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2006/11/15

Il Web compie 16 anni

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "davide" e "pgolfari". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

13 novembre 1990, ore 15:17:00 GMT. Sedici anni fa. Questa è la data di ultima modifica della più vecchia pagina Web di Internet ancora esistente, che vedete qui accanto in tutto il suo spartano splendore e potete visitare qui. L'indirizzo non è più quello originale, ma il contenuto è invariato.

La pagina in questione fa parte di quelle realizzate sul primissimo server Web, nxoc01.cern.ch, successivamente ribattezzato info.cern.ch, che ospitò anche la prima pagina Web in assoluto, il cui indirizzo originale era http://nxoc01.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html. Oggi la potete contemplare qui in una versione leggermente modificata.

E a proposito di primissimo server Web, eccone qui accanto una foto: un computer NeXTcube, 8 mega di RAM, 256 mega di disco magneto-ottico, processore a 25 MHz. No, non sono errori di battitura. Confrontate queste specifiche con quelle del vostro attuale computer e chiedetevi perché diavolo continua ad essere lento.

Fra l'altro, la foto non mostra un computer NeXTcube, ma proprio l'esemplare sul quale girarono quelle prime pagine Web: è il computer appartenuto a Tim Berners-Lee e Robert Caillau, i due padri del Web. Quella macchina è la madre. E il papà di NeXTcube è un certo Steve Jobs. Il sistema operativo delle macchine NeXT gettò le basi per Mac OS X.

Il fatto che quell'antica pagina web sia ancora leggibile dai browser e dai computer di oggi nonostante siano passati sedici anni (un'eternità in informatica: nel 1990, se ricordate, furono introdotti i telefonini ETACS in Italia e fu presentato Windows 3.0) è un tributo eccezionale a due concetti spesso trascurati della tecnologia.

Il primo è che gli standard aperti e gratuiti generano ricchezza: fu la scelta di Berners-Lee e Caillau di pubblicare le specifiche, non chiedere royalty e concedere a tutti il libero uso dei loro standard di definizione delle pagine HTML a permettere la rapidissima adozione e diffusione del Web. Chi aveva tentato altre strade "chiuse" per le reti telematiche aveva creato tanti giardini cintati fra loro incompatibili, come Prodigy, Genie, Compuserve e tanti altri nomi che ormai sono stati dimenticati. Internet, invece, resta, e si è dimostrata un volano economico infinitamente più potente di tutti quei costosi giocattoli basati su "standard" inventati a capocchia da ciascuna azienda apposta per non essere compatibili con la concorrenza e fidelizzare a forza il cliente.

Il secondo è che i formati aperti e gratuiti restano leggibili; quelli proprietari no. Provate ad aprire, con i programmi di oggi, un documento scritto sedici anni fa con un programma di grafica o di elaborazione testi: potreste avere seri problemi, se avete usato per quel documento un formato che (come è probabile) non è più supportato dal software attualmente in circolazione. Quella pagina web di sedici anni fa, invece, è perfettamente leggibile. Come faranno gli storici del futuro a capirci, se tutto quello che lasciamo loro in eredità è un'accozzaglia indecifrabile di bit?


Aggiornamento (2006/11/16)


Tgcom ha pensato bene di copiare il mio articolo senza neppure citarne la fonte ispiratrice. Complimenti per la lezione di giornalismo. Ma non si era detto che eravamo noi utenti ad essere i pirati, quelli che violano il diritto d'autore?

Io li ho già diffidati, ma se scrivete anche voi due parole di educato incoraggiamento al rispetto del diritto d'autore, magari i signori di Tgcom cadono dalle nuvole un po' prima. Grazie a rodri per la segnalazione. Qui sotto trovate una cattura dell'articolo fatta il 16/11 alle 21:26.

plagio-tgcom-20061116-2126.jpg


Aggiornamento (2006/11/17 19:20)


Le proteste sono servite. Tgcom ha corretto l'articolo mettendo un rimando generico a questo blog. Purtroppo il resto dell'articolo rimane un pasticcio totale. Eppure c'è scritto a chiare lettere in cima a ogni pagina di questo blog: gli articoli che scrivo qui sono liberamente ripubblicabili, basta citarne la fonte. Pazienza; speriamo che almeno la lezione sul diritto d'autore sia stata capita.

