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Star Trek, specchio trasgressivo della società: saggio breve per la rivista “Formiche”

A settembre 2016 la rivista Formiche mi ha chiesto di scrivere gratuitamente un articolo per un numero contenente testi di vari autori legati a Star Trek per riflettere sulle connessioni in termini di evoluzione politico-sociale della serie. Ho accettato con la condizione di poterlo ripubblicare in seguito altrove, per cui eccolo qui. La traccia assegnatami, piuttosto impegnativa, è stata questa: “Come Star Trek ha assorbito e fatto suoi alcuni cambiamenti e realtà socio-politiche importanti (Guerra Fredda, Vietnam, Kennedy, l’Onu). Interessante anche qualche riflessione sul nuovo film che, come rilevato da alcuni critici, non contiene importanti riferimenti al mondo politico-sociale. È forse esemplificativo di un appiattimento della società moderna?” Questo è il mio svolgimento.


Star Trek, specchio trasgressivo della società


“Trasgressivo” probabilmente non è il primo aggettivo che viene in mente quando si considera la cinquantenaria saga di Star Trek. A prima vista, le avventure del Capitano Kirk, del signor Spock e dell’astronave Enterprise (e degli altri equipaggi delle serie televisive e cinematografiche successive) sono la quintessenza del conformismo americano degli anni Sessanta: una sorta di Alla conquista del West con navi spaziali al posto delle carovane, le stelle al posto delle praterie e il mostro della settimana al posto degli indiani. I bianchi americani sono i migliori e la galassia è la Nuova Frontiera di Kennedy che attende solo di essere conquistata da loro.

In effetti il format di Star Trek fu venduto proprio con questa premessa western alle reti televisive statunitensi proprio negli anni in cui l’America esplorava lo spazio per poi sbarcare sulla Luna. Ma il creatore della saga, Gene Roddenberry, ebbe anche l’astuzia di infilare tra le righe, in aggiunta all’azione e all’avventura e a personaggi-archetipo di grande presa sul pubblico, delle riflessioni pungenti sulla società contemporanea che i censori della controllatissima TV americana degli anni Sessanta non avrebbero mai lasciato passare se fossero state presentate esplicitamente.

Pochi giorni fa [a Bologna, il 17 settembre] ho incontrato William Shatner, l’attore che interpretò il Capitano Kirk nella serie televisiva originale. A ottantacinque anni portati con energia invidiabile, Shatner ha sottolineato alcuni esempi di questa trasgressione, come gli alieni bianchi sul lato destro e neri sul lato sinistro, che odiano e considerano inferiori quelli identici ma con i colori invertiti [Let That Be Your Last Battlefield/Sia questa l’ultima battaglia], chiara allusione ai drammi del razzismo negli Stati Uniti di allora, o il pianeta afflitto dalla rigenerazione spontanea degli organi e da un culto assoluto per la vita, che si trovava quindi in preda alla sovrappopolazione più disperata e allucinante [The Mark of Gideon/Il marchio di Gideon].

I nemici principali dei protagonisti, i Klingon e i Romulani (e successivamente i Borg), erano società aliene militariste, dittatoriali, dominate da un’ideologia unica nella quale l’individuo e le libertà personali erano irrilevanti: riferimenti molto evidenti all’Unione Sovietica e alla Cina degli anni Sessanta, dominati dalla paranoia della Guerra Fredda. Per contro, i nostri eroi viaggiano per l’universo non per sottometterlo ma per esplorarlo, hanno una Direttiva Primaria di non interferire con le altre culture, e operano sotto l’egida di una Federazione dei Pianeti Uniti, che è una versione futuribile dell’ONU.

L’equipaggio stesso dell’Enterprise è una trasgressione per gli standard dell’epoca: non più il solito gruppo di maschi bianchi anglosassoni con donne di contorno e bambini come spalla comica, ma una coralità di etnie, origini e generi. Certo, il Capitano Kirk è il perfetto simbolo dell’America WASP e le minigonne e le scollature abbondano, ma l’astronave è pilotata da un asiatico insieme a un russo con una sovversiva chioma da Beatles, il primo ufficiale è un mezzosangue (Spock è metà alieno e metà umano) ed è il più intelligente a bordo, e le comunicazioni e le riparazioni sono gestite da una donna oltretutto di colore (un ruolo rivoluzionario per i criteri sessisti e razzisti di allora, che ispirò per esempio Whoopi Goldberg a diventare attrice e si meritò il plauso di Martin Luther King). L’Enterprise vince perché unisce i talenti delle persone migliori, a prescindere da ogni discriminazione.

