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85 commenti

Occhio ai solleciti di pagamento da Italia-programmi.net

Perché Italia-programmi.net manda richieste di pagamento a pioggia?


A giudicare dalle numerose segnalazioni che sto ricevendo, parecchi utenti italiani sono stati raggiunti via mail da un sollecito di pagamento a nome di Italia-programmi.net.

Eccone un esempio (i dati del destinatario sono stati omessi):

Italia-Programmi.net - Sollecito di pagamento

[omissis]
[omissis]
[omissis]


21/11/2011

Numero fattura: [omissis]

Gentile Signor [omissis],

la ringraziamo per l'iscrizione a pagamento del 04/11/2011 15:32 (indirizzo IP: [omissis]) effettuata da http://www.italia-programmi.net/sign.php?686. Non avendo fatto ricorso al diritto di recesso di 10 giorni, siamo lieti di poterla annoverare tra i nostri clienti per il portale di download premium www.italia-programmi.net.

Nel suo account personale troverà contenuti preparati dalla redazione e informazioni in tema Software per computer, nonché numerose funzioni esclusive. Ai fini della preparazione e dello svolgimento dei nostri servizi ci permettiamo di inserire in fattura le tariffe di utilizzo concordate sulla base del seguente prospetto:

---------------------------------------------------------------------------

Accesso per 12 mesi a www.italia-programmi.net - 96,00 EUR

8,00 EUR per mese, pagamento secondo le condizioni commerciali dell'anno precedente.

---------------------------------------------------------------------------

Importo dovuto 96,00 EUR

---------------------------------------------------------------------------
---------------------------------------------------------------------------

La preghiamo di eseguire il pagamento di 96,00 entro il 01/12/2011 tramite SEPA / bonifico UE sul seguente conto bancario:

Beneficiario: Estesa Ltd.
IBAN: CY30005001400001400154795201
BIC-Code: HEBACY2N

La preghiamo di voler indicare in fase di versamento la seguente causale in modo da poter tracciare il Suo pagamento: [omissis]

Se non disponete di un servizio banking online, potete utilizzare il nostro ordine di bonifico da noi approntato (ORDINE-DI-BONIFCO-[omissis].PDF). Lo troverete in allegato a quest'e-mail. Dovete semplicemente inserire i vostri dati e inoltrarlo alla vostra banca dopo averlo firmato.

Vi preghiamo di provvedere al pagamento dell'importo in scadenza entro il termine stabilito, onde evitare di incorrere in spese di ingiunzione supplementari.

Se ha dimenticato i dati di accesso o la password, può richiedere questi dati in qualsiasi momento al link http://www.italia-programmi.net/lostpwd.php.

Per qualsiasi domanda su questa fattura e sui nostri servizi, si rivolga tramite e-mail al nostro servizio clienti: support@italia-programmi.net

In allegato trovate il sollecito di pagamento in formato originale su nostra carta intestata.

Ha tutta l'aria di un contratto ingannevole nello stesso stile di quelli dell'avvocato tedesco Olaf Tank. Tuttavia il sito Italia-programmi.net, quando si cerca di scaricare un programma, indica molto chiaramente le tariffe per il servizio, a differenza del caso di quello di Olaf Tank. È quindi abbastanza difficile respingere l'addebito sostenendo di non essere stati informati dei costi.

Comincio a pubblicare questa breve nota per creare un punto di riferimento per la discussione e le indagini. Pubblicherò aggiornamenti man mano che mi arriveranno.


Aggiornamenti


Una lettrice, Anna, via Twitter mi segnala questa pagina di Tomshw.it che parla del caso e cita un articolo dell'ADUC che descrive in dettaglio i comportamenti scorretti dei gestori del sito e spiega come rispondere a eventuali solleciti di pagamento. C'è anche un articolo su Punto Informatico che descrive l'intervento dell'Antitrust italiano. È davvero molto difficile non considerare truffaldino questo modo di fare commercio. Oltretutto i programmi offerti da Italia-programmi.net sono tutti liberamente scaricabili gratis dai siti dei rispettivi produttori.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “luciano.rav*”.
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Commenti
Commenti (85)
Alcune settimane fa una lettrice del mio blog mi aveva chiesto informazioni riguardo a un sollecito di pagamento ricevuto dal sito in questione. Dopo una veloce googlata l'avevo indirizzata verso questo articolo di Tom's Hardware. Articolo piuttosto diretto, devo dire (lo si evince già dal titolo).
Ciao Paolo, questo caso fu discusso anche sul giornale "Il fatto quotidiano". Ti riporto il link:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/02/la-registrazione-al-sito-diventa-un-contratto-raggirati-migliaia-di-cittadini-italiani/167943/

Saluti
ok scusa forse sono scemo io...

ma se uno scarica un programma a pagamento è normale che poi gli chiedano i soldi...

oppure mi sono pescato qualcosa io?
Paolo, se ne è parlato tanto in rete nelle scorse settimane: http://is.gd/KNNLnW.
Se ne stanno già occupando varie associazioni di consumatori, varie Procure, l'Antitrust... insomma, è roba vecchia. :)
La società è ben nota all'associazione consumatori ADUC, che ha già fatto passi legali per fermare le sue condotte commerciali.
Sul sito di Aduc (www.aduc.it) si trova un loro comunicato proprio relativo alla questione italia-programmi.net
Tempo fa c'era una società EuroContent Ltd, con sede in germania e il sito era EasyDownload.info che agiva con modalità simili, chiedeva lo stesso prezzo e alla fine si son presi quasi 1 milione di euro di multa per pratiche commerciali scorrette.
Qui viene spiegato perché non pagare comunque: http://tinyurl.com/cj68pus
Se non vado errato avevamo già guardato una roba del genere in Germania (questa curiosa abitudine di fregare le idee agli altri, truffe comprese...). Mi pare sia il caso linkato. Un circuito di programmi completamente gratuiti dove però c'era la pretesa di far pagare all'utente l'uso del sito che faceva da tramite/calderone.

A ben guardare alla gente piace un sacco il concetto del tramite, quest'irrefrenabile tentazione di trovare sempre qualcuno che faccia le cose al posto nostro, tipo usare Google o anche solo... saperlo usare o_O

Vuoi vedere che come nel caso tedesco le AGB dicono chiaro e tondo che bisogna pagare il "servizio"? Tanto chi sta mai a leggerle? ;-)
Sul giornale di Trieste di venerdì c'era un articolo in proposito: http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2011/11/18/NZ_35_05.html
Anch'io sono caduto in questa trappola. Infatti mi pareva strano, visto che io non scarico MAI cose a pagamento. Quando continuavano a mandarmi solleciti a un certo punto ho pensato "boh, evidentemente ho letto male", poi però mi è punta vaghezza di controllare, e infatti ho scoperto che era una truffa bella e buona, tant'è che addirittura si appoggiavano ad un altro sito che invece faceva intendere che i programmi fossero scaricabili gratuitamente.
ne aveva parlato già striscia un po' di tempo fa con un'intervista al presidente dell'autorità antitrus (hanno chiesto i soldi anche a lui)
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?13724
Mi piacerebbe conoscere il punto di vista dei produttori di free software sulla furbizia di questi truffatori, che guadagnano soldi (leggi rubano) rilasciando software prodotto da altri che nell'intenzione dei creatori doveva essere gratuito. Tanto più che è ingannevole anche la frase che vuole i contenuti "approntati" da loro, cosa assolutamente falsa dato che il software è creato da altri.

Insomma, non esiste la clausola nelle condizioni dei software distribuiti che vieti questa pratica? Se sì, non ci resta altro da fare che segnalare la cosa ai produttori, vedremo se con un'azione giudiziaria intentata da più parti non li faccia desistere da queste furberie.
La mia ditta ha appena ricevuto l'ennesimo sollecito di pagamento da parte di "Registro Italiano Internet" con sede in Germania. Loro vogliono solo 960€. Mi chiedo quanti ci caschino. Se non è una truffa legalizzata.... Oddio, truffa con la collaborazione del pollo di turno, si capisce.
bah
questo tipo di truffette basta ignorarle...

non faranno mai niente a livello legale perché sanno di non avere alcuna leva possibile, cercano di spaventarti e poi se vedono che non ci caschi passano a polli più facili da spennare.
io sono uno dei tanti italiani beffati da questi qui (naturalmente non ho ancora pagato!)e non sarò certo un hacker, ma non sono un novellino del pc e so anche usare google: il fatto è che la scritta che compare ora in bella vista del tipo "8 euro al mese per scaricare ecc.ecc.ecc." prima non compariva, o addirittura era presente solo negli orari d'ufficio, mentre di sera spariva. Tempo fa avevo salvato anche uno screen shot della pagina incriminata ma purtroppo è andato perso. Mi dovrete credere sulla parola! :o)
«Tuttavia il sito Italia-programmi.net, quando si cerca di scaricare un programma, indica molto chiaramente le tariffe per il servizio, a differenza del caso di quello di Olaf Tank. È quindi abbastanza difficile respingere l'addebito sostenendo di non essere stati informati dei costi.»

