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Antibufala Classic: attenti ai segni degli zingari sui citofoni e sulle porte!

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 16 aprile 2005 qui su Attivissimo.net. Lo ripubblico e trasferisco qui per riunire meglio le mie indagini antibufala e perché se n'è parlato oggi a Raiuno. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
L'articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alla gentile donazione di “anna_cine*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora.

English Abstract
An e-mail circulating on the Internet claims to provide a list of "code markings" used by gypsies to mark houses that are easy targets for burglaries or should be left alone.

The list is probably a fake because it's inconsistent (there's no point in having a code system where the same symbol means different things, as in the case of "AM", which is said to mean "morning" or "afternoon" depending on the source) and because it would be rather dumb to use a secret code that everybody, including the supposed victims, knows well.

Perhaps more importantly, it seems stupid to have a code sign meaning "this is a good target"; why help other thieves? If it's such a good target, why tell your "colleagues" instead of raiding it yourself?

Moreover, there is no definite link between gypsies and findings of these or similar markings. Anybody could have made them, perhaps just as doodles.

This appeal preys on our innate fear and distrust of people who are different from us. In any case, it should not be interpreted as a security guideline. Finding the "dangerous house, don't visit" symbol next to your door or doorbell doesn't mean that you can disregard the security precautions you should take anyway (what if a thief who doesn't know or notice the code comes along?).

So essentially, the list is pointless. But if you prefer to believe it's authentic or would rather be safe than sorry (as well as somewhat paranoid), just etch the "dangerous house, don't visit" symbol next to your property. That will surely confuse would-be burglars!


Con le solite varianti tipiche delle catene di sant'Antonio, circola da molto tempo, con periodici picchi di diffusione, un messaggio d'allarme che contiene un elenco di segni in codice che sarebbero usati dagli zingari per contrassegnare le case facili da derubare e quelle da evitare.

Talvolta l'elenco è accompagnato da avvertimenti di questo genere:

QUESTI SONO I SEGNI CHE GLI ZINGARI TRACCIANO SULLE PULSANTIERE DELLE ABITAZIONI - FATE MOLTA ATTENZIONE PERCHé SONO POCO VISIBILI DATO CHE SONO INCISI CON UNA PUNTA SOTTILE - SEGNALATE SUBITO LA SITUAZIONE AI CARABINIERI. (TEL. 112) E SE POSSIBILE MODIFICATELI...

Ci sono inoltre moltissimi siti che riportano quest'elenco e sue varianti, come si nota cercando in Google parole-chiave come "segni, simboli" e "zingari, rom". Ne trovate alcuni esempi qui e qui.


Datazione e origini: 1997 e probabilmente anche prima



Le prime segnalazioni di questo caso sono giunte al Servizio Antibufala ad aprile 2005, ma appelli analoghi sono in circolazione da ben prima che arrivasse Internet. Per esempio, c'è questo articolo di “Umanità Nova” del 27 luglio 1997 (immagine qui accanto, cliccabile per ingrandirla; l'indicazione “1977” nell'intestazione dell'articolo è un refuso) che parlava già all'epoca del cosiddetto "codice degli zingari" descrivendolo come una bufala apparsa su molti quotidiani e telegiornali regionali. Paolo Toselli, coordinatore del Centro Raccolta Voci e Leggende Contemporanee, autorevole sito dedicato a questo tipo di appelli, mi scrive che "in Italia il caso esplode negli anni '90, ma si riscontrano segnalazioni sin dagli anni '60".

Secondo il Corriere di Chieri, a giugno 1997 il cosiddetto "codice degli zingari ladri" è finito anche "sul tavolo del ministro degli Interni, Giorgio Napolitano, poiché il senatore della Lega Nord Luigi Peruzzotti chiedeva di diffonderlo per garantire maggiore sicurezza ai cittadini".


Perché è quasi sicuramente una bufala


L'elenco dei segni esiste in varie versioni ed è spesso contraddittorio e privo di senso: per esempio, "AM" viene spiegato a volte come "pomeriggio", a volte come "mattina". Inoltre non si capisce che senso abbia un'indicazione del tipo "evitare questo comune": per essere utile, andrebbe scritta sul cartello stradale d'ingresso al comune, o su tutte le porte di tutte le abitazioni.

