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La lettera ammazzascuola di Tremonti al ministro Gelmini è una bufala

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Con tutto il caos informativo e disinformativo che c’è, ci mancava solo che qualcuno si mettesse a fabbricare apposta notizie false su un tema scottante per fare uno “scherzo comunicativo” e per “prendere parola in maniera anomala sui fatti gravissimi che il governo [italiano] cerca di nascondere”.

Sta infatti circolando in Rete una presunta lettera di Tremonti al ministro Gelmini, intitolata “Breve guida per far morire un'istituzione pubblica”. Basterebbe leggerla con un briciolo di spirito critico per insospettirsi a causa dei toni e delle espressioni usate dal suo testo, ma se lo spirito critico non dovesse bastare c'è la smentita diretta dei suoi creatori, Unicommon.org. La “lettera” è un falso.

La finta lettera è stata infatti pubblicata da Unicommon qui il 21 aprile, senza però includere la precisazione che è presente ora allo stesso indirizzo: “Ovviamente è un fake: ma è stato preso sul serio,condiviso e fatto girare ovunque nella rete. Oltre cinquantamila visite in un giorno su unicommon.org”.

Se l'avete diffusa, avvisate che si tratta di una bufala. O per dirla tutta, di uno scherzo stupido e pericoloso. Se c’è un incendio in corso, buttargli sopra benzina per attirare l'attenzione non è un approccio intelligente.


Aggiornamento per tutti i diversamente furbi che mi accusano di partigianeria politica: abito fuori dall’Italia da anni proprio per non nuotare nella fogna della politica italiana, che puzza ugualmente a destra, a sinistra e al centro. Se a voi piace sguazzarvi, fate pure, ma fate schizzi da un'altra parte, per favore. Questa mini-indagine antibufala serve solo a segnalare che la lettera è un fake dichiarato e per criticare il suo metodo di comunicazione. Non entra nel merito del suo eventuale “messaggio” politico o di quanto rispecchi o meno la realtà. Speravo si capisse, ma a giudicare dalla mail, dai commenti e dai tweet che mi arrivano non è così.
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Commenti
Commenti (277)
Non vedo proprio dove stia la bufala. Quella lettera descrive ESATTAMENTE ciò che l'attuale governo sta facendo alla scuola pubblica italiana.
Siamo d'accordo che le comunicazioni confidenziali fra ministeri non seguono i protocolli della comunicazione istituzionale. Ma qui gli autori burloni esagerano: un "A questo punto faremo dipendere direttamente il Ministero dell’Istruzione (che nel frattempo avremo tolto il “Pubblica”) dal Ministero dell’Economia" è davvero troppo. Anche il termine "riverticalizzazione", messo in bocca a Tremonti, è del tutto implausibile.

Nella versione del sito burlone è stata corretto, mentre l'errore è rimasto qui.

Infine, molte delle trovate polemicamente ascritte ai governi del centrodestra, come i crediti, il preside che si chiama dirigente scolastico, il bidello che non si chiama più bidello, sono state approvate dal centrosinistra, se ben ricordo.
Scusa Paolo, ma la lettera in questione m'è parsa subito un classico "serpente di mare" e non certo una bufala; conteneva cioè tutti gli elementi per far capire al lettore mediamente attento che non si trattava di un documento autentico ("Abbiamo intercettato questa missiva riservata inviata dal Ministero dell'Economia al Ministero della (pubblica?) Istruzione" COSA? Sarebbe anche un reato) ma di una ironica provocazione.

Quello che mi preoccupa è che così tanti internauti abbiano l'attenzione e lo spirito critico di un criceto.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
In effetti Tremonti è così intelligente (*) che non si può certo considerare autentica quella lettera.

Poverino, è da cattivi fare 'sti scherzi!






(*) quanto un bue ed un tombino messi insieme.
Il centrosinistra ha certo i suoi torti, ma l'aggettivo "pubblica" lo ha tolto (già, non se ne è accorto quasi nessuno, ma non c'è più) questo governo. E non è un caso che nell'ambiente, parlando della riforma dell'Università, non si parli di "riforma Gelmini", ma di "riforma Tremonti".
Come non è un caso che l'attuale presidente del consiglio non perda mai occasione per denigrare la scuola pubblica.

Che la lettera sia falsa è evidente: che la sua sostanza sia profondamente reale lo è altrettanto. Non è vero che sia sempre stupido e pericoloso gettare benzina su un incendio. Esiste anche la tecnica del controfuoco.
Quello che mi preoccupa è che così tanti internauti abbiano l'attenzione e lo spirito critico di un criceto.

Appunto per questo non è intelligente fare scherzi di questo genere. C'è sempre chi non li capisce e li prende sul serio.

Finché è ufologia o sbarchi lunari, pazienza; ma su un tema così rovente è da stupidi buttare benzina.
Per Riccardo (D.O.C.)

Il centrosinistra ha certo i suoi torti, ma l'aggettivo "pubblica" lo ha tolto (già, non se ne è accorto quasi nessuno, ma non c'è più) questo governo.

Veramente la decisione di accorpare il Ministero della pubblica istruzione e il Ministero dell'università e della ricerca è stata presa da Franco Bassanini, governo D'Alema; vedi art. 49 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n° 300. In ottemperanza alla riforma, nel 2001 parte il Miur. Il governo di centrosinistra nel 2006 spacchetta di nuovo i due ministeri, ma quello di centrodestra ripristina l'accorpamento nel 2008.
L'aggettivo "pubblica" era stato ufficialmente espunto dalla riforma Bassanini.
Mi dispiace Paolo, ma non si tratta di "buttare benzina", ma questa è satira, e se qualcuno la prende per vera, vuol dire che è tonto. La satira di sinistra (anzi, la satira e basta, perché la destra non la sa proprio fare), consiste proprio nel "buttare benzina sul fuoco", e nel farlo nel modo più pungente possibile. In base al tuo ragionamento no sarebbe mai dovuto esistere "Il male", non sarebbe mai dovuto esistere "Cuore", non dovrebbero esistere trasmissioni come "Parla con me".
Non è meglio che dici esplicitamente se:
a) sei di destra
b) vuoi fare anche qualche cosa di pochissimo perché l'attuale governo non cada
c) credi che la satira sia quella di Pippo Franco
Che dici?
Trovami 1 persona che abbia considerato autentica una notizia scritta su Cuore (escluse ovviamente le apposite rubriche tipo "E chi se ne frega", "Dalla Gazzetta Ufficiale", "Terziario arretrato", ecc.).
Diffondere notizie false non vuol dire fare satira. Quel sito ha diffuso una idiozia cosciente che migliaia di persone l'avrebbero presa per vera.
Sbugiardare la cosa non significa essere di destra - a meno che non si voglia cadere nella logica che tanto va di moda, per la quale chi non parla male di berlusconi per ogni cosa è per forza di destra. Ci sono argomentazioni, da fare. Non basta puntare il dito e, alla maniera fascista (e lo dico chiaramente), dare dell'oppositore a chiunque non sia d'accordo. Come quelli che dicevano che Berlusconi non è stato mai ferito. Provate a dire loro che i ragionamenti non tengono: vi danno del fascista e basta.

Ps: dell'argomento avevo parlato anche io http://bananaamotore.splinder.com/post/24474091/la-scuola-pubblica-deve-morire-gli-idioti-invece-continuano-a-sbugiardare-darwin
Non è meglio che dici esplicitamente se:
a) sei di destra


Ecco, è arrivato il primo dei furbi.

Non abito in Italia da anni proprio per non sporcarmi con questo genere di idiozia e di terminologia infantile.
questa è satira

Immagino che per te gridare "al fuoco" in un cinema gremito sia satira. Le risate!
Immagino che per te gridare "al fuoco" in un cinema gremito sia satira.

Considerando che il cinema sta veramente andando a fuoco, preferisco di gran lunga chi grida "al fuoco!" a chi se la svigna silenziosamente pensando solo a mettersi in salvo, senza avvertire nessuno.
Considerando che il cinema sta veramente andando a fuoco, preferisco di gran lunga chi grida "al fuoco!" a chi se la svigna silenziosamente pensando solo a mettersi in salvo, senza avvertire nessuno.

Io preferirei qualcuno che invece di gridare in modo sconclusionato scatenando il panico aprisse le uscite di sicurezza, prendesse in mano un estintore e accompagnasse i feriti al sicuro. Ma va a gusti.
L'articolo di Paolo è del tutto equilibrato, da un punto di vista neutrale (dopotutto è in Svizzera!) il suo articolo non è assolutamente attaccabile.

Per chi assume che l'attuale governo sia il male ovviamente una posizione neutrale e non schierata verso il "bene" diventa ovviamente una posizione di destra. Il problema in questo caso non è in chi scrive ma negli occhi di chi legge.

Ne abbiamo già uno che pensa di essere il bene e chi manipola la realtà distorcendola dal proprio punto di vista (quello dell'"ho ragione a priori"), mi inquieta sapere che c'è chi pensa di dargli contro usando la sua stessa logica. Avrò un'ambizione eccessiva, ma vorrei vedere dopo di lui una persona e uno schieramento che non pensano di avere la Verità e che hanno il contatto con la realtà.

Conseguenza di questa considerazione è quest'altra molto semplice: la satira per me è una sintesi di aspetti criticabili dell'azione di governo. Se uno non ride, se non si capisce che c'è da riderci, non è satira: è fandonia. Se si vuole combattere il re delle bugie con le fandonie, fate voi, io speravo in qualcosa di meglio.

Se vi siete mai chiesti come faccia a vincere ancora la risposta è in questo thread. Io mai lo voterò e pur avendo avuto qualche (piccolo) ruolo nell'altra parte alle prossime politiche voterò scheda bianca proprio per esprimere il dissenso con certi meccanismi che uniscono TUTTI, dall'estrema sinistra all'estrema destra passando per tutti gli altri.

L'alternativa non può essere chi racconta fandonie contro per compensare le fandonie a favore. Le fandonie si sconfiggono con la verità, e soprattutto cercando di capire come mai la gente vota ancora un premier incredibilmente impresentabile, al posto che preoccuparsi tanto del premier o del governo.

Questo è l'ABC, e non ci arrivate. Rendetevi conto di quanto si sia rincoglioniti per non prendere voti nonostante Silvio si prodighi nei modi più creativi e incredibili per farli migrare altrove.
Paolo: ottimo esempio. Quello che dico io ultimamente è che essere in Italia oggi è come sedersi ad un ristorante e trovarsi la scelta tra un piatto di merda e un piatto di fango. Attualmente i clienti scelgono uno dei due perché l'altro è peggio, non perché sia buono. Il giorno che capiranno che esiste una terza opzione, quella che farebbe qualsiasi persona con un QI superiore a quello di un citofono, ovvero di alzarsi dal tavolo pioveranno rane dal cielo.

Alle prossime io voto scheda bianca, perché non voglio votare qualcuno "perché l'altro è peggio". Io voglio votare qualcuno che VA BENE, non che va meno peggio. Se solo si avesse il coraggio di votare così in massa qualche rivoluzione dentro alle forze politiche avverrebbe, e senza spargimenti di sangue.
Trovami 1 persona che abbia considerato autentica una notizia scritta su Cuore (escluse ovviamente le apposite rubriche tipo "E chi se ne frega", "Dalla Gazzetta Ufficiale", "Terziario arretrato", ecc.).

Così a memoria:
- un parroco che comprò tutti i numeri in edicola dove era raffigurato (in un fotomontaggio fatto assai male, com'era nello stile di Cuore)l'appena beato GP II davanti ad una bella figliola ignuda in una cesta (era convinto che fosse una foto vera)
- un amministratore di condominio che prese per vere le falsissime lettere di propaganda elettorale di Forza Italia
- un mio amico destraiolo convinto che Forza Gnocca fosse l'autentico inserto satirico de il Giornale

p.s.: ho anche premuto il pulsante "cita il commento" ma più di rimandarmi al box del commento non fa...
Scusa Paolo, ma la lettera in questione m'è parsa subito un classico "serpente di mare" e non certo una bufala; conteneva cioè tutti gli elementi per far capire al lettore mediamente attento che non si trattava di un documento autentico ("Abbiamo intercettato questa missiva riservata inviata dal Ministero dell'Economia al Ministero della (pubblica?) Istruzione" COSA? Sarebbe anche un reato) ma di una ironica provocazione.

Quello che mi preoccupa è che così tanti internauti abbiano l'attenzione e lo spirito critico di un criceto.



Sui temi citati (serpente di mare e spirito critico di criceti) mi ricordo quando Libero ci rubò la notizia della morte di Marge Bouvier in Simpson. Non solo non fummo citati nell'articolo, ma il correttissimo autore manco si rese conto che
1) eravamo l'unica fonte della notizia
2) era inserita nella rubrica "serpenti di mare"
Per Rado il Figo

Trovami 1 persona che abbia considerato autentica una notizia scritta su Cuore (escluse ovviamente le apposite rubriche tipo "E chi se ne frega", "Dalla Gazzetta Ufficiale", "Terziario arretrato", ecc.).

Così a memoria:
- un parroco che comprò tutti i numeri in edicola dove era raffigurato (in un fotomontaggio fatto assai male, com'era nello stile di Cuore)l'appena beato GP II davanti ad una bella figliola ignuda in una cesta (era convinto che fosse una foto vera)
- un amministratore di condominio che prese per vere le falsissime lettere di propaganda elettorale di Forza Italia


Divertenti! Sicuro che siano autentici? ;-)

La credulità popolare è incommensurabile, quando si toccano certi argomenti. Si abbocca perché si desidera ardentemente credere.
Non posso che essere d'accordo con Paolo. Facile pubblicare delle balle per poi dare dello stupido a chi ci crede ... se davvero hanno a cuore l'istruzione altrui (non solo quella scolastica più o meno pubblica) dovrebbero cominciare dallo scrivere qualcosa di vero. La satira è un'altra cosa (tanto per cominciare fa ridere)
Ad accademia
sicurissimo! era scritto su Cuore stesso :-)
Ho capito sue cose:
1) Paolo pensa che non sia serio prendere posizione sui fatti gravissimi che stanno accadendo in Italia a livello di Governo. (come se essere in svizzera autorizzasse a non avere spirito critico e senso di responsabilità). Su certe questioni è proprio restare "neutrali" che è gravissimo.
2) Questo sito è di destra (e come tutti i siti di destra non apprezza la satira ben fatta, che è quella in cui non c'è scritto a caratteri cubitali "questo è finto", non si compiace il potente e si da per scontato che chi legge abbia un'intelligenza sufficientemente raffinata).
Peccato.
Per francescoserra1980

Ho capito sue cose:

Rettifico: avevi due cose in mente già prima di leggere, e ce le hai tali e quali anche dopo averlo letto (ammesso tu lo abbia letto). Quando si intende la politica come guerra permanente effettiva contro l'altra parte, la verità non conta più nulla. È un impiccio.

1) Paolo pensa che non sia serio prendere posizione sui fatti gravissimi che stanno accadendo in Italia a livello di Governo.

Quali sono i fatti gravissimi da parte del governo italiano? Limitandoci, almeno per ora, all'istruzione?

Su certe questioni è proprio restare "neutrali" che è gravissimo.

Uhm, dove l'ho già sentita?
Francesco,

vedo che non mi sono spiegato. Riprovo.

Paolo pensa che non sia serio prendere posizione sui fatti gravissimi

Niente affatto. Penso che sia irresponsabile prendere posizione in questo modo

(come se essere in svizzera autorizzasse a non avere spirito critico e senso di responsabilità). Su certe questioni è proprio restare "neutrali" che è gravissimo.

Ma io non sono affatto neutrale. La mia posizione è ben chiara: il sistema scolastico italiano è un disastro irreparabile da decenni e l'unica soluzione è abbandonarlo al suo squallido destino.


