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2010/02/26

Apple ripulisce l’App Store per le anime candide

Apple: se sei grosso, puoi pubblicare le tue foto osé


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "aquila.della.*" e "fabrizio.b*".

A volte per spiegare i concetti di base dell'economia non c'è niente di meglio di una scollatura generosa. Uno di questi concetti di base è che concedere a una singola società il controllo totale sulla distribuzione dei propri prodotti non è mai salutare, perché espone agli sbalzi d'umore e ai ghiribizzi di quell'intermediario esclusivo.

Lo hanno imparato a proprie spese coloro che realizzano le applicazioni per iPhone e iPod, che possono essere distribuite esclusivamente passando attraverso Apple. Se Apple decide che l'applicazione non va bene per qualunque motivo, tutto il lavoro di ricerca e sviluppo è stato inutile.

Se i criteri di accettazione fossero chiari e fissi, la cosa sarebbe forse meno irritante, ma Apple continua a cambiare le regole del gioco. L'ultima novità è che la Federazione degli Editori tedesca (VDZ) lamenta la nuova serie di criteri di discriminazione introdotti da Apple per ripulire il proprio negozio di applicazioni iTunes e renderlo adatto anche alle anime più candide secondo i nebulosi criteri morali di Cupertino. Il materiale provocante non è ammesso, salvo che provenga da "una società ben conosciuta che abbia già pubblicato materiale". Ci sono curve di serie A e curve di serie B, insomma.

Il problema è capire cosa s'intende per "ben conosciuta". APF/Yahoo riferisce che il popolarissimo giornale tedesco Bild ha dovuto mettere un bikini digitale sulla pin-up dell'applicazione che ha realizzato per iPhone e di cui ha già venduto 100.000 copie (l'applicazione chiede agli utenti di scuotere il proprio iPhone per spogliare la modella). Un'applicazione realizzata dalla rivista Stern è stata bloccata a gennaio perché presentava foto provocanti. Però Playboy e FHM hanno il benestare di Apple per pubblicare parte del proprio materiale attraverso iTunes.

Axel Springer ha riassunto la faccenda nel modo più limpido: "Oggi si tratta di seni scoperti, domani potrebbe trattarsi di qualcos'altro. Riteniamo che il comportamento di Apple sia iniquo, arbitrario, deleterio per gli affari e pericoloso per la libertà di stampa".

In altre parole, la situazione di monopolio sapientemente creata da Apple è stata eloquentemente messa a nudo.

52 commenti:

magowiz ha detto...

Secondo me un potere grande come quello dell'AppStore di poter decidere indistintamente cosa può essere acquistato e cosa no per il suo dispositivo è preoccupante e infatti non ho mai comprato l'iPhone (e penso a questo punto che non lo comprerò mai) principalmente perché non appena saputo che ci sarebbe stato un solo canale per le applicazioni mi aspettavo che prima o poi qualcosa del genere sarebbe successo.

Camicius ha detto...

anch'io come il micio... ;-)

Dikoleo ha detto...

La Apple è un'azienda privata, nessuno è costretto a pubblicare applicazioni per Iphone, ne tanto meno a comprarlo... Per quanto riguarda le scelte compiute dalla società sull'accettare o meno un'applicazione è ovvio che la Apple non approverà mai applicazioni che la potrebbero danneggiare, sia da un punto di vista economico che dell'immagine...

L'economa domestica ha detto...

Sono estremamente soddisfatta della foto che correda questo articolo. Perché alla faccia del 99% dei lettori di questo blog, io un micio in quella posizione lo posso mettere! Chi ha un micio da regalarmi?

magowiz ha detto...

@Dikoleo
Premetto che io sono storicamente anti-Microsoft però c'è da dire questo :

Anche la Microsoft è un'azienda privata ma in nessun modo ti obbliga ad andare sul MicrosoftStore quando vuoi installare applicazioni per il windows Mobile che vengono prodotte e distribuite da terze parti, così come la maggior parte dei programmi per windows.

La stessa cosa si potrebbe dire per PalmOS , Android, e qualsiasi sistema operativo possa girare sui telefonini (anche Linux).

