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2007/10/22

Legge-bavaglio sui blog: altre info

Il governo indietreggia e "chiarisce" il senso del disegno di legge, ma il danno è fatto


Ecco qualche link in più sul contestatissimo disegno di legge sull'editoria di cui ho già raccontato.

Secondo l'ANSA, Beppe Grillo è insorto, minacciando di rifugiarsi "armi, bagagli e server in uno Stato democratico". Il padre del DDL, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi, ha risposto che spetta all'Autorità Garante per le Comunicazioni "il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori".

Vari politici prendono le distanze dal DDL, compresi i ministri Di Pietro e Gentiloni che pure l'hanno approvata. Di Pietro dice che il DDL "non è stato discusso nel Consiglio dei Ministri del 12 ottobre perchè presentato come provvedimento di normale routine. Ho letto il testo oggi per la prima volta."

Approvata senza leggerla? Fantastico, adesso siamo tutti più tranquilli. Specialmente se consideriamo che un eventuale obbligo di iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione "non implica solo carte da bollo e burocrazia" ma "rischia soprattutto di aumentare le responsabilità penali per chi ha un sito", secondo l'avvocato Sabrina Peron citato da Repubblica. Infatti il problema non è il costo della trafila burocratica (Macchianera sottolinea che "costa zero! niente bolli, né versamenti"), ma le conseguenze legali in caso di post o persino commenti ritenuti diffamatori.

Non si sa, insomma, se davvero i blogger dovranno farsi schedare. Non si sa neanche se il disegno di legge è frutto di malizia o di semplice incompetenza: Veronica Ciarumbello, su Zeus News, ricorda che "non siamo nuovi a leggi poco chiare quali la norma per il deposito legale dei documenti di interesse culturale destinati all'uso pubblico, che ha richiesto un'espressa rettifica per esentare dall'invio delle cosiddette copie d'obbligo (cartacee) l'intera internet ospitata su italici server."

Quello che si sa è che chi fa le leggi non sa quello che scrive, e chi le approva non le legge, e ci vuole la mobilitazione dei media generalisti per far fare ai governanti il proprio dovere (per il quale, se non erro, percepiscono una paghetta di qualche genere).

Una splendida sintesi di Guido Scorza su Punto Informatico, dove trovate anche i commenti di Massimo Mantellini, Manlio Cammarata e Luca Spinelli: "il DDL sull'Editoria, francamente, non riesce a farmi paura mentre mi fanno tanta paura i nostri Governanti tanto lontani dalle cose della Rete", scrive Scorza.

E intanto la figuraccia internazionale è assicurata, grazie all'eco di BoingBoing.

27 commenti:

marco[n] ha detto...

"chi fa le leggi non sa quello che scrive, e chi le approva non le legge"

Questo e' il dramma!

Andrea314 ha detto...

Paolo, considera che l'approvazione del
consiglio dei ministri è solo una formalità, essendo un disegno di legge e non un decreto nn entra in vigore da subito, ma deve passare prima alle commissioni e poi in parlamento dove rimarrà bloccata per anni, quasi sicuramente, se poi i 2 ministri dicono che nn l'appoggiano a quel punto i 2 partiti a cui appartengono potranno bloccarla nelle commissioni questa la norma...

PS: Riguardo la frase che hai scritto in linea di massima sarebbe più grave sui decreti legge, cosa che accade purtroppo spesso da parte di tutti i governi passati presenti e futuri...

LastHope ha detto...

Chissà come mai, diversi anni fa, creai il mio blog su una nota piattaforma norvegese (my.opera)...intuito di salvaguardia della specia? :)
Fortunato te che sei in Svizzera...e condivido il commento di marco[n] in toto.

federico ha detto...

ottimo, così abbiamo inaugurato una nuova etichetta, speriamo che non si riveli troppo prolifera! ;-)

Giuseppez ha detto...

E' incredibile l'errore che l'on. Levi ha commesso durante la stesura del DDL. Nella sua lettera aperta ammette candidamente di aver ascoltato "gli editori grandi e piccoli, i giornalisti, gli specialisti della pubblicità, i distributori, gli edicolanti, i librai" ma nessuno esperto della Rete, neppure un figlio di qualche componente del governo che sia appassionato di Internet (ce ne sarà uno spero!).
Se nel mio lavoro commettessi un errore del genere sarei licenziato in tronco e chiamato a risarcire i danni!

Guadagnare con un Blog ha detto...

Che schifo... Non ho altre parole, che rabbia e che senso di impotenza... abbiamo una classe politica davvero da far pena, è questo quello che ci meritiamo?

john_wayne ha detto...