Questo sito è di destra

C'è un piccolo refuso: volevi sicuramente scrivere "Questo commento è ottuso". È un lapsus frequente, non ti preoccupare.
Ma io non sono affatto neutrale. La mia posizione è ben chiara: il sistema scolastico italiano è un disastro irreparabile da decenni e l'unica soluzione è abbandonarlo al suo squallido destino.

Mi spiace, ma non riesco ad essere d'accordo su delle conclusioni cosi' catastrofiche, e francamente un po' mi delude questo tuo atteggiamento cosi' disfattista e rinunciatario, specialmente detto da una persona come te che nel suo ambito si fa in 4 per dare il proprio piccolo contributo per migliorare le cose nonostante la disastrosa situazione in cui ci si trova.
@francescoserra1980

Adios. Ci mancheranno le tue acute osservazioni sulla faziosità di questo blog.

Tornando in tema, trovo che il clima politico italiano, di vera e propria guerra senza quartiere, sia molto peggio di una dittatura.

Siccome nel nostro Paese sono necessarie delle riforme, chi è al Governo (sia esso di destra o di sinistra) cerca di metterle in atto, con modalità proprie alla propria appartenenza politica. Nulla di strano, finora.

La cosa che è invece interessante sottolineare è il muro contro muro tra i due schieramenti, che spesso degenera in una caciara mediatica senza esclusione di colpi bassi.

Il bello (ironia) è che qualsiasi processo utile al Paese, se analizzato a parti politiche invertite, non cambia il risultato finale, ossia che una parte è sempre e comunque contraria all'altra. Questo pur di non cedere un millimetro nei confronti di un presunto strapotere della parte al vertice.

E questo a totale discapito delle riforme che il Paese abbisogna. Si arriva anche ad andare contro agli interessi oggettivi dell'Italia pur di non lasciare che questi interessi vengano soddisfatti dalla parte politica avversaria.

Sembra quasi una guerra di vanto che al momento non riesce a produrre null'altro che stasi e malcontento, da entrambe le parti, alimentando a dismisura l'atteggiamento sociale che ci rende così profondamente italiani: il lamentarsi in continuazione.

Il bello è che anche i modelli politici emergenti che vorrebbero porre fine alle varie querelle su molti punti caldi del Paese, in realtà sono figli di questo malcontento che cavalcano per raggiungere la stanza dei bottoni. Magari spacciando per vera la volontà di voler cambiare le cose, ma partendo da una base di malcontento generale che parte dal presupposto di "adesso basta Berlusconi/Bersani/Di Pietro/Vendola/ecc." con l'unico obiettivo di accontentare gli italiani su ciò che si aspettano di ricevere, non su cosa è sensato mettere in atto.

Ogni riferimento alla questione sul nucleare è puramente casuale.
Io l'avevo letta e avevo subito individuato il fake. Evidentemente, su Internet bisogna scrivere a prova di cretino.
Se ben ricodo, anche le finte lettere di Berlusconi create dal mitico Cuore erano state prese sul serio da qualcuno.
Per Pablo

Ma io non sono affatto neutrale. La mia posizione è ben chiara: il sistema scolastico italiano è un disastro irreparabile da decenni e l'unica soluzione è abbandonarlo al suo squallido destino.

Mi spiace, ma non riesco ad essere d'accordo su delle conclusioni cosi' catastrofiche,


Allora riterrai catastrofiche anche le conclusioni del rapporto PISA.

E forse qualche turbamento te lo provoca anche questo articolo del Corriere della sera (da prendere con le dovute cautele, era solo una prova senza impegno).
Mi spiace, ma non riesco ad essere d'accordo su delle conclusioni cosi' catastrofiche

Ti capisco. Ma i fatti parlano chiaro. Basta andare all'estero e mandare a scuola i propri figli, come ho fatto io, per vedere la differenza.

e francamente un po' mi delude questo tuo atteggiamento cosi' disfattista e rinunciatario

Pragmatico. Guardo in faccia la realtà.


specialmente detto da una persona come te che nel suo ambito si fa in 4 per dare il proprio piccolo contributo per migliorare le cose nonostante la disastrosa situazione in cui ci si trova.

Appunto. Il mio suggerimento è che la scuola italiana è un disastro e quindi occorre abbandonarla, studiare altrove e informarsi altrove. Io offro il mio piccolo contributo.
Considerando che il cinema sta veramente andando a fuoco, preferisco di gran lunga chi grida "al fuoco!" a chi se la svigna silenziosamente pensando solo a mettersi in salvo, senza avvertire nessuno.

Gridare "al fuoco" inutilmente può anche portare disastri... come insegna il disastro all'Italian Hall: http://en.wikipedia.org/wiki/Italian_Hall_disaster
Ad accademia:
anche Elena ha il mio stesso ricordo (vedi sopra).
Mi ricorda l'episodio del cosiddetto "emendamento salva pedofili", che puntualmente torna in voga. E quanto tento di far capire alla gente che il testo di quell'emendamento è stato falsificato (al punto di avere un significato esattamente opposto) ecco che mi accusano di essere simpatizzante di quei determinati politici.

Il bello è che chi condivide certi appelli sono le stesse persone che da mesi ci ammorbano con link in cui ci spiegano che ci sono i referendum e come votarli.
al terzo tentativo di commento, boicottato prima da blogger e poi da firefox 4 (dove 4 credo indichi il fattore di spreco di risorse ram rispetto alla versione precedente) sarò sintetico. ma probabilmente non ve ne frega.
sinceramente il post è equilibrato. l'articolo originale era scritto nello stile tipico del sito, con i toni tipici del sito e in una sezione "seria" del sito. non vi era modo per determinare che si trattasse di satira.
al contrario, la reazione dei lettori era scontata: la solita di copiare, linkare, spammare (come sono stati anche sollecitati a fare). fosse stato cuore o il vernacoliere, si poteva dire alla gente "imbecille, non ti rendi conto che era una presa per il culo?". al massimo qui si può dire alla gente "ma ti rendi conto che stai dando retta a gente che mette candidamente certe porcate tra le notizie serie senza dirtelo?". come si può sapere quale notizia è vera e quale no?
mah.
e non dite che sono di destra, che io, come tanti altri, sono già sufficientemente stanco di far notare che se non concordo con certi "movimenti" pseudorivoluzionari non significa che sono "di destra", ma che sono quelli a non avere niente "di sinistra".
in parole povere, grazie a chi ha scritto questo fulgido esempio di satira: ha contribuito ad affossare ulteriormente l'immagine della sinistra. evidentemente per par condicio.

@paolo: per la questione della scuola italiana, la penso in maniera leggermente differente. potrebbe essere salvata, ma si devono fare dei cambiamenti, a partite dal fatto che non tutti hanno diritto ad un diploma se non lo meritano. insomma, tornare indietro per andare avanti.
e anche in giro per il mondo la scuola non è sempre messa tanto bene, non facciamoci illusioni.
Per tripponzio

come si può sapere quale notizia è vera e quale no?
mah.


Probabilmente riferisci la candida obiezione di alcuni tuoi interlocutori. Ma rispondo egualmente: in generale, basta controllare con google certi riferimenti a nome e leggi. Se non si trova nulla, significa che la notizia è infondata.
In questo caso particolare, non ce n'era nemmeno bisogno: la lettera confidenziale era talmente improbabile nei toni e nell'uso di provocazioni, da svelarsi da sé.
accademia, voleva essere una domanda retorica: se nello stesso posto trovo notizie vere e notizie false, senza che si possano distinguere per "forma", non è possibile sapere quali sono notizie e quale è "satira".
fare ricerche in rete non è un buon consiglio: la notizia stessa implica che non ci siano prove in giro e comunque ha carattere virale. ci si ritroverebbe in una serie di riferimenti circolari: A che garantisce per B, che garantisce per A.
che la lettera fosse improbabile nei toni e nell'uso di provocazioni, è una tua valutazione personale e in quanto tale è troppo soggettiva. se chi legge usasse normalmente gli stessi toni e le stesse provocazioni (guardati il sito, guardati il target di lettori e rileggi il PS della finta lettera), allora riterrebbe la lettera plausibile. e così è stato.
Scusami, Paolo, ma non sono molto d'accordo con quanto hai detto: posto che il tuo articolo è e resta del tutto non schierato (checché ne dicano molti) non credo sia costruttivo inneggiare all'abbandono della scuola pubblica italiana, anche perché non tutti hanno la possibilità di mandare i figli a "studiare altrove". Io vivo a pochi chilometri dalla Slovenia, ma trasferirmi oltre confine significherebbe rinunciare del tutto alla mia cultura e alla mia lingua, non solo al mio stato d'appartenenza (non credo che trasferirsi nel Canton Ticino sia altrettanto traumatico). Inoltre molte persone che vivono nel profondo sud non hanno possibilità economiche e logistiche per trasferirsi in massa oltreconfine, e non è che 60 milioni di Italiani si possano spostare in Svizzera in maniera così agevole. Sono in linea con il tuo pensiero sull'istruzione in Italia (anche se ad essere onesti sono del tutto soddisfatto del mio percorso scolastico), però una cosa è criticare, anche aspramente come tu sai spesso fare con grande efficacia, una cosa è sparare a zero proponendo soluzioni del tutto irrealizzabili per la stragrande maggioranza dei tuoi lettori.
Per tripponzio

accademia, voleva essere una domanda retorica: se nello stesso posto trovo notizie vere e notizie false, senza che si possano distinguere per "forma", non è possibile sapere quali sono notizie e quale è "satira".

Ah, in questo senso sì. Ora ho capito.
Anche se ho i miei dubbi che in quel sito ci siano notizie vere. Sono notizie comiche anche quando vogliono fare i seriosi.

la notizia stessa implica che non ci siano prove in giro

Prove dell'intercettazione di una lettera o di una e-mail no. Riscontri sul contenuto, sì. Se un ministro si rivolge a un altro ministro vantando traguardi che, lo sanno bene entrambi, sono stati raggiunti dai precedenti governi di centrosinistra, come l'espunzione della parola "pubblica" dal ministero dell'istruzione, è evidente che c'è qualcosa che non va. E che bisogna approfondire.
[segue]

che la lettera fosse improbabile nei toni e nell'uso di provocazioni, è una tua valutazione personale e in quanto tale è troppo soggettiva.

Vabbè, lì bisogna avere le fette di salame sugli occhi.
È anche vero che Paolo Attivissimo ha dovuto spiegare che il video del dispositivo che chiudeva le palpebre per la visione in 3D era uno scherzo, nonostante ci fosse l'etichetta humour e i famosi compensatori di Heisenberg. Che delusione...
Mi disipiace Paolo. In altre circostanze seguo volentieri il tuo blog, ma qui non ci siamo proprio. La tua posizione sulla scuola è approssimativa, qualunquista, distruttivista. Molto "da bar", per dirla in breve. Non è pragmatica: il pragmatismo porta a valutare con lucidità le diverse norme e le diverse riforme, non a fare di ogni erba un fascio (chiedo scusa per la frase fatta). La soluzione che proponi (spostarsi all'estero) è impulsiva, poco razionale. Mi sembra di leggere non te, ma le persone contro cui normalmente ti schieri. La scuola italiana ha pregi e difetti, ci sono state riforme positive e negative, ma non ha standard così bassi. Fra i milioni di insegnanti che tu squalifichi in blocco ce ne sono di bravissimi, e non la minoranza. E sulle tue valutazioni circa la politica italiana ricordati che: a) c'è una parte di politica di altissimo livello che negli altri stati se la sognano (personaggi come Ciampi, Rodotà, Amato ecc.); b) la Svizzera dove tu sei "fuggito" non brilla né storicamente né attualmente per etica pubblica. Chi protegge i conti della malavita internazionale? In confronto, le malefatte dei politici italiani sono piccolezze. Stavolta non ci siamo, Paolo: abbi l'umiltà di riconoscere che hai esagerato e fare un passo infietro.
non tutti hanno la possibilità di mandare i figli a "studiare altrove"

Perdona la franchezza, ma mi pare una scusa di comodo. Sono figlio di un emigrante italiano che ha lasciato l'Italia per vivere. Sono poi cresciuto in Italia e a mia volta me ne sono andato quando non avevo più neanche i soldi per pagare le tasse italiane che mi avevano strozzato.

Se ci tieni veramente a lasciare il paese per garantire l'avvenire della tua famiglia, lo fai. Con la valigia di cartone, ma lo fai.
@John Titor

la Svizzera dove tu sei "fuggito" non brilla né storicamente né attualmente per etica pubblica. Chi protegge i conti della malavita internazionale?

Lasciamo perdere l'etica che di nazioni virtuose non ne conosco.
Se ci tieni veramente a lasciare il paese per garantire l'avvenire della tua famiglia, lo fai. Con la valigia di cartone, ma lo fai.

Bella soluzione!
Non ci crederai davvero?

Puo' essere una soluzione per singoli casi o anche per numerosissimi casi ma non si puo' pensare che sia la soluzione proponibile per una nazione intera!
Perche' in fondo era questo il tuo suggerimento, siccome non c'e' piu' nulla da fare abbandoniamola in massa...

Questo non e' pragmatismo ma disfattismo puro!
John Titor,

il pragmatismo porta a valutare con lucidità le diverse norme e le diverse riforme, non a fare di ogni erba un fascio (chiedo scusa per la frase fatta). La soluzione che proponi (spostarsi all'estero) è impulsiva, poco razionale

Niente affatto. È il frutto di una attenta riflessione. Mi ci sono voluti anni, mica ho preso un Learjet per trasferirmi a Montecarlo.


La scuola italiana ha pregi e difetti, ci sono state riforme positive e negative, ma non ha standard così bassi

La mia esperienza li valuta comunque insufficienti.

Fra i milioni di insegnanti che tu squalifichi in blocco ce ne sono di bravissimi, e non la minoranza.

E con questo? Io ho criticato il sistema, non le sue (rare) eccezioni qualitative.


E sulle tue valutazioni circa la politica italiana ricordati che: a) c'è una parte di politica di altissimo livello che negli altri stati se la sognano (personaggi come Ciampi, Rodotà, Amato ecc.)

Amato? Quello il cui governo mi ha finalmente spezzato la schiena e indotto a lasciare l'Italia dalla disperazione? Te lo lascio, è tutto tuo.


; b) la Svizzera dove tu sei "fuggito" non brilla né storicamente né attualmente per etica pubblica. Chi protegge i conti della malavita internazionale?

La tua posizione sulla Svizzera è approssimativa, qualunquista, distruttivista. Molto "da bar", per dirla in breve. :-)


Stavolta non ci siamo, Paolo: abbi l'umiltà di riconoscere che hai esagerato e fare un passo infietro.

Assolutamente no. Quella è la mia opinione, basata sull'esperienza diretta e personale. Non pretendo che tutti la debbano condividere.
@motogio
Ehm... Quindi consideri le nazioni del mondo tutte di pari-livello in modo indifferenziato? Sappi che una valutazione differenziata si può fare. Se però fosse come dici tu (tutti gli stati hanno un'etica politica uguale) dovresti comunque essere d'accordo con me sul fatto che non ha senso spostarsi in stati Esteri.
Bella soluzione!
Non ci crederai davvero?


Sì. Ma non pretendo che tutti la pensino come me.


Questo non e' pragmatismo ma disfattismo puro!

Lo dicevano anche quelli che stavano sul Titanic. Poi sappiamo com'è finita.
Paolo, ti irrigidisci davvero troppo. Sull'obiezione che mi fai riguardo ciò che ho detto sulla Svizzera, torno sui miei passi: ho detto cose affrettate e approssimative. Grazie per avermi portatoa riflettere sulle mie posizioni e a non considerarle assolutismi indiscutibili ;-)
Su Giuliano Amato; è uno dei maggiori costituzionalisti viventi al mondo. Viene chiamato a scrivere le norme costituzionali degli stati Esteri. E se sto bene è grazie anche alle ottime leggi varate sotto i suoi governi. Me lo tengo molto volentieri.
Per John Titor

Ehm... Quindi consideri le nazioni del mondo tutte di pari-livello in modo indifferenziato?

