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“La Stampa” e la finta intervista all’astronauta Buzz Aldrin

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "cabezit85" e "napobear" ed è stato aggiornato e corretto dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2010/07/29 21:40. La replica de La Stampa è negli aggiornamenti all'articolo.

Mentre un pubblico ministero italiano oscura per tutto il mondo un intero blog perché alcuni suoi post sono sospettati di diffamazione e si preparano leggi che punirebbero con multe da migliaia di euro i blogger che non rettificano i post entro 48 ore, La Stampa – non un blog, non un sito di chiacchiere, ma un giornale – se ne esce con un articolo completamente inventato. O per dirla tutta, falso.

L'articolo, "La mia Luna vuole una base", è firmato da Antonio Lo Campo ed è confezionato come se Lo Campo avesse fatto delle domande all'astronauta lunare Buzz Aldrin, in occasione della sua apparizione pubblica ad Avezzano (AQ) durante la manifestazione Il Cielo di Argoli, e questi gli avesse risposto con le parole pubblicate. Non è vero.

Non è vero perché Aldrin non ha rilasciato interviste in quell'occasione. Non è vero perché le risposte attribuite all'astronauta sono in realtà trascrizioni rimaneggiate (e oltretutto maldestramente errate) di quello che Aldrin ha detto al pubblico presente. Non è vero perché anche le azioni attribuite ad Aldrin ("Un modellino del celebre «Lem» cade dal tavolino e lui con uno scatto lo riprende, lo alza e lo fa discendere lentamente") non sono mai avvenute.

Come lo so? Semplice: io ero lì. Ero l'interprete di Aldrin, ho le registrazioni audio e video integrali di tutto quello che è stato detto, e il modellino del LM (che non è affatto caduto) è il mio, portato a Tagliacozzo e Avezzano per l'occasione. La Stampa è cascata male nel tentativo di far bella figura tramite un'intervista di prestigio con un astronauta protagonista dello sbarco sulla Luna, pubblicata proprio in occasione del quarantunesimo anniversario di quell'impresa. Non si è resa conto di aver cercato di rifilare una patacca ai propri lettori proprio sotto il (lungo) naso del vostro cacciatore di bufale.

I fatti documentano che l'intervista pubblicata da La Stampa e firmata da Antonio Lo Campo è un falso. Ho scritto al direttore, Mario Calabresi, per chiedere la rettifica dell'articolo, e ho congelato presso Freezepage.com l'articolo nella sua forma attuale. Ora vediamo quanto tempo ci mette il giornale a rettificare e a chiedere scusa ai lettori per aver rifilato loro una notizia falsa. A quanto ammontano le multe e le sanzioni per i giornali che pubblicano notizie false e non le rettificano entro 48 ore?

Se non ci fossero i blog a fare da controllori alle invenzioni dei giornalisti, se non ci fosse modo per chi sta al di fuori delle redazioni di denunciare pubblicamente questi abusi della fiducia concessa da chi legge e compra un giornale, episodi patetici come questo la farebbero franca. Ma i blogger ci sono, signori miei, e non hanno nessuna intenzione di farsi zittire.


19:00


Mi ha telefonato Antonio Lo Campo e ha chiarito la situazione. Aspetto il suo permesso per pubblicare la spiegazione. Nel frattempo confermo che Lo Campo era presente all'incontro e ha parlato (molto brevemente, per meno di cinque minuti) con Aldrin. Una foto pubblicata da Gravità Zero lo documenta e le riprese video in mio possesso lo confermano ulteriormente. Non appena avrò ulteriori informazioni le pubblicherò.


2010/07/29 05:00


Dopo una serie di conversazioni telefoniche, ieri sera ho ricevuto quanto segue da Gabriele Beccaria, responsabile della rubrica Tuttoscienze de La Stampa, con richiesta di pubblicazione:


Gentile Paolo Attivissimo
-
Ho letto con sconcerto le accuse rivolte all’intervista a Buzz Aldrin pubblicata la scorsa settimana su Tuttoscienze de «La Stampa». Non è affatto «un falso», come lei scrive.
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A volte nel giornalismo si compiono sviste ed errori e, se accade, è giusto riconoscerli. Ma non è questo il caso dell’intervista. Non è stato inventato proprio nulla, dal momento che l’autore, Antonio Lo Campo, ha partecipato alla conferenza dell’ex eroe della Luna, ha contribuito alla preparazione delle domande che gli sono state pubblicamente rivolte e al termine dell’evento gli ha anche parlato faccia a faccia, come possono testimoniare molti dei presenti.
-
Evidentemente lei ignorava questi fatti e, punto essenziale, non era a conoscenza del breve incontro tra Aldrin e Lo Campo.
-
Anche l’episodio del modellino del Lem che cade (che lei considera una bufala) è autentico, come riportato correttamente da Lo Campo. Forse lei non l’ha notato, ma - si sa - a volte la distrazione gioca brutti scherzi.
-
Spero che lei voglia pubblicare questa precisazione con lo stesso spazio con cui ci ha ingiustamente accusati. A volte l’enfasi prende la mano e spinge ad affermazioni che poco hanno a che fare con il giornalismo e molto con la diffamazione.
-
Cordialmente
-
Gabriele Beccaria
Responsabile Tuttoscienze - La Stampa

Sul fatto che Lo Campo abbia partecipato alla conferenza non c'è alcun dubbio e non ne ho mai espressi. Mi correggo sulla questione del modellino del modulo lunare (LM) caduto: riguardando la videoregistrazione ho notato che Tito Stagno ha urtato il modello del Saturn V, che a sua volta ha fatto cadere anche il LM, rapidamente raccolto e rimesso al suo posto da Buzz Aldrin. La caduta del modello del LM si è quindi sovrapposta a quella ben più importante del modello del Saturn V e io non l'ho notata. Ho pertanto rettificato questo aspetto dell'articolo qui sopra.

Veniamo al punto saliente: l'intervista, come la definisce esplicitamente la replica de La Stampa. Aver "contribuito alla preparazione delle domande" che poi vengono rivolte da altri non è fare un'intervista. Le interviste si fanno faccia a faccia, con botta e risposta, e le domande si fanno direttamente, non per interposta persona. Quel giorno anche mia figlia Linda ha fatto una domanda a Buzz Aldrin (quella sui "bip" via radio), e gliel'ho suggerita io: vuol dire quindi che io ho intervistato Aldrin? Direi proprio di no. Pertanto pubblicare le domande come se fossero state poste tutte da Lo Campo direttamente ad Aldrin è e rimane una rappresentazione ingannevole della realtà.

Va notato, inoltre, che alla replica de La Stampa manca l'affermazione più semplice e importante: quella che Lo Campo abbia davvero fatto ad Aldrin le domande citate nell'articolo. Un'omissione decisamente interessante. Se le ha fatte, come mai questo non viene detto chiaro e tondo?

La replica precisa infine che Lo Campo ha parlato "faccia a faccia" con Aldrin "al termine dell'evento", suggerendo tra le righe che il giornalista potrebbe aver intervistato l'astronauta in quell'occasione. Ma perché Lo Campo avrebbe dovuto fare ad Aldrin proprio le stesse domande che gli erano appena state rivolte dal pubblico? Non avrebbe avuto senso.

Aggiornamento: mi è stato infatti confermato che Lo Campo non ha affatto parlato con Aldrin al termine dell'intervento, ma soltanto all'inizio, come del resto risulta anche dalle riprese video. La dichiarazione de La Stampa è dunque errata su questo punto, nonostante Beccaria dica che "possono testimoniare molti dei presenti".

Lo scenario probabile che emerge da queste contraddizioni e dichiarazioni e da informazioni fornitemi da terzi in via riservata è che Lo Campo abbia scritto un articolo in forma ben diversa e corretta e sia stata la redazione a riconfezionarlo in modo più sensazionale, inventando l'intervista faccia a faccia, e che ora, colta in fallo, stia cercando di negare la fabbricazione redazionale dell'intervista. Sta di fatto, comunque, che l'intervista non corrisponde agli eventi documentati.

Ho le registrazioni di tutte le domande fatte dal pubblico e dagli organizzatori e posso documentare che corrispondono a quelle che La Stampa ha presentato come se si trattasse di domande di un'intervista. Posso documentare anche che quanto detto da Aldrin è stato riportato erroneamente.

Se La Stampa è in grado di presentare una registrazione che dimostra che quelle domande sono state fatte anche da Lo Campo direttamente ad Aldrin e sono state riportate fedelmente, e che quindi ho torto, la presenti. Se l'intervista non c'è stata e le domande riportate sono quelle fatte dal pubblico, lo ammetta, invece di parlarmi di "affermazioni che poco hanno a che fare con il giornalismo e molto con la diffamazione". È questione di correttezza nei confronti dei lettori del giornale: bastano due righe di spiegazione. Anche inventarsi interviste inesistenti avrebbe poco a che fare con il giornalismo.


2010/07/29 21:25


Ecco un paio di fotogrammi che mostrano Aldrin mentre raccoglie il LM caduto, ci gioca un istante facendolo "atterrare" sulla propria gamba destra e infine lo appoggia sul tavolo per poi raddrizzare il Saturn V caduto. Il tutto dura una manciata di secondi. Quel modellino è ora qui al Maniero Digitale nella Teca delle Sacre Reliquie.

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Commenti
Commenti (366)
Sono proprio curioso di vedere come andrà a finire.
Che cazzaroni.
Il loro padrone li ha addestrati per bene a inventarsi le notizie...
è proprio il caso di dire: PWNED! XD XD
Accademia deve essere in vacanza, perchè non ha ancora protestato. Ti è scappata una discordanza tra il soggetto al singolare ("un pubblico ministero") e i verbi al plurale ("oscurano", "preparano").

Non che questo c'entri molto con il contenuto della tua sacrosanta protesta.
Vergogna.
Normalmente la Stampa è abbastanza curata dal punto di vista scientifico (per quanto lo possa essere un quotidiano generalista), ma questo è un bruttissimo scivolone.
Sono loro lettore da sempre, ma ultimamente sto pensando se continuare, prendere la versione elettronica o darci un taglio e informarmi solo via web.
Spero caccino quel sedicente giornalista, intanto gli scrivo per protestare.
Io c'ero a ad AVezzano e posso solo confermare quello che ha detto Attivissimo!!!
E' davvero avvilente che qualcuno si sia preso dei meriti per aver riportato lo scambio di domande e risposte avvenuto tra Aldrin e la gente presente in sala quel giorno!

Però una domanda la vorrei fare a te Paolo, dato che non sono riuscito a farla ad Aldrin:
è vero che lui, Armstrong e Collins, avrebbero visto una strana luce nello spazio, poco prima di giungere nelle vicinanze della Luna?
E' vero che lui e gli altri astronauti non hanno mai trovato una valida teoria per spiegare questo fenomeno?
Ho letto qualche cosa a riguardo e, mi pare, di aver visto addirittura un'intervista ( questa volta vera) in cui Buzz avrebbe confermato questa storia!
Anche in un documentario, per metà fiction e per metà interviste, andato in onda l'anno scorso su History channel in occasione del quarantesimo anniversario dello sbarco, è riportato questo episodio!
E' tuuto vero?
Addirittura, La Stampa pubblica un articolo falso?? Una vergogna!!! E ora aspettiamo il seguito...
Maxi OT, ma non saprei proprio dove porre la mia domanda altrimenti:

Nella colonna di destra, sotto il titolo "Ultimi Articoli Commentati", siamo tornati di colpo indietro al settembre 2006. Succede anche a voi? WIHIH?
Ho scritto alla redazione per protesta, se non prendono le distanze e non rettificano vuol dire che vivono in connivenza alla cialtroneria.
Tanto lo faranno domani con un trafiletto di 1 riga, se va bene due a pagina 41. Ovvero verso la fine ma non la fine del giornale. In modo che i più non lo trovino. .....
Grande Paolo,
un colpo da maestro come tuo solito. Grazie!
Non ho molta familiarità con La Stampa, ma mi sorprende una caduta del genere da un giornale che ha buona fama.

Riguardo all'oscuramento del blog non c'è molto da dire, la legge è quella e fin che non si cambia si rispetta (e così le procedure); voglio dire: se un magistrato anglosassone, che ha un regime giurisdizionale diverso dal nostro, lo avesse fatto, sarebbe stato più grave, ma qui da noi bene o male i giudici seguono i Codici.
Proprio stamattina ripensavo al film "L'ultima minaccia", immaginando come dovrebbe essere il giornale che vorrei leggere.
Poi arrivo qui, trovo una notizia così sconsolatamente sconfortante e mi vien davvero voglia di emigrare in Islanda.

Comunque, Paolo, solo per amor di precisione: l'incontro con Aldrin è stato ad Avezzano, nell'articolo risulta invece Tagliacozzo.
Grazie Ebonsi e SaraS, ho corretto i refusi.


Luigi, la storia del presunto avvistamento è spiegata in questo articolo su Complotti Lunari.
Confermo l'ot di ebonsi, ecco il copiancolla:

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Ciao
owned !

Concordo con la protesta, imbarazzante il fatto del LEM, poco trasparente farla passare come intervista, ma nel merito dell'articolo non mi pare ci siano trascrizioni maldestramente errate. O almeno, l'articolo non è "completamente inventato"

Uno scivolone grave, non c'è che dire, ma non aspetterei una smentita da parte del giornale.
A me non pare proprio un'intervista ma semplici citazioni inserite in un pezzo giornalistico un pochettino romanzato (come spesso capita)
Shine, far sembrare che c'è stata un'intervista con botta e risposta quando non c'è stata non è "poco trasparente": è un falso.

Se io pubblicassi un'intervista a Fidel Castro prendendo dei pezzetti di un suo discorso e inframmezzandoli con le mie domande, ti sembrerebbe corretto?

Francesco, non sono semplici citazioni (oltretutto sbagliate). Sono inserite fra domande in modo da far sembrare che si tratti di un'intervista.

Secondo te, quanti, leggendo l'articolo, si sarebbero resi conto che Lo Campo non ha intervistato Aldrin, se io non lo avessi segnalato?
@Francesco

Sì esatto...Il raggio della morte di Di Stefano era moooolto peggio. Il riferimento alla legge bavaglio mi è parso un po' pretestuoso.

