skip to main | skip to sidebar
4 commenti

Antibufala: albergo attaccato da ransomware chiude gli ospiti fuori dalle camere

Ultimo aggiornamento: 2017/02/07.

Ha creato parecchio scalpore la notizia dell’albergo austriaco Romantik Seehotel Jaegerwirt, dove (secondo fonti come il Corriere della Sera) “circa 180 ospiti sono rimasti chiusi fuori dalle stanze, senza la possibilità di poter rientrare, fino al pagamento di un riscatto.”

L’albergo era stato colpito da un attacco informatico basato sul ransomware (un malware che blocca i computer fino a che si paga un riscatto), ma la storia è parzialmente una bufala e va ridimensionata.

Come nota l’informatico Graham Cluley, gli attacchi di ransomware non sono una novità, ma questo sarebbe stato un attacco particolare perché avrebbe preso di mira le serrature informatizzate delle camere. Ma proprio questo aspetto insolito è la bufala.

La fonte originale della notizia, The Local, aveva effettivamente scritto inizialmente che gli ospiti erano rimasti chiusi fuori dalle proprie stanze, ma in un successivo aggiornamento aveva chiarito che gli ospiti non erano affatto stati imprigionati. Più semplicemente, il ransomware aveva bloccato il computer che gestiva l’aggiornamento delle chiavi elettroniche delle camere, per cui quelle esistenti funzionavano senza problemi ma era impossibile generare chiavi nuove.

Il disagio è durato un giorno, ha dichiarato Christopher Brandstaetter, direttore dell’albergo, fino a quando è stato pagato il riscatto; ha precisato inoltre che “gli ospiti quasi non si sono accorti dell’inconveniente”.


Fonti aggiuntive: Gizmodo, The Register, Motherboard.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati manualmente da un moderatore a sua discrezione: è scomodo, ma è necessario per mantenere la qualità dei commenti e tenere a bada scocciatori, spammer, troll e stupidi.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui e/o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (4)
Certo che non credo ci voglia un genio per pensare che le porte con le serrature elettroniche possano avere un sistema meccanico di apertura di emergenza. Altrimenti in caso di blackout che si fa?
:-o
"La fonte originale della notizia, The Local .... in un successivo aggiornamento aveva chiarito che gli ospiti non erano affatto imprigionati, ma semplicemente il ransomware aveva bloccato il computer che gestiva l’aggiornamento delle chiavi elettroniche delle camere, per cui quelle esistenti funzionavano senza problemi ma era impossibile generare chiavi nuove."

Non è precisamente così: The Local in realtà ha chiarito che gli ospiti non erano bloccati all'interno, ma una volta usciti non potevano rientrare:

"Correction: Due to a misunderstanding, it was stated that guests were locked in their rooms. This was not the case, as guests were free to leave at any time, however they were unable to re-enter their rooms. The story has been edited accordingly."

Per cui anche questa "Antibufala di una parziale bufala" è a sua volta una "parziale bufala" (ah, la ricorsività).

Peraltro la cosa (che le serrature elettromagnetiche in uso in qualsiasi hotel permettano liberamente l'uscita ma non l'eventuale rientro in caso di guasto/mancanza di energia) è requisito ovvio, minimo ed imprescindibile di sicurezza, per motivi che spero non sia necessario citare esplicitamente.
Tralaltro anche nelle chiavi elettroniche ci sono i "passepartout"... quindi...