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77 commenti

Complotti reali: il disastro sfiorato e taciuto della Soyuz 5

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/01/23 19:00.

Si parla tanto di fantasiosi e improbabili complotti americani per simulare lo sbarco sulla Luna, ma ci si dimentica spesso dei veri complotti: quelli per insabbiare i fallimenti e i dettagli imbarazzanti delle missioni spaziali, specialmente (ma non solo) da parte russa. Questa è la storia di uno di questi complotti reali, tratta dal mio e-book Almanacco dello Spazio, di cui ho pubblicato stamattina un aggiornamento scaricabile gratuitamente.


Il 16 gennaio 1969, con la gara sovietica e americana per raggiungere la Luna nel massimo fermento, l’Unione Sovietica mette a segno una missione congiunta spettacolare. Nei giorni precedenti ha lanciato in orbita intorno alla Terra due veicoli con equipaggio, la Soyuz 4 (con a bordo un solo cosmonauta, Vladimir Shatalov) e la Soyuz 5 (che trasporta Boris Volynov, Aleksei Yeliseyev e Yevgeny Khrunov), e ora la Soyuz 4 attracca alla Soyuz 5 con una manovra inizialmente automatica e successivamente manuale.

Credit: Gianluca Atti
I due veicoli spaziali vengono interconnessi con alimentazione, comunicazioni e comandi e formano per quattro ore e mezza quello che la stampa sovietica definisce un po’ iperbolicamente “la prima stazione cosmica sperimentale al mondo”. Come vedete dall’immagine qui accanto, anche la stampa italiana (perlomeno quella comunista) non si discosta molto da questa descrizione epica, anche perché non ci sono altre fonti d’informazione a parte quelle sovietiche, controllatissime e censuratissime.

Retorica a parte, è comunque il primo attracco fra due veicoli spaziali entrambi dotati di equipaggio nella storia dell’astronautica. C’erano stati attracchi precedenti, ma soltanto fra veicoli senza equipaggio oppure fra uno con equipaggio e uno senza.

Dopo l’attracco, due dei cosmonauti della Soyuz 5, Yevgeny Khrunov e Alexei Yeliseyev, si trasferiscono alla Soyuz 4 effettuando una passeggiata spaziale, che viene registrata dalle telecamere di bordo: è il primo trasferimento extraveicolare di un equipaggio da un veicolo spaziale a un altro. Un altro primato, insomma, conquistato dai russi. Queste manovre servono a collaudare le tecniche di attracco e trasbordo che verranno usate per lo sbarco sulla Luna che i sovietici, in gran segreto, stanno tentando di realizzare.

La Soyuz 4 rientra a terra senza problemi il 17 gennaio con Shatalov, Khrunov e Yeliseyev (immagine qui accanto, tratta da Spacefacts). La Soyuz 5 resta in orbita fino al giorno successivo, pilotata dal trentaquattrenne Boris Volynov.

Fin qui tutto bene, insomma. Ma al momento del rientro della Soyuz 5 succede di tutto.

Il modulo di servizio, che sta sul retro del veicolo di Volynov, non si sgancia correttamente dalla capsula di rientro dopo l’inizio della manovra di discesa. Rimane attaccato alla capsula, e siccome è la parte del veicolo che offre la maggiore resistenza aerodinamica si dispone spontaneamente dietro, mettendo la capsula e Boris Volynov davanti. Il problema è che questo assetto è il contrario di quello necessario per sopravvivere al rientro, perché la Soyuz a questo punto ha lo scudo termico dietro anziché davanti.

Il calore del rientro agisce quindi sulla parte meno protetta della capsula: Volynov, invece di essere schiacciato contro il proprio sedile dalla decelerazione, viene spinto in senso contrario, contro le cinture di sicurezza che lo trattengono, e assiste impotente alla progressiva combustione delle guarnizioni del portello, che riempiono di fumo la capsula. Il cosmonauta, oltretutto, non ha una tuta pressurizzata che lo protegga.

I tecnici al Controllo Missione russo, informati via radio da Volynov della situazione, hanno già capito che non c’è nulla da fare e uno di loro si toglie il cappello, vi mette dentro tre rubli e lo passa agli altri per iniziare la colletta per l’imminente vedova.

Fortunatamente il calore esterno fonde i collegamenti fra il modulo di servizio e la capsula di rientro poco prima che ceda il portello e quindi il modulo di servizio si sgancia violentemente, permettendo alla capsula di riprendere il proprio assetto normale: il suo scudo termico, finalmente in posizione corretta, assorbe il calore prodotto dall’attraversamento dell’atmosfera e la capsula decelera, ma lo fa brutalmente, sottoponendo Volynov a ben 9 g, perché i razzi di manovra, che normalmente dovrebbero ridurre la decelerazione imponendo un assetto che genera portanza e quindi produce una planata, non funzionano: il loro propellente è stato esaurito dal computer di bordo nel vano tentativo di orientare correttamente la capsula mentre era ancora vincolata al modulo di servizio.

Boris Volynov
Non è finita: i cavi del paracadute della capsula si ingarbugliano parzialmente e i razzi che servono per la frenata finale sono danneggiati dal rientro e non funzionano, per cui l’impatto con il suolo è durissimo, anche se la neve lo smorza lievemente: Volynov viene sbalzato dal proprio sedile e si spezza alcuni denti. Oltretutto la capsula è atterrata nei monti Urali, a centinaia di chilometri dal punto previsto in Kazakistan, per cui i soccorsi non possono arrivare prontamente. Fuori la temperatura è -38°C e nella capsula non c’è riscaldamento, ma Volynov viene raggiunto dai soccorritori circa un’ora dopo il suo fortunoso atterraggio. Il disastro sfiorato verrà tenuto segreto dalle autorità sovietiche fino al 1997.

