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2005/10/21

Attivissimo.net inaccessibile, lo so, ci sto lavorando (*aggiornamento*)

Stamattina il server che ospita www.attivissimo.net non risponde ai comandi ed è inaccessibile. Ho già avvisato chi di dovere e spero di rimettere tutto a posto entro breve tempo.

Mi scuso dell'interruzione del servizio. Nel frattempo, vi posso allietare con un'immagine autobiografica che rende bene le condizioni in cui sto lavorando in questo periodo:


Ciao da Paolo.

Aggiornamento (2005/10/21 16:00): tutto sistemato. Grazie della pazienza!

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Credo che molti di noi (soprattutto i liberi professionisti) si possano identificare con la tua immagine autobiografica ...
Continuiamo ad accettare le sfide!
Buon lavoro
Alessandra

Anonimo ha detto...

Ha scelto proprio un brutto momento il tuo server per paralizzarsi: proprio nell'ultimo numero di un settimanale italiano è uscito un articolo che parlava delle bufale, ma soprattutto di te, del tuo sito web e di cosa esso si occupa. Sbrigati o i lettori che lo visiteranno si chiederanno perplessi che fine hai fatto.

mother ha detto...

Attivissimo svelaci una curiosità: quante volte è finito sotto attacco il tuo sito? Mi è sorta questa domanda accorgendomi che negli ultimi mesi da quando ti seguo alcune volte il sito-server ha avuto dei problemi e come antibufale o debunkers, stai sui cosiddetti a parecchi a cominciare da luogocomune.
Da qui la domanda sopraddetta.
Spero tu riesca a trovare il tempo per rispondere.

Bye bye

mother ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Paolo Attivissimo ha detto...

Finora di attacchi diretti al sito non ne ho subiti: o per meglio dire, ne sono arrivati tanti quanti ne arrivano a qualsiasi sito della Rete (tentativi a casaccio, exploit per server Windows quando io non uso Windows per gestire il sito, eccetera).

Le interruzioni sono state dovute tutte a guasti hardware o (come oggi) a una migrazione non ben riuscita fatta dal provider.

mother ha detto...

Perdonami se ti faccio un'altra domanda, che non centra molto con il sito inaccessibile (per evitare equivoci premetto che sto parlado di altri giornalisti e di certo non ti te o del ): secondo te ci sono giornalisti che per diventare più noti o per fare un salto nella propria carriera professionale sacrificano la verità per il sensazionalismo? esistono in internet meccanismi che impediscono tale comportamento (ovviamente tralasciando il servizio antibufale)?

Paolo Attivissimo ha detto...

Si', ce ne sono tanti che fanno la scelta di rinunciare alla verità (o alla verifica) in nome della sensazione. E' una tentazione fortissima, perche' piu' sei sensazionale, piu' vendi copie, e piu' vendi copie, piu' ti pagano.

Inoltre gioca la pigrizia: un articolo ben documentato costa tanta, tanta fatica, mentre riscrivere e ripubblicare un lancio d'agenzia e ricamarci sopra la morale si fa tranquillamente stando in ufficio.

Forse sono ottimista, ma credo che la Rete abbia un meccanismo che puniscono questi comportamenti: la libertà concessa a chiunque (almeno in Occidente) di pubblicare. Prima solo chi aveva soldi e appoggi poteva pubblicare qualcosa che sarebbe stato letto da milioni di persone: ora lo può fare chiunque. In più la reputazione si guadagna sul campo (penso al Drudge Report) e sul campo si perde (penso a Repubblica) proprio perché adesso chiunque può denunciare gli errori dei giornalisti: prima dovevi sperare e pregare che il giornale stesso pubblicasse la rettifica.

Non è un sistema perfetto, ma è certamente migliore della libertà di parola per pochi che c'era prima.

Ciao da Paolo.

mother ha detto...

