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2009/11/24

Lavori in corso: portate pazienza e dite la vostra

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Con l'enorme aiuto di axlman, sto migrando questo blog dal vecchio modello ai layout offerti ora da Blogger. A lungo termine, questo mi consentirà maggiore flessibilità e facilità nell'aggiornarlo (per esempio, adesso posso introdurre in pochi secondi un sondaggio) e nel tenere in riga i molestatori. A breve termine, comporta dei rallentamenti intanto che affiniamo l'ottimizzazione del template.

Questo mini-post serve per radunare in un unico posto, ossia nei commenti qui sotto, le vostre osservazioni, lamentele e critiche. Ditemi cosa funziona e cosa no; cosa trovate utile e cosa è invece sacrificabile. Grazie!


Aggiornamento


Aggiungo alcuni chiarimenti suggeriti dai commenti qui sotto:
  • I commenti sono in fondo agli articoli, anziché su una pagina a parte, perché questo mi consente di bloccare automaticamente i rompiscatole (troll, spammer, provocatori e individui petulanti in genere). Se li riporto su una pagina a parte perdo questa funzione, quindi devo spendere molto più tempo a rincorrere i molestatori ma soprattutto mi tocca introdurre la moderazione preventiva (e così bloccare i commenti a tutto il blog) quando arriva uno dei suddetti simpaticoni.
  • Non proponete migrazioni a Wordpress o altre piattaforme: significherebbe cambiare indirizzo, sarebbe un lavoro immane e tutti i link agli articoli finora pubblicati, citati spesso in giro per la Rete, diverrebbero obsoleti. Né mi pare praticabile o elegante tenere gli articoli attuali qui e quelli nuovi altrove.
  • Il testo degli articoli NON si può rendere giustificato, perché manca la sillabazione e quando ci sono immagini e/o colonne strette creerebbe orribili buchi fra le parole.


Aggiornamento (2009/11/25)


Si è fatto vivo il primo dei rompiscatole ed è stato subito bloccato nei suoi deliri di complotto dalle nuove funzioni di ban.

Intanto il sondaggio informale su come preferite aggiungere i commenti si è chiuso con questi risultati:
  • In fondo all'articolo, come ora - 617 (72%)
  • In una pagina a parte - 235 (27%)

Per cui lo spazio per postare commenti rimane dov'è, sulla pagina dell'articolo.

2009/11/23

A pranzo col comandante della ISS

Michael Fincke a Lecco, appuntamento ghiotto


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Grazie agli amici del Forum Astronautico, che hanno organizzato l'AstronautiCON con il supporto del Gruppo Astrofili DEEP SPACE, è stato possibile incontrare oggi Michael Fincke, già comandante della Stazione Spaziale Internazionale, astronauta in servizio attivo con un anno di permanenza nello spazio e una missione Shuttle in arrivo, e farsi insieme una mangiata grandiosa.

Fincke si è confermato un ospite instancabile, disponibilissimo ed estasiato dall'accoglienza offerta da Lecco (il Planetario era strapieno, tanto da obbligarlo a ripetere la conferenza pomeridiana per dare a tutti l'occasione di assistervi), firmando autografi a tutti e trovando sempre il tempo per scambiare due parole con ciascuno dei presenti.

Il suo profilo su Wikipedia in inglese è molto ricco: 42 anni, parla russo e giapponese, ha al suo attivo sei passeggiate spaziali (record insieme a Gennady Padalka) e qualifiche accademiche, militari e di pilotaggio come se piovesse, ed è stato attore in Star Trek: Enterprise e nel primo film di fantascienza girato nello spazio, Apogee of Fear, che però non è in circolazione.

Purtroppo il desiderio di lasciarlo in pace mentre gustava l'ottima cucina locale e la ressa di pubblico mi hanno impedito di scambiare con Fincke più di due parole veloci, ma non di tornare a casa con qualche foto, una copia autografata del DVD When We Left Earth, e la grande emozione di sentirsi raccontare come si vive nello spazio da chi ci ha passato un anno intero. Thanks, Mike!

