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47 commenti

Antibufala: I video di al-Qaeda “made in USA”

Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alla segnalazione di ”kilotr*” e alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Pubblicazione iniziale: 2015/10/05 15:17. Ultimo aggiornamento: 2016/10/07 8:30.

Mi manca il tempo di rispondere immediatamente e in dettaglio alle segnalazioni che mi stanno arrivando a proposito di un articolo del Corriere del Ticino di oggi, a firma di Marcello Foa (copia su Archive.org), secondo il quale “certi filmati di Al Qaeda erano "made in USA"”. Un articolo sostanzialmente identico è stato pubblicato da Foa nel proprio blog presso Il Giornale con il titolo I video di Al Qaeda? Li produceva il Pentagono (copia su Archive.org).

Ho già chiesto via Twitter a Foa come mai il suo articolo omette di citare due fatti importanti (dichiarati dalle sue stesse fonti):

a) che i video erano realizzati riprendendo attentati realmente effettuati da al Qaeda (“Bell Pottinger would send teams out to film low-definition video of al Qaeda bombings and then edit it like a piece of news footage”) o rimontando materiale originale di al-Qaeda (“He was given precise instructions: ‘We need to make this style of video and we’ve got to use al Qaeda’s footage’”) e non fabbricando scene o simulandole.

b) che i video venivano confezionati su CD con un accorgimento tecnico che consentiva di tracciare via Internet chi li guardava, quindi erano esche informatiche antiterrorismo (“The CDs were set up to use Real Player, a popular media streaming application which connects to the internet to run. Wells explained how the team embedded a code into the CDs which linked to a Google Analytics account, giving a list of IP addresses where the CDs had been played”).

Questi due fatti cambiano completamente l’interpretazione della notizia ma mancano dall’articolo di Foa, pur essendo chiaramente riportati nella notizia originale. Come mai?

Nella notizia originale manca invece ogni indicazione che i video venissero prodotti “perché scoprire filmati di quel genere in località insospettabili avrebbe aumentato il clamore e l'interesse mediatico” come dice Foa e manca l’affermazione, fatta da Foa, che questi video venivano poi autenticati dalla CIA o dalla Casa Bianca (“erano la CIA o la Casa Bianca a certificarne l'autenticità”, scrive Foa).

Sto aspettando chiarimenti o smentite, ma per il momento sembra proprio che Foa abbia preso un grosso granchio giornalistico, suggerendo per omissione la tesi che i video di al-Qaeda siano fabbricati (tutti o alcuni) ex novo dal Pentagono e alimentando il bislacco filone complottista che sostiene che al-Qaeda sia una messinscena americana. Questo vale in particolare per il titolo dell’articolo nel suo blog, ossia “I video di Al Qaeda? Li produceva il Pentagono”: formulato così, sembra che Foa sostenga che tutti i video attribuiti ad al-Qaeda siano opera degli Stati Uniti.

Non ho ancora ricevuto alcuna risposta da Marcello Foa. Va notato che Foa “dirige il gruppo editoriale svizzero Corriere del Ticino-Media Ti ed è docente di Comunicazione e Giornalismo” (fonte), per cui un suo errore avrebbe conseguenze e implicazioni ben più gravi rispetto a quello di un articolista comune.

Intanto segnalo queste fonti per maggiori dettagli:

Breve analisi di Francesco Sottobosco.
The Daily Beast racconta la storia attribuendola anche al Sunday Times, ma non ho ancora reperito l'articolo del Times per verifiche.
Questo articolo del Bureau of Investigative Journalism, che sembra essere la fonte originale della notizia riportata da Foa e la riporta con completezza.
– Un articolo di GAS che verifica e analizza l’articolo di Foa, definendolo “scoop tarocco”.

Per evitare derive e deliri di puro complottismo e berciamenti politici, avviso subito che verranno pubblicati soltanto i commenti che sono pertinenti a questa specifica notizia e che la smentiscono, confermano o chiariscono. Risparmiatevi rantoli sull’11 settembre e tutto il resto. Grazie.


