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2009/09/15

19/9, minicomplotti lunari e astronomia per tutti a Lugano

Giornata di astronomia con contorno di lunacomplotti


R0022173L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sabato 19 settembre la Società Astronomica Ticinese (SAT) organizza una giornata di studio sull'astronomia, aperta a tutti, presso il Liceo di Lugano 2 a Savosa a partire dalle 14. Vi va di venire?

I relatori affronteranno vari argomenti della ricerca astronomica amatoriale e semiprofessionale, accessibili anche ai non esperti, e ci sarò anch'io per parlare brevemente (una mezz'oretta) di lunacomplottismo e portare un po' di immagini, poster, modelli e oggetti astronautici.

Ecco il programma, tratto direttamente dalla mailing list della SAT:

– Analisi spettroscopica di galassie ellittiche (L. Sartori, C. Pelloni)
– Fotografare il cielo e la Luna con una compatta (A. Tedeschi)
– Meraviglie del cielo: alta risoluzione, cielo profondo e stelle variabili (Y. Malagutti, I. Scheggia)
– Registrazione di meteore con videocamera e con fotocamera: due metodi a confronto (S. Sposetti)
– La detezione di impatti meteorici sulla superficie della Luna mediante videocamera (S. Sposetti)
– Complotti lunari: conoscerli per evitarli (P. Attivissimo)

Sono naturalmente invitati anche i lunacomplottisti, anche se di solito quando c'è un interlocutore preparato si tengono alla larga. Non abbiate paura, suvvia, non vi mangio mica. Quello che tira cazzotti è quello a sinistra in questa foto:

IMG_3116
Credit: Studio fotografico Andrea Tedeschi.

Che poi è lo stesso tizio che si vede a visiera alzata in questo fotogramma, tratto dal restauro della diretta TV dell'Apollo 11:



Vi aspetto.

Aggiornamento: il video della relazione è disponibile qui.

2009/09/14

Treni supersonici in Belgio, secondo il Corriere

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il Corriere online ci regala un altro mirabile esempio di analfabetismo numerico o discalculia:

E' nata a 3.000 chilometri all'ora, mentre la madre stava viaggiando a bordo del Tgv, il treno a alta velocita' francese, tra Parigi e Bruxelles. La partoriente e' stata aiutata da ben due medici e due infermiere che sono accorse all'appello del capotreno.


Tremila chilometri l'ora? Un treno che supera il muro del suono e batte in velocità anche il Concorde? Nessuno si chiede se per caso la cosa abbia senso?

Suvvia, direte voi, è scappato uno zero. L'articolista non è così tonto da non sapere che un treno non può correre a 3000 km/h, neanche se è un TGV. Ma invece no. Ha scritto anche il punto per separare le migliaia. Intendeva proprio scrivere "3.000".

Grazie a Massimo e Luigi per la segnalazione.

Aggiornamento (2009/09/15): Giorgio mi segnala che l'altra versione della storia pubblicata dal Corriere rivela che i fratelli della bambina supersonica hanno subìto interventi di colostomia multipla, dato che la mamma "viaggiava con altri due figli di due e tre ani". Errore veniale, ma a questo punto direi che l'articolo è proprio nato sfigato.

Un'altra perla di giornalismo arriva da Repubblica grazie alla segnalazione di Fabio: "In una lettera il dramma di un detenuto "Sono dimagrito troppo, sto muorendo"", titola Repubblica qui. E' una citazione letterale di un detenuto non italiano, ma nel testo la citazione viene corretta, e nel titolo non è spiegata la ragione dello svarione. Arriva anche la segnalazione degli "abiti sporti di sangue" di quest'altro titolo dello stesso giornale.

Ma a chi li fanno scrivere i titoli, a una scimmia ammaestrata?

2009/09/13

13 settembre 1999: dieci anni senza Luna

Dieci anni fa, la Luna uscì dalla propria orbita


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Per tutti gli appassionati di fantascienza vintage, oggi è il decennale della data che campeggiava in ogni sigla del celeberrimo telefilm Spazio 1999.

