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Wikipedia italiana si auto-oscura per paura del DDL sulle intercettazioni. Ma a tremare non è solo Wikipedia

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/10/06 21:00.

Dalla Nonciclopedia alla Wikipedia; da Vasco Rossi al Parlamento italiano. Cambiano gli attori, le vittime e i cattivi, ma la trama è la stessa. Tutte le voci della Wikipedia in lingua italiana sono, in questo momento, inaccessibili e sostituite da un redirect a questo comunicato:

Cara lettrice, caro lettore,

in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.

Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.

Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l'introduzione di una "rettifica" [aggiornamento: prima era “chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica"”], volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.

L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.

Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".

Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?

Gli utenti di Wikipedia

Il disegno di legge in questione è, appunto, un disegno, che ha bisogno di essere approvato prima di entrare in vigore e che nella parte contestata da Wikipedia modifica la legge 8 febbraio 1948 n. 47 (Disposizioni sulla stampa), consultabile per esempio qui su MCreporter. Una prima lettura del testo del DDL sembra indicare, come dice Wikipedia, il rischio di una situazione assurda imposta dal comma 29: non solo Wikipedia, ma anche ogni sito o blog sarebbe obbligato a pubblicare qualunque rettifica (o qualunque scempiaggine) mandata da chiunque si ritenesse leso in qualunque modo, senza che il contenuto della rettifica venga verificato o valutato da un giudice o da altro arbitro super partes.

Immaginate Giulietto Chiesa che mi obbliga a pubblicare in questo blog la rettifica in cui chiarisce, con parole scelte da lui, che lui non è un agente del Nuovo Ordine Mondiale o degli uomini lucertola venusiani (come ho scritto ironicamente per provare a spiegare le sue dichiarazioni sempre più eccentriche), ma è un esperto conoscitore della tecnologia aeronautica dei transponder. Non lo è affatto, altrimenti non avrebbe scritto la castroneria del transponder che non si può spegnere in volo, ma io sarei comunque tenuto a pubblicare quella rettifica. E a farlo senza commento, come impone il comma 29b.

Ancora più surreale: immaginate Giulietto Chiesa obbligato a pubblicare una mia rettifica, per riparare all'offesa di avermi definito “kamikaze di Bush” insieme ai colleghi di Undicisettembre. Cinquantamila parole potrebbero bastarmi (aggiornamento: nell'articolo 8 è specificato un limite di “trenta righe”). Ci potrei mettere dentro anche una poesia Vogon e lui non potrebbe contestarmi il contenuto della “rettifica”.

Forse il disegno di legge non passerà, o non è questa la sua interpretazione corretta (in tal caso, qualcuno la chiarisca, e in fretta), ma penso che sia il caso di riflettere su quest'idea dall'aria non solo liberticida, ma supremamente stupida. Sia ben chiaro che è inutile perdersi, qui, sui meriti o demeriti di neutralità di Wikipedia in italiano: il rischio, se confermato, riguarda qualunque sito Internet i cui responsabili siano raggiungibili dalla legge italiana.

Scrivo questo post per creare un primo spazio di discussione e di raccolta d'informazioni, ma intanto vedo già un modo esilarante per far fallire il DDL: se viene approvato, si potranno mandare ai giornali online, da Repubblica al Corriere alla Gazzetta di Poggibonsi, migliaia di rettifiche per i motivi più disparati e ridicoli. Per esempio perché si è interisti astemi e ci si ritiene lesi dalla frase “tifosi interisti ebbri per la vittoria”, oppure perché qualcuno scrive che sono nato in Francia e io, da mezzo inglese, lo trovo lesivo della mia dignità: lo so che non è lesivo di nulla, ma è chi si sente leso a decidere se è lesivo o no. Fondate o meno, quelle rettifiche dovranno essere pubblicate. Questo sembra essere il difetto fondamentale di questo DDL.  Le redazioni saranno paralizzate dall'assurdità della legge. Magari questo impedirà loro di scrivere qualche bufala.

Nel caso di Wikipedia o di qualunque sito di natura informativa, poi, la rettifica obbligatoria avrebbe l'effetto di edulcorare e appesantire con continue postille le biografie di chiunque abbia qualche episodio scomodo che non vuole far conoscere. Una condanna penale? Un passato da drogato? Una collaborazione aziendale imbarazzante con chi fabbrica mine antiuomo o ha finanziato l'apartheid? Tutto andrebbe rettificato, spianato, epurato su semplice richiesta dell'interessato, con buona pace dei fatti.


Aggiornamenti


2011/10/05 8:30. Ho riformulato l'articolo per correggere e chiarire alcuni punti sulla base delle informazioni giunte attraverso i commenti. Grazie a tutti per l'aiuto.

2011/10/05 9:10. Contrariamente a quanto segnalato da un commentatore, non c'è nessun blackout informativo sulla questione. Ne parlano per esempio Wired (anche con un articolo di Alessandro Longo su un emendamento ancora più bizantino), ADNKronos, ANSA, Repubblica, Corriere.

2011/10/05 15:50. L'auto-oscuramento di Wikipedia in lingua italiana ha suscitato interesse anche all'estero: BoingBoing, Corriere del Ticino. Per dare un'idea di quanto sia pervasiva la presenza di Wikipedia ed efficace la notizia dell'autosospensione, le mie figlie (che frequentano le scuole medie in Svizzera) ne hanno saputo dai compagni di classe ancora prima che da me. Il comunicato di Wikipedia è stato modificato leggermente rispetto alla versione iniziale: la versione qui sopra rispecchia ora la sua forma corrente.

2011/10/05 16:50. Stasera sarò a Contesto, trasmissione televisiva della RSI, per parlare della questione. Intanto le prime notizie sembrano indicare modifiche che limiterebbero l'obbligo di rettifica entro 48 ore alle sole testate registrate, escludendo i blog e quindi, si presume, anche Wikipedia (Repubblica, Corriere).

2011/10/06 9:00. Il caso Wikipedia approda anche su Engadget e BBC. Marco, nei commenti, segnala come aggirare il blackout di Wikipedia in italiano: basta inserire in AdBlock (l'add-on gratuito per Firefox) il filtro costituito dalla stringa bits.wikimedia.org/it.wikipedia.org/load.php. Ho verificato e funziona. Il video del mio intervento nel programma televisivo Contesto della RSI, insieme all'avvocato Dario Jucker, è visibile qui.

2011/10/06 21:00. Oggi It.wikipedia.org è tornata visibile e ha pubblicato un comunicato conclusivo: “Il 4, 5 e 6 ottobre 2011 gli utenti di Wikipedia in lingua italiana hanno ritenuto necessario oscurare le voci dell'enciclopedia per sottolineare che un disegno di legge in fase di approvazione alla Camera potrebbe minare alla base la neutralità di Wikipedia [...] Sono stati proposti degli emendamenti, ma le modifiche al disegno di legge non sono ancora state approvate in via definitiva. Non sappiamo, quindi, se sia ormai scongiurata l'approvazione della norma nella sua formulazione originaria, approvazione che vanificherebbe gran parte del lavoro fatto su Wikipedia. Grazie a chi ha supportato la nostra iniziativa, tesa esclusivamente alla salvaguardia di un sapere libero e neutrale.”
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Commenti
Commenti (283)
S'è rotta Wikipedia. O meglio l'hanno rotta. O meglio ancora HANNO ROTTO.
D'accordo con l'iniziativa di mandare rettifiche continue! Comunque questa rettifica senza l'ordine di un giudice dietro è completamente assurda, in pratica bisogna ricorrere agli avvocati per evitare la pubblicazione, di fatto i piccoli blogger sarebbero costretti a sottostare agli ordini di chi ha i soldi!
Ciao, qui ci sono tutte le info che cerchi e in più un video di 30 minuti. Niente da aggiungere se non che è un DDL at personam e anticostituzionale ma questo lo sai già.
http://www.byoblu.com/post/2011/09/27/In-principio-furono-i-blog-Poi-venne-la-rettifica.aspx
Ecco uno dei tipici casi nei quali la soluzione è peggio del problema...
> vedo già un modo esilarante per far fallire il DDL: se viene approvato,
> si potranno mandare ai giornali online, da Repubblica al Corriere
> alla Gazzetta di Poggibonsi

Perche' fermarsi ai giornali? I siti dei vari partiti hanno sicuramente dei blog. E probabilmente anche qualche sito governativo. Se il DDL non fa riferimento ad una "gerarchia delle fonti", Pincopallino puo' far pubblicare una rettifica ad una qualsiasi articolo di "Notizie dai ministeri" su Governo.it, e la rettifica dovra' essere pubblicata.

Gustoso. Ma ancora mi chiedo quanto sia applicabile quel "qualunque sito Internet i cui responsabili siano raggiungibili dalla legge italiana". Vivere all'estero e avere un sito ospitato da server all'estero non mi mette al riparo dai rischi, devo dedurre...
Se davvero le cose sono come spiegato nel comunicato, stiamo messi male. Una domanda però mi sorge spontanea, ma come sarebbe possibile applicare una legge del genere a wikipedia, un sito non italiano i quali contenuti sono inseriti da utenza anche e soprattutto non italiana?
"Forse il disegno di legge non passerà, o non è questa la sua interpretazione corretta"

Paolo, ho paura invece che non ci sia molto spazio all'interpretazione. Il testo parlo chiaro e se tu, io, wikipedia e tanti altri abbiamo inteso la stessa cosa, credo che sia così. Spero di sbagliarmi
Puntuale e preciso come sempre Paolo, concordo su tutto, urge chiarimento, anche perchè quell'articolo se non ricordo male era già stato bocciato in passato ed ora è stato reinfiliato qui dentro...
circola su Facebook una notizia, ovvero che ai tg e ad altri organi di informazione sia stato detto di non diffondere la notizia della protesta di wikipedia. è vero? ci sono fonti?
p.s. ma anche facebook sarebbe incluso nel DDL? cié, se io scrivo cose riguardanti Tizio, Tizio potrebbe approfittare del DDL per chidere una mia rettifica?
Ma chi sarebbe colpito da questo ddl?
Mi spiego: te (Paolo) saresti colpito giacché vivi in Svizzera? Anche se oltre che essere cittadino italiano sei anche britannico (cosa che tra l'altro ho appena scoperto)? O dipende da dove è hostato il sito? O dalla lingua in cui è scritto?
O sugli argomenti su cui scrivi (nel nostro caso anche Italia)?
Un sito per esempio americano in lingua ingles potrebbe esserne colpito (anche se credo proprio di no)?
E un americano in USA che scrive in italiano a proposito dell'Italia?
O etc. etc.?

Troppe domande, e me ne scuso, ma ho bisogno di capire: a seconda delle risposte a queste domande potrebbero derivarne molteplici scappatoie =)
Una disamina del'argomento da parte di un blogger amico:

http://www.butta.org/?p=8819

Tra l'altro scritta prima della levata di scudi wikipediana.
Quindi se io mi sento offeso da un comunicato del ministero e mando una rettifica, loro sono costretti a pubblicarla? Ma è bellissimo!
Anche governo (punto) it?
ANCHE www (punto) istruzione (punto) it?
WOW!

Allora anche, per esempio, libero (punto) it; solo per citare uno dei portali usato come riferimento da chi usa una casella di posta gratuita, la cui pagina principale ospita svariate informazioni di vario interesse (all'incirca): basta che una delle notizie mi possa riguardare, anche marginalmente, come, per dire, la notiziona della cellulite di Pippa(*) che mi sconvolge al punto di non poter mai più vivere come prima, e ne chiedo, legittimamente, la rettifica.
Ma quanto durerà la rettifica? Può succedere che la rettifica sia sottoposta ad una ennesima legittima revisione successiva da parte di un ennesimo soggetto? In caso di concomitanza di più richieste di rettifica per lo stesso contenuto come si deve procedere perché tutti i soggetti siano tutelati?

Quanto costa espatriare?
Ciao.
Giampaolo

(*) ah, dimenticavo (per i posteri): trattasi di tizia (a) inglese sorella di altra tizia (b) sposatasi con altro tizio (c) nel 2011 (il matrimonio era tra b e c); cercare "Pippa" senza le virgolette sui siti non soggetti alla legislazione italiana per ottenere informazioni, immagini e filmati
La mossa di Wikipedia ha centrato il suo obiettivo di sensibilizzare sul disegno di legge. Infatti una manifestazione svoltasi la settimana scorsa ha avuta poca eco http://notizie.virgilio.it/politica/blogger-contro-legge-bavaglio-in-pochi-in-piazza-a-roma_156385.html

Io non condivido lo sciopero Wikipedia, anzi, non mi piace il comportamento del dizioario libero perché la vedo più come un gesto di emulazione che il giorno precedente ha funzionato per un sito "simile".
oh deh! poi possiamo richiedere rettifiche anche a http://www.gazzettaufficiale.it/ ?
Ciao Paolo,

la norma parla solo di pubblicazione di dichiarazione o rettifica. DI rimozione o sostituzione no? Perché it.wikipedia ha aggiunto questo particolare?
scusa ma qui la disinformazione, abbiate pazienza, dilaga pure nel blog del comunque bravo Attivissimo:

basta fare poche ricerche per vedere che la legge risale addirittura al lontano 8 Febbraio 1948 (entrata in vigore il 20 dello stesso mese). Insomma, cose da post-repubblica.
il testo dice:

l direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale.
Per i quotidiani, le dichiarazioni o le rettifiche di cui al comma precedente sono pubblicate, non oltre due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta, in testa di pagina e collocate nella stessa pagina del giornale che ha riportato la notizia cui si riferiscono.
Per i periodici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, non oltre il secondo numero successivo alla settimana in cui è pervenuta la richiesta, nella stessa pagina che ha riportato la notizia cui si riferisce.
Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate nella loro interezza, purché contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni contestate.
Qualora, trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma, la rettifica o dichiarazione non sia stata pubblicata o lo sia stata in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma, l'autore della richiesta di rettifica, se non intende procedere a norma del decimo comma dell'articolo 21, può chiedere al pretore, ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile, che sia ordinata la pubblicazione.
La mancata o incompleta ottemperanza all'obbligo di cui al presente articolo è punita con la sanzione amministrativa da lire 15.000.000 a lire 25.000.000.
La sentenza di condanna deve essere pubblicata per estratto nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia. Essa, ove ne sia il caso, ordina che la pubblicazione omessa sia effettuata.

In seguito, sono stati presentati due decreti legge, prima nel 2009 e poi modificato dal Senato nel 2010 (che è quello che devono approvare), aggiungendo solo la postilla dei siti informatici e dei telegiornali (che, sapete com'è...nel '48 non esistevano!!!). Addirittura, nel decreto del 2010 aggiungono solo che ai siti informatici in generale (citati nel GIA' APPROVATO decreto del 2009) si comprendono periodici online e siti di informazione. Ma grazie tante!!!

quindi, è inutile lagnarsi sempre. la situazione è GIA' COSI'. Almeno, dal 1948!
Paolo, puoi replicare ma ENTRO TRENTA RIGHE... ma basta togliere gli a-capo. Quindi manda pure la risposta nella prima riga e la poesia nella seconda.

In terza, quarta e quinta riga ci vedrei bene i tre tomi della Divina Commedia. Nella sesta non può mancare l'Ulisse di Joice.
La settima la riserverei per il vocabolario della lingua italiana, e l'ottava per l'Enciclopedia Britannica.
Chiuderei con tutto il forum LC tutto in una riga e undicisettembre nella decima.

