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2017/09/03

Raffica di record spaziali per Peggy Whitson

Questo articolo è tratto dall’Almanacco dello Spazio.

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Impatto della Soyuz MS-04 con accensione dei razzi di frenata.

Stanotte il cosmonauta russo Fyodor Yurchikhin e gli astronauti statunitensi Peggy Whitson e Jack Fischer sono tornati sulla Terra, in Kazakistan, dalla Stazione Spaziale a bordo della Soyuz MS-04. Yurchikhin e Fischer sono rientrati dopo una permanenza di 136 giorni e il russo ha totalizzato 673 giorni in orbita nel corso di cinque missioni. Ma i record principali spettano a Peggy Whitson.

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La Soyuz MS-04, coricata su un fianco, viene raggiunta dal personale di recupero.

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L’equipaggio della Soyuz MS-04, estratto dalla capsula.

Per la Whitson si conclude una missione durata 289 giorni (nuovo record mondiale femminile di durata di una singola missione, che prima spettava a Samantha Cristoforetti), durante i quali ha effettuato 4623 orbite, percorrendo circa 200 milioni di chilometri in orbita intorno alla Terra.

Nel corso della propria carriera, composta da tre missioni, ha trascorso in tutto 665 giorni nello spazio, stabilendo il nuovo primato statunitense maschile e femminile di permanenza complessiva (che prima apparteneva a Jeff Williams) e il nuovo record mondiale femminile di permanenza complessiva; è inoltre diventata la prima donna due volte comandante della Stazione e ha stabilito il nuovo record femminile di attività extraveicolari (dieci in tutto, per un totale di 60 ore). Come se non bastasse, a 57 anni Peggy Whitson è anche la donna più anziana a volare nello spazio.

E intende tornarci. Tanto di cappello.

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Peggy Whitson dopo l’atterraggio.

26 commenti:

Gianluca Atti ha detto...

Bentornata a casa Peggy!!!

frankbat ha detto...

Bentornati a tutti.
E buon lavoro a chi resta li' sopra.

Claudio Costerni ha detto...

Tanto di casco!

rico ha detto...

Due volte comandante e sessanta ore di EVA. Un bel messaggio per i sessisti terrestri (o sotto-terrestri)

Stefano Benamati ha detto...

Non riesco a capire una cosa nella prima foto: la Soyuz è chiaramente più vicina alla macchina fotografica delle persone che gli stanno dietro, ma appare come se fosse molto piccola, troppo piccola per contenere 3 persone.

Due spiegazioni:

(1)

COMPLOTTISTA ON
* troppo piccola quindi non c'erano persone
* quindi la stazione spaziale non esiste, d'altronde come potrebbe orbitare intorno alla terra che è piatta?
* quindi non siamo mai stati sulla Luna
* quindi il Pentagono è stato colpito da un parassita militare
* quindi le scie chimiche esistono
COMPLOTTISTA OFF

(2) Stanno stretti!

La domanda che sorge spontanea a questo punto è: ma quanto spazio hanno a disposizione gli astronauti nella capsula? Visto che hanno sicuramente bisogno di qualche tipo di strumentazione e che indossano delle tute ingombranti, come fanno a starci? Una volta dentro non dovrebbero neanche avere lo spazio per muovere le dita dei piedi...

Paolo Attivissimo ha detto...

Stefano,

ma quanto spazio hanno a disposizione gli astronauti nella capsula?

Pochissimo: ho visto da vicino il simulatore Soyuz che usano gli astronauti a Houston. Come le Mercury, non si entra in una Soyuz: la si indossa.

Se soffri di claustrofobia, scordatelo.

Detto questo, la foto è scattata con un teleobiettivo, che falsa la prospettiva.

Claudio Costerni ha detto...

Scusate se mi intrometto, Stefano e Paolo ... ma Paolo?
Mi meraviglio di te, non mi pare che sia ironia la tua, se uno soffre di claustrofobia, al giorno d'oggi, forse che non ha molte possibilità di diventare astronauta.
Io credo.