È inoltre estremamente improbabile che un'organizzazione criminale continui a utilizzare per anni simboli in codice il cui significato è (almeno così pare) noto alle vittime: sarebbe come un esercito che usa un codice cifrato conosciuto dal nemico.

Inoltre ci sono alcune incongruenze che il buon senso magari non coglie subito perché distratto dalla classica leva psicologica della paura per l'"altro", il "diverso". L'articolo di “Umanità Nova” già citato le descrive benissimo (le evidenziazioni sono mie):

Si potrebbe pensare per questo a un'origine francese; autorizza a pensarlo, tra l'altro, la sigla AM per indicare il pomeriggio (après-midi?). Il "codice" avrebbe varcato le Alpi per essere adottato, paradossalmente, in un territorio dove gli zingari non parlano francese. Il problema è che non parlano tra di loro neppure l'italiano (molti anzi, e proprio in questa zona, lo conoscono pochissimo) e nessuna delle parole che sarebbero richiamate dalle lettere sopra ricordate, hanno, nei loro vari dialetti presenti in questa zona, quelle iniziali. Perché dovrebbero darsi indicazioni che si deve supporre molto importanti, in una lingua che non è conosciuta da molti di loro e comunque è la loro seconda, quella che serve per comunicare con i non zingari?

...Da una parte bisogna ricordare che la cultura degli "zingari" è "orale"; la loro scarsa scolarizzazione non dipende solo e tanto dal "nomadismo" (spesso si fermano per lunghi anni, proprio per mandare i figli a scuola, anche se poi non imparano quasi niente, neppure a leggere correttamente), ma proprio dalla strutturazione della loro mentalità orale che guarda con diffidenza la scuola e non sente il bisogno della scrittura e del fissare una memoria esterna, passato e realtà presente. Ben difficile credere che ricorrano ad una forma, sia pure primitiva, che richiede elementi di alfabetizzazione, di scrittura.

...A che fine dovrebbero gli zingari indicare ad altri che una casa è stata svaligiata da poco?E a che fine anche segnalarla come appetibile, col rischio che il colpo lo faccia qualcun altro?

Un ladro qualsiasi, sedentario o no, che voglia svaligiare o far svaligiare una casa, non la indicherà certo con un sistema di segni così farraginoso e pericoloso. Grottesco immaginare uno "zingaro" che sbircia le case di un quartiere alla ricerca di questi "segni"; gli risulterebbe tutt'altro che facile passare inosservato, specie se dovessimo immaginarlo di notte, magari con un accendino acceso, nell'impresa impossibile di individuare questi "segni" poco "appariscenti". Non sarebbe molto più semplice e produttivo che gli eventuali complici gli indicassero il numero civico o gli descrivessero il luogo, l'edificio, ecc., o, magari, ce lo portassero prima del "colpo"?

Spulciando i newsgroup ho trovato alcuni messaggi che sembrano dare poco credito a questi elenchi di simboli. Uno, in particolare, cita la risposta dei Carabinieri di Roma a una domanda sull'argomento:

"...premesso che non esiste un "catalogo" di simboli che aiutino a comprendere le intenzioni di persone che si apprestano a compiere furti in appartamenti o altre azioni criminali è tuttavia plausibile che malintenzionati vari utilizzino segni in codice (solo a loro noti) per passarsi informazioni a loro utili per compiere azioni criminose. Le consigliamo di attuare le normali misure precauzionali e segnalare alla locale Stazione Carabinieri eventuali "movimenti" anomali che dovesse notare nei pressi della sua abitazione."

Tuttavia segni di questo tipo sono stati effettivamente rilevati da vari testimoni (la cui affidabilità, fra l'altro, è per me indubbia, per cui non può trattarsi di segni fatti da loro) sin dagli anni Ottanta. Potrebbero essere graffiti fatti da chissà chi e per qualsiasi ragione (anche per semplice microvandalismo). Infatti non mi risulta alcuna prova di legame fra gli zingari e questi segni.