Sì, ma come la mettiamo col fatto che:

1) Si pubblicizza come "Scarica [film|programmi] gratis?

2) ti manda una mail informandoti che devi pagare "non avendo usufruito del diritto di recesso entro 10 giorni", ma prima che fossero scaduti i 10 fatidici giorni nessuna loro mail ti informava in modo altrettanto chiaro e inequivocabile che se non recedevi entro dieci giorni dovevi pagare?

3) quello che ti "consente" di scaricare in cambio di quei 96€ è già disponibile gratuitamente?

4) la mail parla genericamente di 8€/mese = 96€/anno... ma... non dice se c'è tacito rinnovo... Vuoi scommettere che se paghi una volta, il tacito rinnovo c'è, ma si scoprirà solo dopo i termini per la disdetta?
(Termini che guardacaso non sono indicati. Come non è indicata la procedura di disdetta.)

5) La prima mail in cui si parla in modo non camuffato di pagamento è già un "sollecito" che minaccia "spese di ingiunzione supplementari"?

(Qualsiasi bolletta indica i termini di pagamento, ma le minacce di azioni legali non sono mai contenute nella prima richiesta di pagamento, ma solo dopo che i termini sono ampiamente scaduti e quindi il "sollecito" è davvero considerabile tale. Inoltre il primo sollecito, cortesia vuole, che si concluda con "Qualora nel frattempo avesse già provveduto al pagamento, La preghiamo di ignorare questa comunicazione".

Questa formula di chiusura non la usano, semplicemente perché è impossibile che qualcuno abbia pagato prima del ricevimento di quella mail, visto che non era stato informato!)


---

Se io metto un cartello "firma qui per bere gratis" in Times New Roman 96, e sotto in small fonts 3 scrivo "firmando qui ti impegni a darmi 96€ all'anno per bere gratis... dalle fontanelle pubbliche", chi commette la leggerezza di firmare è tenuto a pagare?
O sono io che devo essere processato per truffa?

In Italia la legge tutela - almeno ogni tanto - i deboli?

No, perché se un tribunale dovesse condannare a pagare chi - è ormai evidente dal numero delle segnalazioni - ha visto carpire la sua "firma" con l'inganno... bella "giustizia".

---

No, perché io ho appena consigliato a una mia amica cascata nella trappola di non pagare... Non vorrei che si rivalesse su di me! :D
P.S.

Firma? Quale firma?

No, perché (chissà come mai?) non mandano un contratto cartaceo da firmare e rispedire con fotocopia della carta di identità.

Quindi, cosa hanno in mano per citarti a giudizio?
Bisogna andare un pochino indietro con i fatti. Il problema era che all'inizio le cose non erano così chiare come adesso. Qualche mese fa, sul sito non veniva menzionato affatto che erano servizi a pagamento, anzi si parlava solo di download gratuiti. Con le prime mail, a quanto pare migliaia, sono arrivate una valanga di proteste e di richieste d'aiuto sul sito dell'aduc - come già fatto notare da molti qui - che perdurano ancora adesso.
"8,00 EUR per mese, pagamento secondo le condizioni commerciali dell'anno precedente."

lascia proprio intendere un tacito rinnovo che non si sa bene come revocare... e anche che l'anno prossimo le condizioni commerciali potrebbero pure variare...

Insomma: un clic con leggerezza e sei vincolato per tutta la vita?

Tutti i contratti seri dicono chiaramente se terminano senza tacito rinnovo o meno, e in caso di tacito rinnovo indicano entro quanto tempo dalla scadenza bisogna disdire e con che modalità.
Anche a me compare sempre come pop-up, ma Opera lo blocca come sito non affidabile.

WOT invece lo classifica come "very poor" in tutte e 4 le analisi.
Un amico ha avuto lo stesso problema, si è informato e mi aveva scritto un post.

Il problema è che questo sito ha il server alle Seyshelles...

Ti consiglio di dare un'occhiata al sito "italia-film.com" dove trovi nelle pagine dei singoli film un link ingannevole che porta a questo sito truffa: Per guardare questo film e' necessario scaricare il nuovo Adobe Flash Player *(consigliato)

Della notizia se ne sono già occupati due volte quelli di Striscia la Notizia. Lo stesso presidente dell'antitrust ha ammesso, ai microfoni di Striscia, di esserci cascato. Tutt'oggi nonostante siano indagati dalla guardia di finanza, continuano a inviare mail di sollecito; ovviamente si guardano bene da inviarli per raccomandata.
Paolo, aggiungo un dettaglio alla storia.
ADESSO, il sito Italia-programmi ha effettivamente specificato in modo abbastanza chiaro i costi del servizio.
Il problema è che fino a circa due mesi fa, non era affatto così: la scritta che informava sul costo era in caratteri piccoli, e scritta in grigio chiaro su fondo bianco a lato dello schermo, quindi era praticamente invisibile.
Presumo che coloro i quali stanno ricevendo quelle minacce di azioni legali siano quelli che hanno sottoscritto il servizio in precedenza, credendo si trattasse di una semplice procedura di registrazione al sito, come capita su tanti siti similari.
Che poi si chieda denaro per scaricare software LIBERI E GRATUITI come eMule, GIMP o Flash Player, descrive chiaramente la pasta di cui sono fatti i responsabili di quel sito.
A me ogni tanto arrivano i solleciti di questo sito. Mi divertono. Anche se di quel sito, prima di ricevere i solleciti, non avevo mai sentito parlare.
Buh... io credo che la buona norma su internet, quando ci si va a iscrivere a siti sconosciuti, sia di usare sempre credenziali fasulle perché non si sa mai con chi si ha a che fare. Non so, tipo Turbato Thomas, Parco della Vittoria, Monopoli.
@Grezzo: "Mi piacerebbe conoscere il punto di vista dei produttori di free software sulla furbizia di questi truffatori, che guadagnano soldi (leggi rubano) rilasciando software prodotto da altri che nell'intenzione dei creatori doveva essere gratuito. Tanto più che è ingannevole anche la frase che vuole i contenuti "approntati" da loro, cosa assolutamente falsa dato che il software è creato da altri."

Permettimi di correggerti, ma qui si tratta di SW gratuito (zero soldi), libero che è un'altra cosa.
Comunque, se anche fosse SW libero, non ci sarebbe nulla di sbagliato nel vendere un servizio di download facile e indicizzato. Il problema è che questi ci montano sopra una mezza truffa.
L'autorità garante della concorrenza e del mercato nella seduta del 25-8-2011 ha attestato la scorrettezza commerciale di Italia Programmi-net ed ha imposto la cessazione dei messaggi ingannevoli.
Informazioni si possono avere presso l'ADUC al link http://aduc.it/comunicato/programmi+italia+net+antitrust+intima+sospensione_19442.php
Italia Programmi Net ha aderito all'ordine dell'autorità garante ma solo da una certa data che al momento non trovo (l'ADSL oggi fa i capricci) Dovrebbe essere intorno alla fine di Settembre
@david
WOT invece lo classifica come "very poor" in tutte e 4 le analisi.