Una risposta in sole dieci righe. Breve e coinciso, non si può lamentare.
Un attacco DoS all'informazione: se lo meriterebbero tutto.
Oppure lanciare un'iniziativa "No post day": tutti i blogger, famosi ed ignoti, pubblicano un post completamente vuoto, che è l'unico post possibile per evitare una richiesta di rettifica.
Io manderei una richiesta di rettifica a tutti i parlamentari. Le cazzate che escono dalle loro bocche offendono il mio sentimento nazional/popolar/tachionico e pertanto esigo che rettifichino quanto dicono a prescindere (ovvero qualsiasi cosa dicano che venga pubblicata o mandata in onda/etere/web/piccioni viaggiatori) e che parlino bene e razzolino poco. Desidero inoltre che vengano ritirate tutte quelle dichiarazioni che mi danno fastidio. Se i parlamentari vogliono sapere quali siano queste dichiarazioni che ritengo offensive, me lo chiedano, uno ad uno.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Chiedo scusa per i commenti multipli... ma blogspot mi fa un po' le bizze coi commenti troppo lunghi mi sa
PARTE 1

Ovvio, wikipedia ha subito lo smacco di nonciclopedia e ha cercato di rimediare.

No, dai, adesso cerchiamo di parlare seriamente, perché la quantità di corbellerie in questa vicenda sta raggiungendo livelli inimmaginabili.

L'obbligo di rettifica è uno strumento importantissimo per consentire a chi è stato tirato in ballo di difendersi senza rivolgersi a un avvocato.
Se un deputato europeo con un sacco di soldi in tasca (di suo, perché è un imprenditore) viene citato da wikipedia egli può permettersi di sguinzagliarle dietro i suoi avvocati e far chiudere la sua pagina.
Il cittadino che non ha soldi da sprecare con un avvocato perché deve mantenere figli e gatti non può. L'obbligo di rettifica invece è uno strumento snello, a portata di tutti coloro che possono investire 4 euro in una raccomandata.
Quindi ben venga l'obbligo di rettifica anche per i siti internet.

Nello specifico del post

Immaginate Giulietto Chiesa che mi obbliga a pubblicare in questo blog la rettifica in cui si chiarisce che lui non è un agente del Nuovo Ordine Mondiale o degli uomini lucertola venusiani

Paolo, il tuo blog fa tanti accessi quanto un giornale di provincia: perché tu non dovresti sottostare all'obbligo di rettifica e il giornale di provincia sì?
Oh, non siamo più negli anni '90. Internet ha una fortissima diffusione, per certi versi superiore alla stampa.
Volete aprirvi un blog? Volete fare i giornalisti che fanno gli scoop sull'internet, che così batte la stampa tradizionale? Bene, onori ed oneri. Non basta andare in giro a dire che i blog battono la stampa: se vuoi fare il giornalista ti devi anche sobbarcare i doveri del giornalista, compreso l'obbligo di rettifica.
Quindi dimmi, che ci trovi di strano se una persona che citi ti obbliga a una rettifica? E' un normale dovere di un giornalista. O forse non dici di esser tale?
PARTE 2

Ancora più surreale: immaginate Giulietto Chiesa obbligato a pubblicare una mia rettifica.

Ancora, cosa c'è di surreale?
Paolo, forse non hai capito che un blog o un sito non è la parete di casa tua dove fai quello che pare sempre e comunque.
Ma è la parete esterna dell'edificio, e nel momento in cui pubblichi qualcosa verso l'esterno ti assumi dei doveri verso le persone che citi. Sì, anche quello di pubblicare un testo di uno che hai citato sul tuo sito, sulle tue pagine.
Probabilmente tu fai più accessi di Chiesa quindi se vuoi rettificare ti conviene scrive qui, hai più evidenza.
Ma se uno viene citato da Chiesa e non ha un blog potente per pubblicare la sua risposta e difendersi che fa?
Ecco che scatta l'obbligo di rettifica che consente all'interessato di rispondere alla stessa platea di lettori.
PARTE 3

Cinquantamila parole potrebbero bastarmi. Ci potrei mettere dentro anche una poesia Vogon, e lui non potrebbe contestarmi il contenuto della “rettifica”.

il comma 29 va a inserirsi all'art. 8 della legge 47/48, che specifica:

"""Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate nella loro interezza, purché contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni contestate"""

Dici che ce la fai a mettere cinquantamila parole in trenta righe del sito di Chiesa?
Dici che riesci a trovare una poesia Vogon attinente al fatto che Chiesa ti ha definito "kamikaze di Bush"?

Mi sa che hai poche possibilità di usare questo metodo.

Dai, Paolo, secondo te chi ha fatto la legge nel 1948 per la stampa era così pirla da non prevedere il caso per cui uno avrebbe usato questo strumento in modo insensato e provocatorio?

Inolte, aggiungo che lo stesso articolo stabilisce:

"""Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità"""

Bisogna quindi vedere la frase in cui ti ha definito kamikaze di Bush.
Perché se ha scritto "Paolo attivissimo si comporta come un kamikaze di Bush" allora puoi chiedergli la rettifica in quanto ti ha attribuito un atto (il comportarsi come...). Ma se scrive "Paolo Attivissimo è un kamikaze di Bush", allora no, perché non ti attribuisce un atto ma uno stato, una condizione.
PARTE 4

non è questa la sua interpretazione corretta (in tal caso, qualcuno la chiarisca, e in fretta)

Ecco.

il rischio, se confermato, riguarda qualunque sito Internet i cui responsabili siano raggiungibili dalla legge italiana.

Su questo ho forti dubbi. L'obbligo non è per le persone ma per i siti. Quindi un sito edito all'estero non dovrebbe essere interessato al provvedimento, anche se la persona vive in italia. Così come la legge italiana sulla stampa non si applica ai giornali stranieri solo per il fatto che hanno un corrispondente in italia. Questo può essere denunciato per diffamazione se la persona diffamata vive in italia, perché il reato (che è un danno alla reputazione del diffamato) si consuma nel luogo dove il diffamato vive.
Ma qui stiamo parlando di un provvedimento verso un prodotto editoriale, e le leggi sulla stampa si applicano al luogo dove il prodotto viene pubblicato.

si potranno mandare ai giornali online, da Repubblica al Corriere alla Gazzetta di Poggibonsi, migliaia di rettifiche per i motivi più disparati. Rettifiche che dovranno pubblicare. Le loro redazioni saranno paralizzate dall'assurdità della legge.

Attenzione, solo le persone citate possono chiedere la rettifica.
Se non fanno il tuo nome mica puoi chiedere che pubblichino la tua rettifica.
Quindi dovrai aspettare che scrivano sulla Gazzetta di Poggibonsi che tu, Paolo Attivissimo, hai detto, fatto o pensato qualcosa. Solo allora potrai mandare la richiesta di rettifica.
Quindi per avere un effetto di paralizzazione dovresti coordinare coloro che sono citati dal giornale e non dei cittadini comuni. Un po' difficile, no?
Quindi manda pure la risposta nella prima riga e la poesia nella seconda.

ma con le medesime caratteristiche tipografiche, che includono anche il numero di battute per riga, o la larghezza della pagina su internet se preferisci. E se a capo non vai ti fa andare col trattino.
Oppure lanciare un'iniziativa "No post day": tutti i blogger, famosi ed ignoti, pubblicano un post completamente vuoto, che è l'unico post possibile per evitare una richiesta di rettifica.

Un po' come lo sciopero dei blog di qualche tempo fa.
Mi ricordo ancora gli sbadigli.
@fabrix

poi possiamo richiedere rettifiche anche a http://www.gazzettaufficiale.it/ ?

E dimmi, quel sito ti ha mai citato attribuendoti un atto un pensiero o una affermazione?
Niente da aggiungere se non che è un DDL at personam e anticostituzionale ma questo lo sai già.

Anticostituzionale?
E perché mai?
E' solo la riproposizione a internet di quello che vale da oltre 60 anni per la stampa.

E pensa, garantisce a tutti quelli che vengono tirati in ballo di rispondere, quindi garantisce il diritto a manifestare il proprio pensiero. Altro che anticostituzionale, è fin troppo costituzionalissimo.
Io voterei la legge solo per vedere la rettifica di Paolo sul blog di Chiesa
@Mattia: Chi giudica se lo scritto da rettificare non è veritiero o è lesivo dell'immagine?

Il problema è che non c'è una parte terza che determina se quello scritto è non veritiero o lesivo dell'immagine.
Eccomi di nuovo qua a commentare un articolo, almeno questa volta ho percepito piu' cautela e visto che a fare una azione molto pesante e' stato un colosso come Wikipedia ti fa onore questa volta :)

Ad ogni modo quella che secondo me e' l'interpretazione corretta di quella parte del decreto e' diversa. Non mi sembra nient'altro che un aggiornamento di una legge del 1948 ai nuovi media. La legge non dice che sei costretto a mettere rettifiche su ogni cosa se ti viene detto, la legge dice questo:
"le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità"

Ma ribadisco, e' una legge del 1948 ammodernata
http://www.mcreporter.info/normativa/l48_47.htm#8 ai nuovi media.

Se si legge il paragrafo intero di cui e' stato riportato uno stralcio da wikipedia lo si capisce chiaramente. La mia personalissima (ma credo fondata) impressione e' che questa volta quelli di Wikipedia abbiano preso una cantonata colossale. Voglio realmente sperare che non abbia nulla a che vedere con qualunque barlume di pensiero politico (e chiarisco fortemente che sono tutt'altro che filo-Berlusconiano, anzi...).
Ho appena visto i commenti di Mattia, non posso che sottoscriverli parola per parola.
Internet viene troppo spesso visto come anarchia pura anche da chi e' lontanissimo da quel modo di pensare...
Tra l'altro perche' Wikipedia si arroga il diritto di parlare anche per me? Si perche' quando firma il comunicato con:
"Gli utenti di Wikipedia"

Include anche me in un comunicato che non condivido minimamente...
Mi sembra che a molti non sia chiaro un fatto: la legge sulla stampa, che il famigerato decreto vuole estendere ai "siti informatici" (sic), non consente a CHIUNQUE di chiedere una rettifica, ma solo alle persone o agli enti menzionati espressamente negli articoli. Quindi, le fantasie sull'inondare di rettifiche la Gazzetta Ufficiale o il TG1 resteranno irrealizzate.

Ad alcuni altri, mi sembra che non sia chiaro un altro fatto: il reato di diffamazione (art. 595 c.p.), così com'è, si applica a qualunque mezzo di comunicazione e utilizzare una piattaforma situata all'estero non serve a niente: se quelli con cui comunichi stanno in Italia, puoi essere perseguito qui. Quindi, attualmente, non c'è "il Far West". Chi diffama rischia un processo penale e, in teoria, anche la galera, a meno che non sia un hacker così abile da sfuggire alla Polizia Postale o non viva all'estero e sia disposto a non tornare mai più in Italia.

Ho la netta impressione che la norma sia stata scritta da uno che non sa come funziona Internet e che c'è una differenza abissale, per esempio, tra una testata giornalistica online, un forum, un blog, un social network ecc... Per esempio, si dice che la rettifica dev'essere pubblicata senza replica: ma se uno la pubblica in un post, è obbligato a bloccare i commenti? e se qualcuno commenta "questo rettificatore scrive un sacco di fesserie", è una replica? E' vietato al blogger fare un altro post in cui spiega le proprie ragioni? E allora, dove va a finire la libertà di comunicazione? Se devo chiedere una rettifica a un blog, come faccio ad ottenere l'indirizzo a cui spedire la raccomandata? La Polizia Postale è tenuta a occuparsi solo dei reati e io posso chiedere una rettifica anche senza fare denuncia per diffamazione, che magari non sussiste, visto che la rettifica si può chiedere anche per inesattezze tipo "Paolo Attivissimo è nato a Londra". Mettiamo che un tizio si colleghi da un Internet Café e faccia il blog "Paolino Paperino" su Blogger, inserendo dati di fantasia e pubblichi qualcosa su di me, che intendo rettificare. Dove sta scritto che Blogger mi deve dare i dati o almeno l'IP dell'utente? Ammesso che Blogger mi fornisca l'IP dell'Internet Café utilizzato, dove sta scritto che il gestore deve darmi i dati del proprio cliente, che non è accusato di nessun reato? Alla fine faccio prima a mandare a Paperino un' email o a scrivere un commento tipo "Paperino, hai scritto una fesseria su di me. Le cose stanno così...". Al limite, faccio un post sul MIO blog, spiegando le mie ragioni. Insomma, come si è sempre fatto.
Forse, l'unico scopo vero della norma è dare lavoro a Poste Italiane.
@Mattia. si può benissimo chiedere la rettifica di un'affermazione che attribuisce uno stato, purché l'interessato la ritenga falsa o lesiva della propria immagine. Non so dove tu abbia letto il contrario. Ci mancherebbe che un'affermazione tipo "Tizio Caio è un servo di Sempronio" non si potesse rettificare.
Per (LeFou!)

Riga e periodo sono due concetti ben diversi.
Generalmente si parla di riga riferendosi al foglio A4 (cartella) contenente 25 righe e 1.500 battute (caratteri) ovvero 30 righe e 1.800 battute.
Ciao Mattia e grazie per le tue preziose precisazioni.
Aggiungo che il problema di fondo dovrebbe essere tutt'altro, per esempio iniziare a smetterla di usare i propri blog (o quelli di altri) come forma di sfogo personale, pwer non parlare poi di quei forum in cui pare sia in atto una specie di fight-club di ragazzotti fighetti figli di papà che negli anno '80 si vestivano da paninari e sfondavano una vetrina ogni tanto, oggi hanno tanti amici su feisbuc, si esprimono su tuitter e vomitano pensiero dopo pensiero le più ignobili offese.
Questa è internet in mano a questa gente, non in mano a politici corrotti che vogliono la censura.
Un po' come dire che ce la siamo andata a cercare, vedi la bella storia di Nonciclopedia, un bell'esempio di falsa satira e incitazione pura alla violenza verbale.
Peter58,

il tuo commento non è accettabile (troppo violento) e quindi l'ho respinto.

Al posto di "ghigliottina", prova "pece e piume", la prossima volta.
Mi complimento con i lettori Mattia e Marco, gli unici che abbiano veramente capito come stanno le cose!
Vediamo di fare chiarezza sull'evoluzione dell'articolo citiato:

In origine

LEGGE 8 febbraio 1948, n. 47
Disposizioni sulla stampa. (GU n.43 del 20-2-1948 )

Art. 8.
Risposte e rettifiche

Il direttore o vice direttore responsabile e' tenuto a far inserire
nel periodico, integralmente e gratuitamente, le risposte, rettifiche
o dichiarazioni delle persone cui siano stati attribuiti atti o
pensieri o affermazioni lesivi della loro dignita' o da mese ritenuti
contrari a verita', purche' le risposte, rettifiche o dichiarazioni
non abbiano contenuto che possa dar luogo a incriminazione penale.
La pubblicazione prevista nel comma precedente deve farsi entro tre
giorni per i quotidiani e nel numero successivo per gli altri
periodici, nella medesima edizione, pagina o rubrica del periodico e
con i medesimi caratteri dello scritto che l'ha determinata.
La rettifica non puo' sorpassare la lunghezza dell'articolo o del
passo a cui essa si riferisce. Essa potra', tuttavia, raggiungere le
venti righe, qualora l'articolo o il passo da rettificare sia di una
lunghezza minore.
Il rifiuto di ottemperare all'obbligo anzidetto e' punito con la
reclusione sino a mesi sei e la multa da trentamila a cinquantamila
lire.
La sentenza di condanna deve essere pubblicata per estratto nel
periodico stesso. Essa, ove ne sia il caso, ordina che la
pubblicazione omessa sia effettuata.

a questa segue una rettifica
Il testo precedente è stato in vigore nel periodo
21-2-1948 al: 20-8-1981

La LEGGE 05 agosto 1981, n. 416 (in G.U. 06/08/1981, n.215) ha disposto (con l'art. 42) la modifica dell'art. 8 che diventa:

ART. 42.
(Diritto di rettifica)

L'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, recante
disposizioni sulla stampa, e' sostituito dal seguente:
"Art. 8. - (Risposte e rettifiche). - Il direttore o, comunque, il
responsabile e' tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o
nel periodico o nell'agenzia di stampa le dichiarazioni o le
rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai
quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi
ritenuti lesivi della loro dignita' o contrari a verita', purche' le
dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di
incriminazione penale.
Per i quotidiani, le dichiarazioni o le rettifiche di cui al comma
precedente sono pubblicate, non oltre due giorni da quello in cui e'
avvenuta la richiesta, in testa di pagina e collocate nella stessa
pagina del giornale che ha riportato la notizia cui si riferiscono.
Per i periodici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate,
non oltre il secondo numero successivo alla settimana in cui e'
pervenuta la richiesta, nella stessa pagina che ha riportato la
notizia cui si riferisce.
Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto
che le ha determinate e devono essere pubblicate nella loro
interezza, purche' contenute entro il limite di trenta righe, con le
medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce
direttamente alle affermazioni contestate.
Qualora, trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma, la
rettifica o dichiarazione non sia stata pubblicata o lo sia stata in
violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma,
l'autore della richiesta di rettifica, se non intende procedere a
norma del decimo comma dell'articolo 21, puo' chiedere al pretore, ai
sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile, che sia
ordinata la pubblicazione.
La mancata o incompleta ottemperanza all'obbligo di cui al presente
articolo e' punita con la multa da tre milioni a cinque milioni di
lire.
La sentenza di condanna deve essere pubblicata per estratto nel
quotidiano o nel periodico o nell'agenzia. Essa, ove ne sia il caso,
ordina che la pubblicazione omessa sia effettuata".

