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15 commenti

Fotocamera usata sulla Luna va all’asta? Un momento...


Credit: AFP/La Stampa
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “ois.ni*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La Stampa e altre testate annunciano la messa all'asta di una fotocamera che sarebbe “il solo apparecchio fotografico della NASA ritornato sulla Terra dalle missioni Apollo che portarono allo sbarco dei primi uomini sulla Luna”. Sarà proposta a Vienna il 22 marzo prossimo con una base d'asta di 80.000 euro e un prezzo atteso fra 150.000 e 200.000 euro.

Più precisamente, secondo la casa d'aste Westlicht si tratterebbe in realtà dell'unica fotocamera usata sulla Luna e riportata a Terra. La Westlicht, fra l'altro, parla erroneamente di “unica fotocamera mai usata su un altro pianeta e riportata a casa”, ma la Luna non è un pianeta: è un satellite.

La Westlicht attribuisce la fotocamera alla missione Apollo 15, dicendo che si tratta della Hasselblad numero 1038, una delle 14 usate sulla Luna durante le sei missioni Apollo che vi sbarcarono, e affermando che tutte queste fotocamere, tranne quella che verrà messa all'asta, furono lasciate sulla Luna per ridurre il peso al decollo. In effetti la prassi standard di tutte le missioni che sbarcarono sulla Luna prevedeva che il corpo macchina e gli obiettivi delle fotocamere venissero lasciati sulla Luna e che si riportassero a Terra soltanto i caricatori contenenti la pellicola.

L'autenticità della fotocamera messa all'asta, sempre secondo Westlicht, è dimostrabile perché il vetrino che porta le crocette di registro (reseau plate) porta inciso il numero 38, che è lo stesso visibile nelle foto scattate durante la missione Apollo 15 dall'astronauta Jim Irwin, come quella qui sotto. Il numero è vicino al bordo inferiore, al centro.



L'oggetto proposto è indubbiamente una bellissima Hasselblad motorizzata, di certo molto simile a quelle modificate per l'uso all'esterno sulla Luna durante le missioni Apollo: il colore argento (per riflettere il calore ed evitare surriscaldamenti al Sole; le Hasselblad per uso a bordo erano nere), l'obiettivo Zeiss Biogon, il tasto di scatto più grande e le leve di regolazione maggiorate e molti altri dettagli corrispondono. Ma ci sono tre problemi.

Primo, secondo gli esperti di Collectspace non è vero che una sola fotocamera usata sulla Luna tornò a Terra: anche quella di Alan Shepard (Apollo 14) e probabilmente quella di Gene Cernan (Apollo 17) furono riportate, anche se non si sa che fine abbia fatto quella di Cernan.

Secondo, i numeri di serie citati da Westlicht corrispondono a quelli di una fotocamera messa all'asta nel 2012 dalla RR Auction. In quell'occasione, però, la fotocamera fu descritta come una Hasselblad che aveva volato fino all'orbita lunare, ma senza alcuna indicazione che fosse stata usata sulla Luna: una distinzione importante dal punto di vista della rarità e quindi del valore collezionistico dell'oggetto.

Terzo, confrontando le foto di quell'offerta del 2012 con quelle attuali, i graffi corrispondono ma è cambiato l'obiettivo e sono state rimosse alcune scritte, brutalmente sostituite con del nastro adesivo (cosa assurda per un cimelio di valore del genere). In particolare, il caricatore (il blocco cubico sul retro, contenente la pellicola fotografica) è da 70 pose (non previsto per uso lunare, per il quale invece si usavano pellicole con un numero di pose molto superiore), mentre la descrizione dell'asta Westlicht parla di un caricatore da 200 pose.

Nelle foto mostrate da La Stampa manca inoltre la darkslide, ossia la lamina che proteggeva la pellicola quando veniva rimosso il caricatore, e manca l'adesivo con le istruzioni di regolazione da usare sulla Luna, solitamente presente invece nei caricatori realmente usati sulla Luna e conservati nei musei, come quello mostrato qui sotto:

Caricatore lunare di Apollo 11, al National Air and Space Museum.
Credit: Ulli Lotzmann.


Questa è una delle foto pubblicate da La Stampa a illustrare la fotocamera:



Questa è la foto della fotocamera messa all'asta dalla RR Auction nel 2012: notate gli adesivi rimossi e l'obiettivo differente.

Questa, invece, è una Hasselblad di tipo lunare mostrata da Hasselbladusa.com:


Tra le foto scattate sulla Luna dalla missione Apollo 15 ne ho trovate alcune che mostrano almeno due delle tre fotocamere usate all'esterno dagli astronauti in quell'occasione, a luglio del 1971:

Dettaglio di AS15-82-11168
(unica foto che mostra una fotocamera e che non è
contrassegnata dal numero 38, quindi non è scattata con la fotocamera
dichiarata da Westlicht).
Dettaglio di AS15-85-11439.
Dettaglio di AS15-85-11470.
Dettaglio di AS15-85-11492.


Sia come sia, quella offerta all'asta è una Hasselblad meravigliosa: ma non è del tutto certo che sia davvero stata usata sulla Luna. Comunque se qualcuno ha voglia di regalarmela, non dico certo di no.
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Commenti (15)
"Primo, secondo gli esperti di Collectspace non è vero che una sola fotocamera usata sulla Luna tornò a Terra: anche quella di Alan Shepard (Apollo 14) e probabilmente quella di Gene Cernan (Apollo 17) furono riportate, anche se non si sa che fine abbia fatto quella di Cernan."

