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39 commenti

Samantha Cristoforetti è stata sulla Luna. E non ha postato neanche un selfie

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/03/15 19:55.

“Samantha Cristoforetti è andata sulla Luna e ha segnato una tappa, ma molta dell’attenzione riversata su di lei era dovuta al fatto che è una donna: se fosse stata un uomo, ci sarebbe parso un fatto normale, non straordinario.” Così dice in un’intervista a La Tecnica della Scuola Suor Anna Monia Alfieri, una persona con un curriculum di tutto rispetto e fortemente coinvolta nelle attività educative in Italia (presidente FIDAE Lombardia, responsabile dell'ufficio regionale Scuola e Cultura Usmi Lombardia, membro e coordinatore del Tavolo Permanente sulla Parità, Assessorato Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, e altro ancora, oltre che firma de Il Giornale e di Formiche).


Ma sì, dai, è un lapsus. Però il giornalista che l’ha intervistata, Giuseppe Adernò, non ha corretto la baggianata. Che adesso viene diffusa a tutti coloro che leggeranno quell’articolo. O questi di MeteoWeb o Trento Today che raccontano un’altra panzana a proposito di un addestramento di Sam per andare sulla Luna.

Davvero la percezione comune delle imprese spaziali è talmente confusa da non sapere la differenza fra andare sulla Luna, a 400.000 chilometri dalla Terra, e visitare la Stazione Spaziale, che orbita intorno alla Terra a una distanza mille volte inferiore? Il viaggio di Samantha Cristoforetti è stato pubblicizzatissimo. Non saperne almeno le basi è come dire che Totti è un campione di basket o che in America Latina si parla latino. Eppure cercare in Google “samantha cristoforetti” “andata sulla luna” e simili è piuttosto sconfortante.

M’immagino le facce degli addetti alla comunicazione dell’ASI o dell’ESA: mesi di lavoro, e alla fine la gente manco sa dov’è andata Samantha.

Se persone con tanto di laurea e con ruoli importanti nell’educazione e nel giornalismo non sanno questi concetti di base sulla tecnologia dalla quale dipendiamo, se manco sanno che sono 45 anni che non andiamo più sulla Luna e che non abbiamo più neanche le tecnologie per andarci con un equipaggio, non siamo messi bene. Ricordiamoci, quando facciamo divulgazione scientifica, che questo è il livello di base dal quale dobbiamo partire, e che una laurea non rende tuttologi infallibili.


2017/03/14 12:10. Mi è arrivato un comunicato stampa della Sony che include questa perla sulla stessa falsariga:



Il comunicato stampa, curato da sony.pr@eu.sony.com, prosegue con un’altra stupidaggine: "La risoluzione video è sorprendente e mostra gli ampi crateri e le catene montuose sulla superficie della luna, una vista riservata di solito solo all’equipaggio della stazione." Come se i crateri e le montagne della Luna non fossero visibili a qualunque persona sulla Terra che si procuri un piccolo
telescopio.

Gli addetti stampa dell’ESA avranno bisogno una birra di conforto.


2017/03/15 19:55. Sony ha rettificato pubblicamente.









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Commenti
Commenti (39)
Su una cosa però ha ragione: "se fosse stata un uomo ci sarebbe parso un fatto normale, non straordinario".
Ormai un uomo che va sulla luna è roba di tutti i giorni, non fa nemmeno notizia.
ma perché Paolo: dire "se fosse stata un uomo, ci sarebbe parso un fatto normale, non straordinario." ti sembra... normale???

Roba da matti...
per dare un esempio del livello di conoscenze scientifiche, all'annuncio della scoperta dei 7 esopianeti, su Facebook leggevo di gente 20/30enne che era disposta a partire subito, tanto ci vogliono solo 40 anni per arrivarci...
All'anima della svista...

"Oggi ho visitato la Fontana di Trevi. Nel senso che sono passato davanti a un cartello di una Via Francigena in Val d'Aosta."
La tecnologia per la luna c'è l'abbiamo, non abbiamo al momento costruito un astronave adatta perché al momento non ci interessa andarci nuovamente.
"Ma sì, dai, è un lapsus."