"essendo un disegno di legge e non un decreto nn entra in vigore da subito, ma deve passare prima alle commissioni e poi in parlamento dove rimarrà bloccata per anni, quasi sicuramente, se poi i 2 ministri dicono che nn l'appoggiano a quel punto i 2 partiti a cui appartengono potranno bloccarla nelle commissioni questa la norma..."

Ah, allora adesso sì che ragioniamo. Io scrivo una grossa ca..xata su un foglio, la faccio firmare a venti spaventapasseri che stanno "solo" governando un Paese di sessanta milioni di persone, tanto poi quel mio foglietto viaggerà di ufficio in ufficio per anni prima che delle commissioni formate da quella gente che ha già firmato si degnino di leggerla e decidere cosa fare.

Poi ci chiediamo perché in Italia non si riescano a cambiare mai le cose...

Loud ha detto...

Io continuo a sostenere che il DDL non interessa i blogger, ma ormai ne sto sentendo di tutti i colori.

La cosa che lascia l'amaro in bocca è che chi deciderà sulle sorti del DDL in realtà non sa nemmeno bene quello che c'è scritto.
I tecnici scrivono i testi, talvolta bene e altre volte mica tanto, ma chi dovrebbe approvare il testo non comprende a pieno la portata del testo e alla fine ci troviamo con dei parlamentari che si mettono a dare informazioni sbalgiate o contorte, così da rendere ancora più squallido il sistema di informazione e comunicazione in Italia.
Prima dovrebbero imparare a leggere e interpretare i testi normativi che gli vengono portati in aula; poi dovrebbero imparare a fare buona comunicazione.
Viva l'Italia, poveri noi.

Comunque ribadisco che il DDL - se letto e interpretato con criterio di specialità e assumendo le finalità del ddl medesimo, nonché interpretando letteralmente i dispositivi e sistematicamente il contenuto complessivo - non riguarda i blogger!

Luca

pbeneforti ha detto...

meno male che si comincia a capire quanto ingiustificato e disinformato fosse l'allarmismo isterico circolato sulla rete riguardo al DDL sull'Editoria. questo post è decisamente più moderato del precedente, anche se si continua a trascurare che il DDL è stato pensato e scritto (probabilmente male) per scopi del tutto diversi da quelli che hanno suscitato la mini-isteria collettiva. :)

http://parolevaligia.splinder.com (lo scrivo perché riesco a commentare solo con l'account di BLogger)

pbeneforti ha detto...

...quanto alla responsabilizzazione giuridica dei gestori dei blog, immagino nessuno sostenga che non debba essercene nessuna, di responsabilità.
basta la normativa attuale? deve essercene una più dura? devono essere controllati dal blogger anche i comment? (e, se sì, come? rendere tutti i blog moderati mi pare un po' troppo restrittivo)
boh. certo diffamare tranquillamente e anonimamente chicchessia senza tema di sanzioni è un po' far west...

Giuseppez ha detto...

Come ho già affermato, forse in modo non chiaro, il DDL di per sé non parla di blog. Afferma, però, nell'art.2 "Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.". Definizione troppo vaga non credete?
Prendiamo, ad esempio, il blog di Beppe Grillo: non ha finalità di informazione? Di formazione? (ad esempio, è spiegato come organizzare una raccolta firme a norma di legge; qualche svitato potrebbe redigere un regolamento secondo cui anche questa è formazione) Non è, forse un sito a finalità divulgative? Certo che lo è basta considerare i volantini che si possono stampare.
In pratica, scrivendo un regolamento ad hoc si possono considerare tutti i blog rientranti nel suddetto articolo.
Volendo anche un blog che mostra le foto di famiglia lo si può considerare informativo e divulgativo.

Sono d'accordo con "loud" che afferma che "il DDL - se letto e interpretato con criterio di specialità e assumendo le finalità del ddl medesimo, nonché interpretando letteralmente i dispositivi e sistematicamente il contenuto complessivo - non riguarda i blogger", ma afferma re che il testo deve essere letto con questi criteri è implicitamente ammesso che il testo lo si può leggere in altri modi. E sono questi altri modi di lettura che mi preoccupano. In un vero stato di diritto esisterebbe la sola interpretazione di "loud" ma in l'Italia è avvenuto tante volte che le leggi venissero interpretate a seconda dei casi (ad esempio: le iene e la privacy dei parlamentari).
Quindi, riassumendo, non sono in contrasto con le affermazioni di "loud" e "pbeneforti", dico solo che in Italia non c'è da fidarsi sul fatto che il DDL venga interpretato nel loro modo che, "riripeto" è quello giusto. Ed è questo che non perdono all'on. Levi. Lui, un politico, dovrebbe conoscere i giochi d'interpretazione che in Italia sono molto floridi e fantasiosi eppure ha scritto un DDL così tanto interpretabile

Anonimo ha detto...

