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61 commenti

Più sicuro navigare nei siti porno che negli altri?

Avast: i siti osé sono meno infetti di quelli regolari


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "rikyt*" e "marco.po*" ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Uno dei luoghi comuni di Internet sembra essersi infranto di fronte alla ricerca effettuata dal produttore praghese di antivirus Avast: i siti a luci rosse non sono il ricettacolo di virus informatici che molti sospettano. Possono causare danni di altro genere, ma probabilmente non informatici.

Secondo questa ricerca, per ogni dominio per adulti infettato da malware identificato dalla società antivirale ce ne sono "99 altri con contenuti perfettamente legittimi [non pornografici, insomma] che sono anch'essi infetti".

La ricerca presenta vari esempi: il sito inglese della Vodafone è risultato infetto, almeno fino alla mattina del 28 giugno scorso, con una trappola nella sezione dedicata agli smartphone Blackberry. La trappola, ora disattivata, sfruttava la recente falla non ancora risolta del Centro sicurezza di Windows XP, classificata come CVE-2010-1885, che ho descritto altrove. Altri siti non erotici infetti sono il brasiliano Baixaki, un sito alberghiero inglese e vari siti di piccole imprese tedesche.

Per contro, i siti pornografici sono sorprendentemente privi di infezioni informatiche. Una trasformazione notevole rispetto al passato di Internet, quando questo genere di siti era il principale ricettacolo di dialer e altre porcherie informatiche che poi sono state eliminate dai progressi dei browser e dal passaggio dal dialup all'ADSL. L'ipotesi è che questa inaspettata pulizia sia dovuta al fatto che questi siti dipendono completamente dai propri visitatori per i propri guadagni e hanno quindi a cuore la loro sicurezza, mentre le attività che gestiscono siti regolari di norma hanno altre fonti di guadagno e quindi tendono a preoccuparsi di meno del benessere informatico dei propri utenti.

Il responsabile tecnico di Avast si è affrettato a precisare che "non intendiamo consigliare agli utenti di cominciare a cercare contenuto erotico, ma le statistiche sono chiare". Un altro mito di Internet, insomma, è stato messo a nudo.

Fonti: Dailytech, The Register, Slashdot.
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Commenti
Commenti (61)
per ogni dominio per adulti infettato da malware identificato dalla società antivirale ce ne sono "99 altri con contenuti perfettamente legittimi che sono anch'essi infetti".

si ma perché i siti a contenuto legittimo sono molti di più di quelli a contenuto osé
Comunque il gatto c'ha buon gusto :D
Ah, io non guardo quella robaccia, eppure sul mio Internet Explorer si è installata magicamente XXX OinkBar e il Farlock Antivirus (che ho scaricato da un sito che mi ha consigliato di farlo) mi segnala che ho 236 virus attivi in memoria, e poi va tutto a rilento, e la lucina del router pulsa come una disperata anche quando non sto navigando!

E poi non capisco perché la mia banca continua a subissarmi di mail chiedendomi i miei dati e le password. Io sopporto e glieli dò ogni volta, ma dico io, almeno assumessero personale in grado di scrivere una mail in italiano decente! :D
@supernino: è un boobcat!
So che i gatti non sanno interpretare immagini a due dimensioni, per loro un film su uno schermo tv o cinematografico è un puro sfarfallio di colori cangianti. Ma a parte questo, l'immagine che il gatto apparentemente sta guardando è originale, o è un abile montaggio con Photoshop? A me la prospettiva pare leggermente falsata. :-)
Sono convinto che se togliessero tutta la pornografia da Internet rimarrebbe un solo sito chiamato "www.ridateciiporno.com".

Citazione del Dr. Cox più che doverosa. :D
"è un boobcat!"

ROTFL! :D
E' morto un mito... Come alleverò i miei figli ora che so che non potrò dirgli che sui siti porno si beccano i virus? Saranno destinati ad un mare di pippe... Denuncio quelli di Avast dovevano portarsi il segreto nella tomba.
Accademia,
anche io lo pensavo, poi ho visto un gatto che cercava di acchiappare gli uccellini di una puntata di Quark e mi sono ricreduto.
Fozzillo,
poi ho visto un gatto che cercava di acchiappare gli uccellini di una puntata di Quark e mi sono ricreduto.