Oltretutto segni come "buon obiettivo" (una X), "casa ricca" (una C squadrata) o "notte" (una N) sono, guarda caso, molto facili da incidere e sono tipici dei graffiti fatti in vari luoghi, compresi quelli nei gabinetti pubblici (che mi sembra poco logico contrassegnare come "buon obiettivo", a meno che si tratti di rubare la carta igienica). Di conseguenza, la loro presenza da sola non autentica la versione secondo la quale si tratterebbe di un codice, e specificamente di un codice "aiuta-furti" adottato dagli zingari.

Riassumo inoltre qui sotto le interessantissime note mandatemi dal già citato Paolo Toselli sull'argomento:

...Si tratterebbe di messaggi in codice: due pallini, casa facile; due linee in croce, donna sola e anziana; tre linee ondulate, girare al largo... e così via. Ad avvalorare le storie, un volantino, di norma anonimo - che elenca i simboli e il loro significato e avverte i cittadini di stare allerta all'apparire del "codice segreto".
I commenti degli organi di polizia a tal proposito sono perlomeno ambigui: molte volte hanno smentito la veridicità della storia e quindi il contenuto del volantino, altre volte lo hanno avvalorato.
Il CeRaVoLC nel corso degli anni ha raccolto molte notizie di stampa sui simboli che da noi si dice utilizzati dagli zingari, oltre a diverse copie dei volantini che ne interpretano il significato, recentemente apparsi anche su alcuni siti Internet.
Secondo quanto riferitomi da Peter Burger [studioso olandese di leggende metropolitane], a inizio dello scorso mese di marzo [2005] anche i Paesi Bassi sono stati colpiti da insistenti voci a proposito della comparsa di strani segni apparsi sui muri delle case. Questi sarebbero stati fatti da non meglio identificati ladri per indicare obiettivi più o meno facili. Pare che anche la polizia abbia preso sul serio l'allarme, che da loro non si era mai manifestato prima. Casi simili erano già accaduti in Portogallo e Spagna.
Al volantino coi "segni di riconoscimento utilizzati da zingari e ladri d'appartamento" ed alla sua diffusione oltralpe faceva già cenno Jean-Noel Kapferer nel suo libro "Le voci che corrono" (Longanesi, 1988, p. 18) pubblicato originariamente in Francia nel 1987.
Per comprendere l'essenza del "codice segreto" e la sua origine è significativo l'articolo pubblicato nel 1994 dal sociologo francese Jean-Bruno Renard e intitolato "Le tract sur les signes de reconnaisance utilisés par les cambrioleurs: rumeur et réalité". (in "Le Réenchantement du monde. La métamorphose contemporaine des systèmes symboliques", a cura di Patrick Tacussel, L'Harmattan, Parigi 1994, pp. 215-241)
La grande diffusione delle voci collegate ai contenuti del volantino è dovuta al fatto che le stesse fanno appello ad un tema su cui si focalizzano anche molte leggende metropolitane, ovvero l'insicurezza, e ad un elemento parimenti frequente quale la rivelazione di un messaggio nascosto.
Ma ancor più interessante è la dimostrazione operata da Renard che pressoché tutti i simboli presenti nell'attuale versione del volantino erano già noti da decenni, la maggioranza sin dagli anni '20-30. Alcuni sono rimasti identici nella forma e nel significato (la metà), altri hanno subito modifiche nella forma e altri ancora nel significato. All'origine questi segni erano attribuiti ai viandanti e ai vagabondi che li avrebbero utilizzati per comunicare ad altri loro simili se sarebbero stati accolti favorevolmente o meno dai proprietari delle case a cui avevano bussato.
Pertanto se il volantino si ispira a segni veramente utilizzati tempi addietro è probabile che questo "linguaggio" sia stato abbandonato negli anni '50 con la scomparsa dei viandanti e l'avvento della delinquenza urbana individualista e priva di tradizioni.
Quanto all'uso corrente di questi simboli da parte degli zingari non vi sono prove. Ma anche supponendo che i simboli a cui fa riferimento il volantino siano utilizzati dai ladri di appartamenti, il solo fatto di averli resi pubblici (più volte anche sui quotidiani) in breve tempo annullerebbe la loro validità: sia per il fatto che i malfattori avrebbero cambiato simbologia, sia perché la gente comune li avrebbe utilizzati a sua volta come contromisura per tener lontani gli stessi malintenzionati.
Insomma, come tutte le voci e le leggende metropolitane, il volantino riduce l'incertezza legata ad avvenimenti imprevedibili. La sua circolazione crea una comunicazione, una coesione sociale attorno ad un sentimento di insicurezza. La figura arcaica del viandante e del vagabondo che chiede l'elemosina è stata sostituita dal ladro di appartamenti, o dallo zingaro, il quale incarna paure ancestrali. Come sottolinea infine Renard, il volantino e il suo codice segreto esprimono indirettamente la nostalgia dei tempi passati in cui esisteva una forte coesione nella comunità e dove la minaccia poteva venire solo dall'esterno: i nomadi e i vagabondi.