73 commenti:

maizo ha detto...

Primo (wow!)... il feed - almeno su ffox - non funziona: indica "TEMP FOR THANKS" e porta a un "not found" di blogger! Complimenti per la trasmissione :)

maizo ha detto...

Ora è a posto!

_Stefano_ ha detto...

TANTI AUGURI WWW ^___________^

vitale e indomabile come un 16enne! :D

quando si inventa una cosa geniale, la cosa migliore da fare è donarla all'umanità!

la fama e i soldi arriveranno di riflesso!( io sarei già contento di aver inventato una cosa geniale a vantaggio di tutti però)

Ciao Berners-Lee, ascolto sempre i tuoi consigli e sei un modello per me! :)

Stefano

Stefano Quintarelli ha detto...

Il capo di Tim, quello che ha detto "mhh, buona idea, sviluppalo..:" e gli ha dato la disponibilita' di fondi necessaria era tale Paolo Palazzi, di Trieste.
Mi piace ricordarlo...
Ciao, s.

Claudio ha detto...

I primi due link portano alla stessa pagina...

musicomane ha detto...

Gran bell'articolo ;)

Paolo Attivissimo ha detto...

Sistemato i link, grazie del debug.

MG55 ha detto...

Va detta un'altra cosa: se non avessero avuto i denari del CERN dietro di loro, difficilmente Berners-Lee e Caillau avrebbero potuto far girare il primo server Web su un NeXT. Infatti con esso Steve Jobs (all'epoca temporaneamente fuori da Apple, e la cui avventura in NeXT fu mi pare finanziata da Ross Perrot, candidato indipendente alle presidenziali USA del 1992 e 1996) portò alle estreme conseguenze l'idea di "pagare il marchio" tanto presente in Apple: NeXT costava 10000 dollari, un prezzo pazzesco per un microcomputer, allora come oggi.

Anonimo ha detto...

A proposito di ricordi anche se un po' OT (mi scuso per questo), appena tre anni dopo acquistai il mio primo PC, con processore Intel DX2 a 66 Mhz ed 8 Mega di Ram (a 100.000 lire al mega iva esclusa, se non sbaglio)...
E i programmi da ufficio (allora usavo Works) giravano che era una meraviglia...

Pippolillo ha detto...

Ieri hanno sbandierato al telegiornale in TV (bella pubblicità gratuita) il nuovo Windows Vista. Non ho nulla contro la Microsoft ma quando un sistema operativo richiede 1 GB di RAM... nemmeno il computer dell'astronave Enterprise di Star Trek richiede tanta RAM :)
Spero che i TG siano altrettanto equi, dando la notizia di qualche distribuzione Linux... ah no, questa è vera fantascienza.
(Da 2 settimane uso Ubuntu su un laptop di 4 anni fa, funziona tutto a meraviglia, gratis e legale!)

Giacomo ha detto...

beh, riguardo all'hardware per i server... chi non ricorda l'esperimento del 286 col minix? vi assicuro che funzionava e non era poi cosi' lento nel rispondere, certo il massimo afflusso di utenti contemporaneamente connessi, se ben ricordo, era di 10...

Successivamente ad un attacco specifico il server è crollato e non si è mai più ripreso... qui c'è una piccola storia:

http://minix1.woodhull.com/faq/srvr286.html

Arael ha detto...

Grande Paolo, bellissimo articolo...gli ultimi due paragrafi mi hanno commosso.

Continuo a seguirti con entusiasmo e ammiro gente come Tim e Robert.

Ci vorrebbero più eroi del genere nel nostro mondo.

Viva la libertà di pensiero e viva la condivisione della conscenza!!!

Lunga vita e prosperità !!! ^____^

Anonimo ha detto...

concordo in pieno con i due concetti! :)

giorgio ha detto...

bell'articolo paolo, complimenti... la avevo già vista quella foto, con l'etichetta davanti "this is a web server, don't shut down"

vfiore ha detto...

ma davvero il mentore era paolo palazzi ? era un ragazzo o poco piu', system manager del cray che arrivo' a trieste circa 1990, e ricordo che ci fece un corso di unicos - il mio primo incontro serio con unix. cavolo, si diventa vecchi. :S

ciao, e grazie dell'archeologia !