Metti anche me, oltre a motogio.

Sappi che una valutazione differenziata si può fare.

Be', comincia a farla tu. Voglio sapere tutto delle virtù di un Paese scelto a caso.

Se però fosse come dici tu (tutti gli stati hanno un'etica politica uguale) dovresti comunque essere d'accordo con me sul fatto che non ha senso spostarsi in stati Esteri.

Si parlava di istruzione. Una differenza notevole fra quello che si insegna nelle scuole italiane e in altri Paesi OCSE è stata riscontrata dai test PISA, ormai da anni. Ecco, avessi figli, non starei né in Italia, né in Danimarca, ma mi trasferirei in Finlandia.
Su Giuliano Amato; è uno dei maggiori costituzionalisti viventi al mondo. Viene chiamato a scrivere le norme costituzionali degli stati Esteri. E se sto bene è grazie anche alle ottime leggi varate sotto i suoi governi. Me lo tengo molto volentieri.

Non oso immaginare quali siano queste "ottime leggi" che invece a me hanno portato al collasso economico, ma comunque è tutto tuo.
Beh, chi dice "mi trasferirei in Finlandia" mi conferma che non tutti i parsi sono uguali. Decidetevi: gli stati sono tutti uguali o si possono operare differenziazioni valutative?
Comunque, non vi chiedo di rispondere. Questo non è un blog di giuristi e politologi, e per avere un approccio sufficientemente analitico occorre avere una conoscenza di base di queste scienze. Parlare di politica fra non-esperti è come parlare di meteorologia fra sciachimisti.
@John Titor

Ehm... Quindi consideri le nazioni del mondo tutte di pari-livello in modo indifferenziato?

Ho detto solo che ogni nazione ha qualche scheletro nell'armadio, chi più chi meno.

Di nazioni con solo qualità virtuose non ne conosco.

Se però fosse come dici tu (tutti gli stati hanno un'etica politica uguale) dovresti comunque essere d'accordo con me sul fatto che non ha senso spostarsi in stati Esteri.

Sono figlio di un emigrante che non ha lasciato l'Italia per una questione etica ma per una questione di pancia (anni 60).

Ma in linea di principio concordo con te, almeno io non lo farei se fosse solo per una questione di etica; ma non si stava parlando di etica.

Comunque Paolo mi sembra troppo ottimista sul livello di qualità dell'insegnamento in Svizzera; io ho altri ricordi.

Fortuna vuole che mia figlia non ha come docente un ex sessantottino o uno scansafatiche da sette mila franchi al mese, ma si tratta di fortuna.
Per John Titor

Beh, chi dice "mi trasferirei in Finlandia" mi conferma che non tutti i parsi sono uguali.

Yuhhhuu? Sei ancora qui?
Ho scritto appena sopra che si parlava del livello qualitativo dell'insegnamento in Italia e in Svizzera, e per estensione anche in Finlandia.
La questione dell'etica politica dei singoli Stati mi interessa di meno, l'hai tirata fuori tu, ma è del tutto indipendente. Ci possono essere "Stati canaglia" con un ottimo sistema scolastico, e Stati con cordiali rapporti con la comunitá internazinale e con gli Stati confinanti che sfornano solo somari.
Indovina cosa guardo, se devo scegliere di emigrare di nuovo: l'etica politica, o il livello di istruzione?

Comunque, non vi chiedo di rispondere.

Ma io lo chiedo a te: quali sono gli Stati con un'etica politica migliore degli altri?
Su certe questioni è proprio restare "neutrali" che è gravissimo.

Qui dalla Svizzera su certe questioni italiane (anche su tutte, volendo), un bel "Echissenefrega" ci sta tutto.
Se è grave, la risposta è la stessa!

Questo sito è di destra

AH AH AH AH AH AH!!! E l'emisfero del cervello che ha partorito quest'idea?
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ah-ehm... thread errato...
Stupidocane,

grazie della correzione.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Vi esprimo il mio pensiero con un esempio banale:

Fatto:L'omeopatia altro non é che acqua fresca venduta a caro prezzo da chi cerca di convincere la gente che é una medicina efficacissima.

Io scrivo una notizia fasulla: "E'scientificamente provato che se berrete anche una sola goccia di un qualsiasi medicinale omeopatico vi trasformerete nel mostro della laguna nera e morirete tra atroci sofferenze in 2 giorni".

Paolo mi sbugiarda: ha fatto un favore all'omeopatia?

Io penso di no, ANZI, dare credito ad una bufala simile presterebbe il fianco a critiche tipo "guardate i servi di Big Pharma, a che bassezze e falsitá devono ricorrere per screditarci".


Devo proseguire il paragone con la falsa lettera in questione?
Caro Paolo, sono uno studente di liceo Classico (terzo anno), e non mi trovo pienamente d'accordo con te a proposito della scuola italiana. Voglio solo riferirti alcuni esempi:
l'anno scorso sono venuti degli inviati del governo giapponese e hanno visitato varie scuole della città. Dopo questa visita hanno detto che hanno trovato il sistema scolastico italiano veramente completo e ben costituito.

Sempre un anno fa è venuta una ragazza americana per uno scambio culturale. Ha anche visitato il liceo. dopo è stata intervistata dal giornalino scolastico e ha detto che quì ha trovato che i voti alti erano molto rari rispetto agli usa e che si studiavano argomenti da università e molto approfonditamente.

nota: il liceo in questione è pubblico.

P.S.: scusate la sintassi "creativa"
Grazie Pietro, la tua testimonianza è molto bella, importante e vera.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Evidentemente, su Internet bisogna scrivere a prova di cretino.

Impossibile. E non solo su Internet

il sistema scolastico italiano è un disastro irreparabile da decenni e l'unica soluzione è abbandonarlo al suo squallido destino.

Mi permetto di dissentire. Non sulla situazione (vedi prossimo post), ma sulla soluzione. Se il mondo attorno è allo sfascio, l'unica cosa praticabile è creare isole dove si può lavorare e vivere. Non è il meglio, ma a volte il meglio non si può realizzare.
Per quanto riguarda la situazione della scuola, la mia esperienza è che è a macchia di leopardo. Non abbiamo un livello mediamente basso: abbiamo zone geografiche in cui si lavora bene accanto ad aree dove la qualità è MOLTO inferiore. Il che vale anche, magari nella stessa città, cambiando scuola: dove c’è un clima di buon lavoro in genere i fancazzisti sono pochi, e gli incompetenti prima o poi cambiano aria. In altri istituti dove il clima è lassista (a volte dichiaratamente, per attrarre clientela, e non mi riferisco solo alle private) può essere diverso.
Inoltre, c’è da dire che da qualche anno si entra nella scuola con un meccanismo per concorso che per certe materie è molto selettivo. Al mio concorso abbiamo avuto subito la cattedra in 35 in tutta la provincia (Milano), e qualcuno sta ancora aspettando (sono passati 10 anni). Certo, questo è brutto, e anche alcuni amici miei sono nei casini per questo: ma alla lunga distanza questo dovrebbe (parlando di futuro meglio usare il condizionale) alzare il livello.
@ Pietro

Non per svilire il tuo intervento, ma prova a digitare su Google: "ranking scuola italiana OCSE".

Comunque bello leggere messaggi di "CioFani rampolli" :) che tengono testa a dei "vecchi babbioni" come noi. :))
In ogni caso, non sono le strutture buone che fanno la scuola buona. Sei tu.
Se stai in sala professori a lamentarti che non c’è questo, non c’è quello e non c’è quest’altro, non succederà niente. Se ti inventi qualcosa con quello che hai, è diverso. L’iniziativa più utile ed apprezzata dei miei alunni di prima di quest’anno l’abbiamo realizzata con a) un pezzo di legno spesso b) un pezzo di legno sottile c) tre chiodi.
Le lavagne interattive, la didattica alternativa, le conferenze di 100 esperti, il porco diaz, non servono a nulla se dietro non ci sei tu che hai gusto e voglia di insegnare.
Per Stupidocane

Non per svilire il tuo intervento, ma prova a digitare su Google: "ranking scuola italiana OCSE".

Non vale lo avevo già detto io:
http://tinyurl.com/646dvty

Ma il commento era in coda di moderazione. :-(

Ma mi associo agli altri commenti: le scuole che danno buoni risultati non le fanno i programmi scolastici avanzati, i libri di testo favolosi, il numero di ore che si passa dietro a un banco, le aule confortevoli. Lo fanno tutti gli insegnanti con il loro lavoro, e una dirigenza che non mette i bastoni fra le ruote quando desiderano fare un po' di selezione.

Conosco casi in cui hanno promosso immeritatamente vari alunni perché altrimenti la classe avrebbe perso il minimo di allievi sancito per legge: perfino i professori di ruolo sarebbero stati costretti a trovarsi una nuova cattedra. È una delle tante assurdità del sistema scuola.
È una delle tante assurdità del sistema scuola.

Non dirmelo; adesso siamo alle prese con l'adozione dei libri di testo... un delirio.
Un giorno o l'altro apro un blok... o si scrive blog?
;-)
Un giorno o l'altro apro un blok... o si scrive blog?

Dipende se le tue memorie le metterai su un bloc notes oppure su un weblog. :-)

Colgo l'occasione per un'errata corrige: il numero di ore che si passano.
@martinobri
L’iniziativa più utile ed apprezzata dei miei alunni di prima di quest’anno l’abbiamo realizzata con a) un pezzo di legno spesso b) un pezzo di legno sottile c) tre chiodi.

Avete riparato il crocefisso???

Just kiddin' :-)
Avete riparato il crocefisso???

LOL LOL LOL!

No, non ce l'abbiamo, e non ne sento la mancanza.
Abbiamo costruito una rudimentale balestrigia.
Si parla di strutture, mezzi, metodi, però...ho visto 2 volte il ministro Gelmini in tv (ok non seguo molto, ma) 1 volta parlava dell'uccello del presidente del consiglio, un'altra volta delle balle... voglio dire, non è che ci siano proprio le basi per migliorare!
ho visto 2 volte il ministro Gelmini in tv (ok non seguo molto, ma) 1 volta parlava dell'uccello del presidente del consiglio, un'altra volta delle balle

Spiega la metafora
"Ma io non sono affatto neutrale. La mia posizione è ben chiara: il sistema scolastico italiano è un disastro irreparabile da decenni e l'unica soluzione è abbandonarlo al suo squallido destino."

Indubbiamente ci sono docenti migliori e peggiori, ci sono scuole migliori e peggiori, ci sono studenti (e famiglie) migliori e peggiori , ci sono ministri ... vabbé.

"Disastro irreparabile" e "squallido destino" non è un parere. Si tratta di un banale insulto alle migliaia di persone che lavorano seriamente nel campo dell'istruzione e della formazione e che ottengono anche dei risultati nonostante i vari governi, i tagli, e, soprattutto, il qualunquistico disprezzo di chi forse non conosce bene l'argomento di cui parla.

Difetti? La scuola italiana ne è piena. Ma spesso si tratta di errori politici che cascano addosso agli operatori "sul campo", che cercano comunque di offrire un buon servizio. Ma anche alltrove non tutto è oro quello che luccica; in Svizzera - ho al riguardo testimonianze dirette - fino ad una decina di anni fa si componevano classi "doc" nascondendo gli alunni men che perfetti nelle classi differenziali. Ne sai niente?
"Disastro irreparabile" e "squallido destino" non è un parere.

Lo è.

insulto alle migliaia di persone che lavorano seriamente nel campo dell'istruzione e della formazione e che ottengono anche dei risultati nonostante i vari governi, i tagli

Ho forse criticato gli insegnanti? Ho criticato il sistema: la burocrazia, le baronie, il nozionismo. Ho criticato i vari governi e i tagli. Esattamente come te.


fino ad una decina di anni fa si componevano classi "doc" nascondendo gli alunni men che perfetti nelle classi differenziali

Detta così suona come una prassi da stato nazista. Io ti dico com'è la scuola frequentata dalle mie figlie, e ti posso dire che non è affatto come la descrivi. Purtroppo gli studenti che hanno voglia di studiare si devono sorbire i rompiscatole che vengono a scuola per scaldare il banco e si credono intelligentissimi.
Scusa, ma l'argomento mi interessa.

Se in una classe svizzera il 50% fosse composto da studenti fancazzisti, rozzi, maleducati, con alle spalle famiglie improponibili, il sistema scolastico elvetico come si comporterebbe?

Domanda vera, sia chiaro, non sto provocando. Lo chiedo perché talvolta mi nasce il sospetto che, giusto per fare un esempio, tutti i medici siano bravi se in reparto hanno solo pazienti sanissimi ...

Se da piccolo portavo a casa un 4, i miei genitori mi cazziavano, scusami il termine. Ora il professore come minimo rischia una denuncia e/o le ruote dell'auto. Sistema scuola o sistema paese?
Per marco

Probabilmente lavori nella scuola e leggere certe critiche ha su di te l'effetto di un dito girato nella piaga. Qui però il linguaggio da talk show lascia un po' il tempo che trova. In pratica: non si controbatte a un'analisi spietata della scuola citando centri di eccellenza, casi di abnegazione da parte del personale o esecrando gli avversari. Qui si portano fatti misurabili.
E i fatti sono nel commento n° 29: i risultati dei test PISA nel corso degli anni, e gli insegnanti di scienze altrettanto ignoranti dei loro allievi (quest'ultima è solo un'ipotesi, non è un test ufficiale).

Come nelle competizioni sportive, commentare una sconfitta prendendosela con l'arbitro o con la tifoseria avversaria non cambia il risultato: va avanti chi vince. Per essere competitivi, bisogna lavorare di più e meglio e attendere il prossimo campionato.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ma io mi chiedo una cosa: ogni ministro dell'istruzione che abbia messo mano alla scuola ha sbagliato. Almeno sentendo le voci tonanti dei cortei infiniti in piazza, in tutte le città, in ogni governo, di sinistra o di destra, in ogni epoca moderna...

Io te ne chiedo cortesemente un'altra: possiamo non parlare di politica almeno qui? Grazie.
@marco

Se in una classe svizzera il 50% fosse composto da studenti fancazzisti, rozzi, maleducati, con alle spalle famiglie improponibili, il sistema scolastico elvetico come si comporterebbe?

Non esiste un sistema scolastico svizzero; il campo dell'educazione è compito dei cantoni.

In pratica 26 sistemi scolastici con, quasi, 26 calendari scolastici; un casino.

Ma visto che Paolo abita in Ticino posso raccontarti quello che accadrebbe in Ticino:

In caso di ragazzi difficili si comincia con una convocazione dei genitori in cui si discute del comportamento o delle lacune dell'alunno. Passata questa fase, se non ci sono miglioramenti, all'alunno viene dato un Sostegno pedagogico o può essere allontanato dalla scuola per un periodo determinato(o entrambi i casi).
Se anche questo non funziona e la situazione continua ad aggravarsi l'alunno viene espulso dalla scuola pubblica ed è obbligato a frequentare una scuola privata a spese dei genitori (ma che poi, nella pratica, è quasi sempre il comune di domicilio che si assume l'onere delle spese).

In casi estremi esiste ancora il riformatorio; anche se oggi viene chiamato "Centro di contenimento"
o_O
Oks. :)
@Attivissimo
Io te ne chiedo cortesemente un'altra: possiamo non parlare di politica almeno qui? Grazie

Hai mai provato a chiedere di non parlare di religione nei commenti ad un post sulla Sindone? Ecco, appunto! ;)

Comunque, tra i vari flame inutili, quello "italiani all'estero" VS "italiani in Italia" ancora mi mancava...
@ Van Fanel

Concordo con Paolo. Se parlare di religione può accendere gli animi, comunque non si è mai arrivati alle bassezze alle quali si arriverebbe certamente discutendo di politica. Senza contare che l'indicizzazione di Google indirizzerebbe qua una marea di perditempo e attivisti in pantofole da rendere il posto invivibile.