Uhm, non so. Magari stava cercando semplicemente di acchiappare "qualcosa" che lo incuriosiva come la luce della torcia proiettata sul muro.
L'uccello era in movimento (p. es. zompettava) oppure stava bello fermo?
Nel secondo caso direi che ha riconosciuto l'uccello, nel primo non saprei.
può essere che cercasse di prendere un... colore in movimento.
il mio PC è pulitissimo
Chissà perché mi ha fatto subito risuonare nella testa questa canzoncina...

http://tinyurl.com/3x7hx98

:D
Il gatto, lo vedo interessato.
beh è normale XD è solo una leggenda... un cosa che si dice per non farci andare i ragazzi... >.< perchè mai un sito a luci rosse che guadagna con le visite e le iscrizioni dovrebbe contenere virus? non siamo più negli anni 90 e inizi 2000 quando si navigava con il 56k e c'era il pericolo di essere dirottati su una connessione a 5mila lire al minuto XD
Per Fozzillo

Accademia,
anche io lo pensavo, poi ho visto un gatto che cercava di acchiappare gli uccellini di una puntata di Quark e mi sono ricreduto.


Pur non essendo un esperto in etologia, a me hanno detto che gli unici animali che riescono a fare l'astrazione da un'immagine bidimensionale a una tridimensionale sono i primati. Hanno fatto così: una grossa tv é stata posta in mezzo alla foresta, mentre i movimenti lì attorno venivano registrati: gli unici animali che si fermavano a guardare lo spettacolo a lungo erano scimmie e gorilla.

Attenzione a non confondere due fenomeni: io con uno dei primi computer che avevano la scheda audio decente stavo sperimentando la resa di suoni campionati su windows 3.1, e la gatta di mia madre è subito accorsa molto interessata; erano cinguettii di uccellini. :-)
Comunque il Produttore si chiama Alwil (Alwil Software s.a.), Avast è il nome di battaglia del loro Antivirus.

:P

Si lo so, è pignoleria... ma sarebbe come chiamare Punto la FIAT...

:D
Allora il minimo di Miaunser è finito...
Ma perché il gattino è così interessato a ciò che appare sullo schermo?
Per Slowly

Comunque il Produttore si chiama Alwil (Alwil Software s.a.), Avast è il nome di battaglia del loro Antivirus.

:P

Si lo so, è pignoleria... ma sarebbe come chiamare Punto la FIAT...

:D


O come chiamare jacuzzi una qualsiasi vasca idromassaggio o a bolle. Io salto su come una molla, ogni volta: è pubblicità occulta.
Correggi senza timore, Slowly: hai il mio appoggio incondizionato, in questo campo. :-|

Ammetto che non sapevo che si chiamasse Alwil Software s.a.. Ma s.a. sta per società anonima?
Accademia, su Jacuzzi si potrebbe aprire un flame, è uno di quei marchi che sono diventati sinonimo del prodotto.
Come chiami quella specie di morchia che le femminucce mettono con un apposito spazzolino sulle ciglia?
Per L'economa domestica

Accademia, su Jacuzzi si potrebbe aprire un flame, è uno di quei marchi che sono diventati sinonimo del prodotto.
Come chiami quella specie di morchia che le femminucce mettono con un apposito spazzolino sulle ciglia?


Mi prendi alla sprovvista, confesso: ho presente cos'è, ma non mi sono mai chiesto come si chiami. Contorno occhi?
Qui sul Disinformatico le discussioni-fiume sono esclusivamente quelle religiose... ultimamente anche quelle sulle medicine alternative. ;-)
Accademia dei Pedanti wrote
Mi prendi alla sprovvista, confesso: ho presente cos'è, ma non mi sono mai chiesto come si chiami. Contorno occhi?

Ritenta, sarai più fortunato ;)
E'quella cosa che le donne mettono inspiegabilmente a bocca aperta.
il Produttore si chiama Alwil (Alwil Software s.a.)


AVAST Software a.s.
(former ALWIL Software a.s.)

http://www.avast.com/contacts
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Loki wrote

e in francia oggi nessuno dice zool ma tutti dicono renard (se non ero reso celebre da Rabelais, ma potrei sbagliarmi).