Vincenzo

Andrea Sacchini ha detto...

> "Come faranno gli storici del futuro a capirci, se tutto quello che lasciamo loro in eredità è un'accozzaglia indecifrabile di bit?

Beh, è per questo che esiste OOo. ^_^

angelo fabbri ha detto...

Chi ricorda il PDP11? ed il VAX della digital? grosso come un frigorifero e con mezzo KB. Non mi sono sbagliato: nella versione basa aveva proprio mezzo kappa di RAM ed era sufficiente per gestire una decina di terminali in un centro di calcolo universitario.
Segnalo anche una bellissima chiacchierata sul protoweb qui:
http://www.scienzagiovane.unibo.it/palazzi.ram

sleeping ha detto...

Articolo veramente interessante!!
Sembra che internet esista da secoli perché in parte oggi forse non riusciremmo più a farne a meno...
Ma 16 anni non sono un'eternità...
Complimenti a quei cervelloni che l'hanno inventato

giorgio ha detto...

parlando di informatica 16 anni SONO un'eternità... anzi, di più... pensa che già un pc di tre anni fa lo consideriamo vecchio...

ciao

Giorgio

cate ha detto...

I vecchi ricordi ;-)

Navigo dal 94/95, e ai tempi si usava il NCSA Mosaic. Alcune cose pero' non sono cambiate: web con moltissime home pages inutili (con il perenne "under construction" o cmq con nulla di importante), e i porno.

Pero' non e' stata un invenzione da zero. All'inizio navigavo con gopher. Non c'erano hyperlink, ma si navigava cmq coi menu (quelli a centro schermo, navigabili con le frecce). Ed aveva la sua ricerca, chiamata "veronica".

Qualche caratteristica del vecchio web (94/95):
- Pagine bianche con scritta nera.
- Immagini pressoche inesistenti (se non in pagine apposite).
- Motori di ricerca costruiti con indici manuali
- (pero' c'erano indici dei files: "archies". Ora esiste ancora una cosa simile?).
- la lista dei .com aveva sui 300-500 dominii ed era consultabile su una unica pagina web!

Andrea Sacchini ha detto...

Scusate, Paolo permettendo vado un attimo OT.

Stanno diffondendosi in queste ore, tramite i blog, queste immagini. Ho cercato tra i vari siti anti-bufala linkati qui e pare nessuno ne parli. Dovrebbero quindi essere autentiche.

Esistono limiti alla stupidità umana?

Paolo Attivissimo ha detto...

No, non esistono limiti. Quando pensi di aver visto tutto, trovi qualcosa di peggiore.

Il problema è cosa fare in casi come questo. Parlarne significa inevitabilmente dare ispirazione ad altri idioti che farebbero qualsiasi cosa pur di comparire in Rete.

Personalmente, trovo inutile indignarsi e scrivere fiumi di parole che alla fine non fanno altro che pubblicizzare l'idiozia; è una forma di attivismo falsa e pigra che non risolve nulla.

E' molto meglio fare qualcosa di concreto che controbilanci l'idiozia: un gesto magari piccolo, ma cumulativo, che sia di esempio e ispirazione agli altri. Fermarsi alle strisce pedonali quando si è in auto; portare una scatoletta di carne ai gatti randagi del vicinato; raccogliere una cartaccia da terra invece di far finta di niente anche se non ce l'abbiamo messa noi; insegnare ai figli il rispetto per le piante, gli animali, la natura e le persone.

Per far vedere che non esistono soltanto gli idioti.

rodri ha detto...

Paolo sei al corrente che Tgcom.it ti ha SCOPIAZZATO in maniera plateale?

Leggi leggi, vai a ridere! Guarda che fonte mettono!

http://www.tgcom.mediaset.it/tgtech/articoli/articolo336178.shtml

LOL

Anonimo ha detto...

E' molto meglio fare qualcosa di concreto che controbilanci l'idiozia: un gesto magari piccolo, ma cumulativo, che sia di esempio e ispirazione agli altri. Fermarsi alle strisce pedonali quando si è in auto; portare una scatoletta di carne ai gatti randagi del vicinato; raccogliere una cartaccia da terra invece di far finta di niente anche se non ce l'abbiamo messa noi; insegnare ai figli il rispetto per le piante, gli animali, la natura e le persone.