Le peripezie di Volynov non sono ancora finite: pochi giorni dopo, il 22 gennaio, sarà coinvolto in un attentato al premier sovietico Brezhnev. Ma questa è un’altra storia, che trovate nell’Almanacco dello Spazio.


2016/01/17 19:00. Dai commenti sono emerse versioni contraddittorie sulle fasi finali della disavventura di Volynov, in particolare sulla sua permanenza o meno nella capsula dopo l’atterraggio. Io qui ho pubblicato inizialmente quella presentata dalle fonti più affidabili, ma datemi un po’ di tempo per fare ulteriori controlli incrociati e riepilogare le varie fonti.


2016/01/20 00:05. Sto raccogliendo altri dati; intanto ho corretto la parte finale per tenere conto delle due versioni degli eventi.


2016/01/23 19:00. Ho riscritto la parte finale dell’articolo per tenere conto delle nuove informazioni e in particolare della rettifica pubblicata da James Oberg e delle dichiarazioni più recenti di Volynov. Ho anche corretto l’Almanacco dello Spazio. Tutte le fonti e i dettagli del mio approfondimento sono qui su Complotti Lunari. Un grazie speciale a Giovanni Pracanica per l’abile caccia alle informazioni che mi hanno permesso di correggere il finale della disavventura di Volynov.
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Commenti
Commenti (77)
Alla luce di quanto letto, dovrebbero correggere wikipedia, in italiano ed in inglese:
"La temperatura esterna nel punto di atterraggio misurò - 38 °C e Volynov, dopo aver ripreso i sensi, sapendo che non sarebbe sopravvissuto all'esterno della capsula più di qualche minuto a causa del freddo, rimase all'interno e attese i soccorsi, che comunque impiegarono meno di un'ora per recuperarlo".
Incredibile, ma ve la immaginate la scena surreale del contadino degli Urali che incontra Volynov !? o_O

"Dopo l’attracco, due dei cosmonauti della Soyuz 5, Yevgeny Khrunov e Alexei Yeliseyev, si trasferiscono alla Soyuz 4 effettuando una passeggiata spaziale"

Volevo chiederti, ma era una cosa voluta espressamente o ai tempi non era pensabile realizzare un condotto interno di collegamento tra le due capsule per il trasferimento dei cosmonauti?
Buongiorno

Wikipedia racconta la storia in maniera differente (ad esempio racconta in maniera diversa il recupero dell'astronauta). Potresti contribuire a modificare la voce...
Wikipedia ricostruisce il finale diversamente
" Del resto fu illeso. La capsula era atterrata nei monti Urali, nei pressi di Orenburg, decisamente lontano dal punto di atterraggio previsto nella steppa del Kazakistan (ai tempi RSS di Kazakistan). La temperatura esterna nel punto di atterraggio misurò - 38 °C e Volynov, dopo aver ripreso i sensi, sapendo che non sarebbe sopravvissuto all'esterno della capsula più di qualche minuto a causa del freddo, rimase all'interno e attese i soccorsi, che comunque impiegarono meno di un'ora per recuperarlo. Venne insignito del titolo di Eroe dell'Unione Sovietica."
Viene la "pelle d'oca" leggendo il travagliato rientro della Soyuz e soprattutto del cosmonauta a bordo!!!!Mi chiedo:chissà se un comunista come Volynov ha poi ringraziato Dio per la scampata sicura morte!
...a proposito di Volynov, la voce di wikipedia (versione italiana) riporta, a questo punto suppongo erroneamente, che il nostro se ne stette tranquillo nella capsula ad attendere i soccorsi, ritenendo di non poter sopravvivere all'esterno data la bassissima temperatura.
Grazie dell' almanacco aggiornato e di questa avventurosa storia.
Mi sa che comprerò un paradenti, pronto da usare in ogni veicolo volante: una volta ho spezzato UN solo dente, un male cane.
Paolo, buongiorno e complimenti!
Sempre interessantissime queste notizie che difficiomente vengono riportate altrove, men che meno con la tua accuratezza.
Curiosamente le teorie del complotto riguardano sempre, o quasi, gli Stati Uniti. Secondo me, solo un'altra prova dell'indiscutibile buona fede dei complottisti!
Anacronisticamente quest'episodio conferma quanto sia stato eccezionalmente sicuro come veicolo la (il?) Soyuz.
Questa storia è raccontata nei dettagli anche nell'ormai famoso libro "il Mistero dei cosmonauti perduti" di Luca Boschini tra pagina 157 e 161.
Però, nel suo libro, Boschini racconta che l'allontanamento di Volynov dalla capsula dopo l'impatto sugli Urali sia solo una leggenda e che in realtà (come raccontò lo stesso astronauta in un'intervista del 2001) egli rimase al suo interno, consapevole che le rigide temperature lo avrebbero ucciso in pochi minuti, ed attese quindi lì dentro i soccorsi che fortunatamente lo raggiunsero in meno di un'ora.

Wikipedia, famosa per la sua affidabilità, riporta in due pagine differenti entrambe le versioni e precisamente nella pagina dedicata a Volynov dice che è rimasto nella capsula, mentre nella pagina dedicata alla Soyuz 5 dice che è uscito ed ha raggiunto la casa del contadino... il mistero continua! ^_^
Strano, non conoscevo questo pezzo di storia.
Molto coinvolgente questo racconto, per un momento ti fa ridimensionare i problemi della vita.
Ci farei un film.

Io però non la definerei retorica, ma piuttosto un più che condivisibile entusiasmo pioneristico in un settore tecnologico tutto nuovo e da inventare.
Stepan,

era una cosa voluta espressamente o ai tempi non era pensabile realizzare un condotto interno di collegamento tra le due capsule per il trasferimento dei cosmonauti?

