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36 commenti

”Il televisore che vi ascolta”: in tempi di sorveglianza pervasiva, vantiamocene pure

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “buon12*”.

Neanche Orwell aveva avuto il coraggio di immaginare che invece di farci imporre un teleschermo che guarda e ascolta in casa da uno stato totalitario ossessionato dal controllo, come descritto nel suo profetico libro 1984, saremmo stati noi stessi a installarcelo in casa, pagandolo di tasca nostra e oltretutto vantandoci di averlo fatto.

Un “televisore che vi ascolta e vi capisce”, che riconosce i gesti e le voci ed è collegato a Internet: lo strumento perfetto per il monitoraggio domestico. Sono paranoico? No, perchè è già successo.

Ho già parlato (Borsa della Spesa, pag. 20) dei televisori Samsung che potevano essere controllati via Internet (articolo; video). Ora è il turno dei televisori LG, che trasmettono alla casa produttrice in Corea non solo i nomi dei file video che guardate, ma anche i nomi dei file (non necessariamente video) condivisi sulla rete domestica, e informano la LG ogni volta che accendete o spegnete il televisore (Ars Technica). E dato che queste informazioni sono trasmesse in chiaro, facilitano inoltre il lavoro degli intrusi.

La LG, in altre parole, si è arrogata il diritto di sapere quando e quanto guardate la TV e che video guardate. E la pubblicità esalta queste caratteristiche. “Possibilità illimitate”: sì, ma di farsi i fatti degli altri. Qui non stiamo parlando di NSA o altri grandi ficcanaso di stato, ma di un'azienda che si prende il diritto di sapere cosa facciamo. No, no, no e ancora no: quello che faccio io con il mio televisore, quello che leggo e quello che guardo, sono e devono essere fatti miei. Non è questione di non avere niente da nascondere: è un diritto fondamentale della libertà civile. Se non vi è chiaro il concetto, se vi sembra retorica esagerata, non dovete fare altro che pubblicare nei commenti qui sotto la vostra cronologia completa di navigazione. Con nome e cognome.

Se avete una Smart TV, non collegatela a Internet. O imparate a bloccare i pacchetti di dati in uscita dal televisore spione.


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Commenti
Commenti (36)
OK, uno dei motivi per cui una Smart TV e' l'ultimo dei miei desideri.
Perche' non cominciano i geni che hanno partorito una TV cosi' a pubblicare in Internet tutto quello che vedono e leggono?
Vediamo se gli piace tanto...
Ma i nostri complottisti, sempre pronti a farneticare di microchip e microciop e di altre diavolerie per il "controllo della mente", di questo non dicono niente?
In effetti non vedo il motivo percui un'azienda che produce televisori debba sapere cosa ci guardo...ma il garante della privacy prima di fare provvedimenti inutili non si può interessare di cose come queste che sono veramente un pericolo?
ho sempre sostenuto che un buon firewall sia la cosa migliore di questi tempi...
In ogni nazione mi pare ci sia un'autorità che si occupa della privacy. Questa dovrebbe vigilare e dicharare invendibili sul territorio nazionale apparecchi che trasmettano automaticamente via Internet informazioni che l'utente non è consapevole di condividere. Bisogna vedere se su questi smart tv esiste una pagina di configurazione e quali sono le opzioni di defult.
Nuovo libro: Smart TV manuale di autodifesa.
Comunque è un problema che per adesso non mi tange non ho intenzione di spendere mille euro per un nuovo televisore.
mi vedo il pacchetto dati da un ipotetico televisore del genere a casa mia: 'chenoiachebarbachenoia'
senza essere paranoici o complottisti, ma immagino che anche i vari social network possano servire a questo scopo ora (magari solo per marketing o ricerche) o in futuro (brrr. mi immagino peggio). che gli frega di spiarci se siamo noi stessi a fornire gusti, usi e nostre preferenzee?
no,
sono sempre più pessimista sul futuro del mondo.
Rincoglioniti, e pure felici di esserlo.
@Guido DR:
"ho sempre sostenuto che un buon firewall sia la cosa migliore di questi tempi..
Si', mi pare un buon investimento. Poi devi anche saperlo configurare, ovvio, ma se ci riesci vale ogni cent che spendi.
Paolo, siamo arrivati al cortocircuito.

