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57 commenti

Registrazioni audio perse per sempre

I suoni del passato sono a rischio, colpa di lucchetti e supporti labili


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "fabio.turch*" e "marco_dell*".

Grandi porzioni della nostra eredità culturale sonora sono già state distrutte o restano inaccessibili al pubblico, e la perdita permanente di registrazioni sonore insostituibili continua. Così dice la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, che ha pubblicato un rapporto, The State of Recorded Sound Preservation in the United States: A National Legacy at Risk in the Digital Age, che fa il punto della situazione in materia di conservazione delle registrazioni audio storiche.

Qualche dato: meno del 14% delle registrazioni sonore commerciali effettuate negli Stati Uniti prima del 1965 è disponibile al pubblico. Non c'è nessun piano coordinato per conservare tutte le registrazioni digitali diffuse via Internet tramite siti Web o podcast. Molti supporti digitali, come i CD registrabili, hanno una vita molto più breve dei supporti analogici che sostituiscono: da tre a cinque anni. Un disco di vinile, se conservato correttamente, invece "dura altri cento o duecento anni", ha detto alla BBC Sam Brylawski, uno dei coautori del rapporto.

Il rapporto nota inoltre che molte registrazioni storiche sono già andate perdute: per esempio, la maggior parte delle trasmissioni radio fra il 1925 e il 1935, che pure erano state registrate all'epoca, è persa per sempre. Le apparizioni di interpreti come Duke Ellington e Bing Crosby e le radiocronache degli eventi sportivi dell'epoca sono state distrutte o riciclate.

Ma non è solo questione di supporti che si deteriorano o di registrazioni che non vengono conservate in partenza. Il rapporto della Biblioteca del Congresso sottolinea che "le leggi sul diritto d'autore statunitensi ostacolano la conservazione e l'accesso in molti modi, e questo va riesaminato", ha detto Brylawski. "Nella maggior parte dei paesi europei, il copyright sulle registrazioni audio dura 50 anni; negli Stati Uniti, non ci sono registrazioni audio di dominio pubblico e non ce ne saranno fino al 2067". Persino un cilindro di cera del 1895 è vincolato dalle leggi fino a quella data. Per come stanno oggi le leggi, le restrizioni imposte dal diritto d'autore renderebbero illegali gran parte delle iniziative di conservazione delle registrazioni sonore, secondo il rapporto.

Le 181 pagine del rapporto forniscono raccomandazioni dettagliate su come procedere per evitare di trovarsi, per esempio, con registrazioni insostituibili conservate soltanto su audiocassette, che Brylawski definisce "bombe a orologeria" che non saranno più ascoltabili. Voi cosa state facendo per conservare le vostre registrazioni audio personali? Spero non siate messi male come me, con una montagna di audiocassette che non ho mai tempo di digitalizzare.
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Commenti
Commenti (57)
Posso aggiungere qualcosa sul problema supporti e il rischio di perdita delle registrazioni?
Posso aggiungere qualcosa sul problema supporti e il rischio di perdita delle registrazioni?

Certamente!
Registrazioni audio non ne ho, ma video moltissime. In un paio di estati sono riuscito a convertirle tutte in video con codec XviD, le ho masterizzate su DVD (ne ho usati una trentina, per farvi realizzare quante erano.... :D), e ho acquistato un hard disk da 1TB per farci il backup, vista la tendenza dei DVD a spaccarsi ogni 3 per 2.

Appena ho tempo procederò a digitalizzare anche le foto fatte su pellicola. Credo di avere per tutte le foto i negativi, così mi semplifico il lavoro e non utilizzo alcuno scanner.
Ho sentito adesso il Radioamatore Ladino, che è un "capoccia" per quanto riguarda sia gli strumenti di riproduzione che i supporti.
Mi ha spiegato che i cilindri Edison hanno grossi problemi: alcuni particolari impasti utilizzati tendono a sviluppare delle muffe che corrodono in profondità il cilindro. Questo tipo di supporto era particolarmente comune negli USA, ed è capitato a collezionisti di comprare alle yard sale set di cilindri che dalla "copertina" sembravano ben conservati ed in realtà erano internamente del tutto danneggiati.
Quindi se si hanno registrazioni mal conservate su quel particolare tipo di cilindro Edison, il rischio di perdita è grandissimo.
Altro problema è dato dai registratori a filo metallico: i vecchi fili possono spezzarsi, e nel ricongiungerli si perde parte della registrazione.
Secondo il Radioamatore, comunque, le registrazioni su nastro magnetico se ben conservate sono tra le più sicure (fermo restando il problema delle pellicole di acetato di cui avevamo già parlato).
Un altro argomento interessante è quello dei "dischi d'oro dell'epoca d'oro", ma qui veramente andiamo troppo oltre.
Ma lo sai Paolo che uno dei lavori che ho fatto negli ultimi anni è stato quello di digitalizzare e "restaurare" una serie di registrazioni fatte da mio nonno negli anni 20 proprio su rulli di cera, grazie al fatto che la macchina con cui erano state fatte era ancora esistente e funzionante?
Pensa che non l'ho mai conosciuto, quindi attraverso quei rulli mi è arrivata una voce al tempo stesso sconosciuta e familiare, e simile alla mia. Comunque hai ragione, i supporti attuali non sono meno fragili di quelli di allora, e anche a me piacerebbe che qualche mio pronipote potesse sentire la mia voce... magari anche la mia musica!
Tutto in formato DIGITALE.
Ho usato il Pinnacle Video Transfer per importare tutto il video (VHS e video8 della telecamera Handycam).
Ho scansionato tutti gli articoli di giornali e riviste, nonché documenti vari (fatture, buste paga, ricevute, tutto).
Ho scansionato anche tutte le foto of course.
Non uso nemmeno più CD e DVD, sono supporti troppo instabili: rippo tutto in harddisk multimediali.
Ogni due settimane sincronizzo il tutto con due hard disk di backup che conservo in una valigetta tagliafuoco.