Le Roman de Renart è precedente, sono varie narrazioni del medioevo (XI-XIII secolo).
La mia prof di francese al liceo sarebbe orgogliosa di me, se sapesse che ancora me lo ricordo!!!
Parecchi marchi sono diventati poi sostantivi generici per indicare un prodotto... dal Jacuzzi a Jeep a Scottex a Cleenex. In Islanda ad esempio film si dice "bio", dal nome dell'azienda che vi importava le prime pellicole all'inizio del secolo scorso.
E' un processo abbastanza comune e a mio modo di vedere estremamente affascinante: un marchio così forte da entrare nei dizionari come definizione per una categoria di prodotti.
Mi ricorda un processo in qualche modo simile, quello che avviene coi personaggi letterari, il cui nome entra nel linguaggio comune per definire sia una tipologia di persona simile, o che magari diventa una vera e propria parola... al volo mi vengono in mente "Gradasso", da Boiardo, e per il francese "Renard", personaggio di fantasia dalle fattezze di una volpe antropomorfa, diventato così celebre da sostituire col suo nome l'originale francese (correzione rispetto alla precedente versione del post: non trovo su internet la vecchia parola francese per volpe, prima ho commesso un errore di consultazione del dizionario) e in francia oggi tutti dicono renard (se non ero reso celebre da Rabelais, ma potrei sbagliarmi).
Il mio commento 26 era in realtà il 24, ho corretto una cosa e l'ho cancellato (altrimenti sembra che l'economa parli da sola!).

Comunque hai ragione, era Pierre De Saint Claude, mi pare, non Rabelais (qui correggetemi ancora se sbaglio, sto andando via dall'ufficio e non ho voglia di controllare su internet!)...
Ma il personaggio non era per caso presente anche in qualcosa tipo Gargantua e Pantagruel?
Ma... il sito della Vodafone immagino infettasse perché erano infetti i loro server, giusto?
Bene, i siti porno hanno messo... la protezione!
Adesso si può fare finalmente del sesso (virtuale) sicuro! ihihihih!
Beh il processo grazie al quale un proprio indica una categoria (e simili) è l'antonomasia, se non sbaglio, e un caso ormai diffusissimo, anche se non credo sia così affermato da essere nei dizionari, è quello di iPod per lettore mp3.
Bene...dopo aver scoperto che non fanno diventare ciechi, adesso abbiamo appurato che non infettano i pc...
ah! vedo che già il primo commento era dedicato all'incongruenza della frase:

" siti "regolari", secondo questa ricerca, sarebbero 99 volte più infetti di quelli per adulti: per ogni dominio per adulti infettato da malware identificato dalla società antivirale ce ne sono "99 altri con contenuti perfettamente legittimi che sono anch'essi infetti"."
Per Loki

Parecchi marchi sono diventati poi sostantivi generici per indicare un prodotto... dal Jacuzzi a Jeep a Scottex a Cleenex. In Islanda ad esempio film si dice "bio", dal nome dell'azienda che vi importava le prime pellicole all'inizio del secolo scorso.

Io sapevo che il termine che storpiava G.P. (General Purpose) era già in uso prima che decidessero di farne un marchio.
Scottex lo sapevo: li chiamo asciugoni o rotoli di carta (da cucina).
Cleenex immaginavo... ma forse il marchio non esiste più in quanto tale?
Film in islandese si dice kvikmynd. Bió, se capisco bene, è il vecchio nome di sala cinematografica. Potrebbe essere un prestito dal danese: qui si dice biograf.

E' un processo abbastanza comune e a mio modo di vedere estremamente affascinante: un marchio così forte da entrare nei dizionari come definizione per una categoria di prodotti.
Mi ricorda un processo in qualche modo simile, quello che avviene coi personaggi letterari, il cui nome entra nel linguaggio comune per definire sia una tipologia di persona simile, o che magari diventa una vera e propria parola... al volo mi vengono in mente "Gradasso", da Boiardo, e per il francese "Renard", personaggio di fantasia dalle fattezze di una volpe antropomorfa, diventato così celebre da sostituire col suo nome l'originale francese (correzione rispetto alla precedente versione del post: non trovo su internet la vecchia parola francese per volpe, prima ho commesso un errore di consultazione del dizionario)


Goupil

e in francia oggi tutti dicono renard (se non ero reso celebre da Rabelais, ma potrei sbagliarmi).