>>>
Io mi chiedo: va bene che è una legge che deve essere riveduta e corretta prima di essere approvata, ma come si fa anche solo a pensare di scrivere un articolo del genere......
Paolo, scusa la franchezza, ma non ti sei fatto prendere troppo la mano scrivendo l'articolo? Voglio dire, quello che paventi tu è da commedia dell'assurdo, e non è esattamente quello paventato da wiki.

Detto questo, ringrazio quanto approfondito da Mattia, ma mi rimane qualche dubbio. Ad esempio, tanto per riallacciarsi a wiki, come bisogna regolarsi qualora delle fonti affidabili e riportate provino quanto detto nell'articolo e soggetto alla rettifica? Perché credo sia questo il punto fondamentale per i wikipediani.
@Mattia

Hai perfettamente ragione su quasi tutto!

Quello che non consideri però è che:

a) con questa modifica viene imposta la modifica senza possibilità di ricorrere ad una parte terza per il giudizio della rettifica! Infatti la rettifica deve essere pubblicata entro 48 ore (trovalo un giudice che ti annulli quest'obbligo entro 48 ore). Certo, non c'è scritto che l'articolo vada eliminato... Basta pubblicare la rettifica in testa alla stessa pagina!

b) deve semplicemente essere "non suscettibile di incriminazione PENALE"!!
Questo vuol dire che qualsiasi altra affermazione perseguibile civilmente potrà essere inserita!
Potrò sbagliarmi ma sono così inseribili anche insulti... Insomma facciamo 28 righe di insulti e due di rettifica, visto che tanto abbiamo 30 righe!

c)ti ricordo che quasi tutti noi siamo citati quando in qualsiasi testata (compresa gazzettaufficiale.it) quando si parli di "Italiani" oppure di "Utenti di Wikipedia" (basta aver fatto accesso una volta per aver accettato i loro termini di utilizzo che ti hanno qualificato come utente)! Insomma, posso scommettere che riusciremmo a far modificare quasi qualsiasi articolo anche di grandi testate!

d) visto che siamo tanto buoni e cari ma ogni tanto ci arrabbiamo anche, ricordo che se la rettifica non viene pubblicata o non la si ritiene soddisfacente si può andare per vie legali (con una semplice raccomandata o ancora meglio la PEC) e pretendere 7500€... Ora, non so voi ma io dal giorno dopo in cui entra in vigore mi licenzio ed inizio a pretendere rettifiche a raffica, il primo che si dimentica mi garantisce un discreto stipendio!

e) Bisogna assolutamente sapere con certezza se i siti hostati all'estero sono suscettibili o meno, perchè in tal caso basta spostarsi e far fallire ogni singolo hosting Italiano, otterremmo così un doppio risultato (essere immuni E contribuire a far scendere i vertiginosi prezzi degli hosting Italiani!)
E adesso quale sarà il prossimo tag mondiale su twitter? #governomer...?
Al solito, in Italia chi scrive le leggi non ha la minima idea di come funzioni la materia specifica.

DA addetto ai lavori, potrei fare l'esempio deo "Testo unico" ambientale (D.Lgs 152/06) che dall'emanazione e' arrivato alla revisione quater, se non vado errato, dato che era scritto talmente male da essere inapplicabile.

Mah...

Saluti
Michele
mattia,

Paolo, il tuo blog fa tanti accessi quanto un giornale di provincia: perché tu non dovresti sottostare all'obbligo di rettifica e il giornale di provincia sì?

Sono perfettamente d'accordo con te sul concetto; è la forma descritta dal DDL che trovo assurda.

Se ho scritto qualcosa di errato, è ovvio e automatico, per me, correggerlo. Me lo impongono l'etica e la deontologia che ho sottoscritto nel diventare giornalista. Non ho bisogno di una legge che me lo ricordi.

Sì, lo so, ci sono “giornalisti” che dell'etica se ne fregano e quindi l'obbligo è pensato per loro. Ma con queste modalità si puniscono tutti per colpa di alcuni.

Primo, a mio avviso la rettifica non si fa aggiungendo uno scritto in testa a un articolo: si riscrive l'articolo e si mette un avviso che informa il lettore della rettifica. E' più leggibile e chiaro, ed è uno strumento che molte redazioni usano da tempo immemorabile.

Secondo, trovo assurdo che una redazione sia obbligata a pubblicare integralmente qualunque rettifica o pseudo-rettifica che le arrivi, senza che un arbitro ne valuti la veridicità e la necessità.

Con l'impostazione che sembra emergere dal DDL, chiunque si senta “leso”, a torto o a ragione, ha il diritto di farsi pubblicare una “rettifica“ contenente qualunque scempiaggine. Questo, secondo me, si presta troppo ad abusi e nel caso dei siti enciclopedici fa scempio del layout di pagina.

Non sono d'accordo che si tratti di una semplice estensione della legge sulla stampa ai siti Internet. Mi sembra che si impongano ai siti doveri che non ci sono per la produzione cartacea. Il DDL parla di "siti informatici", non di siti di notizie o di cronaca, e quindi comprende Wikipedia, Britannica e quant'altro. Ma Treccani è obbligata a pubblicare rettifiche? Ad andare casa per casa a infilare errata corrige?
Punteruolo,

Paolo, scusa la franchezza, ma non ti sei fatto prendere troppo la mano scrivendo l'articolo? Voglio dire, quello che paventi tu è da commedia dell'assurdo, e non è esattamente quello paventato da wiki.

Anche essere condannati perché si è omonimi di un criminale è da commedia dell'assurdo, ma succede.

Io ho fatto alcuni esempi estremi perché trovo amaramente divertenti questi goffi tentativi del legislatore di imbrigliare una creatura che non conosce nemmeno lontanamente. Non fanno altro che dimostrare l'inettitudine gerontocratica di chi è lautamente pagato per decidere delle nostre vite.

Saranno i fatti a determinare se sono stato troppo estremo o se la realtà, come spesso accade, si rivelerà ancora più ridicola di quanto io abbia immaginato.
@ Paolo

Ti è rimasto un Battute a parte, immaginate un di troppo. :)
Adriano,

la norma parla solo di pubblicazione di dichiarazione o rettifica. DI rimozione o sostituzione no? Perché it.wikipedia ha aggiunto questo particolare?

Non lo so. Dovresti chiederlo ai Wikipediani. Forse la rimozione era un'altra soluzione in caso di articolo contestato.
Io mi sto ponendo un dubbio che magari è stato già affrontato e mi è sfuggito.
Io pubblico qualcosa sul mio blog su Pinco.
Pinco si ritiene leso da ciò che ho scritto e mi intima di rettificare l'articolo.
Io non sono d'accordo e non modifico nulla di quello che ho scritto.
Cosa succede?
Entra in gioco comunque una persona super partes?
Le cose stanno come scrive Mattia anche secondo me, e Wikipedia ha preso un granchio a mio parere perché la non ancora legge non preve quello che scrivono... Loro parlano di censura da parte di chiunque oltretutto, mentre il diritto di rettifica è un altra cosa ed è semplicemente quello che già si applica alla carta stampata.

Inoltre è ovvio a mio parere che se ti mandano una rettifica che non è una rettifica o è una presa di giro da una persona che non è rappresentante della parte in causa puoi rifiutarti di pubblicarla, e sarà la legge poi a decidere eventualmente. Aggiungo che ritengo anche ovvio che la "testata" incriminata debba avere sede in Italia, e cioè nello specifico il blogger o chi scrive deve essere perlomeno residente in Italia.

Dopotutto secondo me chi pubblica in Internet deve pure avere responsabilità quanto chi pubblica su un giornale... Le parole possono essere come le pietre lo sappiamo.
Io ho un blog su wordpress nel dominio .com e un sito su altervista .org


Se passasse la legge bavaglio, io starei tranquillo o invece dovrei iniziare a pensare a spostare il mio sito/blog?

Grazie per le eventuali risposte
jackwalla,

circola su Facebook una notizia, ovvero che ai tg e ad altri organi di informazione sia stato detto di non diffondere la notizia della protesta di wikipedia. è vero? ci sono fonti?

Ma la gente di Facebook è davvero così mentecatta da non saper fare una ricerca in Google News? Siamo messi bene.

C'è la notizia su Ansa, ADNkronos, Corriere, Repubblica. Guardare un attimo prima di diffondere scemenze paranoiche no, eh? :-)


p.s. ma anche facebook sarebbe incluso nel DDL? cié, se io scrivo cose riguardanti Tizio, Tizio potrebbe approfittare del DDL per chidere una mia rettifica?

Il DDL parla di "siti informatici". Facebook è un sito informatico.
Non capisco l'autosospensione di Wikipedia.

Ad un sito che si dichiara neutrale, una mossa decisamente politica come questa poco si addice.

Non potevano semplicemente mettere il comunicato in prima pagina per rendere nota la propria posizione a riguardo (tra l'altro, posizione di chi? Non la mia, pur essendo un "wikipediano")?

Come ha detto Paolo, di tratta di un DDL, non vorremo mica fare un processo alle intenzioni? Se passa il DDL, ci sarà tutto il tempo, e il motivo, di autosospendersi!
@Paolo: ti è rimasto un "Battute a parte, immaginate un " penzolante nell'articolo.
La cosa che mi lascia perplesso è il termine "sito informatico" che per quanto posso capire è una castroneria legale.

Capirei sito web ma sito informatico mi ricorda troppo un deposito di PC usati ed obsoleti.
Paolo, hai dimenticato i 12 mila euro di mula, insopportabili per qualsiasi blog, wiki o forum, sopportabilissimi per un sito come facebook del pseudo-capitale di 2 miliardi di dollari.

Quello che non mi è chiaro è se la norma si applica a tutti i casi o solo ai casi di rattifica di articolo riportante intercettazioni.


Post scrittum: forse chi gestisce i siti di FI, PDL e luoghi politici simili non ha capito che con Mr.B. come primo rappresentante politico che dà dei coglioni (puzzoni, buzzorri, comunisti, ecc...) alla controparte, hanno smesso di esistere nel web.
Post Scrittum 2: quindi Wikipedia va offline non perchè piena di Vituzzu complottisti, ma perchè se facesse bene il suo lavoro un qualsiasi admin dedito all'edit war (vedi cancellazione e ban per i siti di chrono911 e 11-settembre) potrebbe minacciare il sito stesso con una denuncia e costringerlo a 12 mila euro di mula.

(O,o)
Chi giudica se lo scritto da rettificare non è veritiero o è lesivo dell'immagine?

Il soggetto oggetto dell'affermazione.
Soggettivo? Certo.
Quindi se uno scrive "Mattia ha detto ciao" io posso chiedergli la rettifica dicendo che questa affermazione è lesiva della mia immagine, in quanto fa intendere che io sia una persona maleducata che dà del tu a tutti mentre si sa che sono educato e do del voi a tutti.
Inoltre non userei mai una parola di origine veneta e questo mi assimilarmi al popolo veneto è ben lesivo della mia dignità di lombardo.

Certo, uno dovrebbe pubblicare anche questa rettifica assurda.
Ma quale sarebbe l'effetto?
Che io ci faccio la figura del pirla.
E a quel punto chi mi deve pubblicare la rettifica ha tutta la convenienza a farmi fare la figura del pirla.

Gli scenari di questo tipo, con gente che manda rettifiche demenziali solo per farsele pubblicare è inverosimile, perché escludo che la gente abbia interesse a fare la figura del pirla.
Paolo, credo che ti sia rimasta una frase monca in mezzo all'articolo. Ad un certo punto si legge:


"Battute a parte, immaginate un

Forse il disegno di legge non passerà[...]"
Piccolo refuso: "Battute a parte, immaginate un" rimasto lì nel vuoto...

@Mario:
12 mila euro di mula

Una mula da 12 mila euro in che senso?
Da buon "somaro" mi sento leso.
Rettifica!
Rettifica!
battute a parte, immaginate un....??? paolo, rivedi l'articolo :)
Aleritty le 48 ore sono lo stesso tempo che compete ad un quotidiano per la rettifica. É più facile pubblicare un quotidiano o un articolo online?
E come sempre si parte con le proteste senza manco sapere per cosa. Per fortuna che si dice che la televisione, in quanto non interattiva, disabitua al ragionamento e il web, interattivo, si.
Scusate per la frase penzolante, ho corretto subito.

Paolo, hai dimenticato i 12 mila euro di mula

Vero. Ma è un problema secondario che c'è con qualunque sanzione: chi ha i soldi può permettersi la battaglia legale anche se ha torto marcio e vincere per mero esaurimento delle risorse avversarie.
Non ho bisogno di una legge che me lo ricordi.

Anche la buona creanza di cittadini ti direbbe di non rubare, però c'è una legge che te lo vieta.
Così anche per la deontologia giornalistica, che non è un vago insieme di buoni propositi, ma è stabilita per legge (69/63).
Magari tu non hai bisogno di una legge che ti ricordi la deontologia, così come non hai bisogno di una legge che ti proibisca di rubare, ma altri sì. E le leggi si fanno per tutti, perché il mondo non è pieno solo di brave persone.


Primo, a mio avviso la rettifica non si fa aggiungendo uno scritto in testa a un articolo: si riscrive l'articolo e si mette un avviso che informa il lettore della rettifica. E' più leggibile e chiaro, ed è uno strumento che molte redazioni usano da tempo immemorabile.

Se ora protestano in 100 per il comma 29 ti assicuro che una cosa del genere farebbe protestare 1000 persone.
Perché imporrebbe a un autore di modificare il suo testo. Già mi immagino le urla "aiuto, ci vogliono modificare le parole in bocca! stato fascita"
Col piffero che uno modifica le mie parole. Io dico la mia, tu - tirato in ballo - ti difendi dicendo la tua e ognuno legge le due opinioni e si fa un'idea.

Secondo, trovo assurdo che una redazione sia obbligata a pubblicare integralmente qualunque rettifica o pseudo-rettifica che le arrivi, senza che un arbitro ne valuti la veridicità e la necessità.

