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2015/12/02

Oggi a Milano parlo di bufale mediche insieme ad Assosalute e Wired

Oggi dalle 18:30 sarò a Milano per partecipare a Social Health – Quando la rete e i social media sono un’opportunità per la Salute, un incontro organizzato da Assosalute (Associazione nazionale per i farmaci di automedicazione) e riservato ai rappresentanti delle aziende farmaceutiche associate, ai medici e farmacisti, a associazioni di consumatori, ai partner di business dell'associazione e ai giornalisti che si occupano di salute.

Sarà l'occasione per presentare SemplicementeSalute.it, il sito di Assosalute che intende offrire informazioni affidabili sui farmaci di automedicazione e contenere i danni causati dalle bufale mediche veicolate dai Internet ma anche da chi fa giornalismo poco responsabile (e qui racconterò ai colleghi alcuni esempi egregi di cosa non fare nella comunicazione medica). L’incontro ha l’appoggio strategico di Wired.it e con me ci sarà anche Marco Massarotto (@marcomassarotto) per parlare di come i social network influenzano le nostre decisioni di salute.

14 commenti:

Explobot ha detto...

Allora se prendi la metropolitana fai caso agli schermi lungo la banchina che mostrano filmati informativi e pubblicitari: in corrispondenza dell'arrivo del treno compare una pubblicità di farmaci omeopatici contro l'influenza ... almeno era così fino ad un mesetto fa.

Guido Pisano ha detto...

@Explobot
che io sappia e' proibito fare pubblicita' ad un certo prodotto. Loro aggirano il divieto facendo pubblicita' all'omeopatia... Che pena...

Guido Pisano ha detto...

...che poi non li chiamerei "farmaci" ma piuttosto "acqua e zucchero a caro prezzo"

Stupidocane ha detto...

Laburatuàr boarón...

... in veneto fa molto ridere...

Guido Pisano ha detto...

@Stu
tradotto sarebbe "laboratorio beveroni (aka sbobbe)"?

Shadow ha detto...

@Explobot
Avevo notato anche io la pubblicità. Mi pare che usino proprio la parola "farmaco" o "medicinale" (non ricordo quale delle due). Mi chiedo se non sia pubblicità ingannevole definire farmaco/medicinale un prodotto omeopatico.

Stupidocane ha detto...

No. Suona come "laboratorio di grandi bovari" dove "bovaro = boarótto/boár" ha connotazione negativa.

Con il suffisso accrescitivo "on", che di solito in veneto sta ad indicare anche un'accezione ancor più negativa del termine, diventa un'offesa bella e buona.

myrò ha detto...

Ci sarà un video resoconto anche per noi che non possiamo partecipare?

Guido Pisano ha detto...

@Stu
considerato cosa fanno direi in nomen omen anche se non si tratta di una persona...

themoga ha detto...

Non starai tirando l'acqua al mulino delle farmaceutiche che sponsorizzano l'evento?

Paolo Attivissimo ha detto...

themoga,

Non starai tirando l'acqua al mulino delle farmaceutiche che sponsorizzano l'evento?

Certo. Se mi pagano, dico qualunque sconcezza! E dopo l'incontro, accompagnerò tutti a fare un sacrificio umano: asporteremo il cervello a un complottista. E' un'impresa difficilissima: una volta aperta la teca cranica sono necessarie ore estenuanti di ricerca per localizzarlo.

Guido Pisano ha detto...

@Paolo
E' un'impresa difficilissima: una volta aperta la teca cranica sono necessarie ore estenuanti di ricerca per localizzarlo.
Paolo ti sbagli, sappiamo tutti che gli sciempisti (ovvero quelli che credono a qualunque sciempiaggine) hanno la mente aperta. Talmente aperta che il cervello cade dal cranio e si perde per strada...

rico ha detto...

Nel cervello di un complottista ci sono due neuroni, e comunicano solo l'uno con l'altro, ci credo che è difficile localizzarli... :-)
Però la questione è seria: ci sono genitori che danno cure omeopatiche ai figli, finchè non sono costretti a portarli con urgenza al pronto soccorso.
Ci sono pensionati che spendono un capitale per acqua e zucchero, convinti (in effetti gli zuccheri danno un temporaneo incremento di energia), poi non hanno più soldi per mangiare decentemente.

Explobot ha detto...

Confermo che la pubblicità era ancora presente giovedì scorso, non ricordo se nel testo che la accompagnava faceva riferimento ad uno specifico prodotto (ci vedo anche poco), però si vedeva una confezione di un medicinale. Non ho fatto una foto perché mi pare che nelle stazioni della metropolitana sia vietato fare foto.