Per questo ho accolto senza esitazioni l'invito a non parlare di politica, benché le mie intenzioni fossero di puro confronto senza scendere nei meandri del tifo parlamentare.

Siccome non tutti i frequentatori sono disposti al confronto super-partes, ci si troverebbe a breve sommersi da pontificanti saccenti da bar e "soluziontaschisti" della peggior specie.

Io te ne chiedo cortesemente un'altra: possiamo non parlare di politica almeno qui? Grazie.


Approfitto per ricordare l'apposito forum...
Motogio

Grazie per le informazioni

Accademia

Non essere inutilmente polemico. Linguaggio da talk show? Invece “squallido destino” è la classica proposizione da relazione scientifica (scusa Paolo, è solo per farmi capire).

Lascia perdere le metafore sportive. L’istruzione non è una gara di campionato. Qui da me il linguaggio da “quelli che il calcio” lascia il tempo che trova. 

Conosco i test PISA. Il problema è che occorre considerare, oltre ai risultati, anche i livelli di partenza ed il contesto, che comprende aspetti sociali, amministrativi, finanziari e, purtroppo, politici. Se uno studente parte dal livello 2 e passa a 4 nei test internazionali si colloca malissimo, ma in realtà ha raddoppiato l’entità della propria performance. Se il punto di partenza è 8 e al controllo arriva a 9 è molto bravo, complimenti a lui ed al sistema scolastico, ma in realtà l’incremento non è poi così eclatante.

Se poi invece tieni proprio a vedere la cosa come una gara, prova a giocare a tennis bendato, così sperimenti in prima persona le condizioni in cui molte scuole del Belpaese sono costrette a “gareggiare”.
@ Martinobri

Spiega la metafora

Versione 1 "una volta parla delle prestazioni sessuali del capo con le minorenni e l'altra della smentita"

Versione 2 "in coda di moderazione" :)

Comunque credo che anche la povera Maria Stella Gelmini non abbia il diritto di andare in TV a dire quel che pensa !

























Anche lei non ha dei grandi margini di manovra.
Per marco

Non essere inutilmente polemico.

Non mi conosci. Quando voglio essere polemico, uso ben altri toni e ben altre parole. Era un tono che invitava a portare dati, e non recriminare.

Lascia perdere le metafore sportive. L’istruzione non è una gara di campionato.

Tutto è una gara di campionato nella società moderna. Come mai sono così di moda le classifiche internazionali del PIL, che fino a una trentina d'anni fa nemmeno si sapeva che fossero? E il ranking degli Stati secondo Moody's? E la gara per entrare nel G8, oggi esteso a G20?
Ovviamente il "campionato" si gioca sui risultati, gli allievi, non su come è strutturata la scuola. Diciamo che se i risultati sono mediocri, ci sono buone ragioni di pensare che la scuola sia strutturata maluccio.
Conosco i test PISA. Il problema è che occorre considerare, oltre ai risultati, anche i livelli di partenza ed il contesto, che comprende aspetti sociali, amministrativi, finanziari e, purtroppo, politici.

In Finlandia problemi sociali, amministrativi e politici invece non ci sono. Tutto è perfetto fin dall'inizio, tutto è rose e fiori.

Se poi invece tieni proprio a vedere la cosa come una gara, prova a giocare a tennis bendato, così sperimenti in prima persona le condizioni in cui molte scuole del Belpaese sono costrette a “gareggiare”.

Ripeto, prendersela con il destino cinico e baro e cercare le cause remote non serve a nulla. I risultati sono lì, e non li cambi dicendo che in certe zone d'Italia ci sono stati i Borboni, in altri il papato...
L'Italia, che ha una pregevole tradizione di umanisti ed eruditi, dove sono nate le prime università, è un fanalino di coda nei Paesi OCSE. La Finlandia, che prima del 1918 nemmeno esisteva, è ai primi posti.
Il problema, Acca, è che per quanrto riguarda i risultati scolastici "Italia" è meno che un'espressione geografica.
Scorporiamo i dati e analizziamo campioni che per aree ed istituti siano omogenei; troveremo situazioni diverse come diverso è il giorno dalla notte.
Come i questionari che nella mia scuola i genitori devono compilare: "Siete soddisfatti degli insegnanti?"
Se quello di matematica è bravissimo e quello di italiano è un cane, come si fa a rispondere?
Leggendo i commenti di acca, mi vien da pensare che abbia ragione... :)
Hai studiato in Italia, vero, acca? :)
Comunque, giusto per mettere un po' di puntini sulle "i", ho scritto un commento anche sul mio blog (non ci scrivo mai nulla e non lo legge mai nessuno, quindi non posso considerarlo spam)
Per martinobri

Il problema, Acca, è che per quanrto riguarda i risultati scolastici "Italia" è meno che un'espressione geografica.
Scorporiamo i dati e analizziamo campioni che per aree ed istituti siano omogenei; troveremo situazioni diverse come diverso è il giorno dalla notte.


Eh, lo so. Ma un diploma di scuola superiore vale per le università estere indipendentemente che sia stato preso al Nord, al Centro, al Sud o alle isole. Così come, ovviamente, nelle università italiane e nei concorsi pubblici.
E non credo che l'OCSE accetterà mai di scorporare i dati di una nazione.
Per Riccardo (D.O.C.)

Leggendo i commenti di acca, mi vien da pensare che abbia ragione... :)
Hai studiato in Italia, vero, acca? :)


Sì, perché?
Con rispetto, mi accodo a chi ritiene che "traferitevi all'estero" non possa essere sul serio il modo di migliorare i problemi di un'intera nazione.... non vedo come potrebbe. Personalmente preferire che Paolo ammettesse qualcosa tipo "penso che nei prossimi 100 anni non ci sia modo di migliorare significativamente lo stato della scuola italiana, quindi la mia non è una soluzione ma un si salvi chi può".

Che poi la mia esperienza non è stata affatto brutta (ma so che non è statisticamente rilevante)...
preferire che Paolo ammettesse qualcosa tipo "penso che nei prossimi 100 anni non ci sia modo di migliorare significativamente lo stato della scuola italiana, quindi la mia non è una soluzione ma un si salvi chi può".

Ammetterlo? Anzi, te lo sottoscrivo, certifico e incornicio su pergamena. È esattamente quello che vado dicendo. Se non riesci a cambiare il paese, cambia paese.
Se non riesci a cambiare il paese, cambia paese.

Preferisco morire combattendo

:-)
Se non riesci a cambiare il paese, cambia paese

Benissimo Paolo, ci hai convinto. Preparati ad accoglierci, perché stiamo arrivando. Come, quanti siamo? Tutti, è ovvio! Come sarebbe, non ci vuoi a casa tua? Non c'è problema. Cambia paese.
Come sarebbe, non ci vuoi a casa tua?

A dire il vero vi voglio eccome! Anzi, ho già aiutato molti amici a venire qui.
Caro Paolo,

anche se non ho mai inviato un commento seguo il tuo sito da anni e ammiro moltissimo le tue indagini e il lavoro che fai. Proprio per questo sono rimasto turbato dalla tua affermazione: "abito fuori dall'Italia da anni proprio per non nuotare nella fogna della politica italiana, che puzza ugualmente a destra, a sinistra e al centro". Che la politica italiana puzzi a destra, a sinistra e al centro sono disposto a concedertelo; ma affermare che puzzi "ugualmente" in tutte le direzioni mi sembra un'enormità per una persona abituata a pesare le parole come te. Questo "ugualmente" implica, fra le altre cose, che a sinistra, come a destra, ci siano uomini politici di primissimo piano ai quali si possono attribuire cose identiche o paragonabili a queste:

- offendere e minacciare quotidianamente altre istituzioni dello Stato,
- proporsi esplicitamente di alterare l'equilibrio dei poteri che caratterizza ogni democrazia moderna decente,
- favorire la diffusione di dossier falsificati per denigrare avversari,
- aver avuto documentati rapporti con la mafia,
- aver corrotto (in modo documentato da sentenze definitive) magistrati e avvocati,
- essere amici di chi versa urina di maiale sul terreno dove dovrebbe sorgere una moschea,
- respingere al mittente miserabili che richiedono asilo politico, senza darsi il tempo di verificare le loro credenziali,
eccetera.

Ti prego di non rimproverarmi di aver insistito a parlare di politica: il punto è proprio che non ci dovrebbe essere bisogno di avere una particolare posizione politica per fare queste osservazioni. Rilevare questi fatti, e trovarli di una gravità che oggi in Italia non ha paralleli, dovrebbe essere possibile per qualunque osservatore onesto. Non mi sembri il tipo di interlocutore secondo cui non esiste una prospettiva sulle cose che non sia inevitabilmente soggettiva e inquinata dai nostri pregiudizi.
Rilevare questi fatti, e trovarli di una gravità che oggi in Italia non ha paralleli, dovrebbe essere possibile per qualunque osservatore onesto

Ove "onesto" sta per "che la pensa come me", vero?
Lascia stare: almeno un luogo (come questo) dove ci si scanna su questioni interessanti e non sul colore del maneggione di turno ci vuole.
affermare che puzzi "ugualmente" in tutte le direzioni mi sembra un'enormità per una persona abituata a pesare le parole come te

Ho frequentato e lavorato con vari ambienti politici. Tutti, alla fine, hanno rivelato il puzzo della corruzione e del nepotismo. Alcuni hanno una facciata più resistente e addobbata. Ma dietro la fogna è uguale, ti assicuro. E' questione di selezione. Se nuoti in una vasca di squali, o sei squalo anche tu, o finisci mangiato.

Ho visto persone valide, nei vari schieramenti politici, essere mangiate ed espulse senza una parola di gratitudine; e questo quando è andata bene. Da qui il mio schifo.
Per Maximus

Anche se di argomenti scurrili qui è vietato parlare, una risposta te la do al volo. Trovare paralleli a:

- respingere al mittente miserabili che richiedono asilo politico, senza darsi il tempo di verificare le loro credenziali

28 marzo 1997:

Affonda la nave dei profughi, strage

Collisione tra una "carretta del mare" sovraccarica di albanesi e una corvetta della nostra Marina Recuperate tre donne fra i primi morti.


http://tinyurl.com/6ckvdog

Sicuramente ne troverei anche per i rimanenti punti.
@martinobri:
No, "onesto" significa onesto, cioè uno che tenta di capire come stanno le cose con la sua testa, senza incollarsi addosso la maglietta di una squadra. Non c'è motivo di pensare che per essere obiettivi si debbe sempre per forza arrivare alla conclusione che sono tutti uguali. Direi che tutte o quasi tutte le cose che ho elencato nel mio commento sono ampiamente verificabili (per questo, per esempio, ho scritto "aver avuto" rapporti con la mafia, e non "avere tuttora": i primi sono ormai dimostrati, i secondi no). Basterebbe applicare lo spirito delle indagini antibufala e anticomplotto.

@Paolo:
Probabilmente hai ragione, ma la tua mi sembra una risposta alquanto generica rispetto all'obiezione che ti ho mosso io. Inoltre ho l'impressione che tu confonda le persone e i loro scopi individuali con le politiche che mettono in atto. A me interessano più queste ultime.

Comunque sia chiaro: non intendo insistere oltre sull'argomento, anzi mi scuso se a qualcuno il mio commento è parso fuori luogo. Senza offesa, l'indignazione non può darsela chi non ce l'ha.
Direi che tutte o quasi tutte le cose che ho elencato nel mio commento sono ampiamente verificabili

L'ultima no, la penultima è un male per te e non per altri, e le altre le puoi dire anche degli schieramenti opposti. Magari sostituendo "terroristi" a "mafia". E piantiamola qui perchè il padrone di casa non vuole, e fa bene.
Per Accademia:

(1) Parlavo di politiche dichiarate e generalizzate, come la nostra attuale sui respingimenti, non di singoli episodi.
(2) Ciò su cui soprattutto invitavo a prestare attenzione era la congiunzione (cioè il cumulo) degli elementi della mia lista.

Comunque ribadisco il mio ritiro ufficiale da questa discussione. Per citare Tolstoj (mi pare), temo che parlare di queste cose qui sia come puzzare a una festa da ballo.
Per Maximus

(1) Parlavo di politiche dichiarate e generalizzate, come la nostra attuale sui respingimenti, non di singoli episodi.

L'Italia aveva attuato un "blocco navale" che venne criticato anche dall'Onu:

http://tinyurl.com/5tt4fzm

(2) Ciò su cui soprattutto invitavo a prestare attenzione era la congiunzione (cioè il cumulo) degli elementi della mia lista.

Non si può avere tutto dalla vita. I governi fino al 1994 duravano in media 7 mesi (e alcuni anche dopo). Come pretendi che potessero cumulare così tanti punti?
@Maximus:
Io nella lista ci avrei messo anche "ridurre il prestigio internazionale dell'Italia con atteggiamenti da guitto di terza categoria" e diecimila altre cose. Ma è inutile: il benpensantismo è una malattia da cui è assai difficile guarire: anche se in altri campi si proclama il sacro principio che "la maggioranza delle opinioni non fa la verità", appena si passa alla politica (che i benpensanti hanno sempre dichiarato essere "cosa sporca") allora diventa tutto il contrario.
No, signori: versare urina di maiale ecc. ecc. è sempre e comunque una azione indegna, anche se il 99% della gente pensa il contrario. Lo è perché è dimostrabile. La democrazia potrà portare a fare una legge che dichiara che è una cosa buona, ma resterà sempre una porcata.

@Paolo: guarda che siamo qualche decina di milioni. Ci vuoi ancora?
@Paolo: guarda che siamo qualche decina di milioni. Ci vuoi ancora?

Sì, tutti a Barbengo!!!
@Paolo: guarda che siamo qualche decina di milioni. Ci vuoi ancora?

Non ho detto che vi voglio tutti. I delinquenti, i corrotti, i fannulloni, i leccapiedi e i politicanti possono stare nel brodo che hanno creato (abbiamo già quelli nativi, grazie). Questo sfronda parecchio la popolazione :-)
Questo sfronda parecchio la popolazione :-)

Metti un cartello sul confine con scritto "Rigida selezione all'ingresso"? ;)
Metti un cartello sul confine con scritto "Rigida selezione all'ingresso"? ;)

Non mi dispiacerebbe. O qualcosa di simile a quello che c'è scritto sulla Statua della Libertà.
Non mi dispiacerebbe

C'è sempre il metodo Ma... ops, dimenticavo che non dobbiamo parlare di politica.
O qualcosa di simile a quello che c'è scritto sulla Statua della Libertà.

Cioè?
Cioè?

"Give me your tired, your poor,
Your huddled masses yearning to breathe free"
Fa il paio con "Venite a me, voi tutti che siete affaticati ed oppressi, e io vi ristorerò".

Che i pionieri degli USA volessero costruire la terra promessa o il regno di Dio in terra lo capisco; lo vedo un po' meno bene per la Svizzera...
:-)
E la targa ha forse impedito l'ingresso de "I delinquenti, i corrotti, i fannulloni, i leccapiedi e i politicanti" ?
;)
lo vedo un po' meno bene per la Svizzera...

Forse visto da fuori non sembra, ma ho parecchi amici che erano affaticati ed oppressi e che qui hanno ripreso a vivere decentemente e operosamente. Fanno lo stesso lavoro di prima, ma non sono esasperati dalla burocrazia e il fisco lascia loro abbastanza di che vivere serenamente. Non si chiede altro, in fondo.

Io stesso non potrei permettermi di fare il detective antibufala, lavorare gratis a Moonscape e scrivere libri scaricabili gratuitamente se vivessi in Italia.
E la targa ha forse impedito l'ingresso de "I delinquenti, i corrotti, i fannulloni, i leccapiedi e i politicanti" ?

