Capisci di Internet? No? E allora governa 19.10.07 Permalink 55 commenti
Caso mai servissero conferme che i governanti non capiscono niente di Internet
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Punto Informatico segnala il tentativo del governo italiano di varare
Questo implica ovviamente un fardello burocratico demenziale e l'identificazione di ogni blogger, con un gesto degno della Birmania.
Certo, si tratta soltanto di un disegno di legge, ma non è questo il problema. Il problema è che una proposta idiota di questo genere non doveva neanche vedere la luce. Non doveva neanche impegnare un microsecondo delle risorse della pubblica amministrazione; e chi la proponeva doveva essere sommerso dagli sberleffi dei colleghi per aver dimostrato che non capisce un emerito piffero di Internet.
Ma nulla di questo è successo, perché i colleghi del genio che ha partorito questa mostruosità (probabilmente parente di chi coniò il bollino SIAE per i siti Web) sono altrettanto abissalmente ignoranti di come funziona Internet. E così siamo arrivato al disegno di legge, che impegnerà altre risorse per discuterlo, negoziarlo e, si spera, alla fine buttarlo via.
La notizia è particolarmente ironica per il fatto di arrivare mentre sono a Riva del Garda come ospite di un convegno promosso dal Ministero delle Politiche Giovanili e delle Attività Sportive allo scopo di ascoltare i giovani e ottenere il loro input su come arginare la fuga di cervelli dall'Italia.
L'incontro con i giovani di stamattina è stato molto piacevole e ricco di spunti, e ha permesso a noi relatori "matusa" di capire meglio quali ostacoli e quali problemi incontra e sente personalmente chi si affaccia oggi al mondo del lavoro in Italia, specialmente in campo tecnologico e informatico. Abbiamo partorito insieme alcune idee che sono state proposte al ministro Melandri. Per modo di dire: il ministro era talmente preso a chiacchierare che il pubblico in sala ha deciso, a un certo punto, di richiamarla all'attenzione chiedendo al relatore di ricominciare da capo la propria presentazione perché il ministro era "impegnato in altre conversazioni".
Ecco il testo in sintesi delle proposte realistiche e a basso costo, ma credo preziose come volano, del workshop "Reale e virtuale", che ho condiviso con Simone Cabasino e Michele Kettmaier:
- il divieto dello scambio di dati con e fra organismi istituzionali a mezzo di formati che necessitino per l'accesso di software proprietario, per garantire la libertà di scelta tecnica agli utenti che hanno diritto all'informazione istituzionale.
- l'incentivo alla formazione (alfabetizzazione informatica) all'uso del computer a tutte le fasce d'età, anche attraverso i media tradizionali [a quando un "Non è mai troppo tardi" per l'informatica, insomma?], per mutare la percezione del computer, delle sue potenzialità e del ruolo di internet nelle dinamiche di comunicazione.
- la riformulazione della posizione di attore monopolistico nel mercato delle opere artistiche della SIAE e l'incentivazione del'affermazione di agenti alternativi in concorrenza, per dare una scelta agli artisti che debbono avere facoltà di disporre e di decidere del destino delle proprie opere.
- la valorizzazione della concezione del fruitore e delle sue libertà dettate dalla Convenzione di Berna sul diritto d'autore e la riforma del modo eccessivamente restrittivo in cui questa Convenzione è implementata in Italia.
- la pubblicazione su Internet dei bilanci degli enti pubblici o che svolgono funzioni pubbliche, e degli importi degli stipendi pubblici, nel rispetto della privacy individuale, per semplificare il controllo pubblico sull'assegnazione di commesse, stipendi e compensi.
- la semplificazione della condivisione tra privati della connessione Internet (wifi e non solo) per diffondere la disponibilità di banda, consapevoli che i meccanismi di identificazione in essere (legge Pisanu) sono solo penalizzanti per gli utenti e non sono idonei ad arginare le comunicazioni nelle attività illegali.
Etichette: censura
Chissà se chi pensa queste cose la Costituzione la conosce?