Lo ripeto: la rettifica è uno strumento snello a disposizione di chiunque può investire 4 euro in una raccomandata. Rivolgersi a un giudice in italia richiede complicazioni e costi che non tutti possono permettersi.
E proprio per questo l'unico dovere che hai è quello di pubblicare la rettifica. Non devi rimangiarti le parole, dare un indennizzo alla persona che ti chiede la rettifica o autoflagellarti.
Il giudice entra in campo quando si va sulle conseguenze pesanti, come per valutare eventuali danni.
Ma la rettifica è proprio il livello light, lo strumento a disposizione di tutti per tutelare il proprio nome, anche per quelli che non possono affrontare una causa.
Quando la giustizia sarà alla portata di tutti e veloce allora potrai dirmi di andare davanti a un tribunale e chiedere di ottenere un obbligo di rettifica in un paio di giorni.
escludo che la gente abbia interesse a fare la figura del pirla.

Ottimista :-)
I dubbi sono molteplici ( a parte la stesura alla membro di segugio).

La cosa fondamentale di un principio giusto e corretto {non puoi offendere a destra e sinistra una persona sperando di farla franca per mezzo di un sito web} è che non esiste un "terzo non coinvolto", un entità super partes che stabilisca un limite che non possa essere superato.

Se un sito riporta una frase "i sardi/i calabresi/ i milanesi/ i fan di (personaggio) sono {termine lesivo}" allora chiunque potrebbe giustamente pretendere una rettifica perchè è incluso in una categoria.

L'ha praticamente fatto Vasco Rossi con Nonciclopedia {credete che non avrebbe avuto la faccia di mandare 30 righe di un brano?).

Quello che manca in generale è un riferimento procedurale:
a chi mando la raccomandata se sitotelematico ha pubblicato un'affermazione lesiva dei miei confronti?
La mail tradizionale non ha la certezza della consegna, la PEC non so che valore abbia se consegnata ad un server mail non PEC.

.. domani sono a cena con un amico avvocato, gli stampo la norma aggiornata con le proposte ...
Ciao a tutti! Scusate non ho letto tutti i commenti quindi spero di non dire cose già dette...

Ve lo immaginate: noi che chiediamo rettifiche ai vari blog complottisti e loro che chiedono a loro volta delle rettifiche sui siti dei debunkers, credo che si innescherà un circolo vizioso che finirà in GUERRA TOTALE!!! XD

Cmq sono d'accordo sull'iniziativa di mandare richieste di rettifiche continue ai principali quotidiani.
Una curiosità: occorrerà tirare in ballo gli avvocati per queste richieste di rettifiche?
[quote-"Paolo Attivissimo"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/wikipedia-italiana-si-auto-oscura.html#c5968582171434829153"]jackwalla,

circola su Facebook una notizia, ovvero che ai tg e ad altri organi di informazione sia stato detto di non diffondere la notizia della protesta di wikipedia. è vero? ci sono fonti?

Ma la gente di Facebook è davvero così mentecatta da non saper fare una ricerca in Google News? Siamo messi bene.

C'è la notizia su Ansa, ADNkronos, Corriere, Repubblica. Guardare un attimo prima di diffondere scemenze paranoiche no, eh? :-)
[/quote]
Non vedo la TV, mi chiedo se il TG1 abbia dato la notizia.

Ho visto che c'è chi critica l'affermazione "Gli utenti di wikipedia". Faccio notare che c'è stata su wikipedia una "call" per adesioni all'iniziativa che ha ottenuto un numero amplissimo di "firme" (e da utenti dai colori politici noti e ben diversi tra loro, che spaziano su tutto l'arco costituzionale e ben oltre). Ergo, è giusto dire "gli utenti di".

Per i commentatori che amano sminuire la portata del comma 29 per wikipedia, faccio notare che la preoccupazione massima ovviamente riguarda le voci biografiche. E' la valutazione della comunità wikipediana che decide cosa sia da scrivere riguardo ad una persona (all'interno dei cosiddetti "pilastri" di wikipedia). Non è tollerabile che una persona possa integrare la "sua" voce come vuole, senza un intervento di una parte terza (un giudice).

Per cortesia, non dimentichiamo che wikipedia è una "cosa" molto diversa da un blog o da facebook e compagnia.
Mattia,

Col piffero che uno modifica le mie parole. Io dico la mia, tu - tirato in ballo - ti difendi dicendo la tua e ognuno legge le due opinioni e si fa un'idea.

Attenzione: Wikipedia giustamente pone la questione della rettifica di fatti, non di opinioni.


la rettifica è uno strumento snello a disposizione di chiunque può investire 4 euro in una raccomandata

Proprio per questo offre il fianco ad abusi con richieste frivole di rettifica. È uno strumento sbilanciato.


l'unico dovere che hai è quello di pubblicare la rettifica. Non devi rimangiarti le parole, dare un indennizzo alla persona che ti chiede la rettifica o autoflagellarti.

Allora se scrivo "Mattia, noto nazista molestatore di moffette" e poi pubblico la tua rettifica "Non sono un nazista e non sono un molestatore di moffette", sono a posto? L'accusa non documentata resta?

Soluzione magnifica :-)
Secondo me state un po' esagerando con esempi di casi limite. I giornali e le agenzie stampa già hanno a che fare con le rettifiche e se la cavano benissimo... Magari ne ricevono di assurde come dite ma le cestinano certamente, e pensate il tizio assurdo vada a farvi causa per non avere pubblicato la sua assurda rettifica? Va bene che c'è gente che ha tempo da perdere, ma magari denaro no.

Per Paolo: io le rettifiche di Giulietto le pubblicherei tutte in bella vista, sai che spasso... Anzi farei una sezione solo per lui.
Leggo su Punto Informatico che -azzeccagarbugliando- la rettifica potrebbe essere un semplice bottone 'rettifica' che permetta all'offeso di autorettificare con le sue trenta righe.

In pratica un commento come in qualunque blog.

Magari un commento vincolato ad una identificazioen in entrata (nel senso, chi rettifica è chi è citato) ma non moderato.

E qui, gli effetti Streisand di chi 'rettifica' a casaccio perchè lei non sa chi sono io e io ho il diritto, la legge, l'articolo 29 e tutta la boria acclusa sarebbero esilaranti.
@ mattia "e quelli che gli danno ragione su tutto"

Non so se io sono plagiato da Paolo Attivissimo ma non riesco a darti ragione, se il principio è valido, è la modalità di applicazione della legge che non mi quadra. E non è solo una questione economica, per bypassare il costo degli avvocati. (con l'obiezione, parzialmente giusta, che solo i benestanti possono chiedere giustizia)

Quindi dimmi, che ci trovi di strano se una persona che citi ti obbliga a una rettifica? E' un normale dovere di un giornalista. O forse non dici di esser tale?

Per me è la questione arbitro che rimane essenziale. Immagina Giulio Chiesa che impone (sì, se è senza condizioni diventa un'imposizione) la rettifica in cui c'è scritto: "ci siamo ritrovati in un faccia a faccia privato e Paolo Attivissimo ammette che per fare audience si diverte a parlare di me, ma in realtà sa di non fare un servizio alla verità perchè le torri gemelle... le scie chimiche..."
Quanto rosicherebbe Paolo, costretto a pubblicare una cosa del genere senza poter controbattere?

"""Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità"""
Bisogna quindi vedere la frase in cui ti ha definito kamikaze di Bush.
Perché se ha scritto "Paolo attivissimo si comporta come un kamikaze di Bush" allora puoi chiedergli la rettifica in quanto ti ha attribuito un atto (il comportarsi come...). Ma se scrive "Paolo Attivissimo è un kamikaze di Bush", allora no, perché non ti attribuisce un atto ma uno stato, una condizione.


No, dimmi che stai un po' trolleggiando, dai...
Per me è decisamente più grave dire che una persona "ci è" anzichè dire che "ci fa". L'atto mi sembra più lieve dello stato.
Se dico che una persona ha mentito su una cosa, la persona può rispondermi con dei dati. Se gli dico che è un bugiardo di natura direi che è un accusa ben più grave.
Ti sentiresti più offeso se ti accusassi di essere "troll" o di aver scritto una frase che ha un "atteggiamento troll"?

Salute a te e a tutti
Al momento è ancora visibile la versione mobile.
Paolo, l'accusa non documentata, se ha rilevanza penale, viene perseguita penalmente. O è soggetta a risarcimento se non è penale ma dimostro che mi ha danneggiato. Diversamente è sufficiente la rettifica. Sembra stupido, ma purtroppo è così. E, cosa ancora più strana, da una rapida occhiata della raccolta delle leggi sulla diffamazione su wikipedia in lingua inglese è comune a moltissimi Paesi.

Vorrei però a questo punto porre ai critici su questa proposta di norma una domanda: "Perchè su Internet non dovrebbero valere le stesse leggi che valgono per altri mezzi di comunicazione?"
Prendo un po' di esempi.
Nel parlare di scie chimiche è inevitabile nominare chi sostiene la relativa teoria. Es: "Tizio qui sostiene che sia possibile misurare la quota dell'aereo dal rumore. Ma ha sbagliato i calcoli, infatti.....". Tizio, laureato in fisica, si ritene offeso per l'insinuazione di non saper fare i calcoli, e chiede una rettifica (ecchepalle ma si può fare) e LA RIMOZIONE DELLA FRASE INCRIMINATA. Rimane SOLO la sua versione (sbagliata) dei fatti. Io non posso ribattere con i numerosi riferimenti allo "pseudoscienziato Comoretto", al soldo dello SMOM, perché dovrei passare la giornata dalla polizia postale a riempir moduli.

Nel caso di Wikipedia è devastante, se ti guardi QUALSIASI voce un po' contestata, e apri la pagina "discussioni" trovi file infinite di polemiche di persone che ritengono la LORO versione l'unica possibile. Che fanno? UN omeopata può chiedere la rimozione delle affermazioni sull'omeopatia che non condivide, perché lesive della sua professione? E lo stesso un cartomante, un astrologo, un sostenitore della nuova medicina germanica di Hamer (con i riferimenti pesantissimi alle vicissitudini giudiziarie del nuovo medico germanico è inevitabile)?

Io ho avuto la sventura di parlare in modo ironico del mitico Vanoli. È riuscito a farmi rimuovere la Vanoli Faq dal sito dell'osservatorio di Arcetri, può farla rimuovere da QUALSIASI sito senza neppure scomodare un avvocato, e SOSTITUIRLA con una pubblicità delle sue attività?

Una ulteriore domanda. Se mettiamo io decido di effettivamente chiedere rettifiche a TUTTI i siti che parlano male di me, o se peggio lo fa il sig. Marciano', la polizia postale che fa? Assume il personale necessario? Ecco, ci sono, è la questione del famoso milione di posti di lavoro....
Allora se scrivo "Mattia, noto nazista molestatore di moffette" e poi pubblico la tua rettifica "Non sono un nazista e non sono un molestatore di moffette", sono a posto? L'accusa non documentata resta?

Ma scusa, non era uno strumento sbilanciato?
Se la metti così è sbilanciato verso chi accusa!

In realtà è uno strumento equilibrato, perché da una parte non posso obbigarti a togliere le tue affermazioni, ma solo ad aggiungere il mio testo di massimo trenta righe (inerente alla questione).
Dall'altro ho il potere di farlo senza chiedere a un giudice di intervenire di forza.

Proprio perché ho questo potere la rettifica ha contorni molto stretti.
Ripropongo la questione perché magari nei lungi commenti si è persa

Ci potrei mettere dentro anche una poesia Vogon e lui non potrebbe contestarmi il contenuto della “rettifica”.

Non che sia un esperto di poesia Vogon (vorrei incontrarne uno), ma mi potresti citare un tal componimento inerente al fatto che Chiesa ti ha definito "kamikaze di Bush"?
Ti ricordo che le rettifiche "devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate" (sempre nell'art. 8 della legge sulla stampa), non un testo a caso qualsiasi.
@Paolo

... noto nazista molestatore di moffette"...

Il che, detto da "uno strangolatore di pangolini" è tutto un programma... :D
secondo te non sara' possibile che diventi legge?
ma a me sembra la solita maniera italiana di fare leggiucchie che colpiscano il debole e proteggono il potente.
Per la par condicio tra animali domestici stavolta ecco l'immagine di un cane!

Paolo, ma non è che i tuoi fedelissimi lettori "gattolici" si sentiranno offesi e chiederanno una rettifica?
@Andyphone

E' un po' quello che dicevo io.
Cosa succede se non faccio la rettifica?
Che iter dovrebbe seguire colui che si ritiene offeso da, ad esempio, un blog?
la rettifica è uno strumento snello a disposizione di chiunque può investire 4 euro in una raccomandata

Proprio per questo offre il fianco ad abusi con richieste frivole di rettifica. È uno strumento sbilanciato.


Se aspettavo due secondi avrei ottenuto la mia risposta... :-)
Ciao Paolo,
Per quanto riguarda un eventuale chiarimento, utilizza la sezione Contatti di questo sito:

http://www.altalex.com/index.php?idnot=15596

mi è già capitato di mandare una mail di chiarimento una volta e sono stati molto cordiali e disposti a spiegarmi la faccenda (che a quel tempo riguardava la cosiddetta legge sull'abolizione del colpo di stato)

Un saluto
Leggo su Punto Informatico che -azzeccagarbugliando- la rettifica potrebbe essere un semplice bottone 'rettifica' che permetta all'offeso di autorettificare con le sue trenta righe.

No, perché tu hai dovere di pubblicare la rettifica solo se non contiene frasi che potrebbero costituire reato penale.
Quindi in questo modo ti assumi un onere di rettifica anche per i casi in cui non l'avresti. E ovviament ti prendi la responsabilità anche per quello che viene pubblicato.

E poi, la legge dà un dovere a te, non parla di auto rettifica. Dare la possibilità di autorettificare non ti esclude dal dovere di fare la rettifica.
Se uno te lo chiede tu la devi fare anche se hai messo il bottone per l'autorettifica.
Mi sto chiedendo una cosa:
questo ddl alleggerirebbe i tribunali di cause futili?
Tribunali che quindi potrebbero impegnarsi a svolgere il loro lavoro dove davvero serve?
E di conseguenza viene la domanda dopo:
se io, parte lesa, non ottengo la rettifica dal "blogger" (passatemi il termine) cosa faccio?
Che interesse ho a imbarcarmi in una azione legale per ottenere la rettifica?
Ci sarà comunque un organo che decreterà se davvero sono stato leso o se semplicemente il bloggher ha detto la verità?
Altra domanda:
se dico la verità, mi possono comunque chiedere una rettifica?
No, dimmi che stai un po' trolleggiando, dai...
Per me è decisamente più grave dire che una persona "ci è" anzichè dire che "ci fa". L'atto mi sembra più lieve dello stato.


Per te sarà anche più grave così, ma la legge parla di atto. Mica l'ho fatta io la legge.
E la ratio è chiara: la rettifica, come si sottolineava sopra, si riferisce a fatti non opinioni (prima parlavo di opinioni rispetto a un fatto, cioè la mia opinione è che sia capitato questo la tua che sia capitata un'altra cosa).
Per questo si parla di atto, pensiero o dichiarazione, ossia di elementi la cui veridicità è più facilmente giudicabile.
izio, laureato in fisica, si ritene offeso per l'insinuazione di non saper fare i calcoli, e chiede una rettifica (ecchepalle ma si può fare) e LA RIMOZIONE DELLA FRASE INCRIMINATA. Rimane SOLO la sua versione (sbagliata) dei fatti.

La legge ti impone solo la rettifica, non la rimozione.
quindi Wikipedia va offline non perchè piena di Vituzzu complottisti

Sì: va "off line" perché l'ha deciso vituzzu, in quanto dovrebbe essere proprio lui ad aver inserito il messaggio a nome di tutti i uicchipediani (il che renderebbe ancora più comica la chiusa finale su "neutra" e "neutralizzare").

Sulla notizia in sé, al di là della puzza di bruciato della contromossa uicchipediana (guarda caso "auto sospensione preventiva" tale e quale nonciclopedia), sono personalmente dibattuto fra il biasimo di un disegno di legge discutibile (almeno al momento e per come l'ho interpretato io, specialmente per quel che riguarda le modalità di pubblicazione delle rettifiche "a nutum" del rettificatore) e l'ottimo risultato paventato che ne scaturirebbe, ovvero la soppressione totale della cosiddetta enciclopedia cosiddetta libera.