Nel dubbio, che fare?


Queste sono le informazioni che sono riuscito a raccogliere fin qui. Se siete perplessi e preferite comunque ritenere che esista davvero questo codice di simboli, c'è un modo molto semplice per neutralizzarlo: marcare col segno "già svaligiato" la vostra abitazione. È un consiglio semiserio, ovviamente, perché deturpereste probabilmente invano la vostra casa, ma è sempre meglio che lasciarsi andare alla paranoia e al razzismo scorgendo il pericolo degli zingari in ogni segnetto che trovate in giro.

Più seriamente, anche supponendo che il codice sia autentico, non va preso come scusa per dimenticare le normali regole di prudenza: il fatto che la vostra casa non sia segnata dal simbolo "qui si ruba facilmente" o "stare alla larga" non significa certo che potete lasciare le porte spalancate e mettere l'argenteria sul davanzale. E se passa un ladro che non sa leggere il codice e quindi lo ignora?

In ultima analisi, quindi, questo appello è inutile e può avere la conseguenza di alimentare il razzismo e l'ansia. Diffonderlo è dunque sconsigliabile.
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Commenti
Commenti (29)
Confermo l'esplosione in Italia negli anno 90.
Ogni tanto qualcuno faceva "fax-bombing" di una presunta tabella di simboli degli zingari citando presunte fonti di Polizia o Carabinieri.
In alcune cose somigliano ai segni di pista scout...

http://www.manualescout.org/segni-di-pista.html

Che valore può avere l'indicazione "casa appena svaligiata" se insieme al simbolo non metti la data?

Se i simboli fossero veri, tutti quanti sulle nostre case avremmo già messo uno di quelli che dovrebbere tenere lontani i presunti ladri zingari (Non si tocca casa amichevole, Inutile insistere, Non interessante, ecc), così come sul muro del vicino antipatico avremmo messo la X o la C squadrata.
Grazie veramente per questo articolone, bello completo. Sapevo già che questi segni erano attribuiti ai vababondi (cosa che se non vera è comunque più verosimile di un codice per ladri), ma finora le mie fonti si limitavano a un libro per ragazzi degli anni 80 ("Segni simboli e cifrari segreti"). Adesso sono felice di sapere che ci sono altre fonti più autorevoli a riguardo.
anche la famosa azienda produttrice di dispositivi antintrusione Risco/Rokonet ha pubblicato nella propria pagina facebook questa bufala.