Infatti, è come se per chiacchierare in piazza (magari scrivendo su un taccuino per spiegare meglio uno schema di gioco della propria squadra del cuore ai propri amici) fosse richiesta l'iscrizione all'"anagrafe parlatori in piazza" in carta da bollo.
Adesso mi hanno proprio stancato... Cos'è, una ripicca?
Commento: questo governo e' stato criticato per aver sparpagliato nel web nuovi siti. Ora inventano la tassa sul sito. Pagheranno, loro? No, troveranno il sotterfugio. Pagheranno invece i privati che mantengono gli unici siti che funzionano, quelli fatti per passione e con amore e dove e' piu' facile trovare notizie attendibili e non pilotate dagli sponsor. Pagheranno i siti delle associazioni, pagheranno tutti quelli che mettono a disposizione la propria esperienza. Non paghera' il sito del Ministero dell'Istruzione, che nella sezione dedicata all'informatica non spende una parola per l'open source (anzi...).
E intanto dichiarano ente inutile un ente famoso in tutto il mondo, la Fondazione Guglielmo Marconi, attiva come poche (se lor signori volessero firmare la petizione per evitarlo, e darmi un link all'elenco degli enti utili... tanto per vedere cosa fanno questi a confronto della Fondazione).
Per gli utenti "professionisti" della rete cambia ben poco a livello monetario...certo che se parliamo di principio..beh..benvenuti nel nuovo medioevo!
Ho mandato un po' di mail ai deputati chiedendo di impegnarsi per modificare gli articoli incriminati, e molti mi hanno risposto garantendo l'impegno del loro partito. Ma allora com'è che in consiglio dei ministri è passato all'unanimità?
Oggi sul suo blog Antonio Di Pietro ha detto una cosa rivelatrice: i più lo hanno approvato senza leggerlo e quindi senza conoscerne i contenuti. Quando all'incompetenza tecnologica si somma la negligenza, i mostri prosperano...
E' incredibile! E poi, se uno dice di odiare questi politici, viene accusato di essere un terrorista e di istigare alla violenza!
Roba da pazzi!
contributi pubblici
raccolta pubblicitaria
rischio di posizioni dominanti.
alla lettera anche i blog rientrano tra le forme di editoria, è vero, ma l'indicazione di chi dovrà iscriversi al ROC dovrà esser data dal Garante per le Comunicazioni in un adeguamento di regolamento. il DL lo dice chiaro, basta leggerlo.
tra l'altro con questo DL viene cancellato l'obbligo di registrazione in Tribunale per le testate.
Cosa ti fa pensare che un governo "di sinistra" dovrebbe favorire la comunicazione?
Non vedo perchè si dovrebbe salvare l'italia dalla fuga di cervelli, se l'italia non vuole questi cervelli, è giusto che questi vadano da chi li apprezza.
quando uno si stupisce perchè il governo "di destra" fa cose "di sinistra" o viceversa, è segno che non può proprio capire che se i suoi connazionali fanno a pugni per entrare nella siemens o alla honda è a causa di persone come lui.
Non importa cosa si inventano prodi o berlusconi, il disagio che percepiscono certi giovani è nel stesso quartiere.
Un notevole passo avanti, non c'e' dubbio.
Ogni riferimento a Blogger famosi, all'8 Settembre ed al V-day e' puramente causale. ;-)
Fermiamo la legge liberticida contro il diritto d’opinione su internet!!!
E’ stata approvata dal consiglio dei ministri l’INTERNET-TAX
, all’unanimità!
Vota ALT! su QuelKePensi http://quelkepensi.blogspot.com il sondaggio contro l'internet-tax in ITALIA.
Non entro nel merito della bontà o meno del messaggio di Grillo. Quello che Grillo ha dimostrato è che l'utilizzo del mondo virtuale di Internet ha pesanti effetti reali.
Questo i nostri politici lo hanno scoperto solo ora sulla loro pelle dopo che il resto del mondo lo aveva scoperto già da 20 anni.
Ma ognuno ha i suoi tempi...