CHE SCHIFO!!!

sandro bacci ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
sandro bacci ha detto...
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Paolo Attivissimo ha detto...

Sandro, per favore niente insulti gratuiti, neppure ai politici. Grazie.

Mattia ha detto...

Paolo, hai presente la montagna di carta che viene approvata in un consiglio dei ministri? Pensi che davvero un ministro abbia il tempo di leggersi tutto? Con tutto ciò che ha da fare?
Ecco, uno si fida, si deve fidare. Sperando che i colleghi non facciano boiate. Se uno non si fida del ministro collega allora si che è tragico

Narcolessico ha detto...

Non posso che concordare su

- Stupidità del ddl in questione

- Ignoranza generale di tutti politi sulle nuove tecnologie (per i nostalgici: il nuovo ddl è sulla linea di quello varato anche dalla passata legislatura!)

Ma mi sembra che si sia sollevato un polverone esagerato.

Il ddl non era nemmeno stato letto dai più... Preoccupante, certo, ma perchè non ho visto altrettanta preoccupazione quando i parlamentari hanno depenalizzato (leggendo l'emendamento per intero!) il falso in bilancio?

E' vero, il ddl nella sua prima stesura era decisamente generalista e da correggere, ma:

* Levi subito dopo ha precisato che non si volevano colpire i blog ma solo i siti di taglio periodico professionale (fonte)
* Dopo tutta la baraonda creatasi, Gentiloni ha esplicitamente corretto il tiro

Insomma: sì, sono stati imprecisi, goffi e tutto il resto. Ma era il caso di sollevare un tale polverone?

Anche il nostro (grande!) Paolo ha scritto di tassazione e schedatura di tutti i blog. Si è gridato alla censura, al bavaglio di internet, alle "tasse sui blog"... Fin dal giorno dopo, è stato chiarito che non era niente di tutto questo.
Non è che si tratta anche di mera strumentalizzazione politica?

Silvio ha detto...

Non so se tutto ciò faccia bene o male alla rete, sicuramente si sono spese tante parole sul nulla, per gridare al lupo su un disegno di legge che in effetti non fa altro che migliorare e semplificare le leggi attuali. Continua a non essere facoltativa la registrazione come prima, solo che ora è gratuita inve di essere a pagamento.
Il bello di internet è che quando esce un disegno di legge è possibile persino andarselo a leggere. Ma mi pare che questa volta la "grillite" abbia colpito tutti, persino siti seri come PI o questo, e la fretta si sparare contro i politici sia prevalsa sul buon senso.
Che poi ci sono cose ben più gravi nel mondo, no, Paolo? Mentre da questo sito spari contro dei politici italiani rei al massimo di essere imprecisi, nella civilissima Svizzera le elezioni vengono vinte dalla destra nazionalista xenofoba.
Che ironia: un sacco di italiani superficiali che strillano che vorrebbero emigrare in Svizzera, quando la Svizzera elegge proprio il partito che non li vorrebbe far nemmeno entrare...

Paolo Attivissimo ha detto...

Un paio di risposte:

Narcolessico:

Anche il nostro (grande!) Paolo ha scritto di tassazione e schedatura di tutti i blog.

E lo scrivo ancora. Perché SE questo DDL venisse approvato tal quale e interpretato nel senso ritenuto valido da vari esperti di normativa che ho consultato, il risultato sarebbe proprio quello: tassazione (perché comunque la menata di registrarsi bisognerebbe farla) e schedatura (perché si regalano i propri dati personali a un registro centrale governativo). Addio blogging anonimo. E non mi sembra una questione trascurabile. Vogliamo che faccia la fine del bollino SIAE, che tutti presero sottogamba?


Silvio:

la fretta si sparare contro i politici sia prevalsa sul buon senso.

Quando si "spara" (uno sberleffo, s'intende!) a un politico incompetente, la fretta non è mai abbastanza :-)

nella civilissima Svizzera le elezioni vengono vinte dalla destra nazionalista xenofoba.

Oh mamma santissima, da come lo dici sembra che abbiano già infilato gli stivaloni e iniziato il passo dell'oca. Tranquillo! L'SVP (i nazionalisti) ha il 29% dei voti, mica la maggioranza assoluta. Deve governare con l'appoggio dei partiti più moderati. Per cui strilla, ma deve darsi una calmata.