Mi son preso la briga di informarmi su chi sia questa signorina in uniforme, e devo dire che mi fa un ottima impressione.
Lo stereotipo della suora che non si intende di razzi è molto forte, con ottime ragioni. Suor Anna Monia Alfieri deve per forza saperlo meglio di me.

La buona notizia è che ci sarà chi va oltre il lapsus, dopo aver ridacchiato vorrà informarsi meglio e scoprirà una persona intelligente e competente che ha commesso una di quelle sviste che possono capitare a tutti.

Fra le ragazzine che decidono di non immischiarsi con tornii e tecnigrafi...

Ce ne sono alcune che han paura di trovarsi in un ambiente ostile.

Altre che, caso strano, son terrorizzate dall'idea di scoprire che se lavori sodo, dopo i frizzi e lazzi iniziali la gente prenderà a rispettarti, e magari a rivalutare i propri pregiudizi.

E poi, far finta che non esistano è il vero errore, ci sono quelle che pensano di avere una fabbrica di LSD nei pantaloni e che il mondo le manterrà per questo...

L'idea che i pregiudizi non si possano estinguere nel modo in cui i pompieri domano un incendio è di per sè un pregiudizio. Ed è molto stupido.

Come dico sempre: una bambina carina si sentirà rispondere "sì" quando chiederà al mondo qualcosa che il mondo non regala, una bambina istruita potrà rispondere "no" quando il mondo chiederà a lei qualcosa che lei non vuole vendere.

Detto questo andiamo al punto:

"Però il giornalista che l’ha intervistata, Giuseppe Adernò, non ha corretto la baggianata. Che adesso viene diffusa a tutti coloro che leggeranno quell’articolo."

Pensavo che il dovere del giornalista fosse quello di riportare parola per parola quello che dice l'intervistato.
Questo è il motivo per cui i carabinieri fan la figura degli illetterati, quando qualcuno diffonde le denunce dei cittadini che essi trascrivono parola per parola senza essere autorizzati a suggerire correzioni e senza mettersi a ridacchiare, tipo la scena "minchius maximus" in "Life of Brian" dei Monty Python.
Tutto ciò mi fa riflettere sul fatto non devo fidarmi di persone che sono colte, che lo sembrano o che hanno vari "pezzi di carta" appesi alla parete... Il fatto di pensare che c'è gente appunto che possa credere che sulla luna ci sia un continuo andirivieni di persone è parecchio triste.
E' proprio per questo che non abbiamo più tecnologie per andare sulla Luna: a causa delle Suor, Mons, Papi, Imam e califfi.
Quando i religiosi impareranno qualcosina sulla tecnologia, anzichè usarla e basta quando gli fa comodo (per poi condannarla)... forse andremo anche più in là della Luna.
a sua insaputa.
Personalmente non condivido il 90% di quello che dice questa suora nell'intervista. Un 30% di innocui luoghi comuni. Il restante 60% fatto delle solite argomentazioni tese unicamente a salvaguardare i solidi redditi della Chiesa nel settore Scuola Privata attraverso i soliti giri di parole privi di giustificazione.

Tra l'altro, soggetti che devono rendere conto al Papa prima che a Cesare dovrebbe essere tenute fuori dagli Assessorati e da ogni incarico pubblico.

A mio parere naturalmente...
Quando andarono per la prima volta sulla Luna io c'ero (non sull'astronave, purtroppo, ma c'ero). L'intervistata invece non c'era ancora, altrimenti ricorderebbe che intorno all'evento si formò un discreto can con mediatico e nessuno sembrava trovarlo poi tanto "normale", nemmeno i tre uomini protagonisti :)
Ci ho messo veramente un certo tempo a capire cosa ci fosse di strano nel titolo ...
Quando me ne sono accorto da una parte volevo darmi dell'asino per non esserme accorto subito (la luna?) ma dall'altra sono rimasto veramente basito (F4, F4, F4 ed ancora F4) dal livello dell'articolo :(
Non so se essere più triste per la mia disattenzione o per quella degli altri

@puffolottiaccident: Non sono sicuro di aver seguito tutto il tuo ragionamento, ma quando dici: «Pensavo che il dovere del giornalista fosse quello di riportare parola per parola quello che dice l'intervistato.
Questo è il motivo per cui i carabinieri fan la figura degli illetterati, quando qualcuno diffonde le denunce dei cittadini che essi trascrivono parola per parola ...»

