Cerca nel blog

2006/03/31

Sparabufale smascherato: Vanity Fair scopre chi dissemina le bufale!

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "marcopicci" e "stefanomar***".
L'articolo è stato aggiornato rispetto alla sua pubblicazione iniziale.

Quelli di Vanity Fair mi hanno regalato un pesce d'aprile coi controfiocchi. Una mia lettrice, roberta, riferisce infatti che nel numero attualmente in edicola, a pagina 227, nella rubrica di dermatologia, la dottoressa Serri (riferisce roberta) risponde così a una lettrice allarmata per la cancerogena presenza di alluminio:

...stia tranquilla. quando riceve mail di questo genere, controlli sempre che non siano bufale messe in circolazione dal sito www.attivissimo.net.

Capito? Ebbene sì, lo confesso: ora che la CIA ha smesso di pagarmi per controbattere alle ipotesi sull'11 settembre (son tempi di vacche magre per tutti), mi sono dovuto inventare un nuovo modo per sbarcare il lunario: dissemino bufale e poi faccio finta di indagarle, così divento famoso e ricco con le donazioni e la pubblicità di Google. Avete presente la teoria secondo la quale i produttori di antivirus fabbricano i virus? Appunto.

Ho già ricevuto in privato le scuse formali della redazione Beauty di Vanity Fair, che promette di rimediare con un'errata corrige "nella rubrica 'Ufficio Accuratezza' del n. 14 (in uscita giovedì prossimo)."

Niente di grave: sopravviverò. Ma non posso fare a meno di notare che casi come questo, e anche molto più gravi di questo, dimostrano come il giornalismo cartaceo sia vulnerabile all'errore tanto quanto quei blogger che spesso i giornalisti guardano dall'alto in basso.

Aggiornamento (2006/4/03). In un gesto di correttezza che amerei vedere più spesso da parte di certe testate che pubblicano bufale senza mai ritrattarle, Vanity Fair ha anche pubblicato le sue scuse nei commenti a questo blog. Una scansione della pagina, mandatami gentilmente da pittipatti, è disponibile nel mio archivio di Flickr.

22 commenti:

Germano ha detto...

Paolo, ma ti rendi conto che questa notizia ha letteralmente inorridito il gatto della foto? Basta guardarlo negli occhi per capire... :-D Aspettati qualche denuncia dalla protezione animali!

Andrea ha detto...

A proposito di 11 settembre, il Corriere della Sera, in questo articolo apparso oggi

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/03_Marzo/31/twintowers.shtml

riporta la notizia che un giudice americano ha autorizzato la diffusione dei nastri contenenti le chiamate di soccorso partite dai cellulari delle persone intrappolate all'interno delle torri subito dopo l'attentato.

Anonimo ha detto...

Ahem...

"Pubbliche le risposte degli operatori, non le voci di chi chiamava : «Troppo drammatiche»."

Nessuno sente puzza di bruciato?

Ciao

Simone

Anonimo ha detto...

Più che altro Vanity Fair rientra nella stampa condita di giornalisti che non sanno niente di quel che scrivono. Non mi sembra nulla di strano.

dani ha detto...

diciamoci la verità: avete mai dato un'occhiata a Vanity Fair......lasciamo perdere.

Luca Luoni ha detto...

beh, io non definirei quelli di Vanity Fair (e di Studio Aperto) giornalisti ;-)
Mia moglie prende Donna Moderna ed è sempre piena di errori, anche offensivi; ad ogni uscita dovrebbero mettere un allegato di scuse.

Anonimo ha detto...

Non so che dire...forse un errore di sintassi? Mi spiego: se tu la leggi com'è scritta, sembra proprio che ti accusi di mettere in giro delle bufale, ma se la scrivi così: ...stia tranquilla. quando riceve mail di questo genere, controlli sempre che non siano bufale messe in circolazione, dal sito www.attivissimo.net. Lo so, forse è una forzatura, ma magari voleva solo consigliare la sua lettrice di verificare sul tuo sito se sono bufale messe in circolazione. Del resto anch'io conosco parecchie persone che smascherano le bufale citando il tuo sito come fonte. In tutti i casi, la dottoressa e il giornale che ha pubblicato la sua risposta ci fanno proprio una magra figura! Gloria

Albatroferito ha detto...

Caro Paolo,

molti bloggers fanno più giornalismo dei giornalisti.

