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40 commenti

Nuove immagini da Curiosity

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ieri notte (ora italiana) c'è stata una nuova conferenza stampa per il rilascio di ulteriori immagini da Marte che mostrano le fasi della discesa di Curiosity. Per ora si tratta di versioni a bassa risoluzione perché i sistemi di trasmissione dati da Curiosity non sono ancora stati attivati a pieno regime e quindi la quantità di dati trasmissibile è ridotta. Versioni a risoluzione maggiore arriveranno nei prossimi giorni. Intanto, però, guardate questa foto:


Mostra lo scudo termico di Curiosity, sganciato durante la discesa con paracadute nella tenue atmosfera marziana, visto dalla fotocamera di atterraggio MARDI. Questa fotocamera non è decorativa e la foto non è stata scattata solo perché è cool: lo è, certo, ma ha anche la funzione molto concreta di risolvere il problema della localizzazione precisa di Curiosity sul suolo marziano, indispensabile per decidere da che parte dirigerla quando inizierà a spostarsi e per puntare correttamente le antenne di trasmissione dati verso la Terra.

MARDI infatti ha scattato una serie di immagini ad alta risoluzione durante la discesa, al ritmo di quattro al secondo. Guardandole in sequenza si ottiene una zoomata che viene correlata con le foto preesistenti della zona del cratere Gale dove è atterrata Curiosity, ottenendo una localizzazione precisa a meno di un metro. Senza GPS. Su Marte.

Da questa serie d'immagini traggo anche questa, che mostra la polvere marziana che inizia a essere sollevata dai razzi della gru volante dalla quale è stata poi calata Curiosity:


C'è anche un video preliminare che mostra tutte le immagini in sequenza:


Come se non fosse già così un risultato spettacolare, la sonda MRO, da 340 chilometri di distanza, ha catturato l'immagine non solo di Curiosity che scende sotto il proprio paracadute, ma anche dello scudo termico che sta cadendo:


Bad Astronomy ha un'immagine che mostra entrambi i componenti:


Poche ore dopo che avevo scritto la prima stesura di questo articolo è stata segnalata da Emily Lakdawalla di Planetary.org la prima immagine ad alta risoluzione della fotocamera di discesa MARDI, che mostra lo scudo termico mentre precipita. Cliccatevi sopra per vederla alla sua risoluzione originale.



Fantastico. E il meglio deve ancora arrivare: immagini ad alta risoluzione, analisi delle rocce alluvionali della zona, e chissà cos'altro. Perché l'esperienza spaziale insegna che c'è sempre qualcosa di inatteso da scoprire.
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Commenti
Commenti (40)
Ho visto il video della discesa stamane sul sito del MSL, davvero spettacolare. E c'era anche l'immagine dello scudo termico. Però non avevo ancora trovato quella complessiva, che rende benissimo l'idea di quanto siano ancora perfettamente operativi i sensori a bordo della sonda MRO!

Non vedo l'ora di avere il primo panorama a colori!!
E non vedo l'ora che cominci a lavorare sul serio :P
http://www.nasa.gov/images/content/674077main_PIA15691-43_428-321.jpg

La prima immagine a colori del panorama che vede Curiosity!
Ho avuto la fortuna di vedermi i 7 minuti di terrore in diretta in pieno pomeriggio durante la pausa caffe' in ufficio. Bel pezzo di storia. Essere a testa in giu' ha certi vantaggi. Un saluto da Melbourne
Una cosa non mi e' chiara.
Hanno anche messo un microfono? Sarebbe affascinante ascoltare il suono marziano.
Una sola parola: FANTASTICO!
In realtà di immagini ne arrivano già parecchie, come testimonia questo blog:
http://curiositycam.tumblr.com/

:-)
Spettacolare veramente!
Il video va guardato a 720 p altrimenti non si capisce niente ;)
Stupefacente!
Mmmm tu dici che venivano scattate le foto con il ritmo di una ogni 4 secondi, io invece avevo letto un'altra notizia dove veniva detto che erano prese immagini 1920x1200 con la cadenza di 4 al secondo... E tanto per essere ancora piu' sicuri di quale sia il dato giusto, sul video presente secondo i dati che sono presenti all'inizio il framerate sembra di 2 al secondo (2 minuti e mezzo = 150s, 297 frame -> circa 2 al secondo)...
Matteo,

errore mio: sono 4 al secondo, non 1 ogni 4 s: "MArDi will record the video on its own 8 gigabyte flash memory, at about four frames per second and close to 1,600 by 1,200 pixels per frame" (dal Press Kit NASA).