Rimane il punto aperto dei libri che sono troppi per essere scansionati e poi, visto che adoro la carta, continuo a comprarli in formato "analogico" invece che in ebook.
Sono certo però che se ne occupi già qualcun altro di conservarne la memoria in formato digitale (progetto Gutemberg)

E' bastato darsi delle regole* e con una spesa hardware abbastanza irrisoria, direi che posso dormire sonni tranquilli. O no?

(*) ogni documento da conservare va scansionato: ho lo scanner configurato in maniera tale da velocizzare al massimo questa operazione. Caricare il documento e pigiare un pulsante, tempo 3 secondi.

Salutoni a tutti
Bizzarra la differenza fra i diritti per la parte vocale, che scadono dopo 50 anni dall'incisione, e i diritti di sfruttamento di opere dell'ingegno come testo e musica, che durano ben 70 anni a partire dalla morte dell'autore (se ben ricordo). In pratica, possono durare anche il doppio. Ad esempio, la canzone Funiculì funicolà, composta per l'inaugurazione della funicolare di Napoli nel 1879, sarebbe stata di pubblico dominio solo nel 1992, 70 dopo la morte di Luigi Denza, autore della musica. Dico sarebbe, perché se non sbaglio prima del 1994 i termini erano di soli 50 anni.
A proposito ... lucchetti digitali? Una scocciatura, ma non ne esiste nessuno che non si possa aggirare.
Certo che se impiegassero le risorse in maniera più costruttiva, sarebbe meglio.

La vera seccatura e dover pagare più volte l'equo compenso su hard disk, PC, lettori, masterizzatori, CD e DVD quando il materiale contenuto è tutto legale o autoprodotto; ecco, questo mi scoccia veramente, ma questa è un'altra storia.
Ricordo vagamente quello che successe nel 1994: erano scaduti i diritti di opere letterarie di D'Annunzio e Pirandello, e una casa editrice aveva inizato a pubblicare i libri a 1000 e 2000 lire, con grande disappunto degli eredi (non solo di questi due scrittori) che avevano ancora interessi contrattuali per lo sfruttamento delle opere d'ingegno degli illustri defunti.
Per Gian Piero Biancoli

Sono certo però che se ne occupi già qualcun altro di conservarne la memoria in formato digitale (progetto Gutemberg)

Gutenberg!
@ Accademia

Sono andata a ricontrollare, perché non ero sicura, ma il cassettino della memoria era giusto. "O'Sole mio" è ancora coperta da diritto d'autore per una serie di cause legali vinte dagli eredi di uno dei coautori.
@ Accademia

Avevi detto che avresti sorvolato sugli errori di battitura e questo chiaramente lo è: eccoti le prove (N e M vicine sulla tastiera e il link collegato presuppone che io sappia come si scrive Gutemberg... pardòn Gutenberg).

O mi stai facendo un trattamento speciale? :-)
Per L'economa domestica

Ricordo vagamente quello che successe nel 1994: erano scaduti i diritti di opere letterarie di D'Annunzio e Pirandello, e una casa editrice aveva inizato a pubblicare i libri a 1000 e 2000 lire, con grande disappunto degli eredi (non solo di questi due scrittori) che avevano ancora interessi contrattuali per lo sfruttamento delle opere d'ingegno degli illustri defunti.

E mi pare anche una grossa casa editrice...

Se ben ricordo, per gestire la transizione permisero alla casa editrice "economica" di continuare a vendere gli esemplari stampati mentre erano di dominio pubblico fino ad esaurimento, ma proibirono nuove edizioni e ristampe.
Ma come controllavano se erano prime edizioni o ristampe non dichiarate?
Accademia dei Pedanti wrote

E mi pare anche una grossa casa editrice...

