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149 commenti

SIAE: pagare per mostrare le pubblicità dei film

C'è la cretinaggine. C'è la demenza. C'è l'idiozia. Poi c'è la SIAE: 1800 euro per pubblicare nei siti gli spot dei film


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Forse alla SIAE c'è qualcuno che pensa che i siti Internet siano pieni di soldi e facciano profitti da capogiro. Forse alla SIAE c'è qualcuno che non ha ancora capito che la stragrande maggioranza dei siti della Rete si regge sul volontariato e sulle notti insonni degli appassionati, che attraverso i propri sforzi fanno conoscere al pubblico i film.

Forse alla SIAE c'è qualcuno che non ha ancora capito che chiedere 1800 euro a chi pubblica su Internet gli spot che promuovono i film è un'imbecillità assoluta. La legge lo consente, a quanto pare, ed è quello che sta succedendo adesso. Ma è una legge idiota che, come tutte le leggi idiote, il buon senso dovrebbe sopprimere anziché applicare. E se non basta il buon senso, almeno s'invochi la decenza umana, per evitare di multare i bambini di Chernobyl perché cantano una canzone.

Molti siti italiani si sono visti recapitare dalla SIAE una richiesta di pagamento di 1800 euro l'anno per avere la licenza di pubblicare i trailer cinematografici. La motivazione, secondo la spiegazione della SIAE, è che i trailer contengono musica e “se una musica viene utilizzata l'autore di quella musica ha diritto ad un compenso”. Perché, si sa, gli autori delle musiche dei film non vengono già pagati da chi produce il film.

Fra l'altro, la SIAE dice che “I produttori dell’ANICA, che sono i proprietari dei trailer, pagano alla SIAE i compensi per l’uso della musica”. Quindi gli autori delle musiche già ricevono compensi attraverso la SIAE. Almeno in teoria, visti i bilanci della Società (2007) e l'allarme degli stessi autori che temono “il rischio che i diritti già raccolti dall’ente, anziché essere redistribuiti tra i soci, vengano utilizzati per coprire i costi e le perdite di gestione” (Rockol 2010; grazie a Luigi per le info).

Milleottocento euro per poter ospitare i trailer – che sono uno spot pubblicitario per un prodotto commerciale – sono una cifra insostenibile non solo per qualunque blogger appassionato di cinema che voglia promuovere un film semplicemente perché gli è piaciuto, ma anche per molti siti professionali o semiprofessionali. Per cui siti come Fantascienza.com, Frenckcinema e Leganerd.com hanno rimosso tutti i trailer e li hanno sostituiti con diciture come questa (tratta da Fantascienza.com):

“i trailer cinematografici e assimilati come le clip promozionali... che venivano forniti dalle agenzie di stampa come materiale di libera pubblicazione, tale non erano secondo la SIAE. Che ora esige il pagamento di costose licenze per la pubblicazione di questi video. Siamo convinti che pagare 1800 euro all'anno per avere il privilegio di fare pubblicità gratuita ai clienti della SIAE non abbia nessuna logica né nessuna possibile utilità.”

Volendo essere complottisti, ha tutta l'aria di una mossa pensata appositamente per consentire solo a chi il portafogli bello gonfio di continuare a pubblicare trailer. In altre parole, quei 1800 euro di balzello SIAE servono a centralizzare il controllo della distribuzione dei trailer. Sarebbe un bell'esempio di come il legislatore troglodita non ha ancora capito che esiste Internet, che il mondo è cambiato e che le oligarchie dei danarosi sono castelli di fango sui quali sta piovendo. Adattarsi o perire. Ma non sono un complottista.

Non posso che fare i complimenti alle case cinematografiche per questo strepitoso autogol, ispirato da quest'idea geniale partorita con AGIS, secondo Punto Informatico. Ora centinaia di siti che promuovevano i vostri prodotti non lo potranno più fare. Datevi una pacca sulla spalla. Preferibilmente con un coltello in mano.

La SIAE ha dichiarato che “I compensi sono parametrati sui siti commerciali, che vendono pubblicità e fanno business sui contenuti. Ed è a queste imprese che la SIAE si è rivolta per chiedere il rispetto del diritto d’autore”. Sarà. Ma chi decide cosa s'intende per “sito commerciale”? Se un blogger ospita qualche Adsense o se il provider che gli ospita il blog inserisce un banner pubblicitario, diventa un “sito commerciale” che “fa business sui contenuti”?

A quanto pare è solo la musica ad attirare l'attenzione pecuniaria della SIAE: “L'unico diritto da pagare è quello per le colonne sonore”, scrive infatti la Società Italiana degli Autori ed Editori. Se è così, si potrebbero pubblicare i trailer muti, come suggerisce Cinematech.it. Magari con una bella scritta in sovrimpressione che faccia capire al lettore chi è il vampiro rimbambito della situazione: “Non siete sordi. Questo trailer pubblicitario è muto perché la SIAE ci chiede 1800 euro l'anno per farne sentire la colonna sonora. Prendetevela con la SIAE.”

Ma sarebbe un compromesso all'italiana, valido solo come goliardata temporanea. È molto più dignitosa ed efficace la serrata fatta dai siti: obbliga i produttori a scontare le conseguenze delle loro pretese medievali.

Fonti aggiuntive: Ilpost, Corriere.it.
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Commenti
Commenti (149)
E se venisse rimosso l'audio dai trailer? :) E' semplicemente grottesco, ma che la SIAE fosse assimilabile ad una forma di mafia è risaputo, ne avrei di storie successe solo nel mio piccolo paesello.
Ovviamente non ero arrivato a leggere fino in fondo ;)
Volendo essere complottisti, ha tutta l'aria di una mossa pensata appositamente per consentire solo a chi il portafogli bello gonfio di continuare a pubblicare trailer.

Vero. Ma solamente l'erede al trono del regno degli imbecilli si precluderebbe la possibilita' di avere pubblicita' gratuita su Internet.

Qui secondo me si tratta di un pacchetto di ignoranza del mezzo Internet e avidita' messi assieme.

Mi chiedo se gli autori di quella bella pensata abbiano mai utilizzato davvero Internet, o siano tra quelli che pensano che Internet e' solo per la musica pirata e si fanno stampare le mail dalla segretaria.
Così come non capisco la differenza tra PRA e ACI, non capisco a pieno l'utilità della SIAE e di alcuni suoi meccanismi.

Uno tra i tanti...la rock band di un amico doveva pagare non so quanto per suonare in pubblico i *propri* brani, non quindi delle cover di artisti famosi. E leggendo tra le pieghe del regolamento, saltò fuori che l'obolo cambiava in funzione del titolo di studio: un laureato paga 500€, un diplomato 250€, con la licenza media 10€.
Fanno bene i siti che hanno rimosso tutto: così dopo aver capito la cagata che hanno fatto, la SIAE tornerà in ginocchio pagando anche la pubblicità che fanno!
*facepalm*
Concordo su tutta la linea... E' una delle tante imbecillate all'italiana...
Follia totale.
Oltre a togliere i trailer sui siti, la gente dovrebbe smettere di comprare musica e andare al cinema per protesta fino a che la SIAE non decide di sparire e autocancellarsi dal mondo.
Si, vabbèh, il buon senso chi l'ha visto?

Tra parentesi: oltretutto, danno al danno, la musica dei trailer non è affatto la musica dei film, a quel che leggo.
Esistono ditte che fanno solo musiche da trailer, dato che diventa spesso difficile 'montare' il tema vero del film in trenta secondi.
two steps from hell ad esempio ha musicato trailer che vanno da X-men a Cars, da Cowboys & Alien a Breaking Dawn.
E quindi mi immagino i salti mortali carpiati a pagare i diritti a questi onesti mesterianti dei trenta secondi.

Ah, certo, se l'autore non riscuote resta tutto nella saccoccina di mamma SIAE per il bene dell'arte, giusto?
Citofinare Gabanelli-Report per i dettagli.
La cosa peggiore, che forse sarebbe il caso di aggiungere nell'articolo, è che la questione riguarda anche i contenuti embedded, ovvero ad esempio quei filmati che fisicamente si trovano su Youtube e sono semplicemente inseriti in una pagina web senza che il file sia caricato direttamente sul sito che la contiente.
Cosa ancora più grave considerando il fatto che Youtube ha un accordo con SIAE e si accolla il pagamento dei diritti delle musiche contenute nei video fino al 31 dicembre 2012.

