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2006/11/20

Petizione sui costi di ricarica: 800˙000 firme per eliminarli?

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "dimario" e "sventra1". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta circolando ancora, in una nuova variante, un appello iniziato alcuni mesi fa, che promuove una petizione per l'abolizione di costi di ricarica riguardanti le telefonate cellulari prepagate.

Dal blog di Beppe Grillo:

Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male pagare la tassa di ricarica sui cellulari e ha chiesto alla Commissione Europea l'abolizione dei costi di ricarica che esiste """solo""" in Italia. Una di tante innovazioni che ci rende (inconsapevolmente) poveri.

Lo hanno preso sul serio e la Commissione Europea ha contattato l'Authority, bastano 800.000 firme per toglierci dai piedi la tassa sulla ricarica.

Firmate la petizione!

Cogliamo questa opportunità e facciamone un'arma, anche per altre piccole battaglie.

Io l'ho giá fatto!!!

http://www.petitiononline.com/costidir/petition-sign.html

Purtroppo le cose stanno in realtà ben diversamente. Non basta affatto "firmare" la petizione e raggiungere un certo numero di "firme" per ottenere l'abolizione dei costi di ricarica. Una petizione fatta via Internet non raccoglie firme, che hanno un valore legale: raccoglie soltanto nominativi, che non ne hanno affatto.

Dietro questo appello-bufala, tuttavia, c'è una storia autentica che sta producendo qualche risultato e molte polemiche [leggete l'aggiornamento più sotto]. L'ha documentata presso Aboliamoli.eu Andrea D'Ambra, lo studente che ha creato la petizione online (che esiste realmente) ad aprile 2006 e ha inviato parallelamente una denuncia formale alla Commissione Europea in merito ai costi di ricarica (che stando a PrepaidGSM.net non sono un'anomalia solo italiana come scrivono in molti).

La Direzione Generale Concorrenza della Commissione Europea ha così scritto alle autorità italiane una lettera formale, che ha indotto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni a svolgere una lentissima indagine conoscitiva (PDF) ricca di cifre molto interessanti e pubblicata pochi giorni fa.

Vista la popolarità della petizione, che ora ha superato le 700.000 adesioni (adesioni, non firme) ed è finita sulle prime pagine di alcuni quotidiani e in varie trasmissioni radiotelevisive, molti politici hanno fiutato l'occasione propizia per farsi belli e hanno promesso il proprio impegno, mentre le associazioni di consumatori hanno ingenerosamente tentato di scippare a D'Ambra il merito dell'iniziativa.

Tuttavia, come dice lo stesso promotore, "per ora sono soltanto tante belle parole e nulla di concreto". Le Authority confermano la validità delle obiezioni sollevate dalla petizione e invitano a una "rimodulazione" dei costi di ricarica, ma il loro invito per ora non ha alcuna efficacia formale.

Sono infatti trascorsi sette mesi dall'avvio della petizione, ma in sostanza non è cambiato nulla. I costi di ricarica ci sono ancora. Certo la petizione fa rumore mediatico (che ha una sua utilità) ma non fa sostanza: come si vede dalla documentazione presso Aboliamoli.eu, la sostanza la fanno gli atti formali, come appunto la denuncia inviata da D'Ambra alla Commissione Europea.

Tanti nomi, anche settecentomila, anche un milione, mandati via e-mail, non hanno alcun valore legale. Non sono firme. Sono semplicemente nomi stampati su tanti fogli di carta, perché è soltanto questo che può generare una petizione online.

Va detto, inoltre, che esistono modi molto efficaci per abolire o ridurre i costi di ricarica, indirettamente ma con effetto immediato, senza aspettare mesi e mesi: usare con intelligenza il cellulare, adottare tagli di ricarica più grandi (sui quali il costo di ricarica incide meno), o passare all'abbonamento.

Bisogna infine considerare che se dovessero essere aboliti i costi di ricarica, non è affatto detto che la spesa complessiva per il telefonino diminuirebbe: come già avvenuto in passato, quello che esce dalla porta rientra dalla finestra con un altro nome. Di certo si avrebbe una maggiore trasparenza tariffaria, e sappiamo tutti quanto sia diventato stupidamente complicato il mondo delle tariffe cellulari (e sulla complicazione, che ingenera confusione, i gestori ci marciano). Non voglio entrare nel merito della polemica e vorrei limitarmi al lato bufalino dell'appello in circolazione, ma consiglio di leggere questo commento di Andrea Trapani in proposito.

L'indagine antibufala completa sulla petizione è pubblicata qui.


Aggiornamento. I costi di ricarica sono stati aboliti per decreto a febbraio 2007, con entrata in vigore il 4 marzo 2007.

94 commenti:

Maks ha detto...

Penso che se anche venissero aboliti i costi fissi di ricarica, ci troveremmo con profili tariffari rincarati...

Anonimo ha detto...