Certo nessuno ti obbliga a comprare l'iPhone e per questo motivo non ho intenzione di comprarlo ma nessuno mi vieta di contestare un comportamento che se l'avesse fatto MS saremmo qui tutti a dire "è uno scandalo" , ma visto che lo fanno quelli "fighi" e "trendy" della Mela allora va tutto bene....

Gnacca ha detto...

Che inutili polemiche...
Apple ha mostrato che sta introducendo una nuova categoria "Explicit" per le app sul nudo.
@ magowiz Non capisco la tua contrarietà nei confronti di iPhone ed Apple. Come dice Dikoleo, Apple è un'azienda privata e può controllare come vuole parti che compongono il prodotto iPhone ed avere un solo canale di vendita di parti sw aggiuntive è un modo per garantire la qualità e il non danneggiamento del sistema.

Il Lupo della Luna ha detto...

Lasciare il controllo della distribuzione ad un unico soggetto è un errore. Punto.

Android ha l'android market, che è "blindato" per classi di prodotto, ma non è obbligatorio passarci per distribuire le applicazioni, ci sono altri siti e volendo puoi distribuire direttamente l'applicazione. Idem per Palm.

Apple è l'unica azienda che applica un controllo del genere. Tuttavia come dice Paolo, non è il controllo il problema, quanto i criteri (piuttosto aleatori) che vengono applicati.

magowiz ha detto...

@Mortadella : si parla anche di applicazioni che sullo store c'erano già e che sono state rimosse.

Suppongo quindi che se tali applicazioni fossero prima sullo store abbiano già passato i test del caso e non siano state ritenute da Apple nocive per il proprio dispositivo.

Sono contrario a vietare le applicazioni in base ai loro contenuti, per questo esiste già una regolamentazione che determina che se io non sono maggiorenne ad esempio alcune cose non le posso vedere, questa somiglia un po' alle varie storie di videogiochi che non possono essere venduti affatto in alcuni paesi.

Per quanto mi riguarda Apple può continuare a perseguire le sue politiche allo stesso modo in cui potrò continuare a non acquistare i loro prodotti quando non le condivido, però se permetti il diritto di critica e dissenso dovrebbe essere consentito.

Nicola Berto ha detto...

Cambiare le regole del "gioco" mentre si "gioca" non è mai una cosa positiva, secondo me, ma lo si vede fare spesso.

magowiz ha detto...

@Mousse : sono parzialmente d'accordo con te per quanto riguarda l'unico canale di distribuzione, mi spiego meglio :

Potrebbe funzionare e dare un valore aggiunto alle applicazioni imponendo la certificazione e i test prima della pubblicazione però i criteri che decidono quali applicazioni possono essere pubblicate su AppStore devono essere :

- resi pubblici e noti a chi produce applicazioni insieme alle modalità di testing e certificazione dei prodotti

- dipendere esclusivamente da motivazioni tecniche oggettive e verificabili da ambo le parti : un'applicazione non può andare su AppStore solo se danneggia l'utente e/o il dispositivo

Siccome apple ha sia cambiato le regole del gioco in corsa che deciso sui contenuti il suo canale ha una politica poco condivisibile.

Se ci facciamo prendere la mano con il vietare cose per motivazioni "morali" non finiamo più, e varie associazioni ecclesiastiche, dei genitori ecc vorranno mettere il becco e decidere cosa andrà bene e cosa no. Per questo non andrebbe lasciato neppure il minimo spiraglio a censure.

martinobri ha detto...

Sono estremamente soddisfatta della foto che correda questo articolo. Perché alla faccia del 99% dei lettori di questo blog, io un micio in quella posizione lo posso mettere! Chi ha un micio da regalarmi?

Io non sono un gatto ma so miagolare abbastanza bene. Posso propormi lo stesso?

Gnacca ha detto...