Una grossetta e molto attiva a Roma. Poi se ne accodarono altre.
Per Gian Piero Biancoli

Avevi detto che avresti sorvolato sugli errori di battitura e questo chiaramente lo è: eccoti le prove (N e M vicine sulla tastiera e il link collegato presuppone che io sappia come si scrive Gutemberg... pardòn Gutenberg).

Hai ragione, ma è un errore tanto comune in Italia che ho dimenticato che nella tastiera le due consonanti sono attigue. Perdonato.

Incidentalmente: sì, il link era giusto: ma i motori di ricerca riconoscono gli errori, digitando "progetto gutemberg" si arriva lo stesso alla pagina desiderata. Provare per credere.
@ Accademia dei pedanti
Hai linkato la pagina di Google olandese?????
No, ho fatto un link sbagliato. Uffa.
Delle volte mi sembra che si esageri con la smania di conservazione digitale.
Facciamo tante marmellate, che poi restano in dispensa a prendere la muffa.
Passi per documenti con valore storico, e capisco anche il desiderio di conservare i ricordi che ci sono più cari, ma ho sempre pensato che si tenda ad esagerare.

La conservazione digitale, poi, ha dei problemi legati alla codifica ed ai supporti; pensate alla differenza tra il trovare una vecchia foto del nonno, o un suo diario, magari un po' rovinati dall'umidità, eppure subito fruibili, e il trovarsi tra le mani un floppy (o un disco zip) con dentro file in formati ora esotici...
Per Gian Piero Biancoli e tutti gli altri come lui:
ma chi ve la da tanta pazienza? Io ho decine di viseocassette (anche antecedenti alle VHS) e mi piacerebbe digitalizzarle, ma al solo penziero della mole di lavoro mi vengono i brividi :-(
Io ormai acquisto musica liquida ad alta definizione direttamente su internet dalla casa discografica.

I vinili li conservo normalmente e non ci penso neanche lontanamente a convertirli in digitale.

Su musicassetta non ho nulla di rilevante. Essendo audiofilo, se avessi qualcosa di importante su musicassetta, sicuramente lo ricomprerei in CD/vinile/HiDef. D'altra parte la tecnologia avanza, e bisogna sfruttarla al meglio.

Mi sto progressivamente attrezzando con NAS in RAID1 e dischi esterni dedicati esclusivamente al salvataggio delle mie registrazioni e della musica acquistata su internet, che comunque masterizzo sempre su DVD-Audio per sentirla.

Forse inizierò un interessante lavoro di recupero di un (per me) importante live italiano di cui posso avere i nastri originali.
@ Ubik15

Faccio un paragone con l'archeologia: nell'ottocento si conservava solamente l'oggetto "bello", integro e commerciabile. Tutto il resto veniva quindi gettato; peccato che spesso sono le ceramiche meno preziose a fornire dettagli importanti per le datazioni e per i percorsi commerciali.

In campo audio/video, abbiamo perso quasi tutti i Caroselli girati da Totò perché le case di produzione consideravano questo tipo di filmati qualcosa di poco conto. Va dato atto alla SIPRA di aver avuto un'intuizione geniale: conservare almeno il capofila di una serie di Caroselli.

Non parliamo poi del wiping inglese per cui la BBC non ha la diretta dello sbarco sulla Luna.

In sostanza: quello che agli occhi dei contemporanei potrebbe essere di poco conto, nel giro di una generazione potrebbe essere fondamentale.
@ uè
Si tratta solo di organizzarsi e scegliere l'hardware e il software più adatti allo scopo.

La conversione analogico digitale va di moda, i prezzi dell'hardware si sono abbassati e, spendendoci sopra neanche tanto tempo, si può mettere in piedi un sistema di conversione un minimo professionale ammortizzando magari i costi facendo il lavoro anche per amici e conoscenti (facendoselo però pagare, altrimenti http://www.gianpierobiancoli.it/10-buoni-motivi-per-non-fare-assistenza-agli-amici.html)

Ad esempio, per convertire le VHS, una volta che l'apparato è in piedi, ci si impega un nonnulla: si carica la videocassetta sul lettore, si fa partire il videotransfer e poi si va a fare shopping. Dopo due ore si torna e si cambia la VHS. In una settimana (anche meno) ho digitalizzato tutta la mia umilissima videoteca (filmati personali e registrazioni di trasmissioni). Il Pinnacle Video Transfer ha funzionato molto bene allo scopo e non è costato nemmeno tanto.

Ciao
@ economa domestica

Ah, ma io adoro l'archeologia, è che ho scarsa considerazione per il presente.

Battute a parte, lo sbarco sulla Luna e Carosello fanno parte di quei documenti storici per i quali è sacrosanta la conservazione, sia delle pellicole originali, che dei contenuti.