Per quel che mi risulta, fu voluta espressamente, perché simulava il trasferimento esterno che sarebbe avvenuto fra la Soyuz e il Lunniy Korabl (il modulo lunare russo).
Giovanni,

come raccontò lo stesso astronauta in un'intervista del 2001

Sarebbe molto interessante recuperare quest'intervista, hai le coordinate? Sono nel libro di Luca?
Paolo,

nel suo libro a pag.161, Luca fa riferimento solo ad un'intervista con lo scrittore Bert Vis nel 2001, non da altre coordinate (almeno mi sembra).

Cercando in rete, sembrerebbe comunque che tale intervista avvenne a Londra il 16 marzo 2001 e se ne parla anche a pag.321 del libro "The first soviet cosmonaut team" di Colin Burgess e Rex Hall.

Non sono però riuscito a trovare da nessuna parte il testo dell'intervista originale di Vis.
Rettifico,
la pag.321 di The First Soviet Cosmonaut Team è in realtà la numerazione progressiva sull'ebook reader, mentre la pagina effettiva è la 290.
Il suddetto libro è comunque disponibile online qui.
ma ve la immaginate la scena surreale del contadino degli Urali che incontra Volynov?

Chi ha la mia età o poco meno ricorderà questo caso


@Martinobri

Madre rassja XDXDXD

A parte le battute c'è stato un cosmonauta che è partito in quella che era l'URSS ed è tornato in Russia
Paolo,

James Oberg, che in un primo tempo aveva raccontato la storia così come l'hai proposta tu, dichiara in un documento più recente di aver incontrato, nell'ottobre 2005, Volynov di persona, il quale gli avrebbe detto che quella versione dei fatti non era corretta, raccontandogli invece una storia diversa ancora più miracolosa.
Oberg però non aggiunge altro in quell'articolo, ma annuncia che rivelerà questi ed altri particolari piuttosto inediti su una successiva sua pubblicazione, di cui però non sono riuscito a trovare traccia... qui ci vuoi tu!^_^
Paolo,

forse ho trovato il documentario trasmesso dalla televisione russa (di cui parla Oberg), nel quale è riportata proprio un'intervista a Volynov in persona e sembrerebbe effettivamente che il fortunato cosmonauta si sia salvato restando sul luogo dell'impatto, utilizzando il paracadute della capsula come coperta (vedi il minuto 30 circa del filmato).
Il video però è in russo, quindi non posso essere certo di aver capito bene. ^_^
...ma non venivano addestrati a resistere un par di giorni in condizioni estreme?
Ciao, grazie mille Paolo per quest'altra storia... avrei un paio di dubbi:

1- "Volynov, invece di essere schiacciato contro il proprio sedile dalla decelerazione, viene spinto in senso contrario, contro le cinture di sicurezza che lo trattengono": ma se fosse stato orientato correttamente, ovvero con lo sguardo verso la Terra e la schiena allo spazio, decelerare non lo avrebbe schiacciato contro le cinture, anzichè al sedile? Mi pare che sia di fatto come in automobile, se decelera tu tendi ad andare avanti e ti trattengono le cinture. Lo stesso mi risulta se la penso in un altro modo: Volynov e la capsula sono entrambi in caduta libera, se la capsula decelera lui continuerebbe ad cadere con accelerazione g e quindi si schiaccerebbe contro il finestrino anteriore, e quindi viene trattenuto dalle cinture.
Questo, intendendo che che il sedile sia disposto nella capsula in modo che il "davanti" della capsula (parte con lo scudo termico) coincida con il "davanti" del sedile. Forse mi sbaglio in questo?

2- "il modulo di servizio si sgancia violentemente, permettendo alla capsula di riprendere il proprio assetto normale: il suo scudo termico, finalmente in posizione corretta, assorbe il calore prodotto dall’attraversamento dell’atmosfera e la capsula decelera": come mai dovrebbe decelerare (o meglio aumentare la propria decelerazione, che già esiste) in seguito a uno di questi eventi? Anzi, casomai dovrebbe accelerare proprio perchè ha perduto il modulo di servizio che lo faceva decelerare di più a causa della sua maggior resistenza all'aria.

...magari qualcuno mi può dar lumi? Grazie! :-)
"è comunque il primo attracco fra due veicoli spaziali entrambi dotati di equipaggio nella storia dell’astronautica. C’erano stati attracchi precedenti, ma soltanto fra veicoli senza equipaggio oppure fra uno con equipaggio e uno senza."

Quindi hanno battuto Apollo 9 di un solo mese e mezzo! :)
@martinobri
mi hai fregato sul tempo https://www.youtube.com/watch?v=72gZlFC-AQs
@Angus
1) In condizioni normali, durante il rientro, nelle capsule la posizione standard è di schiena. Il sedile è come appoggiato con lo schienale al fondo della capsula, fondo che nella parte esterna, è ricoperto di un materiale apposito, che protegge dal calore del rientro. Al momento della decelerazione quindi, il veicolo si dispone in modo che l'occupante volga le spalle alla Terra e il volto allo spazio. Va da se che se il modulo non si sgancia, ti giri al contrario e quindi la decelerazione è eseguita col volto verso la Terra. Come in una frenata in una comune automobile (forze in gioco maggiori a parte).