Dimmi che non pensi veramente quello che hai scritto! Cioè tu pensi veramente che il modo migliore di combattere l'idiozia di questi due giovani americani sia quello che hai scritto?

ma per piacere!!!!!

Anonimo ha detto...

Paolo sei al corrente che Tgcom.it ti ha SCOPIAZZATO in maniera plateale?

Leggi leggi, vai a ridere! Guarda che fonte mettono!

http://www.tgcom.mediaset.it/tgtech/articoli/articolo336178.shtml

LOL

In effetti solo il Tgcom e Attivissimo potevano diffondere una notizia così inutile.

giorgio ha detto...

avevo visto quelle foto molto tempo fa, credevo fossero bufale (qualche stranezza c'è)... se combatti quegli idioti bruciandoli, ce ne saranno altri... invece se li schiacci come ha detto paolo prima o poi smettono... è come quel classico esempio: tua sorella/fratello/cugino o giù di lì, grida. tu le/gli tiri una sberla e quello grida di più. gli dici di star zitto e aumenta. poi non lo guardi per 10 minuti e smette... quello di cui avete parlato è lo stesso in scala maggiore... ciò non toglie che anche a me viene voglia dibruciare quei due...

tornando al tgcom... non è la prima volta... mi è venuto in mente che devo fare un esperimento con la newsletter di paolo... non preoccupatevi!

x anonimo... è per non permettere a chi conosce male il web di sapere la fonte vera...

ciao

Giorgio

LastHope ha detto...

@ anonimo: diffondere la Storia non é inutile. Certi commenti sí.

Paolo Attivissimo ha detto...

>Dimmi che non pensi veramente quello che hai scritto! Cioè tu pensi veramente che il modo migliore di combattere l'idiozia di questi due giovani americani sia quello che hai scritto?

>ma per piacere!!!!!

In una parola, sì.

Tu cosa proporresti? Una caccia all'uomo che non ha alcuna speranza di riuscita? E quand'anche riuscisse, cosa credi che farebbero ai due idioti? Di certo non li metterebbero al rogo come farei io.

No, sarebbe un colossale spreco di risorse che finirebbe per glorificare l'idiozia. Se la Rete ha insegnato qualcosa, è che la stupidità non si combatte reprimendola, ma controbilanciandola con l'intelligenza. Per ogni sito del Ku Klux Klan o del creazionismo, ne crei uno sull'evoluzione o sulla storia del razzismo. Per ogni sito che spara idiozie sull'11 settembre, sulle scie chimiche o sullo sbarco sulla Luna, ne crei uno, dieci, cento che li sbugiardano. Censurare sarebbe un autogol spettacolare: li trasformeresti da cretini in martiri.

giorgio ha detto...

giustissimo...

scusate, metto qui un link (paolo, se non credi che serva cancellalo pure, lo so che non c'entra): è un video che era passato per la rete (forse anche paolo lo aveva linkato), che io avevo sentito in inglese, ora c'è in italiano! guardatelo!

http://www.p2pforum.it/counter/click.php?id=23

ciao

giorgio

Jeby ha detto...

scandalosi quelli del TGcom...

Simona...quella che ti offre la pizza se passi da Matera! ha detto...

posso scrivere na cosa stupida? magari ti hanno copiato l'alrticolo perchè nn sono in grado di scrivere nulla di ben fatto...

Riccardo ha detto...

Lo hanno copiato e poi modificato (male) appena lo avete segnalato, o era già così (male) modificato?
Comunque la scopiazzatura senza citazione non cambia, e' sempre scopiazzatura.

Anonimo ha detto...

@pippolillo: ancora su questa bufala della ram in Vista?? Vista alloca la ram in base a quella disponibile... Oppure si prende la ram incazzandosi se qualche programma la usa? E allora, cosa la prendi a fare?

Anonimo ha detto...

@Anonymous

O ciccio, guarda che Linux DA ANNI prende la ram quasi per intero e poi la distribuisce ai processi.
Nel senso, stai attento a chi difendi, perché non è la prima volta che spaccia per proprie FIGATE rubate ad altri.