2009/11/22

Video: Terra con anelli

Se la Terra avesse gli anelli come Saturno



Il geek che è dentro di me è tentato di ragionare sulle implicazioni pratiche della presenza di anelli di detriti intorno alla Terra, come li ha Saturno, spaziando dalla comodità di poter determinare istantaneamente la latitudine e di avere notti sempre rischiarate ai problemi di lancio di satelliti o veicoli spaziali, o di chiedersi come sarebbero differenti le religioni e la poesia se ci fosse sempre stata questa magnifica, apparentemente perfetta forma nel cielo. Ma a volte è meglio semplicemente fermarsi a contemplare le immagini.

OK, chi ci sta a far saltare in aria la Luna?

Grazie ad AM per aver trovato la versione 16:9 completa.

Youtube in 3D

Youtube, video in tre dimensioni su qualunque monitor, anche senza occhialini


Debutta su Youtube il canale 3D dedicato ai video tridimensionali. La chicca particolarmente notevole di questo canale è che Youtube ha aggiunto del nuovo software che elabora il video inviato dall'utente e ne genera automaticamente varie versioni: quelle per i vari tipi di occhialini colorati e anche quelle per chi sa vedere le immagini stereoscopiche incrociando gli occhi o tenendoli paralleli.

La semplicità e fruibilità valgono anche per la produzione dei video: basta realizzarli mettendo le immagini affiancate (quella per l'occhio destro va a sinistra e viceversa). Al resto pensa Youtube. L'importante è specificare nei tag del video il codice yt3d:enable=true e seguire le istruzioni pubblicate da Youtube.

2009/11/21

“Mistero”, ascolti flop

Gli alieni puniscono Mistero


La puntata di venerdì scorso (20 novembre) di Mistero, il programma condotto da Enrico Ruggeri, conferma la tendenza calante degli ascolti: dai 3 milioni e passa della prima puntata del 25 ottobre l'audience è scesa a 1,7 milioni (dati Auditel di Bilink.it). E lo share è stato del 7%, peggio di Rete4 e Raitre.

Posso osare sperare che sia segno che gli italiani si sono stufati di essere presi per i fondelli, a furia di sentirsi raccontare di conigli spacciati per feti alieni e di extraterrestri recuperati sulla Luna da missioni lunari Apollo?

Ringrazio TuttoTV per la segnalazione del flop.

UFO sulla Luna, “Mistero” abbocca al falso

Mistero e la registrazione dell'avvistamento UFO sulla Luna


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "marcello.bu****" e "d.migl****". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La trasmissione Mistero del 25 ottobre scorso ha presentato uno spezzone di una registrazione radio degli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin sulla Luna, censurata dalla NASA ma intercettata da imprecisati radioamatori, nella quale vengono scoperti degli alieni sul nostro satellite.

A quanto pare, nessuno della redazione si è accorto delle incongruenze macroscopiche di quella registrazione, a partire da un fatto molto semplice: le voci reali di Armstrong e Aldrin sono completamente diverse.

Questo è lo spezzone ufologico con le voci attribuite ad Armstrong e Aldrin, così come lo ha presentato Mistero:



Questa è una serie di spezzoni dell'audio e video NASA originale contenenti esclusivamente la vera voce di Neil Armstrong, con la sua tipica cadenza:



E questa è una serie di spezzoni che presentano soltanto la voce autentica di Buzz Aldrin, molto più profonda:



Niente a che vedere, insomma, con le voci dello spezzone di Mistero.

Complimenti, ancora una volta, alla redazione di Mistero che dimostra sempre una competenza straordinaria nel trovare le bufale e darle in pasto acriticamente al pubblico.

Se vi interessano i dettagli dell'indagine su questo caso, realizzata da Hammer, li trovate su Complotti Lunari.

2009/11/20

Prime immagini dell’OS di Google

Google Chrome OS, molto rumore per poco, ma non per nulla


L'articolo è stato corretto dopo la pubblicazione iniziale.

C'era moltissima attesa per l'annunciata presentazione (o pre-presentazione, webcast qui) di Google Chrome OS, il sistema operativo di Google. Molti hanno pensato che si trattasse di una mossa del colosso delle ricerche in Rete per scalzare il sostanziale monopolio di Microsoft nel settore dei sistemi operativi per personal computer, ma quello che è emerso dal suo debutto è tutt'altro.