Dovesse accadere il mio gaio pensiero va già alla casta degli amministratori i quali rimarrebbero così "disoccupati", con difficoltà di "reinserimento", dopo le lotte di potere coi vari elleccini, MMZZ, e via complottando...
[quote-"Il Lupo della Luna"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/wikipedia-italiana-si-auto-oscura.html#c7678140448019594626"]
"Perchè su Internet non dovrebbero valere le stesse leggi che valgono per altri mezzi di comunicazione?"
[/quote]

Forse perché nella stampa tradizione non ci sono i commenti liberi come ci pososno essere su Internet? (puoi scrivere una lettera alal redazione, ma vengono vagliate e quindi "moderate"). Come fai a dire che a un post di un blog o di un forum sono costretto a pubblicare una rettifica senza poter commentare la rettifica? Devono quindi esistere blog e forum solo con commenti moderati? E quanto tempo deve passre l'admin del forum a leggere e moderare i commenti per evitare che facciano riferimento alla rettifica postata? E siti tipo wikipedia dove chiunque può postare la modifica a una pagina? Gli admin del sito, in ottemperanza alla richiesta di rettifica, la pubblicano, poi però dagli utenti viene modificata la pagina togliendo la rettifica. A quel punto chi è nel torto ?
Dai, suvvia, non si può prendere questo decreto sulla carta stampata e buttarlo pari pari su internet. PRIMA è necessario conoscere il "mezzo" Internet, POI si possono proporre leggi per il "mezzo" Internet.
[quote-"Gianni Comoretto"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/wikipedia-italiana-si-auto-oscura.html#c7318571734743063072"]
se ti guardi QUALSIASI voce un po' contestata, e apri la pagina "discussioni" trovi file infinite di polemiche di persone che ritengono la LORO versione l'unica possibile.
[/quote]

Certo, perché ogni altra versione è la versione sbagliata ;)
Ah, ero preoccupato! mi stupiva che Rado non avesse ancora lanciato la sua wiki-frecciata, anzi la sua uicchi-frecciata ;)
Paolo non si riesce magari a fare un po' di ordine in una questione che sembra un po' incasinata al momento? Stanno praticamente tutti sparando a zero contro la proposta di legge sull'onda di una scia emotiva, senza magari conoscere niente di disposizioni legali. Visto che non mi piace dare per scontato niente, soprattutto non conoscendo la materia, non si riesce ad avere un parere di qualificato per verificare se magari le cose non stanno proprio come sembrano?
[quote-"Adriano Esposito"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/wikipedia-italiana-si-auto-oscura.html#c8574771044381340794"]
Ciao Paolo,

la norma parla solo di pubblicazione di dichiarazione o rettifica. DI rimozione o sostituzione no? Perché it.wikipedia ha aggiunto questo particolare?
[/quote]

Infatti è stato rimosso dal comunicato alle 4.36.
@mattia
Paolo, il tuo blog fa tanti accessi quanto un giornale di provincia: perché tu non dovresti sottostare all'obbligo di rettifica e il giornale di provincia sì?

Perché un qualunque giornaletto di partito che leggono 10000 persone in tutta Italia riceve migliaia se non milioni di euro dallo Stato (finanziamenti statali all'editoria pubblica), mentre invece un blog che ha più visite non riceve nessun compenso pubblico, pur dovendo sottostare agli stessi doveri del giornaletto di partito?
Se proprio vogliamo equiparare i blog ai mezzi d'informazione, devono avere gli stessi diritti, non solo gli stessi doveri.
Se ricevo una email in cui mi viene chiesto di correggere un mio articolo su una persona (e forse anche ad una categoria di persone), come faccio per verificare se il mittente è la persona che si sente offesa?
vasco.rossi@gmail.com non è una prova che chi mi sta scrivendo sia proprio Vasco Rossi.
Sono quasi sicuro che questo cane tu l'abbia già usato! :)
OT
Paolo, ma le immagini che pubblichi sono tua proprietà? si possono salvare, utilizzare, ripubblicare?
Grazie e scusa il disturbo...
Circa la rettifica di fatti documentati.

Wikipedia lamenta che "chiunque [...] potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l'introduzione di una "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti."

Se i fatti di cui si richiede la rettifica sono oggettivi, documentati ed inoppugnabili, si può rifiutare la rettifica?

Un esempio concreto: se scrivo che l'omeopatia è una pratica antiscientifica, che contraddice svariate leggi fisiche, chimiche e fisiologiche, come può un omeopata offeso argomentare la sua rettifica, avendo a disposizione nulla?

Ci si imbarca in un processo, che finirà, probabilmente, col pagamento delle spese processuali da parte del rettificante?
Sì: va "off line" perché l'ha deciso vituzzu, in quanto dovrebbe essere proprio lui ad aver inserito il messaggio a nome di tutti i uicchipediani

Non esattamente: dalla cronologia risulta che Vituzzu ha scritto la prima bozza, ma è Anaconda quello che l'ha messa online; e sul comunicato hanno editato almeno una ventina di altri, compresa Frieda Brioschi.
Quelli di Perle Complottiste saranno in fregola! :D
Ciao a Tutti !

Ancora una volta speriamo che la Corte Costituzionale ci salvi da questo ennesimo scempio della libertà e dell' immagine (già mal messa) che all' estero hanno di noi.
Ovviamente sono completamente d'accordo con l' iniziativa delle richieste di "rettifica" a raffica se questo schifo dovesse passare (passerà hanno già detto che metteranno l' ennesima fiducia)
Ah, come primi "beneficiari" della nostra opera posso proporre i siti di "Libero" e di "Il Giornale" ? (la scelta è ovviamente casuale)
Gli atei potranno sentirsi diffamati da dichiarazioni quali "Senza Dio non c'è vera umanità" e costringere i siti religiosi alla rettifica?

Sarebbe divertente...
...ma qualcosa mi dice che si chiuderà un occhio per loro (magari in cambio di un occhio chiuso su un bunga bunga)
@ usa-free

è vero!
http://attivissimo.blogspot.com/2008/12/200-miliardi-di-spam-al-giorno.html
RedLance: la responsabilità di chi scrive un commento su un blog non è del gestore dello stesso, ma è di chi lo scrive. Idem per le lettere alla redazione, che si riserva, per ovvi motivi, di modificarle.

Personalmente non ci vedo niente di male ad avere commenti moderati..

Infine, non vedo perchè, visto che i commenti sono liberi, debba poterli usare senza regole.
Se passa il DDL così come previsto, la prima cosa che faccio è denunciare i siti istituzionali italiani, per "avermi offeso" e chiedendo loro di pubblicare una mia rettifica. Senza escludere i siti istituzionali dei partiti italiani sia chiaro.

Paolo, nel caso passi il DDL ti conviene comprare un dominio .TO e lavartene le mani :-)
Ma se un dodicenne con il nome di Luther Blissett collegato con un webproxy dice che il cantante XYZ è cocainomane e per questo soffre di depressione, il tutto basandosi su un articolo di giornale scritto negli anni 80, il cantante XYZ chiede una rettifica ad un nome immaginario e poi una condanna, cosa vale?
La condanna del docicenne con dispendio di energie delle forze dell'ordine che devono risalire all'IP originale dell'internauta dodicenne attraverso la confisca del webproxy e/o tracciamento dei dati? La prescrizione perchè il reato la fuga di notizie è avvenuta negli anni 80 o perchè la prescrizione viene conteggiata sul numero di giorni in cui i genitori del ragazzo e/o tutori riescono a risparmiare 12 mila euro? l'imprescrivibilità del reato al contrario di reati quali per esempio quelli di corruzione, perchè la pagina html dove il dodicenne ha scritto si rinnova ad ogni click di possibile visitatore? la condanna del giornalista a pena capitale, crocifissione e impalamento perchè negli anni 80 ha raccontato un fatto di cronaca che lede l'immagine di un rinomato cocainomane che nel frattempo può sia essersi disintossicato che essere peggiorato o peggio essere diventato un politico (carica che in Italia prevede la sospensione di qualsiasi critica, e l'esaltazione di qualsiasi lode di leccaculo comparati)

La mia Keyboard sta provvedendo a correggere "mula" con "multa". Sembra che essendo vecchia sia un po' lenta a prendere certi battiti, quindi per giusta causa si auto esilierà in una casa di risposo per keyboard della perestroika incapaci di trascrivere un report economico e/o semplici tabelle.
Sul Corriere.it ho trovato questa frase:

"[...] Cassinelli (Pdl), firmatario di un emendamento teso a cancellare la norma «ammazza blog»: «L'obbligo di rettifica entro 48 ore riguarda solo i giornali online e non i blog»",

in fondo a questo articolo, che parla di tutt'altro.
@Mattia
Il problema di questo DDL è l'aver assimilato qualsiasi sito a un giornale o periodico.
Un blog, a mio avviso, va interpretato giuridicamente come una persona fisica che comunica con altre persone fisiche in un ambiente pubblico; se ciò che si scrive/dice è rilevante penalmente allora ci sono già gli strumenti per far valere i propri diritti.

Inoltre, ci sono anche dei problemi tecnici. Ad esempio, come ci si regola con Facebook e gli altri social network? Pensa ai vari post/bacheche/note ecc., in cui ci può finire roba mai scritta personalmente ma della quale si diventa comunque responsabili.
E se pubblico qualcosa di audio o video come mi regolo per la rettifica?
A questo punto perché non estendiamo la rettifica anche ai temi in classe o a quello che si dice quando si parla al bar?
Quello che si propone col DDL per i siti per me è equivalente a chiedere la rettifica di quanto detto al bar. Se a te va bene. A me no.
Io sinceramente continuo a non capire per quale motivo i nostri legislatori ritengono necessarie delle norme "speciali", costruite ad hoc per internet, per proteggere "noi cittadini" da reati che sono già contemplati nel codice penale.

Sinceramente la questione mi sembra molto semplice, senza entrare nel merito della delicata quanto grottesca situazione politica del nostro paese: non c'è da sperticarsi in fantasie e sofismi, c'è da applicare semplici principi logici.
La rete è una proiezione del mondo, quindi a parte una serie di specificità che riguardano il mezzo e che possono e devono normare le modalità di distribuzione e di fruizione di quest'ultimo, non v'è alcun bisogno di leggi specifiche: sono sufficienti le norme che esistono già per il "mondo reale".

Chi ha paura della rete? Chi non la conosce, o chi ha paura della propria ombra anche nel mondo reale.

Io non riesco a non vederla così.
Gli atei potranno sentirsi diffamati da dichiarazioni quali "Senza Dio non c'è vera umanità" e costringere i siti religiosi alla rettifica?

...allo stesso modo in cui i religiosi potranno chiedere e ottenere la rettifica da siti tipo UAAR per dichiarazioni di contenuto opposto :)
van fanel: intendevo vituzzu come inteso nell'intervento a cui replicavo. insomma vituzzu e suoi compari, per essere chiari.

rimane il fatto che proprio coloro che hanno reso uicchi quello che è (e che non poteva che essere) si stanno adoperando per "salvarla" impedendo che altri possano usare i loro stessi mezzi.
@harlequin
Se tu citi qualcuno dicendo che ha detto/fatto qualcosa questo qualcuno ha il diritto di rettificare le affermazioni, e questa rettifica deve riguardare esclusivamente l'argomento di discussione.
Nessuno ti impone niente, sei liberissimo di non accogliere la richiesta di rettifica, a quel punto chi ha richiesto la rettifica e' altrettanto libero di querelarti ed a quel punto sara' un giudice a stabilire chi ha ragione.

Se io dico che harlequin ha detto "mattia non capisce niente di diritto", tu (e solo tu) mi potrai richiedere una rettifica. Se io ho le fonti che garantiscono che tu hai detto/scritto quella frase, la tua richiesta di rettifica la cestino e nessun giudice mi obblighera' a fare niente se tu hai realmente detto quella frase.
Gli atei potranno sentirsi diffamati da dichiarazioni quali "Senza Dio non c'è vera umanità" e costringere i siti religiosi alla rettifica?

No, perché non è stato attribuito loro né un atto né un pensiero né un'affermazione.

106 commenti non sono bastati per far capire che non basta essere il primo che passa per obbligare alla rettifica, e nemmeno sentirsi banalmente offesi.

Ormai mi arrendo, la gente è partita in tromba e non riesci più a fermarla.
Amen.
@ubik15

Se tu pubblichi semplicemente una tua opinione sull'omeopatia non stai dicendo che qualcuno ha fatto/detto/pensato qualcosa, nessuno ti potra' chiedere una rettifica su una tua opinione...
I nostri governanti dimostrano di essere competenti ed illuminati, come al solito. Dopo la tassa Bondi sulle memorie di massa, le norme anti-Amazon, il blocco degli IP sulle scommesse (tutti aggirabili con un click), arriva questo demenziale progetto di censura sulla rete. Ancora non hanno capito che per conseguire i loro obiettivi c'è un solo metodo, spegnere internet.
[quote-"Fry Simpson"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/wikipedia-italiana-si-auto-oscura.html#c829947672821473880"]
Gli atei potranno sentirsi diffamati da dichiarazioni quali "Senza Dio non c'è vera umanità" e costringere i siti religiosi alla rettifica?

Sarebbe divertente...
...ma qualcosa mi dice che si chiuderà un occhio per loro (magari in cambio di un occhio chiuso su un bunga bunga)
[/quote]

Standing ovation... :D

Se passa 'sta legge mi metto in movimento subito.

Saluti
Michele
p.s. Per evitare le solite noiose diatribe tra pro-wikipediani e anti-wikipediani riporto qualche link a caso a precedenti discussioni (più o meno "flammose") sul tema:

http://attivissimo.blogspot.com/2008/04/radio-wikipedia-per-principianti-alle.html
http://attivissimo.blogspot.com/2008/05/antibufala-il-terribile-appello-per.html
http://attivissimo.blogspot.com/2008/12/pericoli-di-internet-e-jessica-alba.html
http://attivissimo.blogspot.com/2009/02/la-paura-delle-parole-lunghe-esiste.html
http://attivissimo.blogspot.com/2009/02/corso-cicap-2009-cospirazionismo-lunare.html
http://attivissimo.blogspot.com/2009/03/quanto-conta-un-trailer-di-un-film.html
http://attivissimo.blogspot.com/2009/03/debutta-internet-explorer-8.html
http://attivissimo.blogspot.com/2009/03/programma-complottista-lancia-sondaggio.html
http://attivissimo.blogspot.com/2009/04/trapelano-i-segreti-dellarea-51.html
http://attivissimo.blogspot.com/2009/04/le-cose-che-non-colsi-20090411.html
http://attivissimo.blogspot.com/2009/05/buzz-aldrin-in-tv-stasera.html
http://attivissimo.blogspot.com/2009/06/rivista-scientifica-colta-pubblicare-un.html
http://attivissimo.blogspot.com/2009/12/kennedy-e-le-bagnanti-scostumate.html
http://attivissimo.blogspot.com/2010/07/il-raggio-della-morte-di-marconi_09.html
http://attivissimo.blogspot.com/2010/09/isaac-newton-e-la-fine-del-mondo-nel.html
http://attivissimo.blogspot.com/2011/01/disinformatico-radio-di-oggi.html
http://attivissimo.blogspot.com/2011/07/repubblica-neil-armstrong-e-morto.html
Van Fanel,

Per questa volta passi, ma per favore usa i link brevi. Grazie!
[quote-"Matz"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/wikipedia-italiana-si-auto-oscura.html#c7321338815013787581"]
Gli atei potranno sentirsi diffamati da dichiarazioni quali "Senza Dio non c'è vera umanità" e costringere i siti religiosi alla rettifica?