Il 13 settembre 1999, secondo la cronologia del telefilm, le scorie nucleari accumulate sulla Luna, usata come discarica atomica, subirono una reazione inattesa che produsse una gigantesca esplosione. La violenza fu tale che la Luna fu scagliata fuori dalla propria orbita e, spinta poi da altre forze sconosciute, vagò per lo spazio con il proprio carico di naufraghi hi-tech, creando la premessa per le avventure della serie.

Massacrata in Italia da una traduzione e da un doppiaggio atroci e soporiferi, la serie vantava la partecipazione di attori come Martin Landau (il comandante Koenig), Barbara Bain (la dottoressa Russell), Barry Morse (lo scienziato Victor Bergman), Nick Tate (il pilota Alan Carter), ospiti d'eccezione come Christopher Lee e uno sforzo tecnico straordinario per l'epoca pre-digitale in quanto a scenografie ed effetti speciali televisivi. Santo cielo, su base Alpha le ricetrasmittenti portatili (i comunicatori, insomma, qui chiamati commlock) avevano il video, mica come quelli di Star Trek.

Se ve lo siete perso, vi regalo l'epilogo della serie, realizzato dai fan con la partecipazione di Zienia Merton (Sandra Benes nel telefilm), che collega la fine e l'inizio della storia in modo geniale: il video è l'ultimo messaggio inviato da base Alpha, dopo vent'anni di odissea nello spazio: le risorse scarseggiano, i sistemi cominciano a deteriorarsi, e si decide di abbandonare la base per raggiungere un pianeta abitabile. Sandra Benes è l'ultima persona a lasciare la base, e manda questo messaggio a chiunque sia in ascolto, terrestri compresi, che nulla sanno del destino della Luna e dei suoi abitanti. Sandra ricorda i compagni di viaggio perduti strada facendo, e conclude chiedendo a nome di tutti i membri di base Alpha di non essere dimenticati.

SPOILER (non leggete se non volete sapere il finale): il messaggio verrà codificato da un dispositivo speciale, realizzato dall'aliena Maya, che dovrebbe riuscire a farlo arrivare sulla Terra, nonostante le distanze immense, attraverso lo spazio e il tempo. Il segnale risultante è quello che nella prima puntata della serie sembrava essere la prima trasmissione di vita extraterrestre: quello del pianeta Meta.




Nel 2007, Nick Tate è stato in Italia, e io ho avuto l'esperienza surreale di averlo in auto con me e la mia famiglia per quattro ore, per accompagnarlo all'aeroporto. La chiacchierata fu assolutamente epica, ma ahimè non la posso condividere perché molto personale. Prima di partire ci ha regalato questa bella immagine: altre sono pubblicate qui.

2009/09/12

L’holodeck di Google (UPD20090914)

In cambio di questo sono disposto a pulire i gabinetti di Google





Senza parole. Perché non ne ho.

Aggiornamento (2009/09/14): il video è stato rimosso. Resta soltanto questo fermo immagine come ricordo, qui sotto. Sigh.

2009/09/11

Ho fotografato il pianeta Nibiru

Catastrofi a scelta: il pianeta Nibiru


Continuano ad arrivare richieste preoccupate a proposito delle immagini pubblicate da alcuni siti che segnalano l'avvistamento, documentato spesso con tanto di video, di un pianeta in rotta di avvicinamento alla Terra. Magari proprio in tempo per il 2012.

Eccone qualcuna, tratta per esempio da Australia.to:



Il pianeta, noto con nomi come Nibiru o Pianeta X, è segnalato come pericolo imminente anche da siti italiani come Nibiru2012.it, segnalati anche dai media come Studio Aperto, che ci regala video come questo:



Cosa c'è dietro? Semplicemente un'ignoranza abissale dei principi di base della fotografia. Quello che viene "fotografato" non è affatto un pianeta visibile soltanto attraverso le fotocamere digitali, ma un riflesso interno dell'obiettivo.