Oltretutto da quel che ho capito sembra che la SIAE non voglia fermarsi ai trailer ma colpire qualsiasi contenuto video che contenga una musica di sottofondo.
Nel diagramma del prof. Cipolla la Siae si posiziona in basso a sinistra.
assurdo, veramente assurdo
Il genio italiano si fa riconoscere sempre :D
Ecco, io di solito sono cauto quando si protesta contro le manovre in difesa del diritto d'autore, ma questa della SIAE è una vera fesseria.

E' incredibile, hanno deciso di rinunciare ad una forma vastissima, virale e totalmente gratuita di pubblicità.

*92 minuti di applausi*
Pura follia...ancora più folle se si pensa che questo vale anche con i video incorporati nei sito ma fisicamente residenti nei server di youtube o simili (magari nei canali UFFICIALI dei film in questione).

Quindi se io ho capito bene se io linko nel blog (peraltro visitato al massimo dai 4 miei amici fessi) o anche solo twitto il link uno di questi trailer UFFICIALI di un film la SIAE è tenuta a chiedermi 1800 euro l'anno?
Paolo ti prego dimmi che ho capito male!
"APRITE, IN NOME DELLA SIAE!"
Cioè ma quindi anche linkare il trailer uppato dalle major su youtube sarà reato??
Non aspetto altro che il momento in cui la SIAE fallirà. Ci saremo finalmente liberati di un organismo obsoleto, insensato e che non fa altro che ostacolare il mondo di oggi con esigenze di ieri.
Tra un po' non potrai scrivere "Ieri sera sono andato al cinema a vedere XXXXXXXXX", che dovrai pagare i diritti d'autore pure all'ideatore del titolo del film.
Non ho capito il tuo discorso sarcastico-complottista... A chi gioverebbe monopolizzare la diffusione trailer pubblicitari che, per definizione, dovrebbero avere la massima diffusione possibile?
Io sono un compositore, iscritto alla SIAE italiana.

ogni giorno che passa, mi vergogno sempre più di esserne associato.

questa decisione dimostra che la siae NON conosce il mercato:

plaudo ai siti che hanno tolto i trailer: meno pubblicità per i film, meno "passaparola", meno soldi ai botteghini..

alla fine chi ci rimette sempre sono gli utenti.
Mi sembrano considerazioni un po superficiali. Internet non è un luogo dove non vigono le leggi. Il diritto d'autore vale in rete come ovunque, e la SIAE non fa nulla che non le sia permesso dalle norme vigenti. Chi fa un sito, come chi pubblica un libro, può semplicemente scegliere se pubblicare materiale coperto da diritto d'autore, pagando i diritti in termini di legge, oppure pubblicare materiale originale, o coperto da licenza creative commons, o di pubblico dominio, e non dover corrispondere diritti a nessuno. Mi sembra un quadro talmente chiaro che non vedo dove stia il problema. Nessuno è obbligato a pubblicare materiale coperto da copyright violando la legge. Se proprio vogliamo fare qualcosa di buono, diffondiamo la cultura del creative commons, che è troppo poco nota.
@John Titor: io capisco l'appagamento personale di voler necessariamente contraddire e dar ragione a chi ha torto marcio.

Pero' qui non si parla di sfruttamento del lavoro altrui. Non viene utilizzata una musica di altri per intrattenere o fare profitto.

Qui si tratta di far pagare chi sta facendo pubblicita' ad altri non gia' costruendo un filmato in proprio, ma riprendendo, senza modifica alcuna, quello che e' stato pubblicato da chi detiene i diritti allo scopo, appunto, di propagandare un prodotto. E per giunta lo fa senza nulla pretendere in cambio, anzi mettendoci del lavoro proprio per l'allestimento del sito.
John Titor,

Internet non è un luogo dove non vigono le leggi. Il diritto d'autore vale in rete come ovunque, e la SIAE non fa nulla che non le sia permesso dalle norme vigenti.

Non ho detto che la SIAE stia facendo qualcosa di illegale. Sta facendo qualcosa di stupido, che è ben diverso. Le leggi non sono sacre e giuste per il semplice fatto di essere leggi. Altrimenti avremmo dovuto obbedire alle leggi razziali.



Chi fa un sito, come chi pubblica un libro, può semplicemente scegliere se pubblicare materiale coperto da diritto d'autore, pagando i diritti in termini di legge, oppure pubblicare materiale originale, o coperto da licenza creative commons

Detto da uno che si firma con il nome di un personaggio coperto dal copyright, è abbastanza ironico :-)


Mi sembra un quadro talmente chiaro che non vedo dove stia il problema. Nessuno è obbligato a pubblicare materiale coperto da copyright violando la legge

Indubbiamente. Ma qui si tratta di pagare una cifra assurdamente alta per ospitare uno spot.
A chi gioverebbe monopolizzare la diffusione trailer pubblicitari che, per definizione, dovrebbero avere la massima diffusione possibile?

A chi vuole avere il controllo di quali film vengono promossi e distribuiti e quali no.

Se fai un film splendido e nessuno te lo promuove, è come se non esistesse. Chi controlla la pubblicità cinematografica controlla il successo dei film.

Il rischio è che questo dazio venga usato per consentire alle case cinematografiche principali di fare cartello ed escludere gli indipendenti più di quanto non lo siano già dal circuito delle sale.
Grottesca aviditá ed italica ignoranza.

E se il trailer viene da youtube.com e io lo embeddo sul mio sito, chi paga? Il trailer mica lo streamo io...
che mossa intelligentissima, sì comunque sembra credibile che sia una mossa per sbarazzarsi di concorrenti autorevoli ma senza autorità...

a chi ha i soldi gira il culo sfornare prodotti non concorrenziali con quelli di indipendenti...
Andrea,

Paolo ti prego dimmi che ho capito male!

Non chiederlo a me, ma ai responsabili di questo capolavoro kafkiano :-)
Non vedo l'ora che ritornino sui propri passi con la coda tra le gambe... Che vergogna!!!
"C'è la cretinaggine. C'è la demenza. C'è l'idiozia. Poi c'è la SIAE"

92 Minuti di applausi per il titolo!
[quote-"Paolo Attivissimo"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/siae-pagare-per-mostrare-le-pubblicita.html#c2062942630505345997"]
Il rischio è che questo dazio venga usato per consentire alle case cinematografiche principali di fare cartello ed escludere gli indipendenti più di quanto non lo siano già dal circuito delle sale.
[/quote]

Agli indipendenti sarà sufficiente produrre trailer con solo i dialoghi senza musica. Anzi. Spero lo facciano, Cosi' i trailer delle major non passano su internet, quelli indipendenti si.
A quelli della SIAE: ma nei corsi di Marketing non vi hanno mai parlato di "orientamento alle vendite"?
Ovvero di tutte quelle strategie per farsi conoscere all'interno del mercato, promuovere i prodotti, ecc....no?
Ma basta aver leggiucchiato qualche libro di marketing, anche a carattere divulgativo, anzi: se i produttori confezionassero trailer appositamente per internet, gratuiti e destinati alla diffusione virale, alla lunga avrebbero un rientro significativo.
Certo che mi fate tornare in mente Bill Gates contro i siti Star Trek di qualche anno fa. :P
@ Van Fanel: "APRITE, IN NOME DELLA SIAE!"
Ti prego, dimmi che è quello che penso...

Cioè una citazione di una citazione questo (il primo commento)
Una domanda ma se il trailer è sui server di youtube chi paga?
Internet non è un luogo dove non vigono le leggi.

Le leggi non sono sacre e giuste per il semplice fatto di essere leggi


Oltre alla legge in sè, c'è la sua applicazione, che è sempre soggetta a interpretazioni.
In effetti, questa interpretazione è particolarmente surreale.
Equivale a me che metto fuori dal mio balcone uno striscione che parla bene della merce del negozio Rossi, e Rossi mi fa causa perchè uso il suo nome senza permesso.
Anche io sono un musicista iscritto alla SIAE.
Questa è una di quelle cose che aggiungerò alla mia lista degli orrori intitolata "Solo in Italia".