Beh WOT dice anche che Facebook è molto affidabile ed è eccellente in merito alla tutela della privacy e dei bambini.
Siamo sicuri che WOT sia "affidabile" nel giudicare l'affidabilità di un sito? :-)
A un mio amico è capitata la stessa cosa. Ha la fortuna sfacciata di avere un'amica avvocato (io). Ho mandato una bella pec all'indirizzo da cui provenivano le email invitandoli gentilmente a scopare il mare delle Seychelles, inviata per conoscenza anche alla polizia postale competente per territorio. Nessuna risposta, nessun sollecito più. Nei prossimi giorni presentiamo querela formale alla polizia postale. Siccome siete tutti consumatori, non vedo perché pagare. Facciano la fatica di farvi causa nel tribunale competente per territorio (quello dove avete la residenza, che se non sbaglio non conoscono... al più hanno solo una email). Sull'efficacia legale della email ci sarebbe molto da dire. Vi segnalo solo la normativa del codice dell’amministrazione digitale, in particolare gli artt. 22 comma 3 e 23 D.l.vo n. 82 del 2005.
Le email di fatto risultano prive di qualsivoglia firma, giacché come rilevato da attenta dottrina “in quanto normalmente la firma segue la dichiarazione di volontà, mentre in questo caso essa la precederebbe [i c.d. headers], posto che gli elementi di identificazione personale sono inseriti prima della formazione del documento” v. Olivieri G., Non corrisponde a firma elettronica leggere l’autenticazione ad un provider di trasmissione di e-mail in www.lexitalia.it, in Articoli e note n. 3 del 2004.
Dal testo del messaggio sarebbe possibile risalire, se fossero riportati gli headers esclusivamente alla macchina che lo ha trasmesso, ma non anche alla persona fisica che ne ha effettivamente redatto il contenuto.
Prima di pagare pensateci bene: se pagate, non li rivedete più di sicuro e fra un anno ci riprovano con la seconda rata, visto che l'abbonamento è biennale, da quel che ho capito.
Esatto Starship !
Qualche mese fa non era così chiaro. L'esempio di Attivissimo si riferisce a oggi, o qualche giorno fa.
Fino a qualche settimana/mese fa, era completamente differente, non c'era alcun riferimento a fatto che bisognasse pagare.
Facile adesso dire "basta leggere bene".
In ogni caso è "storia" vecchia sto fatto di italia.programmi.net....
Dico la mia.
Io uso Firefox + WorldOTrust (WOT). Appena inserisco il nome del sito mi esce scritto a tutto schermo che il sito non è affidabile. Chiudo il tab e vado oltre
Ho anche Google Domain Blocker con GreaseMonkey con il quale blocco in partenza ricerche su questi siti.
Et voilà!
@ David:

Per WOT intendi questo?
io non ci vedo nulla di irregolare. se andate nel sito vedrete che è scritto in verde e chiaramente che il servizio costa 8 euro. Inoltre appare evidente che i programmi scaricati sono quasi tutti a pagamento.
in caso di sollecito si incorre in reati penali di grande rilevanza se non si paga subito.
si va dai 5 agli 12 anni di carcere e da un minimo di 4000 a 25.000 euro.

vedete voi se è il caso di finire dentro per non aver pagato 96 euro
Mi sono recentemente trovato ad esaminare la questione per lavoro, ed ho quindi acquistato familiarità con italia programmi e le sue condizioni di vendita, i suoi solleciti, e la sua prudente sede estera.

Come molti hanno capito il sito è una bella trappola fatta apposta per il navigante distratto e che non ha voglia/tempo di leggere quelle scritte piccole piccole...
La trappola è ben realizzata, e pare scritta da chi il diritto dei contratti lo padroneggia bene!
Lungi da me difendere un comportamento che sicuramente sguazza in acque poco chiare e trasparenti, come si è già detto su questa pagina ma credo esagerato parlare di truffa, in quanto non vedo i c.d. "artifici e raggiri", ma solo un contraente scaltro che si approfitta -certo scorrettamente- della poca voglia/pigrizia/ignoranza dell'altro.
Certo non si può rimproverare al sito di non aver messo per iscritto tutte le condizioni contrattuali, anche solo facendovi indiretto riferimento al momento della registrazione... vengono in mente le paginate di "accetta" e "conferma" che si "leggono" quando si installa qualche programma sul pc...

Insomma, poca chiarezza -dolosamente sfruttata- ma non meno di quanta se ne possa trovare, ad esempio, in tanti grossolani contratti di locazione che si vedono talvolta.

La lezione da imparare è stata più volte ripetuta dal proprietario del Blog....
Il bello è che non sono neppure programmi a pagamento, sono tutti scaricabili gratuitamente come gimp,flash,messanger,emule,utorrent,winrar ecc.. ehehe! la truffa c'è e la polizia postale dovrebbe oscurare questo sito!
ANCHE A ME HANNO MANDATO DIVERSI SOLLECITI,MA IO HO RISPOSTO CHE SAREI PASSATA A VIE LEGALI. QUANDO HO VISTO LA PRIMA VOLTA IL DOWNLOAD,C'ERA SCRITTO CHIARAMENTE"GRATUITO". POI IN SECONDO TEMPO MANDARONO IL SOLLECITO. ORA IO AVENDO CONSERVATO LA LORO E-MAIL GLI HO RISPEDITO LA COPIA E SONO SCOMPARSI I SOLLECITI....STRANO NO??E' UNA TRUFFA CON TRABOCCHETTO BELLA E BUONA.
Si potrebbe anche ravvisare un reato in ciò che stanno facendo i responsabili di quel sito; infatti, molti dei programmi scaricabili sono coperti da licenza GPL.
In tal caso, io posso dire che "il programma è approntato da me" solo fornendo anche il relativo codice sorgente con tutte le modifiche da me apportate; se non lo faccio, sto violando la licenza GPL.
Tanto più che su quel sito si riportano informazioni palesemente false; ad esempio, OpenOffice, Gimp, VLC, etc, vengono presentati come programmi con licenza "freeware", ma in reatltà la licenza è appunto GPL (e la differenza è notevole).
ribadisco che trattasi di truffa, gli artifiz e raggiri ci sono - o meglio, c'erano - eccome, che adesso abbiano un po' corretto la cosa poco importa, il Codice del Consumo parla chiaro, questo pseudo"contratto" non vale quattro soldi e ci si può pulire il didietro.


Piuttosto, segnalo la degna fine di un caso visto più volte su questo blog:

http://www.huffingtonpost.com/2011/11/21/power-bracelets-lawsuit_n_1105559.html?ref=style
[quote-"Enrico"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c2446436468115841927"]
Permettimi di correggerti, ma qui si tratta di SW gratuito (zero soldi), libero che è un'altra cosa.
Comunque, se anche fosse SW libero, non ci sarebbe nulla di sbagliato nel vendere un servizio di download facile e indicizzato. Il problema è che questi ci montano sopra una mezza truffa.
[/quote]

Enrico, non credo proprio, stavo dando un'occhiata alle condizioni di alcuni programmi gratuiti di cui quel sito truffa offre il download, ed è specificato chiaramente che è vietato lo sfruttamento commerciale in qualsiasi forma. Alcuni programmi lo permettono, altri no. Non resta che denunciare la cosa agli sviluppatori di quel software che hanno esplicitato chiaramente di vietare lo sfruttamento commerciale dei loro prodotti.
Il fa[quote-"Santana"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c5989278343115688033"]
Si potrebbe anche ravvisare un reato in ciò che stanno facendo i responsabili di quel sito; infatti, molti dei programmi scaricabili sono coperti da licenza GPL.
In tal caso, io posso dire che "il programma è approntato da me" solo fornendo anche il relativo codice sorgente con tutte le modifiche da me apportate; se non lo faccio, sto violando la licenza GPL.
Tanto più che su quel sito si riportano informazioni palesemente false; ad esempio, OpenOffice, Gimp, VLC, etc, vengono presentati come programmi con licenza "freeware", ma in reatltà la licenza è appunto GPL (e la differenza è notevole).
[/quote]
Sono assolutamente daccordo. La licenza GPL ha delle limitazioni ben precise, che garantiscono la liberta' del programma.
In questo esempio: http://italia-programmi.net/prog.php?id=103 la licenza GPL e' chiaramente violata e c'e' spazio per una denuncia
lubys,

io non ci vedo nulla di irregolare

Nulla di irregolare nel vendere un "servizio" che consiste nel fornire a pagamento software gratuito? Le autorità la pensano diversamente, per fortuna.


vedete voi se è il caso di finire dentro per non aver pagato 96 euro

Questa è una panzana inutilmente allarmista. Informati meglio.
@Paolo
Questa è una panzana inutilmente allarmista. Informati meglio

Don't feed the divine troll ;)
[quote-"lubys"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c4276916720418513265"]
io non ci vedo nulla di irregolare. se andate nel sito vedrete che è scritto in verde e chiaramente che il servizio costa 8 euro. Inoltre appare evidente che i programmi scaricati sono quasi tutti a pagamento.
in caso di sollecito si incorre in reati penali di grande rilevanza se non si paga subito.
si va dai 5 agli 12 anni di carcere e da un minimo di 4000 a 25.000 euro.

vedete voi se è il caso di finire dentro per non aver pagato 96 euro
[/quote]

Chissà perché ma ho come l'impressione che queste minacce cadranno molto nel vuoto.