@Magowiz
non ho detto che non te lo permetto. Ho detto solo che non lo capisco.
Mi perplime molto che l'argomento Apple e AppStore venga trattato come se si parlasse di un'istituzione statale che ha particolari doveri nei confronti dei cittadini. Sicuro questo dimostra il peso e la spinta che fin'ora Apple ha dato al mercato mobile, però c'è da dire se non vuole "aprire" il suo market, sono solo fatti suoi; ha una sua politica, condivisibile e meno, e sue condizioni di utilizzo per gli sviluppatori. Essendo oltretutto un market "apripista" per tutti, anche per le altre piattaforme, mi sembra che gli assestamenti ci stiano tutti.
Riguardo l'android o symbian che permette di installare ogni cosa scriteriatamente ci sono pure degli svantaggi. Sul mio N73 ho fatto spesso dei casini notevoli ad installare ogni app che mi attirava. Vista l'antipatia che i competitor di Apple stanno fomentando basterebbe una app fatta dal primo pirla che manda in crash il sistema per puntare il dito sulla casa madre che non centra niente. Un sacco di miei conoscenti con iPhone si lamentano di Apple dei problemi che hanno con app prese da Cydia (iPhone jailbroke), pensa che volpi... "Chiudendo", come si dice, il canale di installazione di appa aggiuntive però Apple ci mette davvero la sua faccia. Se qualcosa crea problemi è responsabile pure lei, direi che è una notevole dimostrazione di serietà. Magari con i prossimi os si accontenterà tutti. Apple credo farà sempre meglio visto che ci si aspetta molto da essa e oramai poco (o al massimo una migliore copiatura) dagli altri.

L'economa domestica ha detto...

@ martinobri

NO. E'una semplice scusa per farmi regalare un gatto di quelli con i peli e le orecchie a punta e tutto il resto (evitare gli Sphynx, grazie). Un gatto gattoso, insomma.

Gnacca ha detto...

ahhhhhhhhh!!!!! ragazzi è saltata la luce proprio qualche secondo dopo aver premuto "Posta commento"!!!! Credevo di aver scritto tutto per niente!!! ah ah ah XD

Gian Piero Biancoli ha detto...

Chi sostiene che Apple è un'azienda privata e può fare quello che vuole con le applicazioni dei suoi dispositivi, dovrebbe anche spiegarmi come mai Microsoft, che è anch'essa un'azienda privata, sia stata obbligata ad offrire browser alternativi sul suo sistema operativo.

Salutoni e state benone

magowiz ha detto...

@Mortadella :
tu continui a parlare di applicazioni non ufficialmente approvate che fanno crashare il sistema mentre io ho parlato di applicazioni che erano già state approvate e vendute , come quella di Bild, con la scusa delle nudità quando in realtà, come dice lo stesso articolo Playboy e FHM continuano a pubblicare, qua è evidente che ci siano dei favoritismi.

Inoltre non ho mai detto di NON volere l'appstore e se vedi nell'ultimo mio commento ho contrastato l'idea di Mousse che l'avrebbe voluto togliere o non rendere l'unico canale supportato.

A volte non è il cosa si fa, ma anche il COME lo si fa, se il tuo windows facesse la stessa cosa dell'i-Phone e gestisse la cosa allo stesso modo per esempio vietandoti di installare un browser diverso da IE tu ti sentiresti giustificato a cambiare sistema.

Il Lupo della Luna ha detto...

@Mortadella: ho appena resattato il mio telefono con Android che si riavviava a caxxo a forza di installare robe a caso.

Ma è un mio diritto spu**anarmi il cellulare che ho regolarmente acquistato.

E siccome da acquirente non sto lì a porre limtazioni sull'uso che il produttore del telefono fa dei soldi che gli ho dato, non trovo giusto che il produttore stia lì a sindacare sull'uso che faccio dell'apparecchio che ho acquistato.

boxbuilder ha detto...

@Dikoleo

Non scriverei nessun commento, perchè Dikoleo ha gia detto tutto, la Apple è un'azienda privata e finché rispetta la legge può fare ciò che vuole del suo store, ma dalla discussione emergono aspetti interessanti, ad esempio quando Paolo dice Ci sono curve di serie A e curve di serie B ripenso alle giustificazioni che usavo con la mia ex quando mi sorprendeva con lo sguardo distratto su una bella regazza.

@L'economa domestica dice:
io un micio in quella posizione lo posso mettere! Chi ha un micio da regalarmi?