Giorgio ha detto...

Io ho lasciato un commento all'articolo del TGCom. Fatelo anche voi.

Nicola Mattina ha detto...

Ho scritto questo messaggio alla redazione di TgCom:

Complimenti per il copia e incolla dal sito di attivissimo e per non aver letto attentamente il pezzo originale di cui l'autore (o forse sarebbe meglio dire i copista) ha travisato il significato. Paolo, infatti, dice che: a) gli standard aperti generano ricchezza; b) i formati aperti e gratuiti restano leggibili.
Anche a copiare bisogna essere capaci :-)

Ciao
Nicola

Vic ha detto...

> Qualche caratteristica del vecchio web (94/95):
> - Pagine bianche con scritta nera.

in realtà le pagine erano grigette, finché tempo dopo sui primi Internet Explorer il default cominciò a essere il bianco: e subito ci si cominciò ad accorgere di chi testava le pagine solo su IE, perché metteva immagini scontornate per il bianco senza specificare il colore del body, così su Netscape si vedevano uno schifo.

Giacomo ha detto...

riguardo alla tartaruga, mi viene in mente il denso reportage fotografico di un noto periodico nazionale in cui i nostri soldati in somalia facevano letteralmente scoppiare delle grosse tartarughe acquatiche salendo sopra il guscio con dei loro camion.

Tutto il mondo e' paese, e le teste di ca**o sembrano non estinguersi mai...

Fry Simpson ha detto...

Mi sa che quelli del Tgcom hanno fatto una aggiustatina pasticciata all'articolo in questione.

Al momento appare come riportato in corsivo qui sotto.

Nota la finezza: al posto dell'indirizzo Web del blog, hanno messo l'indirizzo e-mail per iscriversi alla ML.
A parte che non ha senso costringere qualcuno a iscriversi a una ML per leggere un solo articolo che è disponibile sul Web...
...ho come l'impressione che se uno si iscrive adesso alla tua ML, ormai questo articolo non lo riceve più!!! XD

E poi il tuo nome si sono ben guardati dal citarlo, eh...

---

La pagina Web più longeva
E' stata modificata 16 anni fa

L'ultima modifica è stata fatta 16 anni fa. Per la precisione, il 13 novembre 1990. E' la più vecchia pagina Web di Internet esistente, ancora leggibile in una versione "francescana", nonostante i progressi tecnologici del Web. Il contenuto, una scritta nera su uno sfondo bianco, è semplice: la definizione della parola link e ipertesto, le basi concettuali che hanno dato il via a Internet.

La pagina in questione fa parte di quelle realizzate sul primissimo server Web, nxoc01.cern.ch. L'indirizzo non è più quello originale, ma il contenuto è rimasto, nel tempo, invariato. Il testo che si può leggere, in una versione blog su internetpertutti-bounces@lists.peacelink.org, si trova all'indirizzo http://www.w3.org/History/19921103-hypertext/hypertext/WWW/Link.html.

Il fatto che quell'antica pagina web sia ancora leggibile dai browser e dai computer di oggi nonostante siano passati sedici anni (che in informatica corrisponono a tempi biblici, basti pensare che nel 1990 fu presentato Windows 3.0) è dovuto a due motivi.

Il primo è legato all'idea che gli standard aperti e gratuiti, oltre a innovarsi continuamente, siano alla lunga i più longevi. Il secondo è che i formati aperti e gratuiti restano leggibili anche a distanza di anni, a differenza di quelli protetti da copyright. Questa pagina web di sedici anni fa, invece, è perfettamente visibile.

cate ha detto...

Vic: mi pare che mosaic usava sfondo bianco, e netscape navigator era grigetto. wikipedia sembra confermare... ma i miei ricordi sono limitatati, forse mi confondo.

PieroS ha detto...

Commento effettuato all'articolo del sito dei grandi "giornalisti".

Bravo Paolo hai tutta la mia solidarietà.

Fry Simpson ha detto...

MI CORREGGO!

Ancora peggio!!! XD

Quello citato dal TgCom non è l'indirizzo e-mail per iscriversi alla NL come avevo ottimisticamente supposto!

Ho controllato e ho visto che ora l'iscrizione avviene via Web.