Primo, non sapevo che i carabinieri fossero giornalisti: si impara sempre qualcosa.

Secondo, tra i giornalisti c'è chi si prende più o chi meno libertà nei “virgolettati”, ma sicuramente non sono stenografi, sennò dovrebbero trascrivere ripetizioni, lapsus, hmmm, nevvero.... e così via. Ma soprattutto, se un giornalista si accorge di una cantonata simile ha un'ampia scelta, dal farla notare con discrezione all'intervistato al ridicolizzarlo coram populo. Ma se la lascia senza far niente, è più che lecito pensare che non se ne sia minimamente accorto.
@Daniele A.Gewurz

Si, hai capito bene.
Mi risulta che i carabinieri, quando trascrivono una denuncia, devono scrivere quello che viene loro detto senza suggerire correzioni.

Prendiamo l'infame esempio: "Gli schiamazzi avevano raggiunto una tale intensità da potersi definire notturni". A quanto mi è stato detto, se questo è quello che dice chi sporge la denuncia, allora il pubblico ufficiale questo deve scrivere.

Pensavo che anche i giornalisti avessero un obbligo simile.

In un caso simile ad un giornalista potrebbe venire in mente di rettificare: "Guardi che Samantha Cristoforetti, insieme ad altri 4 o 5 energumeni, di cui 1 persona su 1000 saprebbe nominarne 1, è andata sull'ISS... anzi, erano 3 o 4 energumeni e un'altra fanciulla, Helena Serova or such."

Ma il fatto che Suor Anna Monia Alfieri abbia detto che Samantha è stata sulla luna è una parte dell'informazione.


Detto questo capisco il ragionamento: "Il fatto che il giornalista non ha fatto una piega potrebbe essere segno che non ha idea di quanto in alto sia stata Samantha."


Quello che posso dire a riguardo è: è certamente possibile, ma non potremo mai dimostrarlo o dimostrare il contrario.

Infine, penso di aver capito il messaggio originale: Secondo l'intervistata il fatto che, quando decidono di far qualcosa che non sia giocare a biliardo nei peggiori bar della città le donne vengano applaudite da certuni come fossero bambini di 4-5 anni che decidono per la prima volta di versarsi l'acqua nel bicchiere da soli è da considerarsi mortificante.

Dimenticavo una precisazione importante:
Vivo in Germania e frequento prevalentemente vietnamiti, cinesi, koreani e giapponesi.

La preparazione dell'intervistata mi pare buona rispetto al livello in cui versa l'Italia.

Adesso che sto dal vicino, miracolo dei miracoli, mi pare che la mia erba sia più verde e quella di dove stavo sia giallognola e macilenta.
Davvero la percezione comune delle imprese spaziali è talmente confusa da non sapere

Sì. Ma non la percezione comune delle imprese spaziali; la percezione comune di qualsiasi cosa.
@puffolottiaccident: Grazie delle preziose precisazioni, anche se continuo a non capire perché per parlare dei giornalisti tiri in ballo i carabinieri, ma non importa, deve essere qualcosa di molto sottile che si capisce solo stando in Germania.
continuo a non capire perché per parlare dei giornalisti tiri in ballo i carabinieri

Amico, stai parlando con puffolottiaccident. Questo e altro :-D
soggetti che devono rendere conto al Papa prima che a Cesare dovrebbe essere tenute fuori dagli Assessorati e da ogni incarico pubblico.