Beninteso, ciò non toglie che si tratti di una legge-vergogna
vergogna!

..anche se penso che Repubblica non sia colpevole quanto quel (chiamiamolo) giornalista, che io, datore di lavoro, licenzierei in tronco per avermi fatto fare una figura simile!
> Non si sono resi conto che hanno cercato di rifilare una patacca ai propri lettori proprio sotto il (lungo) naso del vostro cacciatore di bufale.

Ho l'impressione, come già detto ieri, che per ogni bufala acchiappata almeno 10 (o 100?) la fanno franca!
Anni fa ero in contatto con uno degli autori del sito www.sentieriselvaggi.net che mi rivelò che questa intervista a Sarah Michelle Gellar è falsa così come quella a Aldrin di La Stampa e realizzata allo stesso modo. L'autore non l'ha mai incontrata di persona.

Meno grave del caso in questione, comunque.

A scanso di equivoci specifico che tutte le interviste presenti su Undicisettembre sono assolutamente vere.
scusa Paolo se insisto, ma "far sembrare" è poco trasparente.

Se invece ci fosse stato scritto "intervista a Buzz" sarebbe stato un falso. Così no, è solo una mezza patacca romanzata.

Poi per carità, tu c'eri e io no quindi magari mi sbaglio; ma a mio modestissimo avviso l'hai presa troppo sul personale proprio in quanto interprete di Aldrin
Dunque i giornalisti hanno i nasi lunghi: chi a causa delle bugie che scrive e chi per fiutare le balle degli altri.
Mi sa che lo scopo di questa nuova legge è solo quello di intimidire i giornalisti della seconda categoria. Ed è una legge partorita in malafede.
@Shine

Non so se il raggio della morte fosse peggio: in quel caso, il sospetto che non fosse verità assoluta poteva venire a chiunque, tanto era assurda e strampalata la tesi sostenuta. (Poi, sì, era scandaloso che fosse in prima pagina su un quotidiano a tiratura nazionale).
Qui invece è stata millantata un'attività giornalistica che non si è svolta affatto e noi lo sappiamo perché Paolo era lì e ha potuto smentire, altrimenti non c'erano elementi "sospetti" e l'avremmo probabilmente presa per buona.
Quanti altri casi di false interviste ci saranno in giro al momento?
IMHO, eh.
Ma non si configura un qualche tipo di reato?
faccio bene o che tengo per sofri, quello anziano.
@Francesco:
> A me non pare proprio un'intervista ma semplici citazioni inserite in un pezzo giornalistico un pochettino romanzato (come spesso capita)

Ah si?
Ci sono OTTO frasi in neretto del giornalista che terminano con il punto di domanda seguite da OTTO frasi (coerenti) virgolettate di Aldrin.
A parrebbe proprio un'intervista!
A questo punto credo sia lecito avanzare un dubbio. Quante delle interviste che leggiamo ogni giorno sui giornali sono genuine e quante invece sono frutto di un disinvolto lavoro di taglia-e-cuci, quando non di invenzione?
Mi piacerebbe proprio sapere da qualcuno che frequenta le redazioni dei giornali quanto è comune la pratica di romanzare le interviste in questo modo. Almeno potrò leggerle in futuro con occhio più lucido e diffidente.
Per SaraS

Non so se il raggio della morte fosse peggio: in quel caso, il sospetto che non fosse verità assoluta poteva venire a chiunque, tanto era assurda e strampalata la tesi sostenuta. (Poi, sì, era scandaloso che fosse in prima pagina su un quotidiano a tiratura nazionale).

Macché tiratura nazionale. Il giornale non è mai riuscito in quell'intento nemmeno ai tempi di Indro Montanelli. È diffuso nelle regioni del Nord.
Se poi Feltri ha inaugurato l'usanza di regalare copie a destra e a manca in giro per la penisola, come faceva con il suo Libero, non lo so. Parliamo solo delle copie in vendita in edicola.
Per Hammer

Anni fa ero in contatto con uno degli autori del sito www.sentieriselvaggi.net che mi rivelò che questa intervista a Sarah Michelle Gellar è falsa così come quella a Aldrin di La Stampa e realizzata allo stesso modo. L'autore non l'ha mai incontrata di persona.

Per una mia piccola indagine sulla controversia Michael Jackson- Albano Carrisi un annetto fa mi ero imbattuto in un'intervista a Di più Tv di quest'ultimo. Avendo appena letto tutte le notizie di archivio dei quotidiani, ho riconosciuto parola per parola molte di quelle domande, tratte da interviste autentiche risalenti a vari anni prima e rilasciate a quotidiani del calibro del Corriere della Sera. L'unica vera domanda che il giornalista gli aveva posto, forse, era l'ultima, quella in cui spiegava il perché aveva rinunciato a proseguire la causa fino in cassazione.

Mi è stato anche chiesto se per una cosa del genere Di più Tv era trascinabile in tribunale: a quel che so io, se mai reato si poteva intravedere, era solo a querela da parte di Al Bano. Non certo da parte dei lettori, che in simili circostanze sono i veri danneggiati.
Per Pasquale

A questo punto credo sia lecito avanzare un dubbio. Quante delle interviste che leggiamo ogni giorno sui giornali sono genuine e quante invece sono frutto di un disinvolto lavoro di taglia-e-cuci, quando non di invenzione?

Sicuramente è un caso frequente, soprattutto quando il personaggio in questione non è reperibile prima dell'ora di chiusura di un quotidiano e il (o la) giornalista deve guadagnare il pane.
Credo però sia raro con parlamentari e persone che hanno ruoli istituzionali nello Stato, e molto più frequente con personaggi della cultura e dello spettacolo.
@Accademia dei pedanti

Una persona a me vicina possiede un'edicola in Abruzzo e l'ho sempre visto esposto e in vendita, per cui davo per buona la tiratura nazionale. Grazie per la precisazione.

@Pasquale
Io ho un esempio simile a quello segnalato da Hammer: molti anni fa, Repubblica pubblicò un'intervista di Irene Bignardi a Susan Sarandon, in occasione dell'uscita di Dead Man Walking.
Ricordo che la Sarandon dichiarava di aver amato molto il fatto di recitare vestita di nero (il suo personaggio era una suora), perché le aveva consentito maggiore libertà interpretativa. Peccato che suor Helen appartenga a un ordine che non veste la tonaca e quindi per tutto il film la Sarandon recitasse con abiti di colori molto tenui, ma non neri.
Purtroppo non sono riuscita a trovare da nessuna parte sulla rete una copia dell'intervista.
Paolo: per la mia piccola esperienza personale, ogni qual volta sulla stampa finisce un fatto di cui hai conoscenza in prima persona, quello che leggi c'entra poco niente con la realtà.

La conclusione che feci anni fa è stata quella di considerare il giornalismo d'oggi come un "arraffa, attacca e cuci" fatto di fretta e furia perché quello che conta non è la qualità ma la quantità: il giornale / il telegiornale va riempito e va fatto in tempo. Tanto... quanti potranno mai obiettare nel merito?

La domanda inquietante è: nei rari casi in cui c'è la presenza e pertanto la conoscenza del fatto possiamo scoprire quanto sia distante la realtà dal riportato; ma in tutti gli altri?

Chi si pone seriamente questo importante interrogativo non ha che una conclusione: se l'hai letto sul giornale / se l'hai sentito al telegiornale allora è falso, e se non è falso non è andata così. Quindi mai, e dico mai, farsi un'idea su quanto riportato dai giornalisti: verificare sempre - per fortuna oggi ci sono molti più mezzi che un tempo.
"la bugiarda" colpisce ancora...
Nello screenshot allegato all'articolo non c'e' tutta l'intervista e quindi sembra un normale racconto. Aprendo invece la pagine da Freezepage si vede tutto per intero. Dico questo solo per giustificare chi ha detto che sembrava solo un articolo romanzato.
Ho trovato una foto di Lo Campo con Aldrin, e sul sito che la contiene viene detto che è stata fatta all'evento abruzzese del 21 luglio.

http://www.gravita-zero.org/2010/07/antonio-lo-campo-incontra-buzz-aldrin.html

Falso o un fotogramma catturato di sfuggita?
In topic: anche per me si tratta di un episodio grave, non tanto in sé, quanto per il metodo che sembra essere applicato. Se persino in un'occasione "semplice" (non credo che intervistare Aldrin sarebbe stata un'impresa titanica) si ricorre a questi mezzi, chissà cosa ci viene propinato su questioni più importanti! E, tra l'altro, La Stampa mi ha sempre dato l'idea di poter essere annoverato tra i quotidiani degni di fiducia.
Off topic @Accademia: mi potresti dire i criteri per stabilire quando un giornale è a "tiratura nazionale"? Perché io l'ho sempre usato come sinonimo di "diffusione nazionale", ma, evidentemente, sbaglio.
Questa fa il paio col "raggio della morte".

Non c'è altro da dire.
LOL
Per Sioropa

Accademia: mi potresti dire i criteri per stabilire quando un giornale è a "tiratura nazionale"? Perché io l'ho sempre usato come sinonimo di "diffusione nazionale", ma, evidentemente, sbaglio.

Sono sinoninimi, infatti. Ma non basta dichiarare che un quotidiano è a diffusione nazionale per esserlo davvero. :-)

Io ora sono un po' fuori dai sistemi di rilevamento che si facevano un tempo nelle edicole, e quindi non saprei da che parte cominciare per pescare dati in questo senso. Sapevo che i quotidiani realmente a diffusione nazionale sono oramai 4 o 5, e che Il giornale non è fra questi. Se qualcuno ha dati più aggiornati documentabili, ben vengano.
Upps: sinonimi.
E poi si chiedono come mai i giornali sono in calo di vendite...
Ma la cosa che più mi fa incacchiare è il pensiero di tutti MILIONI di euro in tasse che questi professionisti del falso si beccano tutti gli anni!
Ho controllato il widget "Ultimi articoli commentati": esso si basa sul feed dei commenti al blog per ricavare i dati, e sono questi ultimi ad essere andati fuori di melone.
Su certe cose, gestione dei commenti in primis, Blogger non delude mai...
"La Stampa" perde i pelo ma non il vizio...

Anni fa, circa una decina, Fidel Castro doveva atterrare all'aeroporto di Torino in visita ufficiale.
La Stampa diede per prima la cronaca dell'arrivo di Castro, prima ma anche unica testata giornalistica a descrivere l'avvenimento.
Che accadde? Il cronosta de La Stampa, giocando d'anticipo, preconfeziono` l'articolo che poi ando` in stampa poco dopo l'atteso arrivo di Castro.
Solo che (non ricordo bene la causa), il nostro amico Fidel NON atterro` a Torino.

Qualcuno ricorda altro?

Se ho ricordato male, la colpa e` delle scie chimiche.
Già che siamo in tema di bestialità estive, ecco il titolo fresco fresco di Repubblica online:

Spagna, la Catalogna abolisce le corride
Dal 2012 saranno proibite quelle coi tori


Ché, come è noto, ci sono anche le corride di mucche: chi non ha partecipato alla corride spagnole con le mucche?
ma di che vi meravigliate? è una usanza che dura da decenni
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Grazie mille, Accademia dei pedanti! Mi hai dato lo spunto che cercavo per una vignetta sulla notizia in questione. :D
@Doduz e @Paolo Attivissimo

Non capivo le osservazioni di Doduz al mio post e quindi sono andato a cercarmi il link all'articolo: http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/278052/

Effettivamente la questione cambia!
Io farei una segnalazione all'ordine dei giornalisti, non è sicuramente un comportamento nè professionale nè deontologicamente corretto
come accade fin troppo di frequente,i giornalisti raccontano frottole.già "la stampa" è un quotidiano agghiacciante..comunque,alla fine,niente di nuovo.classico giornalismo:invenzione del titolo,invenzione dei personaggi che vi hanno partecipato.dopodichè lanciano, in attesa che qualcosa abbocchi.non c'è da stupirsi.grazie comunque, attivissimo.non tutti lavorano a la "studio aperto" o "tg4", fortunatamente.
Madonna santa,che pataccari da quattro soldi che sono.

Ci sarebbe da tirarglielo in testa,il lem.
Bhe, io una idea me la sono fatta da tempo. Quando sui giornali si parla di argomenti che riguardano la mia attività 9 volte su 10 sono boiate. Questo è il metro che utilizzo anche per tutto il resto.
Per le interviste, almeno quelle verso personaggi del calcio, ho sempre avuto quest'impressione:

- alcune sono vere e proprie interviste nel senso "normale" del termine: basti vedere le foto a corredo con intervistato ed intervistatore
- altre volte si tratta della raccolta di dichiarazioni rilasciate dal personaggio non tanto in conferenza stampa ma durante quei famosi capannelli che si vedono anche nei servizi filmati. Insomma domande e risposte sono vere, ma non provengono le prime da una sola fonte o da chi firma l'articolo
- altre volte mi è sempre venuto il dubbio che l'intervista fosse fatta a tavolino col pr dell'intervistato, specie quando le foto a corredo sono solo d'archivio

Fra l'altro, ma siamo sicuri che sia stato Feltri ad inaugurare la moda del regalo del quotidiano? A me pare pratica assai diffusa da almeno una decina d'anni. Certo, i quotidiani di Feltri e Belpietro sono gli unici che ho visto regalare con diffusione casa per casa, questo sì, anche se non vi vedo molta differenza fra omaggiare palestre ed alberghi.
@Accademia dei pedanti:

Sempre per il solito motivo che chi scrive un articolo non capisce un cavolo di ciò che scrive.

La sentenza dice esplicitamente che sono state abolite, in Catalogna le:

corrida de toros

Esattamente come vengono definiti gli spettacoli di tauromachia nelle arene (ma non solo). Tradotto letteralmente significa "corsa dei tori" (per questo è importante precisare che non solo la tauramachia nella arene è stata abolita). Un giornalista che ha utilizzato probabilmente Google per tradurre l'articolo dallo spagnolo, si è trovato davanti che sono state abolite le "corride dei tori".

Altro esempio di pseudogiornalismo.
Sicuro? Io ho letto l'esatto contrario, ovvero che sono stati proibiti solo gli spettacoli coi tori che ne comportino la loro morte.