https://www.facebook.com/riscogroupitaly?fref=ts

il post è in fondo alla pagina...
Ciao Paolo, potrebbe sembrare strano ma ad una mia amica la postina ha visto i segni sul campanello, ha quindi avvertito la locale Compagnia CC (Scandicci - FI) e loro sono andati a casa sua spiegando il significato dei simboli ecc.
Quindi i CC l'avvalorano come teoria...
Con questo non voglio dire che c'è un nesso tra rom/zingari/vagabondi/nomadi ed i simboli, ma che forse c'è fra ladri e simboli.
P.S.: ora sono a lavoro e non posso verificare meglio questo PDF -> https://drive.google.com/file/d/0B2lnX7_TkmDeZFVfLUdHVThQQ1k/edit?pli=1
Non so se è un caso o se mi hanno fatto uno scherzo, ma un paio di anni fa accanto al _mio_ campanello (e non a quello di un amico di un cugino di un amico, ecc. come accade nelle leggende metropolitane) ho trovato uno di quei simboli indicati nel disegno. Si tratta del cerchio con la X che significherebbe "Non interessante". Non mi posso lamentare! :)
Che ne pensi di questo servizio delle Iene?
http://bit.ly/1NKVdvl
Dei segni erano comparsi anche in condominio da me, dei "flag" col pennarello vicino ai nomi sulle cassette della posta. Alcuni condomini si spaventarono ricordando la storia dei segni degli zingari. Effettivamente sarà stato un caso, ma l'unico nome senza "flag" era quello di una signora che di mestiere fa l'infermiera e dunque ha orari di lavoro e di presenza a casa imprevedibili. Io mi son limitato a cancellare tutto con l'alcol e poi non è successo niente!
Lungi da me fomentare la zingarofobia:
Però quei segnali sono apparsi diverse volte, anche a casa mia (si parla di una quindicina di anni fa).
Non so chi possa averli fatti, se sia uno scherzo o in effetti un codice.
Però li ho visti.
A un agente di polizia amico mio, che ha lavorato per anni con i Rom di un campo zingari di una grande città, è stato chiesto, insieme ad altri suoi colleghi, di indagare su questi simboli, perché erano comparsi sul campanello della sorella credo del Prefetto della stessa città (volete avere tutta la polizia italiana a disposizione? Diventate Prefetti, o autorità ancora più altolocate). Risultato dell'indagine, condotta per mesi da poliziotti che conoscevano molto bene il mondo Rom: nessun riscontro. Qualunque cosa siano, non sono gli zingari che li usano.
L'altra settimana ho trovato questi simboli in una brochure dei carabinieri nella loro sala di aspetto. L'ho anche fotografata e ho controllato ora che sono proprio gli stessi. Quindi i carabinieri stessi diffondono il codice tramite le loro riviste.
Capisco che in italiano non esiste corrispettivo preciso e il termine più vicino nel significato è probabilmente proprio quello di "vagabondo", ma in realtà i simboli appartengono, almeno come origine, alla "cultura" hobo.
Purtroppo, il servizio de "Le iene" andato in onda qualche anno fa, ha dato nuova linfa a questa bufala, anzi si può dire che siano stati loro a sdoganarla nei mass media tradizionali.

Dopodichè, quando si parla di questa storia, è sempre un florilegio di persone che dicono "anche a mio cugino è successo" oppure passano direttamente al "è successo anche a me". Intanto però, tutti hanno visto, ma nessuno ha mai presentato una foto di questi segni. E comunque non ci sono testimonianze di episodi di ritrovamenti dei segni più complicati elaborati.
Solo linee, X e cerchi....Occam si starà ribaldando nella tomba!

A proposito:siccome la maggior parte degli zingari è totalmente analfabeta (mi riferisco soprattutto alle vecchie generazioni) mi spiegate come farebbero a ricordare a memoria un codice che, a seconda della versione, va dalle 2 alle 4 pagine?
siccome la maggior parte degli zingari è totalmente analfabeta (mi riferisco soprattutto alle vecchie generazioni) mi spiegate come farebbero a ricordare a memoria un codice che, a seconda della versione, va dalle 2 alle 4 pagine?

Senza entrare nel merito della questione... analfabeta non vuol dire stupido.
Senza entrare nel merito della questione... analfabeta non vuol dire stupido.

Siccome io non ho mai detto, nè scritto, nè pensato questo, tale precisazione non ha alcun senso di essere fatta.