2016/10/07 8:30. Marcello Foa ha pubblicato un secondo articolo nel quale conferma i concetti che ho segnalato qui sopra e che mancavano nel primo articolo. Ma ormai il danno è fatto, e Foa usa di nuovo frasi come “un filmato di Al Qaeda possa essere in realtà una produzione del Pentagono” che continuano a suggerire l’idea che i video siano falsificazioni integrali anziché rimontaggi di materiale autentico.
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Commenti
Commenti (47)
Real player esiste ancora!?!?!
pensavo fosse andata fallita.
Ho appena sbertucciato un mio concittadino deputato di un noto movimento politico molto attento alla verità delle cose. Grazie.
Facevano 3 tipi di prodotto, ti sei dimenticato di citare gli altri due. Che sono questi: "The work consisted of three types of products. The first was television commercials portraying al Qaeda in a negative light. The second was news items which were made to look as if they had been “created by Arabic TV”, Wells said. Bell Pottinger would send teams out to film low-definition video of al Qaeda bombings and then edit it like a piece of news footage. It would be voiced in Arabic and distributed to TV stations across the region, according to Wells."

Direi che l'articolo di Foa non è solo una mezza verità con qualche omissione.
Collegata alla seconda omissione che segnali c'è anche una distorsione della realtà che va ben oltre l'omissione.

Foa infatti scrive:
"[...] registrati su dei CD, che poi i marines lasciavano sul posto durante i loro raid, ad esempio durante un'incursione nelle case di persone sospettate di terrorismo.

E fin qui ci siamo, poi aggiunge:
"L'obiettivo era di disseminare questi video in più località, possibilmente lontani dal teatro di guerra perché scoprire filmati di quel genere in località insospettabili avrebbe aumentato il clamore e l'interesse mediatico". Dunque non solo a Baghdad, ma anche "in Iran, in Siria (prima della guerra) e persino negli Stati Uniti".

Per come lo interpreto io, parlando nuovamente di disseminare si fa riferimento all'attività attribuita ai marines nella frase precedente, e dicendo che venivano "disseminati in località possibilmente lontane dal teatro di guerra" si intende che venivano volontariamente fatti arrivare negli Stati Uniti, dai marines o chi per loro.
Non certo che si tracciasse come ci arrivavano ad opera di possibili affiliati di Al Qaeda.

L'aggiunta poi che l'obiettivo fosse collegato ad "aumentare il clamore e l'interesse mediatico" mi pare inventata di sana pianta.

L'articolo originale invece sul punto è chiaro (e, tra l'altro, più sintentico del virgolettato che quindi non ha la giustificazione di essere un riassunto):
If one, 48 hours or a week later shows up in another part of the world, then that’s the more interesting one, and that’s what they’re looking for more, because that gives you a trail. The CDs turned up in some interesting places, Wells recalled, including Iran, Syria, and even America.

Non mi sembra che "show up" o "turn up" siano sinonimi di "disseminare" e si riferiscano al frutto di un piano.
L'impressione è che Foa ometta delle parti e attivissimo ometta altre parti.
A me pare evidente che chi confeziona prodotti audio/video su teatri di guerra deve mettere in preventivo che detti filmati verranno diffusi e contribuiranno a divenire propaganda. Questa al netto del tracciare con real player chi li guarda.
sempre dall'originale: US marines would take the CDs on patrol and drop them in the chaos when they raided targets. Wells said: “If they’re raiding a house and they’re going to make a mess of it looking for stuff anyway, they’d just drop an odd CD there.”
Enogastroblog,

Facevano 3 tipi di prodotto, ti sei dimenticato di citare gli altri due.

Non ho dimenticato. Hai presente che l'articolo inizia con "Mi manca il tempo di rispondere immediatamente e in dettaglio"? Ecco. Prima di rimproverare, leggi, grazie :-)

Per contro, nella tua citazione manda un dato importante: gli altri due tipi erano "con attribuzione" e "senza attribuzione":

There were three types of media operations commonly used in Iraq at the time, said a military contractor familiar with Bell Pottinger’s work there.

“White is attributed, it says who produced it on the label,” the contractor said. “Grey is unattributed and black is falsely attributed.


Del resto lo dice anche Foa: "Dovevamo produrre filmati "bianchi" ovvero nei quali la fonte era dichiarata, tendenzialmente si trattava di spot contro Al Qaeda" e "La seconda tipologia era 'grigia': finti servizi giornalistici che poi venivano mandati alle Tv arabe"

E in altra forma:

The work consisted of three types of products. The first was television commercials portraying al Qaeda in a negative light. The second was news items which were made to look as if they had been “created by Arabic TV”, Wells said. Bell Pottinger would send teams out to film low-definition video of al Qaeda bombings and then edit it like a piece of news footage. It would be voiced in Arabic and distributed to TV stations across the region, according to Wells.