Certo che no. Del resto il cartello di divieto di sosta non impedisce fisicamente la sosta.
Ammetterlo? Anzi, te lo sottoscrivo, certifico e incornicio su pergamena. È esattamente quello che vado dicendo. Se non riesci a cambiare il paese, cambia paese.
Ah, pardon, avevo capito male io... (e ad occhio e croce altri)


Comunque la mia opinione sulla scuola italiana è decisamente più ottimista, anche se può darsi sia per via della mia personale esperienza.
Comunque sia, non penso che i test Pisa bastino a giustificare l'idea che essa sia incurabile... possono dire che è messa male, ma mostrare che è messa troppo male è ben più complesso.

Comunque voglio segnalare a tutti una voce dissonante:
http://gisrael.blogspot.com/2011/05/il-bluff-della-matematica-finlandese.html
Per B'Rat

Comunque sia, non penso che i test Pisa bastino a giustificare l'idea che essa sia incurabile...

Ma infatti nessuno l'ha detto. I test Pisa dimostrano che c'è un malato. E se il medico non c'è o è del tutto incapace, il malato si aggraverà sempre di più.
Se non sbaglio, in Italia gli investimenti economici sulla scuola non si fanno dagli anni Cinquanta.
[segue]

Comunque voglio segnalare a tutti una voce dissonante:
http://gisrael.blogspot.com/2011/05/il-bluff-della-matematica-finlandese.html


Apprezzo la prosa chiara e discorsiva di Giorgio Israel, ma non c'è un'argomentazione che mi convinca. La matematica per gli allievi fino a 15 anni non ha bisogno di tutte le fumisterie filosofico-assiomatiche che vorrebbe iniettarvi Israel. Vanno studiate, sia chiaro, ma più avanti; oppure su percorso personalizzato quando un insegnante vede un allievo molto interessato alla materia.
Tra l'altro i finlandesi eccellono in tutte le materie, non solo la matematica.
Accademia
Apprezzo la prosa chiara e discorsiva di Giorgio Israel, ma non c'è un'argomentazione che mi convinca. La matematica per gli allievi fino a 15 anni non ha bisogno di tutte le fumisterie filosofico-assiomatiche che vorrebbe iniettarvi Israel. Vanno studiate, sia chiaro, ma più avanti; oppure su percorso personalizzato quando un insegnante vede un allievo molto interessato alla materia.
Tra l'altro i finlandesi eccellono in tutte le materie, non solo la matematica.


Beh, a me piuttosto viene da sperare che Israel esageri... non mi sembra così assiomatico e fuori dalla portata dei <15 anni (?! mi pare un po' esagerata come età) lavorare sul concetto di frazione, o uguaglianza...
(e basare l'algebra in modo empirico su mele e pere per me sarebbe criminale...)

Per il resto, non voglio certo affermare che la scuola Finlandese sia peggio della nostra (non fosse altro che per il fatto che non la conosco per niente).
Per B'Rat

Beh, a me piuttosto viene da sperare che Israel esageri...

Qua e là ho letto cose un po' strane. Del tipo che siccome si adotta il calcolatore, non si usa più scrivere 1/3, ma 0,33333333... Però altro metodo per ottenere numeri periodici non c'è, se non effettuando divisioni: cioè frazioni. Quindi il concetto in qualche modo deve essere spiegato.

non mi sembra così assiomatico e fuori dalla portata dei <15 anni (?! mi pare un po' esagerata come età)

La prova PISA si effettua sui ragazzi di 15 anni.

lavorare sul concetto di frazione, o uguaglianza...

Massì, ma non è indispensabile passare metà anno scolastico a fare operazioni con le frazioni. Anche con la fetta di carne, quando è messa sulla bilancia questa segnerà 750 g, per calcolare quanto dovrò pagare; è molto più utile che sapere senza esitazioni che è un ¾ di kg. Andiamo!
Qua e là ho letto cose un po' strane. Del tipo che siccome si adotta il calcolatore, non si usa più scrivere 1/3, ma 0,33333333... Però altro metodo per ottenere numeri periodici non c'è, se non effettuando divisioni: cioè frazioni. Quindi il concetto in qualche modo deve essere spiegato.
[Accademia dei pedanti Mode on]
Ehi, calma il concetto di frazione è ben diverso da quello di divisione, uno è un numero e l'altra un'operazione (ecco dimostrati gli effetti della scuola italiana... scherzo)
èAccademia dei pedanti Mode off]

Sui 15 anni dico solo che anche non volendo insegnare subito quei concetti, è il caso che ciò venga fatto ben prima dei 15 anni...
Per B'Rat

Ehi, calma il concetto di frazione è ben diverso da quello di divisione, uno è un numero e l'altra un'operazione (ecco dimostrati gli effetti della scuola italiana... scherzo)

Lo so bene. Conosci modelli di calcolatrice che permettono di scrivere 0,3 periodico senza eseguire l'operazione di divisione? Io, sarò rimasto un po' indietro, no. Forse modelli per usi speciali, non quelle in dotazione agli studenti delle superiori.
Quindi è giocoforza che le divisioni siano state insegnate, per quanto superficialmente.

Sui 15 anni dico solo che anche non volendo insegnare subito quei concetti, è il caso che ciò venga fatto ben prima dei 15 anni...

Col tempo sono diventato pragmatico: è ininfluente il metodo con cui viene insegnata una disciplina. Basta che alla fine del percorso la si padroneggi.
La pratica val più della grammatica... anche se senza lo studio della grammatica morirei. :-)
Conosci modelli di calcolatrice che permettono di scrivere 0,3 periodico senza eseguire l'operazione di divisione?

Io sì: la mia. Batti 0, poi virgola, poi tanti 3 quanti ce ne stanno nel display et voilà!
“I delinquenti, i corrotti, i fannulloni, i leccapiedi e i politicanti possono stare nel brodo che hanno creato”

Ecco Paolo, facciamo il contrario: se spediamo lì da te tutti gli esponenti delle categorie elencate, tu cosa fai, torni qui al sud?
Dopo il “trasferimento” lo Stivale dovrebbe essere molto simile a un paradiso, no?
Dopo il “trasferimento” lo Stivale dovrebbe essere molto simile a un paradiso

Più all'Islanda, direi: densità di abitanti uno per kmq...
Accademia dei pedanti
Lo so bene. Conosci modelli di calcolatrice che permettono di scrivere 0,3 periodico senza eseguire l'operazione di divisione? Io, sarò rimasto un po' indietro, no. Forse modelli per usi speciali, non quelle in dotazione agli studenti delle superiori.
Quindi è giocoforza che le divisioni siano state insegnate, per quanto superficialmente.

Se lo sai bene saprai anche che uno di fronte ad 1/3 può benissimo prenderla appunto come operazione e scriverla come 0,3BarrettaSopra, o semplicemente farla a calcolatrice e ottenere 0,33333333...
Il fatto che di scriverlo come un numero periodico non richiede di sapere che puoi scrivere i numeri anche come frazioni. Semplicemente di fronte ad 1:3 nell'algoritmo a tabella ti rendi conto che hai di fronte un ciclo.
O meglio ancora: saprai che la divisione viene prima delle frazioni, nei programmi scolastici (e nel buon senso). Potenzialmente può "vivere" anche senza esse, anche se prima di essere veramente convinto che una bestemmia del genere sia al mondo voglio vederla...
(dopotutto in teoria basta una rappresentazione per ogni numero, decimale e frazionaria sono due...)

Sui 15 anni dico solo che anche non volendo insegnare subito quei concetti, è il caso che ciò venga fatto ben prima dei 15 anni...
Col tempo sono diventato pragmatico: è ininfluente il metodo con cui viene insegnata una disciplina. Basta che alla fine del percorso la si padroneggi.

Eppure per le lingue tutti insistono che prima è meglio... non sono esattamente un esperto, ma ad occhio e croce con la matematica idem... non so se hai idea di cosa sia dare ripetizioni studenti di 1° superiore che non sanno maneggiare frazioni nè equivalenze (che ho avuto l'onore di trovare facilmente qua in Italia).
Per B'Rat

Se lo sai bene saprai anche che uno di fronte ad 1/3 può benissimo prenderla appunto come operazione e scriverla come 0,3BarrettaSopra, o semplicemente farla a calcolatrice e ottenere 0,33333333...

Ohibò, forse ho ricordi antiquati e confusi io: mi pare che impostando 1 diviso 3, veniva fuori uno 0, seguito da una sfilza di 3 e il simbolino E (che stava per errore, ma anche per i decimali omessi).
Manualmente non è possibile impostare su una calcolatrice classica una cifra seguita dalla letterina E in fine. Questo intendevo.

Ovviamente all'atto pratico una precisione del genere non è richiesta, si approssima tranquillamente a 0,3333.
[segue]

Il fatto che di scriverlo come un numero periodico non richiede di sapere che puoi scrivere i numeri anche come frazioni.

Come frazioni forse no. Ma come divisioni è indispensabile. Come si genera un numero periodico senza le divisioni?
Posso capire che un alunno non sappia risalire da un numero periodico alla frazione generatrice, io alle medie avevo imparato l'algoritmo. Pazienza. Ma mi pare impossibile insegnare i numeri periodici senza spiegarne l'origine.
[segue]

Col tempo sono diventato pragmatico: è ininfluente il metodo con cui viene insegnata una disciplina. Basta che alla fine del percorso la si padroneggi.

Eppure per le lingue tutti insistono che prima è meglio...


Ma che c'entra? È vero, ma anche nella didattica delle lingue ci sono migliaia di metodi. È importante saper parlare e capire bene, non come si acquisisce questa capacità.

non so se hai idea di cosa sia dare ripetizioni studenti di 1° superiore che non sanno maneggiare frazioni nè equivalenze (che ho avuto l'onore di trovare facilmente qua in Italia).

Ecco, e fra un anno questi studenti verranno esaminati dalle commissioni PISA. Chissà che figuraccia (mani nei capelli)!
Dopo il “trasferimento” lo Stivale dovrebbe essere molto simile a un paradiso, no?

Se ci riesci, non solo torno, ma ti eleggo a mia divinità. Avresti fatto un miracolo.
Accademia dei pedanti
[segue]

Il fatto che di scriverlo come un numero periodico non richiede di sapere che puoi scrivere i numeri anche come frazioni.

Come frazioni forse no. Ma come divisioni è indispensabile. Come si genera un numero periodico senza le divisioni?
Posso capire che un alunno non sappia risalire da un numero periodico alla frazione generatrice, io alle medie avevo imparato l'algoritmo. Pazienza. Ma mi pare impossibile insegnare i numeri periodici senza spiegarne l'origine.

:(
Il punto è proprio questo (e per questo avevo ricordato che la divisione e la frazione sono cose ben diverse): Israel non dice affatto che in Finlandia non insegnino le divisioni, dice che non insegnano la notazione frazionaria (e come ricordo anche da noi prima si insegna da divisione in tabella e poi l'esprimere i numeri come frazioni).
@Accademia
La pratica val più della grammatica... anche se senza lo studio della grammatica morirei. :-)

Ok per la seconda parte, ma la prima parte... ti ha sostituito un alieno?
Per B'Rat

Il punto è proprio questo (e per questo avevo ricordato che la divisione e la frazione sono cose ben diverse): Israel non dice affatto che in Finlandia non insegnino le divisioni, dice che non insegnano la notazione frazionaria

O magari la rimandano a un successivo ciclo di studi. Non trovo sia uno scandalo sommare 0,333333 a 0,777777 anziché esprimerlo come 1/3 + 7/9. Nel primo caso il risultato è 1,111111, nel secondo caso 10/9, in soldoni 1,1 periodico. Sai che differenza...

Insomma, sospetto che Giorgio Israel sia profondamente innamorato del metodo di insegnamento della matematica in Italia, al punto da non concepire che ne esista un altro più pragmatico e terra-terra che funziona meglio, almeno per gli allievi fino a 15 anni.
Per Van Fanel

La pratica val più della grammatica... anche se senza lo studio della grammatica morirei. :-)

Ok per la seconda parte, ma la prima parte... ti ha sostituito un alieno?


Ma no. Troppa conoscenza teorica guasta, se il discente non è minimamente interessato. Io so perfettamente perché si scrive beneficenza e munificenza, senza la I, ma efficienza e sufficienza, con la I. Ma non pretendo che lo sappiano anche gli altri. Basta che lo scrivano correttamente.
Non è necessario sapere come una filastrocca tutte le parole che richiedono una I muta fra G ed E, che per la cronaca sono igiene, effigie, gorgiera, archibugiere, poggiero, orologiero, grangiere (e altre nella quale la I è preferibile, ma non obbligatoria). Basta ricordarsele quando si scrive.

So per esperienza che molti testi normativi riportano assurde regole generali, come quella per il plurale delle parole in -gia, che sono errate, e confondono le idee. Meglio la pratica della grammatica, appunto.
Sono rimasto sorpreso anche io da alcune posizioni di Paolo in questi commenti. Pazienza, in altre infinite occasioni l'ho apprezzato, va benissimo anche avere opinioni diverse a volte.
Capisco anche che Paolo preferisca non entrare troppo nel merito della politica, pero' per solidarieta' @Maximus, senza intenti di generare altri flame, dico che credo non puzzi alla festa da ballo, e le sue affermazioni (che condivido) potranno forse non essere state appropriate perche' politiche (come ha gia' detto Van Fanel difficile evitarlo pero', partendo da un post cosi'), ma in modo molto civile si'.
Intendevo:
ma _espresse_ in modo molto civile, si'
Conosci modelli di calcolatrice che permettono di scrivere 0,3 periodico senza eseguire l'operazione di divisione?
Una macchina a stati finiti non potrà mai contenere la rappresentazione di un numero reale non intero, razionale o irrazionale che sia, perché occorrerebbe una memoria infinita. Potrà contenere l'operazione che descrive quel numero (10/3, lim(1+1/x)**x [non riesco a scriverlo giusto!], ecc.) ma non il suo risultato. Se fai 10/3 su una calcolatrice non ottieni un numero periodico, ma una sua approssimazione.

Ovviamente all'atto pratico una precisione del genere non è richiesta, si approssima tranquillamente a 0,3333.
Questa è una bestialità grossa come una casa. Precisione non richiesta per che cosa? Se devo descrivere l'importo della mia bolletta della luce mi basta l'approssimazione all'euro (anzi, visti gli ultimi aumenti, al centinaio di euro); se devo descrivere la mia posizione in un GPS mi occorrono sfilze di decimali lunghe da qui a lì. Dire che quattro decimali bastano non ha alcun senso, né matematico né ingegneristico. Altrimenti poii si finisce come i miei studenti, che mi leggono una tensione di 12,325437 V su un tester da 10 euro...
Per Riccardo (D.O.C.)

Una macchina a stati finiti non potrà mai contenere la rappresentazione di un numero reale non intero, razionale o irrazionale che sia, perché occorrerebbe una memoria infinita. Potrà contenere l'operazione che descrive quel numero (10/3, lim(1+1/x)**x [non riesco a scriverlo giusto!], ecc.)...

Non intendevo una raffinatezza del genere. Mi bastava un modello di calcolatrice che per rappresentare i numeri periodici indicasse una E alla fine di tutti i decimali, in modo che fosse chiaro che la coda è infinita. Manualmente, questa E non si può inserire.
Ovviamente non tutte le calcolatrici sono uguali, alcune non indicano in alcun modo che i decimali continuano dopo l'ultima cifra.

Questa è una bestialità grossa come una casa. Precisione non richiesta per che cosa?

Per i problemi di matematica nella scuola finlandese fino alla classe di età di 15 anni. Di questo parlavamo, il test PISA.
Accademia

Scusa, Accademia, se torno brevemente - quasi - nella discussione per porti una domanda.

