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2013/08/09

Attacco informatico... alle toilette?

Pensate a un bersaglio di un attacco informatico. Computer? Ovvio. Telefonini o tablet? Banale. Server di una banca? Centrifuga di impianto di arricchimento di materiale fissile? Più interessante, ma già fatto.

C'è chi sceglie obiettivi più originali. Per esempio le toilette. Non sto scherzando: si può sabotare un water elettronico usando uno smartphone. Chicca: il codice di pairing è hardcoded (non modificabile), ed è “0000”. Tutta la vicenda è in questo mio articolo.

8 commenti:

Maria Rosa ha detto...

Ma una "tazza" tradizionale (con la semplice catenella o il pulsante per lo scarico) no?
Prima o poi ci sarà un app che analizza le flatulenze emesse per valutare il nostro stato di salute e la correttezza della nostra alimentazione!
Scusate, ma sono un po' "all'antica" (almeno su certe cose).

Stupidocane ha detto...

ROTFLissimo! Non oso immaginare quante risate con un'app del genere ed un amico particolarmente incazzoso...

Guido DR ha detto...

L'eccesso di tecnologizzazione non è mai una buona cosa, quindi già il wc tecnologico è una boiata. Se poi ci aggiungi features non necessarie (il controllo remoto), cattiva programmazione (parametri hard-wired nel codice) e stupidità (password banali e non modificabili se non ricompilando) il guaio è fatto. Se non altro si tratta di wc e non di centrali nucleari, almeno quello...

pgc ha detto...

si però bisogna considerare che questi "cessi" hanno anche un sacco di funzioni accessorie. Per esempio pulire il c***, ma non solo. I comandi sono tantissimi e la regolazione dev'essere molto complicata...

Circa 10 anni fa dormii in un albergo a Narita-Airport in Giappone da solo con mio figlio di 4-5 anni. Eravamo in viaggio da Sydney a Roma con uno stopover a Tokio. Ci divertimmo come matti ad hackerare una di quelle toilette, che dispongono di vari sensori allo scopo di verificare, prima di attivare i NUMEROSI getti, che qualcuno sia effettivamente seduto. Comunque sia, in 2 minuti siamo stati in grado di fare arrivare un getto d'acqua (saponata) dall'altra parte della stanza. Abbiamo riso così tanto che io stavo per morire e lui se lo ricorda ancora. E' uno dei ricordi più "divertenti" che ho di mio figlio piccolo.

Onestamente non credo tornerei a dormire in quell'hotel. Non senza un passaporto falso...

MR ha detto...

@pgc Sappi che provo tanta invidia buona per il tuo pargolo :-)

Ma aveva il BT anche quella toilette, oppure l'avete raggiunta tramite la LAN dell'hotel ? ;P

Guido DR ha detto...

@pgc
ai bambini bisogna insegnare da piccoli :)
piccoli hacker crescono :) (nel vero senso del termine)

pgc ha detto...

a quei tempi non c'era il bluetooth. E anche il wi-fi non era molto diffuso. Neppure in Giappone, dove sono comunque avanti a noi di almeno un decennio in quanto a tecnologia.

La toilette era comandata da un pannellino laterale. Bisognava intercettare "a mano" tutti i sensori per consentire ai getti di aprirsi senza la presenza di un, ehm, ostacolo a breve distanza.

Max Senesi ha detto...

Secondo me, però, la vera questione è un'altra e ben più allarmante: che ci fa un micio nel WC???Povero...Il mio una volta c'è caduto dentro e non era particolarmente contento