Come al solito poi quando si affronta un "problema" con la giusta ignoranza le soluzioni sono al limite del ridicolo, se qualcuno ha voglia di riderci sopra.
Se poi mettiamo in fila questa idea di "gestire Internet" con il costosissimo megaflop di italia.it (si scrive minuscolo nella URL ma anche nel mondo reale) e con le "bellissime tasse" che paghiamo, ne esce fuori un quadro che ognuno può giudicare da solo.
le recenti esternazioni di Levi vanno tradotte cosi': "sappiamo benissimo che ne verrà fuori una legge inapplicabile, mica siamo scemi, nessuno si iscriverà al ROC! ma la vogliamo fare lo stesso, almeno i blog passeranno dallo status di "liberi" a quello di "bonariamente tollerati", e li tollereremo nel classico stile "vedo-nonvedo" all'italiana. però, se qualcuno sgarra, da oggi in poi sappiamo come mettergli la mordacchia".
tutti gli organi burosauri dotati di potestà legislativa o regolamentare dispongono di mostri del genere, nel loro amplissimo "set" di penosi attrezzi normativi.
tipo l'unica multa salatissima fatta alla sfortunata signora acquirente di una borsa "taroccata", per intendersi.
questo ridicolo andazzo, secondo il quale le leggi esistono ma si può fare anche a meno di rispettarle tanto non succede nulla, però ogni tanto si commina una cosidetta "sanzione esemplare", è una delle sette teste dell'Idra che avvolge stretta stretta l'italia, e la fa sprofondare dritta dritta verso un abisso di vergogna, specialmente quando ci si confronta con l'estero. ed a me è toccato di doverlo fare, non vi dico che figure barbine.
Quindi, il fatto che il testo di legge indichi che l'indicare chi dovrà iscriversi è già una grave limitazione perché per far chiudere un blog sarà sufficiente modificare un regolamento. Il che è molto più semplice della modifica di una legge.
Artarea, la PIva in home page e' obbigatoria solo per i titolari di Partita IVA.
Caigo, sono un libero professionista ma tutti quei soldi che dicono che ho (o rubo) non li vedo: non vivendo in una metropoli, faccio i salti mortali per arrivare a fine mese grazie allo stipendio della moglie. A causa dello scarso lavoro per non girarmi i pollici gestisco siti senza scopo di lucro. Non sono l'unico e tanti altri fanno come me. E questi siti funzionano meglio di quelli istituzionali (provate a scaricare il calendario scolastico dal sito dell'Istruzione Emilia Romagna con Linux, se ci riuscite (io ci sono riuscito, ma intanto provateci voi...). OOps rischio gia' una querela?
Sappiamo bene che in Italia le leggi si interpretano molto largamente e viviamo in una semiimpunita' (chi si ferma piu' alle strisce pedonali? neppure vigili urbani e carabinieri... oops si rischia anche qui la querela?).
P.S. - non dimenticate di votare la petizione contro la chiusura della Fondazione Guglielmo Marconi.
altrimenti non potresti non sapere che basta che un assessoretto o un faccendieretto qualunque si svegli male la mattina, e quello che ieri era un regolamento che escludeva i blog, oggi diventa come per magia un regolamento che include i blog.
vivi per qualche tempo l'aria che si respira dentro una qualsiasi pubblica amministrazione, e poi mi fai sapere.
e poi, stiamo parlando di "quel" Garante delle Comunicazioni? quello italiano? quale, quello che non ha nemmeno i soldi per pagare gli stipendi agli impiegati? o quello che, in combutta con "quell'altro" alla Privacy, lascia indisturbati i call-center che mi rompono tuttora le p**** a tutte le ore, in barba alle leggi? aaaah, che tranquillità che mi pervade, nel sapere che siamo in mano di "quel" Garante...
chiedo vénia se il sarcasmo è grossolano, ma comincio ad essere veramente stufo.
...te l'avevo detto.
W la itaglia
Forse non gli è chiara la differenza tra mondo reale e virtuale (e nemmeno com'è che funziona la rete): cos'è, adesso chiunque è da considerarsi potenziale giornalista da iscrivere all'albo?
