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2020/03/13

Le “profezie” tornano sempre di moda in tempi difficili: Sylvia Browne

Vari giornali si sono occupati delle profezie della sedicente veggente Sylvia Browne, raccolte in un libro del 2008 intitolato semplicemente Profezie nell’edizione italiana (il titolo originale è End of Days: Predictions and prophecies about the end of the world).

Una di queste sue profezie sembra particolarmente calzante per l’allarme sanitario di questi giorni, con tanto di indicazione della data (“entro il 2020”).

Ma prima di attribuire a Sylvia Browne la capacità di prevedere il futuro bisogna considerare una tecnica tipica di tutti i profeti, sensitivi e veggenti: sparane tante e vedrai che qualcuna la azzeccherai; soprattutto, la gente si ricorderà solo le profezie azzeccate e dimenticherà quelle sbagliate.

Infatti pochi ricordano, per esempio, che Sylvia Browne sosteneva di essere in contatto nell’aldilà con Amanda Berry, una ragazza scomparsa a Cleveland, nell’Ohio. Nel 2004 la medium aveva detto alla madre della ragazza che Amanda le aveva “parlato dal paradiso”. In realtà la ragazza era viva: era stata rapita. Potete solo immaginare come i genitori di Amanda abbiano accolto questa dichiarazione terribilmente sbagliata della veggente. La madre di Amanda, Louwana Miller, morì di insufficienza cardiaca un anno dopo le parole di Browne. Amanda Berry riuscì poi a scappare nel 2013, dopo dieci anni di prigionia.

Non è stato l’unico errore madornale di Sylvia Browne: Open e The Guardian ne presentano una collezione notevole. La medium è morta nel 2013 dopo aver sbagliato a prevedere la data della propria scomparsa, ma i suoi difensori dicono che ha avuto più successi che insuccessi nelle proprie previsioni.

Ma se questo è il criterio per essere considerati sensitivi e profeti, sono capaci tutti: basta scriverne tante, di profezie, magari ispirate da fatti già avvenuti e facilmente prevedibili, e aspettare che qualcuna corrisponda alla realtà. E poi aspettare che arrivino i soldi.


Fonti aggiuntive: Snopes.

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