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Facebook pubblica i numeri della propria collaborazione con i governi

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 30/08/2013 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

Le recenti rivelazioni delle collaborazioni fra i grandi fornitori di servizi Internet e i servizi di sicurezza statunitensi sembrano aver spinto questi fornitori a una maggiore trasparenza su quante e quali informazioni dei loro utenti vengono richieste non soltanto dal governo statunitense, ma dai vari governi del pianeta.

Il social network di Mark Zuckerberg ha infatti pubblicato i dati di queste richieste governative riguardanti i primi sei mesi del 2013: quali paesi, quante richieste per ciascun paese, il numero di utenti coinvolti e la percentuale di richieste per le quali Facebook è stato obbligato per legge a fornire dati.

Non è una gran sorpresa vedere che in cima alla classifica dei governi più attivi nel fare richieste a Facebook ci sono gli Stati Uniti, con circa 20.000 utenti coinvolti per ragioni sia criminali, sia terroristiche, e che sempre gli Stati Uniti hanno la più alta percentuale di richieste esaudite da Facebook: il 79%.

Al secondo posto, come numero di utenti coinvolti, c'è il Regno Unito, e molti altri paesi europei si collocano oltre il migliaio di utenti. All'altro estremo della classifica ci sono paesi come l'Islanda e Hong Kong, che hanno richiesto e ottenuto informazioni su un solo utente ciascuno.
La Svizzera com'è messa? 32 richieste complessive hanno coinvolto 36 utenti; il 13% di queste richieste, ossia circa cinque, è stato esaudito negli ultimi sei mesi.

Se volete sapere quali sono le situazioni nelle quali Facebook collabora con le forze dell'ordine, il social network le offre pubblicamente in questa pagina.
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