Perfettamente d'accordo. Se rendono conto al Papa prima che a Cesare; anzichè separare le due cose, come dal senso e dalla lettera di Matteo 22, 21.
"curriculum di tutto rispetto"?? mah vedo praticamente solo "esperienze lavorative" in enti ecclesiastici e studi anch'essi di materie prettamente orientate alla teologia (gestione di enti ecclesiastici?!?!? cosa fa? conta le offerte?!) se controlli bene vedrai che si tratta si e no di una ragioniera, con tutto il rispetto per i ragionieri ma non mi pare proprio un "curriculone"..sarebbe come dire che una persona che ha studiato la storia della disney ha un curriculum di tutto rispetto, maperfavore! è solo una suora come tante e il livello della sua intervista lo conferma in pieno, compreso l'errore riportato nel post (altro che svista).
Ma siete sicuri che i carabinieri debbano riportare parola per parola nella verbalizzazione delle denunce? Capisco in un interrogatorio, ma ricordo ancora il mio testo di grammatica scolastica dove rapportavano, per l'appunto la trascrizione integrale delle parole del denunciante con la loro "traduzione in burocratese" nel verbale "ufficiale" (anzi, sempre a ricordo personale, mi pare che prima di apporvi la firma, sia fatto leggere il verbale per conferma che la "traduzione" corrisponda al senso delle parole dette).
L'articolo adesso è modificato e riporta:
"Samantha Cristoforetti prima donna italiana nello Spazio ha segnato una tappa, ma molta dell’attenzione riversata su di lei era dovuta al fatto che è una donna: se fosse stata un uomo, ci sarebbe parso un fatto normale, non straordinario. "

Il chè è una frase "stupida" per un semplice motivo: se al posto di Samantha ci fosse stato un uomo, non sarebbe stato nè il primo uomo, nè il primo italiano nello spazio (e nemmeno il primo uomo italiano) quindi è ovvio che sarebbe stato un evento "poco" clamoroso.
vedo praticamente solo "esperienze lavorative" in enti ecclesiastici

Università Cattolica di Milano
Università Statale di Bari
Camera dei Deputati
Provveditorato agli studi della Lombardia
Regione Lombardia
Ministero Pubblica Istruzione
Comune di Milano.


e studi anch'essi di materie prettamente orientate alla teologia

Laurea in giurisprudenza
Laurea in Economia
Sei attestati di formazione postuniversitaria in gestione.

se controlli bene vedrai che si tratta si e no di una ragioniera
Complimenti al tuo ragioniere :-)
Confesso che all'inizio avevo creduto chel'errore fosse di scrivere luna con la maiuscola. Poi ho messo la testa sotto la sabbia. L'uomo sulla luna non c'è mai andato: hanno fatto tutto a hollywood! :) ma non erano quelli dell'oscar a La La Land!
@Daniele A. Gewurz

Immagina la lotta furibonda fra il terminator e il (lo? la?) terminatrix. Il/lo/la terminator riesce ad afferrare il/lo/la terminatrix per la testa, e col suo cervello elettronico valuta a velocità vertiginosa gli elementi dell'ambiente circostante che potrebbe usare come arma.

Tondino d'acciaio da 16 mm? naah. Poi non si rialza più, antisportivo.
Cassa di nitroglicerina? naah, poi come guido la motocicletta?
La proverbiale bombola di elio? Nah, quello era 2 films fà...
Il magnete di una gru da 200 kg? naah, stessa roba che il tondino d'acciaio. Cerchiamo ancora... cosa c'è che fa ridere?

Una tazza di cesso! perfetto!!!

Morale della storia: parte del bello della vita sta in quello che non importa.

@Rado il figo

Non ne sono certo, è una cosa che mi hanno detto, tipo 10 anni fa e nonostante la mia fama di kattivissimo, non ho mai sperimentato di prima mano.
A quanto mi hanno detto il carabiniere che trascrive la denuncia dovrebbe astenersi dal suggerire sinonimi o correggere errori grammaticali.

@Martinobri
@pgc

La cacca di vacca è leggermente più nutriente della cacca di cavallo. Nozione che si spera non torni mai utile.

Ora, quando due genitori lavorano, alzano i loro miserabili e risibili ma onesti 100K lordi all'anno in 70 ore settimanali(complessive) e la prole comincia a camminare a due zampe, la scuola pubblica e la scuola cattolica dura e pura non vengono neanche contemplate.

Quando un genitore solo lavora 60 ore alla settimana per racimolare 15K netti all'anno, sono le uniche opzioni disponibili.

Siccome le scuole cattoliche offrono "qualità costante nel tempo", nei momenti in cui la scuola pubblica è messa peggio, son preferibili.

Poi, molte maestre nella scuola pubblica son cristiane o demo-cristiane o hare-krishna o impegnate in politica in misura niente affatto inferiore alle suore.