Ma soprattutto, vediamo di non stravolgere le leggi italiane, per cortesia. dai 5 ai 12 anni di carcere? Ma va là.
[quote-"TwoFools"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c6034485643794708347"]
ribadisco che trattasi di truffa, gli artifiz e raggiri ci sono - o meglio, c'erano - eccome, che adesso abbiano un po' corretto la cosa poco importa, il Codice del Consumo parla chiaro, questo pseudo"contratto" non vale quattro soldi e ci si può pulire il didietro.


Piuttosto, segnalo la degna fine di un caso visto più volte su questo blog:

http://www.huffingtonpost.com/2011/11/21/power-bracelets-lawsuit_n_1105559.html?ref=style
[/quote]

ROTFL
@Santana e Alkemyst
Prima che continuiate a dire GPL di qua e di là, fateci il favore di leggerla, prima.

http://tinyurl.com/2mc3zd (GPLv3)
http://tinyurl.com/7jcqow8 (GPLv2)

E per togliere ogni dubbio sul richiedere soldi
http://tinyurl.com/88cm7y6
[quote-"FMD"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c6071612691969260753"]
Come molti hanno capito il sito è una bella trappola fatta apposta per il navigante distratto [/quote]

Oh, siamo d'accordo. È una trappola.
Questo in uno Stato di diritto dovrebbe essere sufficiente per dichiarare il "contratto" nullo.

Il resto sono cavilli.

La legge deve tutelare chi è in buona fede. Sempre. Anche se è ingenuo. A maggior ragione l'ingenuo deve essere tutelato.
Financo se è stupido, qualora la malafede della controparte sia lapalissiana.
Anzi, se la parte in malafede approfitta di uno stupido, dovrebbe essere considerata un'aggravante.

Questa è una questione etica.

E se in legalese "truffa" è termine improprio, mi va anche bene, basta che il contratto sia nullo.

Se il tecnicismo cavilloso surclassa il buon senso e l'evidenza, a danno degli ingenui e a vantaggio di chi è in malafede, la Giustizia è morta.

(Mi viene in mente il Capitolo 19 di Pinocchio dal sarcastico titolo Pinocchio è derubato delle sue monete d’oro e, per gastigo, si busca quattro mesi di prigione.)

[quote]Certo non si può rimproverare al sito di non aver messo per iscritto tutte le condizioni contrattuali, anche solo facendovi indiretto riferimento al momento della registrazione... vengono in mente le paginate di "accetta" e "conferma" che si "leggono" quando si installa qualche programma sul pc...[/quote]

Ok.
Se tu dopo aver installato Firefox scoprissi che nelle paginate che, come tutti, hai accettato senza leggere c'era una clausola che ti impone di pagarlo... ti sentiresti in colpa tu perché loro - in fondo in fondo - che era a pagamento te lo avevano detto prima dell'installazione, sebbene in forma "indiretta"?

Non regge.

Se nelle clausole piccole c'è scritto qualcosa ("si paga") che contraddice palesemente quello che è scritto nei banneroni pubblicitari ("è gratis") il contratto è viziato.

Altrimenti io posso mettere in commercio bottigliette di ammoniaca con scritto "ACQUA MINERALE" e poi in corpo 8 (che è la dimensione minima del testo per essere legale in un contratto) a lato del tappo scrivere "non bere: contiene ammoniaca"... ed è tutto regolare. Suvvìa...

[quote]Insomma, poca chiarezza -dolosamente sfruttata- ma non meno di quanta se ne possa trovare, ad esempio, in tanti grossolani contratti di locazione che si vedono talvolta.[/quote]
Non lo metto in dubbio.
Ma la scusa "Io posso far male perché lui fa peggio" non regge.
È questa la filosofia che ha fatto dell'Italia un paese "di furbetti".

[quote]La lezione da imparare è stata più volte ripetuta dal proprietario del Blog....
[/quote]
E su questo siam d'accordo.
La lezione per il consumatore è: occhi aperti, ché il mondo è pieno di furbetti.

Ma la lezione per i furbetti dovrebbe essere: comportatevi correttamente, altrimenti lo Stato vi stanga.

E non "tanto peggio per i polli che avete spennato".

Questa è la filosofia con cui si autoassolveva Wanna Marchi per motivare i suoi centralinisti del famigerato sale che non si è sciolto.
Cito a memoria: Al mondo per ogni Wanna Marchi ci sono mille co***oni che non aspettano altro che darle dei soldi.

Eh no. Troppo comodo...
[quote-"Paolo Attivissimo"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c1906580377293141908"]
lubys,

io non ci vedo nulla di irregolare

Nulla di irregolare nel vendere un "servizio" che consiste nel fornire a pagamento software gratuito? Le autorità la pensano diversamente, per fortuna.


vedete voi se è il caso di finire dentro per non aver pagato 96 euro

Questa è una panzana inutilmente allarmista. Informati meglio.
[/quote]

Panzana inutilmente allarmistica? :D

Io penso che una panzana così, condita dalle classiche difese d'ufficio, spiegazioni commerciali da insider, e rinforzi delle minacce di ritorsioni legali ("reati penali di grande rilevanza" Ooooh... ma allora conviene pagare, sennò arriva il Babau!) possa scriverle solo uno che su quella particolare "strategia commerciale" è più informato di noi e - soprattutto - che dal pagamento di quei 96€ qualche utilità potrebbe anche ottenerla...
Aridaje... come detto da "Claudio Fe" leggetevi la licenza GPL:

"Our General Public Licenses are designed to make sure that you have the freedom to distribute copies of free software (and charge for this service if you wish)"

"charge for this service if you wish" significa che se vuoi puoi farti pagare per il servizio di distribuzione.
Certo su sto benedetto sito c'era di tutto, quindi anche programmi con licenze diverse che ne vietano la commercializzazione, ma appunto bisogna vedere caso per caso.
[quote-"Enrico"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c6050202678891317318"]
"Our General Public Licenses are designed to make sure that you have the freedom to distribute copies of free software (and charge for this service if you wish)"
[/quote]

Ok, ma perché la distribuzione possa essere considerata un servizio deve fornire un "valore aggiunto". Per esempio, è un servizio se le copie del SW le consegni già masterizzate su un CD/DVD.
Uno può non avere accesso a Internet.
Oppure desidera averne una copia su CD e non avere il masterizzatore, la capacità, o la voglia di masterizzarsela da solo.

Ma se l'attività commerciale consiste nel rendere disponibile via Internet a pagamento ciò che è già disponibile via Internet gratuitamente, è ben difficile classificarla come "servizio".

Tornando all'esempio delle fontanelle, io posso farmi pagare per portare l'acqua delle fontane pubbliche a casa della gente. E' un servizio. Non so quanto utile, ma ha un valore aggiunto. Consente una modalità di fruizione più semplice. (O quantomeno diversa.)

Se invece io dico: dammi 96€ e potrai bere gratis l'acqua che io ho attinto alla fontana pubblica e ho messo in una tanica lì vicino... dove sta il valore aggiunto?

Ma mi va bene anche questo, purché io dica chiaro e tondo: Guarda, quest'acqua l'ho prelevata gratis dal rubinetto, ma se vuoi berla dalla mia tanica fanno 96€.

A quel punto uno decide se vale la pena.