E' vergognoso, non ho parole.
Detto da uno che si firma con il nome di un personaggio coperto dal copyright, è abbastanza ironico :-)

Sarebbe giusto che pagasse un tot ogni volta che lo usa. Oppure che non lo usi: Nessuno è obbligato a pubblicare materiale coperto da copyright violando la legge.
Datevi una pacca sulla spalla. Preferibilmente con un coltello in mano.

Questa la rubo
In una precisazione di ieri: http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=4&open_menu=yes&id_news=10674

SIAE dice:
"I compensi sono parametrati sui siti commerciali, che vendono pubblicità e fanno business sui contenuti."

Credo che il punto fondamentale da chiarire, come riportato anche qui: http://www.horror.it/a/2011/10/trailer-a-pagamento-siae-risponde-sul-suo-sito/
sia identificare i parametri secondo i quali distinguono un sito commerciale da uno no-profit.

la "bagarre"
Un'altra mossa-bavaglio nei confronti di internet.
Bah siamo in un paese gestito da dementi ottuagenari e falliti scalda-sedie.
Cosa dire, mi sembra che abbiamo fatto il pieno di dirigenti incompetenti. Che debbano la loro nomina solo a giochini politici?
Mi stupisco che non ci siate arrivati da soli
- Meno trailers pubblicitari = meno gente che va al cinema
- Meno gente che va al cinema = le majors cinematografiche falliscono
- le majors cinematografiche falliscono = nessun film da scaricare illegalmente dal web
- nessun film da scaricare illegalmente dal web = FINE DELLA PIRATERIA!!!! :p
La siae si è sempre comportata da parassita. Succhia finché la preda non muore. I servizi di report sulla siae sono agghiaccianti e nessuno ha fatto niente. La legge rimarrà e non succederà niente. Un'altro schifo che passerà e a cui ci si farà l'abitudine. Siae felice e noi sempre più poveri.
[quote-"Ruggio81"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/siae-pagare-per-mostrare-le-pubblicita.html#c2461678226809625755"]
La cosa peggiore, che forse sarebbe il caso di aggiungere nell'articolo, è che la questione riguarda anche i contenuti embedded, ovvero ad esempio quei filmati che fisicamente si trovano su Youtube e sono semplicemente inseriti in una pagina web senza che il file sia caricato direttamente sul sito che la contiente.
Cosa ancora più grave considerando il fatto che Youtube ha un accordo con SIAE e si accolla il pagamento dei diritti delle musiche contenute nei video fino al 31 dicembre 2012.

Oltretutto da quel che ho capito sembra che la SIAE non voglia fermarsi ai trailer ma colpire qualsiasi contenuto video che contenga una musica di sottofondo.
[/quote]

Questa precisazione sull'embedded, su cosa rappresenti un sito commerciale e cosa no, e come ci si debba comportare nel caso dei social network* (le nuove norme sono scritte in maniera superficiale e imprecisa, aperte a interpretazioni personali) meriterebbero un post a sé; chiedo a Paolo se può indagare a riguardo.

*per esempio, la fanpage su Facebook di un sito commerciale, può pubblicare video contenenti musica protetta da diritti?
[quote-"Locomotiva"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/siae-pagare-per-mostrare-le-pubblicita.html#c7310667956677187611"]
@ Van Fanel: "APRITE, IN NOME DELLA SIAE!"
Ti prego, dimmi che è quello che penso...

Cioè una citazione di una citazione questo (il primo commento)
[/quote]

Preferisci "della SIAE noi siamo, se sgarri il c*lo ti facciamo" ?
(p.s. fantastica quella foto!)
Mi è tornato in mente questo articolo di Altroconsumo di 2 anni fa: "quanto costa la SIAE?"
Essendo la mia compagna insegnante di danza e proprietaria della relativa scuola, potrei scrivere libri sulla stupidità della SIAE. Inoltre devo ancora capire perchè tra le tasse che mia figlia paga per frequentare l'università, compaia anche la voce SIAE. È una di sulle cose tipicamente italiote che andrebbe immediatamente abolita.
Altra cosa che mi lascia perplesso:
"YouTube spiega la regolarità dei propri video a seguito delle accuse che la SIAE sta lanciando contro chi ospita trailer sui propri siti Web."

Google ha un contratto che copre gli embed o no? Non vedo l'ora di leggere ulteriori info su questo "scontro".
Sarebbe utile sapere se da un punto di vista legale sia possibile "aprire" un sito in Svizzera e pubblicare lì. Tutti i vari portali di cinema potrebbero comprarsi un domino .ch e hostare il loro sito in Germania. Come agirebbe la legge in quel caso? Sarebbe interessante indagare su questa "transnazionalità" della rete, anche per tutti i vari casi di legge bavaglio come quella minacciata per i blog sul diritto alla rettifica.

Possibile che questi burocrati da quattro soldi non capiscano che così facendo allontanano le persone dal web? Oppure è proprio questo lo scopo, anche se andrebbe a produrre meno introiti?
Domanda per i geni della Società Italiana Assurdità Esemplari:
se Tizio ha un blog e Caio ci pubblica un post che contiene un trailer, chi paga?
E se deve pagare Tizio che se ne accorge e lo cancella dopo, metti, due giorni, deve pagare per quei due giorni?
E si copra le pub...blicità
Ci vorrebbero un paio di sere di sciopero nazionale dei consumatori contro i cinema...vediamo che succede dopo un paio si sere di incassi zero ai botteghini...

Seriamente ormai il cinema è morto, merito o colpa di internet, e questo è l'ultimo dazio da pagare...d'altronde chi va piu' al cinema? ormai film belli non ne fanno piu' da anni, le trame interessanti le trovi solo nelle serie TV.
@ Paolo il padrone di casa

"Le leggi non sono sacre e giuste per il semplice fatto di essere leggi."

Quando in un articolo precedente ho cercato di sostenere la tesi riguardo all'importanza che le leggi siano fondamentalmente pratiche (ovvero non basate su ipotetici principi morali superiori di sacralità e giustizia), ed applicabili razionalmente senza causare più problemi di quanti ne risolvano, mi è stato consigliato di studiare un po' di diritto. Ma non mi sembrava di aver detto una baggianata cosmica. Vabbè. La gestione legale del "diritto d'autore a tutti i costi" mostra parecchie contraddizioni di tipo pratico. Ma teoricamente, [PREMESSA p] appigliandosi ai suddetti principi morali superiori (in questo caso la tutela della proprietà intellettuale a tutti i costi perchè diritto sacro ed inviolabile), [CONSEGUENZA q] la SIAE avrebbe in un certo senso ragione. [NEGAZIONE di q] Cosa che ovviamente ed obiettivamente è falsa, dato che le contraddizioni pratiche sollevate sono talmente assurde da sembrare ridicole: si dovrebbe pagare qualcuno per fargli pubblicità. Le parentesi quadre indicano le proposizioni su cui applicare il modus tollens.

@ John Titor

"Mi sembrano considerazioni un po superficiali. Internet non è un luogo dove non vigono le leggi."

Lapalissiano. Ma il punto è che tali leggi dovrebbero essere applicabili razionalmente senza finire in paradossi pratici tipo quello su cui stiamo discutendo. Perchè è un fottutissimo (scusa Paolo) paradosso assurdo, nessuno dotato di raziocinio può sostenere il contrario.

"Il diritto d'autore vale in rete come ovunque"

Giusto. Quello che invece dovrebbe essere diverso è la gestione di tali diritti. Altrimenti si rischia come minimo il ridicolo.

"la SIAE non fa nulla che non le sia permesso dalle norme vigenti."

Il punto che io sostengo è infatti questo: la SIAE, a rigor di legge, ha ragione in questo caso. Ma ovviamente la SIAE, a rigor di logica, ha torto. Dunque, modus tollens: sono le norme a riguardo ad essere nel torto, perchè sollevano paradossi di tipo pratico.

"Mi sembra un quadro talmente chiaro che non vedo dove stia il problema."