Fra l'altro con queste cifre: in tutta la Catalogna sono state allestiste 16 corride nel 2008, la loro abolizione comporterà mancati introiti per circa mezzo miliardo, finanziato coll'aumento delle imposte.
Caro P.Attivissimo in riferimento alla Sua sensata (come sempre) osservazione mi sono permesso di scrivere al sig. Calabresi. Anche io sono un"antibufalista convinto" ed ho creduto giusto fare sentire la mia voce. Qui di seguito l'email da me scritta:

" Buon giorno sig Calabresi,

Le scrivo in quanto ho appreso acquistando il quotidiano da lei diretto la notizia che realtiva ad una "intervista" fatta all'astronauta statunitense Buzz Aldrin.
Mi presento: sono Alessandro Tesio , uno scrittore esordiente, che da anni segue il mondo degli Usa in maniera profonda e non certo legata ai media nostrani. Lei certamente saprà meglio di me come si vive negli States e la REALE mentalità dei suoi abitanti. Nettamente differente da quella mostrata nei vari TG o film di serie B. Ho visitato l'America e il Canada in piu riprese e per questo posso parlarle con una discreta sicurezza.

Essendo un buon conoscitore (per vie hobbistiche e ricerche personali) delle varie missioni Apollo non posso certo dire di essere "contento" dell'articolo apparso oggi sul Suo quotidiano scritto dal sig. Antonio Lo Campo. Quanto scritto potrebbe indurre in confusione (SOLAMENTE nel caso tal articolo non fosse veritero) i già poco informati lettori italiani che sono bombardati da trasmissioni scandalistiche e di poco valore scientifico ma legate all'enternaiment (Voyger, Mistero, Top secret ecc). Il CICAP (da me contattato più volte per altre questioni ) e le varie dimostrazioni scientifiche hanno un gran lavoro a smascherare bufale di ogni tipo (dai rettiliani ad alieni o complotti ultramassonici). Se come alcuni blogger (vedi http://attivissimo.blogspot.com/2010/07/la-stampa-e-la-finta-intervista.html) sostengono tale articolo è "finto" da qui a qualche mese qualche ragazzino potrebbe venire a capo dell'"ennesimo complotto" inesistente. Con le trasmissioni suddette che ne farebbero un caso nazionale.

Pertanto Le chiederei gentilmente di fare luce su quanto scritto onde evitare le serie di ondate antiamericaniste e complottiste che intasano i vari siti web.

Questo perchè chi, come me e Lei che ha "assaggiato" l'American Dream da vicino, non sarebbe certo contento di vedere la distribuzione gratuita di osservazioni negative nei confronti degli Usa in base ad un articolo che FORSE non è corretto.

"One Nation under God" e "I have a dream..." sono quelle frasi che hanno una solidità immensa... questo è che quello che ammiro di quella Nazione.

Con l'occasione le allego un piccolo link ove è presente il booktrailer del mio romanzo fantasy legato al mondo degli Usa... che ha un significato ben più profondo della sola "azione fantastica".

http://www.youtube.com/watch?v=I1F49O8D8Jo


Cordiali saluti.
Con sincerità

Alessandro Tesio
via martiri libertà 525
13836 - Cossato (BI) "
Con l'occasione le allego un piccolo link ove è presente il booktrailer del mio romanzo fantasy legato al mondo degli Usa... che ha un significato ben più profondo della sola "azione fantastica".

La lettera indignata con spam incorporato mi mancava. Non san più che inventare...
Falso o un fotogramma catturato di sfuggita?

Il posto è quello. Riconosco le poltrone e le persone sedute dietro, e Aldrin è vestito come lo era ad Avezzano.

È possibile che Lo Campo si sia fatto fotografare con Aldrin, ma senza intervistarlo.


Aggiorno la schermata dell'articolo per farlo vedere tutto.
Per Rado il Figo

Fra l'altro, ma siamo sicuri che sia stato Feltri ad inaugurare la moda del regalo del quotidiano? A me pare pratica assai diffusa da almeno una decina d'anni. Certo, i quotidiani di Feltri e Belpietro sono gli unici che ho visto regalare con diffusione casa per casa, questo sì...

Non lo so se è stato il primo, non mi pongo la questione. Ho in mente un servizio di Report in cui lui, in particolare, è stato colto con le mani sporche di marmellata, immagini di pile di Libero fuori dall'uscita della metropolitana. Per poter raggranellare i sussidi un po' tutte le testate lo fanno, ma a livelli così sfacciati...
Che patacca colossale!
adp:
avevo letto male il tuo intervento su Feltri. Rimane valido però che mi pare pratica mooolto diffusa. Ti posso testimoniare che arrivavano così tante copie gratuite alla palestra di fianco al negozio di mia madre che il titolare ne passava un faldone a mia madre e ne buttava regolarmente via almeno 3 a fine giornata.

sul tuo ultimo intervento: ah, pareva anche a me lievemente fuori contesto come lettera di indignazione. Infatti all'inizio non capivo il senso del cappello.
Un vero peccato che non ci sia modo di postare un commento sul sito della Stampa...
Per Rado il Figo

Sicuro? Io ho letto l'esatto contrario, ovvero che sono stati proibiti solo gli spettacoli coi tori che ne comportino la loro morte.

Esistono altri spettacoli discutibili con i tori in Spagna, ma che sappia io, l'unico sopravvissuto in Catalogna, e in un'unica arena, quella di Barcellona, era la corrida. Ad esempio la corsa denominata encierro si tiene, nella sua manifestazione più famosa all'estero, a Pamplona, e ricade sotto la comunità di Navarra (quindi nei Paesi Baschi).
Anche se la nuova legge proibisse la corrida e permettesse l'encierro, non vi è alcuna tradizione in Catalogna.
Leggendo l'articolo freezato mi sono imbattuto in un "Presidente Obamaha"...

Obama da Omaha...
Paolo, scusa il commento OT, ma questa la devi leggere... http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.6251

"Se non ci fossero i blog a fare da controllori alle invenzioni dei giornalisti....." HEM direi che non è sempre vero O_O
Beh la pagina c'è ancora anche se non riesco a trovarla dal sito de La Stampa.
Mi aspetto che Calabresi risponda, perché mi sembra una persona a modo.
E' scandaloso che possano succedere cose così... Giornalaio! Certa gente andrebbe radiata dal suo albo.
@Alessandro

E' psicologia spicciola capire come una lettera di disappunto, metta in condizioni avverse il destinatario ad ogni forma di comunicazione e apertura mentale.
Quindi, come ha già sopracitato Accademia, è stato imbarazzante cercare di farsi pubblicità in due contesti (mail privata+blog) dove assolutamente non era né richiesto né previsto.
Lighthousely:
simpatico questo Morini: prima predice che nel 2012 la Terra si fermerà per tre giorni salvo poi iniziare a girare nel senso contrario, ora invece afferma che la Terra... è ferma! E cosa tira fuori?

Il software che ha analizzato tutti i dati partoriti dalla scienza ufficiale negli ultimi trentacinque anni, non ha sbagliato. Sono i dati stessi che sono sbagliati!

Come dire: non sono io che sbaglio a fare le addizioni: sono gli addendi errati rispetto al mio totale.

:-))))
La mia palla magica prevede qualcosa tipo "E-ma-io-pensavo-che dandogli il taglio da finta intervista l'articolo sarebbe uscito più interessante".

Fine della spiegazione.
Se poi mi sbaglio, tanto meglio ;-)
Caro Paolo,

purtroppo quella che giustamente denunci e' un'abitudine diffusissima della stampa italiana. Hai presente quel tipo di articoli che appaiono regolarmente su Repubblica e su altri quotidiani in cui c'e' uno scambio di battute tra Berlusconi e Tremonti, per esempio, con tanto di virgolettato e avvenute dentro una stanza CHIUSA di casa sua, con tanto di gesti e descrizione teatrale? Hanno esattamente la stessa origine. Si tratta di libere interpretazioni di quello che si sono detti da parte del giornalista sulla base di quello che ritiene essere vero.

Un mio collega italiano che lavora alla direzione di ESA mi racconto' tempo fa di avere trovato una sua intervista su un quotidiano che non aveva MAI rilasciato, scritta da un giornalista che non aveva MAI incontrato. Denuncio' la cosa e scopri' che essenzialmente non c'e' nessun reato. E' proprio che non esiste alcuna deontologia professionale per i giornalisti italiani. A questo punto mi chiedo soprattutto a cosa serva l'ordine dei giornalisti visto che uno dei pochi paesi in cui esiste e' proprio quello in cui il giornalista puo' inventarsi le notizie, le interviste, le cose dette. Vergognoso.
Secondo me invece verrà tirata fuori la storia del diritto di cronaca e della creatività personale, ben condita con una sparata sulla libertà di stampa.

Vedremo.
Dato che notoriamente alcuni giornalisti mi piacciono molto, faccio notare nell'articolo su La Stampa la didascalia della foto riporta che Aldrin ha messo piede sul suolo lunare "40 minuti dopo Neil Armstrong".

Sbagliato.

Hanno toccato il suolo lunare a distanza di 19 minuti, pure meno sui 25 previsti dai piani della NASA (cfr. press kit).

La risposta standard è "Ah, ma la didascalia mica l'ho fatta io", ma tant'è resta sbagliata comunque.
@ Stupidobau

diritto di cronaca e della creatività personale

Solo io ci vedo una pesante contraddizione in termini? ;-)
Ormai sono anni che La Stampa ne combina di tutti i colori, anche sul suo Tuttoscienze: ricordo, un anno fa, il caso di un articolo pubblicato a nome dell'economista Richard Tol, che in realtà.... non era stato scritto da lui!
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Per Rodri

C'è e la riprova è l'articolo citato da Paolo.

La cronaca di un'intervista personalmente creata.
Per pgc

purtroppo quella che giustamente denunci e' un'abitudine diffusissima della stampa italiana. Hai presente quel tipo di articoli che appaiono regolarmente su Repubblica e su altri quotidiani in cui c'e' uno scambio di battute tra Berlusconi e Tremonti, per esempio, con tanto di virgolettato e avvenute dentro una stanza CHIUSA di casa sua, con tanto di gesti e descrizione teatrale? Hanno esattamente la stessa origine. Si tratta di libere interpretazioni di quello che si sono detti da parte del giornalista sulla base di quello che ritiene essere vero.

Dici bene: "per esempio": Tremonti e Berlusconi sono solo la coppia di moda ora. Accade con Barack Obama e Hillary Clinton, con Fidel e Raul Castro, col papa e il cardinale Tarcisio Bertone. La fantasia per la sceneggiatura di quelli di Repubblica è infinita; chissà quando gli spiegheranno che stanno facendo un quotidiano, e non un film. :-|

Un mio collega italiano che lavora alla direzione di ESA mi racconto' tempo fa di avere trovato una sua intervista su un quotidiano che non aveva MAI rilasciato, scritta da un giornalista che non aveva MAI incontrato. Denuncio' la cosa e scopri' che essenzialmente non c'e' nessun reato.

In realtà in questi casi è sempre possibile fare una causa civile, anche se dubito se ne cavi qualcosa.
Nel 1992 un giornalista, tal Lorenzo Croce, pubblicò un'intervista a Bettino Craxi, all'epoca segretario del PSI. Craxi la smentì ufficialmente, ma lui insistette che era vera, rilasciata al telefono, e che c'era un testimone presente nella stanza durante la telefonata. Si scoprì alla fine che era inventata, e Lorenzo Croce fu radiato dall'albo. Si può leggere qualcosa sulla vicenda qui. Con google potete andare a vedere che fa Croce oggi, e che faccia ha. :-)

Molti si chiedono: ma se fosse stato un giornalista professionista, anziché uno iscritto all'elenco speciale, e se fosse stato assunto in una grande testata, anziché essere un free-lance, sarebbe finita così? Probabilmente no: l'ordine dei giornalisti è forte coi deboli e debole con i forti.
Ciò detto, credo che la questione, se deferita all'ordine dei giornalisti del Piemonte, avrebbe qualche piccola conseguenza per Antonio Lo Campo. Problema: l'unico legittimato a fare la segnalazione è, secondo me, Buzz Aldrin. :-(

E' proprio che non esiste alcuna deontologia professionale per i giornalisti italiani. A questo punto mi chiedo soprattutto a cosa serva l'ordine dei giornalisti visto che uno dei pochi paesi in cui esiste e' proprio quello in cui il giornalista puo' inventarsi le notizie, le interviste, le cose dette.

Non serve a un fico secco. Ma abolirlo farebbe sparire troppe cadreghe e cadreghini, quindi non se ne fa nulla.
Per Stupidocane

Secondo me invece verrà tirata fuori la storia del diritto di cronaca e della creatività personale...

La prima senz'altro, la seconda non è garantita dal vademecum del giornalista.
ho letto il commento di Paolo delle ore 19 sulla chiacchierata con Lo Campo.

Le cose sono 2
1) Lo Campo non ha intervistato Aldrin, e le cose che ha scritto sono quelle che Paolo ha tradotto e ascoltato da Buzz in prima persona

2) Lo Campo ha intervistato Aldrin e le cose che ha scritto non sono presenti tra quelle che Paolo ha tradotto e ascoltato da Buzz in prima persona.

Però Paolo scrive "le risposte attribuite all'astronauta sono in realtà trascrizioni rimaneggiate (e oltretutto maldestramente errate) di quello che Aldrin ha detto al pubblico presente" dunque vado per la 1.
E ancora dunque, non c'è smentita di Lo Campo che possa tenere --> sono proprio curioso di conoscere "la spiegazione"!!!
@ Accademia: "Con google potete andare a vedere che fa Croce oggi"

L'hockeista svizzero?
Non riesco a non postare un Semi-OT per i fan di Star Trek.

In una mini recensione de La Stampa del 1994 il film allora in un uscita veniva descritto in questo modo:

"La nave va a finire poi nella zona senza tempo denominata NEXUS (e già qui si capisce che il film nemmeno è stato visto di sfuggita da chi scrive), i cui abitanti sono dediti esclusivamente al piacere"!!!!!!!!!