Chiaramente non conosci la realtà svizzera. Io sì, perché ci abito e ci lavoro, e di certo qui non c'è nessuna voglia di cacciare a casa il 20% della popolazione. Anzi, l'influsso di gente che ha voglia di lavorare e rigare dritto è assolutamente incoraggiato. Certo che se invece uno vuole venir qui a sporcare o fare i propri comodi, non ha vita facile.

Gli svizzeri vogliono molto semplicemente tenere fuori (e mandare fuori) i delinquenti che arrivano dall'estero, anche perché quelli di produzione locale (e ci sono) bastano e avanzano, grazie.

E guardando la situazione italiana, non me la sento certo di biasimarli.

Chiedo scusa per la parentesi politica :-)

Mauri46 ha detto...

ma se il blog è ospitato su 1 server fuori dai confini italiani,che si fa?lo si considera all interno del DDL?

Marco ha detto...

Andrew Keen in "the cult of the amateur" affronta un tema molto simile, affermando che la deregolamentazione del sistema informativo online (soprattutto i blog) permettono a chiunque di diffondere notizie, in libertà certo, ma anche con tutta la falsità del caso, visto che non si rischia quanto un giornalista della carta stampata. In questo sono d'accordo con una regolamentazione, almeno per quei blog ad alto impatto mediatico come quello di Beppe Grillo, visto che magari si può diffamare qualcuno "a caso".
Che questo comporti un limite alla libertà e all'anonimato in rete... beh penso che ormai dovrebbe essere chiaro che è semplicemente una facciata che c mettono davanti come illusione di una libertà che non abbiamo.

Carlo ha detto...

In risposta a Paolo sulle elezioni svizzere, ho visto che repubblica.it titolava qualcosa tipo "Vince il partito che vuole espellere gli stranieri". Poi andando a leggere l'articolo si vede che il partito voleva "espellere gli stranieri che commettono reati".
Chi non capisce la differenza ha un problema serio.

mariagabriella ha detto...

Egr.Ingegnere conosc eil detto"la mamma dei cretini è sempre incinta?"Be questo è il tipo di figura che fanno certi uomini pilitici con simili proposte!oltretutto by-passare i sewer italiani e trasmigrare in altri lidi è cosa semplice quindi cio' dimostra che chi ha fatto materialemnte la proposta,oltre ad non averla letta ne capisce na sega di web e di Internet,ossequi
Gabrybabelle

cyberninja ha detto...

marco ha detto:

[quote]

In questo sono d'accordo con una regolamentazione, almeno per quei blog ad alto impatto mediatico come quello di Beppe Grillo, visto che magari si può diffamare qualcuno "a caso".

[/quote]

Ehm... esiste già la "querela per diffamazione".
E si può applicare sia che tu mi diffami attraverso un blog o andando a urlarlo in piazza.

Non capisco...
Cos'è... la moltiplicazione dei pani e dei pesci?

Luca

Dan ha detto...

Senza contare che giornalisti che rifilano impunemente boiate ai propri lettori ce ne sono a bizzeffe... raramente si vedono querele, e ancor più raramente rettifiche.

A parte il testo generico e aperto a interpretazioni (una delle cose che lo rendono criticabile, la legge deve essere innanzitutto chiara), le cose che mi sembrano più gravi sono due:
1) che la legge sia stata approvata, anche solo preliminarmente, senza essere stata letta prima. E' vero che dovrebbero leggere migliaia di documenti, e che è una cosa quasi automatica dato sarà poi riesaminata... ma è per questo che noi contribuenti li paghiamo fior di quattrini; altrimenti posso fare da solo.
2) che una legge come questa apparentemente sia stata presentata senza cognizione di causa o consultare qualcuno che avesse conoscenze specifiche nel campo, ma solo interpellando editori, giornalisti eccetera (ovvero se vogliamo, membri della "lobby" concorrente alle pubblicazioni sulla rete). Il che porta anche a chiedermi da dove sia scaturita l'idea di questa proposta, se come appare la conoscenza della Rete di questi signori è così approssimativa. Non ci sono cose che meritano maggior attenzione e nelle quali sono più competenti?

Giampaolo ha detto...

Ciao a tutti!
Be se dovesse disgraziatamente passare prepariamoci gia da subito a spostare "tutti" i nostri siti all'estero.

Questo varrebbe più di ogni altra protesta.

Saluti LuigiFR

Andrea Sacchini ha detto...

Volevo far notare che il disegno di legge in oggetto non rappresenta l'unico modo per imbavagliare i blogger (dettagli qui e qui).

Sarebbe interessante, a tal proposito, fare una specie di censimento per valutare quanti blogger possono permettersi un avvocato.