La mia critica è rivolta a certe forme di "conservazioni ad oltranza", ma è un discorso che rischia di scivolare in un filosofico OT.
Da quando nel natale del 1998 i miei genitori mi regalarono lo scanner ho sempre avuto il pallino dell'archiviazione dei dati.
Non ho mai pensato, però, che i dati digitalizzati fossero automaticamente salvati. Infatti, ho alle spalle diversi hard disk distrutti con centinaia di megabyte andati irrimediabilmente perduti. In compenso non ho mai perso una fotografia, un documento stampato o un disco in vinile.
Secondo me la digitalizzazione serve per elaborare meglio i dati, per renderli fruibili a più persone ed eventualmente a restaurarli. Per quanto riguarda la conservazione nel tempo, i dati digitali sono appesi a un filo: quante volte è andato perduto un vostro archivio analogico e quante vi si è rotto un hard disk o il DVD?
Per Gian Piero Biancoli:
Complimenti per lo spirito (la lista dei 10 buoni motivi per...) e grazie per i consigli, ma faccio prima a pagare qualcuno. Ehm, tu quanto prendi? :-)
"Ehm, tu quanto prendi? :-)"
Troppo poco per farlo a persone fuori dalla cerchia degli amici e parenti :-)

Seriamente, credo che per quanto riguarda video e foto, i fotografi siano attrezzati per conversioni del genere, ma non ho idea di quanto chiedano.
Uhm, dovrò decidermi una buona volta... Grazie comunque dei consigli.
@ uè
Per esperienza ci si decide solo alla prima perdita di dati.
Avevo una VHS con un video personale a cui tenevo anche particolarmente che, per errore, è stato sovraregistrato e quindi perso per sempre.
Da allora ho backuppato tutto!
Io invece ho dei video musicali (tipo concero dei Pink Floyd a Venezia, Madonna a Torino, M. J. a Roma) registrati su Video2000 (antenata del VHS), mi sono rimaste le vieocassette, ma non il videoregistratore e così non posso più rivederle :-(
@ ubik15 ha commentato:
Delle volte mi sembra che si esageri con la smania di conservazione digitale.
Facciamo tante marmellate, che poi restano in dispensa a prendere la muffa.
Passi per documenti con valore storico, e capisco anche il desiderio di conservare i ricordi che ci sono più cari, ma ho sempre pensato che si tenda ad esagerare.


@uè

Per Gian Piero Biancoli e tutti gli altri come lui:
ma chi ve la da tanta pazienza? Io ho decine di viseocassette (anche antecedenti alle VHS) e mi piacerebbe digitalizzarle, ma al solo penziero della mole di lavoro mi vengono i brividi :-(


Doppio quote di due commenti simili.
A volte penso che siamo diventati schiavi della nostra possibilità di archiviare dati e informazioni.
Passiamo (spesso perdiamo) un sacco di tempo ad accumulare registrazioni...di cui spesso ci dimentichiamo o che non avremo mai tempo/voglia di rivedere. Eppure le teniamo lì perchè "non si sa mai, metti che un giorno mi viene voglia di rivederlo/ascoltarlo"
Le vhs erano ingombranti e tenevano al massimo 4 ore di registrazione: oggi, un sottile dvd, può contenere molto di più. E si continua ad archiviare.

Non parliamo delle macchine fotografiche digitali: una volta con un rullino da 36 bastava per un'intera vacanza (o meglio: ce lo facevamo bastare). Oggi, in una settimana di vacanza, si scattano almeno 300 foto. E si fotografa di tutto: dalla nostra stanza disordinata ai costumi stesi ad asciugare. E quando, tornati a casa, riguardiamo tutte quelle foto, nessuno ha il coraggio di cancellare per sempre quel "momento", si tiene anche la foto più inutile e la si masterizza.
Una volta, semplicemente, non avremmo mai scattato quella foto, facendo una "selezione preventiva" dei ricordi da voler mantenere.

E' chiaro che non voglio fare l'anti-tecnologico che rimpiange il passato (ah...che bello quando ritiravamo le foto e ci accorgevamo che metà erano venute scure :s ). Dico solo che fino a non molti anni fa, avevamo la consapevolezza che non tutto si poteva archiviare.
In fondo noi oggi non possediamo le esecuzioni originali di Beethoven, anche se di sicuro sarebbe interessante averle. Eppure siamo sopravvissuti lo stesso e la sua musica continua ad esistere.
Oggi invece ci si aspetta che ogni concerto di ogni band venga registrato e archiviato in un bootleg. Ma è giusto che queste cose debbano sopravvivere per sempre? O meglio: è importante? Negli ultimi 100 anni abbiamo archiviato una mole spropositata di dati...siamo sicuri che siano tutti utili?
Ci sarà sempre la persona curiosa di sentire la registrazione X del cantante Y avvenuta nel millenovecentoventiqualcosa...ma credo che un po' di "darwinismo" anche in questo campo non possa che fare del bene.
Per Rudy

Su musicassetta non ho nulla di rilevante. Essendo audiofilo, se avessi qualcosa di importante su musicassetta, sicuramente lo ricomprerei in CD/vinile/HiDef.