Probabilmente chi ha scritto pensa che il nexus sia il paradiso dell'orgia! :D

Non ci credete? Ecco qui l'articolo:
http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=1346156

Ciao*.*
Il giornalismo pataccaro non risparmia proprio nessuno, anche la scienza ne e' spesso un'illuste vittima; Zach Weiner immortala la situazione in questa esilarante strip del suo webcomic:

http://www.smbc-comics.com/index.php?db=comics&id=1623
Altra dimostrazione che tutti i quotidiani toppano...

La tiratura dei quotidiani italiani (e mensili, e settimanali) la trovate qui:
http://www.primaonline.it/2010/07/22/82622/diffusione-dei-quotidiani-aprile-2010/
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Oopppssss....
Il link precedente è per il report quotidiani Apèrile 2010 (l'utlimo disponibile).
La pagina completa è:
http://www.primaonline.it/dati-e-cifre-stampa/?cat=61
Riposto corretto...
E tanto per dire, giusto per riportare i dati dei maggiori quotidiani citati. Le copie stampate non vendute sono (a quanto mi risulta) la somma di resi e di copie gratuite.
La differenza è sulla tiratura 2009.

Repubblica: 424.000 vendute su 466.000 stampate (-9.7 % su 2009)

Corriere della sera: 452.000 vendute su 507.000 stampate (-14 % su 2009)

La Stampa: 252.000 vendute su 293.000 stampate (-4.7 % su 2009)

Il Giornale: 182.000 vendute su 187.500 stampate
(+ 2.6 % su 2009)

Libero: 93.000 vendute su 110.000 stampate
(-8.2 % su 2009)
Per Alexandre

"Con google potete andare a vedere che fa Croce oggi"

L'hockeista svizzero?


No, quel Lorenzo Croce all'epoca dei fatti aveva 9 anni. Un po' giovincello per proporre interviste ai quotidiani.

Ti do un aiutino: per la foto cerca Chi+È+Lorenzo+Croce. Per un profilo del personaggio, cerca Gatti+Rapiti+Trasfusioni+Sangue.
Io mi chiedo come fa a sembrare loro giusto quello che fanno.

Massimo rispetto per Buzz Aldrin, ma c'è gente che muore a causa di trovate del genere.

Come sai, Paolo Attivissimo, ho avuto un paio di conversazioni tipo quella che devi aver avuto con Antonio Lo Campo.

Non so cosa intendi con "ha chiarito".

Io ricordo in particolar modo questo scambio:

Interlocutore: "il fatto che sia vero o no è un dettaglio, lei non ha gli elementi per comprendere lo schema"

A cui risposi: "Le sto telefonando da [qui], [quello di cui si sta parlando] lo ho visto tornando dal lavoro, in effetti volevo invitarla a far colazione insieme, pensando che si trovasse [qui] ma vedo bene che sto chiamando un numero italiano. A proposito, come a fatto ad arrivare lì così in fretta?"

E la perla fu: "Questo non c'entra niente col giornalismo serio."
Nella conversazione che ho riportato non stavo parlando con Antonio Lo Campo, vorrei sia chiaro che mi sto riferendo ad un'altra persona.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
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Paolo dai, non accodarti anche tu alla già nutrita lista dei paladini della rete contro i cattivoni che vogliono mettere il bavaglio.

Sai benissimo che ci sono tanti cialtroni che usano internet come il porto franco per diffondere le peggio cose, proprio perché si sentono in diritto di scrivere qualsiasi cosa "tanto è internet, e internet è libera e chi meette una qualsivoglia regola a internet ha le mutande sporche".

Nel mio piccolo ho seguito una bufala abbastanza pesante (venivano infamate delle persone) e ho studiato le dinamiche con cui si diffonde. In quel caso ho notato come il processo di diffusione di una bufala è fulmineo, probabilmente perché il tema era scabroso e suscitava facile scandalo.
La bufala è rimbalzata da blog a blog in pochissimo tempo. In due giorni si era diffusa a macchia d'olio.
Quelli che dicono che le 48 ore di tempo per rettificare sono poche lo dicono dal loro punto di vista di persone che scrivono un post e poi vanno ai monti. Ma in 48 ore una bufala fa il giro di internet, e dopo vai tu a prendere tutti quelli che l'hanno copiata e diffusa.
Questo non lo considerano. Così come non considerano che un appello che gira da blog a blog arriva a un pubblico numerosissimo, comparabile con la diffusione di molte testate giornalistiche. Con la differenza che se un giornale pubblica una bufala, il giorno dopo può pubblicare una rettifica e raggiunge probabilmente buona parte dei lettori del giorno prima. Se la rettifica la fai su un blog non raggiungi tutti quelli che leggono la notizia su tutti i blog che hanno rimbalzato la bufala.
Capisci quindi che pubblicare qualcosa su un blog è anche più delicato che su un giornale.
Mi spiace, ma non si può solo guardare il lato costrittivo del ddl, c'è anche un aspetto che riguarda il confinamento dell'anarchia, che non riesce a giudicare male.
Dai, smettiamola di dire che i blog sono i cani da guardia del regime. Escluso il tuo di blog e pochi altri, mi sembra che la gran maggioranza dei blog sia un ricettacolo di scemenze incontrollate.
Poi spiegami, che potere ha un PM italiano di disporre la chiusura di un blog su un hosting statunitense? Può imporre agli ISP italiani di vietare l'accesso, al massimo.
È come se un pubblico ministero coreano imponesse la chiusura di un sito spagnolo perché salcazzo cosa gli dà fastidio.
Non sta in piedi. Suppongo che Google sia particolamente sensibile a queste richieste e magari nelle condizioni di accettazione per aprire un blog su blogspot prevede la chiusura del blog se un qualsiasi PM di un qualsiasi stato dove Google ha una sede legale chiede la chiusura (dovrei rileggermi le condizioni di blogspot). Ma questa al massimo è un eccesso di zelo di Google.
Se tu ti apri un sito su un provider statunitense qualsiasi (anziché usare un servizio gratuito) questi di quello che dice un PM italiano probabilmente se ne fregano. Rispondono alla legge statunitense e chi si è visto s'è visto.

(che poi è quello che diceva lo stesso Scorza, che tu hai citato, in questo articolo http://punto-informatico.it/2913536/PI/Commenti/chi-rete-ferisce-rete-perisce.aspx)

E allora mi viene da dire: cazzo, tirateli fuori due soldi per l'hosting e smettetela di mettere i vostri blog nelle mani di blogspot. Sento un gatto che miagola...
Per mattia

È come se un pubblico ministero coreano imponesse la chiusura di un sito spagnolo perché salcazzo cosa gli dà fastidio.

È sempre la voce della contessa Raffinati-Fini, d'antica e onorata casata.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@Emanuele di cui al commento #81

In mancanza di spiegazioni "Chiarire la situazione" non include la caduta del modellino.
Accademia dei pedanti

La lettera indignata con spam incorporato mi mancava. Non san più che inventare...

Infatti la lettera non è di indignazione ma più che altro di chiarimento. I toni sono molto smorzati mi sembra.
Calabresi è stato corrispondente negli Usa per un po' di tempo e ha scritto qualcosina in merito nel caso non si sapesse.
Non è stata una cattiva idea condividere una passione personale.
Il direttore editoriale de La Stampa antipatico non mi sta. Almeno per il momento.
Bisognerà vedere se riprenderà il giornalista (e quindi chiarira la cosa con il buon Attivissimo) oppure se farà finta di niente. In questo caso sarebbe MOLTO grave come atteggiamento. Anche se l'informazione in italia va a così: a colpi di "taglio e cucito" e gli onesti ne pagano le conseguenze con il risultato di un informazione monca(Socci docet). Tanto agli italiani che gli frega: tra un po' riinizia il Grande Fratello.. la luna manco sanno dovè.

Nel mio caso "Carpe diem ...trote gnam!"
MATTIA ha commentato

Mi spiace, ma non si può solo guardare il lato costrittivo del ddl, c'è anche un aspetto che riguarda il confinamento dell'anarchia, che non riesce a giudicare male.
Dai, smettiamola di dire che i blog sono i cani da guardia del regime. Escluso il tuo di blog e pochi altri, mi sembra che la gran maggioranza dei blog sia un ricettacolo di scemenze incontrollate.


Condivido. E' da ANNI che si sentono fandonie "scagazzate" qua e la nel 'net alle quali gli adolescenti vanno dietro per il fascino del mistero (o per ignoranza).
Meteoriti che cascano (e che sarebbero dovute già essere cascate), guerre civili statunitensi (ma guarda un po'... niente di niente) e invasioni rettiliane pilotate dal "massone","satanista" e "alieno" di Bush. Basta.. un minimo di filtro ci vuole.
La regola del telefono senza fili è quella: si dice "cane" e dall'altra parte arriva "ippopotamo".
Altrimenti metto su un Blog dove dico che ho il mostro di Loc Ness in garage e di sicuro qualche babbeo che mi segue lo trovo. Così mi tiro su due soldi come fa il "buon" Icke.
Un limite è ora di metterlo. Libertà si anarchia e cattiva informazione no.
Vale la pena ricordare che l'anno scorso, a Roma, Buzz Aldrin ebbe un panorama genuino e cristallino della qualità del giornalismo italiano.

Le probabilità che abbia rilasciato un'intervista ad Avezzano sono quindi astronomicamente basse.
paolo...

sinceramente, ti consiglierei di toglierti la trave dai tuoi occhi... poi se vuoi, potrai scrivere delle pagliuzze altrui!
Eeh, si sa, d'altronde, che travi ed occhi non vanno d'accordo...
un esempio di virgolettato fantasioso (di quelli di cui parlavo qualche intervento fa) compare oggi su Repubblica: http://bit.ly/cC3hQH.

L'articolo comincia con una presunta citazione di SB:
"QUESTA è una trappola. Se avesse voluto la tregua, l'avrebbe proposta un mese fa. Adesso, è solo un modo per prendere tempo". La tensione è altissima, le pressioni fortissime. Silvio Berlusconi misura le parole come non mai.

Come vedete non e' un problema di Aldrin o di un giornalista in particoalre. E' proprio un vizio. Che va estirpato.

saluti
Paolo dai, non accodarti anche tu alla già nutrita lista dei paladini della rete contro i cattivoni che vogliono mettere il bavaglio.

Ehm... veramente io ero in cima alla coda, gli altri sono arrivati un po' dopo. E' uno dei pochi vantaggi di essere un vegliardo online.


Quelli che dicono che le 48 ore di tempo per rettificare sono poche lo dicono dal loro punto di vista di persone che scrivono un post e poi vanno ai monti. Ma in 48 ore una bufala fa il giro di internet, e dopo vai tu a prendere tutti quelli che l'hanno copiata e diffusa.

Mentre se la bufala la annuncia un telegiornale o un quotidiano...?

Io chiedo solo pari trattamento per tutti. Chiedo che se si vuole dare a un blogger l'obbligo di rettifica, allora lo si deve dare anche al TG1 o a La Stampa. Deve essere vietato ritirare gli articoli o correggerli alla chetichella.


Escluso il tuo di blog e pochi altri, mi sembra che la gran maggioranza dei blog sia un ricettacolo di scemenze incontrollate.

Grazie. Sì, concordo. Proprio per questo l'approccio punitivo non è giusto. Se si procedesse per vie legali per ogni scemenza scritta su un blog, i tribunali sarebbero ancora più paralizzati di quanto lo sono oggi. L'approccio giusto, secondo me, è educare gli utenti al concetto che un post in un blog, e ancora meno un commento anonimo, ha il valore di una chiacchiera da bar e non ha alcuna autorevolezza se non porta prove documentali, proprio perché è discorso non filtrato.
Poi spiegami, che potere ha un PM italiano di disporre la chiusura di un blog su un hosting statunitense? Può imporre agli ISP italiani di vietare l'accesso, al massimo.

Fatto sta che il blog di Zanetti è inaccessibile anche dalla Svizzera.
> Non è stato inventato proprio nulla, dal momento che l’autore, Antonio Lo Campo, ha partecipato alla conferenza dell’ex eroe della Luna, ha contribuito alla preparazione delle domande che gli sono state pubblicamente rivolte (da altri, ndr)

Ma è questo il modo di fare giornalismo?
Allora chiunque dei presenti avrebbe potuto pubblicare (a suo nome) questa "intervista".
Il consiglio alla direzione di Tuttoscienze è quello di ingaggiare nel proprio staff un esemplare di quel simpatico animaletto noto comunemente con il nome di geco, del quale è nota l'incredibile capacità di aderire ad ogni tipo di superficie, anche gli specchi verticali.
Si potrebbe allora confezionare un'intervista a Lo Campo, fingendo di chiedergli come ha fatto ad intervistare Aldrin.

Oppure mi vado a vedere un film con Angelina e faccio finta di farle delle domande.
Questo articolo del blog mi è sembrato sin da subito un po sterile...

alla fine ai lettori dell'articolo de la stampa quanto puo' importare se le domande le ha fatte il giornalista o il pubblico? quanti il giorno seguente, o forse anche solo pochi minuti dopo aver letto l'articolo si ricorderanno il nome del giornalista??? probabilmente nessuno.

Al fine dell'informazione ben venga che almeno su un giornale si sia parlato dell'evento, se poi il comportamento dell'autore non è stato deontologicamente del tutto corretto gli possiamo tirare le orecchie, ma qualsiasi altra "azione" sarebbe spropositata.
ti consiglierei di toglierti la trave dai tuoi occhi

Mostramela e lo farò.
"La Stampa – non un blog, non un sito di chiacchiere, ma un giornale – se ne esce con un articolo completamente inventato. O per dirla tutta, falso."

a me sembra piu' "grave" questa tua presa di posizione, che il fatto che le domande non sono state fatte direttamente dal giornalista ma dal pubblico.