Chiedersi quale sia meglio fra queste due opzioni è come chiedersi se venir teleportati nudi sulla superficie di Nettuno ucciderebbe più in fretta che venir teleportati nudi sulla superficie di Urano.

Pensa che son stato operato da una dentista egiziana non più di 5 anni fa... Ogni fibra nervosa del mio corpo aborrisce le scuole religiose.
> Prendiamo l'infame esempio: "Gli schiamazzi avevano raggiunto una tale intensità da potersi definire notturni". A quanto mi è stato detto, se questo è quello che dice chi sporge la denuncia, allora il pubblico ufficiale questo deve scrivere.

E ti pare che le persone normali parlino in questo modo?
immagino martinobri si riferisca al mio commento, rispondo per punti:

vedo praticamente solo "esperienze lavorative" in enti ecclesiastici

beh, su 41 totali averne solo 7 al di fuori di enti ecclesiastici mi sembra proprio rientri nella definizione "praticamente solo" tenuto conto che:

Università Cattolica di Milano

Vedo nel CDA

Rappresentante della Santa Sede

S.E. Mons. Gianni Ambrosio
Rappresentante della Conferenza Episcopale Italiana

S.E. Mons. Nunzio Galantino
Rappresentante del Governo

Dott. Guido Carpani
Rappresentante dell'Azione Cattolica Italiana

Prof. Matteo Truffelli

garanzia di qualità e obiettivitàe soprattutto il fatto di essere suora non l'avrà per nulla avvantaggiata.


Camera dei Deputati (la vedo solo comparire in un paio di seminari o congressi, e in una commissioncina sarebbe un lavoro?)

Provveditorato agli studi della Lombardia (membro del gruppo strategico?!? membro del tavolo tematico?!?!) essì come essere CEO alla NASA

Regione Lombardia (?? non pervenuto)

Ministero Pubblica Istruzione (membro di qualità?! cos'è? un D.O.P.?!, esperta ai tavoli (imbandiva?) sulle scuole paritarie (mavà?))
Comune di Milano. (membro del gruppo di studio sulla...rullo di tamburi...parità, anche qui immagino avrà dovuto sgomitare)


e studi anch'essi di materie prettamente orientate alla teologia

Laurea in giurisprudenza
Laurea in Economia
ottenute entrambe in enti di chiara gestione clericale, sara un caso ?! credo di no.

Sei attestati di formazione postuniversitaria in gestione.

sure...peccato siano anche questi quasi tutti orientati alla gestione di enti ecclesiastici, surprise!

beh,niente da dire. complimenti per l'ottima difesa.
Prima di chiamare lei come avvocato credo preferirei il mio ragioniere :-))
Probabilmente per la Suor Anna andare sulla luna e andare nello spazio sono concetti intercambiabili, sono, per semplificare, la stessa cosa.
Come per i non addetti sono la stessa cosa tasse, imposte e tributi.
OK, Grip, capito il tipo: "ciò che c'entra con un ambito ideologico diverso dal mio è per ciò stesso di bassa qualità."
Saluti e non baci.
No Martinobri, semplicemente non giudico attendibile il parere di chi, di fatto, si è formato su un libro di fiabe. Farei lo stesso con qualcuno che ricavasse un mestiere basato sulla conoscenza monotematica dei libri di Andersen o Tolkien (e li usasse per misurare la realtà). Baci, non porto rancore :-)
(e li usasse per misurare la realtà)

Dimostra che nel suo lavoro la tipa in questione usa il libro di fiabe per misurare la realtà.
Poi scrivi alle due facoltà per fare revocare le lauree.
Facci sapere come va.
@Mars4Ever

Uuuuuh... "Normale" tipo Amy Winehouse o normale tipo Erwin Rommel?

mi puoi indicare col dito se intendi dire il punto più alto della gaussiana o se siamo un pochino a destra?
@Grip

'sto giro Martinobri non ha tutti i torti, anche se quando la suora parla di pilferare altri soldi al contribuente la domanda: "Con tutti i soldi che la chiesa piglia da tutte le parti dovreste essere in grado di mandare i pargoli in gita scolastica su Marte senza doverne chiedere altri." ci sta tutta.