...allo stesso modo in cui i religiosi potranno chiedere e ottenere la rettifica da siti tipo UAAR per dichiarazioni di contenuto opposto :)
[/quote]

Già. Ci sarà da divertirsi.
Anche se quest'ultimo caso prevedo avrà vita più facile...
(Sono malpensante, che ci volete fare...)
sono un cattolico integralista e chiedo, in base all'art. 29 del DDL "intercettazioni", di rettificare la pagina sull'evoluzione Darwiniana...
Penso sia necessario evidenziare alcuni punti.

Prima di tutto, e' ridicolo pensare che Wikipedia abbia "imitato" nonciclopedia: sono mesi che sulle pagine di

discussione di wiki si parla dell'argomento, spendendo fiumi di kbyte e analizzando e rianalizzando le varie

soluzioni che permettano di rispettare la legge alla lettera.

Poi devo rimarcare che il diritto di rettifica e' giusto in linea di principio, il fatto e' che la rettifica

deve essere (quasi) immediatamente pubblicata, senza che sia possibile entrare nel merito sia del testo

originale che della rettifica stessa. Sono stati gia' sottolineati alcuni effetti paradossali su blog e

simili, ma su una enciclopedia la cosa e' ancora piu' assurda. Immaginiamo su wikipedia, ma anche una Treccani

cartacea, la voce "Al Capone" con le varie notizie (perfettamente documentate e "fontate") sulle sue

attivita' criminose. Poi, nella voce stessa, alla fine, di seguito e con la stessa grafica, mezza pagina

(richiesta magari dai discendenti di Al Capone) in cui si dice che quelle scritte sopra sono balle inventate e

che Al Capone era un benefattore, un santo e non ha mai avuto la minima relazione con alcuna organizzazione

criminale (tutto questo senza riportare alcuna "fonte" o "prova" beninteso).
Mi sembra un po' paradossale... io una Treccani fatta cosi' non la comprerei ;-)

Ma per wiki ci sono altri due aspetti. Il primo e' che non avendo una redazione, non c'e' nessuno che si possa

obbligare a eseguire l'ordine di rettifica. Un amministratore? E perche'? Non ha mica poteri particolari per

aggiungere contenuti (in una voce non protetta). E anche se fosse, quale dei 100 amministratori?

Secondo, ancora piu' decisivo: wiki e' modificabile da tutti gli utenti, quindi 30 secondi dopo un qualsiasi

utente potrebbe rimuovere il paragrafo con la rettifica! E poi quanto deve rimanere questa rettifica? Sempre?

Insomma cosi' com'e' non e' tecnicamente compatibile con il funzionamento base di wikipedia.
L'unica forse e' cancellare del tutto la pagina... a parte che la legge parla di rettifica, che dovra' quindi

in ogni caso comparire (ma per quanto?), certo che diventa un modo comodissimo e immediato di azzerare tutte

le voci che a una qualsiasi persona non piacciono.

Si puo' anche pensare che la legge non riuscira' a essere applicata soprattutto per wikipedia, ad esempio per

la difficolta' o impossibilita' a trovare un "responsabile" (che a tutti gli effetti potrebbe anche essere

solo Jimbo) da "punire" in caso si mancata rettifica. Ma non e' una base per andare avanti, Wikipedia (come

comunita') parte dal presupposto che sia necessario rispettare le leggi alla lettera al 100% a prescindere

dalle realistiche conseguenze (basti vedere il rispetto quasi maniacale e per perfino eccessivo delle norme

sul copyright). Inoltre anche una azione legale "sbagliata" (come individuare in modo errato un presunto

responsabile di una mancata pubblicazione di rettifica) ha comunque delle conseguenze: anche se il malcapitato

prevede di essere assolto alla fine dell'iter giudiziario, intanto e' sottoposto ad azione giudiziaria, con

relativo stress, ingenti spese legali ecc. E tutto questo per una attivita' del tutto amatoriale e non

remunerata? Allora chiudiamo tutto e si fa prima.
@ mattia

Ormai mi arrendo, la gente è partita in tromba e non riesci più a fermarla.

Come osi offendere tutta la gente (tra la quale anche il sottoscritto)? Esigo che si sappia che pur facendo parte della "gente" io non parto in tromba! E se qualcuno mi spiegherà che "partire in tromba" non è da considerarsi un'offesa, è libera di postare una controrettifica...

Un piccolo esempio di come potrebbero diventare le discussioni in futuro... :D
A questo punto perché non estendiamo la rettifica anche ai temi in classe o a quello che si dice quando si parla al bar?

Perché il tema in classe lo legge la maestra.
Un post su questo blog decine di migliaia di persone.

@Mattia
Il problema di questo DDL è l'aver assimilato qualsiasi sito a un giornale o periodico.
Un blog, a mio avviso, va interpretato giuridicamente come una persona fisica che comunica con altre persone fisiche in un ambiente pubblico


Chi dice una roba del genere davvero non ha capito le dinamiche della rete.
Basterebbe studiare un po' i meccanismi di come si diffondono le bufale per scoprire che 48 ore bastano per fare scoppiare un bufala in mezza italia. In casi particolari un sitarello da 100 visite al giorno coi link virali giusti ti raggiunge 20 o 30 mila visite al giorno.
Sono numeri comparabili con la stampa. E siccome questi fenomeni capitano, talvolta, senza cercarseli devi essere pronto al fatto che quello che scrivi su internet è leggibile da qualche milione di persone. Una cosa che nessun giornale su carta può fare.

Un sito non è assimilabile a un giornale? Certo, perché è molto più potente.
Proprio per questo bisogna stare molto più attenti.
Domanda stupida, come si può chiedere una rettifica su, magari, una verità?
Mi spiego, se chiedo una rettifica su una affermazione tipo: l'uomo non è mai stato sulla Luna, e tale affermazione viene, tramite successivi passaggi fino ad un qualche grado di giudizio ufficiale, diventare un assioma. Questo dovrebbe essere preso quasi come una legge e diventare intoccabile in futuro.
Ora la posizione sarebbe da trovarsi in seno a organi competenti, che direbbero che l'uomo è stato effettivamente sulla Luna e nessuno, almeno in Italia, potrebbe dire l'inverso.
Paradossalmente su questioni tecniche e pratiche questa legge porterebbe più vantaggi che svantaggi.
Anche l'affermare che Berlusconi è innocente, sarebbe rettificabile, perché un paio di cause le ha perse pure lui negli anni, quindi l'affermazione sarebbe non vera.
Ops scusa! :(
E se io mi sento invece offeso da una rettifica?
Dai, legge indifendibile per scopi palesi, scopi nascosti e realizzazione...
[quote-"mattia"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/wikipedia-italiana-si-auto-oscura.html#c261047814240429131"]
Gli atei potranno sentirsi diffamati da dichiarazioni quali "Senza Dio non c'è vera umanità" e costringere i siti religiosi alla rettifica?

No, perché non è stato attribuito loro né un atto né un pensiero né un'affermazione.

106 commenti non sono bastati per far capire che non basta essere il primo che passa per obbligare alla rettifica, e nemmeno sentirsi banalmente offesi.

Ormai mi arrendo, la gente è partita in tromba e non riesci più a fermarla.
Amen.
[/quote]

Standing ovation!!!!
@Fede_Rinhos
No, non è un semplice aggiornamento della legge del 1948.
Innanzitutto la legge del '48 non impedisce di commentare, più di una volta ad una rivista per consumatori è stata chiesta una rettifica. Rettifica pubblicata, ma con pronta risposta sotto! Qui non si può neanche commentare.
Altra cosa, si estende in maniera esagerata il soggetto, con questa legge qualunque sito è sottoposto a questo limite, ma senza i diritti delle testate giornalistiche (i giornalisti hanno, per ora, dei diritti in più! Proprio Paolo raccontava di un evento in cui poté non citare la fonte di un articolo in quanto giornalista, io non l'avrei potuto fare) per cui è completamente assurdo! Senza contare i soliti problemi della giustizia, chi si può permettere un avvocato costoso vince e non credo che tutti possano farlo, mentre creare un sito internet è già MOLTO più facile.
Inoltre se io sono al mare e uno mi richiede una rettifica del mio sito personale che succede?

Attenzione, questo non vuol dire libertà di diffamare, c'è un articolo della legge in tal senso che tutela le persone.
@Mattia
ritengo giuste e condivisibili le tue affermazioni per quanto riguarda la "usabilità" della norma, quello che mi stride nelle orecchie (in questo caso negli occhi) è il seguente passaggio:
Qualora, trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma, la rettifica o dichiarazione non sia stata pubblicata o lo sia stata in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma, l'autore della richiesta di rettifica, se non intende procedere a norma del decimo comma dell'articolo 21, puo' chiedere al pretore, ai
sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile, che sia ordinata la pubblicazione.
La mancata o incompleta ottemperanza all'obbligo di cui al presente articolo e' punita con la multa da tre milioni a cinque milioni di lire.


Qui si soprassiede completamente ad un giudizio di merito (il Pretore applica, non giudica) che dovrebbe, secondo me, sussistere se decido che la rettifica non è opportuna e decido di non pubblicarla.
Non sto parlando di un giudizio preventivo, ma almeno, se ritengo che la rettifica sia una emerita c.....ta, devo avere il diritto di sottoporre ad un giudizio terzo il merito della questione.
Come usare i link brevi:

Digitare il segno "<" (senza virgolette)

Digitare "a href=" (senza virgolette)

Digitare l'indirizzo del sito tra virgolette, ad esempio "http://attivissimo.blogspot.com"

Digitare il segno ">" (senza virgolette)

Digitare una descrizione breve, ad esempio "qui", "sito", "link" (senza virgolette)

Digitare il segno "<" (senza virgolette)

Digitare "/a" (senza virgolette)

Digitare il segno ">" (senza virgolette)

È più facile di quel che sembra :D
OK, i vari sciacomicari hanno diritto a repliche di 30 righe ogni volta che mi capita di citarli, ma non devo necessariamente rimuovere le mie tesi. Mi sta bene, ma come faccio se vado in ferie per un mese senza Internet? Come faccio ad intervenire entro 48 ore?

Sulla questione di chi può chiedere rettifiche. Faccio presente che Piero Angela ha subito un processo per diffamazione per aver parlato male dell'omeopatia, senza riferirsi a nessun omeopata particolare. È bastato che si sentisse parte lesa l'associazione omeopati italiani. Se io dicessi che le scie chimiche sono una cazzata, si sentirebbero sicuramente parte lesa tutte le associazioni di categoria.

Su wikipedia e Vituzzi. Io ho deciso che protestare con i vari Vituzzi non aveva molto senso. Mi sono iscritto a wikipedia e ho cominciato a correggere le cose che non mi tornavano. Perle ha usato un altro approccio, sparando a zero contro le pagine più deliranti, ma alla fine il risultato è lo stesso, Wikipedia è notevolmente migliorata. È uno strumento utile anche se ha enormi limiti. Migliorarlo serve di più che dire che fa schifo e basta.
LOL per Van Fanel spammatore :D

Mi viene in mente un'altra cosa: se nn si pubblica la rettifica o la si pubblica non conformemente alla legge si è soggetti a una multa. Ma tale multa come viene comminata? C'è un processo e un giudizio? E tale illecito viene perseguito d'ufficio o su querela? Sono cose importanti... Perché se l'inadempimento è perseguito solo su querela chi chiede la rettifica e non viene soddisfatto deve comunque muovere un'azione giudiziaria: e questo è un filtro.

Se invece si procede d'ufficio gli è sufficiente notificare il fatto ad un ufficiale di polizia giudiziara. E questo sarebbe ben diverso: a parte il fatto che intaseremmo la giustizia in men che non si dica (più di quanto sia già intasata) in questo modo le multe fioccherebbero...

Non so, non capisco bene. Comunque sembra che il governo non ci tenga molto a questa parte del Decreto di Legge e sta dichiarando di essere disponibile a revisionarlo.
(Volevo dire rettificarlo :D )
Quelli di Perle Complottiste saranno in fregola! :D

Sicuro? Secondo me è più facile il contrario: la casta degli amministratori di uicchi chiede la rettifica ad una qualsiasi perla che la vedono coinvolta pubblicata da PC, e questi la dovranno pubblicare così comìè senza replica.
Viceversa, PC non potrebbe fare altrettanto, giacché uicchi è ora chiusa a frignare preventivamente di poter essere vittima dei suoi stessi metodi.

Van Fanel: il problema non è essere anti uicchipedia e non anti uicchipedia. Il problema è che uicchi è anti.
Non mi sembra per niente una legge liberticida: nessuno proibisce al blogger di scrivere quello che pensa. E' semplicemente stupida perché non pone limiti al diritto di rettifica (che ritengo comunque fondamentale, in democrazia, entro certi limiti), in particolare nella parte in cui si dice che la rettifica deve essere pubblicata senza commento.
ma come faccio se vado in ferie per un mese senza Internet? Come faccio ad intervenire entro 48 ore?

La persona in questione dovrà dimostrare di averti mandato una richiesta di rettifica.
Il che significa che una banale email, se non è certificata, non basta.
Nel momento in cui ti contesta di non aver pubblicato la rettifica tu scendi dal pero e rispondi che non l'hai ricevuta e loro non possono dimostrare il contrario.
Se invece ti manda una raccomandata significa che sei a casa a riceverla e non in ferie.

Se io dicessi che le scie chimiche sono una cazzata, si sentirebbero sicuramente parte lesa tutte le associazioni di categoria.

Ma non potrebbero chiederti una rettifica perché non stai attribuendo a nessuno un atto una affermazione o un pensiero. Sono questi gli unici casi in cui puoi chiedere una rettifica.
E anche nel caso scrivessi "quelli che sostengono la teoria delle scie chimiche dicono una cazzata" nessuno può chiederti una rettifica perché non esiste un soggetto chiaramente identificabile come "quelli che sostengono la teoria delle scie chimiche". Nessuno può dire di essere il legale rappresentante di "quelli che sostengono la teoria delle scie chimiche".
Se scrivi "il comitato anti-tancherone puzzone va in giro a dire cazzate" allora sì che il legale rappresentante del comitato anti-tancherone puzzone può mandarti una raccomandata e chiederti la rettifica.
Gianni Comoretto dixit:

"Wikipedia è notevolmente migliorata. È uno strumento utile anche se ha enormi limiti. Migliorarlo serve di più che dire che fa schifo e basta."

Com'era?!? Ah, sì: vado a prendere popcorn e birra; aspettatemi però: non iniziate prima che sia tornato.
:-)
La poesia Vogon mi sa che andrebbe contro la convenzione di Ginevra. :D
Mi ri-allaccio al commento di FraNe91: non si potrebbe spostare il sito in Svizzera e meglio ancora nella Svizzera italiana? (oppure verrebbe poi censurato in Italia?)
@Rado

Per "in fregola" intendevo "in eccitato subbuglio" :D

Insomma, loro hanno così a lungo e in profondità denunciato le storture della Wikipedia in lingua italiana, e i metodi di gestione poco ortodossi di alcuni amministratori, tra i quali Vituzzu.

Ora, se proprio Vituzzu è l'ispiratore di questa 'protesta in nome della libertà d'espressione', quelli di Perle non staranno più nella pelliccia! :D

Anche io sono in fregola, non vedo l'ora di leggere il loro prossimo articolo, che NON POTRA' non riguardare questa vicenda! :D
(uff! primo post ed e' venuto in quel modo... ci riprovo per miglior leggibilita', Paolo cancella pure l'altro, oppure questo se ti sembra un repost inopportuno)

Penso sia necessario evidenziare alcuni punti.

Prima di tutto, e' ridicolo pensare che Wikipedia abbia "imitato" nonciclopedia: sono mesi che sulle pagine di discussione di wiki si parla dell'argomento, spendendo fiumi di kbyte e analizzando e rianalizzando le varie soluzioni che permettano di rispettare la legge alla lettera.