2) Il modulo rimasto agganciato alla capsula offre maggiore resistenza aerodinamica. La capsula ruota in senso esattamente opposto a quello corretto. La decelerazione però è più lenta, a causa del peso aumentato, modulo+capsula. Una volta che il modulo si sgancia, la capsula ruota, sempre per aerodinamica, nella sua posizione corretta. È la brusca diminuzione di peso e probabilmente, anche l'esposizione all'attrito dello scudo (che essendo di forma "lenticolare" offre una maggiore resistenza rispetto all'ogiva della sommità della capsula), immediatamente esposto dallo sganciamento del modulo, che provocano un accrescimento istantaneo della decelerazione. Immagina un'auto carica con pneumatici consunti che cerca di fermarsi, con a fianco un'auto uguale ma scarica e con pneumatici nuovi con lo stesso intento. Va da se che la seconda auto decelererà prima.

Spero di non scatenare le ire dei più esperti di me, con la mia spiegazione ipersemplificata. Se ho fatto errori correggetemi!
@Angus

1) il sedile della capsula è orientato con le spalle verso lo scudo termico, quindi se la capsula scende in posizione corretta, decelerando, il pilota viene schiacciato contro il sedile e non contro le cinture.

2) in assetto normale, la capsula decelera proprio perché è progettata per questo scopo; senza la "zavorra" del modulo di servizio, la massa è nettamente minore; inoltre, il modulo di servizio è agganciato dal lato dello scudo termico, quindi durante la discesa l'intero complesso aveva assunto pressoché la forma di un proiettile, in quanto rivolgeva verso la Terra la parte più "appuntita" (quella insomma dal lato del portello); senza il modulo di servizio, invece, la portanza dello scudo (che è calcolata aerodinamicamente in funzione della massa della sola capsula) riesce ad attuare una notevole decelerazione.

Credo che più o meno la spiegazione sia questa... non sono ingegnere aerospaziale, quindi mi scuso per l'uso di terminologie non proprio adeguate. ^_^
Angus

1) il motivo è che in questo modo l'accelerazione è positiva, e molto più sopportabile dal corpo umano rispetto ad un'accelerazione negativa.
Un pilota di caccia può sopportare anche 9g positivi per qualche istante, mentre gli basta qualche secondo anche a 3, 4g negativi per svenire.
Giovanni Pracanica

OT
Una volta intervenisti in una discussione su energie alternative raccontando, in buona sostanza, che fotovoltaico e solare sono una specie di bufala, soprattutto nel modo in cui sono posti dalla maggior parte dei media (il solare e il fotovoltaico sono la soluzione, i problemi energetici del mondo dipendono da chi non li vuole usare). Anche io la penso come te, o meglio, sono molto critico al riguardo. Avrei piacere mi dessi qualche riferimento, fonte, link dove possa trovare e studiare numeri e motivi del perchè solare e fotovoltaico non sono la soluzione, momentaneamente spero, al problema energia. In modo da essere preparato quando discuto con amici che "stravedono" per questa fonte di energia.
Grazie :)
@ Massimiliano, @Giovanni: chiarissimo, grazie della spiegazione :-)
Massimiliano de Capua,

io eviterei gli usuali, abusati (ed in tutte le "salse") paragoni con i veicoli terrestri, le autovetture in particolare, moto, treni, ecc., soprattutto qui che ci sono in gioco dinamiche tanto diverse.
@Massimiliano e Giovanni

concordo con voi sulla disposizione interna; però per pura logica (nella quale potrei inserire degli errori, quindi correggetemi) secondo me è solo una questione di diminuzione del peso l'aumento della. decelerazione.
Se l'assetto con maggiore resistenza fosse quello con lo scudo termico rivolto correttamente, la capsula NON si orienterebbe in quel modo, ma all'opposto rivolegendo il "lato" (è una sfera lo so) non coperto dallo scudo.

my 2 cent, Fede
@Paolo Alberton

sì, la mia è più che altro una moderata e cauta diffidenza sulle convenienze attuali, maturata a seguito di esperienze dirette nel settore, ma francamente al momento non riesco a ricordare quella particolare discussione a cui ti riferisci; se però mi dai il link, potremmo continuare lo scambio di opinioni direttamente lì, anche per evitare l'OT qui.


@Fede

è abbastanza ovvio che un ruolo determinante in tutta la faccenda lo giochi il peso... maggiore è il peso e maggiori dovranno essere le forze impegnate per rallentarne la caduta, minore è il peso e minori dovranno essere quelle forze... però la procedura di rientro di una capsula ha alle spalle un complesso sistema di calcoli ingegneristici, aerodinamici, fisici, meccanici ecc. ecc... e sinceramente non sono la persona più adatta per parlarne, ma per quel poco di infarinatura che ho, in termini molto semplicistici, direi che la particolare configurazione geometrica e il modo come è distribuita la massa dello scafo, fanno sì che la capsula si orienti quasi "naturalmente" in quel modo (con lo scudo termico rivolto in avanti)... inoltre non dimentichiamo che gli astronauti al suo interno hanno la possibilità di pilotarla, apportando via via, se necessario, alcune correzioni all'assetto, tant'è che il rientro della Soyuz può avvenire sia in modalità "volo planato" (tipo un aereo) che "balistico" (tipo un proiettile)... comunque altri frequentatori del blog molto più esperti di me sapranno sicuramente forniti spiegazioni più soddisfacenti.
Ma solo io noto una certa somiglianza tra Attivissimo e Volynov? ^_^

[img]http://i.imgur.com/HjqQCgW.jpg?1 [/img]
@Giovanni
Chiaramente Pareidolia! Oppure: una svista del Capo Magazziniere Rettiliano, quello addetto a fornire le maschere agli infiltrati. Deve aver pensato che darla ad un Italo-Svizzerano a distanza di tanti anni in un differente Stato, poteva essere accettabile, sai quando si dice "Ma chi vuoi che se ne accorga?"
Paolo

"intanto ho corretto la parte finale per tenere conto delle due versioni degli eventi."