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/gentiloni-errore/gentiloni-errore.html
ecco come definisce Gentiloni il DDL: "Un errore da correggere"
la norma in questione "non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive"
"Pensavo - prosegue Gentiloni - che la nuova legge sull'editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria".
"Maddai, volete che quelle migliaia (se non milioni) di italiani che han un blog, paghino un’imposta di bollo per scrivere quel che pensano? E’ quel che ho scritto anche al politico in questione.
(infatti è stato detto prima)
Non servirà fare niente, neanche registrarsi all’estero perchè poi rigirerebbero la frittata: non bisogna pensarla alla loro maniera. Si va avanti e punto.
Infatti ho fatto notare a Franco Levi l’articolo 21 primo comma della Costituzione. Per il resto, il codice penale funziona benissimo."
E anche questo è stato già detto.
per parodiare il titolo di questo post, "Capisci di diritto? no? e allora commenta i disegni di legge".
Gentiloni ha cercato un po' di facile consenso rilevando l'incompletezza del testo, ma tutto questo can can resta pura demagogia - strumentale, per altro.
prendere posizione su qualunque questione conoscendo le cose solo per sentito dire non è una cosa consigliabile; e ciò dovrebbe essere massimamente noto ad Attivissimo che di cazzate riportate come fatti ne ha smascherate tante.
E' il caso, per esempio, di questo post, dove compie sistematicamente tutti gli errori che normalmente accusa quando smaschera bufale.
1) Perché ha fatto riferimento a un sito di informatici anziché alla fonte diretta?
2) Perché tenta di commentare un disegno di legge se non è un giurista?
3) Perché lancia anatemi e sentenze, piuttosto che smontare il disegno di legge punto per punto?
Credo, da giurista, che questo ddl abbia indiscutibilmente dei limiti, come qualunque ddl che ha, come scopo, proprio quello di essere discusso dal parlamento, ed è quindi per sua natura perfettibile. Ma non è assolutamente così preoccupante come P. Attivissimo afferma.
Secondo me P. Attivissimo dovrebbe fermarsi un attimo e riflettere.
scrivi a ripetizione "P. Attivissimo", mi spieghi che accidenti ci vuole ad aggiungere "aolo" alla P? Togliendo il punto, sono solo tre digitazioni in più, ed elimini l'effetto "inquisitore al contrattacco" dal tuo commento.
Il ddl non pone rischi per i blogger, essi non rientrano nell'ambito soggettivo del disegno, né i weblog rientrano in quello oggettivo. I blogger non fanno attività editoriale, forse solo qualcuno, ma in generale no.
Qualche sito web (aziendale o non) può anche darsi si occupi di attività editoriale senza autorizzazione formale (registrazione in tribunale) e qui bisognerà approfondire meglio. Ma i weblog no, non centrano nulla. Chi ha un blog ed espone, con esso, i propri pensieri non fa alcuna attività editoriale, né lucrativa né non. E il weblog non è certo un prodotto editoriale.
Qualcosa l'ho spiegato nel mio ultimo post
http://www.lucalodi.it/2007/10/21/ddl-editoria-e-gia-sono-polemiche-dal-web-ma-i-blogger-non-sono-coinvolti/
E' informazione sbagliata dire che il ddl metterebbe il bavaglio ai blogger. Bastano un'interpretazione letterale ed un sistematica per comprendere come ciò non sia vero.
Cordialmente.
LL
Perché ha fatto riferimento a un sito di informatici anziché alla fonte diretta?
Punto Informatico, che ho citato, linka appunto il testo del DDL e il parere di un avvocato, Vicenzo Spataro. Visto che sei giurista, prova a discuterne con Spataro, sicuramente ne uscirà un chiarimento interessante.
Ma non è assolutamente così preoccupante come P. Attivissimo afferma.
Ho scritto che si tratta di una proposta e che è prevedibile che alla fine venga buttato via. E tieni presente che l'Italia ha una notevole reputazione nel campo delle leggi varate fra un coro di "tanto finirà in niente", come il bollino SIAE sui CD autoprodotti.