A me non mi è mai capitato di andare da un concorrente a dirgli: "senti, devi darci parte del tuo incasso perchè non combiniamo a vendere 6 ravioli a 2,50€"

Cioè, alla fine se uno vende 6 ravioli a 25 euri e chiede ancora sovvenzioni statali, sta di certo sbagliando qualcosa.

Ho la soluzione: "quando i genitori ti han pagato la retta, manda i bimbi a Urumqi o a Boston, e intasca la differenza. Lascia fare un lavoro a chi lo fa meglio di te."
è un sospetto, per carità, ma una persona che centra la sua politica educativa sulla "libertà di scelta della famiglia", ho il sospetto che metta davanti i soliti luridi interessi della Chiesa rispetto a Cesare. Altro che usare il libro di Fiabe.

Tra l'altro non capisco cosa c'entri questo con l'interesse dello studente, che mi sembra tutt'altra cosa, e invece viene portato avanti da questa tizia come se fosse ovvio che interesse dello studente sia che la sua famiglia decide che tipo di educazione dargli. La cosa può sembrare banale ai credenti, e anche a coloro che non si fermano un attimo a riflettere. Un po' meno quando si considera la libertà di scelta alla famiglia di un musulmano integralista, per esempio.

Per me, invece, è fondamentale che TUTTI contribuiscano alla creazione di un sistema educativo uguale per TUTTI, in cui diversi atteggiamenti verso il mondo, razze, etnie, etc si confrontino (non che vengano usate per indottrinare), e in cui sia veramente lasciato allo studente la capacità di assorbire diverse istanze e convinzioni attraverso il confronto tra pari, per poi decidere da adulto. E in cui non si perda tempo a raccontare favole invece di parlare di scienza, di cultura, di storia. Di fatti REALI.

Questa la chiamerei libertà, non quella delle famiglie di tentare di indottrinare i loro figli secondo le proprie personali convinzioni, come se il problema fosse convincerli ad avere le loro opinioni, piuttosto che una buona preparazione. Ma ci si arriverà.
@pgc

Questo è il motivo per cui il welfare così come è inteso nelle società occidentali non mi convince.
Continuare a premiare chi prende decisioni demenziali facendo finta di non sapere a quali risultati porteranno impedisce di mettere nella giusta prospettiva l'educazione basata sulle fiabe.

Prima che io andassi a Kelheim, un cristiano era andato a tirar cravatte perché aveva notato che chi pochissimi cristiani erano stati promossi oltre al quarto livello.
La fabbrica diede quella che secondo me è la risposta corretta: I genitori hanno il diritto di scegliere come educare il figlio, ma in che modo l'educazione inciderà sulla sua carriera non è una responsabilità dei datori di lavoro.

Lo stato-maestrina che dice all'imprenditore: "tutti i bambini devono potersi divertire col tuo giocattolo." è un grosso ostacolo al permettere il confronto fra ideologie e metodi.

Mettersi a strillare: "Non è giusto, lui sta ottenendo risultati più ammirevoli dei miei usando un metodo differente! dovete imporgli un handicap altrimenti il mio metodo fa brutta figura" è già un ammissione di fallimento, ma ti invito a riflettere sul fatto che questo atteggiamento sembra conservarsi fino all'età adulta solo fra cristiani e musulmani.

Il mio ambiente di lavoro è prevalentemente buddista* e fra i miei colleghi un simile atteggiamento di solito è considerato un sintomo di senilità incipiente da assecondare con discrezione e cortesia, fra i 14 e i 60 anni non si manifesta mai.

*Non so quale confessione, di preciso. Sull'altare, al fianco del buddha c'è Shennong... Quello che in "Grosso guaio a Chinatown scoppia.
è un sospetto, per carità, ma una persona che centra la sua politica educativa sulla "libertà di scelta della famiglia", ho il sospetto che metta davanti i soliti luridi interessi della Chiesa rispetto a Cesare.

Mi sfugge la connessione tra le due cose.


Tra l'altro non capisco cosa c'entri questo con l'interesse dello studente, che mi sembra tutt'altra cosa, e invece viene portato avanti da questa tizia come se fosse ovvio che interesse dello studente sia che la sua famiglia decide che tipo di educazione dargli.