Magari un domani ...

Paolo Attivissimo ha detto...

Claudio,

la claustrofobia ti esclude automaticamente dalla selezione come astronauta o cosmonauta. Non solo per le dimensioni della capsula: il vero discrimine è la tuta da EVA. Molti crollano appena cominciano a indossarla. Hai presente Armageddon? Il cast andò alla megapiscina NASA a Houston per tentare di fare delle riprese dell'addestramento. Nessuno dei machissimi attori riuscì a stare nella tuta per più di qualche secondo prima di avere una crisi. Questo me lo raccontò un'addetta NASA durante una visita alla piscina in questione. Alcuni astronauti che conosco confermano la sensazione.

Io ne soffro un po'; sono stato dentro un simulacro Apollo 1:1 senza problemi, ma la capsula Soyuz credo mi darebbe parecchio filo da torcere. Sconsiglio vivamente agli alti. C'è un motivo per cui tutti i cosmonauti russi sono bassi e mingherlini. Paolo Nespoli, che è più alto di me, è un eroe.

Respect! ha detto...

Solo a me Peggy pareva molto provata dopo l'atterraggio? Sembrava un automa, inespressiva salvo alcuni sorrisi di rito.
Quali possono essere i principali disagi fisici da rientro orbitale?

Diego Laurenti ha detto...

@ Stefano Benamati

"indossano delle tute ingombranti, come fanno a starci?"

Forse è arrivato il momento di cominciare ad usare le tute di Elon Musk?

https://www.instagram.com/p/BYIPmEFAIIn/

Paolo che ne pensi?

Paolo Attivissimo ha detto...

Diego,

Paolo che ne pensi?

Non si è ancora vista dal vivo e i dettagli sono ancora molto vaghi. Il volume della tuta non cambia molto le cose: quello che conta è la rigidità immobilizzante, che produce claustrofobia. Sulla rigidità della tuta di Musk non ci sono dati. Aspettiamo e vediamo.

Paolo Attivissimo ha detto...

Respect,

Quali possono essere i principali disagi fisici da rientro orbitale?

Soprattutto nausea e disorientamento. L'orecchio interno, "fermo" da nove mesi e mezzo, improvvisamente riprende a mandare segnali al cervello, e questo spesso induce nausea da movimento. Noterai che Peggy, in particolare, muove poco la testa proprio per non generare movimenti del fluido nell'orecchio interno.

Poi c'è la sensazione di peso: tutto sembra improvvisamente pesantissimo, persino la lingua e la mascella, per cui devi riabituarti a parlare. Inoltre il rientro nella Soyuz non è una passeggiata: le decelerazioni sono forti, il calore a bordo è alto, e la botta all'impatto, a detta di tutti, è l'equivalente di un tamponamento in auto. Non per nulla i cosmonauti parlano sempre di "atterraggio morbido" con un sorriso beffardo :-)

daniel bertagnolli ha detto...

"Paolo Nespoli, che è più alto di me, è un eroe."

Mi chiedo ancora come faccia a starci, probabilmente devono spungere parecchio per farlo entrare :P A quanto ho letto è al limite massimo di altezza possibile per entrare nella soyuz, possibile?

Paolo, vedo che parli di simulatori Soyuz e Apollo, danno anche la possibilità di entrarci in entrambi? Non ho mai sentito di una roba del genere ma se è vero prenoto subito il volo ahah

Anonimo ha detto...

Scusa Paolo, ma con 673 giorni il primato maschile non è di Yurchikhin?

Anonimo ha detto...

"primato statunitense". Come non detto, scusa. :)

Paolo Attivissimo ha detto...

Marco,

Scusa Paolo, ma con 673 giorni il primato maschile non è di Yurchikhin?

No. Il primato mondiale di permanenza complessiva spetta a Gennady Padalka, con 879 giorni in 5 missioni (e vuole arrivare a mille!). Peggy ha il primato mondiale femminile e il primato americano maschile e femminile.

Paolo Attivissimo ha detto...