Tu basi parte della tua vita pubblicando dati sensibili di te e di quello che fai su Internet. E quindi anche una parte più o meno importante del tuo lavoro, e quindi dei tuoi introiti. Ricordo quando ad esempio hai pubblicato la tua residenza su un altro blog: certo, lo hai fatto probabilmente perchè non vuoi nulla da temere e perchè tanto un qualunque soggetto dotato di un minimo di capacità e di determinazione avrebbe potuto comunque ottenere quei dati.

La tecnologia dell'informazione offre opportunità e rischi, come qualunque altra intrapresa umana. Tu usi questa tecnologia come parte della tua autoaffermazione, il chè è più che legittimo: tu stesso metti in guardia gli sprovveduti sul fatto palese che riempirsi di manufatti ricetrasmittenti offre il fianco alla tracciabilità e alla violazione della 'privacy'. Eppure te ne circondi, perchè questi strumenti ti offrono delle opportunità di autoespressione e di profitto.

Allora capisci che appare vano e fumoso il concetto di privacy, diventa tutto personale e quindi difficilmente sostenibile. Certo, esiste o dovrebbe esistere una tutela giurisdizionale per l'abuso o il mis-uso delle informazioni che la tua stessa esistenza libera diffonde nella collettività, però non sei ragionevole se dici che questi manufatti 'non dovrebbero fare' o sono 'disonesti nel fare' un qualcosa che pertiene intimamente alla loro natura: comunicare e condividere informazioni.
Non vorrei dire ma:
- il mio Internet Service Provider (Telecom Italia nel mio caso) conosce già benissimo tutte le mie navigazioni sul WEB.
- il mio gestore di posta (Google nel mio caso) conosce già il contenuto di tutte le mie email.
Buon 2014 !
Orwell aveva sbagliato di solo 30 anni... ;-)
Bé.... preoccupazioni condivisibili. C'è da dire che questo tipo di trasmissioni sono sempre state monitorate dagli hakers che, con la proliferazione degli smart-tvs sono costretti ad allargare proprio campo di osservazione verso gli smart-elettrodomestici.

Comunque nel post di arstechnica c'è un virgolettato di LG che risponde alle osservazioni. Ne incollo qui una parte:

"It has also been reported that the names of media files stored on external drives such as USB flash devices are being collected by LG Smart TVs. While the file names are not stored, the transmission of such file names was part of a new feature being readied to search for data from the internet (metadata) related to the program being watched in order to deliver a better viewing experience. This feature, however, was never fully implemented and no personal data was ever collected or retained. This feature will also be removed from affected LG Smart TVs with the firmware update"

Non è rivolto a nessuno in particolare ma secondo me bisogna evitare atteggiamenti catastrofistici e cercare di capire realmente come difendersi. E quindi fornire il relativo supporto a coloro i quali non ce la fanno da soli.

Intanto buon anno a tutti!
Quoto Guido
io ho un buon firewall con cui controllo chi e cosa puo' accedere in rete
E spesso se ne vedono di tutti i colori (a partire dal google updater a Adobe e cosi' via...)
Pienamente daccordo. In effetti non sarebbe male avere una guida per difenderci dalle Smart TV.
Secondo la risposta di LG presente nell'articolo (pubblicato lo scorso novembre) esiste un'opzione per disabilitare la raccolta di informazioni (anche se le stesse vengono comunque inviate): sarà un caso ma nel mio televisore non l'ho trovata...
C'è da dire che la connessione internet è utile anche per gli aggiornamenti FW (di cui uno dovrebbe essere appunto quello che bloccherà l'invio di pacchetti alla casa madre): vero che si può "temporaneamente" abilitare la connessione ad internet, verificare se ci sono aggiornamenti, scaricarli ed installarli per poi disabilitarla nuovamente ma non credo che l'utente medio sia in grado di operare in questo senso (purtroppo)...
Comunque proverò a verificare se, nel prossimo aggiornamento FW, ci sarà l'opzione menzionata e proverò a verificare il traffico generato dalla TV.
Stepan,

Paolo, siamo arrivati al cortocircuito.

La differenza è che io scelgo di pubblicare alcuni dati sensibili e sono consapevole dei rischi che questo comporta oltre che dei benefici che ne derivano.

Non è la stessa cosa che essere spiati senza saperlo o trovarsi con dati personali spiattellati in Rete.
Massimo,

secondo me bisogna evitare atteggiamenti catastrofistici

Ho cercato di non essere catastrofista ma di rendere chiaro quanta leggerezza e incoscienza ci sia da parte dei produttori di queste tecnologie.