Alla fine le risposte sono state alterate? sono state inventate?

my 2 cents
La replica del "responsabile" che non si assume le responsabilità è molto peggio dell'inganno dell'intervista mai fatta. Se si rileggono attentamente tutte le dichiarazioni si nota facilmente come sia tutto uno svicolare dalla questione centrale, il che dimostra la cattiva fede. Solo che, nello svicolare, hanno fatto un passo falso: fino alla replica il pezzo non era dichiarato esplicitamente come intervista, ora sì. E questo autorizza pienamente a parlare di inganno giornalistico, a meno di ridefinire totalmente il significato della parola "intervista". Credo che Paolo ci abbia preso in pieno: la responsabilità dell'inganno è della redazione che si permette di rimaneggiare, trasformandolo, il lavoro degli altri. La prossima volta ci vadano loro a trascrivere le domande altrui.
se poi il comportamento dell'autore non è stato deontologicamente del tutto corretto

Pubblicare su un giornale una notizia di un evento che non è accaduto e che si sa non essere accaduto non è "deontologicamente del tutto corretto". E' contar balle.

E in questa storia non c'è di mezzo solo l'autore, ma la sua redazione, che ha un peso molto importante in questa vicenda.
Ma il punto è che per l'uomo della strada, l'evento è Buzz Aldrin e cio' che ha da dire, non Lo Campo che con tutto il rispetto nessuno sa chi cazzo sia...

Parlare di Falso, o articolo completamente inventato mi sembra un esagerazione. Tutto qui.

Con questo chiudo i miei interventi, volevo solo far presente che per un lettore (e non un seguace) questo articolo non è all'altezza della tua fama. Poi si sa, non tutte le ciambelle vengono con il buco.

Con stima.
Per Alessandro

Anche se l'informazione in italia va a così: a colpi di "taglio e cucito" e gli onesti ne pagano le conseguenze con il risultato di un informazione monca(Socci docet). Tanto agli italiani che gli frega: tra un po' riinizia il Grande Fratello.. la luna manco sanno dovè.

L'editore dei tuoi romanzi corregge dovè, un informazione (senza apostrofo), luna e italia con la minuscola, oltre allo spazio prima della parentesi, o le lascia così? Anche l'ortografia ha da essere fantasy?
Paolo,

Mentre se la bufala la annuncia un telegiornale o un quotidiano...?

Io chiedo solo pari trattamento per tutti. Chiedo che se si vuole dare a un blogger l'obbligo di rettifica, allora lo si deve dare anche al TG1 o a La Stampa.


Ma infatti già esiste l'obbligo di rettifica per i giornali.
Sono le 48 ore per i quotidiani e non oltre il secondo numero successivo alla pubblicazione per i periodici.
È nell'art. 8 della legge 47/1948. Dal 1948 esiste l'obbligo di rettifica per i giornali.
Con le stesse multe (fino a 12500 euro) che si vorrebbero dare ai blogger.
Il pari trattamento che tu chiedi verrebbe introdotto proprio con questo ddl. Ché per ora l'obbligo di rettifica sussiste solo per la stampa tradizionale.

L'approccio giusto, secondo me, è educare gli utenti al concetto che un post in un blog, e ancora meno un commento anonimo, ha il valore di una chiacchiera da bar e non ha alcuna autorevolezza se non porta prove documentali, proprio perché è discorso non filtrato.

Invece secondo me educare significa insegnare la gente a non dire mai sciocchezze, né al bar né su un blog.
A mio nonno una volta rubarono la moto e aveva un forte sospetto su chi fosse stato. Non dico al bar, ma non lo disse nemmeno in famiglia, nemmeno alla moglie chi fosse il sospettato, perché non aveva alcuna prova.
Dopodiché una chiacchera al bar la sentono i dieci avventori del locale.
Un articolo su un blog, poniamo il tuo, lo leggono diecimila persone in un giorno. È la diffusione di un piccolo giornale di provincia. Non è la stessa cosa, converrai.

Fatto sta che il blog di Zanetti è inaccessibile anche dalla Svizzera.

Ma per qual motivo? Per il potere di un PM di Bergamo su un hosting americano, o per le condizioni di servizio di Google che si assoggettano volontariamente alla legislazione di paesi terzi?
Caro FigliodiAnubi, il punto e' che questo tipo di comportamenti li trovi esclusivamente sulla stampa italiana (parlo di paesi in cui c'e' una certa maturita' della democrazia). Ci sara' un motivo? Sara' che l'informazione ha bisogno di paletti molto certi per risultare credibile? Sara' che questi comportamenti danno appigli a chi vorrebbe il bavaglio? Sara' che facendo cosi', e grazie alla sempre piu' fitta circolazione delle informazioni legata alla diffusione di internet (prendi blog come questo) sempre piu' gente sta cominciando a diventare scettica anche nei confronti di quelle notizie che sono vere?
Per FiglioDiAnubi

Ma il punto è che per l'uomo della strada, l'evento è Buzz Aldrin e cio' che ha da dire, non Lo Campo che con tutto il rispetto nessuno sa chi cazzo sia...

Paolo Attivissimo scrive però: "Posso documentare anche che quanto detto da Aldrin è stato riportato erroneamente". Se davvero come dici tu il lettore vuole ascoltare solo ciò che Buzz Aldrin ha da dire, è un pessimo servizio comunque lo si giri.

Sul resto: le regole del giornalismo, per fortuna, non le hai scritte tu. E trasformare il resoconto di una conferenza in un'intervista fatta di persona non è contemplato dai manuali per giornalisti professionisti iscritti all'albo. Anche se questo non è il peccato più grave del giornalismo italiano, quando se ne hanno le prove va segnalato esattamente come ogni altro caso.
Paolo, benvenuto in Italia! Il paese dove i colpevoli prescritti diventano assolti; dove le case distrutte da un terremoto spariscono in una notte; dove un direttore di un giornale si inventa balle, causa le dimissioni di una persona e dopo poco ammette che erano balle; dove giornalisti radiati dall'albo pubblicano articoli quotidianamente su giornali amici!!!!
Ora, so che tu in quanto straniero non sei avvezzo a queste cose. Ma c'è un motivo se nella graduatoria Freedom Press la svizzera è al 9° posto mentre l'italia al 75°.....
Non capisco perché l'informazione (o divulgazione) scientifica dovrebbe essere un'eccezione....
Il succo della replica è questo: non ha importanza cosa è successo. Noi siamo grossi ed importanti e se vai avanti ti quereliamo. Odioso strumento abusato in questo paese, paese che ha perso da anni e ormai credo per sempre l'espressione "scusate, ci siamo sbagliati".
@accademia

Io non ero presente all'evento e non ho materiale per dire che cio' che ha riportato Lo Campo non è corretto, ne il contrario.

Sicuramente sarebbe stato MOLTO piu' interessante leggere di informazioni riportate in modo errato che di una battaglia sullo stile dell'articolo (futile).

Il mio è ovviamente solo un modesto parere personale, di un semplice lettore del blog, lungi da me voler riscrivere le regole del giornalismo.

Se poi si vuole portare avanti la battaglia contro i mulini a vento, mi faccio tranquillamente da parte ed assisto divertito.
FDA,

Alla fine le risposte sono state alterate? sono state inventate?

Sì e sì.

Se a te sembra normale che un giornale prenda le domande del pubblico e le presenti come se le avesse fatte personalmente il suo inviato, allora ti vorrei proporre la mia serie di interviste ad Angelina Jolie, Groucho Marx e Giulio Cesare.

Certo, le domande non gliele ho fatte io personalmente, ma a te va bene lo stesso, no?
Per mattia

Io chiedo solo pari trattamento per tutti. Chiedo che se si vuole dare a un blogger l'obbligo di rettifica, allora lo si deve dare anche al TG1 o a La Stampa.

Ma infatti già esiste l'obbligo di rettifica per i giornali.
Sono le 48 ore per i quotidiani e non oltre il secondo numero successivo alla pubblicazione per i periodici.


Sulla carta sì: purtroppo si tratta di un diritto solo teorico. Anche la disposizione per cui deve essere pubblicata con la stessa evidenza dell'articolo con la notizia erronea è una beffa: le rettifiche vengono pubblicate, quando vengono pubblicate, nell'ultimo angolino del giornale o del settimanale, senza il titolo in corpo 48 o 96 e tagliuzzate per accorciarle. Pari evidenza? Andiamo!
C'è infine da aggiungere che un quotidiano o un settimanale, se hanno alle spalle un editore importante, possono tranquillamente infischiarsene delle richieste di rettifica avanzate tanto per gettare fumo negli occhi, e lo fanno. Un weblogger in genere questo potere non ce l'ha, non se la sente di affrontare una causa, e quindi si vedrà costretto a pubblicare rettifiche anche ad articoli veri e documentati.


L'approccio giusto, secondo me, è educare gli utenti al concetto che un post in un blog, e ancora meno un commento anonimo, ha il valore di una chiacchiera da bar e non ha alcuna autorevolezza se non porta prove documentali, proprio perché è discorso non filtrato.

Come lo traduci in legge? All'entrata di ogni weblog un pop-up: "ATTENZIONE Queste che leggete son tutte chiacchiere da bar". Personalmente son d'accordo, ma non credo si troverà la maggioranza in parlamento per approvarla.


Fatto sta che il blog di Zanetti è inaccessibile anche dalla Svizzera.

Ma per qual motivo? Per il potere di un PM di Bergamo su un hosting americano, o per le condizioni di servizio di Google che si assoggettano volontariamente alla legislazione di paesi terzi?


È inaccessibile anche in Danimarca. Immagino che Google Italia per operare in tranquillità in territorio italiano si impegni ad ottemperare a una decisione del giudice. I dettagli, francamente, mi interessano poco: il risultato è quello.
Mattia,

Ma infatti già esiste l'obbligo di rettifica per i giornali.

A che serve un obbligo se viene ignorato da chi ha le risorse economiche per farlo (i giornali) e subìto da chi quelle risorse non le ha?

Io ho appunto scritto a La Stampa chiedendo la pubblicazione della rettifica. Ne ho ottenuto solo insinuazioni di presunte mie gelosie personali e allusioni alla diffamazione.

Questo è il modo di fare che il mio articoletto voleva denunciare.
"Certo, le domande non gliele ho fatte io personalmente, ma a te va bene lo stesso, no?"

Personalmente sono per il contenuto piu' che per la forma. Questo blog fa esteticamente cagare, il si naviga malissimo, le pagine sono pesanti e mal strutturate (questa pagina pesa 3 MB!!!), eppure continuo a leggerlo per via del suo contenuto.
Per Ema

...giornalisti radiati dall'albo pubblicano articoli quotidianamente su giornali amici!!!!

Be', per completezza va detto che prima di diventare giornalisti si scrive, in genere gratis o sottopagati, su "giornali amici". Con la pratica si diventa pubblicisti e poi professionisti. :-)
Non c'è una regola che proibisce alla stampa di pubblicare articoli di giornalisti radiati dall'albo, che io sappia. Non che cambierebbe granché: i casi di espulsione vera e propria sono estremamente rari.
piccolo O.T.
james Randi sul paranormale...
fantastico

http://www.ted.com/talks/james_randi.html
Personalmente sono per il contenuto piu' che per la forma

Quindi accetteresti una mia intervista esclusiva ad Albert Einstein se riportasse fedelmente quello che ha detto Einstein in vari libri e trasmissioni radiofoniche?

L'idea che io spacci per intervista reale una conversazione mai avvenuta non ti turba? Sorprendente. A me, come giornalista, fa venire i brividi. Non lo spacciare, ma il tuo non turbamento.
Per FiglioDiAnubi

Io non ero presente all'evento e non ho materiale per dire che cio' che ha riportato Lo Campo non è corretto, ne il contrario.

Sicuramente sarebbe stato MOLTO piu' interessante leggere di informazioni riportate in modo errato che di una battaglia sullo stile dell'articolo (futile).


Ogni cosa a suo tempo. Secondo me verranno pubblicate anche queste, ma anticiparle equivale a far trovare la pappa pronta a La stampa.

Se poi si vuole portare avanti la battaglia contro i mulini a vento, mi faccio tranquillamente da parte ed assisto divertito.

Macché battaglia contro i mulini a vento. Quando i mezzi di informazione compiono scorrettezze vanno denunciati chiaramente, di qualsiasi scorrettezza si tratti. Se davvero si trattasse di un peccato assolutamente veniale, come tu fai capire, sta' certo che il giornalista e il responsabile di Tuttoscienze non si sarebbero scomodati per replicare a un weblog di campagna.
@Ema:
> Paolo, benvenuto in Italia! Il paese dove i colpevoli prescritti diventano assolti; dove le case distrutte da un terremoto spariscono in una notte; dove un direttore di un giornale si inventa balle, causa le dimissioni di una persona e dopo poco ammette che erano balle; dove giornalisti radiati dall'albo pubblicano articoli quotidianamente su giornali amici!!!!

Facevi prima a scrivere che è tutta colpa di quel ***** di SB e della sua cricca di farabutti, risparmiavi un bel po' di bit.

> nella graduatoria Freedom Press la svizzera è al 9° posto mentre l'italia al 75°....

Che in Italia ci sia solo limitata libertà di espressione/stampa (da parte del "regime") è una bufala alla quale non credono neppure quelli che la diffondono.
"A me, come giornalista, fa venire i brividi. Non lo spacciare, ma il tuo non turbamento."

Parere rispettabilissimo.


Non voglio perdere e farti perdere altro tempo su questa diatriba che piu' si prolunga piu' mi sembra di lana caprina.

La mia intenzione non era cercare di convincervi, era lanciare un idea, un parere che quanto meno potesse farvi ragionare e vedere le cosa anche da un altro punto di vista.

Buon lavoro.
Per Doduz

Facevi prima a scrivere che è tutta colpa di quel ***** di SB e della sua cricca di farabutti, risparmiavi un bel po' di bit.

Se ema è stato elegantissimo a fare un intervento in punta di fioretto, perché tu devi venir qui e rovinare tutto?
Un weblogger in genere questo potere non ce l'ha, non se la sente di affrontare una causa, e quindi si vedrà costretto a pubblicare rettifiche anche ad articoli veri e documentati.

Io conosco un sacco di gente che viola leggi e regolamenti perché tanto di soldi ne ha tanti e pagare una multa diventa solo un'incombenza da dare alla segretaria.
E ovviamente mi sembra ingiusto nei confronti di chi deve star attento a non mettere la macchina in divieto di sosta perché i 36 euro di multa sarebbero un problema per il bilancio mensile.
Una delle tante ingiustizie della vita.
Potremmo fare le multe proporzionali ar reddito, ma andrebbe a finire che quelli della prima categoria probabilmente risulterebbero nullatenenti.

