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Antibufala: incredibili dichiarazioni degli astronauti su cosa si prova nello spazio

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È già un po’ che questa storia fa capolino su Twitter, principalmente in inglese e fra gli appassionati di spazio, per cui approfitto di questi giorni di relativa calma per pubblicare un’indaginetta che chiarisca come stanno realmente le cose.

Circola in Rete, soprattutto nei social network, una serie di dichiarazioni strane, divertenti e sconcertanti attribuite a vari astronauti recenti e veterani: per esempio Charles Duke e Gene Cernan, che camminarono sulla Luna nelle missioni Apollo, e Terry Virts e Barry Wilmore, compagni di viaggio di Samantha Cristoforetti. Ecco le loro parole, tradotte in italiano e riportate in originale.

Charles Duke – “Immagina che il tuo corpo sia una patata. Adesso immagina che su quella patata non agisca la gravità, e bingo: questa è la sensazione che hai nello spazio.” [“Imagine your body as a potato. Now, imagine no gravity acting on that potato, and bingo: That’s what space feels like.”]

Eugene Cernan – “È fonte di grande ispirazione vedere l’intero globo luccicante sotto di te e renderti conto che è qui che ha avuto inizio il prog rock.” [“It’s so inspiring to see the entire globe shimmering below you and realize that this is where prog rock started.”]

Bernard A. Harris Jr. – “La parte migliore è farti fare una foto mentre fai lo stacco da terra di un bilanciere da 1500 chili. Non c’è gravità, per cui è facilissimo da sollevare, ma sembri fortissimo lo stesso.” [“The best part was getting your picture taken while deadlifting a 3,000-pound barbell. There’s no gravity, so it’s super easy to lift, but you still look really strong.”]

Eileen Collins – “Non vedevo l’ora di essere senza peso, ma a me la gravità nello spazio funziona ancora. È un po’ una fregatura vedere che tutti gli altri astronauti fluttuano e io intanto sono appiccicata al pavimento.” [“I was looking forward to being weightless, but gravity still works for me in space. It kind of sucks seeing all the other astronauts floating around while I’m stuck on the floor.”]

Mae Jemison – “Ci sono un sacco di continenti in più che si vedono solo dallo spazio. Finora ne ho contati 18, ma ne trovo altri in continuazione.” [“There are a bunch of extra continents you can only see from space. So far, I’ve counted 18 continents, but I find more all the time.”]

Barry Wilmore – “Non conosci la vera bellezza fino a quando vedi la Terra dallo spazio, e non conosci il vero terrore fino a quando senti qualcuno bussare da fuori alla porta della stazione spaziale. Guardi attraverso l’oblò e vedi un astronauta, ma tutto il tuo equipaggio è dentro la stazione e ha risposto all’appello. Usi l’interfono per chiedere chi è, e lui dice di essere Ramirez che torna da una missione di riparazione, ma Ramirez è seduto proprio accanto a te nel modulo di comando ed è confuso quanto te. Quando lo dici a questo tizio via radio, comincia a picchiare sulla porta sempre più forte e più rumorosamente, supplicandoti di farlo entrare, dicendo che è lui il vero Ramirez. Intanto il Ramirez che sta dentro, con te, ti implora di tenere chiusa la camera di decompressione. Ti fa capire veramente la vita sulla Terra da un altro punto di vista.” [“You never know true beauty until you see Earth from space, or true terror until you hear someone knocking on the space station door from outside. You look through the porthole and see an astronaut, but all your crew is inside and accounted for. You use the comm to ask who it is and he says he’s Ramirez returning from a repair mission, but Ramirez is sitting right next to you in the command module and he’s just as confused as you are. When you tell the guy this over the radio he starts banging on the door louder and harder, begging you to let him in, saying he’s the real Ramirez. Meanwhile, the Ramirez inside with you is pleading to keep the airlock shut. It really puts life on Earth into perspective.”]

Terry W. Virts “Lassù non c'è il golf.” [“There’s no golf there.”]

Dal tono delle parole è abbastanza chiaro che non si tratta di dichiarazioni serie, ma molti pensano che si tratti di esempi di una bislacca forma di umorismo che affligge gli astronauti (cosa che in effetti talvolta succede). In realtà si tratta di frasi inventate di sana pianta dagli autori del sito satirico Clickhole, imparentato con il celeberrimo The Onion e dichiaratamente pieno di notizie finte o satiriche (“ClickHole uses invented names in all of its stories, except in cases where public figures are being satirized. Any other use of real names is accidental and coincidental.”). Purtroppo molti dimenticano di citare la fonte originale delle frasi e quindi chi le riceve non sa da dove provengono: fidandosi della fonte, presume che siano vere e le inoltra agli amici, e così via. È così che nascono i miti e le frasi storiche mai dette.
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Commenti
Commenti (5)
Peccato... fosse stata vera la dichiarazione, Eugene Cernan sarebbe stato il mio nuovo mito;)
Carina la storia su Barry Wilmore e lo stesso astronauta fuori e dentro la stazione.
Poi è intervenuto il comandante: "Voi due gemelli Ramirez, dovreste smetterla di fare questo scherzo ai nuovi arrivati" :-)
In effetti sentivo puzza di cipolla...
l'ultima battuta, attribuita a Virts, sembra una parodia della leggenda metropolitana legata alle parole di Gagarin ("I see no God up here.").
Standing ovation per quella che hanno attribuito a Cernan! :D