La dimostrazione è molto semplice: stamattina sono uscito dagli studi della RSI, prima di condurre la puntata di oggi del Disinformatico radiofonico, e ho fatto un po' di foto usando il mio telefonino.

DSC00054


Eccolo lì, in tutto il suo inquietante splendore: Nibiru. O almeno così sembra, perché basta fare un altro scatto e "Nibiru" cambia posizione nel cielo:

DSC00051


Addirittura, spostando leggermente la fotocamera, "Nibiru" finisce appollaiato sugli alberi:

DSC00053

E volendo possiamo anche vederlo volteggiare sopra Lugano di notte e distinguerne il colore, in questa foto scattata di notte alla Luna:

R0022157


Spero che questo faccia passare un po' di paure a chi è rimasto colpito dagli allarmi dei menagramo mediatici. Trovate altri dettagli in questo mio articolo e soprattutto faccio una raccomandazione: non guardate il sole attraverso binocoli o obiettivi di fotocamere cercando di fotografare il fantomatico pianeta, perché si possono danneggiare facilmente sia la fotocamera, sia i vostri occhi. E i danni possono essere irreversibili.

11/9, ottavo anniversario

Per non dimenticare


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Otto anni fa, 343 dei colleghi di questi vigili del fuoco persero la vita nel tentativo di salvare le persone intrappolate nelle Torri Gemelle di New York, colpite dall'attentato più sanguinoso della storia contemporanea: quattro aerei dirottati e usati come missili umani.

Otto anni. Vuol dire che c'è una generazione di giovani adulti che all'epoca non poteva rendersi conto di cosa significò quell'attentato, insieme a quello simultaneo contro il Pentagono e quello fallito grazie alla ribellione dei passeggeri e probabilmente destinato a colpire la Casa Bianca o il Campidoglio. L'11 settembre 2001 sta ormai diventando un episodio storico, epocale ma psicologicamente remoto e irreale, quanto il crollo del Muro di Berlino o il disastro di Chernobyl, intorno al quale circolano dicerie e leggende.

Per non dimenticare, o per conoscere quel martedì mattina di settembre che cambiò il mondo, consiglio di scaricare il monumentale, documentatissimo libro digitale Crono911, che spiega in italiano tutta la vicenda con la ricchezza che soltanto otto anni di indagini, montagne di documenti prima segretati e una ricerca meticolosa possono consentire.

Per chi volesse conoscere le risposte tecniche alle domande e ai dubbi più ricorrenti sull'11 settembre, presso Undicisettembre.info trovate le dettagliate FAQ. Vi invito a leggerle prima di proporre nei commenti domande già chiarite da tempo.

Per non dimenticare, e per cercare di far capire lo shock di quel giorno a chi non l'ha vissuto, ho preparato questo video che riassume i fatti.



Il video è scaricabile qui (probabilmente dovrete dare clic destro sul link e scegliere “Salva come” o simili).

Per gli ottusi che ancora credono alle favolette dei complottisti, segnalo la foto all'inizio di questo articolo: mostra i vigili del fuoco di New York che, impotenti e distrutti, aspettano che crolli il WTC7, la "terza torre", quella che secondo i complottisti fu minata di nascosto. A dimostrazione che il crollo non fu né inatteso né straordinario, se non nella mente di chi non sa nulla d'incendi e di chi vuole fare soldi sulle sciagure e sull'ingenuità del prossimo.


Zero torna in edicola, ecco il libro pocket per sbufalarlo


A proposito di fare soldi sulle sciagure, mi è stato segnalato che Zero, il DVD di Giulietto Chiesa che sostiene contemporaneamente svariate teorie complottiste che si contraddicono tra loro, è tornato in edicola in occasione dell'anniversario degli attentati.

Per rispondere alle stupidaggini di Zero, insieme ai colleghi di Undicisettembre ho preparato una compilation aggiornata dei suoi 118 errori gravi, sotto forma di PDF liberamente scaricabile e distribuibile: Zerobubbole Pocket. Buona lettura.