Google Chrome OS è open source e basato su Linux (Debian), come previsto, ma non si può installare al posto di Windows, Linux o Mac OS X su qualunque PC: funziona soltanto sugli apparecchi benedetti da Google (o in una macchina virtuale di VMWare, scaricabile come descritto su Lifehacker.com), che per ora non esistono ma saranno sostanzialmente dei netbook e dei telefonini (gira su processori x86 e ARM). Il lancio vero e proprio di Chrome OS avverrà infatti a fine 2010: oggi viene presentata solo un'anteprima (insieme alla versione di sviluppo, chiamata Chromium) per rompere il ghiaccio.

E di ghiaccio da rompere ce n'è parecchio. Chrome OS non supporta i dischi rigidi, per esempio, ma soltanto quelli a stato solido; è Linux, ma non ha applicazioni tradizionali da installare; tutto avviene dentro il browser (che naturalmente è il browser di Google, ossia Chrome); niente dati locali o quasi, perché tutto risiede sulla Rete.

Come racconta molto informalmente il video esplicativo di Google, Chrome OS è un sistema operativo il cui unico scopo è avviarsi il più velocemente possibile per permettere all'utente di fare la cosa che ormai fa più di ogni altra al computer: accedere a Internet: nella demo, il boot e il caricamento del browser richiedono in tutto soltanto sette secondi. Il computer diventa sostanzialmente un terminale con qualche ornamento in più. Le applicazioni risiedono nel browser e usano l'HTML5 per essere più potenti e versatili delle applicazioni via Web attuali. Non c'è un menu Start o un Dock: tutta l'interazione avviene tramite le schede del browser, compresa la configurazione. La mail si consulta tramite Gmail, i documenti si editano tramite Google Docs, e così via.

Google Chrome OS non è dunque la rivoluzione immediata per il PC che molti si aspettavano, ma è comunque una sfida a lungo termine per Microsoft, Apple e il mondo Linux, perché rende sostanzialmente irrilevante il sistema operativo per la maggior parte delle applicazioni che non richiedano la gestione di grandi quantità di dati (editing audio e video, per esempio). Tutto questo ricorda molto la vicenda di Netscape, che doveva rendere irrilevante il sistema operativo alcuni anni fa. Sappiamo com'è andata, e c'è sempre la questione di fondo: ci fidiamo ad affidare tutto, ma proprio tutto, compresi i nostri dati, le nostre foto, le nostre mail, a Google?

Supercomputer emula cervello di gatto?

Il computer che pensa come un gatto


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

IBM ha annunciato il cervello artificiale più potente mai costruito. Ha 147.456 processori, oltre 150 terabyte di memoria, richiede seimila tonnellate di impianto di raffreddamento e una potenza elettrica nell'ordine dei megawatt, e occupa circa 4000 metri quadri. Tutto questo produce l'equivalente del cervello di un gatto molto, molto lento. Oltre cento volte più lento del vostro micio prediletto.

Se siete gattofili, potreste essere tentati di dire che questo dimostra quanto è intelligente il vostro adorato batuffolo dalle unghie retrattili, cosa che del resto avete sempre saputo, ma andateci cauti. La supermacchina di IBM è un simulatore di cervello, non una copia, e le simulazioni richiedono sempre molta più potenza di calcolo rispetto alle copie.

È una simulazione davvero notevole. Al centro di ricerca Almaden a San Jose, in California, è stato infatti replicato virtualmente il funzionamento coordinato di 1,6 miliardi di neuroni interconnessi da 9 trilioni di sinapsi (una complessità paragonabile appunto al cervello di un gatto), polverizzando il record precedente di 55 milioni di neuroni, che equivaleva al cervello di un ratto. Un record ottenuto dallo stesso team soltanto due anni fa.

A quando una simulazione del cervello umano? Probabilmente fra non più di vent'anni. La potenza di calcolo necessaria è mille volte superiore a quella del simulatore di gatto, ma ai ritmi di progresso attuali un supercomputer del genere dovrebbe essere disponibile entro il 2019. Giusto in tempo per andare a caccia di Sarah Connor.

