sempre.
Parlavo di paganti ai concerti.
Come si possono manipolare le vendite nei negozi si potranno manipolare anche quelle online.

Pape ha detto...

[quote]È quello che ho detto. Un Ferro lo senti dappertutto ma fa ben pochi paganti, mentre i gruppi che funzionano vivono ormai di concerti, non di dischi, cosa che tu negavi.
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Ti assicuro che fa più soldi ferro dei Kraftwerk o dei Pitura Freska. Non capisco cosa intendi per paganti: Ferro (purtroppo) riempie palazzetti e stadi (e vende parecchie copie). Gli altri gruppi vendono una cippa e se fanno 2000/3000 persone a concerto è tanto. Ci vivono, sicuro, ma non certo da nababbi. DI conseguenza, "funzionano" Vasco e Ferro, non gli altri (dal punto di vista del ritorno economico, non certo artistico, sia chiaro)


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Parlavo di paganti ai concerti.
Come si possono manipolare le vendite nei negozi si potranno manipolare anche quelle online.
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Quindi secondo te i vari Madonna, Ferro, Vasco, Radiohead, Metallica e via dicendo NON fanno soldi: fanno entrare la gente gratis ai concerti? A breve ci sarà il concerto di Vasco a milano: se mi trovi i biglietti gratis ci vado, anche se non è assolutamente il mio genere :-P

Pape

Guido ha detto...

Ho appena scoperto di avere un omonimo su questo blog!!!
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Pepe ha scritto:"Beh, allora te lo puoi benissimo registrare e girarlo a tua sorella ^_^. Nessuna legge te lo vieta. Pensavo ti riferissi alle puntate su Sky."
Se non ricordo male, il decreto Urbani vieta anche questo, se tua sorella non vive con te... la registrazione è ad uso privato e darla ad un componente del proprio nucleo familiare non convivente che la visione fuori dalla famiglia è già reato... o sbaglio?
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questo per inteso non sono io :)
Ciao Omonimo!!! :)