Se il fatto che si debbano pagare i diritti persino per fare pubblicità gratuita non ti sembra un problema, o perlomeno un surreale contorsionismo logico da far impallidire David Lynch, allora non so proprio come risponderti.
io ho semplicemente tolto tutto, se vorranno fare pubblicità dei propri film sul mio sito dovranno pagare, F.......o a tutti! siae di M. poi almeno dessero i soldi a chi il diritto lo ha!!! invece se li tengono loro!!
io faccio nel mio piccolo pubblicità e chiedo solo il permesso di dare un servizio ai miei visitatori e in cambio devo pagare!!
è giusto che chi ha i diritti su qualcosa venga giustamente retribuito (se lui lo ritiene opportuno) e se secondo noi il prezzo è troppo alto nessuno ci obbliga a comprare o utilizzare quella cosa (vedi Ferrari o windows.. se ci sembra costoso usate altre macchine o linux...)però un conto è utilizzare qualcosa, un altro è essere utilizzati e dover anche pagare!! volete la pubblcità dei vostri film? PAGATE I SITI CHE VI FANNO PUBBLICITA'!!!!
Mi ricorda una cosa che ripete spesso mia mamma, ovvero la storiella del marito che si castra da solo per far un mero dispetto alla moglie.
Quando in un articolo precedente ho cercato di sostenere la tesi riguardo all'importanza che le leggi siano fondamentalmente pratiche (ovvero non basate su ipotetici principi morali superiori di sacralità e giustizia)

È il dualismo del diritto, se ne dibatte da secoli:

Giusnaturalismo versus diritto positivo

Se riesci a sbrogliare la matassa vinci un Nobel. Ah, no, non c'è il Nobel per il Diritto.

Allora vinci un Previti...
A questo punto se non bisogna usare 2 pesi per 2 misure perché allora non estendere la cosa a tutte le pubblicità? Non vedo perché debba valere solo i trailer. Ribaltiamo completamente le regole del mercato per cui paga chi da' lo spazio pubblicitario e non chi dovrebbe comprarlo. Così avremo molta meno pubblicità pallosa sulle tv gratuite e niente spam sui siti!

Concludo con un'iperbole.
Soprattutto metterei la retroattività a questa regola: soldi a palate e migliaia di persone agli arresti! Che sogno...
[quote-"alberto"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/siae-pagare-per-mostrare-le-pubblicita.html#c1221676802983841303"]
chi ha gia pubblicato nel 2011 deve pagare. Aver tolto i contenuti non li esenta dal pagamento
[/quote]
A sentir loro, semplicemente, accusano "il web" di ignoranza: "Ma come? Non sapevate che i trailer erano coperti da diritto d'autore? Ora ve lo ricordiamo noi, direttamente con le conseguenze..."

Ho riletto molti altri commenti e devo dire di trovarmi fin'ora d'accordo solo su questi punti:
-la SIAE pretende di applicare il proprio metodo al web
-anche sul web c'è ancora tanta ignoranza
- è poco pratica la soluzione SIAE perchè non tiene conto della realtà ma solo della legge

Da come sta evolvendosi la faccenda pare quasi che il messaggio sia "Io (ditta che ha prodotto il trailer) vengo pagato per produrre un qualcosa... è sacrosanto che io venga tutelato... ma è anche mia scelta, facendomi pagare, di decidere chi può avere visibilità del mio lavoro: l'ho venduto alla SIAE quindi è la SIAE che decide dove e come pubblicarlo.".

In sintesi il complottismo ironico di Paolo pareva voler evidenziare soltanto quanto sian ottusi loro: approfittate del web invece di andargli contro. Fatta in questo modo ciò che si trasmette è solo la volontà di dire "pagate la licenza o levatevi dalle balle" senza proporre null'altro.

Sarebbe stata una vera arte da complotto se avessero unito a questo la creazione di un bel portalone streaming di divulgazione di tali prodotti dove chi vuol vedere i trailer/contenuti protetti paga sommette irrisorie (es: 0,25€ a filmato?), sfruttar tale piattaforma come posto "da cui" spammare embed con licenza "free"... questa l'avrei vista come una genialata ed un saper cavalcare il mercato.

Valve, per Portal 2 (così come penso TANTISSIME altre software house) ha fatto una massiccia operazione pubblicitaria di trailer studiati ad hoc per Youtube ed il passaparola... ed erano tutti contenuti inediti! (dalle musiche ai filmati)

Loro invece ristagnano nel "Ci siam noi e non vogliam essere tirati fuori dai giochi solo perchè non sappiam fare altro!".
@adriano esposito

in realtà avrebbe già vinto il giuspositivismo da più di un secolo. esiste ancora chi sostiene il giusnaturalismo (principalmente la chiesa e le varie religioni, asserendo però di essere loro le uniche detentrici delle conoscenza di quale sia il vero diritto naturale), ma i sistemi legislativi di ogni singolo paese civiliazzto (e non dittatoriale) hanno fatto proprio il giuspositivismo e legiferano sulla base di esso. non esiste più alcuna legge basata sul "diritto naturale"
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
"è giusto che chi ha il diritto possa esigerlo" è corretto e ineccepibile.

Ma sarebbe anche giusto che un autore abbia il diritto di... per fare un esempio a caso regalare la propria opera alla comunità, anche ai proprietari di locali, in modo che facciano valanghe di soldi mentre lui continua a scaricare i camion della verdura nel supermercato dietro casa, se tale è il proprio desiderio.
Se un autore non ha tale diritto, allora non è vero che il diritto d'autore è tutelato.
La SIAE sembra non accordare tale diritto.
Unacosa non capisco: Se io pubblico un video, oppure un trailer in cui però ci metto musica libera Creative Commons, magari scaricata da Jamendo... Pago lo stesso?
scusate, ma spostando il proprio blog su un server all'estero?
[quote-"Stupor Mundi 83"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/siae-pagare-per-mostrare-le-pubblicita.html#c1900863359891861083"]
Concludo con un'iperbole.
Soprattutto metterei la retroattività a questa regola: soldi a palate e migliaia di persone agli arresti! Che sogno...
[/quote]

E' gia retroattiva, leggi il link nel mio post precedente. Loro durante il 2011 hanno fotografato i siti dei delinquenti malfattori rubagalline che hanno postato dei video. E adesso battono cassa. Punto. Se hai tolto il link dal 2012 non paghi, ma per il 2011 ti tocca!
@ Van Fanel: "APRITE, IN NOME DELLA SIAE!"
Ti prego, dimmi che è quello che penso...
Cioè una citazione di una citazione di questo
Preferisci "della SIAE noi siamo, se sgarri il c*lo ti facciamo" ?
É bello sentirsi compresi, ogni tanto..

Non dalla SIAE, ma non si può avere tutto.
Per alberto

Sì, lo so. Ma la mia era una battuta iperbolica quindi l'esagerazione stava nella retroattività totale, da quando esiste la rete...
@Puffolotti

sarebbe anche giusto che un autore abbia il diritto di... per fare un esempio a caso regalare la propria opera alla comunità, anche ai proprietari di locali, in modo che facciano valanghe di soldi mentre lui continua a scaricare i camion della verdura nel supermercato dietro casa, se tale è il proprio desiderio

Come sei melodrammatico, magari è ricco di famiglia e passa il tempo tra la villa al mare e la villa in montagna :D

@Nightshade

Il semplice fatto che non puoi trovare NESSUNO MOTIVO AL DI FUORI DELLA MORALE per punire l'omicidio dimostra che la questione è ben lungi dall'essere risolta.

Perché puniamo l'omicidio? Perché è sbagliato uccidere il prossimo? E che vuol dire? Sbagliato per chi? Per chi viene ucciso? Per chi uccide? Per entrambi? È sbagliato uccidere un pluriomicida? È sbagliato uccidere un pedofilo pluriomicida? Se riesci a spiegarmi perché nel Diritto deve essere punito l'omicidio SENZA tirare in ballo qualsiasi morale, cristiana, satanista, buddista, spaghettista, possiamo passare ad un altro reato, per esempio perché è punito il furto.

Un Diritto composto solo da Diritto Positivo non esiste da nessuna parte... c'è sempre una parte "naturale"...

no potrebbe dire, per evitare che ci scanniamo tra di noi. Ma ci scanniamo tra di noi lo stesso! Uno potrebbe dire, ci scanniamo di meno. Ma neanche questo è vero: nella Storia e nella Geopolitica abbiamo varissimi sistemi giuridici dove l'omicidio è punito con maggiore o minore gravità: dove l'omicidio è punito con la pena capitale, ad es. negli Stati Uniti, il tasso di omicidio per abitante è alto, è circa 5 volte quello italiano. In Arabia Saudita, dove c'è la pena capitale anche se ti soffi il naso, è basso o uguale all'Italia.