A voler essere pignoli, le versioni sarebbero tre... c'è quella descritta nel documentario trasmesso dalla televisione russa (di cui parlavo al commento #19), in cui Volynov esce dalla capsula e si sdraia a terra avvolgendosi nel paracadute per proteggersi dal freddo, fino all'arrivo dei soccorsi.

Inoltre, in quel documentario, è descritto diversamente anche il momento dell'impatto al suolo, infatti si può vedere che Volynov non viene sbalzato via dal sedile, ma vi resta agganciato con le cinture di sicurezza; però il brusco contraccolpo, gli fa comunque sbattere violentemente la faccia contro qualcosa (non ho capito cosa perché la spiegazione è in russo), forse contro la sua stessa spalla sinistra (a giudicare dai gesti di Volynov durante la sua narrazione tra il minuto 27 ed il 28).

Sarebbe utilissimo riuscire ad ottenere la traduzione di quel filmato, perché potrebbe rivelarsi la versione più attendibile, visto che è raccontata proprio dal diretto interessato.
Magari potrebbe pensarci proprio Luca Boschini, ma suppongo che tu lo abbia già contattato.
Oppure: una svista del Capo Magazziniere Rettiliano,
applicando il rasoio di occam direi sicuramente questa ipotesi e' quella corretta!
@ Guido & Guido

Evidentemente voi rettiliani, oltre che per le maschere, avete poca fantasia pure per i nomi!... questo blog pullula di Guidi!
^_^
Paolo,

googlando direttamente in russo "Волынов" e "авария" (Volynov e incidente), vengono fuori centinaia di siti che raccontano la storia di questo cosmonauta e, aiutandomi alla meno peggio, col traduttore automatico di Google, ho potuto constatare che tutti concordano sulla terza versione.

Quindi, riepilogando, Volynov esce dalla capsula e si rende subito conto di trovarsi a moltissimi km di distanza da qualsiasi centro abitato, ed avendo indosso solo una "leggera" tutina, sa che non può sopravvivere a lungo a quelle bassissime temperature, men che meno vagando alla cieca nella speranza di trovare aiuto; di conseguenza decide di restare nei pressi della capsula, usando il paracadute come riparo, anche perché sa che quell'enorme paracadute (da qualche parte ho letto che misura quasi mille metri quadrati) di colore arancione intenso sarebbe facilmente individuabile dagli aerei di soccorso.


Da questi siti russi, sembrano anche emergere altri particolari interessanti, come ad esempio che non perse i denti subito dopo l'impatto, ma subì fratture multiple alle radici dei denti della mascella superiore scoperte dopo ben 10 giorni dopo il suo recupero; oppure che durante la discesa senza controllo, pensando di essere ormai spacciato, decise di cercare di proteggere in qualche modo il giornale di bordo, ma non lo infilò dentro la sua tuta come racconta Luca, perché essa non essendo ignifuga, non avrebbe fornito alcuna protezione in caso di incendio; decise allora di avvolgerlo dentro altra carta (o bendaggi), ripiegandolo (o strappandolo) più volte su se stesso e infilando poi il tutto tra il suo corpo ed il sedile; in questo modo, il libretto avrebbe avuto qualche speranza in più di sopravvivere alle possibili fiamme e poter così essere recuperato per fornire spiegazioni utili ai cosmonauti di future missioni; inoltre mi è sembrato di capire che il suo sia stato anche il primo caso documentato di rientro balistico senza vittime.
@Giovanni
e' un nome che da' poco nell'occhio :)
Volevo segnalarvi che nel programma "Secret Space Escapes" c'è una puntata sull'argomento in questione, questo credo sia un estratto: http://www.sciencechannel.com/tv-shows/secret-space-escapes/secret-space-escapes-video/dangerous-soyuz-reentry/

Lo sta facendo anche su Discovery Channel, stamattina sul mysky ho trovato la prima puntata sull'ondemand. Sembra ben fatto, ci sono le testimonianze dirette degli astro/cosmo-nauti e delle ricostruzioni delle varie vicende raccontate. Quando metteranno in onda la puntata sulla soyuz 5 vediamo come descriveranno gli eventi.
@Unknown

Interessante! Grazie per la segnalazione.
Tutti,

ho aggiornato l'articolo tenendo conto di tutte le vostre preziosissime indicazioni: ancora una volta avete confermato il potere del motore di ricerca umano :-)

Ho aggiornato anche Wikipedia in italiano qui e qui.


Grazie!
Giovanni Pracanica,

Ma solo io noto una certa somiglianza tra Attivissimo e Volynov? ^_^

Dannazione, adesso ti devo sparaflashare. Di nuovo.
Ho trovato questa vecchia notizia ma non ne ho mai sentito parlare. Vorrei sapere quanto ci sia di vero. Questa è da paura.
http://www.dionidream.com/22-kg-di-plutonio-radioattivo-sono-stati-lanciati-contro-giove-nel-2003/
1 consigliere,

A parte il fatto che quel sito è una fabbrica di fuffa totale, secondo te che problema possono causare 22 chili di plutonio che arrivano su un pianeta gigante come Giove? Hai presente una zanzara su un elefante? Ecco, meno ancora.
Paolo

Di nuovo???!!!... ma quante volte mi hai già sparaflesciato con quell'affaretto lampeggiante incasinatore di memoria?... quel coso mi farà venire un cancro al cervello se non la smetti!... eddai!!! ^_^


p.s.: comunque, prima di sparaflesciarmi per l'ennesima volta, lasciami almeno esprimere tutta la mia più sincera gratitudine per avermi citato qui e su Complotti Lunari; è davvero un grande onore per me!... Ok, adesso sparaflesciami pure!
Ma non è il fatto di provare a fare diventare Giove come il Sole perchè forse è quello lo scopo ma ho letto che non è fattibile. Ciò che mi preoccupava era che Giove ha molto gas idrogeno. Però oggi ho letto che il Plutonio 238 non fa scissione a catena. Vero? Boh! Comunque rimane il fatto che ciò che abbiamo visto accadere indica come sia facile per qualche pazzo scienziato di diventare Lucifero, caricare il satellite con qualche materiale che incendia l'idrogeno e far saltare Giove e con se tutta la Terra.
1consigliere,

non so dove tu abbia letto queste teorie ma sono una collezione di cretinate. Non si può far "saltare Giove" incendiando il suo idrogeno. E' chimica di base.