Credo, da giurista, che questo ddl abbia indiscutibilmente dei limiti, come qualunque ddl che ha, come scopo, proprio quello di essere discusso dal parlamento, ed è quindi per sua natura perfettibile. Ma non è assolutamente così preoccupante come P. Attivissimo afferma.
Stel, non occorre essere giuristi per dire che non esistono leggi perfette: sarebbe molto più interessante se tu commentassi il ddl, come ha fatto Spataro, almeno noi ignoranti in materia possiamo farci un'idea più precisa.
Sai com'è, a fare affermazioni e non motivarle, sono capaci tutti, anche senza essere giuristi.
Stiamo parlando di un sito che riprende, senza nessuna verifica preventiva, notizie pubblicate su altri siti.
Qualche settimana fa si sono resi protagonisti di una mostruosa brutta figura riportando il "clamoroso" contenuto di un messaggio inviato al forum di Skype da un tizio che dimostra come anche in Linux esistono gli utonti; secondo questo tizio, Skype legge le password di Linux in quanto accede al file /etc/passwd!!!!!
Punto Informatico ha diffuso questa castroneria come se si fosse trattato di uno scoop clamoroso; naturalmente, i vari trollazzi anti-linux si sono scatenati con frasi del tipo "Linux messo al tappeto da una telefonata"!
In realtà, anche i bambini sanno che il file /etc/passwd contiene informazioni pubbliche (in chiaro) sui vari users e sulle rispettive home directory; le password di Linux, invece, sono memorizzate nel file /etc/shadows (accessibile solo da root) e sono criptate con l'algoritmo MD5 per cui ... se qualcuno ha a disposizione qualche secolo di tempo ...
Adesso arriva anche la gaffe di Punto Informatico sul DDL Prodi-Levi; la cosa assurda è che in pochi minuti quella affermazione non verificata è diventata una notizia bomba che ha invaso centinaia di forum e blog di tutta Italia!
Non vedo dunque la necessità di restringere l'accesso ad internet, né il bisogno di rendere più severe le pene per chi sbaglia online.
E poi scusate... ma quale assurdo governo prima libererebbe i delinquenti minori (si fa per dire...) attraverso l'indulto, per poi mettere in prigione chi diffama qualcuno su internet?
Non vi pare un po' incoerente, per non dire di peggio?
Non è una gaffe, stando ai pareri che mi sono arrivati da un notevole numero di esperti di settore.
Se hai delle qualifiche che ti permettono di controbattere alle opinioni informate di avvocati ed esperti di diritto informatico, presentale.
Attendendo impaziente la smentita di Punto Informatico (che al contrario si scusa per essersi accorto tardi di questa notizia), voglio ricordare che in Italia le leggi si fanno con molta leggerezza e con altrettanta leggerezza si decide quando e come applicarle, cosi come si interpreta la Costituzione, fondamenta dello Stato Democratico.
La sovranita' appartiene al popolo, recita l'articolo 1 della Costituzione. Il Popolo Italiano decide, col 90.3% dei votanti, di togliere il finanziamento pubblico ai partiti? Un ritocchino alle leggi, una accurata scelta dei vocaboli ('rimborsi elettorali'), e il gioco e' fatto: venghino, siore e siori, a fondare nuovi partiti ma mi raccomando... non eliminate quelli vecchi...
Forse questo ROC e' cosa buona, forse tutti i Paesi europei hanno fatto questa scelta e noi (come sempre) siamo gli ultimi, forse no, ma sapendo come si muovono certe cose in Italia, io preferisco non correre rischi e fermare queste leggi prima che possano nascere. Non so voi...
http://www.siae.it/UtilizzaOpere.asp?click_level=0600.0300.0300.0500.0700&link_page=olaf_lett_utilizzatori_faq_reprografia.htm
trovo perfino che:
"E se gli operatori aggirassero i divieti scannerizzando i testi ed inviandoli ai clienti tramite posta elettronica?
Trattandosi di operazione non consentita dalla legge sul diritto d'autore, questa attività è vietata, e sanzionata in via penale, amministrativa e civile, a meno che non sia specificamente autorizzata dall’editore."