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_intentional_homicide_rate

Insomma punire l'omicidio aiuta a prevenir
seriamente, bando alle mie foto di gioventù.

C'è forse un punto che mi sfugge, in tutto questo pastrocchio.
Ovvero, SIAE con un passato oscuro e con questa idea che è - se non illegale - certamente controproducente per la sua stessa missione dichiarata.

Tuttavia.

Tuttavia, la minaccia non è al vento: ha inviato la richiesta di 1800 euro ad alcuni siti.
Minacciando una caccia alle streghe e di stanare tutti coloro i quali hanno messo un trailer. Quelle minacce di arrestare il vasto mondo della rete che si sa come vanno a finire - a pernacchie.

Tuttavia, la SIAE ha spedito delle lettere: quindi non sta sparando a pallettoni nel mucchio.
Ha pescato alcuni soggetti 'specifici' che pubblicano trailer - dierttamente o embedded da altri siti.
Sarebbe da vedere, appunto, ma i riceventi dell'ingiunzione, chi sono?
Non è che sul serio si tratta di gente che ha un 'lucro' - banalmente siti che spatacciando traliers pompano contatti-per-click con tutte le formuline e formulette che promettono $$$-for-webmasters? O che sono sponsorizzati dal negozietto di pupazzetti?
Insomma, siti che, sul serio fanno un gruzzolino sapendo che il trailer tira ed è aggratis?

Che, ripeto, l'approccio 've la faremo pagare a tutti' è illogico, ma questo non toglie che la cosa abbia un suo senso in certi casi.
Ma se metto un trailer sul mio tumblr, chi è il responsabile? io o tumblr?
Seguendo questa logica, perché non farsi pagare anche per gli spot? Gli spot sono pieni di musica, chi mette video contenenti spot deve assolutamente pagare la SIAE.
Devo assolutamente suggerire questa idea alla SIAE: potrebbero applicarla anche alle televisioni e farsi pagare perché trasmettono spot pieni di canzoni.
A leggere il comunicato della SIAE c'è da piangere e non poco.
Un trailer come strumento che un blogger cinefilo utilizza per arricchirsi... mah.... c'è chi pensava che fosse pubblicità gratuita e di qualità per le case discografiche, un servizio offerto al mondo del cinema in generale...

Ai blogger cinefili "casalinghi", a tutti quei siti da poche decine o centinaia di contatti al giorno, non resterà che togliere qualsiasi pubblicità - così viene meno lo scopo "commerciale" - o eliminare faticosamente tutti i trailer inseriti... è così o sbaglio?
Fabrizio Reale
http://cinemarecensionilab.blogspot.com
Estratto da Wikipedia; regole nate già vecchie, figuriamoci quanto possono risultare ottiuse oggi:
Gli autori che hanno scelto di rapportarsi nella forma di associati, hanno la facoltà, dietro opportuno pagamento, di registrare le proprie opere con uno pseudonimo od un nome d'arte. Non c'è vera e propria differenza etimologica tra i due termini, però, per la SIAE, lo pseudonimo è semplicemente un nome alternativo al proprio nome di battesimo, mentre il nome d'arte è un nome con il quale l'artista è conosciuto dai media ed dai propri fans. Tutelare le opere con un nome d'arte è più economico rispetto ad uno pseudonimo, però bisogna presentare una documentazione (articoli di giornale, siti web, dischi, locandine) che attesti che si è realmente conosciuti con quel nome d'arte.
Sono perfettamente d'accordo con l'articolo, la SIAE, secondo me, è una stortura del diritto d'autore (per usare un eufemismo), i miei amici musicisti (di professione) ne dicono anche peggio.

Però attenzione all'articolo de "l'Espresso", c'è un errore: quest'anno non c'è stata nessuna domenica 27!
Sarà solo un'imprecisione ma quando si muovono critiche è bene essere precisi.
La strada verso le assurdità è tutta in discesa in Italia...
Quando smetteremo di considerare la SIAE un ente che tutela i diritti di autore? La SIAE serve solo ed esclusivamente a fare cassa. Il resto non conta o conta il giusto. Quando io compro un qualsiasi supporto di memoria in Italia pago alla SIAE i danni presunti derivabili da pirateria ovver suppongono che siccome io scaricherò comunque roba protetta da diritto d'autore allora mi fanno pagare preventivamente. Allora scusate, siccome sono maschio e penedotato, in base allo stesso principio condannatemi per stupro... visto che gli strumenti per farlo li ho tutti... e poi visto che la SIAE l'ho già pagata allora dovrei essere libero di scaricare ciò che voglio... cosa che non avviene... L'unico modo per tutelare davvero gli autori è eliminare la SIAE
Mi pare che non tutti comprendano cosa è la Siae e come operi. La siae è un ente PUBBLICO. Chi si augura fallisca si rilegga il precedente maiuscolo. Sebbene in genere faccia prevalentemente l'interesse delle major, tutte iscritte a questo ente NON OBBLIGATORIO di tutela del diritto d'autore, l'unica cosa che fa SEMPRE è di tutelare i propri di interessi; non è un ente in grado di emanare leggi, nè di applicarle. Usa le leggi vigenti come randello, "inrepretandole" come cavolo gli pare. Pertanto: potrebbe non essere corretta l'applicazione della tutela come interpretata dalla siae: per saperlo dovete andare di fornte ad un giudice; ed è su questo che la siae conta... Secondo, certo che se linkate un video di Youtube non dovete pagare, ma intanto la siae vi manda l'ingiunzione, in forza del suo status di ente pubblico. Poi andate voi di fronte ad un giudice, contro un colosso pubblico colluso con le multinazionali dell'intrattenimento, come direbbe il complottista di turno.... Terzo, quando ha qualche dubbio o problema il direttore generale della siae alza il telefono e detta le modifiche alla legge che più comoda all'ente, e in parlamento i soliti noti obbediscono...
[quote-"Francesco"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/siae-pagare-per-mostrare-le-pubblicita.html#c4667863455718720820"]
Unacosa non capisco: Se io pubblico un video, oppure un trailer in cui però ci metto musica libera Creative Commons, magari scaricata da Jamendo... Pago lo stesso?
[/quote]

Certo che si. SIAE non ha idea di cosa sia creative commons. C'e' musica? Paghi. A conferma del commento #4 ti dico che quando noi suonavamo le nostre canzoni, dovevamo pagare la SIAE. Abbiamo chiesto la ragione, visto che le canzoni erano nostre. Siccome non eravamo iscritti alla SIAE avremmo dovuto inviare una cassetta con l'elenco le canzoni che avremmo suonato. Un esperto ne avrebbe verificato il non plagio (a che prezzo? boh!) e nel giro di qualche mese avremmo avuto l'autorizzazione a suonarli per quella serata. Abbiamo pagato i nostri bei diritti d'autore, per le nostre canzoni, che sono andati alla SIAE e in minima parte all'autore che, essendo noi ed essendo non registrati, sono invece finiti a Baglioni. Quindi Creative Commons? E se è un plagio della 'terra dei cachi'? Italia si, Italia no. Molto no!
Leggevo questo articolo su Daily Wired sulla scelta di Google di non rimuovere i video-scandalo della polizia.
Verso la fine dell'articolo (pag 2) si evince come la legislazione americana in materia di diffusione delle informazioni su internet (o quantomeno gran parte del codice in materia) sia risalente al 1986.

Parliamo ovviamente di due contesti differenti, però penso sia importante riflettere su questo argomento: da un lato l'arretratezza di mentalità di chi governa, dall'altro la troppa fretta del web che si evolve per i fatti suoi.