Considera che Giove è stato colpito da comete giganti ma mica ha preso fuoco. E se anche lo facesse, le conseguenze sulla Terra sarebbero trascurabili.

Prova a smettere di leggere i siti di fesserie e studiati un po' di astronomia, chimica e fisica di base. Scoprirai cose meravigliose e capirai che qualcuno ha cercato di prenderti in giro e alimentare le tue paure.
Giove non può saltare. È sovrappeso.
A Poalo Attivissimo. Hai ragione perchè vedo che in rete c'è tanta gente che da risposte che non sono corrette e c'è questo innato desiderio di formulare complotti. La notizia l'ho letta da questo sito
http://www.dionidream.com/22-kg-di-plutonio-radioattivo-sono-stati-lanciati-contro-giove-nel-2003/
Poi ho trovato invece un'altro tipo che asseriva che il Plutonio 238 non può essere utilizzato come una bomba.
https://daltonsminima.wordpress.com/category/sole-e-clima/
Quale è la verità? Mi pare il secondo sito.
Io comunque non sono interessato in astronomia ma Giove mi incuriosisce. Poi non vedo filmati veri del viaggio di Galileo e ciò che vedo in rete sono tutte simulazioni fatte con il computer. Pure questo non è chiaro. Perchè non si trovano video di qualche filmato o foto fatte dal satellite Galileo? Mi pare tutto uno spettacolo Hollywoodiano fatto di effetti computerizzati.
1consigliere,

Quale è la verità? Mi pare il secondo sito.

Indiscutibilmente qualunque quantitativo praticabile di plutonio non può servire per creare una bomba che faccia alcun danno significativo a Giove. E' questione di dimensioni. Giove è immenso.


Io comunque non sono interessato in astronomia ma Giove mi incuriosisce.

Allora sei interessato all'astronomia :-)

Poi non vedo filmati veri del viaggio di Galileo e ciò che vedo in rete sono tutte simulazioni fatte con il computer. Pure questo non è chiaro. Perchè non si trovano video di qualche filmato o foto fatte dal satellite Galileo? Mi pare tutto uno spettacolo Hollywoodiano fatto di effetti computerizzati.

Le foto di Galileo sono sul sito della NASA, per esempio:

http://quest.arc.nasa.gov/galileo/imageprs/47109.html

Elenco più completo:

http://quest.arc.nasa.gov/galileo/photo.html

http://solarsystem.nasa.gov/galileo/gallery/index.cfm

Buona visione.
Le teorie trovate in rete da 1consigliere mi sembra che si ispirino alla trama del film "2010 l'anno del contatto", un sequel di 2001 odissea nello spazio.

Nel film si parla di Giove che si trasforma in stella ad opera degli stessi alieni che hanno costruito il monolito sulla Luna.

Sempre in quel film, mi pare (l'ho visto tantissimi anni fa), si diceva che Giove aveva la massa minima per diventare una stella ma non si era innescata la reazione nucleare per un qualche motivo che non ricordo.

Gli alieni, mediante, delle esplosioni lo avevano "acceso" per permettere la vita su un suo satellite.
Grazie per i link Paolo Attivissimo. Sinceramente trovo che non sia eccitante guardare semplici foto. Credo che con i giganti telescopi esistenti si possa vedere Giove in tempo reale ed osservarne i movimenti dei gas. Cosa che non vedo in alcun video, anche su youtube. Postano più video gli amatori che i professionisti astronomi. Mi pare ci sia una riluttanza a farci vedere come sono i satelliti visti da telescopi professionali. Quando trovi un video di Giove fatto con telescopi professionali allora il pianeta o satellite che sia gira all'impazzata. Non è per caso che minimizzano il potere di fare le cose da terra per promuovere dei viaggi spaziali che costano miliardi?
>Giove aveva la massa minima per diventare una stella ma non si era innescata la reazione nucleare per un qualche motivo che non ricordo.

Il motivo è che era un film :-)
La massa minima è ancora superiore.
1consigliere,

Ti consiglio di comprarti un telescopio e cominciare ad interessarti all'osservazione degli oggetti del nostro Sistema Solare.

Ti renderai conto da solo che le cose che dici sulle osservazioni da Terra hanno poco senso.
x Stupidocane. Telescopio amatoriale? No grazie. Non c'è paragone con telescopi che costano milioni di euro e sono posizionati sopra il livello delle nuvole.
1consigliere,

Ma vuoi mettere guardare Giove dal VERO invece che su YouTube? Hai ragione. Non c'è proprio paragone...
Il motivo è che era un film :-)

Non sono stato chiaro ma intendevo proprio quello: nel film si diceva così perché era necessario alla trama :-)

Può darsi che qualcuno abbia scambiato la finzione cinematografica per dato scientifico reale.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
vedere Giove in tempo reale ed osservarne i movimenti dei gas. Cosa che non vedo in alcun video, anche su youtube.

