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Antibufala: il discorso di Papa Francesco

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/01/04 12:25.

Circola già da qualche tempo una catena di Sant’Antonio che cita queste parole, attribuendole a Papa Francesco:

"Puoi aver difetti, essere ansioso e vivere qualche volta irritato, ma non dimenticate che la tua vita è la più grande azienda al mondo. Solo tu puoi impedirle che vada in declino.In molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano.Mi piacerebbe che ricordassi che essere felice, non è avere un cielo senza tempeste, una strada senza incidenti stradali, lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.
Essere felici è trovare forza nel perdono, speranza nelle battaglie, sicurezza sul palcoscenico della paura, amore nei disaccordi.
Essere felici non è solo apprezzare il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma apprendere lezioni dai fallimenti. Non è solo sentirsi allegri con gli applausi, ma essere allegri nell'anonimato.Essere felici è riconoscere che vale la pena vivere la vita, nonostante tutte le sfide, incomprensioni e periodi di crisi.Essere felici non è una fatalità del destino, ma una conquista per coloro che sono in grado viaggiare dentro il proprio essere.
Essere felici è smettere di sentirsi vittima dei problemi e diventare attore della propria storia.È attraversare deserti fuori di sé, ma essere in grado di trovare un'oasi nei recessi della nostra anima.
È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici non è avere paura dei propri sentimenti.
È saper parlare di sé.
È aver coraggio per ascoltare un "No".
È sentirsi sicuri nel ricevere una critica, anche se ingiusta.
È baciare i figli, coccolare i genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche se ci feriscono.
Essere felici è lasciar vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice.
È aver la maturità per poter dire: “Mi sono sbagliato”.
È avere il coraggio di dire: “Perdonami”.
È avere la sensibilità per esprimere: “Ho bisogno di te”.
È avere la capacità di dire: “Ti amo”.
Che la tua vita diventi un giardino di opportunità per essere felice ...
Che nelle tue primavere sii amante della gioia.
Che nei tuoi inverni sii amico della saggezza.
E che quando sbagli strada, inizi tutto daccapo.
Poiché così sarai più appassionato per la vita.
E scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta.Ma usare le lacrime per irrigare la tolleranza.
Utilizzare le perdite per affinare la pazienza.
Utilizzare gli errori per scolpire la serenità.
Utilizzare il dolore per lapidare il piacere.
Utilizzare gli ostacoli per aprire le finestre dell'intelligenza.
Non mollare mai ....
Non rinunciare mai alle persone che ami.
Non rinunciare mai alla felicità, poiché la vita è uno spettacolo incredibile!"

A quanto pare i numerosi abitanti del Condividistan, regione depressa tristemente nota per la cronica incapacità dei nativi di leggere o pensare prima di inoltrare a tutti qualunque cosa ricevano sullo smartphone, non si chiedono perché mai Papa Francesco dovrebbe usare frasi come “Utilizzare il dolore per lapidare il piacere” ed esprimersi in modo così sgrammaticato.

È particolarmente sconfortante il fatto che abbocchino anche molti seguaci del Papa, che dovrebbero conoscere piuttosto bene i temi e gli stili papali e dovrebbero sapere che tutti i suoi discorsi sono archiviati online. Infatti queste parole non sono sue (lo nota anche La Stampa) ma provengono, tradotte, dal libro Dez Leis Para Ser Feliz (in spagnolo Diez leyes para ser feliz) di Augusto Cury, come segnala Blogdazero.

Ma la cosa che più mi sconforta non è chi crede che queste parole provengano dal Papa: è la consapevolezza che ci dev’essere stato qualcuno che per primo ha preso queste parole e le ha intenzionalmente attribuite al Papa prima di diffonderle. Perché? Con quale tornaconto? Boh. Se Dante vivesse oggi, nell’epoca dei social network e di WhatsApp, scommetto che concepirebbe un girone apposito per chi avea del cell fatto trombetta.


2016/01/04: Bufale un tanto al chilo segnala che in questa bufala è incappato anche Biagio Antonacci, amplificandola di conseguenza. Mai fidarsi delle celebrità che fanno da garanti apparenti per le catene di Sant’Antonio.
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Commenti
Commenti (17)
"A quanto pare i numerosi abitanti del Condividistan, regione depressa tristemente nota per la cronica incapacità dei nativi di leggere o pensare prima di inoltrare a tutti qualunque cosa ricevano"

Carina :D
Se Dante vivesse oggi, nell’epoca dei social network, scommetto che concepirebbe un girone apposito per chi avea del cell fatto trombetta.

Ma come ti vengono?
Secondo me uno dei tuoi gatti è l'arcangelo Gabriele travestito, che ti passa queste perle direttamente dallo Spirito di Sapienza.