Ma se io fermo la gente per strada dicendo: Lo sai che io conosco una fontana da cui bere gratis? Quello mi segue, si fa una bevuta, e poi gli mando il conto a casa...
...pensate che un giudice possa mai considerare lecita la mia richiesta di denaro?
@Fry Simpson
Se leggi il punto 6.d della GPLv3, vedi che il servizio a pagamento può anche essere solo quello di offrire il binario su un server di rete. Purché sia scritto chiaramente dove reperire il sorgente.
In conclusione, seguendo alla lettera la GPLv3, si può accusare italia-programmi solo di non aver messo il link al sito del programma "offerto" (link a videolan.org, prendendo ad esempio VLC).
Aggiornamento dall'ADUC http://www.aduc.it/articolo/italia+programmi+aduc+chiede+sequestro+penale+sito_19676.php
Enrico, non tutto il software scaricabile da quel sito truffa è rilasciato sotto licenza GPL, molti di essi hanno licenza freeware o shareware che hanno nelle condizioni di utilizzo il divieto di sfruttamento commerciale.
@Grezzo
A mio avviso questo e' la falla del sistema su cui si dovrebbe far leva.

Per il resto, nella pagina di registrazione c'e' la scritta grande Crea il tuo account per soli 8 Euro al mese e a destra ci sono i dettagli dell'abbonamento (scritti neanche troppo in piccolo).

Per quanto riguarda la pubblicita' che dice che il servizio e' gratis, e' un po' come alcuni servizi telefonici, con i quali chiami "gratis" (tutti i numeri nazionali, o il tuo numero del cuore, o la tua tribu' ecc). pero' l'abbonamento lo paghi... Come questa ad esempio http://tinyurl.com/owxlpz : e' scritto con caratteri enormi 0 cent a chiamata e in piccolo i dettagli dell'abbonamento (che sono ovviamente meno pesanti rispetto a italia-programmi)

PS: non penso che il link che ho postato possa essere considerato pubblicita', dato che si tratta di un'offerta che non esiste piu'... o sbaglio?
la truffa era diversa mesi fa: infattila pagina web è stata modificata successivamente, in seguito alle minacce dell'antitrust. Inizialmente scaricavi il programma che in apparenza era fornito gratuitamente, semplicmente fornendo dati personali generici (che normalmente si accetta di fornire poichè ci si aspetta solo una seccante pubblicità) e solo una volta scaricato ti compariva la pagina che ti avvertiva di aver sottoscritto un contratto a pagamento. Per questo sn tantissimi i turlupinati. Tra l'altro non vi era nessuna informazione relativa al diritto di recesso, e di come poterlo esercitare. La sede legale è alle Seychelles, così come il loro conto su cui effettuare l'eventuale bonifico.. già questo fatto la dice lunga.. La polizia postale da me avvertita mi ha detto candidamente che fin laggiù è praticamente impossibile andarli a beccare. TRUFFATORI INFAMI
@ Fisico impenitente, a quanto pare la dicitura chiara dell'abbonamento prima non c'era, e a quanto dice l'ADOC misteriosamente l'avviso sparisce fuori dagli orari d'ufficio. Sfido chiunque a cascare nel tranello quando l'avviso è in chiaro.
@Fisicoimpenitente:
[quote-"fisicoimpenitente"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c8204093361538237516"]
Per il resto, nella pagina di registrazione c'e' la scritta grande Crea il tuo account per soli 8 Euro al mese e a destra ci sono i dettagli dell'abbonamento (scritti neanche troppo in piccolo). [/quote]

Su come si presenta il sito al momento in cui scrivo (e cioè così) non ho nulla da eccepire.
Che si paga è bello chiaro. Di sicuro non può essere catalogato come "truffa", né "raggiro".

Il problema è che:

1) sicuramente, prima del provvedimento dell'Autority la scritta "Crea il tuo account a soli 8 euro al mese" non c'era.

2) alcuni utenti utenti hanno segnalato che dopo il provvedimento, per un certo periodo, le indicazioni sul costo erano presenti solo nelle ore d'ufficio, mentre sparivano "magicamente" la sera.

Per questo mi sono preso la briga di fare lo screenshot: perché sia chiaro di quale versione del sito stiamo parlando, visto che pare che la cambino - passando dall'ingannevole all'onesto e viceversa - con una certa frequenza! :D

Non vorrei mai che fra 6 mesi, passato il polverone, il sito togliesse le scritte che avvisano del pagamento (tornando così a essere una truffa bella e buona), un truffato googlando arrivasse qui e pensasse che io stia dicendo che è onesta la versione disonesta che ha fregato lui.
@ Fry Simpson

Sono ovviamente in pieno accordo con te.
Ciò che fa questo sito è SBAGLIATO, ILLEGALE, ed INGIUSTO.

Ma la realtà è che ciò che non è giusto, non sempre è illegale, e ciò che sembra sbagliato a volte è legale.. insomma è l'eterna contrapposizione tra ciò che è legge e ciò che è giustizia.
Senza perderci in dicsorsi che inevitabilmente sfociano nell'etica, nella morale e nell'umano senso innato di giustizia, mi permetto di proporre uno spunto di riflessione.

Su internet è avvenuto -negli anni- ciò che è accaduto nella storia ai nuovi territori scoperti.
Prima era retaggio di pochi, poi ci sono stati gli anni di "follia" e libertà assoluta, con la totale o quasi mancanza di regole e leggi. Poi quando se ne è capita la potenza e la portata si è iniziato a dettare norme di comportamento ed a ritenervi applicabili le leggi già presenti nel mondo "esterno".
Io credo che adesso siamo nel passaggio tra queste due ultime fasi: anche se sembra diffusissima la rete è ancora un mondo in espansione, e che molti ancora non conoscono, e le legislazioni degli stati ancora non sono del tutto compatibili con il mondo informatico (e chi legge assiduamente questo blog -oltre ad appartenere ad un popolo eletto, non può non essersi reso conto di ciò).
Quello che fa italia programmi è sfruttare abilmente i rapporti ancora problematici tra la rete e la realtà, nonchè tra leggi di paesi diversi, oltre a contare sul fatto che, per i costi della giustizia pochissimi farebbero una causa per un centinaio di euro.

Insomma di fronte a queste realtà la protezione più efficace è sempre quella auto-esercitata.

Ultima provocazione: se uno stato interviene con leggi, regolamenti e disposizioni per tutelare/regolare/regolamentare la rete, ne danneggia la sua naturale libertà?
Anche a me pare di ricordare che l'avviso non ci fosse in passato (non ricordo neanche come ci ero capitato su quel sito... anche solo il nome mi puzzava :D).
Nel caso l'abbiano aggiunto di recente, sono comunque condannabili per i "contratti" stipulati prima della modifica, giusto?
@ Giovanni Pili:

Veramente è Gimmy Ghione che ha detto al Garante: "Ci è cascato anche lei". Catricalà ha risposto: No, la mail di richiesta pagamento l'hanno inviata anche a me che non sono mai stato su quel sito.

Ed è proprio questo che rende impraticabile il ricorso al tribunale per farsi pagare: l'assenza di qualsiasi meccanismo per verificare l'identità di chi crea l'account.
Si "fidano" di quel che scrive il primo che passa.
Quindi non hanno modo di dimostrare che il sottoscrittore sia veramente chi dichiara di essere. Per cui non possono ottenere un'ingiunzione di pagamento.

Come minimo dovrebbero inviare una copia cartacea del contratto da rispedire firmata con fotocopia della carta di identità.

Oppure, ancor più semplice, chiedere il pagamento prima di attivare l'account.

Il fatto che lo chiedano a posteriori e non anticipatamente (come farebbe chiunque... Provate ad acquistare qualcosa su Internet dicendo: tu intanto mandamelo, e poi io ti pago a 10 giorni...) è ulteriore indizio della loro malafede.

E il fatto che io posso compilare a nome di Napolitano Giorgio quel form, e quelli senza il minimo controllo mandano il sollecito a lui, rende legalmente insostenibile qualsiasi azione legale da parte loro per ottenere il pagamento da uno che non hanno identificato.

Per cui... non pagate: non vi denunceranno mai. Non hanno niente in mano per dimostrare che quel form l'avete compilato voi.
@FMD:

Se io minaccio di morte qualcuno per posta, non mi condannano perché ho violato il regolamento postale, ma perché ho violato la legge che vieta le minacce.
Sarebbe stato reato anche se la minaccia l'avessi fatta a voce.

La truffa è già vietata. Non c'è bisogno di vietare esplicitamente la "truffa via internet".