Io sono proprio un micio, provare per credere!

Franci ha detto...

@Mortadella
Mi perplime molto che l'argomento Apple e AppStore venga trattato come se si parlasse di un'istituzione statale che ha particolari doveri nei confronti dei cittadini.
- - - -

Se in passato gli utenti Apple non si fossero proposti come santi in un mondo di diavoli credo che nessuno avrebbe avuto nulla da ridire su queste iniziative commerciali della casa madre.

E' troppo difficile capire che attualmente il mondo della mela sta pagando, almeno a livello di dialettica, tutta la prosopopea dimostrata fino ad oggi?

magowiz ha detto...

E' vero, mi ricordo che agli inizi Apple uscì con uno spot in cui si riproduceva lo scenario di 1984 di George Orwell e a un certo punto arrivava una donna mi sembra e scagliava qualcosa contro il telo del proiettore distruggendolo. Dando l'idea che loro erano i buoni e gli alternativi che volevano rompere quel mondo grigio di "replicanti" che secondo loro era il software.

Ora mi accorgo sempre di più che più si arricchiscono più diventano simili (se non peggiori a volte) a chi hanno (almeno idealmente) sempre osteggiato.

oscar ha detto...

condivido pienamente sull'aspetto chiarezza.

non condivido alcuni commenti in cui si sottende il fatot che nel suo negozio Apple non possa mettere ciò che le pare e piace, esattamente come fanno i negozi fisici.

certamente però non si possono cambiare le regole di continuo altrimenti si disorientano acquirenti e sviluppatori.

Nonostante tutto questo comunque AppStore è stata una ventata di nuovo che ha cambiato il mondo della telefonia dal 2008 in avanti

granmarfone ha detto...

@L'economa domestica
... io un micio in quella posizione lo posso mettere! Chi ha un micio da regalarmi?

Come già risposto a una domanda di Puffolotti, "marfone" significa gatto, in particolare uno di quelli belli paciosi ...... per cui...

Edoardo Volpi Kellermann ha detto...

A nessuno viene in mente che Apple stia semplicemente cercando di gestire una situazione difficile creatasi per migliaia di denunce arrivate da genitori e associazioni varie?
Sta testando un sistema per creare una "zona a Luci Rosse" dove probabilmente tutte quelle applicazioni saranno riammesse, datele tempo.
Certo, potevano pensarci prima.

Henry ha detto...

OT: spero paolo possa scusare questo OT, ma mi è arrivata una mail catena su una sorta di truffa tramite biglietti da visita drogati. io ho fatto 2 ricerche veloci e ho trovato che è una mail che gira gia da un paio d'anni e dovrebbe essere una bufala. puo interessarti paolo? o non vale la pena spenderci sopra tempo?

Unknown ha detto...

@Mousse: "tuttavia come dice Paolo, non è il controllo il problema, quanto i criteri (piuttosto aleatori) che vengono applicati."

Dissento. Il problema è, prima di tutto, proprio il controllo: in mano a uno solo non può starci, punto. Eccessivo il potere che questo avrà e -prima o poi- userà male; ogni problema in merito discende (prima o poi) da questo.

oui, c'est moi ha detto...

Al di là della tenerezza del micino (Paolo sei fantastico, ma come fai?), @ L'economa domestica: scusa, ma perchè un gattino non lo raccogli dalla strada o in un rifugio per animali?
Sapessi quanti ce ne sono... :-(

Gian Piero Biancoli ha detto...

@ Henry

Credo che Paolo lo sappia già... ;-)

http://attivissimo.blogspot.com/2009/03/antibufala-allarme-burundanga.html

L'economa domestica ha detto...

@ Spazio1999

@ L'economa domestica: scusa, ma perchè un gattino non lo raccogli dalla strada o in un rifugio per animali?
Sapessi quanti ce ne sono... :-(


Magari potessi farlo, non posso tenere animali a casa, i miei "superiori" non vogliono. Sono secoli che chiedo di poter avere un gatto.
Se ne portassi a casa uno sicuramente lo terrebbero e lo tratterebbero da re. Solo che io mi ritroverei sotto i ponti.