Domanda stupida:
ma le foto di Apollo 11 ? A terra sono stati riportati solo i rullini e non le fotocamere ?
@Giuseppe
Forse dico una stupidaggine, ma credo abbiano lasciato sulla Luna tutto l'equipaggiamento non strettamente indispensabile per ridurre al massimo il peso del modulo di risalita e per fare posto (sempre in termini di peso) a più rocce lunari possibile.
Giuseppe,

furono riportati a terra i caricatori ma non i corpi macchina. Aggiungo la precisazione all'articolo.
Beh, un giorno li recupereremo i corpi macchina dalla luna, e allora... sai che aste! :)
Buoni ultimi, gli amici di Repubblica hanno letto la Stampa di lunedì: http://www.repubblica.it/esteri/2014/02/05/foto/spazio_apollo_15_all_asta_la_famosa_hasselblad-77772326/1/#1
Ma come è finita questa fotocamera nelle mani delle case d'asta? pensavo che la Nasa si tenesse in casa tutto, non sarà come le rocce lunari ...
Chissà se sono ancora funzionanti le fotocamere lasciate tanti anni sulla superficie lunare.

Tento di rispondermi ma non so se dico castronerie. Sulla Luna non c'è atmosfera, quindi, niente umidità ed elementi corrosivi. Ci sono però forti sbalzi termici. Se tali sbalzi non hanno logorato la "carrozzeria" della fotocamera, questa potrebbe ancora funzionare.

Chi va a prenderne una per verificare?
@Kleos
Notare la didascalia della foto 9 ("Un tecnico monta una videocamera a bordo del primo Rover lunare").
Certo che i tecnici per lavorare comodi usavano dei guantini niente male...
Guastulfo,

oltre agli sbalzi termici c'è la radiazione UV, che tende a danneggiare molti materiali.

Dubito che le Hasselblad lasciate sulla Luna siano ancora funzionanti. Presumo che il pacco batterie sia ormai andato da un pezzo (erano a motore elettrico).

La mia Hasselblad (ne ho una, una EL/M molto simile a quelle usate in cabina nelle missioni Apollo) funziona ancora perché ha un pacco batterie nuovo. Quello originale è defunto da un pezzo.
OldPap,

La didascalia di Repubblica che citi è una stupidaggine. Quella non è una videocamera, è una cinepresa. Precisamente una Maurer Data Acquisition Camera, pellicola 16mm a colori.

I redattori di oggi non sanno più che per fare le foto una volta si usavano le pellicole invece degli iPhone.

Il tecnico usa i "guantini" per una ragione molto pratica: deve verificare che gli astronauti saranno in grado di fare quello che fa lui quando saranno sulla Luna e indosseranno gli stessi guanti.
Guastulfo,

penso che il problema principale sarebbe la nebbia di particelle cariche che è stata scoperta vagare intorno alla superficie lunare (vedi per esempio qui e le numerose osservazioni visuali effettate proprio dagli astronauti Apollo. Sicuramente ogni oggetto sulla superficie lunare è ricoperto di uno strato di polvere finissima che si è infilata dappertutto. Se vi sono parti in materiale plastico (guarnizioni di tenuta per es.) saranno completamente polimerizzate. Anche cambiando la batteria sono certo che la macchina è inservibile e forse anche deformata dagli innumerevoli cicli termici.
"penso che il problema principale sarebbe la nebbia di particelle cariche che è stata scoperta vagare intorno alla superficie lunare [...]
Se vi sono parti in materiale plastico (guarnizioni di tenuta per es.) saranno completamente polimerizzate. Anche cambiando la batteria sono certo che la macchina è inservibile e forse anche deformata dagli innumerevoli cicli termici. "

E questo non farebbe altro che far aumentare il prezzo degli esemplari garantendo, di fatto, l'autenticità: non sarà facile per niente riprodurre l'usura passiva subìta sulla Luna, e quindi sarà molto difficile creare dei falsi...
Per quanto riguarda il non funzionamento dubito che interessi agli acquirenti: chi acquista un simile pezzo di storia dubito fortemente che lo farà per usarla :)
Grazie a Paolo per la sempre precisa disamina. Secondo le mie fonti ci sono seri dubbi che si tratti di una Hasselblad portata sul suolo lunare. Per esserne certi (oltre a vedere i numeri di serie, sempre che non siano stati contraffatti), basterebbe passare la macchina sotto un microscopio a scansione per vedere i micro granelli di regolite che inevitabilmente vi si trovano ancora. Altra cosa che si può fare, ma che non ho ancora fatto... chiedere a Dave Scott o Alfred Worden o meglio ancora alla famiglia di Irwin (conosco personalmente la moglie e le figlie). Appena dovessi avere conferme mi farò vivo. Saluti a tutti, Luigi Pizzimenti
Se qualcuno pensa di partecipare all'asta, forse è meglio che mi contatti prima di fare offerte.
Oggi sul Corrierone riparlano di quest'asta. Mi sono permesso di segnalare questo tuo articolo nei commenti, e al momento sono in coda di moderazione (credo). Se e quando mi pubblicheranno, riporterò qui quello che ho scritto (in sostanza, che ne avevi già parlato più di un mese fa e che non c'è la certezza che la Hasselblad sia stata effettivamente sulla superficie lunare).
Mi sa che il commento con il rimando al tuo articolo me l'hanno cassato, forse perchè avevo messo il link a questa pagina. In compenso mi hanno pubblicato questo: "Trovo sempre tragicomico come i lunacomplottisti riducano a farsa una delle più straordinarie conquiste scientifiche e tecnologiche dell'umanità." che al momento è il commento più votato, il che mi restituisce un minimo di speranza nell'umanità.