Vedi da qualche parte nella fonte originale l'asserzione di Foa "erano la CIA o la Casa Bianca a certificarne l'autenticità"?

Vedi da qualche parte nella fonte originale l'asserzione che i video mostravano scene inventate o fabbricate?

Io no, ma correggimi pure se ho sbagliato. Come ho detto, questo articolo è solo una nota veloce in attesa di chiarimenti.

Paolo Attivissimo qui dice:
Bell Pottinger would send teams out to film low-definition video of al Qaeda bombings and then edit it like a piece of news footage.

Quindi si, mandavano fuori dei team a fare dei filmati di bassa qualità.
Come se non bastasse, l'immagine usata è tratta da un video che non ha niente a che fare con l'articolo, essendo un video dell'ISIS rilasciato il 3 gennaio 2016.
Qui un servizio del WP sul video in questione, che fortunatamente non mostra nessuna scena violenta.
Dimenticavo, l'attribuzione è palese guardando il logo "Ar Raqqah", che non ha niente a che fare con al-Qaeda e con quel periodo storico.
Mi pare anche di ricordare che le tute arancioni siano state introdotte recentemente dall'ISIS con riferimento a Guantanamo, e al-Qaeda non le usasse, ma non mi sembra il caso di andare a cercarmi vecchi filmati di al-Qaeda per verificare...
@enogastroblog:
La frase che citi, "Bell Pottinger would send teams out to film low-definition video of al Qaeda bombings and then edit it like a piece of news footage", nell'articolo originale è riferita ai video "grigi", a cui Foa dedica meno di 2 righe, quindi è evidente che il suo articolo non si concentra su quelli ma sui video "neri".

Anche se il riferimento fosse ai quei video, "li faceva il Pentagono" o "made in USA" non mi fa certo pensare a "realizzati su commissione del Pentagono riprendendo bombardamenti di al-Qaeda e montandoli". Certo, non si può neanche dire che significhi per forza il contrario, è solo pesantemente ambiguo.
Anche se, volendo, letteralmente "made in" ha un significato piuttosto preciso, che non è lo stesso di "edited in".
"Bell Pottinger would send teams out to film low-definition video of al Qaeda bombings and then edit it like a piece of news footage."

Questa frase, messa nel contesto di tutta la faccenda, dà parecchio da pensare. E a pensar male, come diceva qualcuno, si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Mi spiego:

Si facevano filmati di attentati di Al Qaeda, che poi venivano spacciati per reportage originali. Ma se gli attentati erano reali, e i team di Pottinger li documentavano, che bisogno c'era di girarli deliberatamente a bassa definizione, e di montarli perchè sembrassero dei reportage? Erano, appunto, dei reportage.

A rischio di scivolare pericolosamente verso il complottismo, temo proprio che la frase voglia dire che si riprendevano dei FALSI attentati, presentati poi come opera di Al Qaeda.
@Attivissimo
Sulle scene fabbricate ti ha risposto enogastroblog (#8).
Poi, dici: "Vedi da qualche parte nella fonte originale l'asserzione di Foa "erano la CIA o la Casa Bianca a certificarne l'autenticità"?"
Non si vede perché Foa non è un traduttore ma un giornalista e un esperto di media. Ha delle fonti e un'esperienza tale da poterci dire *chi* ha l'ultima parola sui "certificati di autenticità".
Vediamo di rispettare almeno quei 2/3 giornalisti davvero professionali che fanno il loro mestiere invece di ricucinare le solite veline. Grazie.
ebonsi,


temo proprio che la frase voglia dire che si riprendevano dei FALSI attentati, presentati poi come opera di Al Qaeda.


Scusa la schiettezza, ma con quale acrobazia mentale riesci a trasformare "al Qaeda bombings" in "falsi attentati"?
Elu ei,

Non si vede perché Foa non è un traduttore ma un giornalista e un esperto di media. Ha delle fonti e un'esperienza tale da poterci dire *chi* ha l'ultima parola sui "certificati di autenticità".

Ti perdono perché sei nuovo di qui, ma ti faccio presente che a) anch'io sono giornalista b) anche i giornalisti sbagliano.

Se "ha delle fonti", come mai quando gliele chiedo non le indica?

