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2017/09/28

Lena, la ragazza di Playboy più guardata nella storia dell’informatica

Lena.
Ultimo aggiornamento: 2020/07/02 18:40.

La scomparsa di Hugh Hefner, fondatore di Playboy, a 91 anni, riporta in mente tante cose a tanti fruitori delle sue riviste e del suo impero basato sulle grazie femminili, ma fa riemergere anche una storia forse poco conosciuta che lega Playboy all’informatica in una maniera decisamente insolita.

Oggi diamo per scontata la possibilità di creare e condividere foto digitali, ma negli anni Settanta questa era un’idea oggetto di ricerca avanzata. In particolare, nel 1973 alla University of Southern California c’era un ricercatore, Alexander Sawchuk, che stava cercando un’immagine da usare come riferimento per i test di digitalizzazione. Di solito si usavano le immagini di calibrazione degli studi televisivi: immagini noiose che risalivano agli anni Sessanta. Per la conferenza tecnica che stava preparando gli serviva un’immagine su carta patinata che includesse un volto umano. Guarda caso, arrivò qualcuno con una copia di Playboy.

Fu strappata la parte superiore del paginone centrale della rivista per poterne fare la scansione con i metodi primitivi di allora (lo scanner era uno di quelli per le telefoto e bisognava montare la foto su un cilindro rotante) nei tre colori primari, a una risoluzione di 100 linee per pollice, elaborata poi con un minicomputer Hewlett Packard 2100. Un procedimento complicato che produsse un’immagine da 512x512 pixel, mostrata all’inizio di questo articolo (l’originale è in formato TIFF). Sono metodi e valori che oggi fanno sorridere, ma erano lo stato dell’arte di allora.

La scansione della Playmate era una soluzione improvvisata, nata per uno scopo momentaneo, ma ben presto altri ricercatori chiesero a Sawchuk una copia dell’immagine da usare come campione standard di riferimento per valutare i propri programmi di compressione ed elaborazione delle immagini. In breve tempo quella foto di Playboy divenne lo standard tecnico di tutto il settore della fotografia digitale, e se oggi abbiamo GIF, JPEG e tanti altri formati per la trasmissione di immagini lo dobbiamo anche a quest’improvvisazione californiana, fatta oltretutto in violazione del copyright.

Ma chi è la ragazza in questione? Playboy la presentò come Lenna Sjööblom, Playmate di novembre 1972, ma il suo vero nome è Lena (una N sola) Söderberg. La sua immagine viene tuttora usata per la ricerca e la signora Söderberg non lo scoprì fino al 1997, quando fu invitata alla conferenza annuale della Society for Imaging Science in Technology. “Saranno così stufi di me, guardando la stessa foto per tutti questi anni!” commentò in quell’occasione.

La rivista di Hefner, solitamente ferrea con le violazioni del copyright, prese bene questo caso specifico, e anzi per l’occasione della conferenza diede una mano a rintracciare Lena a Stoccolma, dove aiutava le persone con handicap a usare i computer.


Fonti: Lenna97: A Complete Story of Lenna; The Lenna Story; IEEE Professional Communication Society. Segnalo inoltre un articolo su Wired di Linda Kinstler, che ha intervistato Lena nel 2019.

21 commenti:

Patrick Costa ha detto...

Con la mia solita grezzaggine... "Bella gnocca va!" Storia interessante comunque

ataru1976 ha detto...

Nelle mie dispense universitarie del corso di elaborazione delle immagini c'è quella foto di Lena ogni tre pagine circa.
Meglio non pensare a quanto tempo è passato...

Andrea Floriddia ha detto...

All'università ho impararato il "C" scrivendo un programma di elaborazione di immagini di jpeg adattivo usando un'immagine b/n di Lena. Veramente una bella ragazza

Massimo ha detto...

Da ignorante ho utilizzato questa immagine per gli algoritmi di elaborazione sviluppati per la tesi della triennale. L'immagine me l'aveva data il professore, insieme ad altre, dicendomi che quelle erano immagini buone per i test su immagini digitali. Le ho utilizzate, ma mai mi era passato per la mente che quelle immagini potessero avere una storia dietro.

Brutta cosa l'ignoranza 😖

RedTuning ha detto...

Ci ho passato tutto il corso di IEM elaborazione dell'immagine con questa foto! Il nostro prof però ci raccontò tutta la storia qui citata, con l'aggiunta di "il link per la foto intera non ve lo metto, ve lo andate a cercare!". Si usa tutt'ora come base per qualsiasi manipolazione digitale, test su algoritmi di compressione ecc.

P.s. mi pare di capire che oggi è il tuo compleanno, siamo in 2 allora! Un augurio

gianluca atti ha detto...