Come al solito, arriva il complottista deficiente che insozza tutto


Ho dovuto chiudere i commenti perché è arrivato il solito complottista che trasuda sapienza da tutti i pori, accusa tutti i tecnici di essere bugiardi e complici omertosi della strage dell'11/9, e poi se ne esce con un "la gente si è cominciata a buttare di sotto perché non sapeva più cosa fare".

E a quel punto non mi è sembrato opportuno permettergli di rigurgitare altro letame adddosso ai morti.

Governo britannico: sorry, Mr. Turing

Con soli cinquantasette anni di ritardo, il governo del Regno Unito ha chiesto ufficialmente scusa per il trattamento che inflisse nel 1952 a uno dei suoi più brillanti matematici: Alan Turing, l'uomo che aveva decifrato i codici segreti nazisti, cambiando le sorti della Seconda Guerra Mondiale, e aveva nel contempo gettato le basi dell'informatica moderna.

E' sua quella che poi prese il nome di macchina di Turing: un concetto astratto che dimostrò nel 1936 che una macchina semplice era in grado di effettuare qualunque calcolo matematico, anche il più complesso, purché rappresentabile come procedura (algoritmo) e che quindi si poteva immaginare un "calcolatore" artificiale programmabile. In sostanza, non importa quale computer, telefonino o altro apparecchio elettronico stiate usando: sotto sotto, se contiene un sistema operativo o un programma, state usando una macchina di Turing.

E' suo il test di Turing: un metodo per determinare se una macchina è intelligente o no, ossia se "pensa". Alan Turing si poneva già domande di questo calibro nel 1950, quando il suo articolo intitolato Computing Machinery and Intelligence smontò tutti i preconcetti dell'epoca e dimostrò che era concepibile che un giorno si potesse arrivare a un'intelligenza artificiale indistinguibile da quella umana, liquidando il mito dell'unicità e della superiorità dell'intelletto umano. Considerato lo stato della tecnologia informatica dell'epoca, è come se un biologo avesse scoperto il funzionamento dei neuroni di una mosca e avesse intuito e dimostrato che tanti neuroni messi insieme potevano produrre la Nona di Beethoven.

Il test di Turing è un esperimento nel quale un essere umano deve decidere se le risposte che gli arrivano tramite telescrivente sono prodotte da un altro essere umano o da una macchina: se non azzecca, la macchina è da considerare a tutti gli effetti intelligente. Finora nessuna macchina ha superato il test, ma gli esperimenti proseguono tramite iniziative come il Premio Loebner.

Ed è sua gran parte del lavoro top secret di crittanalisi che permise ai britannici di decifrare i codici cifrati militari tedeschi, quelli basati su macchine come Enigma. Insieme al matematico Gordo Weichman, Turing progettò un dispositivo elettromeccanico, chiamato in inglese bombe, che automatizzava i tentativi di decifrazione e fu fondamentale nel consentire la lettura in tempo quasi reale dei messaggi segreti del nemico. Questa conoscenza delle comunicazioni naziste permise di alterare drasticamente il corso della Seconda Guerra Mondiale, salvando un numero incalcolabile di vite. La natura del suo lavoro militare fu così segreta che l'alta onorificenza che gli fu conferita nel 1945, l'Order of the British Empire, aveva la laconica motivazione "per servizi resi al Foreign Office".

Ma allora perché il governo britannico ha pubblicato ieri le proprie scuse formali ad Alan Turing sul sito ufficiale del primo ministro, Number10.gov.uk? Perché nel 1952, mentre stava lavorando allo sviluppo dei primi computer moderni, fu processato per il reato di omosessualità, o gross indecency (oscena indecenza) nell'eufemistico gergo legalese dell'epoca, esattamente come era successo a Oscar Wilde più di cinquant'anni prima. Qualunque atto omosessuale era illegale nel Regno Unito di allora, e a Turing fu data la scelta fra il carcere e la "cura" tramite castrazione chimica. Scelse la seconda opzione e fu sottoposto a iniezioni di estrogeni talmente forti da fargli crescere il seno.