E anche ammesso che non sia illegale il loro modo di vendere il loro servizio, se mai dovessero far causa a chi non paga (e non lo faranno mai, perché se usano questi metodi il numero di quelli che non pagano è enorme), nessun giudice darebbe ragione a una ditta che ha come prassi quella di non controllare che uno non compili il form a nome di un suo nemico.

---

Qualsiasi legge o regola è una limitazione della libertà. Che coinvolga o meno internet.
La legge che vieta l'omicidio limita la mia libertà di trattare chi mi sta antipatico come mi pare. Ma al tempo stesso mi garantisce (o almeno ci prova) la libertà di non essere ammazzato da coloro a cui sono antipatico io.
[quote-"Fry Simpson"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c6655742869412849583"]
Come minimo dovrebbero inviare una copia cartacea del contratto da rispedire firmata con fotocopia della carta di identità.

Oppure, ancor più semplice, chiedere il pagamento prima di attivare l'account.

Il fatto che lo chiedano a posteriori e non anticipatamente (come farebbe chiunque... Provate ad acquistare qualcosa su Internet dicendo: tu intanto mandamelo, e poi io ti pago a 10 giorni...) è ulteriore indizio della loro malafede. non pagate: non vi denunceranno mai. Non hanno niente in mano per dimostrare che quel form l'avete compilato voi.
[/quote]

Non per contraddirti ma io acquisto spesso online con saldo a fattura 30 giorni.

Non c'è nessuna legge che lo vieta ma solo il buonsenso, delle ditte, che lo sconsiglia.

Comunque ho dato un occhiata alle condizioni generali di vendita del sito in questione e non sono così sicuro che il loro comportamento sia contrario alla legge.

Il problema è che la legge è un po' vaga su alcuni punti, in particolare su quello che concerne la conferma scritta del contratto ( che in questo caso è un contratto a distanza).

[quote]Art. 4 - Conferma scritta delle informazioni

1. Il consumatore deve ricevere conferma per iscritto o, a sua scelta, su altro supporto duraturo a sua disposizione ed a lui accessibile, di tutte le informazioni previste dall'articolo 3, comma 1, prima od al momento della esecuzione del contratto. Entro tale momento e nelle stesse forme devono comunque essere fornite al consumatore anche le seguenti informazioni:

a) un'informazione sulle condizioni e le modalità di esercizio del diritto di recesso ai sensi dell'articolo 5, inclusi i casi di cui all'articolo 5, comma 2;

b) l'indirizzo geografico della sede del fornitore a cui il consumatore può presentare reclami;

c) le informazioni sui servizi di assistenza e sulle garanzie commerciali esistenti;

d) le condizioni di recesso dal contratto in caso di durata indeterminata o superiore ad un anno.

2. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai servizi la cui esecuzione è effettuata mediante una tecnica di comunicazione a distanza, qualora i detti servizi siano forniti in un'unica soluzione e siano fatturati dall'operatore della tecnica di comunicazione. Anche in tale caso il consumatore deve poter disporre dell'indirizzo geografico della sede del fornitore cui poter presentare reclami. [/quote]

Attuazione della direttiva 97/7/CE relativa alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza

Da profano direi che anche una semplice email, in questo caso, è più che sufficiente per garantire la validità del contratto.

Il fatto che il comportamento della ditta in questione si possa considerare "truffaldino" ai nostri occhi non ci garantisce che sia effettivamente un comportamento scorretto; solo un giudice può stabilirlo.

Comunque, sempre da profano, consiglio di rispettare alla lettera i consigli presenti nell'articolo dell'ADUC (il link è nell'articolo di Paolo) e di non limitarsi a semplicemente ignorare tutti i solleciti di pagamento inviati dalla ditta in esame.
Per Fry Simpson

Beh, a meno che non sia stato nascosto, un dato di riconoscimento dell'utente in mano ce l'hanno: l'IP.
Alla fin della fiera, penso che il consiglio più utile sia di scaricare il software, sia esso freeware o GPL, ma comunque gratuito, solo dai siti di chi quel software lo produce. Non oso immaginare quanti siano i siti che utilizzano questo stratagemma, purtroppo a discapito di quelli che realmente offrono un servizio totalmente gratuito (e utile, perché permette di avere delle liste raggruppate in un unico sito di software scaricabile liberamente), che guadagnano unicamente dagli annunci pubblicitari.
[quote-"motogio"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c1225785475255935901"]
Non per contraddirti ma io acquisto spesso online con saldo a fattura 30 giorni.[/quote]
Questo è interessante.
Ma acquisti come privato o come impresa, o come libero professionista?

E come ti identifichi?
Il punto è: se io conosco il tuo nome, cognome, e indirizzo di residenza, posso piazzare un ordine a nome tuo per farti dispetto senza che loro se ne accorgano, o c'è un minimo di sistema di identificazione?

[quote]
Non c'è nessuna legge che lo vieta ma solo il buonsenso, delle ditte, che lo sconsiglia.[/quote]
Su questo siamo d'accordo.

Quello che voglio dire è che se la ditta si fida a vendere a credito, e poi uno non paga, per citarlo in giudizio e vincere la causa deve avere una pezza d'appoggio che dimostri che chi ha piazzato l'ordine è davvero chi ha dichiarato di essere?

Se così non fosse (e da profano non posso esser sicuro che così non sia), sarebbe alquanto pericoloso. Per causare danni economici basterebbe piazzare ordini fasulli a nome di terzi inconsapevoli...

[quote]Il fatto che il comportamento della ditta in questione si possa considerare "truffaldino" ai nostri occhi non ci garantisce che sia effettivamente un comportamento scorretto; solo un giudice può stabilirlo.[/quote]

Sì, ma spero che qualsiasi giudice nell'applicare la sua discrezionalità interpretativa non si scordi del buonsenso.

Se migliaia di utenti lamentano di essere stati truffati dalla stessa ditta nella stessa maniera... questo dato dovrà avere pure un peso nello stabilire se il contratto era ingannevole o meno.

Il buonsenso dovrebbe dire: Ingannevole è ciò che inganna. E questo sito ha ingannato migliaia di persone.

Poi se un giudice decide di non seguire il buonsenso... io non posso farci niente, ma nemmeno posso essere d'accordo.

[quote]Comunque, sempre da profano, consiglio di rispettare alla lettera i consigli presenti nell'articolo dell'ADUC (il link è nell'articolo di Paolo) e di non limitarsi a semplicemente ignorare tutti i solleciti di pagamento inviati dalla ditta in esame.
[/quote]

Io invece, sempre da profano, temo che il rispondere ai loro solleciti possa avere lo stesso effetto nocivo che rispondere alle lettere di SPAM.
Molti spammer includono nel loro SPAM un link per l'unsubscribe. Se lo segui, invece di cancellarti il tuo indirizzo, hanno la conferma che corrisponde a una mail esistente e letta. E la situazione peggiora.

Fossi io, non risponderei. Posso dire solo questo. Ma non essendo avvocato non posso prendermi responsabilità per questo suggerimento.
Il Garante Catricalà, ha chiuso la sua intervista ai microfoni di Striscia dicendo che la mail è arrivata anche a lui (che non ha mai visitato quel sito) e che lui non paga, e magari lo citassero in giudizio, così potrebbe vederli in faccia.

Lui è un giurista.
Anche se nemmeno lui ha voluto prendersi la responsabilità come Autority di dire 'non pagate', ha comunque detto con forza che come Antonio Catricalà lui non paga.
[quote-"Epsilon"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c7806819864574332011"]
Beh, a meno che non sia stato nascosto, un dato di riconoscimento dell'utente in mano ce l'hanno: l'IP.
[/quote]

Questo è vero.
Da solo però non serve a molto un IP.

Speriamo che l'autorità giudiziaria, vedendosi sommersa da migliaia di richieste - tutte dalla stessa ditta - di tracciare migliaia di IP per risalire ad altrettanti utenti, decida il non luogo a procedere perché:

a) c'è una sproporzione fra i costi di investigazione e l'esiguità della somma
(96€? ma se mi rubano un cellulare da 200€ e cambiano la SIM, secondo voi dietro mia denuncia la Polizia Postale si mette a tracciare il mio IMEI per risalire al ladro? Non lo fanno se denuncio un borseggio... figuriamoci se denuncio di averlo lasciato per strada con su scritto "non rubare"...)

b) se una qualunque ditta ha una incidenza così alta di clienti che non pagano, forse è stata lei a essere un po' troppo sprovveduta nel tutelare i propri interessi

c) la specifica ditta in questione, oltre ad avere una percentuale inusualmente alta di contenziosi, ha anche - ma tu guarda il caso... - un precedente di sanzionamento per attività commerciale scorretta

d) tu guarda le coincidenze... la suddetta ditta, pur operando un servizio rivolto esclusivamente all'Italia, ha sede alle Seychelles...