Non se fosse ovvio. E' ovvio. L'alternativa è che chi educa è lo Stato. Come a Sparta. Che non è 'sto gran modello di democrazia.
Siamo tutti d'accordo che l'ideale sarebbe la situazione che tu descrivi nelle righe successive. Che però sono l'equivalente di un mondo senza ladri, senza malvagità, in cui possiamo uscire lasciando la porta aperta e sorridendoci a vicenda. E' astratto.
Nel mondo reale, invece, i ragazzi diventano adulti non scegliendo tra diverse opzioni del menù precucinato asetticamente dallo stato, ma vivendo e approfondendo una ipotesi di interpretazione del reale. Una. Proposta da chi ha più relazioni umane (non semplicemente professionali) con loro. Vissuta completa, fino in fondo. Diversa da altre, certo; e allora? Indottrinata dai genitori? Ohibò, se c'è gente che con grande probabilità non segue ciò che dice la famiglia sono proprio i ragazzi.
Non c'è scandalo nel lasciare che chi cresce segua un percorso educativo ben caratterizzato. Se chi propone l'ipotesi è sincero e propone metodi ragionevoli (nel vero senso della parola) per verificare l'ipotesi, i ragazzi si accorgeranno automaticamente, semplicemente vivendo e crescendo, se l'ipotesi è falsa. Se non è sincero... beh, c'è poco da fare. Anche nella scuola più laica (in senso positivo) del mondo.
L'alternativa, una scelta asettica tra ipotesi presentate come equivalenti, come se chi sceglie fosse un algoritmo, da una parte non è realizzabile, dall'altra tratta i discenti come macchinette, cioè tagliando via una parte della loro persona. E se un metodo chiede di censurare qualcosa della propria umanità è sicuramente sbagliato.
@martinobri non perdo il mio tempo denunciando una suora ad una università clericale, preferisco guardare asciugarsi la vernice piuttosto. In ogni caso, se hai un po' di onestà intellettuale, ti farò un esempio di come questi laureati baciapile interpretano la realtà secondo un libro di fiabe: ginecologi obiettori di coscienza (che licenzierei in massa anche oggi fosse per me). Ma è solo uno degli esempi, nella scuola succede la stessa cosa così come in tutti gli ambiti lavorativi e sociali. Ma se hai ancora idea che le scuole paritarie siano da accettare è evidente che hai appreso molto anche tu da quello stesso libro di favole e non posso argomentare con chi crede che siamo fatti di argilla e sputo divino. Sarebbe come discutere con Saruman.
non perdo il mio tempo denunciando una suora ad una università clericale

L'università statale di Bari è clericale?


questi laureati baciapile interpretano la realtà secondo un libro di fiabe: ginecologi obiettori di coscienza

Secondo te tutti gli obiettori di coscienza fanno questa scelta perchè sono cattolici? LOL!
Se hai un minimo di rigore logico, confronta le percentuali degli obiettori (>75%, più o meno), dei cattolici praticanti (25-35% a seconda del sondaggio) e tira da solo le tue conclusioni.


nella scuola succede la stessa cosa

Ci lavoro e non lo vedo.


se hai ancora idea che le scuole paritarie siano da accettare è evidente che hai appreso molto anche tu da quello stesso libro di favole

Ovvero, lanci un rilievo (supposto) negativo su una delle (possibili) motivazioni delle (ipotizzate) opinioni dell'interlocutore anzichè discutere le (ipotizzate) opinioni.
Se hai un ciccinino* di onestà intellettuale l'inconsistenza logica di tale affermazione la vedi da solo.


* lombardismo per "poco poco"
Io, invece, ce l'ho con Suor Anna Monia Alfieri per un'altra ragione: perché se non si conosce un argomento, specie se non è del proprio campo di interessi, non si ammette semplicemente di non sapere nulla o, almeno, di saperne poco?

Inoltre molte di queste interviste sono fatte per email. Le ci voleva molto a fare almeno una ricerchina con "gogol" per accertarsi di non sparare caz... ehm... cretinate prima di inviare le risposte all'intervista?

Questa è una pessima abitudine che hanno in molti e, forse, è sempre stata diffusa ma, probabilmente, nel passato era più facile che un errore del genere passasse inosservato.