Paolo, le immagini di Playboy furono portate sulla Luna, a loro insaputa, da Conrad e Bean nella massima Apollo 12. Pagina 269 del libro "Luna? Sì ci siamo andati".

puffolottiaccident ha detto...

"Play boy" ha giocato un ruolo fondamentale nell'emancipazione del maschietto italiano.

Per millenni il bieco matriarcato italiota ha tenuto i bambinI lontani dai gran misteri dell'economia domestica.
Storicamente il maschietto che esprime interesse nei confronti di tale materia viene deriso e ridicolizzato, e additato come scarsamente virile.
In tal modo l'italiota non aveva che due scelte: sposarsi per passare dalle amorevoli cure della mamma a quelle della moglie, ignaro del fatto che uno scapolone può benissimo tenere in ordine la casa con tre o quattro ore alla settimana di lavoro (tra l'altro piacevole e divertente)

Un bel giorno un certo Hugh Hefner corse in aiuto degli italianI oppressi e maltrattati e nascose corsi di economia domestica in quella che sembrava una rivista di donne nude. Così gli italiani poterono finalmente imparare l'economia domestica di nascosto dalle mamme.

Quando una di queste suddette mamme decise di guardare la rivista per mera curiosità, tipo: "Facciamoci due risate guardando le poverelle che DEVONO far ginnastica e stare attente a quello che mangiano per mestiere" si accorse con orrore che conteneva istruzioni sufficienti per permettere ai figli maschi di vivere da soli, e quello che era ancora peggio, rivelava ai maschi i segreti della cucina puttanesca.

Quando in edicola un maschietto veniva aggredito da una femminista: "Aaaaargh! Maschio fallocrate & sciovinista! Tu stai comprando "Play Boy" Non avrai mica intenzione di vivere da solo, svolgere un lavoro altamente remunerativo e goderti una vita senza drammi? Ebbene IO non lo accetto. L'uomo che fa 'ste robe da solo è una minaccia alla dignità della [donna]"

Poteva rispondere: "No, no, stia tranquilla, lo compro solo per guardarmi le donne nude di nascosto dalla mamma, l'annuncio in copertina: Questo mese vi spieghiamo come lavare i vestiti in lavatrice a 60 gradi senza tingere i calzini di rosa barbie" non lo avevo neppure notato, colonnella"

Girodivite ha detto...

ahahahah! inserisco nel prossimo aggiornamento del cronoWeb!

Unknown ha detto...

Ma un link all'immagine originale non ce la vogliamo mettere? :D
http://www.ee.cityu.edu.hk/~lmpo/lenna/len_full.jpg

Gnacca ha detto...

Gli scanner a tamburo sono stati usati fino a pochi anni fa (con risoluzioni migliori ovviamente). Ne ho usati anche io.
Gran bella scansione nonostante l'età.

Berto ha detto...

Un GRAZIE a Emanuele More'
^_^

Unknown ha detto...

Paolo, sei consapevole che hai spinto la maggior parte dei tuoi lettori a cercare su google immagini la foto intera? xD

Unknown ha detto...

Ammetto che il mio animo Geek è alquanto combattuto.
Da una parte la meraviglia della pionieristica digitalizzazione delle immagini, dall'altra l'eresia dello "strappo" del paginone centrale di Playboy. :D

Gran bella storia Paolo, ammetto di non averla mai conosciuta.

GuastArdo

Paolo Attivissimo ha detto...

Roberto,

Paolo, sei consapevole che hai spinto la maggior parte dei tuoi lettori a cercare su google immagini la foto intera? xD

Beh, non so se "la maggior parte" e se saranno solo lettori al maschile, ma comunque troveranno solo bellezza, per cui non credo che ci saranno danni permanenti.

Paolo Attivissimo ha detto...

RedTuning,

P.s. mi pare di capire che oggi è il tuo compleanno, siamo in 2 allora! Un augurio

Confermo. Grazie!

fmcard ha detto...

Ma l'avete mai vista la foto completa?
Nella foto c'è tutta la signorina... e svestita... niente di particolarmente forte comunque...
http://www.ee.cityu.edu.hk/~lmpo/lenna/len_full.jpg

bastian contrario ha detto...

non ci saranno danni permanenti? ma lo sai che si diventa ciechi???

pgc ha detto...

"Lena, la ragazza di Playboy più guardata nella storia dell’informatica"

Dimostralo!

Damiano ha detto...

Bel dominio http://www.lenna.org

Guga ha detto...

Ho fatto specialistica e dottorato nel campo dell'informatica grafica e ho visto il volto di Lena più spesso di quello di mia moglie.

Ho scoperto anche relativamente tardi il "resto" della foto e devo dire che forse è stato un bene per la mia carriera accademica.

Andre Blink ha detto...

È anche nella mia tesi... Spettacolo sapere da dove viene questa foto dopo SOLI 5 anni