Volevo citarlo giusto per consolarci, non siamo soli ed informarsi bene di questi tempi può veramente far la differenza.
La serrata è una mossa perfetta ! la sostengo pienamente
E' almeno dal 1985 che dico che stanno sbagliando tutto.
Non voglio dire che non sia giusto pagare, anzi, ma spingere la gente verso l'illegalita' aumenta il livore che consente di "sentirsi in pace" sapendo di essere in torto.
Ad ogni anno che passa anziche capire proseguono nella direzione che hanno intrapreso, sbagliando, anni fa.
Notevole per un'industria nata per produrre dei "cosi" (i dischi) da regalare all'acquirente del grammofono....

http://allarovescia.blogspot.com/search/label/diriiti%20digitali
Credo che sia una pedante applicazione di una legge obsoleta.
Qualsiasi autore di musica capisce da sé che più siti mettono i trailer con la sua musica, più la gente l'ascolta. Anzi, lo capisce perfino un ciuco.
Non è che sul serio si tratta di gente che ha un 'lucro' - banalmente siti che spatacciando traliers pompano contatti-per-click con tutte le formuline e formulette che promettono $$$-for-webmasters? O che sono sponsorizzati dal negozietto di pupazzetti?
Insomma, siti che, sul serio fanno un gruzzolino sapendo che il trailer tira ed è aggratis?


Se esistono bisogna dagli il Nobel per l'Economia :D Nel senso che se riescono a farsi un gruzzolino in questo modo sono geniali: è praticamente impossibile...
[Accademia dei Pedanti mode ON]

Credo che sia una pedante applicazione di una legge obsoleta.

Non capisco: qui di pedanti non ce ne sono...

[Accademia dei Pedanti mode OFF]

LOLLISERRIMO!!! XD
Intanto, mentre noi simo bloccati da queste leggi ottocentesche, internet nel resto del mondo cresce. Tra leggi sulla rettifica e SIAE il prossimo business per gli italiani all estero sarà fornire servizi in rete per la madrepatria
Questa è l'ennesima prova di quanto questo paese stia cadendo a pezzi sotto il peso della burocrazia, dei balzelli vari, e di varie tipologie di parassiti sociali, che sopravvivono sulle spalle della società.

Forse Siae & C. sopravviveranno ancora un paio d'anni, ma quando ci ritroveremo nelle condizioni della Grecia, o peggio, voglio poi vedere se avrà ancora un senso avere Siae & C.


E' giunta l'ora che tutti quelli che vivono sulle spalle della società si mettano in testa che tra un paio d'anni dovranno iniziare ad andare a lavorare...
Mah, quello dei bambini puzza un pò. Parla di Chernobyl (Ucraina) e dopo dice che i bambini erano Bielorussi....
Segnalo che la SIAE ha "precisato" la faccenda dei 30 trailer, stabilendo che "fino a 30 video per un massimo di 10 ore" significa in realtà "fino a 30 video OPPURE a un massimo di 10 ore", evviva l'italiano. Aggiungono quindi che pubblicando trailer di 15/30 secondi (quando mai: i trailer in genere durano 2 minuti) si possono pubblicare fino a 200 trailer. Salvo che, ehm, 30 secondi per 200 NON FA dieci ore, 100 minuti, cioè un'ora e mezzo. Tutto ciò in un comunicato ufficiale sul loro sito.
Lavoro nell'ambito delle multisale. Già si paga una quota annuale alla Società Italiana Autorizzata all'Estorsione per poter mettere la musica nel cinema e poter proiettare i trailer sugli lcd. Devo informarmi se quella quota comprende anche quest'ultimo pizzo per i trailer sul sito oppure no.
Ho un dubbio: ma questa idiozia si applica anche a trailer esteri? Posso capire che il trailer italiano del film sia protetto dal diritto d'autore e che la SIAE possa rompere le scatole, ma se pubblico il trailer americano? Tecnicamente il copyright sul trailer americano è detenuto dalla casa distributrice americana del film e quindi la SIAE non dovrebbe centrarci nulla, no?

@Paolo:
Il rischio è che questo dazio venga usato per consentire alle case cinematografiche principali di fare cartello ed escludere gli indipendenti più di quanto non lo siano già dal circuito delle sale.

Cosa non così incredibile visto l'enorme successo "imprevisto" che hanno avuto diversi film indipendenti (Donnie Darko o The Man from Earth, per citarne due a caso) proprio grazie ad internet. Senza contare il danno (meritatissimo a mio parere) fatto dalla cattiva pubblicità su internet a film italiani come il prequel di Amici Miei.
Confindo nella rivouluzione digitale per relegare al più presto questa obsolescenza sociale all'oblio che si è guadagnata.
Grande Paolo!
Questa è una legge perfettamente in linea con quella pagata all'acquisto di tutti i supporti informatici, indipendentemente dal loro uso effettivo. Evidentemente questi idioti hanno degli ammiratori all'interno delle case discografiche.
Mi chiedo, come ridistribuiscono i proventi di queste tasse? Se componessi una canzone e la registrassi presso la SIAE avrei diritto a una percentuale di questi proventi?
"Detto da uno che si firma con il nome di un personaggio coperto dal copyright, è abbastanza ironico :-)"

'John Titor' è protetto da copyright? E chi è il detentore del diritto? o_O
La SIAE ha sempre e soltanto tutelato se stessa.
E', mi ripeto, una di quelle istituzioni italiote la cui eliminazione farebbe bene sopratutto agli autori.
Perché la SIAE deve guadagnare se compro un CD su cui mettere le foto ricordo del mio compleanno?
Che senso ha chiedere i diritti d'autore per una festicciola delle elementari?
La SIAE è in realtà una delle tante "caste" che si giustificano per mantenere se stesse.
Tra l'altro più i film sono pubblicizati, più incassa la SIAE dai biglietti venduti. Questo dimostra la miopia di certi burocrati.
@Alberto:
Verissimo, la SIAE non sa cosa sia il creative commons. In una chiacchierata informale amici del Firenze Linux User Group tentavano disperatamente di spiegare come funzionasse la distribuzione di CD di installazione di Linux, che si fa regolarmente alle varie manifestazioni. Dopo un'ora ci ha chiesto: "Ma se non ci mettete un bollino SIAE come fate a capire quali sono i CD Linux autentici e quali le copie?" Ci abbiamo rinunciato.
L'impero SIAE dà spietatamente la caccia ai ribelli, ma la Scamorza è con loro.
C’è qualche lettore del Disinformatico che sia ferrato in diritto commerciale o cose simili? Esiste un qualche appiglio, un qualche status legale della pubblicità che impedisca l’applicazione di una richiesta simile? Alla fine lo scopo della pubblicità è la maggiore diffusione possibile, o no?

Mi chiedo come reagiranno le case cinematografiche, che sono quelle più danneggiate da questa mossa. Metto i miei occhialini rosa, e immagino che questa mossa geniale della SIAE abbia scatenato qualche potente entità, che si metterà in marcia e finalmente distruggerà questo vecchissimo pachiderma, troppo vecchio per continuare a vivere, ma ancora troppo grande per essere neutralizzato con facilità. Spero di assistere, nel corso della mia vita, alla sparizione della SIAE. Prometto che quel giorno comprerò una bottiglia di champagne e festeggerò.
Domanda: io sono un "regista" di cortometraggi amatoriali che non avranno mai una distribuzione e mi faccio le musiche da solo, o al limite me le faccio comporre da mio fratello, entrambi NON siamo iscritti alla SIAE, quindi, se poi apro un sito e ci metto i TRAILERS dei miei corti ( così , tanto per farmi conoscere in giro ), la SIAE può chiedermi i famosi 1800 euro per delle musiche composte da me stesso e prive di diritti d'autore? Non credo... E se li pubblica qualcun'altro?
l'omicidio lo puniamo perchè dannaggia la società (che è fatta dai suoi individui). non è che ci voglia tanto per trovargli un motivo non insito nella "legge della natura" per vietarlo.....
'John Titor' è protetto da copyright? E chi è il detentore del diritto? o_O

Se non ho perso qualche sviluppo, è ancora sotto copyright dell'avvocato che ha tutti i diritti del libro e della storia. Dovrebbe essere indicato nei miei appunti pubblici sulla vicenda Titor.
l'omicidio lo puniamo perchè dannaggia la società (che è fatta dai suoi individui). non è che ci voglia tanto per trovargli un motivo non insito nella "legge della natura" per vietarlo.....

E quale sarebbe, di grazia, questo danno?
Mah, quello dei bambini puzza un pò. Parla di Chernobyl (Ucraina) e dopo dice che i bambini erano Bielorussi....