Quell'indirizzo e-mail è semplicemente il "mittente" che Peacelink mette alle mail dalla ML Internet x Tutti!

Non ho provato, ma immagino che non accetti posta entrante...

Paolo Attivissimo ha detto...

>Mi sa che quelli del Tgcom hanno fatto una aggiustatina pasticciata all'articolo in questione.

No, è ancora così come l'hanno pubblicato inizialmente. Ho aggiunto una cattura della schermata fatta prima di inviare loro la diffida.

Fry Simpson ha detto...

Ho appena inviato (con Oggetto: Violazione copyright) al TgCom la mail che riporto qui sotto in corsivo.

Daniele Gallesio alias Fry Simpson

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Il "vostro" articolo:
http://www.tgcom.mediaset.it/tgtech/articoli/articolo336178.shtml

è evidentemente un maldestro copia & incolla dell'originale di Paolo Attivissimo:

http://attivissimo.blogspot.com/2006/11/il-web-compie-16-anni.html

(Si esamini in particolare l'ultimo periodo: "Questa pagina web di sedici anni fa, invece, è perfettamente visibile".
Avendo eliminato il periodo che lo precedeva nell'originale, quell'"invece" non si capisce a cosa si riferisca.)

Vi invito a modificare l'articolo indicando chiaramente che si tratta di un vostro libero adattamento, che l'autore dell'originale è Paolo Attivissimo, e che l'originale può essere consultato presso:
http://attivissimo.blogspot.com/2006/11/il-web-compie-16-anni.html

Ringrazio e saluto
Daniele Gallesio
Genova

Fry Simpson ha detto...

P.S.

Il fatto che al posto dell'indirizzo del blog abbiano messo il mittente dei messaggi della ML, mi fa sorgere il sospetto che il copione sia iscritto alla ML...

Anonimo ha detto...

"E' molto meglio fare qualcosa di concreto che controbilanci l'idiozia: un gesto magari piccolo, ma cumulativo, che sia di esempio e ispirazione agli altri. Fermarsi alle strisce pedonali quando si è in auto; portare una scatoletta di carne ai gatti randagi del vicinato; raccogliere una cartaccia da terra invece di far finta di niente anche se non ce l'abbiamo messa noi; insegnare ai figli il rispetto per le piante, gli animali, la natura e le persone."
Quoto al 1000 per 1000...anchele montagne più grandi sono formate da tanti piccoli sassi..

giorgio ha detto...

ma scusate... gesto ammirevole, certo, ma non dovrebbe essere Paolo a scrivere (come ha fatto) al tgcom? se scrivete voi, commenti o mail, servono a ben poco... poi... a me l'articolo sembra cambiato, la prima volta che lo ho visto non mi sembrava così...

ciao

giorgio ha detto...

ho mandato anche io la mia mail... una nonb la vedono, ma se iniziano a moltiplicarsi...

Fry Simpson ha detto...

Sì, certo, che scriva l'autore è fondamentale, ma ignorare la sola mail dell'autore è più "semplice" che ignorare la sua più altre 100 che protestano tutte per lo stesso argomento.

Fry Simpson ha detto...

Giorgio:

"ho mandato anche io la mia mail... una nonb la vedono, ma se iniziano a moltiplicarsi..."

Ma allora vedi che sei venuto anche tu nel nostro carruggio(*)! :-)

(*)espressione genovese per dire "abbracciare una opinione che inizialmente non si condivideva"

Sheldon Pax ha detto...

Paolo, scusa se faccio l'avvocato del diavolo: non avevi il bollino della CC da qualche parte? Non lo vedo più neanche su Attivissimo.net Forse (è una remota speranza più che una certezza) quelli di TGCom ci rifletterebbero su un attimo.

Anonimo ha detto...

Ho provato a scrivere alla redazione di tgcoma ma il server ha risposto
"Mailbox disk quota exceeded"
Vi siete dati da fare con le mail di protesta... :-)

Federico Segrate (MI) ha detto...

PAOLOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

mi sa che TGCOM non ha visto l'email

ho scritto anch'io un'email, ma mi dice che ha la casella piena
ciaoooooooooo

tgcom ha detto...

L'articolo è stato modificato.