No. Il roman de Renard (o Renart) è una raccolta di favole in cui gli animali parlano, redatta fra il XII e il XIII secolo. Sappiamo il nome di solo 2 dei 27 autori: Pierre de Saint-Cloud e Richard de Lison. Rabelais è arrivato due secoli dopo.
AAAAAAAAAAAh, ho subito un attentato!

S'è sempre chiamata Alwil Software s.a., e mo dal loro sito vengo a sapere che ha cambiato nome in Avast... (capirai, l'unica cosa di decente che hanno mai fatto).

Basta, mi ritiro e mi faccio infettare a ILoveYou, me lo merito.
Altro esempio:
a Torino le gomme da masticare si chiamano "cicles" dalle gomme alla menta CHICLETS!
consegnando pizze alle case di tolleranza ho incontrato elementi da sbarco (che fanno servizio d'ordine) molto più inquietanti e preparati delle guardie giurate nelle banche.

Mi è stato spiegato che tale ufficio non deve fornire pretesti ai detrattori, e che quindi la sicurezza deve essere estremamente efficace, discreta ed istantanea, e che molte risorse vengono investite per garantirla.

Probabilmente un concetto similare si applica ai siti osè, se non chiariscono recisamente che forniscono quello che dicono di vendere, e non infilano porcherie nel client, prima o poi i tenutari vanno incontro a rogne.
Allora il minimo di Miaunser è finito...

Miaunder.
Sì, la serie nera si ferma a 41 articoli senza felini. Dovrebbe essere il record di sempre, ma non ho il tempo di controllare. Chi si offre?
ah! vedo che già il primo commento era dedicato all'incongruenza della frase:

Scusami, concordo che sia scritta in modo poco elegante, ma forse a causa della birra non vedo l'incongruenza. Spiegone?
Non capisco cosa si intenda per "perfettamente legittimi"

Il materiale dei siti osè spesso è legittimo nel luogo in cui viene prodotto, mentre il gioco degli scacchi in Iran è vietato, dunque se per "imperfettamente legittimo" si intende un sito che contiene materiale vietato in qualhe parte del mondo, un sito che permetta di giocare a scacchi on-line non è "perfettamente legittimo"
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Paolo, stavolta mi stupisci. I due concetti sono totalmente diversi. La ricerca di Avast dice:
<<Per ogni sito hard infetto, ci sono 99 siti "normali" infetti>>
Tu hai detto <<I siti "regolari", secondo questa ricerca, sarebbero 99 volte più infetti di quelli per adulti>>

Facciamo un esempio. Supponiamo che vi siano al mondo 100.000 siti regolari e 10.000 siti porno (forse e` il contrario, ma prendiamo questi numeri per fare un esempio).
Supponiamo che 10 siti porno siano infetti. Un bel 0.1% tondo tondo, tanto comodo per gli esempi.

Secondo l'affermazione di Avast: <<Per ogni sito hard infetto, ci sono 99 siti "normali" infetti>>
Dunque, i siti normali infetti sarebbero 99 per il numero di siti porno infetti. 99 X 10 = 990.
Su 100.000 siti "regolari" ce ne sono 990 infetti. Lo 0.99%, che e` una percentuale ben peggiore di quella dei siti porno.

Prendiamo invece quello che hai scritto tu:
<<I siti "regolari", secondo questa ricerca, sarebbero 99 volte più infetti di quelli per adulti>>
Cioe`, preso un sito regolare "a caso", esso ha una probabilita` 99 volte maggiore di essere infetto rispetto ad un sito x-rated. Dunque, se lo 0.1% dei siti porno e` infetto, nel nostro esempio, il 9.9% dei siti regolari deve essere infetto. E 9.9% e` molto peggio dello 0.99% che esce fuori dall'altra definizione.

Inoltre, le due affermazioni vengono fuori da metodologie di calcolo ben differenti. La misura di Avast e` facile da fare. Quella che dici tu sarebbe molto piu` complessa da realizzare (ed infatti quelli di Avast non l'hanno fatta!)

Riprendiamo l'affermazione di Avast:
<<Per ogni sito hard infetto, ci sono 99 siti "normali" infetti>>
Anche leggendo il loro articolo, si capisce che hanno fatto cosi`: hanno preso un elenco di siti infetti, rilevato, come spiegano, tramite le segnalazioni avute da chi ha Avast installato e fa parte di "CommunityIQ". Hanno visto quanti di questi domini contenevano nel nome parole chiave legate al sesso e poi hanno fatto la percentuale.