@Attivissimo (14)
Scusi ma quello di ebonsi è un ragionamento assolutamente ovvio, che giustamente Foa ci propone.
Lei manderebbe in giro, in Iraq, una troupe di civili britannici ad aspettare che ci sia un vero attentato per filmarlo... e magari anche in bassa definizione?
Via, usiamo Occam... è un'operazione psyop come se ne fanno dai tempi ai Annibale. Il punto vero che Foa ci ricorda è che un conto è usare tali stratagemmi contro il nemico, un altro usarli (illegalmente) contro lo stesso pubblico che poi deve decidere se votarti. È in gioco la democrazia.
"Scusa la schiettezza, ma con quale acrobazia mentale riesci a trasformare "al Qaeda bombings" in "falsi attentati"? "

Nessun bisogno di scuse. Per quanto riguarda i miei processi mentali, non capisco (o forse capisco troppo bene) il significato della frase, e con ciò la logica di tutta l'operazione.

Cominciamo dall' inizio:
- Diciamo che ci sono (come purtroppo ci sono e ci sono stati) degli"al Qaeda bombings", cioè attentati alla bomba eseguiti da membri di al Qaeda per scopi e obiettivi decisi dall'organizzazione;
- Bollinger manda un team a filmarli (immagino si voglia dire filmarne i risultati);
- Ma allora, che bisogno c'è di girare i filmati a bassa definizione, e poi montarli in modo che sembrino dei reportage? Sono proprio dei reportage, che altro?

Da qui il mio sospetto che la frase in realtà significhi che Bollinger mandava i suoi team a organizzare e riprendere falsi attentati (di Al Qaeda), che poi venivano montati ecc. ecc. Se hai delle spiegazioni alternative circa il senso della cosa, sarò ben lieto di sentirle ed eventualmente accettarle.

elu ei,

c'è scritto quello che c'è scritto. Non puoi manipolarlo a tuo piacimento.


Lei manderebbe in giro, in Iraq, una troupe di civili britannici ad aspettare che ci sia un vero attentato per filmarlo

Guarda che queste cose si fanno eccome. Si chiama giornalismo. Lo fa la BBC.

Sai, ci sono giornalisti con le palle che vanno nei teatri di guerra. A volte ci muoiono. Mica tutti pensano di sapere come funziona il Medio Oriente perché hanno visto dei video su Youtube.
ebonsi,

Se hai delle spiegazioni alternative circa il senso della cosa, sarò ben lieto di sentirle ed eventualmente accettarle.

No, non ho spiegazioni "alternative". Non c'è nulla da spiegare: la frase inglese è chiarissima e non ambigua. C'è scritto che gli attentati sono di al-Qaeda. Stai negando l'evidenza. Stai massacrando grammatica e sintassi pur di adattarle a una tua congettura priva di qualunque sostegno.


che bisogno c'è di girare i filmati a bassa definizione, e poi montarli in modo che sembrino dei reportage

Per adattarli allo stile delle produzioni video locali. Nell’articolo originale, se lo leggi, questo concetto emerge molto chiaramente. Converrai che se li realizzassero con una ripresa aerea fatta da un Predator in 4K Dolby Surround si noterebbe che magari non sono produzioni locali.
Sarò ingenuo ma a me sembra che la vicenda sia del tutto chiara.

Il Pentagono risponde alla propaganda di Al Qaeda in Iraq creando un suo team di propaganda. Lo scopo è duplice: da una parte si vuole mettere in cattiva luce Al Qaeda di fronte alle popolazioni arabe per eroderne il consenso, dall'altra si cerca di localizzare i simpatizzanti del nemico usando come esca dei finti filmati di propaganda qaedista.

I filmati cosiddetti "grigi", ovvero realizzati ad hoc in modo da apparire opera di televisioni arabe, ricadono ovviamente nel primo scopo: la propaganda anti-qaedista è naturalmente molto più efficace se proviene non dagli Stati Uniti ma da media arabi.