Avevo letto la "giustificazione" di LG che citi, ma non regge sotto troppi punti di vista tecnici. Il concetto, semplice ed elementare, è che una raccolta di dati / metadati di quel genere, passante per i server di LG, non doveva neanche essere concepita. Neppure per test.
Anche il provider (internet o email come google) conosce a menadito ciò che faccio. Nel caso del provider internet i dati sono tenuti per un certo periodo (per indagini polizia ad esempio) e successivamente distrutti. Nel caso di google i dati sono lì e li gestiscono loro. D'altro canto se google è gratuito un motivo c'è! Nel contratto (quella simpatica spunta che c'è quando ci si registra) è specificato.

In questo caso avranno i loro interessi, ma qua il televisore lo paghiamo e in più i dati sono più in chiaro, che più in chiaro non si può! La differenza mi pare rilevante.

Al di là di tutto, per evitare tracciamenti di ciò che facciamo mi pare di aver letto di un programma che non faceva altro che compiere richieste casuali ai server in giro per internet, in modo che i dati reali fossero mischiati con il marasma delle richieste totali.
Articolo molto interessante. Tempo fa, quando ancora il Cloud computing era solo una minaccia ma ancora non ci aveva toccati veramente, avevo condotto una battaglia attiva contro l'utilizzo incontrollato di questa tecnologia. In nome di una privacy che pian piano scompariva e che, di fatto, oggi non esiste neppure se la andiamo a cercare con il lumicino.
Nonostante tutti gli strumenti di protezione possibili, parlare di anonimato e di privacy oggi resta una mera utopia. Possiamo solo pensare di rendere difficile la violazione della nostra privacy a quelli che in fondo non sono abbastanza preparati tecnicamente per violarla, ma nulla possiamo contro quelli che invece preparati lo sono per mestiere.
Anche io sono d'accordo sul fatto che non sia importante nascondere quello che facciamo, ma credo che sia fondamentale poter essere onesti senza essere spiati in continuazione e senza motivo.
Tagliando corto, la mia battaglia personale contro l'uso stupido del cloud computing è ovviamente fallita. Era una battaglia persa in partenza forse ed è un peccato, perché il cloud computing altro non era che uno step precedente alla situazione di oggi. Hanno guadagnato talmente tanta fiducia che si permettono di implementare tecnologie ancora peggiori come quella da te citata: un servizio con cui affidiamo i nostri dati di navigazione televisiva a dei server su cui non abbiamo il benché minimo controllo.
Io non sono uno che vede complotti ovunque, questi non sono complotti, sono servizi.
Buon 2014!
Il problema molto grave è infatti la mancanza di consenso.
Del resto il mio OS win 8 continua a mandare pacchetti di dati verso indirizzi IP di proprietà Microsoft. Purtroppo non so ben capire cosa c'è dentro. Per "non saper leggere e scrivere" ho installato un firewall con una lista di molto lunga di indirizza ip da bloccare...

la lista la prendo da qui:
https://www.iblocklist.com/lists.php

Purtroppo mancano liste per samsung e lg.
Bisognerebbe crearle...
però non sei ragionevole se dici che questi manufatti 'non dovrebbero fare' o sono 'disonesti nel fare' un qualcosa che pertiene intimamente alla loro natura: comunicare e condividere informazioni.

Nella natura di una televisione è comunicare informazioni in una direzione sola. Questa lo fa in due.
Nella natura di una televisione è comunicare informazioni in una direzione sola. Questa lo fa in due.

In pratica un elettrodomestico transgender e piuttosto lascivo?
Mi sembrava non avessi problemi con l'evasione fiscale...
mi sei sempre sembrato molto libertino in questi termini...

eri tu che sostenevi che se non avevi niente da nascondere, "che male c'era"...
soprattutto in tema di "eliminazione del contante"...

se io volessi prendere dei fiori per la mia amata... perchè devo farlo con un bancomat o carta di credito?
voglio essere libero di usare il contante per farmi gli affari miei...
il concetto è lo stesso relativo al tua articolo sulle TV...