È inaccessibile anche in Danimarca. Immagino che Google Italia per operare in tranquillità in territorio italiano si impegni ad ottemperare a una decisione del giudice. I dettagli, francamente, mi interessano poco: il risultato è quello.

È quello che immagino anche io.
Ma allora è un problema del blogger che si affida a blogspot senza conoscere queste limitazioni.
Se vuoi essere dipendente solo dalla legislazione del paese in cui risiede il tuo blog, ti paghi un hosting e non ti affidi a servizi gratuiti di aziende che poi sottostanno a leggi stati terzi.
Mi viene in mette la clausola del gatto Sitwoy:


Se usi come supporto vitale della tua attività un servizio:
– che non hai la più pallida idea di come funziona,
– che non sai dov’è localizzato geograficamente,
– di cui non sai come contattare i responsabili, perché parlano una lingua a te sconosciuta,
che non hai pagato perché gratuito e supportato dalla pubblicità,
che non fornisce alcuna garanzia formale di qualità del servizio;

il giorno che non funziona, non rompere l’anima a chi non c’entra nulla e ha di meglio da fare: sono … Cat Sitwoy.


Io mi scandalizzerei se il mio hosting statunitense si piegasse a pi/2 per la decisione di un pretore italiano, coreano o cinese, perché sarebbe un'assurdo rispetto al diritto internazionale.
Ma per questa storia non mi scandalizzo.
Hai accettato un servizio che sottosta alla legge di un paese come l'italia? È come decidere di andare a pubblicare un giornale in Cina. Non è che puoi stupirti se ti censurano.
Alla fin fine è stato confermata la mia seconda ipotesi che avevo posto nel commento n. 54. Ovvero: nulla di sorprendente o di nuovo, almeno per me che seguo le interviste calcistiche.

Adp: infatti mi pare che non esista una norma che imponga di essere giornalisti (o praticanti) per scrivere su un giornale (lo faccio anch'io per esempio).
Per FiglioDiAnubi

"A me, come giornalista, fa venire i brividi. Non lo spacciare, ma il tuo non turbamento."

Parere rispettabilissimo.

Non voglio perdere e farti perdere altro tempo su questa diatriba che piu' si prolunga piu' mi sembra di lana caprina.


Piccolo particolare: l'hai iniziata tu.
È talmente una disputa di lana caprina, che se Buzz Aldrin un giorno sollevasse la questione all'ordine dei giornalisti, Antonio Lo Campo verrebbe convocato. Se per assurdo un giorno volesse intentare una causa civile, probabilmente la vincerebbe.
@mattia

quella di Cat Sitwoy è bellissima me la devo segnare...
A che serve un obbligo se viene ignorato da chi ha le risorse economiche per farlo (i giornali) e subìto da chi quelle risorse non le ha?

Paolo, tu chiedevi di "dare l'obbligo di rettifica" anche alla stampa oltre che ai blog.
Io ti ho detto che questo obbligo già esiste.
Se invece parli della sua applicazione pratica, allora è un altro discorso. Ma l'obbligo di rettifica è già stato dato. Nel 1948.

Io ho appunto scritto a La Stampa chiedendo la pubblicazione della rettifica. Ne ho ottenuto solo insinuazioni di presunte mie gelosie personali e allusioni alla diffamazione.

Ti cito l'articolo 8 della legge 47/1948

Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale.

È la persona interessata che deve chiedere la rettifica, non suo cugino o il falegname.
In questo caso, se le dichiarazioni di Buzz Aldrin sono state riportate manipolate o simulando un'intervista mai avvenuta, è Buzz Aldrin che può chiedere la rettifica.
Tu al massimo puoi chiedere la rettifica se dicono che il tuo modellino appartenerva a qualche altra persona.
quella di Cat Sitwoy è bellissima me la devo segnare...

mica è mia! Copiata pari pari da questo blog.
La questione l'ha sollevata Paolo con un articolo che dal titolo prometteva grandi cose e poi si è rivelato un po' sterile, a mio modesto parere (lo ripete sempre onde evitare fraintendimenti).

Probabilmente il virus che sta colpendo il giornalismo italico sta infettando anche i vicini svizzeri.

Lo Campo ha sbagliato? SI

Tutto il resto è noia.
Per mattia

Un weblogger in genere questo potere non ce l'ha, non se la sente di affrontare una causa, e quindi si vedrà costretto a pubblicare rettifiche anche ad articoli veri e documentati.

Io conosco un sacco di gente che viola leggi e regolamenti perché tanto di soldi ne ha tanti e pagare una multa diventa solo un'incombenza da dare alla segretaria.


A scanso di equivoci dico qui che la proposta di legge di istituire un obbligo di rettifica anche per i weblog non mi trova contrario. Solo, vorrei che fosse attuabile con la stessa estensione per tutti, indipendentemente dal loro potere economico.

Ma allora è un problema del blogger che si affida a blogspot senza conoscere queste limitazioni.

Nell'articolo di Punto informatico ho letto nei commenti che il titolare, tal Stefano Zanetti, avrebbe dichiarato di adeguarsi alla decisione del giudice e che aspetterà il processo. È sottinteso che sa bene che potrebbe aprire un weblog altrove e, se ha salvato le pagine con i commenti sul suo HD, ricostituirlo tale e quale. Certo, la sua posizione giuridica non migliorererebbe...
È la persona interessata che deve chiedere la rettifica, non suo cugino o il falegname.

E quindi chi pubblica una falsa intervista la fa franca se l'intervistato non sa della sua pubblicazione o non si prende la briga di scomodare il proprio ufficio legale. Splendido.

Credo che al di là dell'episodio specifico, questa sia la lezione di fondo.
Errata corrige: la sua posizione giuridica non migliorerebbe...
FDA,

Lo Campo ha sbagliato? SI

Non essere così sicuro nell'attribuire gli sbagli.
La questione l'ha sollevata Paolo con un articolo che dal titolo prometteva grandi cose

Il titolo è "La Stampa e la finta intervista all'astronauta Aldrin".

L'intervista è finta come dice il titolo. Ho mantenuto quanto promesso.
Davvero non capisco il senso di questo post. Nell'articolo non si parla affatto di intervista, ma vengono riportate una serie di domande e le relative risposte. Ed è una prassi normale nel giornalismo.
Se diversi giornalisti partecipano ad una stessa conferenza stampa e poi fanno un articolo includendo anche le domande degli altri giornalisti, allora secondo voi sono dei falsari?
Mi viene quasi il sospetto che certe critiche sui giornali vengano da chi in realtà non ha mai letto un giornale. Quando un articolo riporta un'intervista personale del giornalista, viene sempre chiaramente specificato nel testo dell'articolo stesso.
Una risposta incredibile da parte de "La Stampa" :-o

@mattia
Per evitare il diffondersi di una bufala via web vi è un'unica soluzione e non è quella che sostieni te. Pensaci un secondo. Mettiamo che il blog entro 48 ore ratifica, ma come dovresti sapere le notizie sulla rete si diffondono nel giro di poche ore e 48 ore sono già troppe. Qual è questa soluzione? Un controllo preventivo, ovvero ogni articolo deve passare per le mani di una sorta di comitato di controllo, perché così, la bufala, neanche esce. Un sistema che definire dittatoriale è poco con evidenti svantaggi.

Bene, tu pensi che un blogger con l'attuale legge avrà la stessa libertà di pubblicare articoli veritieri? No, l'obiettivo è proprio questo. Se il blogger non ha sufficiente forza (economica) per sopportare eventuali denunce infondate da parte dei "diffamati", non pubblica semplicemente più.
Ti pare tanto diverso dal controllo preventivo? Per me è molto peggio!

Non si può sottoporre ad una pressione del genere tutti quanti solo perché questo strumento può essere in maniera impropria. Non c'è legge che tenga se una persona vuole comportarsi in una certa maniera. Prendiamo l'esempio dello scontrino fiscale. In qualunque paese europeo si può farla franca, quello che cambia è che da noi nessuno ha visto nulla, negli altri paesi scattano lettere anonime a chi di dovere, che fa un controllino extra.

Se in italia manca il senso civico la legge non ci può fare nulla.

Senza contare che la legge sulla diffamazione c'è già, ma tutti sono pronti a scordarsela.
@Paolo sul titolo

Hai ragione.
Per ciccio brutto

Davvero non capisco il senso di questo post. Nell'articolo non si parla affatto di intervista, ma vengono riportate una serie di domande e le relative risposte. Ed è una prassi normale nel giornalismo.

In almeno tre regioni d'Italia è una prassi normale per i negozianti pagare il pizzo. Dobbiamo vedere un tuo prossimo commento che descrive gli esattori mafiosi come onesti lavoratori che seguono una normale prassi?
@Accademia dei pedanti:
> Se ema è stato elegantissimo a fare un intervento in punta di fioretto, perché tu devi venir qui e rovinare tutto?

Già, hai ragione: «Non si interrompe un’emozione» (F.Fellini, W.Veltroni). :P

@ciccio brutto:
> Nell'articolo non si parla affatto di intervista, ma vengono riportate una serie di domande e le relative risposte. Ed è una prassi normale nel giornalismo.

Infatti, se un giornalista fa delle domande ed ottiene delle risposte questa è un'intervista!

> Se diversi giornalisti partecipano ad una stessa conferenza stampa e poi fanno un articolo includendo anche le domande degli altri giornalisti, allora secondo voi sono dei falsari?

Non era una conferenza stampa e quello citato era l'unico giornalista presente (a parte Paolo).

> Quando un articolo riporta un'intervista personale del giornalista, viene sempre chiaramente specificato nel testo dell'articolo stesso.

Infatti il "pezzo" era firmato, tutto faceva credere che si trattasse di una classica intervista faccia-a-faccia.
@Accademia dei pedanti

perché, per te riportare delle domande e delle risposte senza indicare falsamente che si tratta di un'intervista personale è un reato?
Che razza di paragoni insensati fai?
lufo88: sicuro sicuro che non arrivino segnalazioni anonime per mancata emissioni di scontrini?
E quindi chi pubblica una falsa intervista la fa franca se l'intervistato non sa della sua pubblicazione o non si prende la briga di scomodare il proprio ufficio legale. Splendido.

Credo che al di là dell'episodio specifico, questa sia la lezione di fondo.


No, non la fa franca.
Se tu ritieni che questo giornalista abbia disatteso i doveri deontologici che gli derivano dalla legge italiana, in particolare verso il dovere di rispettare la verità sostanziale dei fatti, puoi fare un esposto all'ordine dei giornalisti che convocherà il giornalista e nel caso riscontri una violazione del codice deontologico predenderà gli opportuni provvedimenti.
Questi sono gli strumenti che tu hai come cittadino terzo alla faccenda in causa.
Tieni presente che l'obbligo di rettifica è potentissimo. Questi sono obbligati a scrive sul loro giornale quello che gli scrivi tu.
Hai presente se dovessero pubblicare rettifiche di gente che non c'entra niente?
Si troverebbero ogni giorno a pubblicare centinaia di rettifiche di megalomani a cui non è piaciuto un articolo e godono avere il nome sul giornale. E non potrebbero rifiutarsi di pubblicarle. I giornali sarebbero fatti di rettifiche più che di articoli.
Lo strumento della rettifica è così potente che lo si limita a chi è chiamato in causa dall'articolo.
Per gli altri ci sono strumenti diversi.

Dopodiché, lasciami fare una critica.

Prima chiedi che lo stesso obbligo venga dato anche alla stampa oltre che ai blog.
E ti ho detto che l'obbligo è già stato dato, nel 1948.
Allora mi dici che l'obbligo non serve se viene ignorato. Come hanno fatto con la tua richiesta di rettifica in questo caso.
E io ti rispondo che il diritto ad avere una rettifica spetta all'intervistato.
Allora dici che così la fanno franca perché l'intervistato non sa della sua pubblicazione.
E adesso ti spiego che invece hai altri strumenti per far rispettare il codice deonotologico ai giornalisti, oltre che la rettifica.

Però, Paolo, sii onesto: non ti sembra un atteggiamento da spostatore di paletti?
Caro Ciccio Brutto,

trovami un caso in cui il New York Times, il Guardian o il Sydney Morning Herald, giornali che ho avuto la fortuna di leggere e di acquistare quando vivevo nei rispettivi paesi:

1) hanno usato il virgolettato senza ragione
2) hanno riportato interviste che non sono mai avvenute.

Guarda che quello che e' normale in Italia e' spesso normale solo in Italia...
@ Ciccio Brutto:

Perlomeno nella mia esperienza, di solito è specificato abbastanza chiaramente quando si tratta di una conferenza stampa, non il contrario, a meno che non serva a contestualizzare l'atmosfera dell'intervista ("E' arrivato puntualissimo portandomi cornetto e cappuccino").
IMHO, se un giornalista ci piace e lo seguiamo con interesse è perché dice cose a nostro avviso sensate, le scrive bene e sa comunicarci aspetti nuovi di questioni e persone. Difficilmente mi "affezionerò" intellettualmente a un giornalista che fa interviste noiose, no?
Ma se non ho modo di accertarmi che sia stato proprio lui a condurre quella data intervista, non posso giudicarne il lavoro: spacciare un collage per un'intervista significa auto-attribuirsi o attribuire a qualcuno(come sembra sia stato in questo caso) l'intelligenza, l'acume o la noiosità di altri. E questo significa venire meno al patto di onestà che un giornalista dovrebbe aver sancito con i lettori.
Sempre IMHO.
@Doduz
"Infatti il "pezzo" era firmato, tutto faceva credere che si trattasse di una classica intervista faccia-a-faccia."