Da nessuna parte (nelle fonti originali) si legge che questi filmati fossero diretti al pubblico occidentale o che venissero organizzati finti attentati, men che meno che Al Qaeda tout-court sia una emanazione del Pentagono. Naturalmente è del tutto possibile che alcuni di questi filmati siano poi arrivati in occidente e siano stati scambiati per materiale autentico, ma senza riferimenti precisi è una pura speculazione.
Aggiungo che il modo in cui la notizia è presentata da Foa nel suo blog sul Giornale è ancora peggiore.
Già il titolo non lascia dubbi: "I video di Al Qaeda? Li produceva il Pentagono". Cioè non "alcuni" video, ma sostanzialmente tutti.
Basta leggere i commenti dei lettori per capire quale sia il messaggio che passa: Al Qaeda è creatura degli USA, i filmati sulla situazione in Siria ed Ucraina sono tutti falsi, perfino i filmati di Auschwitz sono falsi. Se io avessi simili lettori del mio blog mi vergognerei alquanto, ma evidentemente si tratta del vero target del Giornale che va quindi coccolato a dovere.
Mi scusi, ma manca la sua di firma! Per noi "cospirazionisti" è importante sapere da dove arrivano le informazioni e le contro-informazioni!
Per tradurla: sono più bufale,le bufale? o più bufale le contro-bufale?
Semmai per qualche centesimo di donazione in più?
@Paolo:
Il link alla copia su archive.org dell'articolo sul Giornale (che linki 2 volte) è alla funzione di salvataggio della pagina, non di consultazione. Funziona lo stesso, ma ogni volta chiede il salvataggio della pagina su archive.org.
Il "modus operandi" di questo particolare aspetto del lavoro della società dovrebbe quindi essere stato questo:

- Ci sono attentati opera di al Qaeda;

- i team di Bollinger ne filmano i risultati;

- i filmati vengono poi montati e commentati in modo che sembrino provenire da una TV araba, e fatti circolare come tali.

Possibile, anche plausibile, ma mi sfugge la logica della faccenda. Un filmato dei risultati di un attentato è un filmato dei risultati di un attentato, e le reazioni che può suscitare negli spettatori sono del tutto indipendenti da chi lo ha girato. E' certo possibile che il testo del commento in arabo riflettesse le opinioni dei committenti della società di PR piuttosto che quelle che sarebbero state espresse da una vera TV araba, ma mi sembra un po' tenue come obiettivo.
ebonsi,

Un filmato dei risultati di un attentato è un filmato dei risultati di un attentato

Così come i telegiornali sono tutti identici e gli articoli di giornale sono intercambiabili? :-)

Forse non hai considerato concetti come il taglio narrativo o la scelta di evidenziare un aspetto o un altro per toccare meglio certe emozioni. Prendi un qualunque giornale della seconda guerra mondiale e confrontalo con la propaganda militare. Noterai una certa differenza.

Inoltre, ripeto, alcuni video venivano riconfezionati per inserire codici di tracciamento. Questa è una differenza tecnica fondamentale.
vladimirodeblasio,

Semmai per qualche centesimo di donazione in più?

I complottisti come te dicono sempre che mi paga la CIA, mi pagano i Rettiliani, mi paga Big Pharma, mi pagano gli Illuminati. Ma allora cosa me ne faccio di qualche centesimo di donazione? Decidetevi una buona volta. Siate almeno coerenti. Cretini, ma coerenti.
Tukler,

sono di corsa ma adesso i link dovrebbero essere tutti a posto, grazie. Se ho tralasciato qualcosa, avvisami.
@Elu lei

Giornalisti che vanno in giro in Iraq ad aspettare un attentato? Fammi pensare ad un nome... Trovato Enzo Baldoni

https://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Baldoni

In altri teatri di guerra? Beh ci sono Marco Lucchetta, Sasa Ota e Dario D'Angelo morti nell'ex Jugoslavia, nel tentativo riuscito di salvare un bambino facendo scudo con i loro corpi.
Poi Ilaria Alpi e Miran Hrovatin uccisi non si sa da chi ma si sa bene perchè... Sti giornalisti che mettono il naso dappertutto...
@Paolo:
La seconda volta che linki l'articolo sul Giornale, sulla parola "fonte" dopo "docente di Comunicazione e Giornalismo", c'è ancora il link vecchio.
@ebonsi:
Un filmato dei risultati di un attentato è un filmato dei risultati di un attentato, e le reazioni che può suscitare negli spettatori sono del tutto indipendenti da chi lo ha girato.