Dolente informarti che esistono brani musicali che si trovano solo su vinile, e, forse, su musicassette d'epoca. Mai stampate né su CD, né su DVD, né digitalizzate per il mercato online. Non parlo solo di dischi a 78 giri, ma di 45 giri risalenti a 30 anni fa. Per questi brani, se li vuoi riascoltare, c'è solo il vecchio fonografo con la puntina di diamante, o il walkman, o l'autoradio con mangiacassette degli anni Ottanta e Novanta.
(ah...che bello quando ritiravamo le foto e ci accorgevamo che metà erano venute scure :s )

Che bello dici? Ricordo che, in viaggio di nozze, mio marito (ora ex) non agganciò bene il rullino nella macchina fotografica e decine di foto scattate in Jamaica non erano proprio venute! Avrei voluto picchiarlo!
@Replicante
da una parte ti do' ragione; c'è gente che ha l'hard disk pieno zeppo di foto, filmati etc. che mai e poi mai rivedrà! Stesso dicasi per quelli che ti impongono il filmino del loro matrimonio alla prima occasione... ;)
Anch'io faccio centinaia di foto quando vado in vacanza, poi però mi metto lì con Photoshop e ne tengo si e no 30.
Mi spiacerebbe però che quelle 30 foto andassero perse.
Ho saputo qualche tempo fa che la Rai ha cancellato le puntate di "Chissà chi lo sa" e la cosa mi è spiaciuta moltissimo, era un mito della mia infanzia! Magari tenerne una o due...
Bene, vado che esistono altri maiaci della conservazione.
Io di tutti i dati faccio tre copie e le tengo in tre LOCALITA' diverse: casa, scuola e casa di campagna.
Per Da un altro Mondo

Ho saputo qualche tempo fa che la Rai ha cancellato le puntate di "Chissà chi lo sa" e la cosa mi è spiaciuta moltissimo, era un mito della mia infanzia! Magari tenerne una o due...

La Rai ha perso moltissimo materiale di quel periodo, non solo Chissà chi lo sa. Esistono alcuni festival di Sanremo degli anni Settanta che possiamo vedere solo nella versione col commento in spagnolo di qualche sconosciuta emittente sudamericana, perché l'originale RAI non è stato conservato. Mi hanno raccontato anni fa che il telegiornale con la notizia dell'omicidio di Pier Paolo Pasolini è sparito; non so se nel frattempo è stato ritrovato. È andata meglio, a leggere questa voce di wikipedia da parte di qualche appassionato che se ne intende, con l'audio perduto di Spazio 1999.

http://it.wikipedia.org/wiki/Spazio_1999 (vedi L'ultimo tramonto)

Ripeto, la parte del ritrovamento è affidabile e ben scritta, quindi verrà rapidamente cancellata dai moderatori perché non enciclopedica. Affrettatevi a leggerla.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@ Replicante
Un esempio: io scansiono e conservo anche tutti i documenti. Per fortuna.

Nell'ultimo anno ho dovuto recuperare le ricevute di
- bollo scooter di due anni fa
- una bolletta TELECOM di due anni e più fa (sto andando a memoria)
- il pagamento di una contravvenzione dell'anno scorso
- il pagamento del canone RAI degli utlimi due anni
- tutto il materiale per la dichiarazione dei redditi

Per trovarli ci ho messo 1 minuto (grande idea quella di indicizzare gli hard disk); in mezzo al cartaceo ci avrei messo due ore (ammesso poi che sarei riuscito a trovarli).
L'archiviazione digitale non ha come uno vantaggio la certezza della conservazione, ma anche la rapidità di fruizione e ricerca.

Inoltre sono uno che "sfronda" parecchio le proprie foto, ma considerato il basso costo di un hard disk, conservare una foto anche inutile comporta una spesa tendente allo 0 per cui nel dubbio ha senso conservarla.
Errata: "questa voce di wikipedia da parte di qualche" corrige "questa voce di wikipedia redatta da qualche"
Ho passato buona parte della mia vita a cercare di conservare il passato, finché ad un certo punto non mi sono reso conto di star sacrificando il presente. A quel punto ho smesso. Conservo foto che non rivedo, accumulo libri che non rileggo.
La mia vita è davanti a me, non dietro...
@ uè
Che bello dici? Ricordo che, in viaggio di nozze, mio marito (ora ex) non agganciò bene il rullino nella macchina fotografica e decine di foto scattate in Jamaica non erano proprio venute! Avrei voluto picchiarlo!