In tal caso però cesserebbe la penalizzazione per chi ricarica sempre piccole cifre, avendo dunque un incidenza dei costi di ricarica ben maggiore di chi ricarica, ad esempio, 50 euro. E cmq è così in tutto il mondo, solo da noi ci sono quest fantomatici costi di ricarica.

Anonimo ha detto...

Beh, in effetti qualcosina si muove: AGCOM e Antitrust hanno concluso un'indagine.
Speriamo che qualcosa si muova!

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1762237&r=PI

Ciao, Giovanni.

Andrea D'Ambra ha detto...

Grazie per la precisazione Paolo.

Ad ogni modo sai che in Italia le cose non vanno spedite come in Svizzera...

C'è stata la conclusione dell'indagine conoscitiva Agcom-Antitrust, che senza la petizione non sarebbe mai stata avviata.

Cordialmente

Andrea D'Ambra

S. ha detto...

Ma se si eliminassero i costi di ricarica, le tariffe raddoppiassero e si inserissero dei "premi" o degli "sconti" per chi ricarica di più la sostanza non sarebbe la stessa? Eppure qualcuno protesterebbe?

Andrea D'Ambra ha detto...

Le tariffe sono già "raddoppiate" se devi pagare 25 Euro per averne 20 non paghi la tariffa pubblicizzata a 15 cent di € al minuto ma questa è falsa perché ammortizzando il costo di ricarica che paghi invece di 15 cent. al minuto ne paghi almeno 20!

S. ha detto...

sì, lo so.. ma se la tariffa diventasse di 30 cent e per ogni ricarica che paghi 30 ti "regalassero" altri 5 sarebbe un modo più subdolo e nessuno protesterebbe. Cosa che tra l'altro la Tim sta già facendo: se passi alla nuova e "convenientissima" tariffa tribù ti "aboliscono" i costi di ricarica... eppure sembra conveniente..

ivy phoenix ha detto...

sì, anche per i blog sta circolando.. ma è un bel spiegare come stanno le cose se nessuno poi ti crede. Vogliono a tutti i costi farsene i paladini.. e se li mando da te nel blog.. si offendono.
Mah???????
ciao paolo, sempre grande!

_Stefano_ ha detto...

in ogni caso si tratta di associazione a delinquere di stampo telefonico: in Italia costa carissima sia la telefonia che la connettività.

Iniziative come quella di D'Ambta spero che portino verso un ridimensionamento delle tariffe , vero nocciolo del problema, a prescindere che si chiamino "costi di ricarica" o vattelapesca.

Stefano

Nicola Rosati ha detto...

@ Sergio de Ferra

Dal punto di vista teorico (e visto che siamo in italia, non solo da quello) hai perfettamente ragione; la presenza di un costo fisso indipendente dal taglio della ricarica può essere visto anche come un "vantaggio" delle ricariche grosse rispetto a quelle più esigue (forse anche questo è un effetto secondario ricercato dalle compagnie), vantaggio replicabile (se mai dovessero essere aboliti i costi di ricarica) attraverso un'innalzamento delle tariffe al minuto o dello scatto alla risposta e un contestuale "bonus di traffico" crescente al crescere della ricarica, come avviene all'estero.
Anch'io, da buon ragioniere, mi ero accorto della scappatoia: sono pronto a scommettere una focaccia per Paolo che, se la storia dell'indagine farà indignare abbastanza l'opinione pubblica da "costringere" le compagnie a eliminare il costo di ricarica, queste ricorreranno a tale politica (magari subissandoci di proposte di passaggio alle nuove convenientissime tariffe che "non avranno più costi di ricarica").
Ciao a tutti, state in campana per i cellulari/wireless con skype incorporato!

Anonimo ha detto...

Ciao Paolo,

è vero che le petizioni non hanno valore legale, però bisogna anche dire che hanno avuto la forza di smuovere qualcosa.

Quella dei costi di ricarica è una tassa stupida, già guadagnano abbastanza con le chiamate..

Andrea Trapani ha detto...

Ciao Paolo,
ti ringrazio anche sul tuo sito della citazione. Seppur da un punto di vista diverso, vedo che abbiamo colto la stessa paura dietro a quel che nasconde la diffusione della notizia.

Come ho giò scritto inizialmente il passaparola via email poteva anche far sorridere nelle sue distorsioni, il problema è che i mass-media hanno fatto proprio un linguaggio che, oltre alla demagogia, a mio avviso non porterà da nessuna parte. La trasposizione di quelle tematiche che facevano tanto breccia nell’opinione comune, infatti, temo che sia solo un’arma a doppio taglio… spero di essere smentito dai fatti, ma lasciatemi i miei dubbi.

Gino Lucrezi ha detto...

Che cosa sono 800.000 mila pseudo-firme contro i costi di ricarica?

Sono nulla!

Ci sono decine e decine di milioni di italiani che votano costantemente A FAVORE dei costi di ricarica, scegliendo di pagarli quando lo sanno anche i bambini che questi costi si possono ridurre ed anche evitare.