È stata cambiata la frase contenente l'indirizzo della ML di peacelink con questa:

La notizia è riportata su http://attivissimo.blogspot.com/.

tgcom ha detto...

Ah, scusate, ho messo come nickname "tgcom" ma non ho nulla a che fare con la redazione :)

rodri ha detto...

Un applauso a Tgcom per la modifica.

Più che un applauso un mongolino d'oro forse andrebbe meglio :-D

SirEdward ha detto...

Ad ogni modo, Paolo, la parte sui formati liberi mi piace molto.

SirEdward ha detto...

nonostante tgcom (il sito, non il lettore del blog, naturalmente:-p)

Andrea Sacchini ha detto...

Segnalazione veloce. Pare che i tre cretini che hanno incendiato la tartaruga siano stati identificati dalla polizia, sempre che questa si possa chiamare condanna.

Io avrei applicato la legge del taglione. Vabbè, pazienza...

rodri ha detto...

@Andrea

A legger bene, c'è da chiedersi perché non abbiano dato una condanna uguale anche ai genitori! :-S

"We and the other parents involved love our sons far more than these people love their stupid turtles and we believe they will turn out just fine."

Puzza87 ha detto...

Onore e gloria!
lunga vita al web e alla libera circolazione delle informazioni

yeridiani ha detto...

Mbe io ci ho messo le mani...
In un importante "Palazzo" della Capitale un giorno del 91 arrivò il bellisso Cubo Black.. Ci ho giocato un po' .. poi qualcuno decise che non serviva.
Costava una follia..

Anonimo ha detto...

Ciao Ti comunico che ho utilizzato il tuo articolo e l'ho pubblicato nel mio sito. Naturalmente ho rispettato le regole è ti ho citato.
http://www.ideabile.com

Matteo Mazzoni ha detto...

Riguardo alla scopiazzatura operata da Tgcom, vorrei fare qualche considerazione extra-tecnica - anche perché basta vedere il mio blog per capire che non ho competenza per farne di tecniche :-)
Cambiare mentalità è più difficile che cambiare sistema operativo - anche se, a dire il vero, ho cambiato spesso idea, ma continuo a usare Windows... I formati aperti, il software libero, ecc. rimandano a una visione del mondo in cui le cose sono beni e non merci... Per chi guarda al mondo esclusivamente secondo logiche di potere e ritiene che al mondo ci siano solo cose da acquisire (comprandole o rubandole - il fatto che Mercurio fosse il dio sia dei mercanti sia dei ladri aveva una sua logica...) la condivisione dei beni è qualcosa di inconcepibile. E perciò può tranquillamente rubare qualcosa che gli viene offerta in dono. Potranno sembrare discorsi da anarchici o da no global, ma non si tratta di fare gli utopisti... Non credo che verrà mai un mondo in cui nessuno comanderà (forse non c'è nemmeno da auspicarlo) o in cui ci si regaleranno o scambieranno le cose invece di venderle, ma non posso concepire un mondo mosso solo da logiche di potere e di profitto. Forse almeno in Rete un altro mondo è davvero possibile...

Ciao da Matteo M.

Senza_nick ha detto...

"La notizia è riportata su http://attivissimo.blogspot.com/."...
non mi piace affatto come suona. Anche perchè non cita l'autore.

Giacomo ha detto...

ahbeh. che bei genitori quelli del 'caso tartaruga'.

Peccato che non si possa applicare un degno contrappasso: forse potrebbe essere divertente cospargerli di kerosene e vederli mentre si agitano nelle fiamme, i loro stupidi figli.

Ma mi domando se questo potrebbe servire a degli stupidi genitori come loro.

Dan ha detto...

C'è un detto che recita "la madre dei cretini è sempre incinta"...
Purtroppo sono base statistica apparentemente imprescindibile dell'umanità. Non sarà mica che gli esseri umani sono genticamente portati all'idiozia come specie?