Tukler ha detto...

Apple credo farà sempre meglio visto che ci si aspetta molto da essa e oramai poco (o al massimo una migliore copiatura) dagli altri.

Nonostante tutto questo comunque AppStore è stata una ventata di nuovo che ha cambiato il mondo della telefonia dal 2008 in avanti

Sono commenti come questi che mi convincono sempre di più che tra un paio d'anni tutti i tablet pc usciti finora saranno retroattivamente bollati come copie del rivoluzionario ipad...

Gian Piero Biancoli ha detto...

@ Tukler
LOL
Pensa che sto scrivendo da un Acer TravelMate C100 con Windows XP Tablet PC Edition (con tanto di Windows Journal), in mio possesso da più di 7 anni!
Non lo cambio nemmeno per due Dixan... pardòn Ipad!

Lady Lillina ha detto...

Ma che bellina è la foto, quando la mia gattina era piccina la tenevo nello stesso modo, adesso che è una cicciona di 6 chili si deve accontentare delle ginocchia!
:)

Tukler ha detto...

@Gian Piero:

L'avrai comprato dai soliti cinesi che vendono in anticipo i cloni delle innovazioni Apple, gli stessi da cui avevo comprato io il mio HTC con Windows Mobile 6, ovviamente copiato in anticipo dall'iPhone... solo che il mio lo hanno copiato male, perché c'hanno messo pure il copia e incolla:P

Verzasoft ha detto...

Meow! :D
Per un gatto?
Portaglielo lo stesso... appena lo vedono cambiano idea!

Io ora ne ho 10... ok, forse è un po' troppo, ma sono partito con 1 e poi non sono più riuscito a fermarmi (carissimi gatti, ma guardatevi un po' di tv ogni tanto...)!

Iilaiel ha detto...

@Verzasoft
4 gatti in casa (randagi adottati e curati), 5 serpenti (3 adottatti prtandoli via a gente che li maltrattava) e una maxi gabbia con 7 rattine. Gli animal cops ci fanno un baffo a noi :lol:



Tornando IT: non mi scandalizza che appstore decida cosa vendere, mi scandalizza che lo faccia con cirteri un tantino mafiosetti. Se la tetta è pubblicata da un "made in Hef" và bene, se è di produzione europea scandalo! Siamo oltre i limiti del ridicolo... la tetta made in Asia sarà più scandalosa di quella europea?

puffolottiaccident ha detto...

Alcuni commenti mi fanno pensare alla "tipica scena" della sfuriata della straf vestita di bianco all´indirizzo del fichissimo perry dean*. (o viceversa, in nome delle pari opportunitá)

la tipa mannaggia per darsi arie di avere dignitá umana.
Strilla con tutta la forza dei suoi polmoni:
"tutto deve essere come vuoi tu, ma credi che funzionerá cosí per sempre?"
ma un solo sguardo fascinoso e tormentato del tenebroso e felpatissimo P.D.* (che in realtá é autistico, ma nessuna se ne é ancora accorta) risolve tutto a costo 0.

*nome fittizio ottenuto dall´unione di "james dean" e "luke perry"

Wannabe Nerds ha detto...

Vedo che qua e la emerge una cosa interessante, ovvero che sarebbe molto importante una cultura informatica di base che possa permettere al cittadino scelte sensate. Anche io sono d'accordo che la Apple abbia il diritto di fare quello che vuole, ma sono le persone che dovrebbero avere i mezzi per riflettere sulle scelte e sulle strategie dell'azienda e decidere se foraggiarla o meno con i propri $$$. Mi pare sia un po' come per Facebook: non e' un pubblico servizio, e' una azienda privata, quando ci si iscrive si deve firmare un contratto (che nel 99% dei casi non si e' letto)... quindi inutile lamentarsi, se uno avesse un po' di cultura informatica di base potrebbe riflettere meglio a priori e decidere con la propria testa se vale la pena usare quello strumento o meno. E lo stesso credo che valga per l'hardware, per gli OS, il software etc.

puffolottiaccident ha detto...

La cosa, wannabe nerd, dipende da cosa ci si deve fare.