Sai per caso quali sono le condizioni complessive della scuola finlandese?
Numero di studenti provenienti dall’estero, percentuale del PIL destinato all’istruzione, numero ed ambito delle materie oltre a matematica :), finlandese, inglese et cetera?

Chiedo questo perché forse non hai compreso il senso dei miei interventi precedenti.
Non cercavo scusanti agli scarsi risultati degli studenti italiani nei test standardizzati, attribuendo penosamente ad “altro” le cause dell’insuccesso.
Cercavo di far capire che per valutare l’efficienza e l’efficacia di un qualsiasi sistema è indispensabile confrontarlo con altri analoghi su basi davvero comparabili.

Provo a spiegarmi.

Se uno studente parte da un livello 2 di apprendimento e dopo il percorso scolastico si attesta su 4, paragonato ad altri studenti manifesta un livello di apprendimento in assoluto basso (nel caso i livelli siano 10, per ipotesi), ma da un punto di vista incrementale ha raddoppiato la sua performance rispetto alle condizioni iniziali.

Un altro studente, magari finlandese :), che partisse da un livello iniziale di 8 (per la situazione familiare, socioeconomica e così via) e concludesse gli studi a 9, sarebbe bravo ma, tutto sommato, lui e la sua scuola non avrebbero prodotto poi questo miracolo.

Ecco, governo della scuola a parte, spesso i livelli iniziali degli studenti italiani sono bassi a sufficienza (per una miriade di ragioni) da rendere poco sensato paragonare semplicemente i loro risultati scolastici con quelli di altri Paesi, nei quali molte variabili sono strutturalmente diverse.

Questo intendevo per gara “truccata”: la scuola italiana non opera nel nulla, ma nel particolare contesto del nostro Paese. Per sapere se e quanto funziona occorre misurare gli incrementi di apprendimento in un tempo dato (dai 6 anni ai 15?) e non soltanto andare a misurare con un test, per quanto affidabile, quanto siamo “sotto la media”.
Mi bastava un modello di calcolatrice che per rappresentare i numeri periodici indicasse una E alla fine di tutti i decimali, in modo che fosse chiaro che la coda è infinita. Manualmente, questa E non si può inserire.
Ovviamente non tutte le calcolatrici sono uguali, alcune non indicano in alcun modo che i decimali continuano dopo l'ultima cifra.

Mi sa che dovrai rivedere il tuo concetto di numero periodico, perché mi sembra alquanto confuso.
Una calcolatrice non ha modo di sapere se il risultato di una divisione è un numero periodico oppure no. Anche perché i numeri periodici con periodo di una cifra sono un caso particolare, non la normalità. 355/113 è un numero periodico, ma nessuna calcolatrice se ne accorgerà mai, perché il periodo ha una lunghezza enorme. 123456789/100000000 non lo è, ma una calcolatrice con otto decimali non se ne può accorgere.

Per i problemi di matematica nella scuola finlandese fino alla classe di età di 15 anni. Di questo parlavamo, il test PISA.
Certo. Fino a 15 anni 4 decimali, poi cinque, poi sei. Beh, di una cosa possiamo essere certi: se la matematica ai bambini la insegni così, c'è ben poco da stare allegri.
Per Riccardo (D.O.C.)

Mi sa che dovrai rivedere il tuo concetto di numero periodico, perché mi sembra alquanto confuso.
Una calcolatrice non ha modo di sapere se il risultato di una divisione è un numero periodico oppure no. Anche perché i numeri periodici con periodo di una cifra sono un caso particolare, non la normalità.


Adesso nella matematica c'è la "normalità". Interessante terminologia.
[segue]

355/113 è un numero periodico, ma nessuna calcolatrice se ne accorgerà mai, perché il periodo ha una lunghezza enorme. 123456789/100000000 non lo è, ma una calcolatrice con otto decimali non se ne può accorgere.

Infatti basavo il mio ragionamento sui problemi e sulle espressioni che vengono date a scuola, che hanno sempre periodi brevi, e calcoli facilmente eseguibili a mano, volendo.
Una calcolatrice indica con E che dopo l'ultimo decimale c'è una coda. Sta all'allievo valutare (almeno nel sistema finlandese) se è un numero periodico, perché le cifre si ripetono, oppure un numero con troppi decimali per quel modello di calcolatrice.
Tutto il ragionamento cade se si danno problemi con numeri simili a quelli che hai citato tu. Per farlo bisogna essere un po' sadici, prima dei 15 anni.
[segue]

Per i problemi di matematica nella scuola finlandese fino alla classe di età di 15 anni. Di questo parlavamo, il test PISA.

Certo. Fino a 15 anni 4 decimali, poi cinque, poi sei. Beh, di una cosa possiamo essere certi: se la matematica ai bambini la insegni così, c'è ben poco da stare allegri.


Parlane col ministro dell'istruzione finlandese. Io, poi, mi baso su ciò che scrive Giorgio Israel, non ho controllato se sia esattamente così.
Per marco

Sai per caso quali sono le condizioni complessive della scuola finlandese?
Numero di studenti provenienti dall’estero, percentuale del PIL destinato all’istruzione, numero ed ambito delle materie oltre a matematica :), finlandese, inglese et cetera?


No, mi spiace. Credo siano dati facilmente ottenibili cercando online, ma non ho voglia...

Cercavo di far capire che per valutare l’efficienza e l’efficacia di un qualsiasi sistema è indispensabile confrontarlo con altri analoghi su basi davvero comparabili.

Intendi dire che l'Italia è un Paese africano uscito dal colonialismo da poco e che la Finlandia è una potenza economica e fra le prime dieci nazioni per PIL?
[segue]

Se uno studente parte da un livello 2 di apprendimento e dopo il percorso scolastico si attesta su 4, paragonato ad altri studenti manifesta un livello di apprendimento in assoluto basso (nel caso i livelli siano 10, per ipotesi), ma da un punto di vista incrementale ha raddoppiato la sua performance rispetto alle condizioni iniziali.

E se uno studente lo si manda alle scuole differenziali anziché intasare la scuola comune e far perdere tempo ai suoi compagni di classe, perché un livello 2 è davvero troppo basso e non sarà mai colmato, forse si fa anche meglio.
[segue]

Un altro studente, magari finlandese :), che partisse da un livello iniziale di 8 (per la situazione familiare, socioeconomica e così via) e concludesse gli studi a 9, sarebbe bravo ma, tutto sommato, lui e la sua scuola non avrebbero prodotto poi questo miracolo.

Il PISA non misura i progressi individuali. È un'altra cosa. Non ci si aspetta che la scuola sforni solo geni (anche se quella finlandese uno, probabilmente, lo ha sfornato: Linus Torvalds), ma che la maggioranza raggiunga un livello ben preciso e misurabile.
In Italia è ancora tutto fumoso e sfocato, secondo me: le competenze, l'applicazione, la condotta, i collegamenti interdisciplinari...
[segue]

Ecco, governo della scuola a parte, spesso i livelli iniziali degli studenti italiani sono bassi a sufficienza (per una miriade di ragioni) da rendere poco sensato paragonare semplicemente i loro risultati scolastici con quelli di altri Paesi, nei quali molte variabili sono strutturalmente diverse.

La scuola dovrebbe servire proprio a colmare questi divari. Il sospetto invece è che li accentui, in certi casi.

Questo intendevo per gara “truccata”: la scuola italiana non opera nel nulla, ma nel particolare contesto del nostro Paese.

Che contesto c'è nel Paese Italia?
Adesso nella matematica c'è la "normalità". Interessante terminologia
Certo che c'è. C'è la norma, la normale, la quasi-normalità e la normalità.
E ci sono anche gli spazi normati. E allora?
Accademia

Il contesto in Italia?

Investimenti bassi nel campo dell’istruzione e della ricerca.

Microcriminalità e/o delinquenza organizzata in ampie aree del Paese

Prevalenza di nepotismo e raccomandazioni sulla valorizzazione dell’impegno e del merito

Senso civico basso ed alta dipendenza da modelli massmediali scadenti (Vedi qualche volta la tv italiana? Un’oretta a caso su rai o mediaset e scopri di cosa si nutrono i cervelli delle vecchie e nuove generazioni)

Legislazione - scolastica e non - che sembra costruita apposta per complicare le cose semplici

Autonomia scolastica inesistente: mille leggi, regolamenti, circolari e decreti paralizzano qualsivoglia possibilità di innovazione

Sistema di reclutamento, addestramento e ri-qualificazione del personale disfunzionale rispetto agli obiettivi dell’istruzione

Sostanziale scollamento tra università/ricerca e scuola dell’obbligo

Edilizia scolastica ed infrastrutture in generale inadeguate agli scopi della formazione scolastica (sai quante scuole hanno sedi fatiscenti, sono prive dei laboratori essenziali o sorgono in quartieri che andrebbero ricostruiti da zero? Ancora: educazione stradale, in un Paese privo di piste ciclabili e dove il rosso del semaforo rappresenta solo un simpatico cromatismo?)

Totale esautorazione di qualsiasi potere scolastico: conosci altre nazioni nelle quali si può dar fuoco ai tabelloni con i voti se questi non riscuotono il gradimento degli utenti?

Potrei proseguire all’infinito, per una volta credimi
Per marco

Il contesto in Italia?

Investimenti bassi nel campo dell’istruzione e della ricerca.


Votati dagli italiani. La presente maggioranza non ha mai detto di voler investire sull'istruzione, almeno quella pubblica; e ha vinto.

Microcriminalità e/o delinquenza organizzata in ampie aree del Paese

Non molto in tema con la mia domanda sulla scuola.

Prevalenza di nepotismo e raccomandazioni sulla valorizzazione dell’impegno e del merito

Desiderata e apprezzata dagli italiani. Almeno, dai parenti; gli altri non so.
[segue]

Senso civico basso ed alta dipendenza da modelli massmediali scadenti

Sembra che alcune tv all'estero siano persino peggio.
Chi ha deciso, all'inizio degli anni Ottanta, di scimmiottare la tv ipercommerciale e deficiente del gruppo Finivest? La Rai non era certo comandata dagli alieni, all'epoca.
Risposta: il parlamento degli italiani.

Legislazione - scolastica e non - che sembra costruita apposta per complicare le cose semplici

Vabbè, il bizantinismo del sistema Italia. Snervante, ma non si sfornano allievi asini a causa di questo.

Autonomia scolastica inesistente: mille leggi, regolamenti, circolari e decreti paralizzano qualsivoglia possibilità di innovazione

Se l'innovazione è un corso di tarocchi di Marsiglia, come è stato organizzato dalla regione Campania anni fa (visto in una puntata di Mi manda Raitre), preferisco il centralismo.
[segue]

Sistema di reclutamento, addestramento e ri-qualificazione del personale disfunzionale rispetto agli obiettivi dell’istruzione

Avendo avuto parenti insegnanti delle superiori, credo che non ci sia mai stato un periodo dell'Italia in cui questo problema non si poneva.

Sostanziale scollamento tra università/ricerca e scuola dell’obbligo

Questo passaggio è poco chiaro.

Edilizia scolastica ed infrastrutture in generale inadeguate agli scopi della formazione scolastica

Di nuovo: voluto dagli italiani.
Non si vincono le elezioni promettendo scuole moderne e funzionali. Promettendo posti per fannulloni nella scuola, quello magari sì.
[segue]

Totale esautorazione di qualsiasi potere scolastico: conosci altre nazioni nelle quali si può dar fuoco ai tabelloni con i voti se questi non riscuotono il gradimento degli utenti?

Gli Usa, visto che gli studenti possono portare armi in classe. Columbine, Newark Schoolyard...

Mi sembra che a quasi tutte le tue considerazioni si possa rispondere con il vecchio proverbio "Chi è causa del suo mal...".
Non esiste un contesto-Italia dovuto a fattori ambientali, geografici o di pura sfortuna locale, rispetto alla Finlandia.
Accademia

mi spiace :) doverlo ammettere, ma sottoscrivo ogni tua considerazione fatta alle mie.

Il problema è che io non voglio, genericamente, assolvere l’Italia e gli Italiani.

Dico solo che, vista la situazione (i problemi che io ho evidenziato e dei quali tu hai fornito le logiche cause) non ha senso valutare la scuola come un sistema avulso, che “sta da solo” e che di conseguenza può essere messo astrattamente in competizione con quello di altre nazioni teoricamente comparabili, come quelle europee ad esempio.

Ancora più chiaramente? Cosa vuoi che facciano gli insegnanti se la macchina che devono guidare viaggia in questo sorta di pantano?

Ma sinceramente, dimmi per favore se ti sembra normale un paese nel quale la magistratura si occupa di un castigo (non maltrattamenti, percosse o altro) inflitto ad uno studente maleducato, finendo poi per condannare la docente. Credo che il procedimento sia arrivato fino alla Cassazione.

Cosa pensi di un contesto sociale che vede i genitori di un ragazzino evidentemente indisciplinato e scorretto adire le vie legali per uno “scrivi tante volte ...”.
Lasciando perdere l’efficacia del provvedimento dell’insegnante (che d’altra parte può comunque fare poco o nulla per mantenere la disciplina), in un paese normale al castigo scolastico si aggiungerebbe come minimo la ramanzina domestica ... oltre ad un sano esame di coscienza parentale.

Non dirmi che non c’entra nulla. C’entra eccome. La scuola non opera su Marte. Opera in questo sistema sociale, politico e culturale e quindi i suoi risultati, individuali, medi, complessivi (a proposito, so cosa sono i test PISA, grazie) sono imputabili anche al sistema paese nel suo complesso. Non è difesa d’ufficio, è realismo.

Dammi la possibilità di assumere docenti selezionandoli in base alla competenza (senza ministero e sindacati di mezzo, per favore), lasciami scegliere i piani di studio e le metodologie, consentimi di rifiutare studenti evidentemente pronti solo al riformatorio e forniscimi infine un budget anche solo minimamente adeguato, da gestire liberamente e rispondendo solo agli utenti in base ai risultati.

Poi somministriamo tutti i test PISA che vuoi.
Per marco

mi spiace :) doverlo ammettere, ma sottoscrivo ogni tua considerazione fatta alle mie.

Ma insomma, in questo forum nessuno mi dà mai la soddisfazione di essere d'accordo con me, almeno non esplicitamente. E quando lo fa aggiunge un "purtroppo". È la mia maledizione. :-/
[segue]
La scuola non opera su Marte. Opera in questo sistema sociale, politico e culturale e quindi i suoi risultati, individuali, medi, complessivi (a proposito, so cosa sono i test PISA, grazie) sono imputabili anche al sistema paese nel suo complesso.

Purtroppo i soldi spesi per singolo alunno, complessivamente, non sono poi così pochi, se rapportati ad altri Paesi europei. Almeno fosse una scuola che opera nel sahel, coi bambini che devono percorrere 10 chilometri a piedi ogni mattina e libri assenti, capirei.

Dammi la possibilità di assumere docenti selezionandoli in base alla competenza (senza ministero e sindacati di mezzo,

Questa poi... Il sindacato della scuola in Italia spesso ha più voce in capitolo del ministro.
Accademia

“Purtroppo i soldi spesi per singolo alunno, complessivamente, non sono poi così pochi, se rapportati ad altri Paesi europei.”

Insomma ...

Dati Eurostat:

Finlandia, 6,3% del PIL; Italia, 4,4%

Sempre secondo l’”ISTAT” europeo, l’Italia si trova al 21esimo posto nella classifica UE della spesa per l’istruzione, appena dopo la Bulgaria.

La spesa media per studente in Italia è di circa 5.900 Euro, contro, ad esempio, gli oltre 7.000 di Svezia e Giappone.

Nell’ambito dei Paesi Ocse, l’Italia è penultima (32esimo posto su 33) per l’investimento nell'istruzione.
Tieni conto anche (qui non ho dati precisi, ma esperienza diretta sì) che nella spesa per l’istruzione pesano anche le mastodontiche sovrastrutture burocratiche che teoricamente dovrebbe agevolare il funzionamento della macchina scolastica, mentre nella realtà costituiscono spesso, qui da noi, delle ipertrofiche e costose fabbriche di circolari e di aria fritta.