Se uno è analfabeta non vuoi dire che sia stupido: vuol dire che non sarebbe in grado, in questo caso, di associare un simbolo ad una didascalia che ne ricordi il preciso significato.
Vorrei proprio vedere se, tra di noi alfabetizzati (compresi gli zingari che oggi hanno 30-40 anni), qualcuno sarebbe in grado di memorizzare facilmente 4 fogli di simboli affidandosi esclusivamente alla spiegazione orale con cui tali simboli sono stati insegnati (perchè a quel punto, lo zingaro non potrebbe nemmeno portarsi dietro un foglio con gli "appunti", non potendolo leggere)
Quindi sarebbe un lavoro mnemonico grandissimo, quasi come ricordarsi a memoria i codici di Zak McKracken....e sarebbe uno sforzo che appare ancora più ingiustificabile se si considera l'evidente inutilità di un codice del genere. Un motivo in più, quindi, per non credere a questa storia.

E' spiegato tutto perfettamente nel post, dove si descrive perfettamente la situazione degli zingari, soprattutto quelli delle vecchie generazioni (ovvero quelle che avrebbero creato e utilizzato il codice)
Da una parte bisogna ricordare che la cultura degli "zingari" è "orale"; la loro scarsa scolarizzazione non dipende solo e tanto dal "nomadismo" (spesso si fermano per lunghi anni, proprio per mandare i figli a scuola, anche se poi non imparano quasi niente, neppure a leggere correttamente), ma proprio dalla strutturazione della loro mentalità orale che guarda con diffidenza la scuola e non sente il bisogno della scrittura e del fissare una memoria esterna, passato e realtà presente. Ben difficile credere che ricorrano ad una forma, sia pure primitiva, che richiede elementi di alfabetizzazione, di scrittura.
Analfabeta è chi non ha studiato l'alfabeto, in questo caso occidentale. Chi non può memorizzare 4 pagine di segni, avendo tra l'altro tutta l'infanzia a disposizione (se fosse vero), sarebbe ben altro.
Suvvia, com'è possibile sostenere che, anche basandosi su una trasmissione della cultura orale, non si riesca a memorizzare un codice così sempice? Qualsiasi mito o qualsiasi leggenda tramandati oralmente di qualsiasi cultura di quelle che una volta si chiamavano primitive occupa molti più byte.
compresi quelli nei gabinetti pubblici (che mi sembra poco logico contrassegnare come "buon obiettivo", a meno che si tratti di rubare la carta igienica).
Questo spiega perche' non la si trova mai quando serve ;)
Ciao.
Segnalo che questa mattina, su Radio24, nella trasmissione "Storiacce" si è diffusamente parlato dei segni lasciati sulle case dai ladri. La conduttrice si è ben guardata di definirli "zingari", ma lo ha fatto un sindaco di un paese del Veneto intervistato in merito. Addirittura diversi esponenti delle forse dell'ordine (mi sembra fossero delle forse dell'ordine, ma potrei sbagliarmi, forse erano solo sedicenti esperti) confermavano l'esistenza e la corrispondenza al vero del significato dei segni sulle porte. A un certo punto hanno anche citato due segni (la X e i quattro cerchi) presenti nell'immagine di questo post. Probabilmente si trattava di una replica, oppure non hanno ancora pubblicato il podcast.
Hanno citato i simboli anche oggi su La7 (di martedì).
Non è affatto una bufala!
Non disinformate la gente!
ROTFLMAO!!

Propongo il commento qui sopra come miglior battuta del 2016.
Le conclusioni di questo articolo si basano sulla poca verosimiglianza con cui questi segni sembrano legarsi ad un possibile tentativo di furto. Forse è vero, ma consiglio di leggere quest'altro articolo (che sbufala questo articolo anti-bufala), apparso proprio ieri sul quotidiano locale: http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2016/07/14/news/segni-su-porte-e-citofoni-i-residenti-chiamano-la-polizia-1.13815959?ref=hfnffeec-9. Le indagini sono in corso, quindi non possiamo neppure concludere il contrario, ma sta di fatto che l'uso di questi codici è tuttora in vigore. Pure la polizia dice che sono segni che lasciano i ladri. A chi credo, alla polizia o al buon Attivissimo?
@solsic
Pure la polizia dice che sono segni che lasciano i ladri

Forse ho letto male, ma l'articolo dice solo che la polizia indaga, non dice che i segni sono dei ladri, questo lo scrive il giornalista.

