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2019/08/14

Enel X, “azienda globale”, non spedisce a Lugano una tessera di ricarica

Ultimo aggiornamento: 2019/09/02 10:20.

È bello che Enel X si stia dando da fare installando colonnine di ricarica per veicoli elettrici: ben 6925 finora in tutta Italia, secondo la sua newsletter più recente.

Ma sarebbe anche bello se i tanti turisti che visitano l’Italia dall’estero potessero usarle senza diventare matti. Perché salta fuori che Enel X, quella che si autodefinisce “azienda globale” nel suo sito, si rifiuta di spedire all’estero la tessera che serve per usare queste colonnine. Non dico in Tanzania o a Hong Kong, ma a Lugano. Che sta a trenta chilometri dal confine italiano.

Certo, si può usare l’app JuicePass di Enel X, ma non tutti i turisti hanno il roaming dati sul telefonino, e spesso l’app non funziona perché sbaglia la geolocalizzazione o la connessione dati non funziona. Arrivare in Italia con un’auto elettrica e scoprire che le colonnine che speravi di usare sono inaccessibili può essere un bel guaio. Saperlo in anticipo ti fa andare dalla concorrenza oppure ti fa cambiare paese di destinazione per le vacanze. E magari ti fa pentire di aver scelto un’auto elettrica che non ha una propria rete di ricarica garantita che funziona semplicemente avvicinando il connettore all’auto, in qualunque paese (Tesla).

Come sapete, vivo vicino a Lugano da quattordici anni e ho una piccola auto elettrica (no, non è una Tesla; è una Peugeot iOn di seconda mano). Ogni tanto vengo in Italia e ovviamente mi piacerebbe poter caricare l’auto presso le colonnine che cominciano a essere piuttosto diffuse. Mi piacerebbe usare quelle di Enel X, che sono un po’ovunque. Così ho installato l’app, ho diligentemente creato un account fornendo i miei dati, ed Enel X mi ha regalato 30 kWh di ricarica. Molto bene.

Ma viaggiare con un’auto elettrica richiede, almeno per ora, un Piano A e un Piano B. L’app è il mio Piano A. Ma se non funziona, vorrei avere anche la tessera di ricarica di Enel X. Oltretutto le tessere sono molto più veloci da usare di qualunque app. L’app deve avviarsi, deve geolocalizzarsi, il telefonino deve prendere la connessione, devi interagire con l’app in pieno sole, quando sullo schermo non vedi niente se non ti metti in posizioni che pare che stai facendo tai chi elettrificato o un rito propiziatorio al Totem della Mobilità Sostenibile, devi fare login e devi dire all’app di attivare la carica; la tessera, invece, la tiri fuori, la appoggi alla colonnina e sei a posto. Lo vedo regolarmente con la tessera di Swisscharge che ho e che uso spessissimo: infinitamente più rapida e affidabile di qualunque app.

Così chiedo a Enel X, tramite il sito, di mandarmi una tessera di ricarica associata al mio account. Costa sedici euro, una tantum. Va benissimo: è un investimento in tranquillità. Pago con la mia carta di credito, che è svizzera e viene accettata senza problemi. Vedo online che l’importo mi è stato addebitato.

Il 13 agosto mi arriva una bella mail, tutta allegra:

Gentile Paolo Attivissimo,

grazie per averci contattato.

In merito alla tua richiesta relativa all'acquisto della card Enel X Juice Pass, ti chiediamo di comunicarci le seguenti informazioni:

1. Un indirizzo di spedizione italiano;
2. Nome e cognome del referente;
3. Numero di telefono di riferimento;
4. Fascia oraria preferita per la consegna.

Non vediamo l'ora di ricevere queste informazioni prima di inviare la carta.

A presto,
il Team di Enel X.


Rispondo così:

Buongiorno,

1. Non ho un indirizzo di spedizione italiano. Come espressamente
indicato nei dati del mio profilo Enel-X, risiedo all'estero. Avete il
mio indirizzo di spedizione: Paolo Attivissimo, [mio indirizzo] - Svizzera.

Se non siete in grado di spedire una tessera a un indirizzo non
italiano, vi prego di informarmi e di annullare l'addebito che avete già
fatto sulla mia carta di credito.

2. Il referente è il sottoscritto.

3. Il numero di telefono è indicato nel mio profilo Enel-X. Quello dal
quale ho fatto l'ordine.

4. La fascia oraria è qualsiasi, in orari d'ufficio.


Grazie e cordiali saluti

Paolo Attivissimo

Ieri mi è arrivata via mail una nota di credito per 16 euro, senza una parola di chiarimento o di scuse. Risulta insomma impossibile, per un'“azienda globale”, spedire all'estero, a trenta chilometri dal confine italiano, una semplice tessera di ricarica per auto elettriche.

Insomma, Enel X, sarebbe bastato mettere nel sito un’avvertenza “Non spediamo all’estero”, senza farmi fare tutta la trafila e senza farla fare a voi. Il vostro business globale non arriva neppure a Lugano.


Sì, questo è uno screenshot dal sito Enel X. Notare l’espressione “c*zzo, ci hanno sgamato” dei due a destra.


A tutti quelli che inevitabilmente mi suggeriranno che avrei potuto dare l’indirizzo di un familiare o di un amico in Italia: no. È una questione di principio e di buon senso. Non tutti i turisti hanno la fortuna di avere un contatto in Italia, ed è triste che per interagire con una “azienda globale“ si debba sempre ricorrere all'arte di arrangiarsi.


2019/08/15


Seguendo i consigli arrivati nei commenti (grazie, siete preziosi come sempre!), ho richiesto una tessera Nextcharge, che è abilitata al roaming su varie reti di ricarica, compresa quella di Enel X. La richiesta si fa direttamente dall’app chiedendo semplicemente di attivare del credito di ricarica sul proprio account. Si può pagare con PayPal (almeno così dice l'app, ma a me non funziona), carta di credito o Google Pay. Il credito caricato va utilizzato entro un anno: la parte non utilizzata è rimborsabile. La tessera viene spedita gratuitamente a casa. Nextcharge è di Bologna. Vediamo cosa succede.

Sempre dai commenti mi arriva la segnalazione che anche Cemobil (nome infelice, visto che sembra Cernobil, ma tralasciamo), un operatore di colonnine elettrico austriaco, consente l’acquisto della tessera solo a clienti nazionali (che cioè stanno in Austria). Complimenti.

Poco fa (17:00) mi è arrivato questo tweet di risposta da Enel X: “Ciao Paolo, al momento il servizio di spedizione all'estero non è disponibile, ma ci stiamo attivando per renderlo attivo al più presto. Grazie per averci scritto, i suggerimenti e le segnalazioni dei nostri clienti sono importanti per migliorare sempre di più il nostro servizio.”


Ho risposto suggerendo di indicare questa limitazione nelle pagine Web di richiesta, in modo da prevenire che altri possano avere lo stesso problema.


2019/08/31


Ieri è arrivata al Maniero Digitale una normale busta postale contenente la tessera di Nextcharge. A quanto pare, la ditta bolognese riesce a fare quello che l’“azienda globale” trova impossibile.



2019/09/02 10:20


Mi è arrivata poco fa una mail di Enel X che dice che l’azienda ha attivato la spedizione all’estero e che mi manderà la tessera, oltretutto in omaggio. Interessante.


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