Ehm... dove hai guardato?
Ciao, sono un filmato delle nubi di Giove. In movimento, pure!
Sì, sono accelerato, ma qual è il problema?


x Martinobri. Già l'ho visto. Ma non vedi che si ripetono le stesse sequenze? A me piacerebbe vedere il totale movimento di Giove, ed anche aggiornato dato che ora c'è una macchia nera. Vedi qualche macchia nera in quel video? Spero che anche tu non sia un drone mandato da chi occulta tutto.
Vedi qualche macchia nera in quel video?

In quello no. In questo sì.
@1consigliere

"A me piacerebbe vedere il totale movimento di Giove, ed anche aggiornato dato che ora c'è una macchia nera."

A quale macchia nera ti riferisci?... Per quel che ne so, l'ultima macchia nera osservata su Giove, risale a luglio 2009 e si estinse completamente dopo un mese.
@Martinobri. E dove sono le immagini prese da telescopi del governo quando Galileo si è schiantata su Giove? E dove sono le immagini da quel punto fino al 2009? Ci dobbiamo contentare di immagini di amatori con telescopi di Mickey Mouse?
E dove sono le immagini prese da telescopi del governo quando Galileo si è schiantata su Giove?

Nel senso che tu vorresti vedere da là col telescopio un oggetto che sarà stato grande dieci metri?
Aspetto il momento un cui 1consigliere tirerà fuori la storia dei telescopi mai puntati sui siti di allunaggio...
@1consigliere
L'esempio di cui scrivo riguarda il viaggio nello spazio del satellite Galileo e dell'impatto contro il Pianeta Giove sul quale i complottisti hanno pubblicato la loro teoria in rete. Imbattendomi in tale teoria scritta su di una pagina web ho appreso che si parlava di un carico di Plutonio 238 altamente pericoloso e che quando lanciato contro il Pianeta Giove avrebbe potuto causare un'esplosione nucleare innescando un processo di esplosione dell'intero Pianeta Giove per tentare di trasformarlo in un secondo Sole. Quando decisero di far impattare Galileo contro il pianeta Giove un ingegnere olandese dal nome Jacco Van der Worp consigliò loro di non farlo perchè vi sarebbe stata la possibilità di una grave esplosione per via della presenza di idrogeno sulla superficie di Giove. Questo complotto è stato pubblicato da un certo Dioni sul sito web da dove Io ho letto queste informazioni.

Mi sono preso la briga di guardare il tuo blog. In questa frase c'è un errore di fondo: quando si afferma qualcosa bisogna anche provarla e non il contrario. Cioè, non deve essere un altro a dimostrare il tuo errore.

La scienza ha sempre lavorato così. Ritieni che il plutonio possa "accendere" Giove? Bene, portami i calcoli che lo dimostrano. E non mi venire a dire che non si possono fare perché non è vero: basta che fai un giretto con google per sapere quanta massa manca a Giove per diventare una stella. C'è anche di più: è dettagliata persino l'evoluzione del volume del pianeta nell'eventualità di un aumento di massa.

Se si sa questo (si è calcolato), ci sono le informazioni sulla sua atmosfera di Giove, quelle sul plutonio, i dati sulle dinamiche di un'esplosione termonucleare, se questo ingegnere ha lanciato quest'allarme allora ha fatto anche i calcoli. Dove sono?

Se questo tizio è davvero un ingegnere dovrebbe sapere che si deve dimostrare ciò che si afferma.
Altra domanda: perché è un ingegnere a lanciare questo allarme e non lo fa un astrofisico? Non dovrebbe saperne di più quest'ultimo?

Jacco Van der Worp, guarda caso, vende un libro che parla di sopravvivenza alle catastrofi, incluse le tempeste solari e collabora con altri suoi pari.
Guarda un po', 'sto tizio lancia un allarme e non lo dimostra, ma poi appare un suo libro, sulla cui copertina è nominato il pianeta X, che parla di sopravvivenza. Non senti puzza di "bruciato"?

Una piccola precisazione: i telescopi non sono governativi, almeno quelli più grossi sono progetti internazionali.
Persino la tanto bistrattata Wikipedia ha delle buone nozioni di base per farsi un'idea di come osservare Giove.

Se uno non legge nemmeno quello, hai voglia a spiegargli perché i video non sono in realtà video bensì sequenze di fotografie? E perché si mettono foto in sequenza anziché fare direttamente dei video?

Mannaggia ai telescopari governativi...
@Guastulfo. Grazie per aver visto il mio blog. Ti faccio notare che nel mio blog non ho confermato che credo nella teoria che un pianeta possa diventare un secondo sole. Già ho letto teorie come le tue che si basano sul fatto che non possa succedere per via della mancanza di massa critica. Ma se leggi bene dovresti farti i calcoli di cosa sarebbe successo sul satellite Europa che ha un'atmosfera composta prevalentemente da ossigeno. Io non me li so fare perché non sono uno scienziato. Nel mio blog si parla del fatto che se il culto Lucifero, ammesso che esista tale culto, si permetta a fare degli esperimenti del genere non è che ci si può passare sopra e definirli giochi da bambini. Mi paiono giochi troppo pericolosi e troppo costosi sia in termini di probabilità di fare danni alla vita degli altri che in termini economici. Inoltre rimane il fatto dell'etica professionale. Ammetterai che la bestia, generalmente formata dagli Inglesi, è ingorda di energia e che fanno del tutto per controllare sia il petrolio che l'energia nucleare, infatti producono Plutonio solo se serve per la guerra o se ci sono guerre atomiche in vista. Ecco! Nel mio blog si parlerà prevalentemente di questo.
1consigliere,

se il culto Lucifero, ammesso che esista tale culto, si permetta a fare degli esperimenti del genere non è che ci si può passare sopra e definirli giochi da bambini.