Il programma CommunityIQ e come hanno costruito questa lista è spiegato in questo comunicato di Avast: http://www.avast.com/pr-avast!-releases-internet-security-forensics-data (scusate l'URL lungo, non mi fa inserire i tag html)

Sapere che solo l'1% di quella lista e` composto da siti porno e` interessante a livello di curiosita`, ma non e` utilissimo a livello di prevenzione.

Sarebbe interessante sapere qual e` la percentuale di siti normali infetti, e qual e` la percentuale di siti porno infetti. A quel punto uno potrebbe affermare:
<<I siti "regolari", secondo questa ricerca, sarebbero 99 volte più infetti di quelli per adulti>>
e questo, se si potesse misurare, sarebbe molto piu` interessante. Consentirebbe di stimare la probabilita` a priori che un sito scelto da un utente sia infetto.

Per fare il calcolo, uno dovrebbe prendere un tot di siti normali "a caso" ed un tot di siti porno sempre "a caso". Ma non esiste un meccanismo per farlo, ed anche se esistesse, rientreremmo in un classico paradosso della probabilita` in cui lo stesso problema ha risposte diverse a seconda di come si definisce l'espressione "a caso".
Grazie Gino,

la mia frase era davvero infelice. Ora dovrebbe andare meglio.
@ Miki601
Per essere precisi, ANTONOMASIA è una figura retorica, che si caratterizza per l'uso di un nome comune caratterizzante al posto del nome proprio e viceversa.
Comunque concordo con la teoria di Puffolotti sulla sicurezza dei luoghi osé.

Noto però che voi uomini, non avete ancora risposto a due mie domande:

1) Perché il gattino è così interessato?
2) Come si chiama la morchia che le donne mettono sulle ciglia (rigorosamente ad occhi aperti)?
Per L'economa domestica

2) Come si chiama la morchia che le donne mettono sulle ciglia (rigorosamente ad occhi aperti)?

Mi è venuto in mente ieri sera tardi: mascara o rimmel? Confesso che non so la differenza...
"Rimmel" è un marchio dell'omonima casa produttrice inglese, "mascara" è il termine generico.

un marchio così forte da entrare nei dizionari come definizione per una categoria di prodotti

e che nel momento in cui entra nei dizionari (perché non difeso adeguatamente) diventa volgarizzato e quindi di valore nullo! E' quel che ad esempio è successo a "Candeggina".
@ Accademia dei Pedanti

Mi è venuto in mente ieri sera tardi: mascara o rimmel? Confesso che non so la differenza...

Nessuna differenza, se non quella evidenziata da gareth!!!
Me ne hanno detta un'altra in effetti, Economa Domestica.

Parlando esattamente di virus zoologici, chi lavora nel front-end, alle case di tolleranza si sottopone a periodici controlli sanitari e riceve un addestramento tipo sergente hartmann sul corretto impiego dei profilattici.

Pensando a quello che viene detto in giro sulle scie di condensa degli aeroplani, sull' ingestione dell' argilla così com'è, e altre amenità che si sentono in birreria, mi sento di poter dire che anche nei bordelli fisici la possibilità di beccarsi un' infezione di qualsiasi tipo è più bassa che fuori.

bene o male 100 transazioni rigorosamente controllate sono più sicure di una con la RAM intasata da "chissenefrega, mai, mi ricapiterà un' occasione così"
Rubio, non ne sarei così sicuro
LA cosiddetta volgarizzazione del marchio è cosa assai diffusa ormai, potrei aggiungere anche le parole Nylon, moplen, bretelle, thermos, borotalco
Per davide

LA cosiddetta volgarizzazione del marchio è cosa assai diffusa ormai, potrei aggiungere anche le parole Nylon, moplen, bretelle, thermos, borotalco

Le bretelle sarebbero marchi registrati divenuti nomi comuni? Approfondisci, approfondisci: non ne sapevo nulla.
Su thermos hai ragione, ma oramai la copertura del marchio è scaduta.
Altro esempio:
a Torino le gomme da masticare si chiamano "cicles" dalle gomme alla menta CHICLETS!