...Sicuramente fra i punti "c" e "d" non ci sarà alcuna correlazione... coincidenze per malpensanti...

---

Insomma, le evidenze per valutare ragionevolmente infondate le azioni giudiziarie minacciate da Italia-Programmi.net, alla luce del buon senso, ci sono tutte.

Speriamo che la Magistratura (nella remota ipotesi che Italia-Programmi.net si appelli ad essa) decida secondo buon senso.
[quote-"Fry Simpson"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c2210613036779128313"]
Lui è un giurista.
Anche se nemmeno lui ha voluto prendersi la responsabilità come Autority di dire 'non pagate', ha comunque detto con forza che come Antonio Catricalà lui non paga.
[/quote]

Su www.alitech.it compare una comunicazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato del 25 Agosto 2011 firmata da Antonio Catricalà; sembra che allegando una copia di quella lettera ci sia qualche possibilità di farsi cancellare la richiesta di pagamento.

Se a qualcuno può interessare qui la prassi da seguire:

Ecco come salvarsi dalla truffa di Italia-Programmi.net!

Ps. Per la domanda che mi hai fatto precedentemente: vivo in Svizzera e qui sono ancora in uso i contratti d'acquisto sulla fiducia; con tutti i pro e i contro che questa formula comporta. Ma siamo OT :-)
[quote-"motogio"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c7229813582943432219"]
Per la domanda che mi hai fatto precedentemente: vivo in Svizzera e qui sono ancora in uso i contratti d'acquisto sulla fiducia; con tutti i pro e i contro che questa formula comporta. Ma siamo OT :-)
[/quote]

Be' ma allora sei fuori giurisdizione :D

Qui a Genova, quando non c'era ancora l'identificazione del chiamante, c'erano dei buontemponi che si divertivano (sai che ridere... ma il mondo è pieno di fantasisti) a ordinare pizze per conto di inconsapevoli terzi.

Per evitare ciò, se non eri cliente abituale che ti riconoscevano dalla voce, alcune pizzerie da asporto facevano così:

a) alla prima volta che facevi un ordine, si facevano lasciare il numero e richiamavano, per esser sicuri che la chiamata provenisse veramente da te

b) con la consegna del primo ordine ti davano una tessera con nome, indirizzo, e numero

c) dalla seconda telefonata in poi, prima ti chiedevano cognome e nome, poi il numero della tessera

Alcune pizzerie invece ritenevano che il gioco non valesse la candela, e decidevano liberamente di fidarsi del sedicente Tizio Caio alla cornetta.
Poi però se arrivati a casa di Tizio Caio quello cascava dalle nuvole, non pretendevano di vendergli la pizza per forza!
Non hanno controllato? Si sono assunti il rischio che fosse una "prank call"... mica può farne le spese Tizio Caio se un fesso lo ha preso di mira, e il pizzaiolo ha deciso di non controllare.
---

Questo per dire che un conto è vendere a credito sulla fiducia a uno che conosci, o che comunque hai visto in faccia.

Un conto è fidarsi - oltre che del fatto che il cliente pagherà - anche del fatto che sia chi dice di essere se l'ordine non lo fa di persona.

Se decidi liberamente di assumerti anche questo secondo rischio, poi non puoi denunciare Gattuso se quello a cui hai venduto a credito ti ha detto per telefono "Sono Gattuso".
[quote-"Fry Simpson"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c260145956094558639"]
[quote-"motogio"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c7229813582943432219"]Qui a Genova, quando non c'era ancora l'identificazione del chiamante, c'erano dei buontemponi che si divertivano (sai che ridere... ma il mondo è pieno di fantasisti) a ordinare pizze per conto di inconsapevoli terzi.
[/quote]

Qui i buontemponi sono soliti ordinare capolavori cinematografici; vanno molto di moda i film di guerra stile "Rocco invade la Polonia"

:-)

[quote]Se decidi liberamente di assumerti anche questo secondo rischio, poi non puoi denunciare Gattuso se quello a cui hai venduto a credito ti ha detto per telefono "Sono Gattuso".[/quote]

Non concordo.

La merce viene recapita a un indirizzo postale e se il detentore di quell'indirizzo non vuole pagare per della merce che non ha ordinato è sufficiente che la rispedisca al mittente (a spese del mittente).

Concordo che è un sistema che si basa molto sulla fiducia ma è comunque un sistema legale e riconosciuto giuridicamente di stipulare un contratto.

Se qualcuno ne abusa ne pagherà le conseguenze.
[quote-"motogio"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c7021020683093579033"]
Non concordo.

La merce viene recapita a un indirizzo postale e se il detentore di quell'indirizzo non vuole pagare per della merce che non ha ordinato è sufficiente che la rispedisca al mittente (a spese del mittente).
[/quote]

Eh, ma se spedisci un pacco postale soggetto a firma a Gattuso, quando Gattuso lo riceve e non ne sa niente può dire al postino "lo respingo al mittente" (io una volta l'ho fatto per un pacco che avevo ordinato - in contrassegno - dicendo esplicitamente che mi serviva entro 15 giorni e che quelli mi avevano spedito dopo tre mesi).

Se invece mandi a Gattuso una mail con uno username e password che Gattuso non aveva ordinato, Gattuso - ragionevolmente - penserà che si tratti di SPAM/Phishing spedita a caso e cancellerà la mail ignorandola.
Non ha la stessa concreta possibilità di respingimento come nel caso del pacco soggetto a firma.

Anche nel caso del pacco, ho comunque delle riserve.
Se un pacco che non ho ordinato mi arriva in contrassegno per un controvalore di 96€, è ragionevole supporre che né i miei coabitanti, né il mio portinaio (visto che non li avevo avvisati in anticipo che tale pacco mi sarebbe dovuto arrivare) non si assumano il rischio di anticipare 96€, e che quindi chiedano al postino di dar loro solo l'avviso di giacenza in modo che possa decidere io se ritirare o meno il pacco.

Se invece un pacco non ordinato mi arriva in porto franco, i miei coabitanti o il mio portinaio penseranno di farmi un favore senza esporre a rischi né me né loro e lo accetteranno.
Io stesso, vedendomi recapitare un pacco in porto franco non so se avrei la prontezza di rifiutarlo.

E comunque a volte i piccoli pacchetti vengono recapitati come corrispondenza non soggetta a firma, e quindi te li lasciano sopra la cassetta delle lettere (o nell'apposita "cassetta grande senza serratura", lì in Svizzera).

Se io ti mando un pacco in porto franco o te lo trovi nella cassetta, non lo apri?
Sei solito prenderti la briga di andare in posta ogni settimana a rispedire al mittente tutta la corrispondenza inattesa senza prima averla aperta?

Perché una volta che il pacco lo hai aperto, col cavolo che te lo fanno respingere al mittente a suo carico.

Ora che mi ci fai pensare, ho detto una cosa non vera.
Anche io, 20 anni fa, avevo comprato "a credito" per posta. Una di quelle raccolte di fascicoli in edicola. Ero arrivato alla terza uscita, e dentro c'era un buono per farsi recapitare le seguenti uscite (A PARTIRE DALLA QUARTA) a casa senza spese di spedizione, pagando dopo il ricevimento con bollettino postale, e con una macchina fotografica "panoramica" (di plastica) in omaggio (NELLA PRIMA SPEDIZIONE).

Mi arriva la prima spedizione con dentro LE PRIME QUATTRO USCITE (quindi tre su quattro le avevo già, regolarmente pagate in edicola, e nel contratto c'era scritto esplicitamente che partiva dalla quarta, essendo allegato alla terza venduta in edicola. E niente macchina fotografica.

Telefono al servizio clienti (chiamata interurbana a carico mio!).
Quelli mi rispondono che "sono solo tre numeri", la spesa è esigua, che mi conviene pagarli, perché se li rifiuto li devo rispedire a loro a mie spese.

