Cerca nel blog

2006/01/09

CES: debutta l’HD-DVD; la censura digitale fa un altro passo

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "info@radiologia****", "fiz" e "ashikaga_98".

Al mega-show dell'elettronica di consumo, il CES, che si tiene in questi giorni a Las Vegas, doveva debuttare formalmente l'HD DVD, il successore ad alta definizione del DVD. Kevin Collins, di Microsoft, ha infilato il disco in un lettore Toshiba e pigiato Play. E non è successo nulla. La demo è stata un disastro. Lo riferisce Canada.com riporta una notizia della AP.

Figuracce a parte, sta profilandosi una battaglia di standard fra HD DVD (favorito da Intel e Microsoft) e Blu-Ray di Sony (chissà se anche questo prodotto Sony includerà un virus). Invece di accordarsi su un formato universale, i colossi del settore hanno deciso che i film del prossimo futuro dovranno essere distribuiti in due versioni reciprocamente incompatibili, con costi, confusioni e disagi conseguenti che, come al solito, sarà il consumatore a pagare.

La cosa più inquietante di questi successori al DVD è la severità dei loro sistemi anticopia. I film verranno proiettati al cinema includendo delle impercettibili modifiche alla colonna sonora che contengono un codice; se qualcuno registra un film usando una telecamera al cinema e lo riversa su HD-DVD, la registrazione includerà anche questo codice, che il lettore riconoscerà, rifiutandosi di suonare il disco piratato. Lo stesso può accadere, per esempio, per i telefilm durante la trasmissione in TV.

Questo fermerà forse i pirati organizzati? Improbabile, visto che basterà presumibilmente sostituire la colonna sonora usata al cinema con quella tratta dal DVD (o HD-DVD) corrispondente o ripulire la colonna sonora da questi codici usando software di editing audio. Potrebbe invece mettere in crisi l'utente onesto: supponiamo che vogliate registrare una puntata di un telefilm che contiene questi codici anticopia. La registrazione (legittima) è perfetta, ma il lettore si rifiuterà di mostrarvela, perché gli risulta che sia una copia pirata.

Immaginate che questo sistema venga esteso ai telegiornali, o ai reportage televisivi, o alle dichiarazioni dei politici. Per il privato cittadino diventa impossibile conservarli, sia per tramandarli alle generazioni future, sia per non dimenticare. E' come se diventasse impossibile conservare un articolo di giornale. Il potenziale di censura è degno di 1984.

8 commenti:

Piero ha detto...

BOICOTTAGGIO.
Producono beni per venderli bene non acquistiamoli fino a quando non si arriverà ad un EQUO ACCORDO DI RECIPROCO RISPETTO.
Boicottare un bene, per lo più non essenziale, per almeno 6 mesi non dovrebbe essere un rinuncia capitale. E mi pare che il boicottaggio, l’astenersi dall’acquisto di un bene, sia uno strumento fondamentalmente democratico e pacifico.
Saluti Piero

Anonimo ha detto...

Secondo il mio modesto parere, è un po' frettoloso farsi prendere come al solito dal panico.

Infatti, se l'articolo di Attivissimo dice:

"i colossi del settore hanno deciso che i film del prossimo futuro dovranno essere distribuiti in due versioni reciprocamente incompatibili, con costi, confusioni e disagi conseguenti che, come al solito, sarà il consumatore a pagare."

è anche vero che l'articolo su Canada.com ricorda che:

"HD DVD camp in what's promising to be a nasty format war similar to the Betamax/VHS video tape battle."

Quindi, per quanto il Betamax fosse tecnicamente migliore, ha perso contro il VHS (che evidentemente aveva altri vantaggi) lasciando UN SOLO SUPPORTO sul mercato consumer. Il nostro piccolo consumatore non ha quindi avuto grandi problemi nel dover comprare film o lettori.

Per quanto riguarda poi DVD, sappiamo tutti che esistono lettori e masterizzatori che mangiano di tutto, dai + ai -, dagli R agli RW, dai TSG ai PRSNNZQ, ecc. Quindi non escludo che vengano prodotti device compatibili con HD-DVD e BluRay allo stesso tempo, dopo aver pagato le eventuali royalty ai costruttori originali. A quel punto i prezzi scenderanno e un paio di anni dopo verrà presentato il nuovo formato che sostituirà HD-DVD e BluRay, capace di contenere 450 ExaByte.

Ciao ;-)
Gianluca

Paolo Attivissimo ha detto...