Lo scopo di questa ricerca non è creare una razza di Terminator o di gatti robot, ma studiare in condizioni controllate il comportamento e la dinamica del cervello senza fare a fettine nessuno. La vera sfida, infatti, è capire come fa il cervello ad auto-organizzarsi, perché non basta che ci siano miliardi di neuroni: devono anche essere strutturati coerentemente. Un conto è avere una casa, un altro è avere una catasta informe di mattoni che la compongono. L'organizzazione spontanea, generata dall'esperienza e dall'interazione con il mondo, è completamente differente dal modello informatico attuale, in cui tutto viene preimpostato, ed è il motivo per cui simulare l'intelligenza biologica richiede supercomputer tirati per il collo.

Ma i risultati cominciano a vedersi. Una simulazione più modesta, chiamata Darwin e basata su 50.000 neuroni virtuali, pari a un quarto del cervello di un moscerino, è stata installata in un robottino dotato di ruote. Man mano che il robottino interagiva con il mondo circostante, i suoi neuroni virtuali modificavano autonomamente le proprie interconnessioni, producendo un'organizzazione spontanea.

L'altro risultato significativo, che verrà presentato a breve in dettaglio dal ricercatore di Almaden Dharmendra S. Modha, è l'uso dei supercomputer per decifrare in modo non invasivo (senza fare a fettine nessuno, appunto) le interconnessioni del cervello umano analizzando immagini ottenute tramite risonanza magnetica. In pratica è come fare una radiografia a un grosso piatto di spaghetti e riuscire a capire il percorso fatto da ogni spaghetto. Questo lavoro è indispensabile, spiega Modha nel suo blog, per capire come fa ognuno di noi a rappresentare ed elaborare le informazioni.

A che scopo fare tutto questo? Perché è cool, ma soprattutto perché i computer odierni sono stupidi e incapaci di gestire le ambiguità del mondo reale e di analizzare le informazioni in base al contesto, e in un mondo sempre più complesso occorre complementare l'intelligenza naturale con quella artificiale, così come complementiamo la nostra forza muscolare con quella delle macchine. E anche perché, per dirla tutta, l'attuale detentore del record d'intelligenza di questo pianeta sta dimostrando troppo spesso di non essere all'altezza del compito.

Fonti: Gizmodo, Popular Mechanics, The Register.

Falla SMB in Windows 7, quanto è grave?

Windows 7 paralizzabile da remoto? Facciamo il punto


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Windows 7, il nuovo gioiello di Microsoft, debutta col buco. E che buco, stando al suo scopritore Laurent Gaffié: è possibile paralizzare Windows 7 (e anche alcune versioni di Windows Server 2008) semplicemente inducendo l'utente a cliccare su un link appositamente confezionato, per esempio per visitare un sito Web ostile. Niente schermo blu classico, ma un blocco completo: il computer cessa di rispondere ai comandi. È quindi necessario riavviarlo, con conseguente perdita dei dati non salvati. Imbarazzante.

Microsoft sta già lavorando all'aggiornamento per turare la falla, ma nel frattempo le dimostrazioni dell'estrema facilità con la quale si può sfruttare il difetto cominciano a circolare in Rete.

La prima dimostrazione, naturalmente, è quella dello scopritore, che l'11 novembre ha pubblicato poco responsabilmente tutto il codice Python da usare. Per questo ho aspettato inizialmente a diffondere la notizia (il mio primo accenno pubblico è del 17), ma ora che tutti i dettagli sono disponibili nei principali siti di riferimento per la sicurezza (nella mailing list Full Disclosure, per esempio) è inutile mantenere ulteriormente l'embargo.

Come funziona la falla? È abbastanza semplice. Il software Microsoft che in Windows 7 gestisce il protocollo SMB (Server Message Block), quello utilizzato normalmente nei computer Windows per la condivisione di file e stampanti, non gestisce adeguatamente eventuali incoerenze nei dati trasmessi nell'ambito di questa condivisione. Specificamente, Windows 7 si blocca completamente (va in loop infinito) se riceve l'header di un pacchetto di dati SMB che dichiara una lunghezza diversa da quella reale. È sufficiente un singolo byte di differenza, secondo i test di PraetorianPrefect.com. Se succede, l'unica cosa che si può fare è premere il pulsante di spegnimento del computer e poi riavviare.