Non possiamo dare la colpa della vostra ignoranza e dalla vostra ingenuità al giornalista.
La firma indica solamente chi è l'estensore dell'articolo, non l'autore delle domande.
Quando un articolo presenta un'intervista personale del giornalista, è sempre presente una frase tipo "Abbiamo incontrato Tizio e gli abbiamo posto alcune domande..." o "Ecco cosa ci ha dichiarato Sempronio". Quando questo tipo di frase è assente (proprio perché l'intervista personale è un "merito" per il giornalista) puoi stare certo che non si tratta di un'intervista personale, ma di domande e risposte raccolte in un altro modo (ad una conferenza stampa, ad un incontro pubblico, ecc). Come detto, non potete dare la colpa al giornalista per ciò che erroneamente credete voi.
@Rado il Figo
"lufo88: sicuro sicuro che non arrivino segnalazioni anonime per mancata emissioni di scontrini?"
Direi di sì, non con la frequenza degli altri paesi europei, viceversa ci sarebbero molto più scontrini in Italia. :-)
@pgc
Quella della Stampa non è un'intervista.
da Business Weeks ethics (http://www.businessweek.com/ethics.htm)

Routine attribution:

"He said" means the journalist got the quote from the source -- in person, at a press conference, or on the phone. "He said in a statement" or "in a report" means the quote came from a written statement or press release, or from a document such as an analyst's report. "He said in an e-mail interview" means exactly that. If the quote comes from another news outlet, the journalist must credit it: "President Smith told the Associated Press."

... il primo esempio trovato in giro su internet.
Ripeto quanto scrissi nel commento 54: a livello di interviste calcistiche è prassi consolidata riportare le domande e risposte ottenute nei capannelli attorno all'"intervistato", quindi al di fuori delle conferenze stampa. Ed ovviamente non tutte le domande sono state poste da chi firma poi l'articolo (anzi, a volte credo che non ne abbia posta nemmeno una), il cui taglio è identico a quello in oggetto.

Poi sempre in ambito calcistico ci sono cose peggiori di queste: fra chi non si presenta alle gare e si limita a trascrivere la cronaca dettatagli dalla dirigenza della squadra di casa, a chi s'inventa motivazioni assurde per quanto accade in campo perché è assolutamente ignorante del regolamento e/o non ha seguito bene l'andamento dei fatti.
Bene, tu pensi che un blogger con l'attuale legge avrà la stessa libertà di pubblicare articoli veritieri? No, l'obiettivo è proprio questo. Se il blogger non ha sufficiente forza (economica) per sopportare eventuali denunce infondate da parte dei "diffamati", non pubblica semplicemente più.

Stai facendo una grossa confusione.
Con questo ddl l'unica denuncia che ci potrebbe essere sarebbe quella di un soggetto che è stato nominato dal blog che ha chiesto una rettifica, la quale non viene pubblicata, e perciò si rivolge al giudice per far ordinare la pubblicazione della rettifica.
E non sarebbe certamente una "denuncia infondata", visto che il blogger ha disatteso un suo obbligo di legge.
Ciccio, e' proprio quello che dice Paolo: quella di La Stampa non era un'intervista...

Sarebbe bastato che l'autore dell'articolo avesse fatto presente che si trattava di un'incontro invece di millantare meriti (quelli di avere ottenuto un'intervista e di avere messo insieme le domande) che invece sono merito altrui.

E non c'entra niente la liberta' e la legge bavaglio (cui sono profondamente contrario). Anzi c'entra. Nel senso che quando si pretende, giustamente, liberta', bisogna anche dimostrare di non volerne abusare.
@Ciccio brutto
Il tuo arrampicarti sui vetri ("la avete intesa voi come una intervista") è reso inutile dalla replica del responsabile de la Stampa, il quale dichiara nero su bianco (2 volte) che il quotidiano stesso considera l'articolo *una intervista*. Leggi la replica, è linkata. Ergo, noi non abbiamo frainteso o arzigogolato nulla: quell'articolo spaccia un resoconto per una intervista, ed è un falso.
@pgc
allora forse ho letto l'articolo sbagliato oppure è stato modificato nel frattempo, perché nell'articolo che ho letto io, in nessun punto il giornalista millanta un qualsiasi contatto diretto con Aldrin. Si limita a riportare alcuni cenni biografici sull'astronauta, l'episodio del modellino caduto e alcune domande e risposta, senza assolutamente dare a intendere che siano sue domande.
@ Poi per carità, tu c'eri e io no quindi magari mi sbaglio; ma a mio modestissimo avviso l'hai presa troppo sul personale proprio in quanto interprete di Aldrin
- - - -

Beh, certo... è più grave un pluriomicidio piuttosto che un articolo impreciso e fuorviante, ma vorrei far notare che ci stiamo tristemente abituando alla mediocrità in ogni campo, anzi... quasi troviamo pretestuoso chi ci fa notare gli errori come fa Paolo.
Svegliamoci prima che il processo diventi irreversibile.
@giovanni
per la precisione, il mio arrampicarmi sugli specchi consiste nel "voi l'avete intesa come un'intervista PERSONALE"
Non so se riesci a cogliere la differenza.
il fascino dell'ultima parola io non lo avverto. Credo che l'importante e' avere l'opportunita' di portare la propria opinione. Poi sara' chi legge a decidere eventualmente chi ha torto, chi ha ragione, o magari semplicemente a sapere un po' piu' di prima. Io credo che il giornalista sbagli a non dire che queste domande sono frutto di un incontro pubblico, lasciando intendere che si tratti di un'intervista. Poi ognuno decide come crede. Non intendo io o Ciccio brutto ma gli altri 100 o 1000 che, in silenzio, leggono.

Saluti e alla prossima.
@Ciccio brutto
Il tuo tacon è peggio del buso. Una intervista è sempre "personale", altrimenti delle due l'una: è una conferenza stampa, oppure è l'intervista fatta da qualcun altro.
Per ciccio brutto

perché, per te riportare delle domande e delle risposte senza indicare falsamente che si tratta di un'intervista personale è un reato?
Che razza di paragoni insensati fai?


Tanto insensati non sono, visto che in quelle tre regioni c'è chi paga senza rendersi conto che chi è dall'altra parte sta compiendo un reato, e che pagando sta foraggiando un'organizzazione criminale in cambio di una non meglio precisata "protezione". È diventata prassi normale anche lì.
Ma il paragone estremo era per dimostrare il tuo ragionamento estremo: siccome nel mondo del giornalismo lo fanno tutti, allora il comportamento è normale. Statisticamente normale, forse sì. Ma "normale" non significa né lecito, né accettabile, né scusabile. La statistica dice che è una prassi per gli italiani evadere il fisco (chi più, chi meno). Embè? Dobbiamo abolire la Guardia di finanza per questo?
@giovanni
detto con affetto, se io come te non conoscessi nemmeno l'esistenza delle interviste pubbliche, allora eviterei di intervenire sull'argomento giornalismo.
Ancora per ciccio brutto

Visto che altri utenti stanno rispondendo egregiamente alle tue affermazioni, non aumento il rumore di fondo. Dico solo che se tu scrivessi un libro di aritmetica con la stessa competenza con cui scrivi di giornalismo, cioè di diritti e doveri del giornalista e del giornale, già a pagina tre avresti affermato che 2+2 è uguale a 5. O se preferisci: se scrivessi di geografia, avresti messo la Svizzera fra le monarchie assolute e il Marocco fra le repubbliche democratiche.

Forse è il caso di ripassare un po' i vari codici deontologici dell'ordine dei giornalisti prima di venir qui e inventarsi regole che esistono solo nella tua testa...
@Accademia dei Pedanti
Tu continui con il paragone fra la prassi giornalistica e le attività illecite che davvero secondo me non sta nè in cielo nè in terra.
Non è che tutto quello che non ti piace diventa automaticamente illegale...
Forse un indizio chiaro di come sono andate veramente le cose lo si può dedurre qui: http://tinyurl.com/3x8mvqo

"L'amico Antonio Lo Campo [...] ci fa un bel regalo.
Dopo avere letto dell'assenza dei media italiani all'evento abruzzese con Buzz Aldrin [...] ci fa sapere che La Stampa [...] ha pubblicato una cosa unica".

Pertanto l'idea dell'intervista è nata quando ci si è resi conto (almeno il giorno dopo) di essere l'unico giornalista presente.
"Visto che altri utenti stanno rispondendo egregiamente alle tue affermazioni"

Sì, infatti... affermare che esistono solo interviste personali è davvero una risposta egregia.
Accademia dei Pedanti tu la sottoscrivi in pieno, giusto?
E' chiaro, quando non si hanno argomenti validi, si ricorre agli insulti.
Sono sconcertato. Quello che più mi dà fastidio è la faccia tosta nell'insistere con la genuinità dell'articolo. Ma non possono semplicemente chiedere scusa e ammettere l'errore? Poveri noi...
Potremmo fare le multe proporzionali ar reddito, ma andrebbe a finire che quelli della prima categoria probabilmente risulterebbero nullatenenti.

In Svizzera (e, per alcune infrazioni, anche in Germania) le multe sono proporzionali al reddito. Ci sono le "aliquote giornaliere". Infatti ogni tanto arriva la notizia di una multa da centinaia di migliaia di euro/franchi per qualche riccone che passa col rosso a duecento all'ora in città.
Mi dispiace, ma questa volta penso che Paolo abbia commesso un grosso errore. In altri casi ho applaudito alle sue puntuali sbugiardate di pezzi giornalistici composti acriticamente con il copia e incolla, ma in questo caso semplicemente non sussistono i presupposti per formulare addirittura un'accusa (molto grave) di falsità. E' vero che il pezzo e' composto in forma di intervista, ma non sta scritto da nessuna parte che le domande in grassetto siano state poste dall'estensore dell'articolo, che potrebbe anche semplicemente (come in questo caso) stare riportando quanto testimoniato personalmente durante la conferenza stampa. E' vero che avrebbe potuto essere piu' esplicito su questo, ma è un peccato veniale, soprattutto in rapporto alle vere castronerie e falsità che riportano a volte i giornali. Non c'era davvero motivo di sollevare tutto questo polverone. Ripeto, sulle cose gravi è giusto essere severi, ma sulle imperfezioni è bene essere tolleranti, in fondo anche Paolo non si era accorto che il LEM era caduto... ;)
@ciccio brutto:
Sì, infatti... affermare che esistono solo interviste personali è davvero una risposta egregia.
Accademia dei Pedanti tu la sottoscrivi in pieno, giusto?
E' chiaro, quando non si hanno argomenti validi, si ricorre agli insulti.


Non mi intendo di giornalismo, puoi per favore fare un esempio di intervista non personale che non sia una conferenza stampa?
Non mi intendo di giornalismo, puoi per favore fare un esempio di intervista non personale che non sia una conferenza stampa?

E ripeto: hai presente quando Moratti si trova per strada ed arriva il nugolo di giornalisti a fargli domande? Non è una conferenza stampa ma sta tranquillo che il giorno dopo esce l'articolo con domande e risposte e di certo non tutte le prime sono state poste da chi firma l'articolo.
@Turz
L'ho già fatto prima, l'intervista pubblica, che si ha quando uno o più giornalisti intervistano uno o più personaggi davanti ad un pubblico di spettatori.
Davvero non capisco il senso di questo post. Nell'articolo non si parla affatto di intervista, ma vengono riportate una serie di domande e le relative risposte.

La Stampa l'ha definita "intervista" nella sua replica.
Paolo, sii onesto: non ti sembra un atteggiamento da spostatore di paletti?

No.
Per ciccio brutto

Tu continui con il paragone fra la prassi giornalistica e le attività illecite che davvero secondo me non sta nè in cielo nè in terra.
Non è che tutto quello che non ti piace diventa automaticamente illegale...


Punto primo: l'evasione fiscale semplice, al di sotto dei 103291,38 euro, è un illecito, ma non è reato in Italia. Il primo paragone con il pizzo forse era esagerato, il secondo no.
Punto secondo: ti devo ripetere il contenuto del mio commento n° 79, sullo sfortunato caso di Lorenzo Croce espulso dall'ordine dei giornalisti per un'intervista inventata, o lo vai a leggere da solo?
Per quale motivo lo avrebbero espulso, secondo te? Perché gli stava antipatico? Perché l'intervista inventata era così bella che avrebbe fatto sfigurare quelle reali, più noiose?

Nessuno qui auspica pene draconiane per il giornalista Antonio Lo campo, almeno non io. Sarebbe auspicabile che La stampa ammetta spontaneamente di aver commesso una scorrettezza, anziché invocare di continuo l'ordine dei giornalisti o i tribunali.

"Visto che altri utenti stanno rispondendo egregiamente alle tue affermazioni"

Sì, infatti... affermare che esistono solo interviste personali è davvero una risposta egregia.
Accademia dei Pedanti tu la sottoscrivi in pieno, giusto?


Parlavo in generale, e mi riferivo ai commenti prima di quello di giovanni, che essendo apparso appena prima del mio non avevo fatto in tempo a leggere.

E' chiaro, quando non si hanno argomenti validi, si ricorre agli insulti.

Ecco, allora vediamo chi ha cominciato: dal tuo commento n° 155:
«Non possiamo dare la colpa della vostra ignoranza e dalla vostra ingenuità al giornalista».
Rispondi con un sì o con un no: ci sono insulti rivolti a te prima del commento n° 155?
E' vero che il pezzo e' composto in forma di intervista, ma non sta scritto da nessuna parte che le domande in grassetto siano state poste dall'estensore dell'articolo

La Stampa l'ha definita "intervista".
Mi fa impazzire quel "vostro", inteso a distinguere le idee di PA e di coloro che sono considerati i suoi sodali, da quelle del resto della popolazione.

Non sto a fare distinzioni su chi ha ragione e chi torto, ma noto sempre più spesso che l'atteggiamento di alcuni utenti è spesso quello di puntare il dito su "Attivissimo ed i suoi sorapis", con perentori "voi".

Ma allora... chi sarebbe quel "noi" sottinteso? Chi sta dall'altra parte dell'indice?

Solitamente, fuffari, sciachimisti, complottardi, bimbiminkia e Marcianò.

Ecco che allora scatta la diatriba, i "voi" a difendere/contrattaccare, i "noi" a... continuare ad aspergere minchionerie.

Ci sono casi e casi, tipo questo, dove si sta parlando di un articolo giusto/sbagliato, dove chi ha ragione, ha ragione.

Spero che ci si ricordi ogni tanto, che nell'oggettività dell'azione de La Stampa, coesiste la soggettività dell'interpretazione di ciò che è pubblicato.

