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2006/04/07

Lo Schermo Blu della Morte arriva sul Mac

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "tabaqui" e "max.piemonts".

Apple ha rilasciato a sorpresa un paio di giorni fa Boot Camp, un programma che consente di avviare sia Mac OS X, sia Windows XP sui nuovi Mac Intel. Una mossa estremamente interessante, che rimuove una barriera all'uso del Mac. Finora, infatti, ci si lamentava per esempio della carenza di giochi per il Mac. Ora, con Boot Camp, basta chiudere Mac OS X e riavviare per avere un Windows nativo, non sotto emulazione. Le FAQ sono qui.

Boot Camp fornisce in sostanza i driver Windows per l'hardware del Mac e un bootloader che permette di scegliere quale sistema operativo avviare quando si accende il computer. Non è certo la soluzione a ogni problema, dato che comporta oneri di licenza (ci vuole una licenza di Windows XP SP2 full, non OEM, che non è certo regalata) e richiede comunque la chiusura del sistema operativo (scomoda rispetto, per esempio, ad una soluzione tipo VMware, nella quale un sistema operativo gira in una finestra dell'altro sistema operativo e si può saltare dall'uno all'altro senza riavviare nulla). Ma è indubbiamente un nuovo modo per tentare chi, come me, ha ancora qualche programma (l'insostituibile Dragon Naturally Speaking o, per esempio, AutoCAD) che non esiste per Mac ed è riluttante a cedere alle lusinghe del Trusted Computing.

Ma con l'arrivo di Windows sul Mac arrivano, ovviamente, anche le famose Schermate Blu della Morte, note anche come BSOD (Blue Screen of Death) o Wincrash. Ne vedete una nella foto, ottenuta da Dan Baxter avviando prima Mac OS X e poi passando a Windows senza spegnere il Mac, scegliendo infine dal Pannello di controllo la voce riguardante scanner e webcam. A difesa di zio Bill, sembra che il problema sia dovuto al mancato supporto, da parte di Boot Camp, della webcam iSight integrata.

A quanto pare, fra l'altro, Dan è in buona compagnia. Sono immagini che faranno sicuramente inorridire i Macchisti più sfegatati. Siate forti.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Credo che la tovata sia più commerciale che altro. Una mossa di Apple per invogliare gli switcher più indecisi, speranzosa che con il tempo capiscano da soli quale è la soluzione migliore.

Il riavvio, in realtà, è una palla, e sinceramente, avere Windows per un gioco, al prezzo di virus, driver, DLL e altre amenità, non ne vale la pena. Piuttosto una Playstation, o se il gioco è solo per PC, o attendere la conversione su Mac, o valutare se davvero ne vale la pena.

Piuttosto l'industria videoludica, che da sempre si occupa di conversioni, si guarda con sospetto attorno. Cho fare ora? Continuare a convertire i giochi, investendo tempo e denaro o lasciare stare?

Vedremo.

Limo ha detto...

Lasceranno stare... e con esse tutte quelle software house che si propongono di convertire un software per Mac solo quando viene superato un numero possibile di compratori.

Certo che questa mossa rende ancora più caro il Mac, perché, oltre ad acquistare una macchina che, per carità, chi la usa dice che vale tutti i soldi che costa e non ho motivo di dubitarne, costa qualcosina in più, ora andrà aggiunta la spesa di Windows (che costa, in versione PRO, 150€) e degli ammenicoli necessari (Antivirus & Co.).

Non venitemi a dire che si trovano gratuitamente, perché allora esce il discorso Linux e non la finiamo più.

I Mac-user, inoltre, si vantano di usare il loro pc per lavorare (è performante per quello perché per leggere la posta va bene qualsiasi cosa) e di acquistare tutti i software che usano, quindi l'eventuale Windows piratato non trova dimora in questo discorso.

Valerio ha detto...

sei molto simpatico

Anonimo ha detto...

Con BootCamp si può anche installare qualsiasi Linux per x86.
Comunque personalmente preferisco sistemi di virtualizzazione, come Parallel, che permettono di avviare il SO "ospite" dentro Mac OS X, evitando la scomodità del riavvio e permettendo la "comunicazione" tra i due SO (copia files ecc.). In ogni caso è una possibilità in più che la Apple offre, certo contrattaccando alle soluzioni apparse in rete con un windows più o meno taroccato.

Anonimo ha detto...

A proposito della virtualizzazione, aggiungo che sono apparsi in rete dei video di Parallel con XP in esecuzione in una finestra di OS X: velocissimo, niente a che vedere con gli emulatori come Virtual PC. Non andrà bene per i giochi, ma per programmi come Access che non esistono per Mac va più che bene.

Anonimo ha detto...

Infatti c'è una bella differenza tra "virtualizzare" ed "emulare"!

Anonimo ha detto...

Per me questa mossa e' una mano santa: mi occupo di assistenza c/o utenti che hanno a che fare con Mac, con Windows e con Linux.
Finalmente posso portare UN SOLO computer e fare quello che voglio.

La grande notizia per me e'Parallel, non tanto BootCamp. Avere qualsaisi S.O. in una finestra mi permettera' di fare molte cose in meno tempo...

Anonimo ha detto...

temo sia l'inizio della fine per la Apple. Sembrerebbe interessata a vendere soprattutto l'hardware. Ma a caro prezzo!
Il giorno in cui avremo il s.o. Apple su computer non suoi, sarà la fine. Ammesso che sia veramente superiore. Perché fra Linux e W. Vista che ha molti elementi in comune, non capisco perché scegliere Apple.

Piggio ha detto...

a me windows xp non mi fa quella schermata blu da 3-4 anni, e non mi si è impallato mai, q eusto mi ha stupito molto.
Cmq il mac l'ho usato qualche anno e non mi è piaciuto per vari motivi..
QUesto di rendere un sistema operativo fruibile su piu piattaforme mi sembra un ottima cosa per spalmare e rendere compatibile tutto. perchè no?
Io fossi in voi passerei a linux, almeno per provarlo.
Ormai uso solo kubuntu, è gratuito open source e con un supporto e community attivissima, funziona tutto e è spaventosamente pratico (ora)
Ciaoo bel blog!