Non capisco, prima non vedi perché gli americani debbano riprendere gli attentati e sei portato a credere che gli attentati siano potenzialmente falsi solo perché li hanno ripresi gli americani, poi ti meravigli del fatto che un iraqeno potrebbe avere una reazione diversa ad un filmato di attentati se fosse dichiaratamente ripreso dagli americani?
Tukler,

sistemato anche questo, grazie.
@Paolo:
Ma c'è in coda di moderazione un mio commento di stamattina sulle immagini nell'articolo del Giornale (magari conteneva troppi link)?
Spero di non essermi dimenticato di inviarlo:(
Tukler,

no, mi spiace: tutto quello che c'era in coda di moderazione è stato pubblicato.
Se ne parla anche sul Fatto Quotidiano... http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/07/terrorismo-e-media-i-filmati-di-al-qaeda-erano-made-in-usa/3079184/#disqus_thread
Scusa, il link corretto (senza tracciamenti) e' questo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/07/terrorismo-e-media-i-filmati-di-al-qaeda-erano-made-in-usa/
Sta volta mi è arrivata l'email di pubblicazione del commento, ma subito dopo è sparito.
Riprovo un'ultima volta, che ce l'ho salvato.
@contekofflo:
Anche se sono d'accordo che il titolo dell'articolo sul Giornale lascia intendere lo stesso concetto dell'altro, in realtà "Li produceva il Pentagono" è teoricamente più giustificabile di "Li faceva il Pentagono", visto che si può sempre sostenere che il senso è che il ruolo del Pentagono era quello di "produttore" in senso cinematografico, che è abbastanza vero.

Per il resto, l'articolo sul Giornale è identico a quello sul Corriere del Ticino, a parte le immagini.

La prima è un'immagine del 2011 di Al-Shabaab, gruppo terroristico somalo effettivamente alleato ad al-Qaeda, ma decisamente geograficamente lontano dall'Iraq e che quindi non ha niente a che fare con l'articolo. Direi che anche dalla versione ridimensionata dalla foto si nota abbastanza chiaramente che non ritrae persone mediorientali...

La seconda è un'immagine di un camioncino usato di un idraulico texano che, non si sa bene come, è finito in Siria nelle mani di Jabhat Ansar al-Din, gruppo jihadista non affiliato all'ISIS (non nelle mani dell'ISIS come hanno riportato erroneamente molti giornali), ed è ritratto in alcune foto e video pubblicate da loro nel 2014.

Sembrerebbe anche quella non avere niente in comune con l'articolo, se non fosse che si tratta di una vicenda piuttosto nota tra i complottisti, perché per loro è una delle prove del fatto che l'ISIS è finanziata dagli Stati Uniti e/o Israele, se non addirittura che l'ISIS non esiste e i loro video sono finti e realizzati su territorio statunitense (non scherzo, anche qui c'è veramente chi crede che siano così pasticcioni da dimenticarsi di ritoccare le immagini).

Spero che non sia stata utilizzata per ricollegarsi a quella tesi.
In ogni caso, non è detto che le immagini a corredo (e neanche i titoli) dei due articoli siano state scelte dall'autore.
@ufffff:
È partito il telefono senza fini.
Questo ha preso l'altro articolo come oro colato senza preoccuparsi di leggere la fonte, e l'ha riapplicato ai suoi pregiudizi tirandone fuori conclusioni ancora più fantasiose. Certo che, dal direttore di "Dissensi Edizioni" in un blog sul Fatto Quotidiano non è che ci si potesse aspettare altro.
Ora vedremo il prossimo che riprenderà questo articolo dove vorrà arrivare... tra qualche giorno saremo arrivati all'ipotesi che gli Stati Uniti non esistono ma sono un'ologramma proiettato da Israele.
(riprovo con meno link)

@contekofflo:
Anche se sono d'accordo che il titolo dell'articolo sul Giornale lascia intendere lo stesso concetto dell'altro, in realtà "Li produceva il Pentagono" è teoricamente più giustificabile di "Li faceva il Pentagono", visto che si può sempre sostenere che il senso è che il ruolo del Pentagono era quello di "produttore" in senso cinematografico, che è abbastanza vero.

Per il resto, l'articolo sul Giornale è identico a quello sul Corriere del Ticino, a parte le immagini.

La prima è un'immagine del 2011 di Al-Shabaab, gruppo terroristico somalo effettivamente alleato ad al-Qaeda, ma decisamente geograficamente lontano dall'Iraq e che quindi non ha niente a che fare con l'articolo. Direi che anche dalla versione ridimensionata dalla foto si nota abbastanza chiaramente che non ritrae persone mediorientali...