C'è una spiegazione geografica... Černobyl' è al confine tra Ucraina e Bielorussia (e vicino anche alla Russia).

E, come si sa, i confini nazionali sono solo per gli umani...
I diritti d'autore dovrebbero essere detenuti da Lawrence Larry Haber. Inoltre esiste anche una John Titor foundation: The John Titor Foundation
Luigi: a quanto mi pare di aver capito, qua non sono in discussione i diritti d'autore ma diritti di distribuzione. Vi sono infatti diverse tipologie di diritti: i diritti d'autore (se non sbaglio anche detti diritti d'uso) che vengono pagati per l'USO e vanno all'autore (beh dovrebbero) e quelli, separati, per la distribuzione, che vanno ovviamente al distributore. Almeno a quanto mi ricordo io.

In rete si trova diverso materiale: http://www.fupress.com/detail.asp?idn=20
Alexandre, non hai bisogno di un appiglio legale per impedire l’applicazione di una richiesta simile. Se ti arriva la richiesta la rimbalzi indietro, con una bella raccomandata (cartacea, mica ce l'hanno loro la pec...) e la Siae dopo deciderà se citarti o meno in giudizio. La Siae non è la polizia o l'agenzia delle entrate, è un ente privo di forza di coercizione autonoma. Non è neanche un authority o una di quelle entità che abbiamo scimmiottato da paesi più civili dei nostri per far finta di esserlo. La cosa funziona così: un qualche "apparentemente pensante" in parlamento scrive una legge sul diritto d'autore. La Siae, in forza del suo status di rappresentatnte degli "aventi diritto d'autore" dice: "sai che c'è? Dammi 1800 euro e la facciamo finita qua con i diritti dei trailer". Tu semplicemente gli dici: "vaffanculo" (si può usare questa locuzione tecnica del diritto?). Poi loro decidono se citarti per violazione del diritto d'autore. Se intendi farlo ti consiglio di guardarti preventivamente in giro alla ricerca di qualche associazione o movimento che possa darti appoggio mediatico, legale e magari economico. Io posso consigliarti Agorà digitale. Che consiglio a tutti i frequentatori di questo blog, per simili tematiche...
Vedo nella mia sfera di cristallo la prossima richiesta della SIAE: la richiesta di pagamento per equo compenso a tutti quei siti e blog che hanno le web radio tra i gadget offerti ai visitatori, e a tutti quei siti e blog che embeddano i video musicali da youtube.

Dite che ci vorrà molto perché ciò accada?
Segnalo questo articolo dal sito rai.it: IL SOTTOFONDO DELLA SIAE
Ciao a Tutti !

Probabilmente lo ho già postato ma siccome "Repetita Juve" come diceva un mio amico bianconero ... ecco il link ad una vecchia puntata di Report sulla SIAE ... da guardare con una opportuna dose di malox a portata di mano ...
http://tinyurl.com/6j28gpj
Vabbè gente la butto lì ma a me la Siae puzza tanto di Mafia e lo argomento subito : ciò che fà sui balzelli sui trailer ed ora sui blog dei film è pura estorsione
@AFMCrime

Non è così facile: il bollino SIAE è equiparato a un tributo (cfr. link). E quindi una qualsiasi vertenza è trattata davanti alla Commissione Tributaria Provinciale (il fisco insomma... non è molto intelligente mettersi contro il fisco...)

Anche quello in oggetto è un tributo? Non lo so, bisognerebbe chiedere a un avvocato.

http://www.fiscoediritto.it/?page_id=3062
datemi pure del complottista, ma... meno pubblicità sul web ai film=PROBLEMA per i produttori= e ora dove faccio la pubblicità al film? IN TV! ovvio! ovvero sulla TV che, nonostante tutte le leggi a favore di "quelle" tv (canone ridicolo di concessione delle frequenze ad es.), stanno perdono introiti pubblicitari e valore in Borsa! una sola consolazione: su "lazarillo" il copyright è scaduto da un bel po' e anche l'autore era un "luther blissett" ante litteram
@whale_hunter
L'articolo de "L'Espresso" dovrebbe essere del settembre 2006. Il 27.08.06 era una domenica.
Seguendo questo link ( http://www.paginatre.it/online/2006/09/11/144/ ) viene citato come ripreso da Repubblica.it (ambedue del Gruppo Editoriale L'Espresso S.p.A. )
A completamento dei commenti #4 e #79 vorrei aggiungere che, iscritto alla SIAE, quando suonavo vent'anni fa (ma non penso sia cambiato qualcosa) per ogni concerto non solo dovevamo indicare i brani (tutti nostri) che avremmo suonato ma anche la scaletta dei bis pagando anche su questi i relativi diritti.
E' una gran zappata sui piedi ma sempre meglio di trovarsi un aspide (cit.) che bussa alla porta di casa..
"Il diritto d'autore vale in rete come ovunque"-- ovvio, ma siamo sicuri che valga anche in questo caso? 1) si tratta di materiale promozionale, e come tale distribuito ovunque nel mondo in 'fair use'; 2) gli autori sono già stati pagati varie volte; 3) i trailer sono usati a corredo di articoli e quindi vale il principio di citazione, perché il trailer è un brano di un film, non un'opera; 4) le musiche usate nei trailer sono solo frammenti; 5) per i trailer in streaming da YouTube ha già pagato YouTube. Non basta tirare fuori i principi base come fa la SIAE. Bisogna analizzare nel dettaglio. E nel dettaglio c'è un sacco di roba contestabile.
"la SIAE non fa nulla che non le sia permesso dalle norme vigenti" -- vallo a dire alle migliaia di artisti che la SIAE non paga coprendosi di debiti (siamo vicini al miliardo di euro) mentre spende cifre impressionanti per mantenere il suo carrozzone.
"Nessuno è obbligato a pubblicare materiale coperto da copyright violando la legge. Se proprio vogliamo fare qualcosa di buono, diffondiamo la cultura del creative commons, che è troppo poco nota" Prima di tutto, nessuno pubblica materiale coperto da copyright violando la legge; i trailer cinematografici vendono forniti gratuitamente ai siti dalle agenzie stampa delle case cinematografiche. Secondo, vai pure tu a spiegare alla SIAE cosa sono creative commons e public domain, perché la SIAE non ne conosce il significato. Se ti metti in piazza a cantare Fra Martino Campanaro - o un brano musicale composto da te al momento, se preferisci - ti fanno pagare quando secondo loro è dovuto.
S*
Un episodio realmente accaduto alcuni anni or sono.
L'università per cui lavoro decise di realizzare un cd di presentazione dei propri corsi al posto della solita carta.
Al momento della stampa del cd lo stampatore ci chiese se avevamo i bollini siae.
Cercai la legge e scoprii che scuole ed altri enti non a scopo di lucro erano esenti dal pagamento.
Iniziarono quindi una serie di telefonate a siae per chiarire il problema.
Da notare che il cd era tutto di nostra produzione e realizzato utilizzando software tutti regolarmente licenziati, inoltre non conteneva musica di alcun tipo.
Non era ben chiaro quindi, anche non fossimo stati esenti per legge, a chi dovevamo pagare diritti di copyright inesistenti.
Nell'ultima telefonata con siae dissero che avremmo dovuto inviargli un fax spiegando che ci retenevamo esenti dal bollino, la mia reazione fu immediata. Gli risposi che trovavo illogico ed assurdo spiegare a loro le leggi che li riguardavano cosi ribaltai il problema dicendogli che sarebbero stati loro a dover inviare un fax a noi dicendo che se ne fregavano altamente delle leggi italiane e che pretendevano l'acquisto dei loro bollini.
Quel fax non arrivò mai e noi pubblicammo tranquillamente il cd. Nessuno della siae ci denunciò.
Sicuramente non sono state le mie parole ad intimorirli ma piuttosto la nostra potenza legale, grazie alla facoltà di giurisprudenza, li convinse che era meglio lasciar perdere.

Purtroppo in tanti altri casi,specialmente con i privati cittadini, riescono a vincere loro, ma proprio su questo che contano. Tante volte le peresone per non subire cause inutili è costretta a sottostare ai loro ricatti vergognosi.
Anche solo per il fatto essere una associazione che commette azioni di questo tipo dovrebbe essere abolita.
@Turz
L'impero SIAE dà spietatamente la caccia ai ribelli, ma la Scamorza è con loro

Vero, la SIAE sottovaluta il potere della Scamorza, per loro "Sono solo canzonette", and nothing else matters.