Paolo apprezzo il tuo ottimismo, condiviso dalla maggior parte delle persone che conosco via internet, ma purtroppo io sono un raro sostenitore di internet che ha molti dubbi a riguardo dell'informazione di questa. Il discorso però diviene lungo...ti elenco solo quattro motivi per cui sono pessimista:
1) il tuo sito antibufala è mal visto dalle persone che confuti, le quali però hanno decine e decine si siti di supporto anche in quattro lingue diverse...tu 1 in italiano che io sappia.
2) la diffusione delle bufale segue anche variazioni non previste (un po' come le truffe online e le leggende metropolitante). Per esempio qualche giorno fa ho confrontato l'articolo di Christopher Bollyn sul rapporto dei tracciati sismografici dell'11-9-2001 di Palisades e il rapporto ufficiale di Palisades. Risultato: il giornalista si è fatto un nome stravolgendo il rapporto e affermando che il rapporto confermava che erano esplose delle bombe al WTC1 e WTC2. Poi Bollyn è stato smentito (bastava leggere il rapporto ed avere delle cognizioni di terremoti). Ma a) ora tutti parlano di bombe per abbattere WTC1, WTC2 e WTC7 (tra l'altro si varia da atomiche a bombe in cascata a nessuna considerazione di quando hanno introdotto minimo 60 metri cubi di esplosivo senza che nessuno se ne accorgesse entrando nei palazzi...) b)soprattutto c'è gente che non crede agli esperti poichè l'opinione degli esperti non la capisce o crede sia l'opinione imposta dai potenti-politici, ma capisce molto meglio un pensiero semplice con una spiegazione semplice di un profano che crea scalpore (oltre al "perchè lo fanno"[le catene di Sant'Antonio] da te messo nel sito).
[tra l'altro leggo di libri e siti che rivolgono delle domande agli enti che hanno fatto le indagini (pe:FEMA) e dicono che non hanno dimostrato nulla....ma ho trovato anche un sito poco frequentato e la cui opinione si è diffusa poco che spiega le distorsioni a ciò che affermano i rapporti ufficiali fatte da tali "scrittori" nel confutare via libri o sollevare domande agli enti....poi per effetto simpatia, al telegiornale dicono che uno avvista l'ufo e decine di punto in bianco hanno avvistato l'ufo].
3) i veri siti di informazione sono i motori di ricerca che cosa molto importante elencano in base al numero di visite al sito...e come fai a non dire che le informazioni sensazionalistiche più visitate non sono favorite così?
4)l'informazione deve avere un termine, non può essere un discorso informativo che non ha mai fine e ricade nella cultura personale della persona che legge, altrimenti tutte le volte che servono delle conoscenze universitarie (ed al variare delle conoscenze richieste tutti sono passibili di ignoranza prima o poi) per discernere il vero dall'errato ci si trova con la sproporzione data dall'esiguo numero di laureati che correggono l'informazione rispetto il gran numero di non laureati nella materia che la usano per fare sensazionalismo (ultima ma forse + importante delle quattro).

Insomma io credo che il meglio sia la via di mezzo...ora ci sono forse due modelli estremistici di informazione in cui uno (il discorso informativo di internet, tra l'altro che sia un discorso continuo è confermato giuridicamente dalla giurisprudenza francese con la sentenza Lang contro Meyssan, se badi bene...e stranamente Meyssan ha capito come muoversi in internet proprio per quella sentenza...vedi quel sito sulla resistenza iraquena che ti avevo segnalato e che non compare mai sui motori di ricerca, quello di cui Meyssan non va fiero) lotta per toglier potere all'altro...ma cosa succederà quando la lotta sarà ricambiata o prolifereranno i siti che si confutano l'uno con l'altro iterativamente dandosi dei bufalari?
Vincerà il sensazionalismo alla Flavia Vento o la presevazione dei modelli tradizionali-famigliari con un pizzico di fiduzia nell'uomo (Totti)?!

Saluti.

Anonimo ha detto...

Come cazzo scrivi, mother?

mother ha detto...

caro anonymous, cose in cui credo...di cui purtroppo mi sono convinto.
In fin dei conti in internet i fatti non esistono e ognuno può farsi una propria idea in base agli articoli letti (+ o - numerosi, molto meglio se + numerosi).
E questa non è fatto-informazione, cosa che una volta detta permare e resta immutata, ma dialogo informazione, poichè prima o poi arriverà qualche nuovo utente che dirà qualcos'altro, che leggerà e continuerà a diffondere altre teorie.
Insomma si creeranno paralleli di teorie-informazione che permeeranno ben presto tutto il web rimanendo registrate per secoli e secoli creando della storia una sana e uniforme pastura.

Flavio ha detto...

Acc... ancora off?!... previsioni di tornare on-line? Cavolo così mi manca il 50% di internet, visto che gli unici siti che mi interessano sono il tuo e quello di beppegrillo :D
Comunque, per rispondere a qualcuno qui sopra, l'unica cosa che ci può aiutare a discriminare le bufale dalle notizie vere è l'esperienza personale e la curiosità di andare a fondo alla notizia magari cercandone tracce anche nelle pagine meno visitate del web ;)
Flavio