Ho corretto l'articolo, grazie!
Roberto,

no, non c'è un microfono.
Davvero spettacolare!

Però, cazzarola, un microfono avrebbero potuto metterlo, non credo avrebbe contribuito così significativamente ad aumentare il peso e avrebbe potuto avere anche una rilevanza scientifica, oltre che un fascino indicibile :D
Non essendoci aria non credo il suono si propaghi su Marte quindi un microfono sarebbe inutile...ho sempre immaginato lo spazio come un "vuoto sonoro"...a causa dell'assenza di ossigeno e quindi di suoni "convenzionali"appunto. Poi non sono ferratissimo in materia, ma probabilmente ci saranno altri tipi di suoni su altre frequenze ma a questo punto non penso si chiamerebbe più "suono"; non così come lo intendiamo noi. Sbaglio?
http://www.youtube.com/watch?v=8AoAJOF5GVQ

:-)
Un satellite che fa una foto di una "smart" appesa a un paracadute mentre scende su... Marte!
Oddio che libidine!
Ciao Paolo, magari ho perso io un post in cui ne parli già e me ne scuso, ma che ne diresti di approfondire (o indicarci dove reperire info) sul perché una sonda lanciata nel 2012 debbe avere un processore PowerPC usato anni fa sui Mac e non un processore di ultima generazione? Problema di consumi?

Grazie
@Pax: "Essere a testa in giu' ha certi vantaggi. Un saluto da Melbourne"

be', in realta' non e' l'essere a testa in giu' che te lo ha permesso ma il fatto di essere sul meridiano giusto... :)

Comunque... una cosa che vedo spesso riportata male su quotidiani e siti internet e' che la missione di Curiosity e' quella di "cercare la vita su Marte", cosa che non e' affatto vera. Se ci fossero formiche o mastodonti :) al massimo li potrebbe inquadrare con una delle sue 17 telecamere, ma i suoi strumenti non sarebbero neanche in grado di verificare se sotto di se ci fosse una coltura batterica. In realta' Curiosity e' su Marte, anzi in quella zona precisa di Marte, per verificare se ci sono, o ci sono state, le condizioni fondamentali per la vita: acqua, carbonio, metano, etc.

Un'altra cosa non corretta che ho visto e' l'idea che il metodo EDL (entry, descent and landing) di Curiosity possa essere usato per future missioni umane. In realta' se uno mette a confronto il modulo di discesa MSL e Viking vede che la loro sagoma e' IDENTICA. Solo che MSL e' un po' piu' grande. Anche il paracadute ipersonico e' una versione scalata di Viking. Onore al merito di gente che ha praticamente disegnato cose, con le tecnologie di allora, che vengono usate quasi 40 anni dopo.

Questa tecnica, sviluppata negli anni '70, e' stata "stirata" per farci entrare Curiosity, ma non sarebbe utilizzabile nemmeno per una capsula di sole 2 tons, invece di 1, figuriamoci per una di 60-100 tons richiesti per una spedizione umana. La ragione e' semplice: il paracadute ipersonico puo' entrare in funzione solo a velocita' inferiori a Mach 2. Ma mano a mano che aumenta la massa la transizione avviene piu' tardi (esattamente come un sasso grosso gettato in una vasca rallenta piu' lentamente di uno piccolo). Per una capsula di 4 tonnellate avverrebbe addirittura al livello del suolo, decisamente troppo tardi.

Quindi ci vogliono tecniche che impieghino retrorazzi ipersonici, che richiedono un quantitativo di carburante enorme.

La realta' e' che a tutt'oggi non esistono tecniche conosciute di EDL per oggetti solo un po' piu' grandi di Curiosity. Si dovra' ripartire completamente da capo, sia con la teoria, che con la tecnica che con la sperimentazione. A risky (and expensive) business.
"Non essendoci aria non credo il suono si propaghi su Marte quindi un microfono sarebbe inutile..."