Io non affiderei la mia vita a qualcosa che ho pagato 300 euro.

Pax ha detto...

@tutti

*Off Topic*

Ragazzi avete letto della mail sulla droga BURUNDANGA?

Mi e' appena arrivata e ci ho messo 2 nano secondi a sbufalarla ma la cosa bella e' che nella versione italiana c'e' numero di telefono e nome e cognome di un brigadiere (brigatiere, non mi ricordo piu' come si scrive) della finanza. Se esiste veramente questo qui e non sa niente di questa mail provo commiserazione per lui. Prima o poi ricevera' la telefonanta di qualcuno che gli chiedera' delucidazioni sul "caso".

Ciao

Turz ha detto...

@Pax:
Fa già parte del catalogo antibufala spring/summer 2009.

S* ha detto...

Ogni tanto Paolo invita al "niente panico" e aspettiamo di saperne di più, altre volte si lancia in condanne immediate e senza appello quando già ci sono informazioni che le spiegano meglio, ma senza riportarle.
Su questa faccenda, era già noto dopo poche ore il fatto che Apple avesse rimosso le applicazioni "porno" in risposta a proteste degli utenti, ed è anche emerso quasi subito che verrà realizzata un'area sullo store "vietata ai minori" in cui inserirle.
Quindi, una risposta immediata a una protesta, e una nuova soluzione per consentire a queste applicazioni di essere vendute ma anche di proteggerle dall'accesso ai minori.
In fin dei conti, direi che in questo caso più che gli svantaggi si vedono i vantaggi di un sistema chiuso e proprietario. Certo, a guardare la cosa con tutti gli elementi in mano e senza sparare prima di parlare.

Paolo Attivissimo ha detto...

gli svantaggi si vedono i vantaggi di un sistema chiuso e proprietario

Tipo quello di cambiare unilateralmente le condizioni di un accordo?

Tipo quello di vedersi classificare Bild come rivista per adulti?

Contento tu... :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

consentire a queste applicazioni di essere vendute ma anche di proteggerle dall'accesso ai minori.

Sì, come no. Prima di accettare i soldi di un adolescente, Apple chiederà quanti anni ha e l'adolescente risponderà con totale e assoluta sincerità.

La foglia di fico è un po' trasparente, lascia vedere comunque l'affare.

Franci ha detto...

@S*
Quindi, una risposta immediata a una protesta, e una nuova soluzione per consentire a queste applicazioni di essere vendute ma anche di proteggerle dall'accesso ai minori....In fin dei conti, direi che in questo caso più che gli svantaggi si vedono i vantaggi di un sistema chiuso e proprietario.
- - - - -

Poi non lamentiamoci se qualcuno ghigna ogni volta che vede un adepto Mac difendere con tali motivazioni le scelte della casa madre.

Mettiamoci in testa una cosa una volta per tutte: quando si fanno i grandi numeri non esiste, perchè non può esistere, un commercio etico. Checchè ne dicano gli aficionados...

Unknown ha detto...

Niente di nuovo in realtà solo che essendoci il sesso di mezzo la notizia è stata recepita maggiormente dai media :)

Certo che un'azienda prima di investire nello sviluppo di applicazioni Iphone deve pensarci bene indipendentemente da quello che sviluppa il rischio è quello di restare tagliati fuori per un capriccio della mela. Mi meraviglia che ci siano ancora aziende disposte ad accollarsi questo richio.

S* ha detto...

"Certo che un'azienda prima di investire nello sviluppo di applicazioni Iphone deve pensarci bene"
Come no. Compito a casa: fai il conto di quante aziende investono in sviluppo per Android e quante investono in sviluppo per iPhone. E già che ci sei, vedi se riesci a trovare i dati di quanto fatturano.
Giusto oggi uno sviluppato americano con cui collaboro, al quale ho chiesto se intendeva sviluppare per Android oltre che per iPhone, mi ha detto "the Android is the "geeks" phone for Linux hackers who like to tinker with things. They don't buy apps".
Insomma, qui si sta facendo una campagna umanitaria a favore dei poveri bistrattati programmatori per iPhone, i quali sono troppo occupati a contare i soldi che incassano con le vendite dei loro programmi per occuparsi dei loro diritti violati.
Occupare meglio il tempo?