Va bene, si spende anche in Italia per la scuola, ma come vedi meno che in altri Paesi che appartengono ai nostri stessi “club” internazionali.

Aggiungi che molte volte la normativa obbliga a spese assurde.
Un esempio tra mille altri; se a scuola mi serve un nuovo computer sono obbligato a richiedere una serie di preventivi a mille fornitori, perdendo tempo, intasando il lavoro d’ufficio ed alla fine pagando la macchina diciamo 1.000 Euro. Ma se trovo lo stesso modello in un centro commerciale a 699 NON POSSO acquistarlo.

Accademia, dammi retta. Se traslocassimo così com’è la scuola finlandese in Italia, finirebbe nel caos prima della fine del quadrimestre.
I docenti italiani cercano di fare scuola NONOSTANTE il ministero, gli uffici regionali, le famiglie degli studenti, la concorrenza dei “grandi fratelli” vari et cetera et cetera.
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O magari la rimandano a un successivo ciclo di studi. Non trovo sia uno scandalo sommare 0,333333 a 0,777777 anziché esprimerlo come 1/3 + 7/9. Nel primo caso il risultato è 1,111111, nel secondo caso 10/9, in soldoni 1,1 periodico. Sai che differenza...

Già... perchè fargli imparare 1/3+2/3 prima dei 15 anni? Oppure che ne dici di sommare 1/7+1/13 in notazione decimale? E le moltiplicazioni e divisioni? A mente o a mano impossibili.
Senza contare il fatto che almeno si introduce subito la differenza fra numero e sua rappresentazione...
[...]
Insomma, sospetto che Giorgio Israel sia profondamente innamorato del metodo di insegnamento della matematica in Italia, al punto da non concepire che ne esista un altro più pragmatico e terra-terra che funziona meglio, almeno per gli allievi fino a 15 anni.
[segue]
Ma no. Troppa conoscenza teorica guasta, se il discente non è minimamente interessato. [...]


Accademia dei pedanti,
Tu con la materia a scuola non avevi un gran rapporto, sbaglio?

La questione qui è aver chiaro cosa voglia dire insegnare matematica. Il "problema" non è che Israel ami questo o quel metodo di insegnamento: ama prima di tutto la matematica. E il fatto è che la matematica È PROPRIO la "barbosa" teoria! Gli algoritmi di risoluzione sono puro e “stupido” calcolo: insegnare a risolvere una lista ben precisa di problemi senza conoscere gli oggetti matematici che si stanno manipolando (la teoria) non è insegnare matematica, è addestrare le scimmie!
Ma questo si può vedere anche nell'insegnare ad uno studente a risolvere un determinato problema... ci sono due modi.

Puoi fargli capire cosa fa e perché, ma c’è un inconveniente: lo studente deve aver chiaro il senso dei vari oggetti matematici in gioco. Ovvero, la teoria. Il vantaggio è che fino al livello delle superiori capita la teoria lo svolgimento pratico dei problemi è quasi sempre immediato.
Oppure puoi dargli un algoritmo di risoluzione standard, di cui lo studente presumibilmente non sapendo la teoria non capirà un accidente del perché ma che (forse) applicherà arrivando al risultato.
Nel secondo caso lo studente a) è un’appendice umana della tua capacità di programmare in C++, visto che potresti far risolvere il problema ad un computer moralmente allo stesso modo b) dagli un problema appena diverso da quello per cui lo hai addestrato e sarà Waterloo c) se non si ricorda esattamente la procedura, è probabile che neanche si accorga di eventuali errori (figuriamoci ricostruirla).
Prendiamo per esempio la risoluzione delle equazioni di 1° grado: per sapere come si manipola un'equazione lo studente deve aver già capito cos’è un’uguaglianza (e qui è incommentabile la sostituzione finlandese dell'= con la V di "risultato", = che non vedranno fino ai 14 anni), un’incognita (pere e banane, WTF???), le loro proprietà e le proprietà delle operazioni (niente proprietà ma ordine in cui farle? E restano così fino all'università in cui i professori non possono che mettersi le mani nei capelli!!!).
Chiaramente la realtà non è manichea, e ci sono vari livelli di "non spiegar qualcosa" (che basta comunque a inficiare la comprensione) fra il non spiegare nulla e lo spiegare tutto; e di fermo questo metodo non se lo sono inventati i Finlandia. Anche molti, troppi, studenti che ho incontrato per un motivo o un altro ad un certo punto hanno subito una resa (che abbiano scelto loro o gli insegnanti) e invece di capire i concetti hanno imparato l'algoritmo. Che è più veloce e dà risultati quasi immediati, ma se lo fai una volta vuol dire che non potrai più capire le cose fatte dopo che dipendono da quella che non hai capito! Si, il tizio la risoluzione meccanica delle eq. di 1° grado può saperla applicare, ma dagli un sistema di equazioni, anche il più semplice, e dovrai ripatire allo stesso modo solo per insegnargli un'altra sequenza di istruzioni che a maggior ragione non capirà. Se non che via via che gli argomenti vanno avanti i casi da considerare aumentano (contano anche quelli banali, ma tanto per lui non lo sono), e aumenta sempre di più quindi la lunghezza delle istruzioni che devi dare... Un incubo.
Sai perchè ho tirato in ballo le ripetizioni ai quindicenni? Perchè chi ha preso un simile andazzo, e sono in tanti, finisce che non manipola oggetti matematici, ma simboli e lettere di cui non ha la minima idea del significato (!); e l'opzione "ma glielo insegno dopo" non esiste! Ormai sono abituati così, hanno quella forma mentis, e peraltro odiano la matematica proprio perchè per loro non è altro che una serie di istruzioni senza un motivo comprensibile che anche un calcolatore potrebbe seguire, e come si fa a farli capire loro che quelle operazioni lì che per loro sono poco più di cambiamenti di lettere regolate da motivi mistici hanno una precisa logica? Si portano dietro una valanga di pregiudizi che li mettono continuamente fuori strada o li fanno saltare a conclusioni senza senso, ma che "suonano" come le regole che in qualche modo han dovuto imparare.
Come appunto faccio notare che la matematica è l'unico esercizio di logica formale (che non è una parolaccia, sta per "precisa") che gli studenti incontreranno nella loro carriera fino allo studio di Fisica. Come si pretende di tirar sù ingegneri e similia senza darne una qualche introduzione seria sin da piccini? Alla faccia dell'educazione scientifica!

In breve: la matematica non è una collezione di procedure per risolvere problemi, quello è calcolo! Fra i due c’è la differenza che c’è fra studiare la Rivoluzione Francese riuscendo a spiegarla ad una parte terza e semplicemente buttare a memoria le parole scritte sul libro senza capirne un’acca!
Uhm, spero di non aver dato l'impressione di averla presa troppo focosamente la questione...
Per B'Rat

Già... perchè fargli imparare 1/3+2/3 prima dei 15 anni? Oppure che ne dici di sommare 1/7+1/13 in notazione decimale? E le moltiplicazioni e divisioni? A mente o a mano impossibili.

Leggi bene l'articolo di Giorgio Israel: sostiene che è stata abbandonata la notazione con le frazioni proprio perché al centro c'è la calcolatrice.
Indipendentemente che siano operazioni facili.
[segue]

Accademia dei pedanti,
Tu con la materia a scuola non avevi un gran rapporto, sbaglio?


Ma che c'entra? Stiamo parlando di me, o dell'articolo di Giorgio Israel, qui?
[segue]

La questione qui è aver chiaro cosa voglia dire insegnare matematica. Il "problema" non è che Israel ami questo o quel metodo di insegnamento: ama prima di tutto la matematica. E il fatto è che la matematica È PROPRIO la "barbosa" teoria!

E io che pensavo che servisse a risolvere i problemi, dai più semplici, come fare i conti della spesa, al calcolo delle traiettorie dei vettori spaziali. Apprendo ora che se non si passano pomeriggi a studiare il triangolo di Tartaglia, i determinanti applicati a Cramer e la funzione suriettiva non la si conosce.
Sai che ti dico? A questa sciagura sopravvive tranquillamente la matematica, e pure gli studenti fino a 15 anni. :-P
[segue]

Gli algoritmi di risoluzione sono puro e “stupido” calcolo: insegnare a risolvere una lista ben precisa di problemi senza conoscere gli oggetti matematici che si stanno manipolando (la teoria) non è insegnare matematica, è addestrare le scimmie!

Abbiamo lontani progenitori comuni. Non disprezzarle.
[segue]

Nel secondo caso lo studente a) è un’appendice umana della tua capacità di programmare in C++, visto che potresti far risolvere il problema ad un computer moralmente allo stesso modo

No: gli elaboratori non possono risolvere problemi espressi in linguaggio naturale. Sottoporre a una macchina la domanda "Abbiamo due torte, che vanno divise in parti uguali per quattro persone. Come fare?" è, allo stato, impossibile. In inglese, e in finlandese.
[segue]

b) dagli un problema appena diverso da quello per cui lo hai addestrato e sarà Waterloo c) se non si ricorda esattamente la procedura, è probabile che neanche si accorga di eventuali errori (figuriamoci ricostruirla).

...E se l'allievo è una bestia in matematica farà pasticci sia col metodo finlandese, sia col metodo italiano.
Andiamo, esiste un limite oltre al quale la difficoltà di un problema si scontra con gli oggettivi limiti mentali dello studente; il metodo non c'entra più.
[segue]

e aumenta sempre di più quindi la lunghezza delle istruzioni che devi dare... Un incubo.

Non credo. È possibile, conoscendo la matematica, "reinventare la ruota" e ricostruire la formula di risoluzione generale delle equazioni di 2° grado, se non si ricorda a memoria. Ma non c'è tempo: un compito in classe dura solo 2 ore.
Imparare a memoria algoritmi e formule sarà pure arido, ma fa risparmiare un sacco di tempo.
[segue]

Perchè chi ha preso un simile andazzo, e sono in tanti, finisce che non manipola oggetti matematici, ma simboli e lettere di cui non ha la minima idea del significato (!);

Non manipola oggetti matematici, ma simboli e lettere del cui significato non ha la minima idea.
Oppure: di cui ignora totalmente il significato.
[segue]

e l'opzione "ma glielo insegno dopo" non esiste! Ormai sono abituati così, hanno quella forma mentis, e peraltro odiano la matematica proprio perchè per loro non è altro che una serie di istruzioni senza un motivo comprensibile che anche un calcolatore potrebbe seguire,

Eseguire.
No, ripeto, un calcolatore non può estrapolare dal linguaggio naturale l'equazione, o l'operazione, o l'algoritmo giusto che risolve il problema.
[segue]

Si portano dietro una valanga di pregiudizi

Per adesso i pregiudizi io li vedo solo in uno che commenta.
[segue]

che li mettono continuamente fuori strada o li fanno saltare a conclusioni senza senso, ma che "suonano" come le regole che in qualche modo han dovuto imparare.

Senti, nei test PISA i finlandesi se la cavano benissimo, in matematica come nelle altre materie. Gli italiani no. Fatti, non ciance.
In un mondo improntato all'efficienza e alla competizione conta quanti sanno risolvere correttamente i problemi, non come. Di cosa gira nella loro testa mentre sono alle prese con un test di verifica non mi potrebbe fregare di meno.

Come si pretende di tirar sù ingegneri

Tirar su.
E io che pensavo che servisse a risolvere i problemi, dai più semplici, come fare i conti della spesa, al calcolo delle traiettorie dei vettori spaziali. Apprendo ora che se non si passano pomeriggi a studiare il triangolo di Tartaglia, i determinanti applicati a Cramer e la funzione suriettiva non la si conosce.
Suvvia, un po' di senso del limite! Ecco, QUESTO è il motivo per cui avevo buttato lì che evidentemente hai tanta affinità con la matematica quanta io ne ho con l'arte moderna...
E che cavolo, ma hai idea del fatto che per i problemi più complessi di X l'algoritmo di risoluzione (con X<<calcolo delle traiettorie dei razzi vettori) non esiste preconfezionato fosse altro che per il numero di casi da tenere in considerazione? E senza algoritmo prefabbricato, per costruirlo serve sapere che mattoni usi, che diamine! Hai idea della vastità e non banalità delle applicazioni del triangolo di Tartaglia e dei determinanti? Molto più in là della lista della spesa con la "matematica" modello scimmia non si va!

Resta fra l'altro la mia osservazione che se inizi a fuorviare gli studenti sulla matematica recuperarli è un'impresa titanica.


Un altro appunto: ma tu da quanto è che non vedi un compito scolastico? Forse forse alle elementari, ma alle medie e soprattutto alle superiori spesso il linguaggio naturale non viene usato e semplicemente si tirano in faccia allo studente tot espressioni matematiche da risolvere... e anche qualora la cosa venga data in linguaggio umano, non è certo il passaggio di tradurlo in linguaggio matematico che pone difficoltà agli studenti e fa fioccare i 3, ma la risoluzione!
Senti, nei test PISA i finlandesi se la cavano benissimo, in matematica come nelle altre materie. Gli italiani no. Fatti, non ciance.

Per me l'Italia può essere anche l'ultima al mondo, sono molti i fattori, didattici e sociali, che lo decidono. Uno è la tendenza ad improntare lo studio della matematica in modo sterile (ed odioso, nessuno è mai contendo di buttare a memoria sempre più roba che non capisce). Istituzionalizzarla è semplicemente folle. E infatti i professori universitari finlandesi lamentano l'arrivo di studenti impreparati (ho visto uno degli articoli citati da Israel); evidentemente nei PISA c'è qualcosa di storto.


In un mondo improntato all'efficienza e alla competizione conta quanti sanno risolvere correttamente i problemi, non come. Di cosa gira nella loro testa mentre sono alle prese con un test di verifica non mi potrebbe fregare di meno.

Perchè immagino che chi avrà un lavoro vagamente a che fare con la matematica si troverà davanti sempre problemi uguali precisi precisi a quelli di cui ha buttato a memoria gli algoritmi di risoluzione... ma via...
Non credo. È possibile, conoscendo la matematica, "reinventare la ruota" e ricostruire la formula di risoluzione generale delle equazioni di 2° grado, se non si ricorda a memoria. Ma non c'è tempo: un compito in classe dura solo 2 ore.
A parte che si parla di questioni per i minori di 15 anni, che hanno quindi formule che generalmente si ricostruiscono con calma in tempi <30 secondi quando in un compito di solito più di 3-4 formule non si usano, ma cos'è questa autorefenzialità? L'obiettivo dello studio è far riuscire bene le verifiche?

Nessuno nega che dandoti l'algoritmo il problema lo risolvi, magari in fretta, magari no, visto che non vedi le scorciatoie spesso enormi. Ma è un insegnamento profondamente sterile, un problema di una virgola diverso senza sapere la teoria dietro non lo risolvi! Tanto varrebbe finite alle elementari le operazioni elementari passare ad insegnare come si risolve il sudoku! Come fai a difendere una visione del genere? Si parla di un insulto al progresso scientifico, che gli algoritmi se li crea ex-novo o li riadatta continuamente proprio perchè ha chiaro il funzionamento della teoria dietro. (in più di uno scritto a Fisica ti lasciano tenere i libri... tanto i problemi sono abbastanza vari da far sì che algoritmi di risoluzione spesso non ce ne siano e che quelli che ci sono se non hai capito la teoria non sai come applicarli)
Accademia, infine, un po' di umiltà: io non sarò niente di più di uno studente di Fisica che da tempo immemore aiuta altri ragazzi in matematica e similia, ma Israel depreca il metodo algoritmico, i più di 200 professori finlandesi che cita pure... non so bene cosa sia tu, ma trovami almeno un matematico che dica "Che spreco spiegare al volgo cos'è un'incognita... parliamo di mele e pere!"
Per B'Rat

Suvvia, un po' di senso del limite! Ecco, QUESTO è il motivo per cui avevo buttato lì che evidentemente hai tanta affinità con la matematica quanta io ne ho con l'arte moderna...