La seconda è un'immagine di un camioncino usato di un idraulico texano che, non si sa bene come, è finito in Siria nelle mani di Jabhat Ansar al-Din, gruppo jihadista non affiliato all'ISIS (non nelle mani dell'ISIS come hanno riportato erroneamente molti giornali), ed è ritratto in alcune foto e video pubblicate da loro nel 2014.

Sembrerebbe anche quella non avere niente in comune con l'articolo, se non fosse che si tratta di una vicenda piuttosto nota tra i complottisti, perché per loro è una delle prove del fatto che l'ISIS è finanziata dagli Stati Uniti e/o Israele, se non addirittura che l'ISIS non esiste e i loro video sono finti e realizzati su territorio statunitense (non scherzo, anche qui c'è veramente chi crede che siano così pasticcioni da dimenticarsi di ritoccare le immagini).

Spero che non sia stata utilizzata per ricollegarsi a quella tesi.
In ogni caso, non è detto che le immagini a corredo (e neanche i titoli) dei due articoli siano state scelte dall'autore.
In effetti l'articolo originale del Bureau of Investigative Journalism non dice che la Casa Bianca o il Pentagono autenticavano i filmati, ma che membri dell'Esercito o della Casa Bianca autorizzavano e approvavano il materiale:

Bell Pottinger’s output was signed off by the commander of coalition forces in Iraq, according to Wells. “We’d get the two colonels in to look at the things we’d done that day, they’d be fine with it, it would then go to General Petraeus," he said.

Some of the projects went even higher up the chain of command. “If [Petraeus] couldn’t sign off on it, it would go on up the line to the White House, and it was signed off up there, and the answer would come back down the line’."

Il che fa capire che si trattava di una operazione approvata ad alto livello, di cui importanti ruoli chiave nelle forze armate e nell'amministrazione erano al corrente (ammesso ovviamente che sia tutto vero). Insomma, sta lì per prevenire ogni possibile "non sapevamo" delle alte sfere.

Ma quando Foa dice "E vien da sorridere pensando che poi erano la CIA o la Casa Bianca a certificarne l'autenticità" secondo me non si riferisce al contenuto della rivelazione del BIJ (non c'è virgolettato), ma alla pratica ricorrente per cui i media tendono a validare i filmati di propaganda delle organizzazioni terroristiche sulla base delle analisi e del responso dell'intelligence. Come anche le rivendicazioni di attentati.

Ovviamente non è affatto detto che proprio quei filmati prodotti da Bell Pottinger siano andati sui notiziari e siano poi stati dichiarati come autentici dai servizi di intelligence, ma per me quella di Foa è una dichiarazione più generale sul metodo e sulla contraddizione insita nel fatto che chi da una parte garantisce la credibilità di certo materiale dall'altra è impegnato a crearne di falso. La conseguenza è che si genera un problema di fiducia, perché viene meno l'autorevolezza e l'opinione pubblica non ha più modo di distinguere la propaganda dalla notizia.

A rinforzare questa lettura sta il fatto che più avanti l'articolo del bureau of Investigative Journalism spiega anche come l'appalto per la realizzazione di simile materiale fosse assegnato a contractor privati, sia perché il Pentagono non aveva personale con competenza in materia, sia perché si trattava di operazioni che cavalcavano la sottile linea che divide la legalità dall'illegalità, in quanto la legge USA vieta al governo l'uso di propaganda in patria e, visto che i video erano pensati per internet, avrebbero finito per interessare anche cittadini statunitensi.

Questo uso dei contractor per supplire a carenze nell'apparato statale o per scaricare addosso a privati compiti che potrebbero avere conseguenze tali da mettere sotto pressione mediatica le istituzioni, non riguardava certo solo il contesto delle operazioni di propaganda, come testimoniato dal massiccio uso di Private Military Companies in Iraq nel periodo che ha seguito l'invasione del 2003.

Foa si è concentrato sulle Black Ops di Bell Pottinger, ma secondo me sono più interessanti le Grey: vale a dire la produzione di servizi giornalistici che venivano poi distribuiti e messi in onda da emittenti in lingua araba. In altre parole: un'azienda di public relations del Regno Unito al soldo del Pentagono realizzava alcuni dei servizi giornalistici che poi venivano trasmessi su media in lingua araba.
@Tukler
Nel caso del Giornale, non si tratta di un articolo ma di un post sul blog di Foa. Non credo che abbiano un titolista diverso dall'autore anche per i blog...
Poi basta guardare i tag (anche questi, immagino scelti dall'autore): il primo è "false flag", che nel mondo complottaro ha un'accezione chiara ed inequivocabile.
Se poi leggi i commenti dei lettori, puoi vedere come Foa intervenga una sola volta, per ringraziare un lettore che si congratula. Quando invece qualcuno scrive che i campi di sterminio tedeschi erano campi di lavoro con tutti i comfort, si guarda bene dall'intervenire.