Mi ero sempre chiesto da dove provenisse... da ragazzino al mare mi capitava di fare amicizia con gente di mezza Italia, e ogni volta che qualcuno voleva una gomma da masticare era una tragedia, i casi possibili erano:

- Un milanese mi chiede una "cicca", io (toscano) gli rispondo che non fumo.
- Un torinese mi chiede una "cicles", io lo guardo come se parlasse arabo.
- Io chiedo una "gomma" ad un torinese o ad un milanese, lui fruga nello zaino e mi dà una gomma da cancellare.

Per quanto riguarda i marchi di fabbrica diventati nomi comuni... uno che ho scoperto di recente è il ferodo. Famosissima l'aspirina, un po' meno il cachet. Anche la playstation...
Per Gwilbor

Mi ero sempre chiesto da dove provenisse... da ragazzino al mare mi capitava di fare amicizia con gente di mezza Italia, e ogni volta che qualcuno voleva una gomma da masticare era una tragedia, i casi possibili erano:

- Un milanese mi chiede una "cicca", io (toscano) gli rispondo che non fumo.
- Un torinese mi chiede una "cicles", io lo guardo come se parlasse arabo.
- Io chiedo una "gomma" ad un torinese o ad un milanese, lui fruga nello zaino e mi dà una gomma da cancellare.


Confermo, è uno di quei termini che in ogni luogo d'Italia ha assunto denominazione propria. Io conosco anche gomma-mastica (Sicilia) e cingomma (centro Italia), ma ce ne saranno altri ancora. A Bologna mi pare di aver sentito ciclets, con la t prima della s, ma non ci giurerei.
Del resto, ogni regione ha un modo diverso per dire "marinare la scuola", a parte quelle in cui nessuno lo fa.
Accademia dei Pedanti wrote

Del resto, ogni regione ha un modo diverso per dire "marinare la scuola", a parte quelle in cui nessuno lo fa.

Inizio io: Roma "Fare sega".
In friulano gomma da masticare si chiama "c^ngam"
Marinare la scuola non è contemplato, gli immigrati da terre bizzarre e cattive* dove la gente chiama 50 ore alla settimana al 150% "lavoro" dicono "andare in marina" o "far maranza"

*tutto quello che sta fuori dalla provincia di Udine è extragalattico, per il friulano vero.
Per il discorso gatto e schermi/monitor, il mio gatto precedente (tv e monitor CRT) si comportava come se le immagini non le vedesse.
Il mio gatto attuale (tv e monitor LCD) spesso viene davanti al monitor e segue le immagini interessato, parecchie volte ha provato a prendere la freccia del mouse (e io mi divertivo parecchio a muoverglielo davanti). Un'altra volta ha provato a prendere una moto durante una gara di MotoGP: si è fermata sotto la TV a guardare le moto che giravano (la testa seguiva il movimento) e poi ha fatto un salto verso una di queste cercando di acchiapparla... :D
Frankowsky #34
a Torino le gomme da masticare si chiamano "cicles"


Anche a Bologna.
L'economa domestica #53
Inizio io: Roma "Fare sega".


Anche in Umbria:
Sega, segola,
Giovanni va a scuola.
Porta il cestino
con la frutta e col cacino.
La maestra gli fa la festa,
butta Giovanni dalla finestra.
Passa un villano,
lo prende per la mano,
lo porta in campagna
e il lupo se lo magna.


In Lombardia, ho sentito bruciare o bruciare la scuola.

E molti altri modi.
Per il discorso gatto e schermi/monitor...

Il gatto di mia madre saltava sul televisore e tentava di prendere gli uccelli (se c'erano, ovviamente, come nei documentari) con la zampa, dall'alto, e ignorava altre figure in movimento
Nessuno dei miei ha mai degnato lo schermo. Ne' della tv, nè del pc. Al massimo si interessano della tastiera per camminarci sopra.

Comunque avevo sentito dire che agli albori della televisione accadeva che delle persone anziane non riuscissero a vedere le immagini ma solo delle luci e ombre in movimento.
Il cervello deve "imparare" a vedere (come in questo caso).
Disse Dante dalla riva del Po:
abbasso la scuola e chi la creò.
Rispose petrarca sulla sua barca:
hai proprio ragione, facciamo filone.

In ogni ciclo scolastico era scritta su almeno un banco.
il mio gatto da piccolo (ossia 15 anni fa) non solo seguiva "Quark" con molto interesse, ma persino.. "90° minuto" ! Non me lo sono ancora spiegato..
Clacson.

Ping pong.