Un malintenzionato non deve fare altro che predisporre un server sul quale gira il codice pubblicato da Gaffié, lasciarlo in ascolto e indurre la vittima, tramite un qualunque espediente psicologico (mail allettante, invito in chat), a visitare una pagina Web contenente un link speciale che rimanda al server ostile. Quando la vittima contatta la pagina Web, si attiva una connessione SMB che manda il pacchetto malformato a Windows 7, che si paralizza. Ci sono anche altri metodi (un comando dir \\indirizzo ip\risorsa condivisa fasulla dalla macchina della vittima), ma questo è probabilmente il più pernicioso.

Microsoft ha pubblicato un advisory in inglese, in cui raccomanda agli utenti Windows 7 di bloccare le porte TCP 139 e 445 al firewall e di bloccare ogni comunicazione SMB da e verso Internet. Di norma dovreste già essere configurati in questo modo (se avete dubbi, chiedete a un esperto fidato di controllare per voi), per cui la falla sarebbe sfruttabile solo dai vostri colleghi dispettosi. Tuttavia secondo alcune fonti esisterebbe un modo per sfruttare Internet Explorer per scavalcare anche un firewall e colpire la vittima da remoto: "includere un file presente su una condivisione nell'HTML di una pagina Web", dice Tyler Reguly di nCircle citato da PCWorld.com.

L'advisory di Microsoft indica che Windows XP e Windows Vista non sono affetti da questa vulnerabilità e sottolinea che per ora non sono noti siti che la sfruttano e non è possibile sfruttarla per eseguire codice o prendere diversamente il controllo del computer della vittima: il peggio che vi può capitare, insomma, è trovarvi con il computer improvvisamente bloccato. Proprio come ai vecchi tempi.

Fonti aggiuntive: CVE; ZDNet, The Inquirer, Slashdot, The Register.

2009/11/19

L’UFO di Cagliari

Ufomaniaci gabbati da saliva e carta igienica


Avete presente il video mostrato anche da Studio Aperto ieri e segnalato dall'Unione Sarda come prodigioso avvistamento ufologico? E' una burla. Un falso. I suoi autori (creattivo.com) hanno rivelato lo scherzo e hanno dimostrato quanto sia facile fabbricare un video ufologico e quanto siano creduloni irresponsabili non solo certi ufologi dai facili entusiasmi, ma anche i media che li alimentano.

Hanno dimostrato molto chiaramente che proprio chi fa tanto lo scettico e si ostina a chiedere prove su prove quando ci sono di mezzo "versioni ufficiali" abbocca invece come un pesce, ingoiando esca, amo e galleggiante, quando gli viene proposto un documento che sembra confermare i suoi preconcetti, senza chiedere la benché minima conferma o prova e senza perdere un secondo neanche per la verifica più basilare. E purtroppo fra questa gente ci sono anche i giornalisti ai quali deleghiamo il compito di tenerci informati sulla realtà.

Complimenti agli autori della burla; vergogna per tutti quelli che ci sono cascati. Siete dei polli. Sono bastati un po' di saliva e un velo di carta igienica appiccicato alla finestra per gabbarvi. Imparerete la lezione? Accetto scommesse.

Questo è il video pubblicato inizialmente, il 16 novembre scorso:



E questo è il video che sbufala la faccenda dopo che i media ci sono cascati:



Il servizio di Studio Aperto è qui su Mediaset.it. I dettagli dell'organizzazione della burla, con le attente scelte psicologiche che l'hanno resa efficace, sono sul blog di Creattivo.

La cosa più interessante è che stando agli autori dello scherzo, ben 53 persone li hanno contattati dicendo "di aver visto chi le luci e chi addirittura l'astronave". Ricordatevelo la prossima volta che sentite parlare di testimonianze ufologiche.

Grazie a Replicante Cattivo e Maurizio C. per la segnalazione.


Aggiornamento (16:05)


Ho ricevuto da Creattivo le foto originali e sono in attesa del permesso di pubblicarle. Sono, come dire, molto eloquenti.


Aggiornamento (16:35)


Permesso ricevuto! Pubblicherò le foto nel corso del Disinformatico radiofonico di domattina, in onda a partire dalle 11 sulla Rete Tre della RSI.


2009/11/20: le foto originali


Ecco due dettagli dalle foto originali di Creattivo, che rivelano chiaramente come è stato ottenuto l'effetto UFO:




Speriamo che questo convinca anche gli ufomaniaci che è indispensabile esaminare sempre le foto originali prima di prendere posizione.