Tu sostieni che l'errore commesso dal periodico femminile non è grave, io dico che per rimediare dovrebbero scrivere la rettifica a caratteri cubitali e in prima pagina: non è detto che tutti quelli che hanno letto che "Attivissimo mette in giro le bufale" vengano raggiunti poi dall'informazione corretta.
E sai com'è ... se c'è scritto sul giornale !!!

Gacattos ha detto...

Il giornaletto ha presentato le sue scuse, ma l'autrice sarà punita?
Siamo sicuri che non abbia cuccato qualcosa per la svista (è solo una ipotesi) da qualche italico dipendente dello zio?

AnnyPan ha detto...

Secondo me la signora voleva citarti come fonte di informazioni positive, ed è riuscita a fare esattamente l'opposto (complimenti, non è mica facile!!!), opure peggio ancora si è fatta suggerire qualcosa da buttare dentro ed è riuscito a snaturarlo!!!
In ogni caso spero che (giustamente) ripaghino al grave errore con un bel po' di pubblicità gratuita :-)
Anny

Antonella ha detto...

Mi unisco a Gloria e Anny!
Forse perche' anche io invio sempre a tutti quelli che mi mandano bufale o catene il link ad Attivissimo, ho dovuto leggere due volte per capire che ti accusavano di seminare bufale... Come dice Gloria ci manca solo una virgola....
La Dottoressa Serri e' gia' stata contattata direttamente?

Bob Caprai ha detto...

Diverse testate giornalistiche hanno ospiato le mie opinioni ma non ho mai sentito il desiderio di iscrivermi all'ordine dei giornalisti. Fatti come questo confermano che non ho sbagliato

Don Ezio Fonio ha detto...

Caro Paolo,
non credo proprio alla storia della virgola come qualcuno benignamente pensa.
I giornali per lo piu' non controllano le fonti delle notizie e scrivono con molta approssimazione, snaturando la verita', tanto le testate sono coperte dalla legge sulla stampa con anacronistici privilegi per gli iscritti all'Ordine dei giornalisti. E' una questione molto importante per il concetto stesso di democrazia, di cui la liberta' di espressione e di stampa e' un elemento fondamentale. Questa liberta' in realta' non puo' prescindere dalla professionalita' e dalla verita' come invece avviene troppo spesso.
Un caro saluto.
Don Ezio Fonio

Stefano ha detto...

Da bravo dietrologo, credo al complotto.
Confessa quando prendi per ogni bufala che inventi.
C'era un mio zio - citato peraltro in un film dei Monty Python - che nella vita faceva l'inventore di barzelette. Quando gli andava bene riusciva a guadagnare 15.000 lire al mese grazie a quei taccagni della Settimana Enigmistica.
Stefano

Anonimo ha detto...

Secondo me volevano dire che dovevano controllare sul tuo sito che non fossero bufale..

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, sono Riccarda Serri più inc@@@ta che desolata....
Segue infatti il testo AUTENTICO della lettera e della mia risposta inviata alla redazione di Vanity.
Sul pasticcio successo in redazione, tale per cui il sito che io consiglio regolarmente, trovo geniale, illuminante e onesto sia invece apparso come diffusore di bufale, davvero non so.

Mi dispiace tantissimo per Paolo Attivissimo, e mi dispiace tantissimo pure per me - la calunnia non rientra proprio nelle mie abitudini...anzi!
L'unica, magra consolazione è che chi mi conosce, nel leggere cotale idiozia che avrei scritto, si pone dei dubbi (o su un improvviso ammattimento mio, o su un errore redazionale). E chi conosce il sito Attivissimo, sa che è una fetenzia.

Ecco la mia vera risposta:






3)Gent.le dottoressa Serri
tempo fa ricevetti una email nel quale si allertava la popolazione femminile a non usare deodoranti contenenti "aluminium chlorohydrate" perchè resposabile di una gran percentuale di tumori al seno.
Erano a rischio soprattutto le persone che lo usavano dopo la depilazione perchè la sostanza poteva passare in eventuali taglietti.
Ho notato che la sostanza in questione è presente in molti deodoranti di svariate marche.
Subito ho pensato ad una catena di sant'antonio, però non nascondo di avere un po di paura.
Lei cosa ne pensa?
Grazie
Cristina, Sbt
Risposta – Ho già risposto proprio su Vanity a una lettera identica.
Attenzione a questi allarmi via internet – non abbia paura, stia tranquilla, e quando riceve mail di questo genere, controlli sempre che non siano bufale (quasi sempre lo sono) sul sito www.attivissimo.net di paolo attivissimo.