Il "che bello" era evidentemente ironico...ovviamente non sto denigrando la tecnologia e i vantaggi che ci offrono (uno per tutti: poter vedere SUBITO com'è venuta la foto senza aspettare mesi e/o spendere soldi per farlo)

Tralaltro io ho avuto un episodio esattamente identico al tuo: il parente che mette il rullino nella macchina senza agganciarlo.
Nel mio caso sono andate perse alcune foto della mia prima comunione e di parte delle vacanze estive, fai tu.

@Da un altro Mondo
da una parte ti do' ragione; c'è gente che ha l'hard disk pieno zeppo di foto, filmati etc. che mai e poi mai rivedrà! Stesso dicasi per quelli che ti impongono il filmino del loro matrimonio alla prima occasione... ;)
Anch'io faccio centinaia di foto quando vado in vacanza, poi però mi metto lì con Photoshop e ne tengo si e no 30.
Mi spiacerebbe però che quelle 30 foto andassero perse.


Il fatto è che il rapporto tra il numero delle foto e lo spazio che occupano (sia in termini di memoria che di spazio fisico per il supporto) va a favore della filosofia "tengo tutto".
Anche io cancello le foto scure o eccessivamente mosse. Ma se su 300 foto ne cancello 50, mi rendo conto che il risparmio di spazio è irrisorio, a meno di non voler fare una selezione estrema (come fai tu).
Anche perchè questa selezione richiede comunque del tempo, che spesso non viene utilizzato a pensare se la foto X è venuta bene o male, ma piuttosto "non è che se cancello questa foto, perdo irrimediabilmente un momento fondamentale della vacanza?".

Un tempo, questa domanda, ce la facevamo direttamente in vacanza, quando avevamo un rullino da 36 e dovevamo decidere se valesse la pena scattare o no quella foto (visto che comunque ogni foto aveva un suo costo).
Selezione preventiva...da un lato era molto rischiosa, ma dall'altro ci rendeva più consapevoli che non tutto può essere immortalato.

Ho saputo qualche tempo fa che la Rai ha cancellato le puntate di "Chissà chi lo sa" e la cosa mi è spiaciuta moltissimo, era un mito della mia infanzia! Magari tenerne una o due...

Sapessi quante trasmissioni degli anni 80-90 vorrei rivedere. Spesso provo a cercarle su youtube, a volte su emule. Non si sa nemmeno se esistano ancora i nstri originali (specialmente se si parla delle tv regionali); altre volte esistono, ma è praticaente impossibile accedervi per il comune cittadino.
Certo, sarebbe bello avere un archivio di tutte le trasmissioni esistenti...ma siamo sicuri che il gioco valga la candela? O dobbiamo farcene una ragione che certe trasmissioni vivranno solo nei nostri ricordi d'infanzia?
Il "che bello" era evidentemente ironico...

Sì sì, l'avevo capito :-)
Invece in un filmino (come si chiamavano? Super8?) girato a Capri da mio padre, chissà per quale effetto ottico o deformazione della pellicola, le persone sembravano fantasmi!
@ Gian Piero
Un esempio: io scansiono e conservo anche tutti i documenti. Per fortuna.

Nell'ultimo anno ho dovuto recuperare le ricevute di
- bollo scooter di due anni fa
- una bolletta TELECOM di due anni e più fa (sto andando a memoria)
- il pagamento di una contravvenzione dell'anno scorso
- il pagamento del canone RAI degli utlimi due anni
- tutto il materiale per la dichiarazione dei redditi


Certo, ma credo sia una situazione ben diversa l'archiviazione di documenti che teniamo non perchè "ci fa piacere", ma perchè ci potrebbero servire (sperando sempre che non si presenti mai l'occasione)

Inoltre sono uno che "sfronda" parecchio le proprie foto, ma considerato il basso costo di un hard disk, conservare una foto anche inutile comporta una spesa tendente allo 0 per cui nel dubbio ha senso conservarla.

E' la stessa cosa che ho detto in un commento precedente (che probabilmente ho scritto prima di leggere il tuo): il rapporto tra i dati memorizzati e lo spazio che occupano è pesantemente a favore dei primi. E quindi è comprensibile (e accettabile) che in mezzo ad una grande quantità di dati vi sia una percentuale di "rumore" costituito da foto venute male, doppioni o semplicemente inutili. Solo che, a volte, eliminare questo rumore ci crea più fastidio di quanto ne crei lasciarlo lì dov'è.

Un tempo riutilizzare una videocassetta (che non si guardava mai) era comunque un modo utile per recuperare spazio su uno scaffale o dover spendere 3-4mila lire per comprarne un'altra. Oggi nessuno si sognerebbe mai di prendere 2-3 dvd di foto, selezionare quelle migliori, e copiarle su un nuovo supporto per poi buttare via gli originali.