Per Gianluca C'era anche un terzo formato, il Video 2000, tecnicamente superiore (cassetta reversibile, doppia durata, ottima qualità, niente strisce in avanti/indietro veloce, fermo immagine ottimo, stereo anche nei modelli più modesti). Per un certo tempo, i film vennero distribuiti nei tre formati, e molti titoli uscivano in un formato solo: cavoli amari, quindi, se il tuo videoregistratore non gestiva quel formato.

Tanta gente ha speso un sacco di soldi per crearsi una videoteca in Betamax o V2000 e per comprare il videoregistratore (che all'epoca costava come una lavatrice, mica come ora), per poi vedersi obsolescere tutto nel giro di un paio d'anni. Per non parlare dei video di famiglia, girati su cassette che ora non si possono più leggere... Direi che il danno c'è stato, eccome.

La guerra dei formati, fra l'altro, è finita lasciando sul mercato il formato piu' scadente (il VHS ha solo ra le prestazioni del Video2000 degli anni Novanta solo grazie a massicci trucchi digitali).

Io ho un TV HD, ma staro' bene alla larga da questa nuova guerra di formati. Lascero' che si scannino i due contendenti prima di comperare :-)

Ciao da Paolo.

Elpidio ha detto...

Sono pienamente d'accordo con il commento di Piero. Questo sarebbe anche il mio punto di vista ed il modo più efficiente (forse l'unico) per combattere il mercato disonesto di certi prodotti. Peccato che il boicottaggio su larga scala e per un periodo di tempo sufficientemente lungo da danneggiare gli interessi di certe "major" musico-cinematografico-informatiche sia impraticabile...

Anonimo ha detto...

tutte queste guerre commerciali servono anche a costringerci a ricomprare gli stessi contenuti più e più volte.ieri in vhs, oggi in dvd (so di molti che hanno già comprato lo stesso film sui due supporti temendo la morte del vhs)domani su super iper mega-hd. il loro obbiettivo (darci non un film, ma uno streaming a tempo , un servizio di intrattenimento in comodato d'uso) procede senza sosta.

quando tutti avremo un'unico apparecchio per l'intrattenimento domestico (le varie consolle tendono a questo, i videogames sono solo una scusa per farle entrare in casa) si scrolleranno di dosso quei fastidiosi supporti fisici. niente più registrazioni casalinghe. niente più noiose polemiche sul diritto alla copia privata.solo streaming a pagamento per musica, film, notizie.

Anonimo ha detto...

Mah...pittosto perplesso su questo sitema anticopia, e se uno grabba e masterizza l' HD-DVD noleggiato dal blockbuster di turno ?? Poi i film ripresi con la telecamera hanno una qualità veramente penosa per me la maggioranza dei dvd piratati sono quelli presi a noleggio

Anonimo ha detto...

diciamocelo onestamente: la pirateria digitale è come il sesso. Si può cercare di vietare l'inevitabile quanto ti pare, ma se ci riuscissi, distruggeresti il tuo ''mercato'' molto più efficacemente dei ''pirati'' che combatti (o dici di...)

Quindi, tutto stà a trovare una forma di ''legalizzazione del sesso'', senza dover per forza arrivare all'altare, oppure necessariamente dover legalizzare le case chiuse.

I produttori lo sanno, e si preparano. nel frattempo, nell'ottica del ''contenimento del danno presunto'' reputano pratico e onorevole, sfruttare legislazioni malfatte contro i loro stessi acquirenti.

Un discorso già visto, d'altronde i loro predecessori non si riservavano, forse, lo ''jus Primae Noctis''?

Gianni

Anonimo ha detto...

Secondo il mio modesto parere, questi approcci al mercato da parte dei produttori sono tutte cose viste e straviste.

Le lamentele dei consumatori sono altrettanto trite e ritrite.

Se anche si trovasse una soluzione "tutto solo in streaming a pagamento", credo rimarrebbero alte le probabilità che qualcun altro troverà - in quel futuro scenario - un modo per applicare lo stesso modello commerciale di cui ci lamentiamo ora.

Siamo nell'era del capitalismo, giusto?

E in ogni caso, cerchiamo di ricordarci sempre che "loro", quelle persone che critichiamo tanto, sono "noi". Loro fanno in grande (cioè nel loro contesto) ciò che molti di noi fanno nel piccolo quotidiano. E loro sono anche quelli che qualcun altro di noi ha educato.
Credo con ragionevolezza che il perseguire i propri interessi sia insito nell'uomo (e in tutta la natura) e, quando non c'è una forte necessità di cambiare, non si cambia. Della serie "finché non stiamo per morire non vale la pena sforzarci di ribellarci".

Ciao ;-)
Gianluca