La condanna portò alla revoca di tutti i suoi privilegi di sicurezza, rendendogli impossibile lavorare significativamente nel campo in cui eccelleva. Nel 1954 fu trovato morto, avvelenato dal cianuro probabilmente contenuto in una mela morsicata trovata accanto al suo letto, come la protagonista di Biancaneve, che era la sua fiaba preferita. La morte fu archiviata come suicidio. Alan Turing aveva solo 41 anni.

Le scuse del governo britannico non sono arrivate spontaneamente: sono il risultato di una petizione, avviata dal programmatore britannico John Graham-Cumming, che in pochi mesi ha raccolto migliaia di adesioni prestigiose. Da qui la scelta del primo ministro Gordon Brown di porgere le scuse ufficiali per il trattamento "raccapricciante" (come lo definisce Brown) al quale fu sottoposto.

"Per quelli fra noi che sono nati dopo il 1945, in un'Europa unita, democratica e in pace, è difficile immaginare che il nostro continente fu un tempo teatro del momento più buio dell'umanità. E' difficile credere che in tempi ancora alla portata della memoria di chi è ancora vivo oggi, la gente potesse essere così consumata dall'odio – dall'antisemitismo, dall'omofobia, dalla xenofobia e da altri pregiudizi assassini – da far sì che le camere a gas e i crematori diventassero parte del paesaggio europeo tanto quanto le gallerie d'arte e le università e le sale da concerto che avevano contraddistinto la civiltà europea per secoli," scrive il primo ministro.

E' davvero difficile da immaginare. Forse Alan Turing avrebbe dovuto porsi un altro quesito nella propria ricerca: anziché chiedersi se esista l'intelligenza artificiale, domandarsi se ve ne sia a sufficienza di quella naturale.

La gaffe leggendaria di Mike Bongiorno

"Ahi ahi ahi signora Longari, mi è caduta sull'uccello!". È forse la gaffe di Mike Bongiorno più conosciuta in assoluto, e la morte del celeberrimo conduttore l’ha fatta inevitabilmente rispolverare. Ma nonostante moltissimi appassionati del piccolo schermo d'epoca siano pronti a giurare di aver assistito all'increscioso episodio, in realtà non c’è nessuna prova che sia realmente avvenuto.

È uno di quei casi come "Suonala ancora, Sam", frase per la quale Humphrey Bogart è passato alla storia, ma che in realtà, come documenta Imdb.com, non pronunciò mai nel film Casablanca (Bogart dice "You played it for her, you can play it for me. Play it!", e Ingrid Bergman risponde "Play it, Sam. Play 'As Time Goes By"'). Una vera e propria falsa memoria collettiva.

La storia dell’uccello e della signora Longari è classificata brevemente come "leggenda metropolitana" anche da Wikipedia, ma forse ci vuole qualche dettaglio in più per aiutare a convincere i perplessi che di leggenda davvero si tratta.

La signora Giuliana Longari, esperta in storia romana, fu concorrente del telequiz della Rai Rischiatutto da aprile a luglio del 1970 e perse il titolo di campionessa nella puntata del 16 luglio. La puntata è consultabile negli archivi Rai; una sintesi dell'altra puntata nella quale la Longari perse, la finale del 20 maggio 1972, è qui su Youtube. E in quelle puntate, dove sarebbe logico trovare la battuta sulla caduta della campionessa, non c'è nulla di ornitologicamente pertinente.