@ mammifero bipede
Ho passato buona parte della mia vita a cercare di conservare il passato, finché ad un certo punto non mi sono reso conto di star sacrificando il presente. A quel punto ho smesso. Conservo foto che non rivedo, accumulo libri che non rileggo

92 minuti di applausi.
Mi vengono in mente quelle persone che ai concerti passano più tempo a filmare col telefono/macchina fotografica che non a godersi la musica. E magari sono talmente fenomeni che, anzichè guardare la band, la guardano sul display....
@Replicante
siamo sicuri che il gioco valga la candela? O dobbiamo farcene una ragione che certe trasmissioni vivranno solo nei nostri ricordi d'infanzia?
Hai tutte le ragioni di questo mondo: spesse volte un libro o un film ce lo ricordiamo filtrato dalla nostalgia e poi, quando andiamo a rileggerlo, rimaniamo delusi; inoltre la memoria è "selettiva" quindi magari di un intero film ci ricordiamo solo la scena che ci ha fatto ridere/spaventato/commosso, tralasciando il resto che magari non era poi così interessante.
Avrei una quantità di esempi ma non vorrei andare OT!
Mi limito a scrivere di ciò che conosco e cioè di foto.

Se tutte le foto sono viste come ricordo allora sono tutte da tenere;
certo che se diventano troppe hai voglia a ricordarle tutte.

Altrimenti potrebbe essere interessante e istruttivo leggere questo.
@Accademia dei pedanti:

Dolente informarti che esistono brani musicali che si trovano solo su vinile, e, forse, su musicassette d'epoca. Mai stampate né su CD, né su DVD, né digitalizzate per il mercato online. Non parlo solo di dischi a 78 giri, ma di 45 giri risalenti a 30 anni fa. Per questi brani, se li vuoi riascoltare, c'è solo il vecchio fonografo con la puntina di diamante, o il walkman, o l'autoradio con mangiacassette degli anni Ottanta e Novanta.

Certo, lo so benissimo, e infatti ascolto con grande compiacimento i miei vinili, e continuo a comprarne altri a seconda dell'occasione e delle esigenze.
Lo stesso vale per le musicassette: ho un "vecchio" lettore per nulla economico che è sempre pronto all'eventuale uso.
Sempre su Carosello: abbiamo il filmato del primo Carosello trasmesso, non dell'ultimo.

La RAI comunque con il progetto Teche sta digitalizzando il suo enorme archivio, che potrebbe riservare numerose sorprese.

La BBC ha perso quasi tutte le puntate di "Top of the Pops" andate in onda negli anni sessanta e settanta, e non abbiamo più, giusto per fare un esempio, le esibizioni dei Beatles in quel programma.
per non parlare delle puntate perse o sovraincise di doctor who
@ Pessimo

I danni della politica del wiping, come la perdita di un'opera teatrale con Bob Dylan.
A costo di andare OT segnalo la bizzarra coincidenza temporale con un articolo sulla "disposofobia" pubblicato da "Il Post": http://www.ilpost.it/2010/10/01/disposofobia-testimonianza/
ma credo che un po' di "darwinismo" anche in questo campo non possa che fare del bene
e chi effettua questa selezione? Su quali parametri?
Ci sono storici che non sanno cosa farsene di una lettera autografa di Vico mentre farebbero follie per un diario di bordo di un oscuro capitano di fine '700.
Io considero un vero progresso che siano aumentate le possibilittà di raccogliere e immagazzinare i dati. Il rammarico che i supporti reggano così poco la prova del tempo e che la nostra capacità di catalogazione e indicizzazione, quindi di fruibilità di queste informazioni, non sia aumentata in maniera equivalente.
Il cartaceo fino al 1800 era basato su carta di buona qualità, in grado di reggere qualche secolo. La carta odierna difficilmente sopravvive 50-100 anni, e del resto altrimenti non avremmo i paperback a pochi euro.

I floppy da 3.5" sono praticamente tutti andati, anche se avete un vecchio PC con il lettore. Anche i vecchi nastri, non riversati, sono illeggibili, nel mio campo abbiamo gia' perso buona parte dei dati originali delle osservazioni astronomiche degli anni '70-80.

In generale gli archivi sono dinamici, devi continuamente riversare i vecchi supporti sui nuovi (HD, DVD, ecc).

Ma mi sembra che nessuno colga il problema di fondo. Siamo abituati da 50 anni di legge do Moore a pensare che il futuro sia sempre "meglio" del presente.
Ma possiamo avere davanti barriere tecnologiche che renderebbero di colpo inutile tutta la conservazione dei dati odierni. Ad es. i dischi odierni sono basati su materiali magnetici alle terre rare, e il neodimio basterà per 10, 20 anni, poi è finito. Certo, possiamo pensare che inventeranno qualcos'altro (supermemorie a stato solido?) ma anche quello probabilmente sarà basato su qualcosa che si esaurisce.