...che male ci sarà mai a far sapere cosa guardi?? :-)

per carità, i cambiamenti sono sempre ottimi segni di maturità!

cmq sia, ottimo lavoro!
ciao!
il pensiero complottista direbbe che :
Prima si tenta di compromettere la privacy con modi gentili,
o con scuse del tipo safety-idiot : "è per la tua sicurezza"
poi viene imposta la sorveglianza elettronica, di categorie
professionali, come i pescherecci, geolocalizzati dal satellite,
per sapere dove come e quanto pescano,
poi il riconoscimento biometrico attraverso le telecamere
pubbliche e private.
Infine saremo costretti ad impiantarci il microchip
nel cervello per il controllo della mente.
(ma con lo smartphone ci siamo quasi vicini)
e sarà il trionfo del fassismo mondiale elettronico e totalitarista.
fuori da talune agenzie sarà affissa la scritta "il lavoro rende liberi"
hitleer, musolini e stallin saranno considerati solo come dei piccoli dilettanti.
Pip19,

Mi sembrava non avessi problemi con l'evasione fiscale...
mi sei sempre sembrato molto libertino in questi termini...


Forse mi confondi con qualcun altro. Me ne sono andato dall'Italia proprio per non diventare evasore.

Il termine "libertino" non mi sembra vada molto d'accordo con le tasse.


eri tu che sostenevi che se non avevi niente da nascondere, "che male c'era"...
soprattutto in tema di "eliminazione del contante"...



Decisamemte mi confondi con qualcun altro.
Se avete una Smart TV, non collegatela a Internet. O imparate a bloccare i pacchetti di dati in uscita dal televisore spione.

No so a me sembra una frase esagerata, anche come soluzione (mi ricorda tanto "se il tuo occhio ti da scandalo, cavalo").
Ho una Smart TV presa anche in considerazione del fatto che possa farmi vedere streaming video o film direttamente in TV senza doverli scaricare o complicarmi la vita con la condivisione e la comodità di avere la connessione direttamente all'accensione del TV (se ogni volta che voglio usare internet sulla televisione devo passare dal computer). La tua chiosa finale, per quanto comprensibile, così tranchant diverrebbe, secondo me, "assurda" se la passassimo ad altre tecnologie: "comprate il tablet, ma usatelo solo in locale, visto che esiste un sacco di malware per i tablet..."
Chi passa e legge ed ha una Smart TV è più interessato ad una soluzione seria e concreta che non a sentirsi dire "hai fatto male a comprare la TV", o "se hai la TV ma non sai niente di pacchetti sei un asino".
Quello che dici prima è più importante e dovrebbe essere meglio sottolineato: aggiornare il firmware e il software (ma se il TV è smart e collegabile direttamente ad internet di solito l'aggiornamento è "automatico") e attivare e aggiornare il firewall (e specificare che è quello sul router e non quello del PC), sono cose che molti sanno fare e che già migliorano la situazione. E se ci fosse pure un link a qualcuno che spieghi quali pacchetti o quali siti bloccare completerebbe le informazioni utili.
A me il cloud sta pure bene. Come mi sta bene Gmail: quando li uso so che i miei dati sono dispersi da qualche parte a disposizione ANCHE di qualcun'altro (che nella fattispece si occupa di custodirmeli e non dovrebbe farci altro rispetto a quanto dichiarato nel contratto).

Ma mi starebbe anche bene che LG sapesse che film ho visto per "darmi dei dettagli sullo stesso". Ma DEVE dirmelo PRIMA. E deve darmi la possibilità di dirgli "No, grazie, Google lo so usare da me". Che poi cercando su Google è lo stesso, qualcuno sa che l'ho fatto e quindi...
Il problema secondo me non è che LG lo faccia, il problema è che NON me lo dice.
Faccio un ragionamento da prendere con le dovute pinze.
E' vero che probabilmente nessuno ha piacere di far conoscere a terzi la cronologia delle proprie visioni televisive. Ma almeno questo sistema, opportunamente regolamentato (ed esteso alle altre marche di televisori), potrebbe finalmente garantire un sistema di rilevamento degli ascolti più affidabile e con un campione statistico molto più valido rispetto al vetusto Auditel. Questo potrebbe finalmente far sì che la proposta televisiva si adegui a quelli che sono i gusti REALI del pubblico, anzichè quelli ipotizzati tramite un ristretto numero di famiglie, come accade ora.