Poi devo rimarcare che il diritto di rettifica e' giusto in linea di principio, il fatto e' che la rettifica deve essere (quasi) immediatamente pubblicata, senza che sia possibile entrare nel merito sia del testo originale che della rettifica stessa. Sono stati gia' sottolineati alcuni effetti paradossali su blog e simili, ma su una enciclopedia la cosa e' ancora piu' assurda. Immaginiamo su wikipedia, ma anche una Treccani cartacea, la voce "Al Capone" con le varie notizie (perfettamente documentate e "fontate") sulle sue attivita' criminose. Poi, nella voce stessa, alla fine, di seguito e con la stessa grafica, mezza pagina (richiesta magari dai discendenti di Al Capone) in cui si dice che quelle scritte sopra sono balle inventate e che Al Capone era un benefattore, un santo e non ha mai avuto la minima relazione con alcuna organizzazione criminale (tutto questo senza riportare alcuna "fonte" o "prova" beninteso).
Mi sembra un po' paradossale... io una Treccani fatta cosi' non la comprerei ;-)

Ma per wiki ci sono altri due aspetti. Il primo e' che non avendo una redazione, non c'e' nessuno che si possa obbligare a eseguire l'ordine di rettifica. Un amministratore? E perche'? Non ha mica poteri particolari per aggiungere contenuti (in una voce non protetta). E anche se fosse, quale dei 100 amministratori?

Secondo, ancora piu' decisivo: wiki e' modificabile da tutti gli utenti, quindi 30 secondi dopo un qualsiasi utente potrebbe rimuovere il paragrafo con la rettifica! E poi quanto deve rimanere questa rettifica? Sempre? Insomma cosi' com'e' non e' tecnicamente compatibile con il funzionamento base di wikipedia.
L'unica forse e' cancellare del tutto la pagina... a parte che la legge parla di rettifica, che dovra' quindi in ogni caso comparire (ma per quanto?), certo che diventa un modo comodissimo e immediato di azzerare tutte le voci che a una qualsiasi persona non piacciono.

Si puo' anche pensare che la legge non riuscira' a essere applicata soprattutto per wikipedia, ad esempio per la difficolta' o impossibilita' a trovare un "responsabile" (che a tutti gli effetti potrebbe anche essere solo Jimbo) da "punire" in caso si mancata rettifica. Ma non e' una base per andare avanti, Wikipedia (come comunita') parte dal presupposto che sia necessario rispettare le leggi alla lettera al 100% a prescindere dalle realistiche conseguenze (basti vedere il rispetto quasi maniacale e per perfino eccessivo delle norme sul copyright). Inoltre anche una azione legale "sbagliata" (come individuare in modo errato un presunto responsabile di una mancata pubblicazione di rettifica) ha comunque delle conseguenze: anche se il malcapitato prevede di essere assolto alla fine dell'iter giudiziario, intanto e' sottoposto ad azione giudiziaria, con relativo stress, ingenti spese legali ecc. E tutto questo per una attivita' del tutto amatoriale e non remunerata? Allora chiudiamo tutto e si fa prima.
@mattia... (a parte il fatto che non proprio tutti i blog raggiungono quella audience e diversi sono davvero poco piu' che chiacchere da bar, e in generale come dinamica e funzionamento non si possono assimilare a testate giornalistiche) il punto e' un altro: e' vero che comunque anche scrivendo in un blogghetto o in un bloggone devo prendermi responsabilita' di quel che dico e non diffamare a destra e a manca, ma qui il problema scatta anche ***quando quello che ho scritto e' vero e posto in modo non diffamatorio***. Se io scrivo che Toto' Rina appartiene alla mafia (come assodato da processi ecc), Toto' potrebbe pretendere una rettifica. Poi potrebbe anche succedere che, se la richiesta e' assurda e se mi rifiuto, nessun giudice mi condannera', ma... ne son proprio cosi' sicuro? Devo accettare il rischio? Consultare ogni volta un avvocato? Chi me lo fa fare? Meglio pubblicare la rettifica poi magari lascio perdere il mio blogghetto.
Inoltre un piccolo blog ha le spalle meno "larghe" di una testata per es come Repubblica, che se e' sicura delle sue ragioni ha i mezzi per affrontare beghe legali e magari uscirne bene.
Se sono "piccolo", anche se quello che ho scritto e' vero, anche se ho ragione, dovrei comunque affrontare un iter legale stressante e costoso (e anche se alla fine ho ragione, i soldi dell'avvocato non me li ridanno).
Mattia, snellire un paio di ciufoli, chiunque abbia qualcosa da rettificare può chiedere a chi ha pubblicato l'articolo di farlo, si tratta di semplice buon senso. E la stragrande maggioranza delle volte si ottiene il risultato voluto perchè nessuno ha interesse ad impelagarsi in cause estenuanti e futili.
La ratio della legge è chiaramente intimidatoria, i sofismi stanno a zero!
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@QS Jesus
Sì, si può chiedere la rettifica su una verità. Chi è tirato in ballo in un articolo ha il diritto soggettivo di precisare quello che vuole. Nei giornali succede sempre. Esce un articolo che riporta fatti veri e poco simpatici su qualche famoso e/o potente e quello fa pubblicare una rettifica in cui, non potendo negare la realtà, sostiene di essere preso di mira per antipatie politiche, sessismo o quant'altro. Ovviamente, di solito, i lettori si fanno l'idea che il rettificatore, oltre a comportarsi male, sia pure un piantagrane.
[quote-"Marco"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/wikipedia-italiana-si-auto-oscura.html#c8036881172543659857"]
@harlequin
Se tu citi qualcuno dicendo che ha detto/fatto qualcosa questo qualcuno ha il diritto di rettificare le affermazioni, e questa rettifica deve riguardare esclusivamente l'argomento di discussione.
Nessuno ti impone niente, sei liberissimo di non accogliere la richiesta di rettifica, a quel punto chi ha richiesto la rettifica e' altrettanto libero di querelarti ed a quel punto sara' un giudice a stabilire chi ha ragione.

Se io dico che harlequin ha detto "mattia non capisce niente di diritto", tu (e solo tu) mi potrai richiedere una rettifica. Se io ho le fonti che garantiscono che tu hai detto/scritto quella frase, la tua richiesta di rettifica la cestino e nessun giudice mi obblighera' a fare niente se tu hai realmente detto quella frase.
[/quote]

No, il comma 29 impone di pubblicare la rettifica, punto e basta, altrimenti vai in sanzione, e davanti al giudice non puoi entrare nel merito della rettifica, non puoi contestare che sia falsa o che hai le prove di ciò che hai scritto perché in tutti i modi tu dovevi pubblicarla.
E' proprio in ciò che sta l'assurdità: che qualsiasi cosa contenga la rettifica deve essere pubblica, anche se dopo un aggancio iniziale sfora dall'argomento perché vallo tu a contestare che quanto contenuto nella rettifica non sia inerente.
Inoltre, nulla toglie che dopo la pubblicazione della rettifica uno non possa pure essere oggetto di querela sempre per lo stesso brano.
Non so se qualcuno lo ha già scritto nei commenti, comunque per i blog che non fanno parte di testate ufficiali (cioè quelle con periodicità regolare e registrate) si sta pensando di stabilire 10giorni di tempo. In ogni caso si tratta di un emendamento che la dice lunga sui sedicenti "liberali" che lo hanno scritto. Inoltre i disonesti che si coprono dietro l'anonimato non avrebbero grossi problemi.

Credo che sarà l'ennesimo aborto, di una serie di tentativi di "svuotare l'oceano con un secchiello", di questo governo. Ne sono convinto in quanto sarebbe inapplicabile e per quel che riguarda le modalità, appare decisamente anticostituzionale. Quando mai si affida all'arbitrio della parte lesa la rettifica di una presunta infrazione? Pensate poi al numero di cause per ottenere "la rettifica della rettifica", da parte del blogger che può permettersi le spese legali.
Altra prova che l'estensore del comma non capisce nulla di Internet: impone di pubblicare la rettifica CON LA STESSA EVIDENZA del post incriminato. Ma Internet è dinamica. Un blog può per esempio avere in home page un elenco degli articoli "più letti". Il primo giorno, la rettifica, pubblicata sotto la stessa forma, ha la medesima evidenza del post rettificato. Ma, dato che ciascuno legge quel che gli pare, magari dopo un mese, in home page, c'è solo il link all'articolo, che quindi è "più in evidenza" rispetto alla rettifica, che invece cade nel dimenticatoio. Una legge vagamente sensata dovrebbe imporre di aggiungere al post da rettificare un link molto evidente alla rettifica, di modo che tutti quelli che lo leggano sappiano che è stato smentito.
Sì, lo so, ci sono “giornalisti” che dell'etica se ne fregano e quindi l'obbligo è pensato per loro. Ma con queste modalità si puniscono tutti per colpa di alcuni.

Be', fa parte del DDL intercettazioni. Temo che ci stiano facendo pagare la paura dell'effetto straisand applicato agli articoli riguardanti indiscrezioni telefoniche e sentenze che toccano esclusivamente "un certo personaggio dalla bella dentatura e i capelli rifatti...".
beh, sai a quante frasi ci si puo' attaccare sui blog di sostenitori e rappresentanti della Lega nord! Da 'terrona' e da immigrata (non in italia ma all'estero ma tanto loro parlano di immigrati in generale) mi sentiro' molto offesa da qualsiasi cosa essi scriveranno a riguardo.
Qualcuno in wikipedia si e' reso conto di alcune imprecizioni che avevano scritto nel primo comunicato, e' cambiato in alcuni passi importanti...
@usa-free
Certo che li so usare... sono solo pigro. Potevo benissimo usare una macro per trasformarli tutti di botto in link html, ma ci ho pensato troppo tardi :(
Sarebbe bello se tutti gli italiani contemporaneamente chiedessero la disdetta del proprio contratto adsl in massa!

Sarebbe ancora più bello se tutti gli italiani in massa chiedessero rettifiche su rettifiche su tutti i siti governativi riempiendoli delle migliori scempiagini!
@Sigurd the Stout: puoi cancellare tu stesso i tuoi commenti, quando sei loggato appare un pulsante-cestino accanto a data e ora dei tuoi post. (Comunque penso che Paolo ne conservi sempre copia, grazie al mistico potere di Aihava Bacap)
@Giovanni Pili
Ed ecco che fa capolino la Reductio ad B...
:)
@lufo88 et altri:
Non è che si stia confondendo il fatto di non poter commentare con il non poter replicare?

A quanto ho capito io non commentare significa che la rettifica deve essere pubblicata integralmente senza alcun taglio e senza alcuna aggiunta.
Nel caso di Paolo e Mattia la rettifica è
"Non sono un nazista e non sono un molestatore di moffette".
Paolo non può commentarla pubblicandola ad es come "Non sono un nazista (Nota di Paolo: se qualcuno ci crede...)e non sono un molestatore (Nota di Paolo: forse dovevo dire frequentatore) di moffette"

Queello che invece Paolo può fare è rispondere alla rettifica: postarla integralmente e sotto scrivere la sua risposta.

Non mi pare così tragico.
Se Paolo attribuisce qualcosa a Chiesa mi pare corretto che Chiesa abbia la possibilità di dire la sua.
E se su postoqualunque scrivono qualcosa su Paolo mi pare corretto che Paolo abbia la possibilità di dire la sua.
E non ci sono ban di comodo che tengano.

Ciao

Carson
@ Paolo Attivissimo

Oooops..avevo completamente travisato il senso in cui intendevi i link brevi! Mi cospargo il capo di cenere e mi seppellisco sotto terra per la vergogna :-(
@marcov
Certo che l'espresso ha una faccia di tolla a sbeffeggiare la lega per le teorie complottare, nemmeno un mese dopo aver messo materiale di mazzucco in vendita con il loro giornale.

Tengo a precisare che non ne faccio una questione politica, ma solo di coerenza.
`Sapere gratuito` mi sa tanto di `sapere senza fondamento`, non so se e` autoironico ;-) ad un `enciclopedia libera sarebbe comunque da preferire un`enciclopedia vera, se fosse possibile; non sempre a maggior liberta` corrisponde maggiore verita`.

L`enciclopaediae dovrebbere essere compilate da esseri illumninati, la democrazia non approssima per gradi l`illuminanza.
@Van Fanel

Accetto la critica, che ci sta tutta. Ma vorrei farti notare che ho letto spesso delle "riduzioni alla W il liberismo a prescindere, e chi lo critica è comunista" tra i commenti.

In sostanza lo scopo del legislatore è quello. Non è ideologia, ma un dato di fatto, decani del giornalismo come Montanelli e Biagi lo hanno testimoniato. Mi sta bene che non si faccia politica, ma non che si finga di non capire.
triste ironia della sorte: prima ancora di essere emanato, migliaia di internauti stanno chiedendo la rattifica dell'articolo 29.

^_^
@Carson
Se Paolo scrive una cosa che ritiene vera, e Chiesa non porta argomenti seri che dimostrano la necessità di una rettifica, modificando il suo articolo, non verrebbe meno alla deontologia?

Questo emendamento comunque lo si guardi è una iniqua porcata.
Giovanni, non era una critica, c'era la faccina :)
Oh, acciacciato grugnosco, le tue minzioni mi appaiono
Come ciance di sebi su luride api.
Deh! Impiacciami, imploroti, sgabazzone rampante
Sciasciami, sprusciami, sprusciami coi crespi tentachili
O ti strapperò gli sputtoni coi miei scassagangli
@Van Fanel

Sì, il mio post voleva essere per tutti gli utenti che non sapessero come 'costruire' i link brevi, non voleva sottintendere che sei un niubbo! :D

Infatti ne ho salvato il testo, così alla bisogna posso rimandarlo, sempre se Paolo è d'accordo.
.
..
...
No, non sono Accademia dei Pedanti! :D

(Forse...)
Non ho letto i termini precisi del decreto, ma le "scappatoie" a una legge del genere, se fosse approvata, potrebbero essere diverse.

Per esempio un blog come il Disinformatico potrebbe inserire appositamente una "zona non moderata".

Una sezione che potrebbe chiamarsi " Zona rettifiche & deliri", o "Hyde Park Corner" (visto che Paolo e in parte British), dove un utente che si ritiene diffamato potrebbe pubblicare in tutta libertà la sua rettifica.

Senza impegnare il tempo di chi amministra un blog.

Il 'link delle rettifiche' potrebbe addirittura diventare un'area di forte impatto umoristico involontario...
:D

Poi, volendo essere ancora più cattivi, si potrebbero, per esempio, pubblicare le rettifiche con un bel font a misura di protone, tipo a 4 punti. Magari un font calligrafico, di quelli pieni di svolazzi e ghirigori che non si leggono neanche quando sono enormi...ih ih ih.

:D
@Giovanni Pili:
No, non vien meno.
Paolo non deve modificare cosa ha scritto, deve pubblicare la rettifica scritta da Chiesa.
La rettifica è di Chiesa, non di Paolo.
Paolo non è deontologicamente responsabile della rettifica, lo è Chiesa.
Paolo poi, se vuole, ribatterà alla rettifica di Chiesa.
Se Paolo scrivesse in un suo articolo che "a Carson piace il vino" ed io lo reputassi falso od offensivo, mi pare corretto che alla fine dell' articolo compaia la mia rettifica.Nell' articolo, non nei commenti.
Basta scrivere: ricevo da Carson la seguente rettifica:
"Ritengo offensivo dire che mi piaccia il vino: è notorio che mi piace MOLTO il vino ma se e solo se DI QUALIITA'".
Poi, se vorrà, aggiungerà le sue considerazioni alla mia rettifica.

Che è ne più ne meno quello che ha sempre fatto.Quando gli è giunta una richiesta di rettifica, pubblicarla integralmente ed eventualmente rispondere alla stessa.
I siti ed i blog seri lo hanno sempre fatto senza bisogno di alcuna legge. Quelli meno seri dovranno farlo.

