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2016/12/23

Cose informatiche da non fare in volo: far credere di avere un Samsung Galaxy Note 7 “incendiario”

Credit: PhoneArena.
L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2016/12/27 13:25.

 Il 20 dicembre scorso il volo 358 della Virgin America da San Francisco a Boston è stato il teatro di un problema di telefonia mobile piuttosto insolito. Un passeggero, Lucas Wojciechowski, stava cercando il Wi-Fi di bordo con il proprio computer quando si è accorto che a bordo c’era, oltre al Wi-Fi standard, un’altra rete senza fili di nome Samsung Galaxy Note7_1097.

Un nome che mette i brividi, visto che il Samsung Galaxy Note 7 è stato vietato a bordo degli aerei di linea statunitensi dal Dipartimento dei Trasporti per via della sua spiacevole tendenza a prendere fuoco spontaneamente. E se c’è una cosa che non piace né ai piloti né ai passeggeri, è un incendio a bordo, come già accaduto per colpa di questo dispositivo elettronico difettoso.

Lucas ha dapprima segnalato su Twitter la propria scoperta e poi, sempre su Twitter, ha raccontato il seguito.

Dopo circa un’ora di volo, l’equipaggio ha fatto un annuncio ai passeggeri, chiedendo che l’eventuale possessore del telefonino incendiario si facesse riconoscere. Silenzio inquieto in cabina passeggeri.

Un quarto d’ora dopo, l’equipaggio ha minacciato di accendere le luci (erano le 23 locali) e di perquisire tutti i bagagli in cabina fino a trovare lo smartphone sospetto. Ancora silenzio.

Dopo un’altra quindicina di minuti è intervenuto personalmente il comandante, avvisando che se il proprietario del telefonino non si fosse fatto avanti sarebbe stato necessario far atterrare anticipatamente l’aereo e farlo perquisire, causando disagi a tutti. Trovarsi nel cuore della notte in un aeroporto inatteso dopo un’emergenza (in Wyoming, secondo The Register), ha spiegato il comandante, sarebbe stato “terribile. Non c’è aperto nulla nel terminal. Nulla.”

Queste parole, dettate dal protocollo della compagnia aerea per la gestione dei telefonini a rischio d’incendio, hanno finalmente convinto i passeggeri a collaborare, ed è emerso con sorpresa che non c’era a bordo nessun Samsung Galaxy Note 7: semplicemente, uno dei passeggeri aveva attivato la funzione hotspot Wi-Fi del proprio telefonino e le aveva assegnato il nome Samsung Galaxy Note7_1097. Non si sa bene se si sia trattato di un nome scelto automaticamente dal telefonino o se sia stata invece una scelta intenzionale del proprietario.

L’episodio si è concluso felicemente, senza atterraggi d’emergenza, ma ha portato alla luce il fatto che anche il nome di un Wi-Fi oggi è sufficiente a rischiare un’emergenza di un aereo di linea. Quindi se prendete un aereo, gestite responsabilmente il vostro smartphone. Tenetelo spento, se non vi serve, e controllate anche che la funzione hotspot Wi-Fi non si attivi con qualche nome che possa creare inquietudini.

Fate come me: usate come nome NSA oppure CIA.

11 commenti:

alberto cz ha detto...

Il mio hotspot ha come SSID "Free Palm Oil", è abbastanza inquietante?

roberto mangherini ha detto...

Meno male che mi hai avvisato, io di solito metto Allah akbar come nome rete, dico che devo cambiarlo? XD

Valerio ha detto...

Il router di casa l'ho chiamato "furgone_sorveglianza" :D

Mike Mac ha detto...

"Fate come me e usate come nome NSA o CIA" Ma così corri il rischio che uno "Snowden de noantri” ti buchi l'hotspot :D

Stupidocane ha detto...

Juventin87,

Per favore... smettila di renderti ridicolo. Smetti di dire compulsivamente la tua che tanto non verrà pubblicata. Hai già avuto una rubrica "il delirio del giorno". Enough.

Michele ha detto...

Storia interessante, la prudenza non é mai troppa ma, alla fine di tutto il buon Lucas non si é sentito un po' idiota ?

rico ha detto...

Quanta paranoia. Bastava un annuncio: "Il proprietario del Samsung Galaxy Note 7 è pregato di spegnerlo, o gli verrà sequestrato".
Certo, poi sarebbero seguite alcune richieste di chiarimento (Hostess, ma questo devo spegnerlo?) però il comandante non sarebbe dovuto uscire dalla cabina (poteva essere un trucco per entrarci, in cabina, 9/11 docet).

Paolo Attivissimo ha detto...

rico,

la fai un po' facile, come capita spesso quando si parla di argomenti che non si conoscono. Le norme del DoT, che ho linkato (alla parola "vietato"), parlano molto chiaro. Leggile.

Paolo Attivissimo ha detto...

rico,

il comandante non sarebbe dovuto uscire dalla cabina

In quale punto del resoconto leggi che il comandante ha lasciato la cabina di pilotaggio?

Hai presente che c'è l'interfono sugli aerei di linea moderni?

pgc ha detto...

Paolo:

uno dei passeggeri aveva attivato la funzione hotspot Wi-Fi del proprio telefonino e le aveva assegnato il nome Samsung Galaxy Note7_1097. Non si sa bene se si sia trattato di un nome scelto automaticamente dal telefonino o se sia stata invece una scelta intenzionale del proprietario..

Può essere che il tizio avesse un Note 7, ha acquistato un Samsung 7 e trasferito i dati, incluso il nome dell'hotspot:

https://twitter.com/stevebaxter999/status/812132635887751169

A me comunque non risulta che il nome dell'hotspot venga ereditato. Quanto meno sono passato di recente da un S6 ad un S7 e non è avvenuto.

Comunque sia ho letto che è accaduto di peggio:
http://metro.co.uk/2016/05/02/this-absolutely-chilling-wi-fi-hotspot-name-spread-terror-on-a-qantas-flight-5853653/
http://abc7.com/news/lax-flight-delayed-after-wifi-hotspot-name-prompts-concerns/367110/
http://arstechnica.com/tech-policy/2016/11/frenchman-given-suspended-sentence-for-naming-his-wi-fi-network-daesh-21/

Interessante che il caso negli USA è stato chiuso senza denunce, quello in Francia con una condanna a 3 mesi.

pgc ha detto...

Paolo: Fate come me: usate come nome NSA oppure CIA..

Be', io in un volo interno cinese con un hotspot con quei nomi francamente eviterei di andarci. E' tutto relativo... :)