Ma secondo un'intervista a Paolo Limiti pubblicata da Sorrisi.com a gennaio del 2004, la battuta dell'uccello fu pronunciata davvero da Mike ma non fu rivolta la signora Longari. Limiti era uno degli autori di Rischiatutto, e nell'intervista ricordò quanto segue:

A distanza di anni però posso svelarti la verità su quella più celebre che, curiosamente, fu forse l'unica studiata a tavolino. Non c'entra la Longari, non c'entra “L'uccello di fuoco” di Stravinskij: era il "Rischiatutto", questo sì, e la protagonista fu una concorrente che non vinse nulla e che nessuno ricorda, mi sembra di Genova. Quella sera c'era la colonna con le domande sulla "ornitologia" e nel suo camerino Mike, prima della trasmissione, mi disse: "Se sbaglia una qualsiasi risposta, io dico "Che peccato, mi è caduta sull'uccello". E così fu, per la gioia trentennale dei suoi biografi».

Anche la signora Longari, intervistata dal Corriere nel 2000 e da Dazebao.org pochi giorni fa, nega di essere stata la destinataria della gaffe ornitologica di Mike e conferma la versione di Paolo Limiti:

"Per l’ennesima volta devo ribadire che Mike non disse mai quella battuta, "Signora Longari mi è caduta sull’uccello" (a proposito di una risposta sbagliata su "L’uccello di fuoco" di Stravinski, ndr): non si sarebbe mai permesso. Le cosiddette gaffe di Mike non esistono: lui pilota tutto e sa esattamente cosa dire, cosa sbagliare e dove fermarsi. Dunque una battuta cosi' sarebbe stata troppo volgare per quei tempi. Lui stesso ammette che l’avrebbero cacciato dalla Rai". Ma allora come può essere nato questo aneddoto che dura da 30 anni? "Pare che Mike l'abbia detta sul serio questa battuta ma non a me".

Bongiorno e la Longari, insieme, nella trasmissione I tre tenori (Canale 5, 29/11/1998), smentirono l'aneddoto. Il conduttore, Maurizio Costanzo, chiese esplicitamente se la battuta fosse stata rivolta ad un’altra concorrente: ma i due protagonisti della vicenda smentirono anche quest’ipotesi.

Nonostante tutto questo, però, Studio Aperto, l’8 settembre scorso, ha trasmesso uno spezzone contenente proprio la battuta leggendaria (è a 1:10; immagine qui accanto, tratta da Thepopuli.it).

È un falso: si tratta di uno spezzone degli anni 80, in cui Mike ripeteva quella frase, probabilmente perché stava raccontando l'episodio. Studio Aperto l’ha convertito in bianco e nero, spacciandolo per un filmato degli anni 70 e applicandogli sopra un finto televisore vintage. Lo si capisce perché Mike Bongiorno non ha la pettinatura degli anni Settanta e indossa grandi occhiali che non usava nel periodo di Rischiatutto. E soprattutto perché lo stesso, identico brano esiste a colori qui (a 2:50).

In estrema sintesi, tutti i diretti interessati smentiscono che c’entri la signora Longari; alcuni dicono che forse la battuta fu detta, ma non alla Longari, ma non sanno indicare in quale puntata sarebbe stata pronunciata. Soprattutto, nessuno finora ha saputo documentare con un filmato autentico l'esistenza di quest'episodio, tanto che Studio Aperto ha fatto ricorso a un falso. Per cui sembra saggio, fino a prova contraria, presumere che si tratti di una leggenda metropolitana.

Ringrazio tutti i lettori che hanno contribuito enormemente a quest'indagine antibufala con i loro commenti e le loro ricerche. E non posso che constatare con meraviglia che un’indagine del genere sarebbe stata praticamente impossibile prima di Internet.

2009/09/10

Intervista a RadioRadio alle 18.40 per non far seppellire l'11/9 sotto le ridicolaggini cospirazioniste

Stasera alle 18.40 circa sarò ospite di Radio Radio per parlare degli attentati dell'11 settembre 2001, di cui ricorre l'anniversario domani, e delle cosiddette "teorie alternative" che li riguardano. La trasmissione è ricevibile sul canale Sky 915 e in streaming via Internet.

Aggiornamento: tutto rinviato di 24 ore. Giulietto Chiesa, in onda prima di me, ha straripato e non c'è più tempo. Ci si sente alle 18.10 circa di domani. Intanto è stato interessante sentire che Chiesa è ancora fermo ai documenti di due anni fa e non ha ancora capito neanche quelli.