Comunque, che un ladro lasci segni sui citofoni col rischio d'essere visto, inquadrato da una qualche telecamera (per dare un messaggio a chi poi? Ad altri ladri concorrenti? Se lascio un messaggio non è che lo legge solo il destinatario eh?) o colla possibilità che i segni stessi vengano visti mi sembra sensa senso.

Oltretutto un forestiero che piantoni un gruppo di appartamenti per studiarne i movimenti (altrimenti come farebbe a sapere dove è più facile rubare?) non è che passi inosservato.

Per quanto riguarda la polizia, se c'è una denuncia le forze dell'ordine devono indagare e poi, se non ci sono elementi, archiviano tutto.

Più facile che si tratti di un burlone o di un vandalo.
Lasciarsi andare al razzismo? tesori, sono sempre gli zingari e i nomadi che derubano le case in quel modo... è un dato di fatto,,, dai buonisti
La casa del mio moroso è piena di quei segni e sono già venuti due volte... e quelle dei suoi vicini idem... non se li sono certo fatti da soli!!!!!
@Grazia R
post hoc non vuol dire ergo hoc.
La casa del tuo nonno ha anche un lavandino, ed e' stata visitata dai ladri. Allora i lavandini sono correlati coi furti?
La casa del tuo nonno ha anche un lavandino, ed e' stata visitata dai ladri.

Esempio mal scelto, direi. Tra un lavandino e un furto non c'è nessuna relazione di causa-effetto neanche possibile e neanche ipotizzabile. Tra segni e furti sì.
Ho detto "possibile", non "certa/dimostrata/ci credo".
@martinobri
Esempio mal scelto, direi. Tra un lavandino e un furto non c'è nessuna relazione di causa-effetto neanche possibile e neanche ipotizzabile.

E chi lo dice? :)
Se qualcuno è riuscito a vedere la correlazione tra vaccini ed autismo (perchè proprio l'autismo e non, ad esempio, le malattie per cui si viene vaccinati?) o tra i cerchi nel grano e gli alieni (ovvero l'ipotesi più improbabile per giustificare uno schiacciamento d'erba perfettamente realizzabile dagli esseri umani) nessuno può escludere che non si possa ipotizzare una qualsiasi correlazione di causa-effetto tra un evento X e l'evento Y. Basta solo avere tanta fantasia. Poi, come giustamente dici tu, questo non vuol dire che tale correlazione sia dimostrata/dimostrabile/credibile, come nel caso dell'esempio improbabile e iperbolico inventato da Guido Pisano.

Tra segni e furti sì.

Per assurdo, l'esempio volutamente nonsense di Guido, ha comunque più ragione di essere, perchè tanto quanto si basa su un presupposto perfettamente possibile e dimostrabile, ovvero il possesso di un lavandino in casa. Non solo è facile accertarne o meno la presenza, ma è anche estremamente facile poter stabilire in modo oggettivamente indiscutibile che quello sia un lavandino e non, ad esempio, un bidet o una vasca da bagno.

Al contrario, l'esistenza di questi segni è ancora tutta da dimostrare perchè gran parte delle testimonianze non è documentata in alcun modo (tutti dicono di averli visti, ma quasi nessuno che li abbia fotografati...) e le poche volte in cui esistono documentazioni foto-video, non è assolutamente chiaro se non si tratti di semplici graffi o se non siano segni lasciati per altri motivi (lavori dei muratori, scherzi, tentativo di emulazione).
Inoltre teniamo conto che gli unici segni individuati sono quelli più semplici, come croci, cerchi o ghirigori indefinibili (e che vengono ricondotti ad altri tramite pareidolia), mentre gran parte dei disegnini presenti in questo fantomatico codice non è mai stata individuata e, quindi, per ora la loro esistenza risulta assai meno concreta di quella dei lavandini :)