Io rispondo che sono disposto a spedirglieli a carico loro, o a consegnarglieli su un vassoio d'argento se se li vengono a prendere al mio domicilio, ma che non intendo spendere dei soldi io per un 'errore' che hanno commesso loro.

Per tutta risposta mi dicono che allora potrò essere contattato dal loro Recupero Crediti.

Ora, cosa avrei dovuto fare?
Denunce? Avvocati? Pagare e dargliela vinta perché in fondo costava di meno che un avvocato?
Quale tutela mi offriva da questo abuso (altro che errore!) questa modalità di vendita?
Buongiorno,
faccio parte delle vittime di questa gente.
Ho pagato perché ho riscontrato la presenza del mio account su quel sito.
Ad oggi mi hanno inviato un ulteriore sollecito nnostante abbia inviato loro la contabile di pagamento.
Vi chiedo, è il caso che vada ad un'assoc. di consumatori? Un avvocato? Ignoro le loro mail?
Come posso fare per non pagare la quota 2012 considerato che il loro contratto è biennale?
Grazie
Mariasilvia
[quote-"Fry Simpson"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c6224613055665230621"]
[quote-"motogio"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/11/occhio-ai-solleciti-di-pagamento-da.html#c7021020683093579033"]
Se invece mandi a Gattuso una mail con uno username e password che Gattuso non aveva ordinato, Gattuso - ragionevolmente - penserà che si tratti di SPAM/Phishing spedita a caso e cancellerà la mail ignorandola.
Non ha la stessa concreta possibilità di respingimento come nel caso del pacco soggetto a firma.[/quote]

Pienamente d'accordo.
[/quote]
E comunque a volte i piccoli pacchetti vengono recapitati come corrispondenza non soggetta a firma, e quindi te li lasciano sopra la cassetta delle lettere (o nell'apposita "cassetta grande senza serratura", lì in Svizzera).[/quote]

Li lasciano anche davanti alla porta se non ci sta nella bucalettere*.

*la cassetta grande senza serratura :-)

[quote]
Se io ti mando un pacco in porto franco o te lo trovi nella cassetta, non lo apri?
Sei solito prenderti la briga di andare in posta ogni settimana a rispedire al mittente tutta la corrispondenza inattesa senza prima averla aperta?

Perché una volta che il pacco lo hai aperto, col cavolo che te lo fanno respingere al mittente a suo carico.
[/quote]

Beh qui è un altro mondo, ne meglio ne peggio solo diverso, ed è normale aprire i pacchi e se la merce non ci soddisfa la rimandiamo indietro a spese del mittente.

Poi io abito in un piccolo paese e nell'ufficio postale non c'è mai coda.

[quote]Ora, cosa avrei dovuto fare?
Denunce? Avvocati? Pagare e dargliela vinta perché in fondo costava di meno che un avvocato?
Quale tutela mi offriva da questo abuso (altro che errore!) questa modalità di vendita? [/quote]

Oggi sei tutelato dal Decreto legislativo del 22 maggio 1999, n. 185 "Attuazione della direttiva 97/7/CE relativa alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza" ma capisco che dopo una brutta esperienza ti passi la voglia di riprovarci.
Scusate, ma è chiaro che si tratta di una panzana e che chi ha pagato se lo merita soltanto per la sua ingenuità: se non c'è contratto scritto e controfirmato o in alternativa pagamento contestuale con carta di credito, non esiste alcun obbligo! Altrimenti con nome cognome e indirizzo email chiunque puo' fare il contratto con questi cialtroni, no?
Fry Simpson wrote:
"Se invece un pacco non ordinato mi arriva in porto franco, i miei coabitanti o il mio portinaio penseranno di farmi un favore senza esporre a rischi né me né loro e lo accetteranno.
Io stesso, vedendomi recapitare un pacco in porto franco non so se avrei la prontezza di rifiutarlo.

E comunque a volte i piccoli pacchetti vengono recapitati come corrispondenza non soggetta a firma, e quindi te li lasciano sopra la cassetta delle lettere (o nell'apposita "cassetta grande senza serratura", lì in Svizzera).

Se io ti mando un pacco in porto franco o te lo trovi nella cassetta, non lo apri?
Sei solito prenderti la briga di andare in posta ogni settimana a rispedire al mittente tutta la corrispondenza inattesa senza prima averla aperta?

Perché una volta che il pacco lo hai aperto, col cavolo che te lo fanno respingere al mittente a suo carico."

Se ricevi per posta un pacco non ordinato porto franco te lo tieni e non paghi nulla.
Se poi chi te lo ha inviato non lo ha fatto per farti un regalo ma lo ha invece fatto illegalmente per vendita (Decreto Legislativo 2 agosto 2007, n. 146 art.20 comma 1,4 e 5 e art. 26 comma 1 punto f) e vuole la restituzione del pacco sono affari suoi e non tuoi (loro si devono sbattere e pagare le spese).
In caso abbiano altre pretese, raccomandata A/R di diffida con copia per conoscenza all' antitrust.

Ciao

Carson
[quote="Paolo Attivissimo"]
Nulla di irregolare nel vendere un "servizio" che consiste nel fornire a pagamento software gratuito? Le autorità la pensano diversamente, per fortuna.
[/quote]

In effetti non c'è niente di irregolare nel fornire un servizio del genere, purché la licenza del software in questione lo permetta (come è il caso di tutte le licenze libere).

Ovviamente c'è molto di irregolare nel propinare un servizio a pagamento facendolo passare per servizio gratuito, e mi sembra che di questo si siano occupate le autorità in questione.
Finalmente una persona seria che ha il coraggio di dire la verità a tutte le pecore che si vergognano di dire di essere state truffate. Grazie per avvisarci. Grazie. Giuseppe
Ciao Paolo,
non so se ci ha già pensato qualcun'altro, ma vorrei segnalare questo articolo, apparso su Repubblica.it, datato 9 dicembre:

http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2011/12/09/truffati-e-perseguitati-per-un-download-lincredibile-caso-di-italiaprogramminet/

Pare che qualcosa si stia ufficialmente muovendo a livello legale, finalmente.
salve , ci sono casi in cui italia-programmi.net ha dato effettivamente seguito alle minace ricorrendo alle autorita' giudiziarie per ottenere il pagamento?
Marco,

ci sono casi in cui italia-programmi.net ha dato effettivamente seguito alle minace ricorrendo alle autorita' giudiziarie per ottenere il pagamento?

Che io sappia, no. Questo non vuol dire necessariamente che non ci siano stati.
Ieri mi è capitato di dover aprire un file pdf che richiedeva una versione aggiornata (che poi il mio pc si aggiorna tutti i giorni, vabbè) e quando ho cliccato per scaricare l'aggiornamento si è aperta la pagina "Italia-programmi.net" che richiedeva l'apertura di un account senza specificare che trattavasi di servizio a pagamento. Grazie a questo articolo ho chiuso la pagina e l'ho mandata a farsi benedire. Grazie Paolo!
Li ho sempre ignorati e ogni volta la minaccia di adire per vie legali si posticipava magicamente . Basti leggere in che modo è scritta la mail e come chiaramente si venga (minacciati) fin da subito se non si paga .
C'è un AGGIORNAMENTO: sembra che al mio amico sia arrivato un sollecito di pagamento cartaceo dalla Germania e lo ha portato alla Polizia Postale.
Anche io sono stato ingannato da Programmi.net. In rete ho incontrato molte persone nella mia stessa condizione che naturalmente non pagheranno.
Ma qualora arrivasse qualche raccomandata via posta ? Teniamo duro e non cediamo?

Grazie
C'è in giro da un po' di gorni qualche azienda specializzata nel phishing che si iscrive a questi servizi a pagamento con le caselle e-mail sottratte agli utenti spacciandosi per il proprio gestore di posta elettronica.

Occhio, mai dare alcun dato a nessuno via e-mail!!!
Salve, vorrei sottoporre alla tua attenzione questo gruppo :
https://www.facebook.com/groups/178297295583763/
( di cui faccio parte) nel quale si discute del problema in oggetto riguardante ITALIAPROGRAMMI.NET
Belli i tempi in cui l'aver fatto una firma farlocca ("farlocca" applicato a "firma" non può che voler dire "di qualcun'altro" era un'attività illecita, unanimamente condannata e motivo di vergogna.