Ma al di sotto di questo livello di allegorie piuttosto palesi (almeno agli occhi di oggi) Star Trek spiccò per altri messaggi, più sottili ma altrettanto penetranti, che sfuggirono alla censura. Per esempio, avvenne in Star Trek il primo bacio televisivo fra un uomo bianco e una donna di colore (il capitano e l’addetta alle comunicazioni), tabù totale per l’epoca; passò perché fu presentato come un bacio forzato da alieni telepatici [Plato's Stepchildren/Umiliati per forza maggiore], generando comunque proteste negli stati americani del sud. La conta dei morti americani nella guerra in Vietnam, altro tabù, fu infilata pari pari nel telegiornale di un pianeta alieno, oltretutto impegnato in una guerra fredda fantascientifica contro un pianeta rivale, nella quale al posto delle bombe atomiche venivano lanciati attacchi virtuali, simulati da calcolatori, e i cittadini dichiarati morti dovevano presentarsi spontaneamente per l’eliminazione reale: un orrore al quale gli abitanti si erano assuefatti da secoli perché l’alternativa, la guerra vera con armi reali, sarebbe stata devastante per entrambi i contendenti [A Taste of Armageddon/Una guerra incredibile]. La vera alternativa, la pace fra i due mondi, era impensabile: un messaggio al limite del sovversivo in un’America uscita da poco dal maccartismo e impegnata in un immenso e costosissimo bluff militare contro l’Unione Sovietica.

Riflessioni e allusioni come queste sono state tentate nelle serie televisive e nei film successivi della saga, ma raramente hanno avuto la profondità e il coraggio di quelle della serie originale. Non sono mancati, per esempio, i riferimenti all’ecologia, all’ingegneria genetica, alla religione, e le famiglie con membri di specie differenti sono state raccontate, ma il primo accenno a una famiglia omosessuale è arrivato solo nel film più recente (Star Trek Beyond) e comunque è talmente garbato e fugace da sfuggire a uno spettatore poco attento. Le nuove produzioni di Star Trek sono state molto più prudenti.

Questa scelta di cautela è, paradossalmente, figlia proprio dei successi di quelle idee dirompenti degli esordi: un film o telefilm, oggi, viene distribuito in tutto il mondo, non più solo in Occidente, e quindi eventuali messaggi devono valere in ogni cultura, per cui tendono a essere molto generici. Per esempio, in Beyond il messaggio di fondo è semplicemente che la vera forza sta nell’unione e che la pace va difesa a qualunque costo contro chi crede che il conflitto sia il vero equilibrio e che se non c’è un nemico bisogna crearlo. Un’idea banale, forse, agli occhi di molti, ma potente in altre culture. Non va dimenticato che persino il messaggio elementare anticolonialista di un altro popolarissimo prodotto di fantascienza, Avatar, è stato sufficiente a impensierire i governanti della Cina quando se ne sono appropriati i cittadini colpiti dalle migrazioni forzate dal governo centrale.

La trasgressione di Star Trek è insomma diventata soft, ma è globale: ne coglieremo i frutti fra altri cinquant’anni.
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Commenti (14)
Condivido l'analisi, negli anni '60 la prima serie era mirata a stupire e far riflettere gli USA (grazie Gene Roddenberry, meritavi quel viaggio nello spazio anche da vivo).
Ora bisogna essere più sottili e più generici, per passare la censura dei vari governi.
Ma non dimentichiamo che la vera e buona fantascienza è anche il senso di meraviglia e di esplorazione, un pò mancate negli ultimi film ("To boldly go where no one has gone before", mi è rimasta impressa).
Piccolissimo refuso, manca un H! Pochi giorni fa ho incontrato William Shatner, l’attore che interpretò il Capitano Kirk nella serie televisiva originale. A ottantacinque anni portati con energia invidiabile....
Articolo bellissimo comunque Paolo.
@Ciccio Pasticcio rileggi bene la frase, non è un refuso e non manca nessuna acca. Bell'articolo :)
10 e lode!
tutto bellissimo.
e credo che star trek abbia avuto il merito di chiarire ad alcune generazioni di persone qual'è effettivamente la brace che muove il genere umano sin dai suoi primi passi, ovvero la curiosità, il desiderio di capire.

ma pur essendo un grande fan della serie mi trovo anche a pensare che in fondo abbiano voluto vincere facile.
è vero, è un prodotto di fantascienza e non un'analisi sociale, ma la verità è che non sono mai stati trattati tre dei più grossi problemi che ci si trova ad affrontare nella gestione di una società, per quanto avanzata ed illuminata, e che alla fine sono quelli che permettono di avere le astronavi che scorrazzano di qua e di là per le galassie a scoprire com'è fatta la realtà in cui viviamo, ovvero:
- l'assetto economico;
- la gestione energetica;
- la gestione alimentare.

perchè sono tutti bravi a dire sì, costruiamo l'astronavona e andiamo ad esplorare.
ma... con che soldi? o meglio, anche senza "vil denaro", come dai ad ognuno sul pianeta il sufficiente per vivere in relazione a ciò che fa? "a ciascuno secondo i propri bisogni, da ciascuno secondo le proprie capacità" direi che è già stato provato. star trek non ha mai affrontato la questione, nè dipinto futuribili soluzioni.

e l'energia? bellissimo, abbiamo il cristallo di dilitio. ok, è un po' instabile, a volte dà rogne, ma in pratica è energia illimitata (a costo? zero? boh...) e pulita, scalabile su qualsiasi esigenza. hai detto cazzi...

ed il cibo? davvero risolto tutto con i materializzatori? massì, magari ci può anche stare...
@F