Ok, sappiamo tutti che spesso i gusti della massa non sono necessariamente indice di qualità (basti vedere quali sono i film più visti al cinema o i dischi in cima alle classifiche), così come non è detto che una tv sintonizzata su un programma ne indichi anche l'effettivo gradimento o interesse da parte dello spettatore. Però, aumentando il campione statistico e rendendo più efficace il rilevamento (ad esempio, un algoritmo potrebbe stabilire che, se la visione di un film/programma viene inframezzata da continui cambi di canale, lo spettatore non sta dimostrando eccessivo interesse nei suoi confronti), si riduce il margine di errore e il risultato finale potrebbe essere più prossimo alla realtà.
La gente vuole vedere schifezze? Ok,diamole pure le schifezze. Preferiscono rivedere l'ennesima replica di CSI, Dragon Ball e Simpsons anzichè una serie tv appena uscita? Ok, andiamo con le repliche. Ma almeno che sia accertato che sia DAVVERO quello che la maggioranza vuole vedere. E che si stabilisca se le "minoranze" siano effettivamente così ininfluenti, al punto di poter essere ignorate, come accade oggi.
Chiaramente, sarebbe giusto che questo tipo di rilevamento sia escludibile dall'utente, secondo sua discrezione. Però credo che uno che apprezza programmi come "Report" e "Sostiene Bollani" oppure le serie tv americane abbia tutto l'interesse del mondo a far sapere che le sta seguendo e che, quindi, ne vorrebbe ancora.
A questo punto ci si dovrebbe domandare se sia giusto sacrificare la propria privacy in cambio della possibilità di avere una televisione realmente più vicina ai gusti della popolazione. E' chiaro che un sistema del genere dovrebbe poter garantire che dati raccolti non possano, in alcun modo essere associati ad uno specifico televisore e alla famiglia che lo posssiede. E' sappiamo che non si può dare una garanzia del genere al 100%; ma lo stesso discorso vale anche quando usiamo il telefono, spediamo una lettera o usiamo internet...eppure continuamo a usarli lo stesso (v. commento successivo), quindi potrebbe essere un falso problema.

Ovviamente, il rilevamento di quello che passa nel lettore DVD o chiavetta USB è un'altra questione. E non lo dico solo perchè la gente vuole potersi guardare i p0rni o i dvx piratati senza farlo sapere in giro, ma per il semplice fatto che esistono già dei metodi per sapere cosa passa nei lettori DVD/USB delle persone. Per i prodotti originali esistono i rilevamenti nei punti vendita; per i dvx scaricati illegalmente, invece, si analizza il traffico dei torrent e del P2P. Insomma, non hanno bisogno della LG per sapere che in Italia ci sono migliaia di persone che si sono guardate Dexter, Game Of Thrones e Breaking Bad scaricandole dalla rete, a dimostrazione che il pubblico delle serie tv è una vasta utenza, che meriterebbe più attenzione e rispetto.E infatti, molte pay tv hanno finalmente capito che non ha senso aspettare dei mesi prima di trasmettere le serie tv di successo, altrimenti la gente le recupera in altro modo. Questo non impedisce il diffondersi della pirateria, ma comunque adegua il mezzo televisivo ai gusti e alle tempistiche degli spettatori reali..e non quelli ipotizzati dall'auditel.
La differenza è che io scelgo di pubblicare alcuni dati sensibili e sono consapevole dei rischi che questo comporta oltre che dei benefici che ne derivano.

Quando usiamo internet, partiamo dal presupposto che qualsiasi cosa noi facciamo sia tracciata (e quindi rintracciabile): la cronologia di navigazione, le ricerche su google, i commenti che lasciamo sui social network, ecc... Di conseguenza, non solo facciamo attenzione a non combinare cretinate, ma anche quando facciamo cose perfettamente legali e di cui non ci vergognamo (come pubblicare una foto che rappresenta noi e/o altre persone a noi vicine) pensiamo sempre al fatto che questa possa finire nelle mani sbagliate o possa metterci nei guai.

