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11 commenti

Debutta la Bufalopedia!


Nelle scorse settimane ho riorganizzato l'elenco-catalogo delle mie indagini antibufala e l'ho pubblicato presso Bufalopedia.blogspot.com. Lo scopo della Bufalopedia è creare un sito di rapida consultazione, più leggero del Disinformatico e più specializzato, che consenta di cercare nelle indagini antibufala in base alle parole chiave (nomi, luoghi, frasi particolari).

È ancora incompleto e in crescita, e sicuramente alcuni link non funzionano e la casella di ricerca non restituisce ancora risultati completi, ma ci sto lavorando con l'aiuto dell'amica e collaboratrice Elena Albertini, che s'è smazzata il grosso del lavoro di ripubblicazione e catalogazione.

Per ora la Bufalopedia contiene i riferimenti di circa 270 delle oltre 400 indagini che ho svolto in più di dieci anni di attività; il resto dei dati verrà aggiunto man mano. Se ve lo stavate chiedendo, è a questo che servono le etichette catlg e uncatlg che trovate in questo blog: indicano quali indagini sono state già incluse nella Bufalopedia e quali restano da catalogare. E per i nostalgici, sì, i nomi delle etichette provengono dai miei anni di lavoro sui mainframe IBM in CICS/MVS.

Nelle prossime ore si attiveranno i nomi di dominio Bufalopedia.ch, Bufalopedia.it, Bufalopedia.info, Bufalopedia.com e Bufalopedia.net.

Buona lettura!
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Commenti
Commenti (11)
Non sarebbe stato meglio un wiki?
Voto anch'io per il wiki, molto più comodo e universale, se serve una mano sugli aspetti tecnici (setup, risoluzione problemi) posso provare a trovare un po' di tempo
I limiti del wiki - chiunque può scrivere qualsiasi cosa, e moderatori accomodanti o colmi di pregiudizi sono più che sufficenti perchè numerosi voci finiscano per fare letteralmente schifo - sono ben noti a chiunque, in questi anni, abbia provato a manipolare le pagine Wikipedia a proprio vantaggio. Per cui secondo me va benissimo così, su una wiki "bufalona" il rischio sarebbe stato quello di dover cambiare le voci ogni 30 secondi: fatto anche bene ad "occupare" le varie estensioni di dominio, peraltro.
Su alcuni blog di blogspot (con il Disinformatico non ho provato) ho notato che questa cosa del multidominio incasina la ricerca google fatta con la chiave "site:", nel senso che un po' di roba viene indicizzata in .it, altra in .com et cetera...
"E per i nostalgici, sì, i nomi delle etichette provengono dai miei anni di lavoro sui mainframe IBM in CICS/MVS."

Uh, qui si scoprono gli altaroni! :D

Grazie per questa nuova iniziativa! :)
Salvatore: si consigliava di usare il paradigma del wiki al posto del paradigma del blog, ciò non implica che devi lasciar gli articoli aperti alla modifica da terzi, ovviamente non avrebbe senso (anzi, i complottisti farebbero gara per modificare tutto)

Fabio: in teoria bisogna decidere qual è il dominio principale e poi sugli altri fare dei redirect 301 verso quello. Altrimenti non solo incasina Google ma Google ti penalizza
Riprovo a commentare: come mai hai scelto bufalOpedia piuttosto ch bufalApedia? Mi sembra più allineato con il sostantivo italiano.
Domanda: perché sempre su Blogspot? Perché - se proprio un blog - non una soluzione Wordpress self-hosted? Quali sono le ragioni?
Ciao,
Emanuele
Grazie mille per il lavoro! :)
@Emanuele

Non voglio rispondere al posto di Paolo, ma mi pare che si fosse già espresso in passato sul tema. In sostanza troppa roba da migrare e troppo poco tempo: se passasse ad un'altra piattaforma dovrebbe portare tutti i suoi blog su quella.
@Stephan, grazie per la risposta. Sospettavo. Peccato perché gestendo il db in maniera autonoma potrebbe uscir fuori un portale completo navigabile secondo percorsi diversi senza dover frammentare sempre di più le strade.