Strana richiesta di “beneficenza Tiscali”


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

English Abstract
An e-mail appeal for money to help a cancer-stricken Italian child named Sabrina is almost certainly a scam. The picture of "Sabrina" actually belongs to an English cancer patient and there are other signs of something fishy going on.


Mi sono arrivate numerosissime segnalazioni di lettori che hanno ricevuto, nell'arco della giornata di ieri (9 settembre), una mail che ha più o meno l'aspetto mostrato qui sotto e che dice di essere una beneficenza in favore di una bambina, Sabrina, malata di cancro.

Allo stato attuale delle indagini, questo messaggio sembra essere una truffa. Suggerisco quindi di evitare, per ora, qualsiasi risposta o donazione in risposta all'appello.


Il messaggio, intitolato "Potresti salvare una vita.. Leggi!", ha sempre come mittente "Beneficenza Tiscali " (tommy@federlab.net in una versione successiva) e contiene questo testo:

UN SOLO MINUTO DELLA VOSTRA ATTENZIONE POTRA' SALVARE LA VITA ALLA NOSTRA BAMBINA

Sabrina, di 8 anni è malata di cancro alle ovaie.Malattia rara a questa età ma che potrebbe costarle la vita.Eviteremo di sprecare parole, le immagini parlano da sole.Chiediamo, a chi ha cuore e, naturalmente, possibilità un piccolo contributo per poter far fronte alle spese di un intervento in Francia dal costo complessivo esorbitante.

Pensate per attimo se fosse vostra figlia e la conseguente disperazione di Voi genitori.Noi siamo altrettanto disperati.Vi preghiamo per una buona azione al fine di permetterci di salvare nostra figlia da una morte certa.Il destino saprà ricambiare il vostro buon cuore.

Nel caso vogliate e possiate aiutarci, troverete in fondo a questa pagina le coordinate bancarie per poter eseguire un accredito.Non è importante la cifra, l'unione di tanti di voi potrebbe regalare a nostra figlia una nuova vita.

Coordinate Bancarie
Codice IBAN: IT 65 K 03002 32974 023266003755

Intestatari: Andrea Citro e Angela Sicignano

Banca: Banca di Roma

Grazie per la vostra attenzione

Gli indizi a favore della tesi che si tratti di uno spam, forse mirato a raggranellare soldi da chi si fida, sono molteplici:

  • il destinatario apparente del messaggio è identico al mittente, cosa decisamente anomala;
  • il mittente non c'entra nulla con Tiscali o con un ente di beneficenza;
  • la foto di "Sabrina" è identica a quella di Sophie Fry, bambina inglese realmente malata di cancro alle ovaie, secondo quanto riportato da Pianeta Mamma e dal Mirror inglese (grazie a dimar77 per la segnalazione);
  • il messaggio è stato diffuso in poco tempo a un numero molto elevato di destinatari, tanto da essere segnalato come spam da alcuni provider;
  • non sembra esserci un sito Web di riferimento che possa dare aggiornamenti e informazioni sul caso, come si fa invece negli appelli reali;
  • il messaggio linka un logo "Tiscali beneficenza online" e un'immagine della bambina che non risiedono su Tiscali ma su Tinypic, secondo quanto segnalato da Radiofaro Labs: l'immagine della bambina è presso http://i28.tinypic.com/2814oyt.jpg e il logo è presso http://i27.tinypic.com/2sal7hh.jpg.

La dicitura delle coordinate bancarie, mi dice chi lavora in banca, è scritta male ma se ricomposta è valida. Il codice ABI 03002 è effettivamente della Banca di Roma (Unicredit Banca di Roma), il CAB dovrebbe essere di Cologno Monzese e il check-digit del conto è giusto.

Esiste davvero un Vinicio Ballini che ha un account di posta su Fastwebnet. Presumo non sarà contento di essere coinvolto. Finora non sono riuscito a contattarlo.