Se lo spirito critico di alcuni utenti è abbastanza affinato da cogliere la sottile differenza che c'è tra un'intervista ed un rimaneggiamento redazionale, ed ha la possibilità di esternarlo anche con veemenza, lo deve alla segnalazione di PA. Se PA non avesse "colto in fallo" La Stampa, tutti questi post di condanna ai "voi" e di contrattacchi ai "noi" non esisterebbe. I "voi" ed i "noi" leggerebbero La Stampa, riterrebbero l'intervista una buona intervista e magari ne discuterebbero limitatamente ai contenuti.

Dove sta il do: che dal punto di vista della divulgazione è stato dato spazio ad un argomento che ormai la grande stampa passa sotto silenzio, dall'altro che la metodologia con cui questo argomento è stato raccontato è sbagliata.

Non toglie veridicità al contenuto della manifestazione, bensì toglie credibilità ad un giornale.

A mio modesto parere, ben venga che qualcuno lo faccia notare. Se non si è d'accordo che lo si debba far notare, beh, meglio non leggere PA. E' il suo modo di intendere il giornalismo, che i "voi" considerano più corretto dei "noi". Divisione che non ci sarebbe stata se nessuno avesse detto che l'intervista è un falso.
errata: tutti questi post di condanna ai "voi" e di contrattacchi ai "noi" non esisterebbeRO.
@Paolo Attivissimo
"La Stampa l'ha definita "intervista" nella sua replica."
Ma non nell'articolo. L'accusa di falsità si riferisce all'articolo o alla replica?

@Accademia dei Pedanti
Se ci sono persone che ignorano la prassi giornalistica e che credono ingenuamente che se in un articolo è riportata una domanda questa debba essere solo ed esclusivamente farina del sacco del giornalista, se le chiamo "ignoranti" ed "ingenui", queste persone le sto definendo od insultando?
Anch'io sono ignorante ed ingenuo in tantissimi campi dello scibile umano e se me lo fanno notare non lo prendo certo come un insulto.
Nell'articolo de "La Stampa" non viene mai scritto che si tratta di un'intervista. Vero.

Ma non viene mai scritto nemmeno il contrario.

Scritto così, l'articolo appare come una serie di domande faccia a faccia. Il modo di presentare l'articolo portano a far credere che l'autore delle domande sia Lo Campo e che fosse un faccia a faccia, anche se la cosa non viene descritta esplicitamente.

E' come se andaste a comprare un'automobile. La concessionaria ve ne fa vedere una. Leggete i dati di consumo e sembra l'automobile adatta a voi, ma i dati reali sono diversi, peggiori, inadatti. Voi non chiedete lumi, il concessionario non ne parla. Dovevate saperlo che i dati di consumo dichiarati sono sempre migliori della realtà... Oppure la casa non è onesta (poco o molto che sia) nel dichiarare dati errati (ottenuti con procedimenti irrealistici?)

La domanda non è quanto danno fa -la riorganizzazione dell'articolo-, la domanda è quanto danno fa -l'inganno- grande o piccolo che sia, nei confronti dei lettori. In termini di credibilità, di fiducia, di informazione. Oggi è Buzz Aldrin, domani è un capo di stato, dopodomani sono gli avvenimenti di uno scontro di piazza.

Come facciamo a essere certi di avere informazioni corrette? Oltre certi limiti, biosgna fidarsi. Noi diamo fiducia ai giornalisti affinché ci diano -informazione-, cioè notizie -corrette-. Quando i gironalisti (o le redazioni) piegano la realtà, anche di poco, stanno erodendo il reale libero accesso dei lettori all'informazione. Quando la cosa è talmente diffusa che persino i lettori se ne accorgono e perdono fiducia, la loro libertà di accesso alla realtà dei fatti è già finita da un pezzo. E capire a chi dare fiducia in un mondo di informazioni spesso impossibili da sottoporre a vaglio è complicatissimo, perché bisogna trovare nuovamente una fonte autorevole che faccia da punto fermo e dalla quale fare discendere nuovamente l'acqua che possa aiutarci a pulire via le bugie e le distorsioni.

E fintantoché pulizia non è fatta, l'informazione scarseggia. Se scarseggia l'informazione, scarseggia la libertà, per non parlare della nostra tanto amata "democrazia".

Perché l'articolo de "La Stampa" è sbagliato? Perché se la redazione inganna i lettori (anche di poco) è chiaro che l'obiettivo della testata si sta spostando (o si è già spostato) dal fornire informazione ai lettori a qualcos'altro che confligge necessariamente (altrimenti non ci sarebbe la menzogna) con la libertà data dall'informazione. Denaro? Fama? Quota di mercato? Scopi politici? Vanteria? Non importa; quello che importa è che è in contrasto con quello che il lettore richiede e con quello che la testata dice, a parole, di voler offrire.
@Paolo Attivissimo
ps un'ultima curiosità e poi mi taccio per sempre: se tu non fossi stato presente all'evento e avessi SOLO letto l'articolo, da giornalista professionista quale sei avresti davvero pensato che si trattava di domande poste direttamente dall'estensore dall'articolo?
Per ciccio brutto

Se ci sono persone che ignorano la prassi giornalistica e che credono ingenuamente che se in un articolo è riportata una domanda questa debba essere solo ed esclusivamente farina del sacco del giornalista, se le chiamo "ignoranti" ed "ingenui", queste persone le sto definendo od insultando?
Anch'io sono ignorante ed ingenuo in tantissimi campi dello scibile umano e se me lo fanno notare non lo prendo certo come un insulto.


Troppo comodo, ciccio brutto: così son capaci tutti di atteggiarsi a vittima.
Rispondi con un sì o con un no: qualcuno ti ha insultato e sbertucciato prima del commento n° 155?
@Accademia dei Pedanti
Tu nel commento 148 hai solo paragonato il lavoro di mia sorella a quello di un mafioso.
Hai ragione, non è un insulto diretto. E' un semplice insulto trasversale.
@ciccio brutto

Perché fai la domanda a un giornalista professionista? Falla a un lettore normale.

Ciao, io sono SirEdward, un lettore normale: sì, leggendo l'articolo ho avuto la forte impressione che quelle domande fossero state fatte personalmente da una persona a Buzz Aldrin e che Buzz abbia risposto a una sola persona, identificabile probabilmente con l'estensore dell'articolo.

A essere sinceri, l'effetto di una intervista faccia a faccia dato dall'articolo mi è apparso chiaramente sin dalla prima lettura dell'articolo, nonostante avessi già letto la replica di Paolo.

L'articolo di "La Stampa" è scritto in modo da sembrare un'intervista faccia a faccia, e ci riesce persino sapendo che non è così.
Quoto FridayChild, ma vorrei aggiungere un paio di considerazioni.
Penso che ciò che è successo debba essere di lezione a tutti noi. Io credo che qui il problema principale sia stata la fretta, l'ansia dello scoop.
La gatta frettolosa fece i gattini ciechi, dice il proverbio, e in questo caso i gattini sono nati ciechi sul serio.
E' certamente vero che l'articolo non presenta la cosa come un'intervista, e il fatto che la redazione a posteriori l'abbia definita così non ha assolutamente alcuna importanza. I lettori hanno letto l'articolo, non il carteggio con la redazione.
Ma il problema grosso è questo: l'articolo di Paolo è stato scritto in modo tale da fare apparire il giornalista (che non conosco e che non mi interessa difendere) colpevole di falso. Adesso invece sembra che la colpa sia, almeno in parte, della redazione. Questo vorrebbe dire che il giornalista è stato accusato ingiustamente, cioè diffamato. Per esempio, viene chiaramente accusato di falso sulla faccenda (peraltro del tutto insignificante) del modellino caduto. E aver cancellato le righe incriminate non mi sembra una riparazione sufficiente. La deontologia professionale avrebbe voluto (ricordate "tutti gli uomini del Presidente"?) che gli interessati fossero avvertiti PRIMA della pubblicazione dell'articolo, non dopo. Magari avrebbero potuto chiarire qualcosa.
Un'altra cosa, Paolo: le tue registrazioni non dimostrano nulla, né dal punto di vista legale né da quello logico. Nessun audiovisivo può dimostrare che qualcosa non è successo. E proprio tu ci hai insegnato che l'onere della prova spetta a chi accusa. La Stampa non deve presentare nessuna registrazione. Sei tu che devi documentare legalmente tutto quello che ha fatto Aldrin da quando è arrivato a quando se ne è andato, minuto per minuto, anche quando è andato al cesso. Puoi farlo? Io non credo. Magari è proprio lì che si sono incontrati...
E per finire, dò ragione a chi dice che comunque la faccenda non riguarda te. Se un giornalista riporta le mie parole modificandole, ma la modifica mi sta bene, non vedo perché un altro dovrebbe venire a sindacare. La vedrei come un'intrusione molto poco gradita.
Ciò detto, voglio precisare che tutto questo non modifica per nulla la scarsissima opinione che ho dei giornalisti italiani in generale.

@Paolo Attivissimo
"La Stampa l'ha definita "intervista" nella sua replica."
Ma non nell'articolo. L'accusa di falsità si riferisce all'articolo o alla replica?


L'articolo è confezionato in modo da sembrare un'intervista. La replica dichiara apertamente che lo è.
E per finire, dò ragione a chi dice che comunque la faccenda non riguarda te. Se un giornalista riporta le mie parole modificandole, ma la modifica mi sta bene, non vedo perché un altro dovrebbe venire a sindacare.

Ma Buzz Aldrin, sa dell'articolo di Lo Campo?
avresti davvero pensato che si trattava di domande poste direttamente dall'estensore dall'articolo?

Sì. La forma di presentazione è quella dell'intervista diretta e non c'è alcuna specificazione del contrario.
@ciccio brutto:
L'ho già fatto prima, l'intervista pubblica, che si ha quando uno o più giornalisti intervistano uno o più personaggi davanti ad un pubblico di spettatori.

OK, grazie, non mi era chiaro cosa intendessi per intervista pubblica.
Per ciccio brutto

Tu nel commento 148 hai solo paragonato il lavoro di mia sorella a quello di un mafioso.
Hai ragione, non è un insulto diretto. E' un semplice insulto trasversale.


Fa' meno lo spiritoso e attieniti a quello che ti ho chiesto. Altrimenti da vittima ti trasformi in fuffaro agli occhi di tutti i lettori.
Chi o come ti avrebbe insultato o sbertucciato prima del commento n° 155?
Per Riccardo (D.O.C.)

Un'altra cosa, Paolo: le tue registrazioni non dimostrano nulla, né dal punto di vista legale né da quello logico. Nessun audiovisivo può dimostrare che qualcosa non è successo. E proprio tu ci hai insegnato che l'onere della prova spetta a chi accusa. La Stampa non deve presentare nessuna registrazione. Sei tu che devi documentare legalmente tutto quello che ha fatto Aldrin da quando è arrivato a quando se ne è andato, minuto per minuto, anche quando è andato al cesso. Puoi farlo? Io non credo.

Credo di aver capito che Buzz Aldrin ha dichiarato esplicitamente che non avrebbe rilasciato interviste in Italia nel 2010. A nessuno, non solo ad Antonio Lo Campo. Non mi pare una dichiarazione da poco.
Forse Paolo Attivissimo può approfondire la circostanza.
@Accademia dei Pedanti
E ti ho risposto. Al commento n. 148 un ignorante ha paragonato il lavoro di mia sorella a quello dei mafiosi.
Credo che l'abbia fatto per ignoranza, perché anche un bambino saprebbe distinguere le responsabilità morali e penali di un giornalista che "infioretta" i suoi pezzi da quelle di un mafioso che estorce il pizzo.
Magari per te paragonare la gente ai mafiosi non è affatto insultante ed è un normale artificio dialettico, ma sappi che non tutti la pensano come te.
E' certamente vero che l'articolo non presenta la cosa come un'intervista

No. Quello è chiaramente il formato classico di un'intervista faccia a faccia.


, e il fatto che la redazione a posteriori l'abbia definita così non ha assolutamente alcuna importanza.

Ne ha eccome. Dimostra che secondo La Stampa, l'articolo è un'intervista.


l'articolo di Paolo è stato scritto in modo tale da fare apparire il giornalista (che non conosco e che non mi interessa difendere) colpevole di falso

No. Sin dalla stesura iniziale, ho detto che l'articolo era un falso e che gli artefici del falso potevano essere il giornalista e la redazione. Perché so come lavorano le redazioni: mandi loro un pezzo e loro te lo stravolgono per renderlo più "bello".


E aver cancellato le righe incriminate non mi sembra una riparazione sufficiente.

Ho anche pubblicato la rettifica. Cos'altro dovrei fare?


La deontologia professionale avrebbe voluto (ricordate "tutti gli uomini del Presidente"?) che gli interessati fossero avvertiti PRIMA della pubblicazione dell'articolo

Forse non sai quanto siano riluttanti le redazioni dei giornali a rispondere alle mail o alle telefonate, fino a quando non hanno la coda in fiamme. Se si aspettasse sempre la replica di tutti gli interessati, non si pubblicherebbe praticamente nulla.

Se per esempio io aspettassi la replica dell'ufficio stampa di Apple prima di parlare di un loro prodotto, sarei ancora qui ad aspettare la replica per il Newton.


le tue registrazioni non dimostrano nulla, né dal punto di vista legale né da quello logico. Nessun audiovisivo può dimostrare che qualcosa non è successo

Le registrazioni coprono tutto il periodo della presenza in sala di Aldrin. Quindi ti posso dire se un'intervista c'è stata o non c'è stata. Inoltre, a parte i video, ho le conferme di due fonti indipendenti. L'intervista non è mai avvenuta.


Sei tu che devi documentare legalmente tutto quello che ha fatto Aldrin da quando è arrivato a quando se ne è andato, minuto per minuto, anche quando è andato al cesso. Puoi farlo? Io non credo.

Sì, posso. E posso anche dirti quando è andato al cesso, per prenderti in parola, perché l'ho dovuto seguire anche lì per una vicenda abbastanza buffa.


Se un giornalista riporta le mie parole modificandole, ma la modifica mi sta bene, non vedo perché un altro dovrebbe venire a sindacare. La vedrei come un'intrusione molto poco gradita.

Segnalare le scorrettezze della stampa che beffano i lettori è un'intrusione? Interessante.