Vero. Però i temi elencati da Paolo sono di tipo che potremmo chiamare sociale e culturale.
Quelli che descrivi tu sono tecnici, relativi al funzionamento di ciò che compare nel telefilm (se è relativa al reperimento dei soldi per costruire l'astronave, anche la questione economica rientra in questa categoria). Si tratterebbe quindi delle solite tematiche su cui sospendere l'incredulità, trattandosi di fantascienza.
Credo quindi che siano cose diverse.
In merito alla dissertazione sul denaro di "F", mi sento di citare Jean Luc Picard:

"L'economia del futuro è piuttosto diversa: il denaro non esiste nel XXIV secolo, l'acquisizione della ricchezza non è più la forza motrice delle nostre vite. Noi lavoriamo per migliorare noi stessi e il resto dell'umanità."

E' verissimo che questa tematica non viene mai approfondita molto nel tecnico (magari potremmo trovarne qualche sviluppo più approfondito nel prossimo venturo "Star Trek" che andrà in onda su Netflix), ma a mio avviso viene enfatizzata, o meglio, viene enfatizzata la differenza di approccio tra evoluzione tecnologica e mero attaccamento alla bieca economia, attraverso l'introduzione della cultura Ferengi, tema molto sviluppato in Deep Space 9 (penso a Quark ed alle sue maledette barre di latinum!).

...Alla fine è Fantascienza...e quel "Fanta" dovrà pur avere il suo peso, no? ;)
Dell'assenza di denaro ne accenna anche Kirk in ST IV (dopo aver mangiato la pizza con la biologa marina)

Credo che la prudenza dei film di oggi sia dovuto proprio al fatto che siano film e non serie televisive, quindi pensati, come dice Paolo, ad un pubblico globale (difetto ormai di quasi tutti i film e motivo per cui preferisco quelli giapponesi).

C'è da aggiugnere che, forse, prima era più facile essere "trasgressivi", era una società, quella americana, più conservatrice di quella attuale, nonchè più vicina all'800 (in senso cronologico) di quanto non lo siamo ora.
Usare il cardine "razza/etnia" non è di certo più trasgressivo ora (anche se in ST Spok rimane di fatto sempre l'unico alieno a bordo della nave o fra i persoanggi principali della federazione).
Critiche alla società, al capitalismo e simili sarebbero poco spendibili negli USA come nel resto del mondo: criticare un modello comunista (klingon/romulani) non ha più senso, e andare cotnro il "modello americano" sarebeb solo un autogol.

Onestamente, ad oggi, quali sarebbero i temi "trasgressivi"? Aborto? Unioni omosessuali? Violenza sulle donne? Teoricamente sì, ma già ampiamenti usati e discussi in altri film.
Puoi essere trasgressivo su un certo tema se sei il primo, o tra i primi 10 ad affrontarlo/esporlo, cosa che fece la serie TOS. Dopo si diviene uno dei tanti che, magari apparentemente, vuole solo sfruttare un filone.
Faccio ammenda.
La terza stagione l'avevo classificata come bruttamabruttabruttabrutta [cit rezzonico], e grazie di avermi spinto a rivedere oggi l'episodio di Gideon.
Bello spesso e quanto mai attuale.
ST,

Onestamente, ad oggi, quali sarebbero i temi "trasgressivi"?

Alcuni spunti, in parte già coperti da puntate di TNG, Voyager, DS9: eutanasia, ingegneria genetica, interferenza nelle culture altrui, accettazione delle macchine senzienti e loro diritti (questo lo sta facendo benissimo Westworld), poligamia, ibridazione con altre entità viventi e relativa definizione di "umano", pansessualità, diritto alla sopravvivenza a scapito di altre specie, evoluzione della cultura in una società dove tutte le esperienze sono ricreabili perfettamente su un ponte ologrammi... Gli argomenti ci sono.
@Luca Colombo
quoque tu ibi?
Paolo, grazie per la risposta.
Credo che non tutto quello che hai inserito possa definirsi "trasgressivo". Indubbiamente sono argomenti da discutere, su cui riflettere. Ma non sono minimamente al livello, ad esempio, del bacio di Kirk (considerata l'epoca).
Almeno dal mio punto di vista :)
ST,

sono le prime cose che mi sono venute in mente, ma non è difficile pensare ad altri temi più propriamente trasgressivi: basta chiedersi quali sono i tabù e le ingiustizie sociali di oggi. Per esempio, una società che considera il cannibalismo la più alta forma di tributo a un suo membro, tanto che ci sono persone che vengono elevate a superstar e fanno una vita intera di preparazione fisica per poter offrire la carne più tenera ai commensali prescelti (come si fa con le mucche massaggiate) in un evento teletrasmesso e popolarissimo. O una società nella quale il razzismo è praticato a ragion veduta, perché coesistono sullo stesso pianeta due specie intelligenti, ma una realmente meno intelligente dell'altra, che quindi logicamente viene sottomessa ed esclusa dai posti di governo.

Ne ho altre, ma me le tengo per la mia prossima, brillante carriera di autore di fantascienza :-)
… vi interessano le ultime due righe…?