Un microfono era previsto sul Mars Polar Lander. E' vero che l'atmosfera marziana e' sottile, ma e' anche vero che puo' creare dune e piccoli tornado, abbastanza per trasportare suoni. Inoltre puo' percepire i suoni trasmessi dalla struttura stessa del lander (granelli di polvere che la urtano, etc.).

Microfoni ci saranno su altre sonde su Marte. Nel caso di Curiosity non era considerato nell'obiettivo del progetto. Ricordiamoci che aggiungere un microfono significa:
- aggiungere abbastanza memoria da registrare suoni (che ne richiedono abbastanza).
- aggiungere capacita' di trasmissione su canali gia' saturati
- aggiungere complessita' al software e all'interfaccia
- aggiungere componenti come amplificatori, interruttori, etc.
- aggiungere test, verifiche, disegni, lavoro, etc.
- aggiungere RISCHI derivanti da guasti in tutti i componenti precedenti.
"Notevole, veramente notevole!", per citare un signore dentro un'armatura scura scura (no, non è il primo Iron Man!)... E pensare che oggi mi son divorato il libro di Paolo Nespoli uscito il mese scorso (http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?isbn=978880461440), l'atterraggio senza equipaggio è senz'altro meglio ;-))
Non di solo Marte vive l'uomo...
Ti preferisco quando tratti di cose terrestri, ma non per questo non ammiro la tua passione.
Scendi da quell'orbita, ogni tanto :-)
Andrea.
[quote-"Kaneda"-"/2012/08/nuove-immagini-da-curiosity.html#c2013282516891606471"]
Ciao Paolo, magari ho perso io un post in cui ne parli già e me ne scuso, ma che ne diresti di approfondire (o indicarci dove reperire info) sul perché una sonda lanciata nel 2012 debbe avere un processore PowerPC usato anni fa sui Mac e non un processore di ultima generazione? Problema di consumi?

Grazie
[/quote]
Qui ne parlano un po', anche se non in modo proprio serissimo e professionale, pero' da' un'idea :)
Ecco un articolo di approfondimento sulla CPU di Curiosity:
http://www.melablog.it/post/27419/tecnologie-apple-nella-sonda-curiosity-approdata-su-marte
Kaneda,

quelle CPU sono "radiation-hardened". Sono derivate da quelle normali, alle quali sono in genere sostituibili, per limitare i costi di sviluppo, ma sono profondamente diverse, costruite con materiali diversi e con logiche ridondanti. Inoltre richiedono un lungo processo di verifica che richiede anni, e di solito le specifiche di un progetto spaziale vengono "congelate" all'inizio del progetto, magari una decade prima.

Il problema e' che le componenti elettroniche standard sono sensibili alle radiazioni. E' stato ipotizzato che la sonda russa Phobos-Grunt per esempio e' stata danneggiata proprio dal fatto che non impiegava componenti space-rated (sebbene la causa piu' probabile sembra piuttosto un bug s/w).

Di queste componenti se ne producono una certa quantita' che poi viene usata a lungo, non solo nello spazio ma in tutti gli ambienti dove ci possono essere radiazioni ionizzanti. Il costo esatto di questa CPU non lo conosco ma puo' essere di centinaia di migliaia di USD a unita'. Gran parte del costo e' investimento, quindi meno se ne producono piu' il costo per unita' aumenta. Il fatto che la tua CPU costa poco e' dovuto al fatto che ne vengono vendute milioni, altrimenti costerebbe piu' di un'automobile. D'altra parte non c'e' bisogno di avere state-of-the-art CPU a bordo di sistemi dedicati, dato che i programmi sono ridotti all'osso e non richiedono sistemi operativi GUI che passano gran parte del loro tempo gestendo l'I/O su video e tastiera... Non possono essere nemmeno esportate a causa di una legge USA, la famigerata ITAR che tanti guai a provocato a molte collaborazioni con gli USA (incluso il progetto dove lavoro).
Scusate se mi ripeto (l'ho già twittato a Paolo)... ma io NON CAPISCO quelli che hanno messo "pollice verso=non mi piace" su Youtube al video della discesa. Cosa si aspettavano, i Transformers? "Venusia! Lanciami i componenti!"?!?
Una delle ultime immagini inviate dal rover:

https://fbcdn-sphotos-f-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc7/394706_457618864273068_1399359912_n.jpg
@Kaneda
Per quello che ne so, l'utilizzo di elementi apparentemente "obsoleti" è preferibile perché di essi se ne conosce bene il funzionamento e l'affidabilità, essendo stati testati per n-mila ore in condizioni d'esercizio di tutti i tipi (compreso l'essere stati portati in orbita per verificarne il funzionamento in situazione critica). Non si può dire lo stesso per le tecnologie nuove: immaginati di sentire, nel momento cruciale, un tecnico che dice "Toh, questo difetto del microporcessore non lo conoscevamo! Abbiamo imparato qualcosa anche oggi, e ci è costata solo la missione su Marte!"
"Non di solo Marte vive l'uomo...
Ti preferisco quando tratti di cose terrestri, ma non per questo non ammiro la tua passione.
Scendi da quell'orbita, ogni tanto :-)
Andrea. "

Io invece lo preferisco nettamente quando tratta di cose spaziali.

De gustibus :D
@Kaneda: nello spazio non si lanciano mai componenti di ultima generazione, ma sempre collaudate da qualche anno, per essere sicuri di non scoprirci bug dopo aver fatto il lancio.

Poi c'è il fatto che i tempi per preparare la missione non sono corti, e anche scegliendo un processore recentissimo ora di quando la missione arriva a destinazione in confronto ai prodotti di consumo può sembrare superato (ma se si è abituati al mercato embedded ci si accorge che non lo è).

E infine, sospetto che come al solito il collo di bottiglia sia nel trasferimento dati, non nel processore: è inutile essere in grado di elaborare chissà cosa se poi il collegamento con la Terra non è in grado di ricevere i risultati di tutte le operazioni.
La Lakdawalla e' sicuramente Miss Eufemismo, dato parlando della prima foto ad alta risoluzione di MARDI riesce a dire "heck" e "darned".... :-)
"Una delle ultime immagini inviate dal rover:

https://fbcdn-sphotos-f-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc7/394706_457618864273068_1399359912_n.jpg "

ROTFL! :D
Confermo le risposte già date @ Kaneda da Chtorrian e Elena, sull'uso di microprocessori non di ultima generazione.
Lo spiega molto bene Paolo Nespoli nel suo libro.
Grazie a tutti per le risposte. Facendo ulteriori ricerche ho letto del sistema operativo usato su Opportyity (che ha 35 anni) e che effettivamente non avrebbe funzionato su processori di ultima generazione.
Il video della discesa è fantastico, solo mi fa venire un dubbio: ma come, non hanno usato lo sky crane per evitare che il rover si riempisse di polvere? Dalle immagini di povere ne ha sollevata eccome!
Non potevano fare come l'apollo 11 che tenendo acceso il motore per un po' dopo l'atterraggio ha ripulito completamente il LEM dalla polvere?
Ho trovato perchè non hanno usato un motore attaccato al rover, ma lo skycrane:

http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2012/30jul_skycrane/
"With a payload this size, [...] the rockets could excavate craters Curiosity would have to avoid as it drives away. Add to that the risk of a big, heavy vehicle driving down off the lander via an exit ramp to reach the surface."
Finalmente una spiegazione coerente e completa del perche' di questa scelta. Grazie Lo Scettico, da questa soluzione non si esce! Tra l'altro questo forse spiega perche' non hanno usato 3 thruster invece di 4, con tutto quel che segue in termini di complessita' del controllo d'assetto, peso e rischi aggiuntivi:
1. per ridurre la potenza unitaria di ogni thruster (meno potenza, meno buche...)
2. e per lasciare un corridoio libero da crateri davanti al rover.

@illustrAutori: acquistato proprio oggi il libro di Nespoli dopo la tua segnalazione. Confermo: si fa divorare! Grazie :-)
@illustrAutori: finito! Molto godibile, grazie per la segnalazione.