Ciao a tutti da una desolata e pure un po' furiosa Riccarda Serri

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti,

sono Luca Dini, direttore del giornaletto che ha commesso l'idiozia. Ci siamo già scusati con la dottoressa Serri per il taglio disgraziato che ha dato alla sua risposta il senso esattamente opposto a quello che lei intendeva. Colgo l'occasione adesso per scusarmi con Paolo Attivissimo, e con tutti voi.

Vi chiedo, però, di non cadere nella troppo facile equazione "carta stampata uguale carta straccia", perché noi il nostro lavoro cerchiamo (sottolineo cerchiamo) di farlo bene. E' solo che quando, con uno staff non smisurato, produci 300 pagine a settimana, un'idiozia può uscire.

A chi crede nell'errore in cattiva fede, posso solo dire che provo comprensione per lui. A chi dice che consideriamo i blog fonti di serie B, replico che evidentemente non ci conoscono. Donna Moderna? Studio Aperto? Questo è Vanity Fair, che chiede di essere giudicato su un riprovevole errore, ma anche su tutto il resto.

Scusate ancora l'idiozia, e grazie per lo spazio.

Luca Dini

Limo ha detto...

Premetto che non sono (e mai sarò) lettore di Vanity Fair. Non per la sua presunta (non)qualità ma perché, sostanzialmente, non sono il ricettore ideale per gli articoli che propone.

Il fatto che il direttore e la giornalista alla quale hanno "inflitto" lo svarione abbiano sentito l'esigenza di portare le loro scuse ad Attivissimo rivaluta tutti gli attori di questo errore.

Evidentemente si tiene conto anche dell'ampia utenza dei blog (che si richiamano a vicenda e quindi amplificano anche il minimo torto subito da "uno della comunità") e di questo in particolare.

StM ha detto...

A leggere la risposta originale:

"controlli sempre che non siano bufale (quasi sempre lo sono) sul sito www.attivissimo.net di paolo attivissimo."

bisogna ammettere che un correttore di bozze può, in buona fede, aver ritenuto opportuno un chiarimento della frase, oggettivamente non scorrevolissima (e fraintendibile). Una versione migliore (non ottima, ma io son mica giornalista ;P) sarebbe stata

"controlli sempre sul sito di Paolo Attivissimo, www.attivissimo.net, che non siano bufale (quasi sempre lo sono)."

Quel che ne possiamo trarre è quindi un piccolo monito alla prosa della Dott.sa Serri, comunque da encomiare per essersi esposta per fare chiarezza ;)

Anonimo ha detto...

Accetto il monito, e cercherò in futuro di essere più chiara, a vantaggio di una redazione peraltro fenomenale quale è quella di Vanity Fair.
Cose di questo genere, purtroppo, succedono: ognuno si assume le proprie responisabilità per gli equivoci, ma vi prego, cerchiamo di non demonizzare troppo un errore fatto in assoluta buona fede. Non siate in pratica troppo, troppo severi. Soprattutto con una dermatologa che non se lo merita (una vita spesa nel tentativo di divulgare informazioni corrette e di chiarire le idee in campo cosmetico e bellezzistico), e con una rivista che, credetemi, vale la pena di essere letta. La più bella e divertente collaborazione che io abbia avuto in tanti anni (per capire lo spirito, basta valutare un direttore che entra in un blog per scusarsi e chiarirsi).
Il paradosso è che è tutto nato perchè io volevo diffondere il sito Attivissimo....
:-)
ciao a tutti,
Riccarda Serri
PS - Amici?

Paolo Attivissimo ha detto...

Amici?

Certamente, figurati!

arianeve ha detto...

Letto in ritardo il numero 13 di VF (a cui sono abbonata) mi sono accorta della svista madornale riportata nella rubrica della Serri. Ma dopo aver fatto un giro sul blog ho visto che siete stati tutti svegli e solerti come sempre... ;-)

Per Daniele Limonta che "non è (e mai sarà) lettore di Vanity Fair" in parte "per la sua presunta (non)qualità" consiglio una sfogliata veloce di un numero a caso e la letttura di un paio di articoli... magari si accorgerà che 'il livello medio' della rivista è un po' diverso da quello di altri periodici femminili. Da lettori del blog di attivissimo mi aspetto un po' meno superficialità :-)