(@Locomotiva: visto che siamo in tanti, qui, a seguire le Vie della Scamorza?)
Nothing Else Matters

O come chiosava Masini, "E chi se neeee fregaaaa...."
O come chiosava Masini, "E chi se neeee fregaaaa...."

:-(


Van Fanel, ma tu dove abiti? :)
Scusate la mia ignoranza, ve ne prego, ma, la casa cinematografica che produce il trailer, non ha già pagato i diritti d'autore sulla colonna sonora utilizzata nel trailer stesso?
Se si, perchè devo pagarla anche io che ascolto?

E sempre per assurdo, se io faccio uno spettacolo, per cui vengo pagato, in cui "fischietto" motivetti da canzoni coperte da copyright, devo pagare la SIAE?

Ma stiamo scherzando?
Van Fanel, ma tu dove abiti? :)

Su Tatooine, alla fattoria di Zio Cazzio, ovviamente!

(Nota: per chi non avesse capito, il collegamento tra SIAE, ribelli, Vie della Scamorza, "Sono solo canzonette", Tatooine, Metallica e Masini è Star Whores, ridoppiaggio di Guerre Stellari ad opera di Carlo "CarlettoFX" Sagradini)
E sempre per assurdo, se io faccio uno spettacolo, per cui vengo pagato, in cui "fischietto" motivetti da canzoni coperte da copyright, devo pagare la SIAE?

Sì.
@Sauro
Ma stiamo scherzando?

A proposito di SIAE e scherzi, mi ricordo un pesce d'aprile del nostro Paolo, ma a volte la realtà supera la fantasia...
Ci terrei proprio a sapere dove finisce questo fiume di denaro e con quali criteri sono stimati i corrispettivi. Si tratta di un ente potente e organizzatissimo che chiede soldi anche per le festicciole tra amici di 20 persone e ha un esercito di spie su facebook..peggio dei servizi segreti.
centrarci
Questa non la sentivo dalle elementari :-)
LOL!
Wow, la pulzella d'Orleans ha osato! :))))
Caro Paolo, Non so se qualcuno qua lo ha già detto, ma la amara verità è che per i nostri (sic) legislatori (Trogloditi) internet è una spina nel fianco, in quanto libera e difficilmente controllabile e questo non è altro che un ulteriore tentativo di imbavagliarla!!
Adriano Esposito ha commentato:
Wow, la pulzella d'Orleans ha osato! :))))

?
@oui
Beata te
Ma la SIAE non deve pagare i diritti d'autore ai comici quando fa simili uscite?!
?

Ma com'è che ti devi sempre fare spiegare tutto :-(((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((
ma la amara verità è che per i nostri (sic) legislatori (Trogloditi) internet è una spina nel fianco, in quanto libera e difficilmente controllabile e questo non è altro che un ulteriore tentativo di imbavagliarla!

Teoria del complotto STOP Usare Rasoio di Occam STOP Avidità di SIAE spiegazione più semplice STOP
quello dei bambini puzza un pò. Parla di Chernobyl (Ucraina) e dopo dice che i bambini erano Bielorussi....

La Bielorussia, complici i venti di quel giorno, è il paese che fu colpito maggiormente dai danni dell'esplosione del reattore n°4 di Chernobyl, che si trova quasi sul confine.

Esistono molte organizzazioni no-profit in Italia che si occupano di accogliere i bambini bielorussi per un mese l'anno, sufficiente a ridurre dal 30% al 50% del cesio 137 assorbito nel corso dell'anno.

Se vuoi, ti do altre informazioni: è un'iniziativa che dà molto ai bambini, in termini di salute e di esperienza di vita, ma che dà altrettanto alle famiglie che li ospitano, in termini di umanità.
Ma com'è che ti devi sempre fare spiegare tutto :-(((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((
LOL, senti chi parla :-)

@Van Fanel:
io ho addirittura sentito dire "che cicentra", ma era pur sempre una bambina :-)
Dei geni...veramente dei geni...di fronte a queste persone c'è solo da togliersi il cappello e applaudire
Paolo, sei stato citato...

http://www.cineblog.it/post/31831/tassa-siae-sui-trailer-interviene-paolo-attivissimo?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+cineblog%2Fit+%28cineblog%29
Mi sembra giusto far pagare a siti commerciali. Francamente non vedo il problema, non si parla di Blog, ma di siti che hanno un fatturato. Funziona così anche in Germania, per avere l'autorizzazione a pubblicare contenuti coperti da diritto d'autore devi pagare la GEMA, anche su Internet. Non è che per il fatto che Internet sia libero, allora tutti possono ascoltare a buffo. Se vi piace ascoltare musica allora difendete gli autori che vivono della loro musica.
Fabrizio, temo tu non abbia ben compreso la questione.

Qui si vuole che si paghi un tot alla SIAE (non agli autori, è diverso, cfr. meccanismo distributivo della SIAE) nel caso si pubblichini i trailer, cioè gli spot promozionali dei film.

Ma non si vuole che si paghi per la pubblicazione dei trailer in sé, ma per la presenza di musiche nei trailer (quindi se si prende un trailer, si rimuove l'audio e lo si pubblica non si deve pagare nulla).

Allora, mi chiedo, perché non fare lo stesso con gli altri inserti pubblicitari? Ci sono inserti che hanno delle musiche, per es. i video promozionali sui siti d'informazione: perché la SIAE non chiede denari ai siti che li pubblicano?
Ma scusa se io importo il trailer americano e non italiano loro che diritto hanno su quel trailer? Nessuno credo. O sbaglio?
I diritti d'autore di qualsivoglia opera sono competenza della SIAE, non importa se siano del Bangladesh, degli USA o dell'Italia.
Paolo,
potresti confermare che il fatto raccontato nell'articolo dell'Espresso che linki in questo post, la storia dei bambini di Chernobyl multati, è autentico ed è accaduto grossomodo con queste modalità?

Te l'avevo già chiesto in un altro commento, in una discussione in cui qualcuno l'aveva etichettato come bufala senza se e senza ma.

Questo è l'altro post in cui se ne parla:
http://attivissimo.blogspot.com/2012/01/anche-fileserve-e-videobb-chiudono.html
Ciao Bub,

per pure e semplice amor tuo ho cercato un po' qui e lì, e pare proprio che l'articolo pubblicato dai cialtrornalisti dell'Espresso/Repubblica sia una delle loro solite manovre speculative contro chi non gli piace. Questa ultima è una mia opinione personale, naturalmente...

Opinione scaturita dal fatto che su Internet ho trovato questa precisazione sulla vicenda, che però NON SONO RIUSCITO A TROVARE né sul sito della Repubblica né sul sito dell'Espresso.

Articolo di Punto Informatico
Questa però, ne converrai, è una perla di rara bellezza:

"non è dovuto alcun compenso se fischietto sotto la doccia"
[quote-"Adriano Esposito"-"/2011/10/siae-pagare-per-mostrare-le-pubblicita.html#c5117390324310932939"]
Opinione scaturita dal fatto che su Internet ho trovato questa precisazione sulla vicenda, che però NON SONO RIUSCITO A TROVARE né sul sito della Repubblica né sul sito dell'Espresso.
[/quote]

A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca, quasi sempre ma non sempre :P

Io, giovane avvocato e le selezioni all' Aqp
Bravo! Io l'ho cercata, ma non sono riuscito a trovarla.

Hai notato che è la rubrica delle lettere pubblicate (infatti in calce ci sono altre lettere)? Mai fare un articolo di rettifica... 'tacci loro :)
Sì e mi aspettavo una tua replica su questo fatto.

Che ti devo dire? Ancora sto aspettanto una rettifica dal "Fatto" sul fatto che "noi", qui, prendiamo a pedate nel posteriore "voi" che siete qui.

Purtroppo i giornali hanno perso l'abitudine di pubblicare articoli basati sui fatti e pubblicano solo articoli basati su opinioni.

Non puoi mica pretendere che un giornalaio rettifichi una sua opinione, e che c..... :-)