S* ha detto...

"Tipo quello di cambiare unilateralmente le condizioni di un accordo?"
Per caso ti sei letto l'accordo che viene siglato quando invii un'applicazione all'iTunes Store? Se vuoi te lo mando. Riassunto: Apple può fare quello che gli pare senza violare alcunché. D'altra parte, nessuno ti obbliga a programmare per iPhone, eh.
Sorry Paolo, il 99% dei tuoi articoli lo condivido supporto e propagando, ma quando fai questo genere di attacchi non ponderati qualcuno deve dirtelo. Poi ovviamente puoi benissimo non essere d'accordo. Purtroppo, il limite dei blog molto seguiti come il tuo è l'effetto hola: il blogger dice una cosa e tutti acclamano, senza contraddittorio.

Il Lupo della Luna ha detto...

Se vi va bene che la Apple (o chi per lei) possa decidere che programmi potete avere sul vostro telefono, cancellandoli pure se lo ritiene necessario, arrivando in certi casi a trasformare in costosi fermacarte degli oggetti che avete comprato coi vostri soldi, continuate ad usare l'iPhone.

Ma per favore non cercate di convincere il resto del mondo sul fatto che sia una buona idea.

Paolo Attivissimo ha detto...

Riassunto: Apple può fare quello che gli pare senza violare alcunché. D'altra parte, nessuno ti obbliga a programmare per iPhone, eh.

Non ho altro da aggiungere.

Marco Casati ha detto...

Un articolo intelligente riguardo alla questione:
http://daringfireball.net/2010/02/tits_and_apps

Non che questo sia meno intelligente, solo che è un po' povero di punti di vista..

pgc ha detto...

Mortadella ha ragione: Apple ha il diritto di fare quello che vuole del suo prodotto, che non e' "il" cellullare ma "un" cellulare, non e' "il" sistema per ascoltare musica, ma "un" sistema per ascoltare musica. D'altra parte anche la XBOx per esempio ha un sistema chiuso di distribuzione.

Sta a noi consumatori accettare o meno certi comportamenti da parte delle aziende. Se BMW mi fa pagare i pezzi di ricambio 3 volte piu' di Fiat, e se non mi sta bene, compro Fiat, e magari glielo faccio pure sapere.

Beninteso: ha ragione anche chi protesta e chiede ad Apple di liberalizzare le applicazioni, ma non si puo' pensare che ci sia un diritto, che per esempio si possa andare da un giudice e chiedere di censurare il comportamento di apple.

Rendiamoci conto comunque che per chi ha un figlio minore l'Ipod permette comunque un maggiore controllo delle applicazioni e di quello che viene acquistato e scaricato.

Detto questo: non uso Ipod o Iphone, mentre mio figlio se ne e' comprato uno (coi suoi soldi beninteso) e ne e' molto soddisfatto.

Unknown ha detto...

In questi 8 anni non è cambiato nulla, Apple continua a decidere cosa un utente iPhone può installare e cosa no.
E' notizia di questi giorni il dietrofront da parte di Apple sulla pubblicazione dell'app "Steam Link" che invece su Android è presente da circa un mese.
https://twitter.com/SteamDB/status/999787051838042112/photo/1
“On Monday, May 7th, Apple approved the Steam Link app for release,” the statement reads. “On Wednesday, May 9th, Valve released news of the app. The following morning, Apple revoked its approval citing business conflicts with app guidelines that had allegedly not been realized by the original review team. Valve appealed, explaining the Steam Link app simply functions as a LAN-based remote desktop similar to numerous desktop applications already available on the App Store. Ultimately, the appeal was denied, leaving the Steam Link app for iOS blocked from release.

SilverFlare ha detto...

@pgc
Non porterei l'xbox come esempio, se non erro durante le prime generazioni i controlli erano molto ma molto più severi e per alcune la maggior parte delle pubblicazioni erano interne.

La situazione che abbiamo ora, con buona presenza dei multipiattaforma, è il risultato di un intervento giuridico.