Se ci pensi, il "tracciamento inevitabile della rete" è un presupposto abnorme, una richiesta di compromesso allucinante. Acettiamo la presenza del grande fratello o comunque la diamo per scontata. Roba che, applicata al telefono, ci farebbe smettere di utilizzarlo. Eppure continuiamo lo stesso a usare internet: per lavorare, giocare, cazzeggiare, trastullarci, comunicare....e ci adeguiamo a tale compromesso, pur sapendo che non potremo mai avere garantita la totale riservatezza delle nostre azioni.
Perchè, nel 2014 non si può essere in grado di accettare questo compromesso anche per la tv?
Attenzione, non sto usando l'argomentazione del "non ho nulla da nascondere". Il fatto è che tutto quello che può essere dedotto dalle mie visioni televisive (compreso il mio credo religioso, le mie idee politiche, i miei gusti sessuali...) non è niente che non possa aver già dedotto Google, piuttosto che Facebook. E la casalinga di Voghera, che non usa internet, cosa dovrebbe temere se passa le giornate a guardare programmi tipo "Malattie imbarazzanti" o "Mistero", piuttosto che i programmi che tendono da una determinata fazione politica?

Inoltre aggiungo un piccolo particolare. Ancora oggi è abbastanza diffusa la credenza che i dati d'ascolto di un programma vengano valutati sulla base di TUTTI i televisori italiani. E questo vale anche per la gente mediamente acculturata e informatizzata: basta vedere quanta gente è convinta che, non guardando un particolare programma (tipo gli europei di calcio, oppure il discorso di capodanno), possano modificarne i dati d'ascolto. Sono i famosi "boicottatori", quelli che diffondono appelli su FB in cui affermano che non guarderanno certe trasmissioni, come segno di protesta. Poi quando fai notare che, se il loro televisore non è connesso all'auditel, il loro gesto è totalmente inutile, sbroccano come cani rabbiosi...ma non è questo il punto. Il punto è che molti pensano che la loro tv sia già (o sia sempre stata) connessa ad un sistema di rilevamento. Eppure non si sono mai posti il problema di cosa guardavano, che fosse un film, una trasmissione idiota o un film zozzo. Quindi, a loro, virtualmente non cambierebbe nulla.
Ad esempio attraverso il televisore, qualcuno potrebbe venire a conoscenza se sei in casa o meno..
Se il televisore rimane spento per le vacanze di Natale, quasi sicuramente significa che sei in vacanza al mare o in montagna,
E questo qualcuno potrebbe approfittarne per farti una visitina..
Pensandoci bene potrebbe un giorno il digitale terrestre o il satellitare , diventare pericoloso alla pari di una connessione Internet, ammesso che già non lo sia..
A secondo del televisore posseduto , potremmo dare informazioni ben più riservate e non , di quanto non possiamo immaginare..
Già ora credo che possano capire che trasmissione stai guardando, a che ora la tua tv è accesa, e tutto questo genere di informazioni.
Se fai zapping, se guardi un programma in particolare , i tuoi interessi, ecc ecc
Dice bene airone76 quando afferma che sarebbe importante una guida su come bloccare i pacchetti (o almeno un riferimento ad essa).

Ad esempio, come dicevo sopra, io blocco i pacchetti che windows 8 manda a casa microsoft. Per farlo uso il software peerblock,
So bene che si potrebbe fare con un router ma il problema è, almeno nel mio caso che utilizzo un modem impostomi dal mio ISP (fastweb), che il router non mi permette di personalizzare le regole del firewall. Non credo che peerblock esista per smat-cosi.

In ogni caso ci vorrebbe un firewall che gestisse lunghe liste di indirizzi IP.

In generale penso che occorre attivarsi con la diffusione di tecniche e saperi piuttosto che limitarsi a dire "questo presente non mi appartiene" e chi compra smart-cosi è un beota.

Solo sapendo questo le case produttrici si sentiranno un po' meno libere di invadere i nostri spazi.

(Naturalmente non è rivolto a Paolo Attivissimo che è da decenni che fa questo ma la mia è più una riflessione in generale)
basta non collegare la tv alla rete
quante pippe mentali
@ alex

basta non collegare la tv alla rete
quante pippe mentali


E che lo si compra a fare allora uno Smart Tv?
Forse non ti è chiaro il concetto di privacy.

Un aggeggio elettronico collegato al web, dovrebbe limitarsi a trasmettere strettamente i dati che servono per la connessione, non il nome dei files che hai salvato su di esso.

Meno pipposo adesso?
Massimo, questa cosa dei dati mandati a MS mi incuriosisce, hai un link con dei dettagli?
Mah, onestamente dei pacchetti di dati spediti alla Microsoft non me ne stupisco. La segnalazione automatica dello stato del sistema c'è praticamente dal rilascio di Windows XP.