Un pò di commenti sulla dichiarazione dei genitori modello...
"There is no pattern of cruelty with any of the three teens," they wrote. "There is nothing to indicate that this is anything but an isolated incident and will not likely be repeated with animals, much less humans. ... We and the other parents involved love our sons far more than these people love their stupid turtles and we believe they will turn out just fine."
"Non c'è un percorso di crudeltà nei tre giovani": non so, rifarsi due volte per dargli fuoco mi sembra già una ripetizione sufficiente.
"Niente indica che questo non sia che un episodio isolato e che non sarà ripetuto": nessuno della famiglia, tranne forse il fratello in Iraq, sembra aver espresso pentimento per il trattamento riservato alla tartaruga, questo significa che l'educazione e la mentalità restano le stesse, quindi cosa impedisce che si ripeta, magari la prossima volta con un cane o un commilitone della Guardia Nazionale?
Ed infine "We and the other parents involved love our sons far more than these people love their stupid turtles and we believe they will turn out just fine."
A parte che non ho capito cosa c'entri il fatto che loro (comprensibilmente) vogliano bene ai loro figli (della serie "sei un cretino, ma ti voglio bene"?); ma su quel "turn out just fine" ho i miei dubbi. Come si dice dalle mie parti, non mi sembra sia venuto fuori "tanto rifinito"... le crudeltà sugli animali al massimo si fanno da bambini, a 18 anni cominci ad essere un pò grandicello...

Dan ha detto...

"We and the other parents involved love our sons far more than these people love their stupid turtles and we believe they will turn out just fine."
Pensiero orribile: con un discorso del genere, sembra quasi vogliano dire che basta che loro amino i loro figli più di quanto gli animalisti amino le "stupide tartarughe", che i primi siano autorizzati a fare quel che vogliono alle seconde... non dico che lo intendano davvero, ma il messaggio sembra quasi quello, ed è da brividi.

Molto bella ed interessante la sezione "storia ed archeologia" del tuo blog, Paolo... mi piace leggere delle cose informatiche d'epoca, specialmente quelle che all'epoca mi sono perso (come ad es. Mosaic: all'epoca internet me la sognavo)

Anonimo ha detto...

dite quel che volete..
ma io preferivo i tempi di mosaic..
anzi esagero quelli di veronica.
Cos'era Veronica?.. eheh non ve lo dico

tcp-ip ha detto...

A discolpa dei genitori va detto che avere dei figli che hanno problemi con la legge non è una bella cosa e chiaramente c'è anche il desiderio di difenderli, anche se personalmente li si condanna.

Dan ha detto...

Un buon genitore è il primo ad ammettere quando il figlio ha torto, anche se il figlio stesso non il fegato di farlo. Cinquant'anni fa, se qualcuno veniva a dire che tu bambino avevi fatto danni o 'monellate', le prendevi, di santa ragione. Magari anche in aggiunta a quelle che avevi preso se eri stato colto sul fatto.
Adesso se lo vai a dire, i genitori rispondono "noo, il mio bambino non lo farebbe mai!!!" prima ancora di qualsiasi verifica (ed a volte anche a posteriori della riprova); e se ti azzardi a toccarli, ti denunciano pure. E poi ci si meraviglia se ci sono baby gang di teppisti, che sfasciano roba e stuprano ragazzine? Io che una simile famiglia di gentaglia l'ho avuta come vicini di casa, non mi meraviglio affatto...

E scusate l'off-topic.

Enzo ha detto...

Visto che qui si parlava di TGCOM, vi segnalo un articolo di un giornalista della testata in questione che evidentemente ha un po' di problemi con l'italiano, visto che parla di "flautolenze"... :-)
LINK

Paolo ha detto...

> # Scritto da giorgio : 16/11/06 14:29
>
> ma davvero il mentore era paolo
> palazzi ? era un ragazzo o poco
> piu', system manager del cray
> che arrivo' a trieste circa
> 1990, e ricordo che
> ci fece un corso di unicos - il
> mio primo incontro serio con unix.
> cavolo, si diventa vecchi. :S

Ciao, sono il Paolo Palazzi che tenne quel corso di UNICOS nel lontano 1990.
E che continua a fare lo stesso lavoro.

Ma non sono lo stesso Paolo Palazzi che lavorava (e continua a fare lo stesso lavoro, a quanto ne so`) al CERN, e che partecipo` alla creazione di HTML.

Si tratta di una omonimia, "aggravata" dal fatto che proveniamo dalla stessa regione e ci occupiamo entrambi di informatica.

Tranquillo, Giorgio, si diventa vecchi, ma non cosi` in fretta :-)