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2017/03/24

Una visita al primo server Web

Pochi giorni fa sono stato al CERN e, fra le tante meraviglie tecnologiche di questo centro di ricerca scientifica, ho finalmente visto con i miei occhi il primo server Web della storia: la workstation NeXT usata da Tim Berners-Lee, l‘informatico che insieme a Robert Cailliau concepì presso il CERN quello che oggi chiamiamo il Web, ossia la parte di Internet strutturata in pagine contenenti testo, immagini e collegamenti ad altre pagine. Era il 1989: un’eternità di tempo fa, ai ritmi dell’informatica.

Oggi questa workstation è esposta al CERN qui in una teca sferica insieme al documento Information Management: A Proposal che Berners-Lee scrisse per proporre l’idea al suo capo, Mike Sendall, che la commentò laconicamente con tre parole visibili ancora oggi, scritte a mano, sulla stampa del documento: “Vague but exciting” (“Vago ma stimolante”).



Va ricordato che all’epoca Berners-Lee aveva pensato al Web soltanto come sistema di gestione delle informazioni interne del CERN e non come modo per organizzare tutta Internet, e che intendeva chiamare la propria creatura Mesh: solo in seguito, durante la scrittura del software per realizzarla, scelse di chiamarla World Wide Web. La parola “web” ricorre già, comunque, nel testo originale della sua proposta.

Fu proprio il CERN a ospitare la prima pagina del Web pubblico: è ancora visitabile oggi qui in una versione leggermente modificata (l’indirizzo originale era http://nxoc01.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html).



Il primo server Web era un computer che nel 1989 era ai massimi livelli ma che oggi considereremmo primitivo: 8 megabyte (sì, megabyte) di RAM, 256 megabyte di disco magneto-ottico, processore a 25 MHz e disco rigido facoltativo. Il NeXT era una creatura di un altro nome celebre di Internet: Steve Jobs.

10 commenti:

arse ha detto...

L'adesivo "Questa macchina è un server - non spegnerla" è il massimo della tecnologia ancora adesso dalle mie parti. Sapere che è stata implementata anche al CERN renderà orgoglioso il responsabile IT

Sciking ha detto...

A chi interessasse, esiste ancora un'interfaccia grafica per Linux che riproduce molto bene NeXT. Devo ammettere che NeXT è una delle cose dell'informatica del passato che ammiro molto.

eFFFe ha detto...

8 megabyte?!? certo, perché era un server...
proprio a quell'epoca risale il mio primo computer, col monito a fosfori verdi, 512 kilobyte di RAM basica con possibilità di portarla a 1 mega, però il DOS non la riconosceva (Guglielmo Cancelli aveva deciso che più di 512 K non sarebbero serviti a nessuno) e circolavano delle specie di driver per gestire la memoria espansa piuttosto che quella estesa, e il pc non aveva HD ma due lettori per floppy da 5"1/4
e avevamo trent'anni di meno, nostalgia canaglia...

ST ha detto...

Indubbiamente la tecnologia in certi ambiti ha una velocità di sviluppo incredibile, mentre in altri settori (almeno apparentemente) no.
Basti confrotnare le carattersitiche del computer che hai citato. Oggi persino un telefono giocattolo [per i pignoli sto esagerando] è più potente.

ARM_ ha detto...

Mi torna in mente il mio primo pc. 166MHz, 128MB di RAM...
Come passa il tempo

DvD ha detto...

Off topic ma in tema con discussioni precedenti:
“Vague but exciting” (“Vago ma stimolante”)
fa riflettere su quanta differenza ci sia tra una traduzione fatta da un professionista e quella che "tutti sarebbero in grado di fare".
In molti, me compreso, avrebbero tradotto con "eccitante" senza pensarci due volte!

martinobri ha detto...

il Web, ossia la parte di Internet strutturata in pagine contenenti testo, immagini e collegamenti ad altre pagine.

?
C'è un'altra parte di Internet?

pgc ha detto...

Martino,

internet include anche, per esempio ma non solo, skype, ftp, telnet, e un numero enorme di protocolli diversi dal WWW.

Il Lupo della Luna ha detto...

Soprattutto allora, chi si ricorda di gopher (Mai usato)?

GB ha detto...

Gopher, usato.
Come si usava achie.funet.fi
ftp e mget a manetta...