E credo anche con la dialettica. Ma non divaghiamo.

E che cavolo, ma hai idea del fatto che per i problemi più complessi di X l'algoritmo di risoluzione (con X calcolo delle traiettorie dei razzi vettori) non esiste preconfezionato

Il calcolo delle traiettorie dei razzi vettori non si studia nelle scuole fino a 15 anni.
E non ho mai difeso il calcolo preconfezionato. Ho solo esposto i miei dubbi sulla centralità della teoria in matematica. Un docente universitario di storia della matematica non è necessariamente un campione nel risolvere problemi reali.
[segue]

E senza algoritmo prefabbricato, per costruirlo serve sapere che mattoni usi, che diamine! Hai idea della vastità e non banalità delle applicazioni del triangolo di Tartaglia

No, a parte il calcolo del binomio. Quali sono le applicazioni pratiche?

e dei determinanti? Molto più in là della lista della spesa con la "matematica" modello scimmia non si va!

Non hai rispetto per la lista della spesa, e chi la deve far quadrare.
Vorresti che tutti gli allievi fino a 15 anni sapessero calcolare velocità e direzione dei quasar.
[segue]

Resta fra l'altro la mia osservazione che se inizi a fuorviare gli studenti sulla matematica recuperarli è un'impresa titanica.

Fuorviare? O la matematica la insegni giusta, o sbagliata. Tertium non datur. Se è sbagliata, il metodo non c'entra. È l'insegnante che ha evidenti limiti.
Inoltre recuperare un 50enne che l'ha studiata male durante la sua adolescenza è un conto. Recuperarlo al primo anno di università, in un'età in cui ancora è mentalmente elastico, è un altro.

Un altro appunto: ma tu da quanto è che non vedi un compito scolastico? Forse forse alle elementari, ma alle medie e soprattutto alle superiori spesso il linguaggio naturale non viene usato

La questione degli algoritmi eseguibili anche da un elaboratore l'hai espressa tu (commento n° 161), e io ribattevo a quel punto.
[segue]

e semplicemente si tirano in faccia allo studente tot espressioni matematiche da risolvere...

No. I test del PISA mostrano esattamente il contrario. Sono brevi testi, con poche formule e pochi numeri. Eccone uno qui:

http://tinyurl.com/5t5zut6

Senti, nei test PISA i finlandesi se la cavano benissimo, in matematica come nelle altre materie. Gli italiani no. Fatti, non ciance.

Per me l'Italia può essere anche l'ultima al mondo,


Ah, contento tu...!
[segue]

sono molti i fattori, didattici e sociali, che lo decidono. Uno è la tendenza ad improntare lo studio della matematica in modo sterile (ed odioso, nessuno è mai contendo di buttare a memoria sempre più roba che non capisce).

Veramente, a quanto leggo in Giorgio Israel, è sterile anche lo studio della matematica in Finlandia. Una sterilità semplificata e programmata nei dettagli, forse, ma è così.
Ho capito male io?

E infatti i professori universitari finlandesi lamentano l'arrivo di studenti impreparati

Anche quelli italiani. Se c'è scollatura fra il livello a cui arriva l'ultimo anno delle superiori, e il primo anno di Università, il metodo c'entra fino a un certo punto. Sono i contenuti a latitare (leggi: programmi).
[segue]

evidentemente nei PISA c'è qualcosa di storto.

Uhm, dove l'ho già sentita questa critica?
Ovviamente del tutto disinteressata, neh?!? Guai a pensar male. Che ci siamo messi in testa?!?

Perchè immagino che chi avrà un lavoro vagamente a che fare con la matematica

Un lavoro che ha vagamente a che fare con la matematica.

si troverà davanti sempre problemi uguali precisi precisi a quelli di cui ha buttato a memoria gli algoritmi di risoluzione... ma via...

Questo non lo so.
So che, in tutte le materie, se le basi non sono solide, costruire è impossibile.
E le basi solide, semplici, essenziali, si costruiscono anche facendo imparare a memoria procedure e formule. Per il ragionamento creativo c'è sempre tempo.
[segue]

Non credo. È possibile, conoscendo la matematica, "reinventare la ruota" e ricostruire la formula di risoluzione generale delle equazioni di 2° grado, se non si ricorda a memoria. Ma non c'è tempo: un compito in classe dura solo 2 ore.

A parte che si parla di questioni per i minori di 15 anni,


Fino a 15 anni compresi.
Se il programma della scuola italiana non è cambiato, le equazioni di 2° grado si insegnano proprio in seconda superiore, quando l'allievo ha 15 anni (talvolta 16).

che hanno quindi formule che generalmente si ricostruiscono con calma in tempi <30 secondi quando in un compito di solito più di 3-4 formule non si usano, ma cos'è questa autorefenzialità?

Autoreferenzialità.

L'obiettivo dello studio è far riuscire bene le verifiche?

Certo che no.
Qui però parliamo dei test PISA. Che non sono stati lanciati sei mesi fa per il gusto di prendere alla sprovvista la scuola italiana. Ma nel 2000. Non c'era il tempo di adattarsi?
[segue]

Nessuno nega che dandoti l'algoritmo il problema lo risolvi, magari in fretta, magari no, visto che non vedi le scorciatoie spesso enormi. Ma è un insegnamento profondamente sterile, un problema di una virgola diverso senza sapere la teoria dietro non lo risolvi!

Evidentemente nei test PISA non vengono sottoposti mai problemi con una virgola diversa. Altrimenti non si spiegherebbe come mai vengano risolti così bene.
I test PISA sono copiati direttamente dai libri di testo finlandesi. :-D

Tanto varrebbe finite alle elementari le operazioni elementari passare ad insegnare come si risolve il sudoku!

Non capisco il senso di questa frase: il sudoku è un gioco di logica, non di matematica. Il gioco sarebbe esattamente identico se al posto dei numeri da 1 a 9 ci fossero le note musicali (compreso si bemolle e diesis) oppure nove simboli dei tarocchi presi a caso. Boh?!?
[segue]

Come fai a difendere una visione del genere? Si parla di un insulto al progresso scientifico, che gli algoritmi se li crea ex-novo o li riadatta continuamente proprio perchè ha chiaro il funzionamento della teoria dietro.

Insultiamo pure il progresso scientifico (che, è bene ricordarlo, non ha avuto fra i protagonisti ragazzi fino a 15 anni).
Basta che la matematica fino ad un livello prefissato dal piano didattico la sappiano maneggiare.

(in più di uno scritto a Fisica ti lasciano tenere i libri... tanto i problemi sono abbastanza vari da far sì che algoritmi di risoluzione spesso non ce ne siano

Non cambiare discorso. Parlavo di problemi di matematica.
[segue]

io non sarò niente di più di uno studente di Fisica

Di fisica.

che da tempo immemore aiuta altri ragazzi in matematica e similia, ma Israel depreca il metodo algoritmico, i più di 200 professori finlandesi che cita pure...

La Finlandia è un piccolo Paese, ma spero che gli insegnanti di matematica di ogni ordine e grado siano molto più numerosi di 200!
Se avessimo la percentuale approssimativa degli insegnanti finlandesi che prendono le distanze da questo metodo sul totale, potremmo anche discuterne.

non so bene cosa sia tu, ma trovami almeno un matematico che dica "Che spreco spiegare al volgo cos'è un'incognita... parliamo di mele e pere!"

Se il metodo funziona con allievi di quella classe di età, si usino pure gli unicorni e i basilischi. Hai presente la massima maoista "a me non importa se il gatto è bianco o nero: mi importa che prenda il topo"? Ecco.
Si chiama pragmatismo. Provalo.
So che, in tutte le materie, se le basi non sono solide, costruire è impossibile.
E le basi solide, semplici, essenziali, si costruiscono anche facendo imparare a memoria procedure e formule. Per il ragionamento creativo c'è sempre tempo.

Blazing hell, no! Insisto su questo punto fondamentale: tu chiameresti basi solide di storia fare imparare a mente brani di cui lo studente non capisce una cippa? Ti aspetteresti che poi, cresciuto per anni di un simile strategia, egli sorta fuori con analisi creative dei contesti storici?
Poi siamo tutti d'accordo che in Finlandia contando tutti i fattori se la passano meglio che qua ecc, ma il punto è che senza teoria non ha senso far studiare matematica per anni e anni, (il sudoku era appunto per dire qualcosa di altrettanto sterile ed autoreferenziale)
Un'altra cosa che penso sia rilevante è il fatto che sono convinto che lo studio della matematica non sia fine a sé stesso, bensì serva e a dare quel minimo di cultura di base di come siamo arrivati dove siamo e una preparazione per chi proseguirà verso professioni in cui la matematica è importante. E visto che si tratta anche di sviluppare una forma mentis non vedo perchè prima dei 15 anni si debba fare incancrenire il cervello per poi tentare una difficile opera di riparazione (e sottolineo difficile).
Per questo non capisco il tuo "ma questo non c'entra coi 15 anni" di fronte ai miei esempi più avanzati.

(nota: la difficoltà negli esercizi non è certo interpretare il testo....)
Per B'Rat

So che, in tutte le materie, se le basi non sono solide, costruire è impossibile.
E le basi solide, semplici, essenziali, si costruiscono anche facendo imparare a memoria procedure e formule. Per il ragionamento creativo c'è sempre tempo.

Blazing hell, no! Insisto su questo punto fondamentale: tu chiameresti basi solide di storia fare imparare a mente brani di cui lo studente non capisce una cippa?


Esempio estremizzato. Perché mai credi che abbia usato l'avverbio "anche"?
[segue]

Piaccia o no, alcuni dati vanno imparati a memoria. Non so quanti problemi di cinetica e dinamica si possano risolvere se non si sa a memoria il valore della costante G. O quanti problemi di geometria senza il teorema di Pitagora e il valore di π.
Una volta spiegate le quaterne di numeri proporzionali, può darsi che gli alunni dimentichino del tutto il perché delle loro proprietà, e perfino i nomi ("comporre", "scomporre", "permutare"...). Pazienza! Basta che non dimentichino l'essenziale, che è saperle applicare.
[segue]

Ti aspetteresti che poi, cresciuto per anni di un simile strategia, egli sorta fuori con analisi creative dei contesti storici?

Perché no? Gli storici che oggi hanno più di 50 anni si sono imparati a memoria date di battaglie e di trattati, hanno dovuto sciorinare a memoria la lista dei re di Roma (un tempo usava). Male non fa. Basta che la memoria non sia contemporaneamente contenuto e forma del metodo di insegnamento.
[segue]

... ma il punto è che senza teoria non ha senso far studiare matematica per anni e anni,

La matematica è obbligatoria solo nel ciclo primario e parte del secondario. Non saprei dire fino a che età dura, in Finlandia, ma se uno ritiene di non esservi portato, intraprende un indirizzo che non la prevede, o che insegna solo gli aspetti più pratici e facili.
Chi va all'università, poi, scegliendo filosofia, giurisprudenza, lingue o sociologia è pressoché sicuro che non la incontrerà più.
[segue]

Un'altra cosa che penso sia rilevante è il fatto che sono convinto che lo studio della matematica non sia fine a sé stesso, bensì serva e a dare quel minimo di cultura di base di come siamo arrivati dove siamo

Per quello esiste la storia della scienza e della tecnologia. Altrettanto affascinante, e molto più variegato.

e una preparazione per chi proseguirà verso professioni in cui la matematica è importante.

Ma non verso professioni importanti in cui la matematica non c'è. Se ad alcune persone proprio non interessa, perché imporgliela?
[segue]

E visto che si tratta anche di sviluppare una forma mentis non vedo perchè prima dei 15 anni si debba fare incancrenire il cervello per poi tentare una difficile opera di riparazione (e sottolineo difficile).

"Incancrenire", ma che esagerazione!
Se un metodo ha il vantaggio di far capire agli allievi come si risolvono correttamente i problemi, non vedo perché accusarlo di inaridire il pensiero.
Forse, sotto sotto, cova un po' d'invidia...

Per questo non capisco il tuo "ma questo non c'entra coi 15 anni" di fronte ai miei esempi più avanzati.

È fuori tema. Non sappiamo nulla di come venga insegnata la matematica in Finlandia dopo i 15 anni.
[segue]

(nota: la difficoltà negli esercizi non è certo interpretare il testo....)

Nella vita reale l'impiego della matematica non consiste in un'equazione che piove dal cielo già formulata e scritta nero su bianco, da risolvere entro due ore. Per capire come usare la matematica in ogni singolo caso, bisogna averlo già fatto almeno una volta. Non entro nel merito se sia facile o difficile: va imparato, come tutto.
Nulla contro gli esercizi solo a base di incognite e numeri; peccato che nella vita reale non si parta mai da lì.
P.S.: Sono curioso: quali sono le applicazioni pratiche del triangolo di Tartaglia oltre ai binomi?
Piaccia o no, alcuni dati vanno imparati a memoria. Non so quanti problemi di cinetica e dinamica si possano risolvere se non si sa a memoria il valore della costante G. O quanti problemi di geometria senza il teorema di Pitagora e il valore di π.

Banalità. Ma qui si parla della totalità delle procedure logiche nel risolvere determinati problemi, non dati o qualche singolo algoritmo necessario (p.e. divisione in tabella).


Perché no? Gli storici che oggi hanno più di 50 anni si sono imparati a memoria date di battaglie e di trattati, hanno dovuto sciorinare a memoria la lista dei re di Roma (un tempo usava). Male non fa. Basta che la memoria non sia contemporaneamente contenuto e forma del metodo di insegnamento.

Ma io non intendo date e nomi: intendo interi paragrafi di cui lo studente non capisca un accidente. perchè è questo che accade con molti nello "studiare matematica".


La matematica è obbligatoria solo nel ciclo primario e parte del secondario.

Quello che intendo è se ciò che si vuole insegnare non è matematica ma puro calcolo pratico e spendibile nella vita quotidiana il primario basta e avanza. Sono in pochi a dover affrontare le gioie di un sistema di disequazioni di 2° grado.


Per quello esiste la storia della scienza e della tecnologia. Altrettanto affascinante, e molto più variegato.

Affascinante come le cose misteriose, se non si ha la minima idea di come funzioni la logica matematica.
Se un metodo ha il vantaggio di far capire agli allievi come si risolvono correttamente i problemi, non vedo perché accusarlo di inaridire il pensiero.

Insisto insisto insisto: cosa cavolo vuole dire capire? Il senso che si usa di solito? Allora la teoria va fatta. Sapere risolvere il problema? Allora il tuo problema va bene, quanto un computer programmato in C++. Peccato che alla gente di solito non piaccia fare da surrogato di un calcolatore.


Forse, sotto sotto, cova un po' d'invidia...

No comment. Ma a te non suona nulla di strano in una serie di problemi che in alcuni casi si riducono a "leggi il grafico" (matematica?) e che non contengono niente di niente nè di calcolo letterale (che si fa alle medie) nè di proprietà delle operazioni? Nell'articolo citato da Israel si osserva come all'università Finlandese i ragazzi non concepiscono di fare 9+(1+5) come 10+5 proprio perchè hanno in mente solo il sacro ordine delle operazioni...

Poi certo che la Finlandia ci strabatte! Scoperta: ciò che là è stato istituzionalizzato da noi spesso si fa liberamente, magari peggio e non si studia nemmeno con lo stesso impegno. E le famiglie e gli studenti nella maggior parte dei casi considerano la materia una seccatura, con le conseguenze del caso, e in generale viene dato meno valore alla scuola. Ma non è che allora quel tipo di didattica diventi un portento.