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2015/11/20

Piccolo promemoria: se pubblicate un falso allarme terrorismo su WhatsApp, vi beccano

A quanto pare non a tutti è ben chiaro che quello che si scrive in un social network non è privato e non è anonimo e che anche nel mondo virtuale le parole hanno un peso. Non è chiaro, in particolare, alla persona che ha pubblicato alcuni giorni fa su WhatsApp un avviso di non prendere il treno e non recarsi alla stazione di Zurigo il prossimo 12 dicembre, seguito dall’invito a inoltrare a tutti l’avvertimento.

Il messaggio ha puntualmente preso a circolare all’impazzata, causando ovviamente apprensione a molti dopo gli attentati di Parigi, ma la Polizia della città di Zurigo ci ha messo poco a rintracciare l’origine del falso allarme e scoprire che si tratta di un diciannovenne svizzero, domiciliato nel canton Zurigo, che è stato fermato e interrogato dalle autorità.

C'è chi si chiede come sia possibile rintracciare così un messaggio su WhatsApp, visto che a novembre 2014 è stato annunciato che l’app protegge i messaggi cifrandoli end-to-end e quindi rendendoli in teoria illeggibili non solo da parte di terzi ma addirittura da parte del personale tecnico di WhatsApp. I metodi esatti usati dagli specialisti informatici della Polizia non sono stati precisati, ma va ricordato che in realtà questa cifratura end-to-end su WhatsApp vale soltanto se lo scambio di messaggi è fra due telefonini Android: se uno dei due è un iPhone, viene usato un sistema di cifratura più debole (non end-to-end ma da dispositivo mittente a server e da server a dispositivo ricevente), come hanno segnalato numerosi esperti. Infatti ancora oggi le FAQ di WhatsApp dichiarano che “la comunicazione WhatsApp fra il vostro telefonino e il nostro server è cifrata”, che è ben diverso dalla crittografia end-to-end.

Inoltre c'è la questione dei metadati: anche se il contenuto di un messaggio è illeggibile, sapere le dimensioni del messaggio, chi l’ha mandato e chi l’ha ricevuto e a che ora l’ha fatto è sufficiente per ricostruire il percorso di un messaggio.

Fonti: Swissinfo, Tio.ch, Giornale del Popolo, 20min.ch, Corriere del Ticino.

8 commenti:

Guido Pisano ha detto...

guarda e' quasi un bene... :)

condensatore alfa ha detto...

A questo punto spero becchino anche l'incosciente che da ieri a Roma sta diffondendo un messaggio simile. Sick and tired!

aidoru ha detto...

Mi agiungo al condensatore alfa contro la scempiaggine della tipa che ha condiviso un messaggio (vocale) dove fantomatici amici suoi del ministero degli interni consigliavano vivamente di non andar qui e non andar là a roma.
Cosa ancor più rimarchevole il fatto che l'abbia diffusa sul gruppo della classe elementare di mio figio :-(

Replicante Cattivo ha detto...

Eppure lo sanno tutti che per proteggere la privacy dei propri messaggi basta fare un copia-incolla di un comunicato apposito XD

mambo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Paolo Attivissimo ha detto...

Mambo,

ho rimosso il tuo commento.

1. era completamente fuori tema.

2. non regalo pubblicità a chi sta cercando disperatamente di attirare attenzioni.

mambo ha detto...

Ok, capisco, magari potresti aprire una sezione "segnalazioni" giusto per non intasare la tua casella mail.

mambo ha detto...

Questo é più pertinente:
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Allarme-su-Whatsapp-madre-e-figlia-negli-uffici-della-polizia-postale-33b4e5be-3302-4be3-805d-797fbd7ad567.html