Daniel,

Mi chiedo ancora come faccia a starci, probabilmente devono spungere parecchio per farlo entrare :P A quanto ho letto è al limite massimo di altezza possibile per entrare nella soyuz, possibile?

Quasi. La Soyuz TMA accetta cosmonauti da 1,50 a 1,90 m (99 in posizione seduta). La MS attuale dovrebbe essere invariata. Paolo mi pare sia 1,88 m.

Paolo, vedo che parli di simulatori Soyuz e Apollo, danno anche la possibilità di entrarci in entrambi? Non ho mai sentito di una roba del genere ma se è vero prenoto subito il volo ahah

Nei centri di addestramento ci sono i simulatori Soyuz funzionanti, ma è molto difficile che vi facciano entrare un visitatore. Io sono stato in una replica 1:1 di una capsula Apollo (quella che c'era a Volandia). Chicca: accanto a me c'era Charlie Duke, astronauta lunare, emozionatissimo a ritornare dentro una capsula Apollo dopo 40 anni.

daniel bertagnolli ha detto...

"Chicca: accanto a me c'era Charlie Duke, astronauta lunare, emozionatissimo a ritornare dentro una capsula Apollo dopo 40 anni."

Giuro che non sono invidioso, noooo proprio 0...

Mi sa che devo iniziare a cercare nel web se ci sono mockup fedeli delle soyuz in cui si può entrare... oddio, entrerei anche nei simulatori, anche a costo di dover mettere la sokol, se mi tocca indossarla lo farò (forse la psicologia inversa funziona)

Mars4ever ha detto...

> "la foto è scattata con un teleobiettivo, che falsa la prospettiva."

Modalità pignolo: la prospettiva in una foto non è mai vera o falsa, e qui la questione non è di prospettiva ma di proporzioni e distanze. Se la distanza tra due soggetti nella foto è significativamente minore di quella tra loro e il punto di ripresa, allora le proporzioni delle dimensioni nell'immagine sono quasi uguali a quelle reali, tutto qui. Non è per forza una questione di focale, anche l'eclisse di Sole si fotografa col teleobiettivo ma il Sole rimane sempre molto più lontano della Luna, per cui l'effetto apparente è opposto a quello di questa foto con la capsula e le persone di soccorso.

martinobri ha detto...

Due volte comandante e sessanta ore di EVA. Un bel messaggio per i sessisti terrestri

Ma che. Ha fatto solo ore di Eva, no? Quando ne farà anche di Adamo, ne riparleremo.



Mettete pure via pietre e pomodori, me ne vado da solo.

Claudio Costerni ha detto...

Martinobri (#20),

meno male che non hai scritto che evaqui da solo!
Certamente non ti farei compagnia in questa tua funzione poco religiosa.
Non avrei nemmeno alcun oggetto da lanciarti adesso, anzi, se fossi un Berluscao con una TV, ti offrirei di fare da spalla ad un comico, cabarettista, mago et similia.

pgc ha detto...

[img]http://kmr.nada.kth.se/VML/Matematik-inscannat/Comic-strips/BC/BC-perspective.jpg[/img]

Paolo Alberton ha detto...

Martinobri

Meravogliosa :D

Luca Innocenti ha detto...

Scusate la domanda...sono rimasto sorpreso dalle esigue dimensioni della Soyuz ..guardando la foto non ho capito dove sono alloggiati i retrorazzi di frenata finale..l'esterno della capsula mi sembra liscio .. i razzi sono rilasciati dopo l'atterraggio o sono interni alla struttura?? Grazie Luca

pgc ha detto...

Luca,

buona domanda: lo schermo ablativo si stacca nel momento, mi pare, in cui il paracadute principale si apre, liberando i retrorocket e permettendo la fuoriuscita di due antenne da usare subito dopo l'atterraggio:

[img]http://pages.erau.edu/~ericksol/courses/sp425/s2003/images/SOYTM3B.gif[/img]

Luca Innocenti ha detto...

Grazie mille, la foto da questo punto di vista e' decisamente esplicativa