Cioè ti stai facendo delle paranoie per degli esperimenti ipotetici di un culto che non sai nemmeno se esiste? Hai considerato quanto suona ridicola questa cosa?

la bestia, generalmente formata dagli Inglesi,

Io sono inglese, nato a York. Mi stai dando della bestia?
@1consigliere
Io non me li so fare perché non sono uno scienziato.

Ma gli scienziati sì. E gli strumenti per fare i calcoli li abbiamo tutti, sono pubblici e, quindi ce li hanno anche tutti gli scienziati.
E non è che tutti gli scienziati siano una casta in cui vanno d'amore e d'accordo. Questo rende prasticamente impossibile cose del genere: se ci fosse stato davvero un pericolo (tipo incendiare Giove che a noi avrebbe cambiato nulla viste le distanze) non sarebbe passato inosservato.
Quindi, come mai questo fantomatico ingegnere (lo è davvero?) non pubblica i calcoli, ma lancia l'allarme e pubblica un libro correlato?

Pure sulla Terra c'è ossigeno eppure le esplosioni termonucleari non hanno incendiato l'atmosfera quindi, perché, secondo l'ingegnere, Giove o Europa avrebbero dovuto?

Ammetterai che la bestia, generalmente formata dagli Inglesi, è ingorda di energia e che fanno del tutto per controllare sia il petrolio che l'energia nucleare, infatti producono Plutonio solo se serve per la guerra o se ci sono guerre atomiche in vista. Ecco! Nel mio blog si parlerà prevalentemente di questo.

Come prima, non ti fidare afferma cose del genere ma non le prova. Spesso non ci sono le fonti o sono autoreferenziali l'un l'altro (Tizio cita Taio che cita Sempronio che cita Tizio).

Controlla chi è che scrive queste cose: scoprirai molto sulla loro reputazione.
@Paolo Attivissimo. "Cioè ti stai facendo delle paranoie per degli esperimenti ipotetici di un culto che non sai nemmeno se esiste? Hai considerato quanto suona ridicola questa cosa?"

No non l'ho considerato. E tu l'hai considerato quanto suonerà ridicola la tua costante presa di parte di chi potrebbe nascondere delle informazioni del genere in caso esista tale culto? Perché in pratica senza questi coraggiosi complottisti tutti si adagerebbero a fare gli interessi della scienza sfrenata. Non so se ti viene a mente che sono stati spesi 6 bilioni per un acceleratore di particelle. Magari se si calavano i pantaloni e si mettevano alla fine del tubo gli sarebbe servito a qualcosa.
Io sono inglese, nato a York. Mi stai dando della bestia?

No, Paolo! Accidenti, soppesiamo le parole!
Lui dice che la bestia è FORMATA dagli inglesi. Inglesi, poi, al plurale. Quindi devi trovare altri 665 connazionali (perchè il numero della bestia si sa qual è) e poi dovete disporvi a piramide umana in modo da formare un drago a sette teste e dieci corna.
...O erano dieci teste e sette corna? Ah, la mia memoria.
1consigliere,

quanto suonerà ridicola la tua costante presa di parte di chi potrebbe nascondere delle informazioni del genere in caso esista tale culto?


Magari se si calavano i pantaloni e si mettevano alla fine del tubo gli sarebbe servito a qualcosa.

Ti è stata data ampia opportunità di discutere civilmente, ti sono state fornite spiegazioni dettagliate e documentate, ma tu non fai altro che passare da una fantasia di complotto all'altra e per di più offendi e insulti.

Hai abusato dell'ospitalità e del tempo di chi sperava che tu fossi un dubbioso sincero che chiedeva di capire.

Per cui non vedo motivo di continuare a ospitare la diarrea mentale di un maleducato come te. Tieniti pure le tue paranoie; tanto non c'è nulla che io e altri possiamo fare per fartele passare. Eventuali tuoi ulteriori commenti verranno cestinati.
E' andata in onda la puntata di "Disastri in orbita" che tratta della vicenda della Souyz 5, mi permetto di condivedervi gli ultimi 5 minuti che ho ripreso dal cellulare. C'è proprio Boris che spiega come è andata, purtroppo il finale l'hanno lasciato un po' vago, ma dalle sue parole smentisce la camminata per un kilometro a -38, nonchè l'incontro con il contadino. Inoltre fa capire comunque che le condizioni all'interno della capsula non erano molto buone (c'erano fuoco e fumo).
Ecco il video, perdonate la qualità ma almeno l'audio (alzando un po' il volume) è accettabile.

https://goo.gl/photos/HmJ86ZdCJRzRX8qs8
@Alister

grazie per il video condiviso, sono poi andato a guardare l'intera puntata su Sky OnDemand.

Effettivamente lasciano tutto molto sul vago, con pochi dettagli tecnici, prediligendo invece l'aspetto fiabesco... insomma un po' in stile Voyager/Mistero... eppure avevano il protagonista diretto della vicenda proprio lì a portata di mano, ma lo hanno fatto parlare molto poco, tanto che persino la smentita della sua lunga camminata nella neve la fanno enunciare dal suo collega Shatalov, il quale si limita, tra l'altro, solo ad un laconico "No! Non è vero!"... boh? perché non hanno rivolto invece quella domanda (e tante altre) a Volynov?... COMPLOTTO!!!

Francamente speravo in qualcosa di più approfondito... molto meglio il documentario in russo del 2008.


Paolo
credo proprio che potremo saperne di più solo se provvederai tu ad intervistare Volynov direttamente. ^_^
Giovanni,

grazie della fiducia, ma sarà molto difficile che io riesca a farlo :-(
@giovanni: è ciò che perplime anche me. Potresti chiarire tutti i tuoi dubbi chiedendo i particolari ai protagonisti e non lo fai.... Mah. Mi spiace perché al di là di alcune ricostruzioni un po' sensazionalistiche, questa serie non è fatta male.