Esistono dei limiti fisici a quanto si possa crescere, in qualsiasi campo, viviamo in un pianeta finito, e il problema delle crescite esponenziali è che tendono a provocare "overshoot". Quando di colpo la capacità di memoria calerà di un fattore 10, e poi 100, 1000 ecc. come ci si districherà tra la mole infinita di dati che oggi semplicemente copiamo nella sottocartella "file vecchi" del nuovo hard disk?
@ marcov
e chi effettua questa selezione? Su quali parametri?

Questa è una domanda a cui non posso certo rispondere. E' un po' come chiedere a Darwin se lui sarebbe stato in grado di stabilire quali caratteristiche genetiche avrebbero preservato una certa specie e quali, invece, sarebbero sparite perchè inutili o dannose.
Sarà la natura (o,nel nostro caso, la storia) a stabilire cosa è realmente utile conservare e cosa, invece, è destinato a marcire nella polvere.

Ci sono storici che non sanno cosa farsene di una lettera autografa di Vico mentre farebbero follie per un diario di bordo di un oscuro capitano di fine '700.

Certo. Ma probabilmente, se avessimo tutti i diari di bordo tutti i capitani del mondo vissuti in quel secolo, probabilmente molti di quei dati perderebbero di valore.
Esempio: se nel trentesimo secolo venisse ritrovato il diario di un adolescente di oggi, sarebbe un documento preziosissimo (per motivi storici, linguistici, sociologici) e tutti noi ci affezioneremmo alla storia raccontata dal suo possessore; ma, se ne venissero ritrovati mille, dopo un po' allo storico sarebbero chiari gli elementi comuni a tutti (es: il rapporto degli adolescenti con l'autorità famigliare, la consapevolezza sessuale, le proprie crisi), eil fatto che Maria racconti nel suo diario l'amore per Giorgio non sarebbe un fatto importante in sè, poichè ogni diario avrebbe una sua storia.

Altro esempio: se viene trovata una registrazione di Bob Dylan in cui canta un suo celebre brano con un testo diverso o in una versione diversa da quella conosciuta, questa ha un grande valore (non a caso le versioni "demo" sono spesso inserite come bonus track). Al contrario, possedere 100 registrazioni dal vivo di "Knockin On Heaven's door" ha valore solo per il collezionista più sfegatato.

Io considero un vero progresso che siano aumentate le possibilittà di raccogliere e immagazzinare i dati.

Questo non lo nega nessuno. E' solo che mi chiedo cosa accadrà tra tra 100 anni, quando ci sarà da archiviare un altro secolo di registrazioni e incisioni, aumentate esponenzialmente a causa della maggiore facilità non solo di archiviazione, ma anche di produzione di questi dati.
@Gianni Comoretto
Il cartaceo fino al 1800 era basato su carta di buona qualità, in grado di reggere qualche secolo. La carta odierna difficilmente sopravvive 50-100 anni, e del resto altrimenti non avremmo i paperback a pochi euro.

Concordo con il senso del suo commento;

vorrei precisare invece, al riguardo sulla qualità della carta e la sua conservabilità, che proprio a partire dall’800 e fino al 1920-50 la qualità della carta era diventata veramente scadente, principalmente per il PH acido e per la tecnica di impasto e lavorazione che portava ad avere fibre più corte e deboli.
Lo scadimento era dovuto alla grande richiesta di carta da stampa.
Dal 1950-60 si passò sempre più alla produzione di carta a base alcalina che riduceva o eliminava i difetti precedenti.
Attualmente, la carta usata per l'editoria consente la durata nel tempo, che diventa ottima se viene usata (come avviene sempre più diffusamente) carta non contenente lignina o fibra di pasta di legno.

Ovviamente tutto è rapportato al costo che l'editore vuole sostenere in rapporto alla qualità del prodotto e all'importanza attribuitagli.
Stampati in genere, di basso livello, richiederanno carta di bassa qualità; si consideri però che gli stampatori sanno che una carta di buona qualità provoca minore usura agli organi delle macchine da stampa.

Sono state messe a punto tecniche di deacidificazione destinate appunto a volumi prodotti in quel lasso di tempo, mediante trattamenti di gas in camere a pressione.
Esistono ricerche sull'argomento, vedi ad esempio la relazione "Durata dei materiali ..." di Carolyn Clark Morrow e "Intorno alla durabilità ..." di Giuseppe Fedrigoni in occasione delle varie edizioni del Premio Feliciano/La qualità nella produzione del libro.
Gli atti del Simposio del 1989 e del 1991 sono pubblicati da Edizioni Valdonega - Verona
granmarfone ha detto:
[quote]
Altrimenti potrebbe essere interessante e istruttivo leggere questo.
[/quote]

Bello! Amaro ma bello! :-(

Luca
Segalo, per contrasto con l'argomento dell'articolo,
quest'altro,
per il quale io voterei se un giorno dovesse venire indetta una votazione per la storia più bella mai apparsa su questo blog.
Errata corrige:

segalo-->segnalo

E poi voterei-votazione sta male
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