Comunque, è ben triste per noi (noi cattolici) che si pensi, che chiunque pensi, di poter associare questo cumulo di banalità al cuore del messaggio della Chiesa. Questo dovrebbe far riflettere molti, dalla stampa a ogni parroco, su quello che diffondono verbalmente e coi fatti.
Niente di decisivo, eh. Era Ratzinger che diceva che una delle prove che il cattolicesimo è veritiero è che resiste a milioni di prediche insulse pronunciate ogni domenica.
Non era Ratzinger ma una novella di Boccaccio,tanto per stare in tema :)
No, la citazione di Ratzinger è documentata.
La novella di Boccaccio "Abraam giudeo, da Giannotto di Civignì stimolato, va in corte di Roma; e veduta la malvagità de' cherici, torna a Parigi e fassi cristiano" narra un episodio diverso ma che in fondo, è vero, va a parare dalla stessa parte :-)
"Non dovete credere a tutte le citazioni che trovate su Internet" (Abraham Lincoln)
"Perché? Con quale tornaconto?"
probabilmente sono gli stessi abitanti di stronzetti city.
ovvero i soliti personaggi che ti segnalano il profilo falso su fecebook,
e ti obbligano a mandare la fotocopia della tua carta di identità.


Sono state attribuite al Papa perché il tasso di diffusione di "Augusto Cury" sarebbe stato immensamente più basso mentre Papa Francesco "Tira". Si sa che Internet funziona in gran parte attraverso le keywords così come i cervelli, in stand-by, di molte persone.
Scometterei che chi condivide queste stupidate spesso non le legge nemmeno.
Ma la cosa che più mi sconforta non è chi crede che queste parole provengano dal Papa: è la consapevolezza che ci dev’essere stato qualcuno che per primo ha preso queste parole e le ha intenzionalmente attribuite al Papa prima di diffonderle. Perché? Con quale tornaconto?

I dubbi su chi inventa le bufale e i motivi per cui lo fa sono più che leciti.
L'importante (anche se non è questo il caso) è che non diventino una giustificazione con cui i condivisori folli scaricano la loro responsabilità nella diffusione delle stesse.

Sì perchè ogni volta che un boccalone viene pizzicato a condividere una fesseria, questo si lamenta prendendosela con chi se le inventa (v. le classiche bufale dei bambini in cerca di trasfusione). Io continuo a rimanere dell'idea se esistessero solo gli inventori di bufale, queste farebbero la fine di una scorreggia in alta montagna...dopo pochi secondi si dissolve e non lascia tracce. Ma sono proprio i condivisori folli che danno "dignità" alle bufale, le distribuiscono al mondo e le fanno sopravvivere per anni.
Per quanto mi riguardao sono colpevoli tanto quanto, se non di più, di chi le inventa.
@Luigi Rosa
Grande!!! Ho riso di gusto!
...finchè non mi sono reso conto che una discreta percentuale di popolazione non l'avrebbe capita... Allora sono ricaduto nella depressione.
"Se non volete essere credenti, almeno non siate creduloni!!"
:-p
Come diceva appunto Dante...

O voi, ch'avete il ben de l'intelletto,
non lo sciupate, allor che trascorrete
sì tant'ore dinnanzi a l'internetto!

Paolo
Sfruttano solo la notorietà e la forza mediatica di questo Papa, se non fosse stato lui avrebbero messo il Dalai Lama oppure qualche "santone" Indiano (sia nativo americano che del subcontinente indiano).
Poi una cosa strana che noto in tutti questi messaggi pseudoreligiosi/spirituali, mai che portino un testo di rabbino/muezzin/imam/sacerdote shintoista/taoista.
Forse perchè siamo occidentali o forse perchè abbiamo in questo momento una paura matta degli islamici o abbiamo ancora un atavico antisemitismo, se si parla dei messaggi religiosi ebraici/islamici, o forse perchè, per i messaggi taoistici/shintoisti, non ne abbiamo nemmeno la conoscenza superficiale che abbiamo dei buddisti e degli induisti.
"Se non volete essere credenti, almeno non siate creduloni!!" questa è una frase che il Papa utilizzerebbe tranquillamente e mi ricorda un'espressione che utilizzo nel suo, e nel mio, dialetto: "Mugna quacia".
Per Paolo.
"avea del cell fatto trombetta”
Formidabile!!!!
Pensi di “vendertela” nella tua trasmissione alla radio svizzera?

Ciao,
Ermanno
@Paolo Attivissimo: hai visto anche i falsi account "del Papa", che essendo "pagine" e non "persone" possono impunemente far finta di non fingersi il Papa?

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"E' meglio una sconfitta che una vittoria sporca"...Anche questa attribuita a Papa Francesco quando in realtà è stata detta da Yuri Chechi durante l'incontro con
gli studenti e gli insegnanti in piazza San Pietro.
"E' meglio una sconfitta che una vittoria sporca"...Anche questa attribuita a Papa Francesco quando in realtà è stata detta da Yuri Chechi durante l'incontro con
gli studenti e gli insegnanti in piazza San Pietro.