In sostanza, è come se io scrivessi un articolo sul mio blog intitolato: "I lettori di Foa? Nazisti e fascisti" con tag "negazionismo" e poi mi giustificassi dicendo che effettivamente "alcuni" suoi lettori hanno espresso posizioni naziste.
@contekofflo:
Beh il beneficio del dubbio che titolo e immagini possa non averli scelti lui gli va comunque concesso, poi ciascuno si fa la sua ipotesi personale. Credo che la mia sia abbastanza evidente, altrimenti non avrei perso tempo ad analizzarli;)

I tag non li avevo letti, in effetti "false flag" è anche quello molto ambiguo, diciamo che tecnicamente è vero però può far decisamente pensare ad altro. Idem per i due successivi.

Anche i commenti li ho guardati solo ora (immaginavo cosa mi avrebbe aspettato), effettivamente avrebbe fatto molto meglio a non rispondere a nessuno (libero di non leggerli) che a rispondere ad uno e dare l'impressione di ignorare volontariamente gli altri.
@Tukler
Capisco che non sei una persona malvagia come me e giustamente vuoi lasciare il beneficio del dubbio ;-)

Nel frattempo la notizia è rimbalzata sul Fatto Quotidiano... pubblicata in modo totalmente e ridicolmente fazioso tanto che l'articolo di Foa al confronto sembra scritto da George W. Bush in persona :-D
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Vista la fiducia che ripongo nel moderatore di questo blog, il mago dev'essere senza ombra di dubbio reale e potente!
Io vorrei provare l'incantesimo lotteria, che immagino sia quello dove l'effetto dell'incantesimo è estratto a sorte:D
Tukler,

il commento è stato pubblicato per sbaglio. Lo ripubblico anonimizzato, così chi arriva qui sa di cosa si tratta:

Ciao sono Theresa Williams Dopo essere stato in rapporto con Anderson per anni, ha rotto con me, ho fatto tutto il possibile per riportarlo indietro, ma tutto è stato vano, lo volevo tornare tanto per l'amore che ho per lui, lo pregai con tutto, ho fatto promesse, ma ha rifiutato. Ho spiegato il mio problema al mio amico e ha suggerito che dovrei piuttosto contattare un mago che potrebbe aiutare me un incantesimo per riportarlo indietro, ma io sono il tipo che non ha mai creduto in magia, non avevo altra scelta che tentare, io mail il mago, e mi ha detto che c'era un problema che tutto andrà bene prima di tre giorni, che il mio ex tornerà a me prima di tre giorni, ha gettato l'incantesimo e sorprendentemente nel secondo giorno, era intorno a 4:00. Il mio ex mi ha chiamato, ero così sorpreso, ho risposto alla chiamata e tutto quello che disse era che lui era così dispiaciuto per tutto quello che è successo che voleva me tornare a lui, che mi ama così tanto. Ero così felice e sono andato a lui che era così che abbiamo iniziato a vivere insieme felicemente di nuovo. Da allora, ho fatto promessa che qualcuno so che hanno un problema di rapporto, mi sarebbe di aiuto a tale persona da lui o lei si riferisce all'unico mago reale e potente che mi ha aiutato con il mio problema. e-mail: *******@gmail.com lo si può e-mail se avete bisogno la sua assistenza nel vostro rapporto o di altri casi.

1) incantesimi d'amore
2) Incantesimi amore perduto
3) Incantesimi Divorzio
4) Incantesimi di matrimonio
5) incantesimo.
6) Incantesimi Breakup
7) Bandire un amante passato
8.) Si vuole essere promosso nel vostro ufficio / incantesimo lotteria
9) vogliono soddisfare il vostro amante
Contatta questo grande uomo, se si hanno alcun problema per una soluzione duratura
attraverso ****@gmail.com
Hai censurato l'email perché ti vuoi tenere i suoi servigi tutti per te eh?