skip to main | skip to sidebar
7 commenti

Perché “nevica” a colori fuori dalla Stazione Spaziale?

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “leonardo.cre*”.

Ieri notte, come faccio spesso quando devo stare sveglio a lavorare, stavo osservando la Terra vista dalla Stazione Spaziale Internazionale su uno dei monitor che tengo sempre aperto sullo streaming delle telecamere di bordo (qui e qui) e ho notato di nuovo il fenomeno curioso che vedete nel video qui sotto: nell'inquadratura esterna della telecamera si vede “nevicare” una serie di “fiocchi” colorati.



Ovviamente a quattrocento e rotti chilometri di quota non nevica e non ci sono lucciole o falene: si tratta degli impatti dei raggi cosmici sui sensori delle telecamere. C'è una zona, sopra l'Atlantico meridionale, dove le fasce di Van Allen (bande a forma di ciambella che circondano la Terra, ricche di particelle molto energetiche) sono particolarmente basse: si chiama Anomalia del Sud Atlantico. La Stazione la attraversa periodicamente, e quando lo fa al buio, come è successo ieri, le particelle che attraversano i sensori delle telecamere esterne di monitoraggio della Stazione ne attivano i pixel, producendo la “nevicata”, che si nota anche (ma in misura minore) nelle immagini delle telecamere HD dell'esperimento HDEV di bordo (video).

L'effetto di queste particelle è rilevabile anche a occhio nudo: gli astronauti, quando chiudono gli occhi durante il transito nell'Anomalia, vedono scie colorate analoghe. Il fenomeno fu notato sin dai tempi delle missioni lunari Apollo.

Questo bombardamento di particelle cariche d'energia non è particolarmente salutare a lungo andare: per ridurlo, la Stazione e tutti i veicoli spaziali con equipaggio che attraversano l'Anomalia o le fasce di Van Allen hanno schermature supplementari. Anche così, l'effetto cumulativo è tale per cui una fotocamera, dopo circa un anno di permanenza nello spazio, finisce per avere molti pixel permanentemente danneggiati (come in questa foto). A volte le particelle alterano le memorie dei computer di bordo, obbligando a un riavvio; il telescopio spaziale Hubble, quando passa attraverso l'Anomalia, deve sospendere l'attività. Ne parlano in dettaglio EMC, l'astronauta Don PettitUniverse Today.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi: siate civili e verrete pubblicati qualunque sia la vostra opinione; gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (7)
Fischia... vedo già i "titoloni" su blog lunacomplottari: "Attivissimo ammette che le fasce di Van Allen esistono e sono pericolose!" con la chiosa "e quindi non siamo mai andati sulla Luna!".

:D
Ah.. secondo me sono scie chimiche :)
Buon Anno a tutti!
"gli astronauti, quando chiudono gli occhi durante il transito nell'Anomalia, vedono scie colorate analoghe".

Si può dire "minchia"!?

Cmq fenomeno interessantissimo e ancora più interessante è che si vedono puntini ma anche scie, immagino a seconda dell'inclinazione e dell'energia del raggio. Non immaginavo che fossero così energetici da interagire con un sensore CMOS o la retina umana, adesso so una cosa (incredibile) in più, grazie.
Scusate, sono un cafone. Auguri sinceri di una buona fine e di un ottimo inizio anno, a tutti quanti. A rivederci all'anno prossimo (*)! :)


*: spero che il commento risulti visibile prima di mezzanotte :D
In basso si vedono due dispositivi che sembrano dei cellulari ma con parecchi tasti un più, non tanti da far pensare ad una tastiera qwerty.
In basso si vedono due dispositivi che sembrano dei cellulari ma con parecchi tasti un più, non tanti da far pensare ad una tastiera qwerty.

Sono sicuramente il sistema domotico della ISS. Con quelli comandano la lavatrice, l'aria condizionata, l'apertura delle finestre quando c'è un bel sole, cose così, insomma.

Ah no?
Eh, vabbé. ci ho provato.

Me ne vado buono buono ai preparativi per il cenone di questa sera.
Buao anno e... buon appetito a tutti!
Innanzitutto buon proseguimento d'anno a te Paolo, ed a tutti qui!
@ Scatola Grande
Potrei ipotizzare siano due PDA-terminal del tipo barcode scanner. A terra sono usati principalmente nella logistica di magazzino come terminali portatili (per questo sono dotati dell’impugnatura ergonomica con il “calcio” tipo pistola) per la codifica/decodifica dei codici a barre identificativi degli articoli in inventario.
Li utilizzano ad esempio i magazzinieri per il picking e la bollettazione della merce nella composizione dei carichi; anche il dispositivo di cassa al supermercato ne può essere considerata una configurazione, per quanto estrema e non mobile (identificazione dell’articolo – abbinamento al prezzo – generazione distinta di prelievo/scarico inventariale e contabile/fiscale: scontrino).
A che servono lassù? Penso che se la celia della nostra Sam al buon Fazio si è fermata alla presenza dei fantomatici UFO, si possa prendere sul serio la seconda parte del suo tweet “Moltissimi e di ogni tipo! Tutti poi prontamente identificati con codice a barre nell'inventario di bordo" e sia possibile da questo dedurre che esista (e per forza deve esistere) un inventario della globalità degli oggetti a bordo della ISS, molto verosimilmente completa di campo descrittivo della funzione specifica e link alle relative istruzioni per l’uso.
Ad evitare situazioni del tipo “Missione a controllo: vi inviamo l’immagine di un coso che abbiamo trovato qui, ci dite a che serve, per cortesia?”.
Fra l’alto nella medesima immagine sono visibili parecchie etichette e cartellini con i codici a barre di identificazione, che penso siano presenti praticamente su ogni cosa presente sulla ISS: i due PDA potrebbero servire appunto come scanner per la lettura e la trascodifica di questi codici a barre e quindi per l’identificazione di ogni elemento catalogato nell’inventario di bordo.