Nessuno ne parla, ma è molto grave che una fotocopia o una scannerizzazione sia considerata un reato penale e rende molto difficile fare delle ricerche, visto che viene stabilito un "uso personale" come nel consumo di droga.
Mi sa che mi trasferisco in Svizzera pure io.
gjiada
Questo non toglie che si possa fare di meglio, chiarendo in modo più esplicito la differenza tra prodotto editoriale (per esempio in base al fatturato) e sito personale o amatoriale.
Lo stesso estensore della legge ha comunque specificato che la legge non è indirizzata a siti amatoriali ma a prodotti professionali. Potevano specificarlo meglio, ma da qui a mettere su una campagna per la difesa della libertà di espressione attaccata da leggi fatte ad hoc per far tacere Beppe Grillo c'è in mezzo un bel po' di fantasia, e in molti casi anche di paranoia.
Accomodati, ha appena vinto le elezioni il partito dio destra nazionalista.
S*
wwww.siae.it è intuitivamente raggiungibile.
Esempio: non si puo' fotocopiare un intero libro neppure se di proprieta' e ad uso personale (es: una copia di un libro per non danneggiare l'originale), "Per lo spartito musicale è vietata la fotocopiatura anche solo parziale." (caspita! mi devo portare avanti e dietro per casa dei librozzi da 100 e piu' canzoni anche se ne suono solo 2), non si possono fotocopiare "le copertine delle video/musicassette, dei CD, dei DVD o supporti analoghi"... ci sono anche i manuali software!
Non sono contemplati per niente i libri fuori edizione ma immagino che siano piu' illegali della cocaina!!!
In Italia, patria dell'arrangismo, poter fotocopiare il 15% di un libro significa poter fare le copie consentite, distruggerle dopo averle lette e fare altre copie. Ma dove sono i Verdi?
Complimenti a loro, ad Amato e a Levi-Prodi, che hanno capito quali sono i veri problemi dell'Italia.
gjiada, io protesto insieme a te, ma non dobbiamo fuggire in Svizzera: perche' dovrebbero andarsene i migliori?
Paolo guarda che esisteva, si chiamava "Non è m@i troppo tardi", era inserito nel circuito di Rai Educational e andava in onda la mattina fino alle 11 su Raidue.
Grazie, non lo sapevo! Però io avevo in mente qualcosa in prima serata, tipo Superquark.
Costerebbe tanto fare a meno di una mariadefilippata o a un'isoladeifamosata per fare spazio a un programma d'informatica di base divertente?
E' nel prime time che raggiungi la gente che più ha bisogno di ricevere informazioni. Magari con contorno di coscialunga e boys, ma almeno il messaggio arriva...
M@uri
I media preferiscono ignorare la questione: oggi durante un servizio di un qualche TG sulle questioni politiche del momento, hanno inquadrato la pagina di un quotidiano dove, di sbieco, si poteva leggere che Microsoft cede all'antitrust europeo. La notizia e' anche su Punto Informatico. Ma evidentemente e' piu' facile parlare di una presunta crisi di governo (al momento sono solo chiacchiere) che di una accertata condanna. O, molto piu' probabile, la parola Informatica (Informazione Automatica) non e' ancora ben conosciuta dai mezzi di Informazione.
A proposito di informazioni sull'Informatica, sabato ci sara' il Linux Day a cui vedo che Paolo partecipera' (a Cinisello Balsamo). Visto che i media arriveranno tardi, se arriveranno, non e' il caso di dare qualche riferimento? Italian Linux Society ha messo a disposizone l'elenco delle citta' dove si svolgera' il LinuxDay.
Vorrei sapere con che criterio un trasmissione di quel genere è stata messa nella fascia oraria mattutina: a quell'ora la vedranno forse dei pensionati, le massaie di solito puliscono casa, gli altri sono a scuola o al lavoro... chi la guardava?
La accoglierei volentieri in prima serata: finalmente ci sarebbe qualcosa da vedere.
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