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10 commenti

La cometa Siding Spring come la vedrebbe su Marte il robot Curiosity

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “gigifarr*”.


Questa è un'immagine tratta dal simulatore di SolarSystemScope.com: mostra il cielo di Marte così come lo vede il veicolo robotico Curiosity in queste ore, mentre sta passando la cometa Siding Spring a soli 130.000 chilometri di distanza. Speriamo che le fotocamere di Curiosity possano riprendere delle immagini: intanto godetevi queste immagini prese da Terra e fate un giro sul simulatore, è veramente bello: potete anche usare l'embed qui sotto.



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Commenti (10)
Dalla simulazione orbitale mi sembra che la cometa 'sfiorerà'anche Venere. A,che distanza vi passerà?
Mi ero sempre chiesto se dagli altri pianeti fossero ancora riconoscibili le costellazioni "terrestri".
A quanto pare, almeno da Marte, sì.
@Guastulfo: a naso, credo che guardare le stelle da qui o da Marte, sia come guardare le montagne da due finestre della stessa casa.
Al momento, le immagini raw da Curiosity mostrano un sacco di rumore:
http://mars.jpl.nasa.gov/msl-raw-images/proj/msl/redops/ods/surface/sol/00783/opgs/edr/ncam/NRB_467024737EDR_F0440000NCAM00558M_.JPG
Il buon vecchio Opportunity, che per fortuna è durato molto più dei 90 giorni programmati, dopo una decina d'anni che studia Marte, dà ancora il suo contributo:
http://mars.nasa.gov/mer/gallery/all/1/p/3817/1P467007331EFFCH0HP2665L1M1.HTML
@Davide
a naso, credo che guardare le stelle da qui o da Marte, sia come guardare le montagne da due finestre della stessa casa.

Io non lo davo per scontato perché le costellazioni sono composte da stelle che, in realtà, si trovano a distanze differenti dalla Terra. In altre parole, non si trovano sullo stesso piano.

La differente distanza di queste stelle mi ha fatto pensare che il cambio di prospettiva avrebbe potuto rendere poco riconoscibili le costellazioni terrestri da Marte.

Sicuramente posso dire che la stella polare non indica il nord marziano.
Quindi Babbo Natale, quando costruirà la sua fabbrica di giocattoli su Marte, dovrà cercarsi un'altra stella per ritrovare la strada di casa :-)
Ad occhio le costellazioni saranno sempre riconoscibili. Anche da Marte. Le distanze delle stelle "fisse" sono talmente grandi da non creare grossi disagi ad un "navigatore" che si voglia orientare con le costellazioni sulla superficie di Marte. Saranno in posizioni diverse ed il moto sarà diverso che sulla Terra, ma saranno comunque quelle.

Invece, per un astronomo abituato a misurare i secondi d'arco è tutto un altro paio di maniche...
@Stupidocane
Invece, per un astronomo abituato a misurare i secondi d'arco è tutto un altro paio di maniche...

Per non parlare degli astrologi: un uomo su Marte risentirà della stessa infuenza astrologica di un uomo sulla Terra, o si dovrà inventare un oroscopo ad hoc per chi andrà su Marte?
E' proprio vero, il progresso porta con sé anche nuovi problemi! :-)
Non credo che siano un problema anche i secondi d'arco, essendo la stella più vicina a più di un parsec.
:-)
OK, sto spandendo.
Mi spiego. Noi vedremmo uno spostamento per parallasse (ovvero uno spostamento apparente rispetto allo sfondo dovuto al NOSTRO moto) di un secondo d'arco, ai due capi opposti della nostra orbita, se la stella in questione fosse a 3,26 anni luce (un parsec, appunto).
Va bene che Marte può essere più lontano da noi che il diametro della nostra orbita, ma le altre stelle, in particolare quelle che copmpongono le costellazioni più note, sono così lontane, molto ma molto ma molto più di un parsec, che possiamo tranquillamente affermare che la loro forma (loro delle costellazioni) sarebbe identica.
Mi correggo.
Ho parlato come se il parsec fosse definito sulla base dell'intero asse della nostra orbita; invece c'entra il semiasse.
Vedi qui, ad esempio.