Ciao

Carson
@Van Falen

Avevo capito che non eri d'accordo con me, scusami.
Paolo, pare che si sia trovato un accordo:

http://www.repubblica.it/politica/2011/10/05/news/paniz_carcere-22728880/?ref=HREA-1
http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_05/intercettazioni-commissione-bongiorno-dimissioni_1c081c96-ef57-11e0-a7cb-38398ded3a54.shtml
Non sono un legale, e non conosco il legalese, ma ho un dubbio che vorrei chiarire.

Se qualcosa è “ritenuto offensivo” o “lesivo dell’immagine” e pappapero... chi lo decide? Perché leggendo questo post e la proposta di legge, e come confermato da alcuni commenti, la cosa sembra ridicolmente soggettiva.

Facciamo, ad esempio, che io sul mio blog scrivo: “Il signor Tizio, nella sua analisi dei crolli delle Torri, commette degli errori grossolani che indicano scarsa competenza nel campo della fisica e una evidente ignoranza della dinamica dei crolli di edifici. Questi settecento link (seguono link) di diversi esperti e tecnici e commissioni dimostrano che l’acciaio sottoposto a riscaldamento oltre temperature di X gradi perde il X% della propria capacità di sostenere dei carichi. Le norme antincendio della maggior parte dei paesi prevedono le misure tale e tale proprio per l’intrinseca debolezza dell’acciaio di fronte a un incendio. L’ignoranza di tali fatti basilari dimostra senza dubbio lo scarso conoscimento del tema da parte del signor Tizio, che a questo punto non sembra un interlocutore credibile e tantomento un esperto sul tema dei crolli delle Torri”.

Ora, io ho appena dimostrato, fatti alla mano, che il signor Tizio, che si auto-proclama esperto dell’11 settembre, non capisce una beata fava di ciò di cui sta parlando. Infatti, non sa nemmeno come si comporta l’acciaio sottoposto a riscaldamento, e quindi NON È un esperto dei fatti dell’11 settembre. È, infatti, piuttosto ignorante, e per niente affidabile. Può costui “ritenersi offeso” e sentirsi “leso” nella sua “immagine” di esperto dei fatti dell’11 settembre dai miei commenti sulla sua palese inadeguatezza e ignoranza delle basi dell’argomento? Può chiedermi una rettifica? Se lui si sente offeso da queste considerazioni, che sono fattuali, e non meri insulti, che si fa?

Se davvero questa è la legge, siamo a un livello di ridicolaggine assoluta. Roba per le corti europee.

Seconda domanda: Paolo ipotizza un caso in cui Chiesa chiede rettifiche sul blog del Disinformatico. Perché? Un blog di un residente all’estero e che è probabilmente hostato in... boh? California? sarebbe soggetto a questa legge? (non ho idea di dove sia hostato blogger, ma dubito che sia in Italia, no?).
Forse qualcosa si muove?
http://snipurl.com/10aqvu
obbligo solo per testate registrate!
Io posso solo esprimere la tenerezza che mi fa il cane della foto ^_^
Allora chiudiamo tutto e si fa prima.

Perfettamente d'accordo: fatelo subito, grazie!
no, ok. Ho letto meglio.
Niente font a misura di neutrino per le rettifiche.
Per riabilitare Wikipedia Italia inserite in AdBlock il filtro "bits.wikimedia.org/it.wikipedia.org/load.php" senza le virgolette.

Le pagine vengono servite correttamente, il comunicato viene caricato da javascript dopo il caricamento della pagina.

La parte grafica viene completamente rimossa ma si possono consultare i testi senza problemi.
@Alexandre

Non sono un legale, e non conosco il legalese, ma ho un dubbio che vorrei chiarire.[...]Può chiedermi una rettifica?

Si vede che non capisci il legalese :) Può chiederti di PUBBLICARE la sua dichiarazione/rettifica. Non di modificare la tua pubblicazione. Sono cose diverse.

PS Come farai con la querela di Roberto se non capisci i fondamenti? :D
@Shorty

Una sezione che potrebbe chiamarsi " Zona rettifiche & deliri", o "Hyde Park Corner" (visto che Paolo e in parte British), dove un utente che si ritiene diffamato potrebbe pubblicare in tutta libertà la sua rettifica.

Quello che pensavo io, tuttavia non è così chiara la questione: stessa metodologia della pubblicazione di cui si pubblica la rettifica che significa? Vallo a capire... Poniamo che l'articolo oggetto della contestazione sia questo: Paolo deve pubblicare la rettifica/dichiarazione dell'utente in modo analogo all'articolo. Cioè?
harlequin,

Paolo, ma le immagini che pubblichi sono tua proprietà? si possono salvare, utilizzare, ripubblicare?

Io le ho pescate in giro, non so di chi siano; quando so chi ne è l'autore, lo indico. Per uso personale non credo ci siano problemi.
A proposito dell'immagine del cane: accidenti che memoria che avete.

Ho segnato la foto, non la riuserò più. Grazie!
no, ok. Ho letto meglio.
Niente font a misura di neutrino per le rettifiche.


A proposito, anche i neutrini hanno il diritto di rettifica? Perché credo avrebbero qualcosa da chiarire
@Carson

Se Paolo scrivesse in un suo articolo che "a Carson piace il vino" ed io lo reputassi falso od offensivo, mi pare corretto che alla fine dell' articolo compaia la mia rettifica.Nell' articolo, non nei commenti.
Basta scrivere: ricevo da Carson la seguente rettifica:
"Ritengo offensivo dire che mi piaccia il vino: è notorio che mi piace MOLTO il vino ma se e solo se DI QUALIITA'".
Poi, se vorrà, aggiungerà le sue considerazioni alla mia rettifica.


In realtà la legge dice "senza commenti".
E poi non deve essere per forza una rettifica/dichiarazione tesa a riparare un lesione della dignità, ma anche per rettificare una cosa non vera. Per es. Paolo può scrivere Carson era presente alla cena di Milano e tu puoi voler rettificare che non eri presente o che eri sì presente ma sei andato via prima o qualsiasi cazzata ti venga in mente di dichiarare... per esempio che eri presente sia alla cena che a casa tua grazie al tuo noto dono dell'ubiquità...

L'unico vincolo è che la tua dichiarazione/rettifica non violi il codice penale.

Poi chiedo a tutti: ma se Paolo pubblica una rettifica, per questa rettifica vale ancora il diritto di dichiarare/rettificare qualcosa? Perché Carson potrebbe chiedere di dichiarare/rettificare qualcosa che Paolo ha pubblicato, compresa la sua dichiarazione/rettifica precedente :D
marcov,

"In Canton Ticino è quasi in atto un'invasione di dischi volanti, ma in Italia non se ne parla

Perché se ne dovrebbe parlare in Italia? Saranno affari della Svizzera se vuole accogliere ET :-)

Comunque qui non s'è visto nulla di speciale, altro che invasione.
http://pensareliberi.com/2011/09/29/ddl-intercettazioni-obbligo-di-rettifica-articolo-1-comma-29-ammazza-blog-analisi/

In realtà, leggendo questo bellissimo articolo (sicuramente il migliore trovato in rete) scritto il 29 settembre, si diceva già che ci sarebbero state distinzioni tra siti registrati e/o semplici blog personali. La legge era, ed è ancora, in via di studio e probabilmente cambierà ancora.
Era formulata troppo male e con troppa poca chiarezza per essere definitiva. Senza contare che, per come era messa, poteva essere estesa a qualsiasi sito, ivi compreso facebook e twitter. Troppo invasiva per essere davvero come la si stava dipingendo.

Detto questo l'ordine di rettifica per le testate gionalistiche mi sembra, onestamente, sacrosanto. E' ora che smetta di passare il concetto "Posso scrivere su Internet quello che mi pare tanto Internet è libera".

Concludo dicendo che stavolta Wikipedia poteva davvero risparmiarsela. Il suo comunicato mi ha infastidito, e non poco.
Da quel che si legge sul Corriere.it, l'ipotesi di Marco che si trattasse soltanto di un ammodernamento della legge del 1948 sembra la più plausibile.

Ora, il merito del cambiamento alla legge è delle reazioni, degli auto-oscuramenti e delle mobilitazioni, o ci si è fasciati la testa prima del tempo?
Ok, solo per le testate giornalistiche. Ma la mia domanda qua sopra resta. Se io, testata giornalistica, scrivo qualcosa di assolutamente vero e legittimo, ma che qualcuno ritiene lesivo o offensivo eccetera, devo per forza pubblicare la rettifica?
Ok, solo per le testate giornalistiche.

No, non è vero, la legge dice espressamente "siti informatici". Chi ha detto questa cosa?!

Riporto l'articolo riformato (grazie a Romeo!) se il DDL passasse:

Art. 8 - (Risposte e rettifiche)

Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale.
Per i quotidiani, le dichiarazioni o le rettifiche di cui al comma precedente sono pubblicate, non oltre due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta, in testa di pagina e collocate nella stessa pagina del giornale che ha riportato la notizia cui si riferiscono.
Per i periodici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, non oltre il secondo numero successivo alla settimana in cui è pervenuta la richiesta, nella stessa pagina che ha riportato la notizia cui si riferisce.
Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.
Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate, senza commento, nella loro interezza, purché contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni contestate.
Qualora, trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma, la rettifica o dichiarazione non sia stata pubblicata o lo sia stata in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma, l'autore della richiesta di rettifica, se non intende procedere a norma del decimo comma dell'articolo 21, può chiedere al pretore, ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile, che sia ordinata la pubblicazione.
La mancata o incompleta ottemperanza all'obbligo di cui al presente articolo è punita con la sanzione amministrativa da lire 15.000.000 a lire 25.000.000.
La sentenza di condanna deve essere pubblicata per estratto nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia. Essa, ove ne sia il caso, ordina che la pubblicazione omessa sia effettuata.
@Adriano Esposito, commento 182
Ok, ok, come sempre le cose sono chiare nella mia testa ma non le scrivo come le penso.
Riformo: se io scrivo (pappardella come sopra) e quanto scritto è un FATTO (l’acciaio perde il 50% eccetera eccetera a X gradi, non è opinabile, è un fatto comprovabile semplicemente ripetendo un esperimento facile facile. Il signor Tizio non sapeva nemmeno questo semplice fatto. Ergo, il signor Tizio NON È un esperto e infatti è piuttosto ignorante e a quanto si può dedurre inaffidabile), può un mero fatto essere ritenuto offensivo, lesivo etcetcetcetc...? Mi si può chiedere una rettifica di qualcosa che TU consideri lesivo ma che è semplicemente l’espressione di fatti?
Il sig. Adriano Esposito si definisce esperto di burrata, che secondo lui si fa con farina e segatura. Io pubblico un articolo (sono una testata giornalistica) spiegando che la burrata è un tipo di formaggio, e che noninclude ne farina, ne segatura. Ergo, il sig. Esposito sta millantando un’esperienza che non ha, avendo dimostrato palese ignoranza sull’argomento, e in futuro consiglio a chi volesse consultare un esperto di burrata a NON consultare il sig. Esposito. Può il sig. Esposito chiedermi di pubblicare una rettifica, sulla quale io non posso commentare, che dice che invece lui è un signor espertone conosciuto internazionalmente e che la burrata si produce NON SOLO con farina e segatura, ma anche con chiodi?

Sembrerà ridicolo, ma certi “complottisti” non hanno nemmeno le basi di ciò di cui parlano, e, per dire, Paolo pubblica(va?) anche su Wired. Wired è una testata giornalistica. Paolo scrive per Wired che il signor Tizio non è da prendersi sul serio quando parla della teoria di complotto X, perché il signor Tizio non ha le basi tecniche e ha scritto strafalcioni grandi come l’Everest che qualunque esperto del settore può confutare. Il signor Tizio potrebbe, sotto questa legge, chiedere di veder pubblicata una rettifica? Che l’articolo originale rimanga ha poca importanza, a questo punto.
Se questa legge passa davvero, la già inutile e screditata categoria dei “giornalisti” d’Italia sarà ancora di più una barzelletta. A proposito, l’Ordine dei Giornalisti che dice?
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=157111

Hanno modificato il disegno di legge, a quanto pare riguarderà solo i siti delle testate registrate. Quindi appena sarà approvato potete testare tutte le minacce fatte fino ad oggi di chiedere la rettifica su molte notizie riportate dai siti di testate registrate.
Ad ogni modo per coerenza dovreste continuare ad essere contrari al disegno di legge, e' cosi'?
Ubik15, grazie per avermi riconosciuto un piccolo merito.

Secondo me in parte sono serviti, ma e' stata una presa di posizione decisamente esagerata. In fondo era una piccolissima parte di un disegno di legge il cui obbiettivo come sappiamo e' decisamente un altro, sarebbe quello da combattere piuttosto che queste sottigliezze ingrandite (spero non ad arte).
@Nico
Certo che l'espresso ha una faccia di tolla a sbeffeggiare la lega per le teorie complottare, nemmeno un mese dopo aver messo materiale di mazzucco in vendita con il loro giornale.
Era di Chiesa, non di Mazzucco, stai attento che ti querelano:-)
Quello del DVD in allegato si spera che sia un incidente, invece qui si parla di una longeva trasmissione che recentemente ha raddoppiato i propri spazi ma ne ho parlato soprattutto perché l'articolo di Daniele Sensi è molto divertente.
[quote-"Alexandre"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/wikipedia-italiana-si-auto-oscura.html#c8776028715166371673"]
Se questa legge passa davvero, la già inutile e screditata categoria dei “giornalisti” d’Italia sarà ancora di più una barzelletta. A proposito, l’Ordine dei Giornalisti che dice?
[/quote]

L'ordine dei giornalisti non ha nulla da dire, perche' e' dal 1948 che esiste questa legge e loro la devono (dovrebbero) rispettare praticamente da sempre.
@Alexandre (noto una volta come Alexander suo malgrado)

Secondo me, sì. Se io reputo falsa la tua affermazione, ti chiedo di pubblicare la mia dichiarazione/rettifica. Non sta a te valutare il merito, ma solo se è penalmente irrilevante, così come da legge.

@Marco

Io non sono contro il DDL sulle intercettazioni, trovo ingiusto, oltre che già illegale, che i giornalisti pubblichino intercettazioni secretate. Questo è quel che succede in Italia e non mi stupisce che questa abitudine abbia causata una legislazione molto molto stringente, come questa proposta dal governo. Se in passato i giornalisti e chi lavora nelle procure fosse stato ligio alla legge e tali abusi non si sarebbero verificati ora non saremmo qui a commentare una legge rigidissima.

In ogni caso il problema delle intercettazioni di massa e della loro pubblicazione non è certo un problema inventato dal governo.

Per es. io ho scritto una lettera alla procura e un articolo che commentava il suo contenuto è stato pubblicato dopo pochi giorni su Repubblica. Per fortuna non hanno fatto il mio nome, ma se l'avessero fatto secondo te come avrei potuto difendermi? No, direi che i giornalisti sono dei bastardi mai visti certe volte e mi fa piacere che li si mazzoli quando fanno così.
[quote-"Alexandre"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/wikipedia-italiana-si-auto-oscura.html#c8776028715166371673"]
Il signor Tizio potrebbe, sotto questa legge, chiedere di veder pubblicata una rettifica? Che l’articolo originale rimanga ha poca importanza, a questo punto.
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Non direi: se l'articolo è scritto bene, cioè se hai argomentato con dovizia di particolari, esponendo chiaramente i fatti, giustificando le conclusioni, una rettifica sarà praticamente ininfluente: il lettore avrà tutti gli elementi per capire che te hai comunque ragione, e che il signor Esposito, chiunque egli sia, ;-) è un emerito caprone, che oltre a non capire un corno di formaggi non è neanche capace di ammettere di avere torto.