In nome della concorrenza, lasciamo la liberta` agli italiani di scegliere fra gestori che fanno pagare costi di ricarica e gestori che non li fanno pagare.

salvatore27 ha detto...

Penso che sia giusto togliere le spese di ricarica,così siamo liberi di decidere quale prendere,senza rischiare di perderci perchè non la finisci entro l'anno.

Guido ha detto...

Per Maks:
ho paura che tu abbia perfettamente ragione, il problema però rimane quello di fondo, che siamo italiani e "ci piace" farci prendere in giro. Vanno molto di moda le soluzioni gattopardiane: bisogna che tutto cambi affinchè tutto rimanga com'è. Ovvero si fa finta di cambiare tutto, in facciata (vedi riduzione delle tasse & co.) però poi alla fine la sostanza non cambia. Si riduce una tassa e se ne aumenta un'altra. Si levano i costi di ricarica e si aumentano le tariffe e così via... :(

Fede ha detto...

A costo di essere tacciato di fare pubblicità: in Italia esiste già chi non fa pagare costi di ricarica, è Wind. Ricarichi minimo 60 euro e 60 te ne vengono accreditati. E le tariffe non sono niente male: 10 cent a minuto, verso tutti. Più una autoricarica di 5 cent al minuto, pagando 5 euro di attivazione annui. E svariate altre promozioni che mi hanno fatto da cliente, e non dopo la "minaccia" di cambiare compagnia, sebbene sia un cliente da 150-200 euro l'anno. Dopo anni a tim e anni a vodafone vi garantisco che è la più economica, e non di poco. Ha anche svantaggi: non prende ovunque. Ma fin'ora non sono mai morto per carenza di cellulare nè mi è balenata l'idea di cambiare compagnia...

Turz ha detto...

Da notare come nelle catene di Sant'Antonio vengano continuamente ritoccate le cifre... alcuni mesi fa diceva "bastano 50.000 firme..."

Sono d'accordo sul fatto che, se aboliranno i costi di ricarica, ci faranno pagare in un altro modo. Esempio: avete notato come qualche anno fa andassero tanto di moda le tariffe al secondo, mentre oggi sia praticamente impossibile evitare lo scatto alla risposta?

Turz ha detto...

Bravo Andrea D'Ambra per la tenacia con cui ha portato avanti l'iniziativa (al di la' dello scarso valore legale delle firme), ma soprattutto grande Paolo, che trova sempre il punto critico della questione!

Turz ha detto...

D'accordissimo con Fede, anch'io ho Wind10 e PienoWind e li consiglio, pero' vorrei precisare (tanto per sottolineare la scarsa chiarezza persino del piu' economico operatore italiano):
1)I cosiddetti "10 cent al minuto" sono gravati da uno scatto alla risposta di 15 cent;
2)La tariffa e' a scatti di 5 cent ANTICIPATI, il che equivale ad un altro piccolo scatto alla risposta;

D'altronde:
3)La ricarica senza costi ora e' da 50 euro, non piu' da 60;
4)Ci sono un sacco di promozioni che a prezzi contenuti ("gratis" secondo la pubblicita' Wind) danno un tot di minuti o un tot di traffico dati (anche se pubblicizzano 1GB come "3000 euro di traffico gratuito").

Morale: scegliendo con oculatezza, si puo' risparmiare. Pero' tutti, ma proprio TUTTI, hanno costi nascosti e troveranno sempre il modo di nasconderli a chi non si informa bene.

Enrico ha detto...

E' come andare dal panettiere, chiedere 1 kg di pane, pagarlo, e te ne viene dato 800 grammi...

Costi di ricarica? Se veramente fossero "costi" come fa Wind a non farli pagare?

E' vero, se togliessero i costi di ricarica verrebbero subito aumentate le tariffe..questo SOLO perchè non abbiamo un mercato regolamentato da una giusta concorrenza!

Viva VoipStunt, Viva Skype

Andrea ha detto...

Ma la citazione per quanto simbolica e di non valore ha dato risalto al problema, quindi secondo me bravo Beppe comunque, per aver dato risalto perché per cominciare che se ne parli poi vediamo se comunque si possono ignorare tante persone.

Larsen ha detto...

oppure fare come faccio io :D uso il portatile per essere reperibile per lavoro e ho su l'autoricarica :D
saranno 6 mesi che non carico il cell con la carta... :D

Alex80 ha detto...

Scusate i toni un po' forti, ma certe volte mi sembra che il pur bravo Attivissimo stia facendo una sorta di "lavaggio del cervello" ai suoi lettori, i quali a volta superano il maestro nell' anti-complottismo. Ad esempio, ci sono alcune sue indagini antibufala in cui il lettore che legge tutto il testo scopre che magari si fa riferimento a un problema vero, soltanto leggermente gonfiato, quello che lo legge frettolosamente ne ricava, dall'impostazione grafica del testo, che la "bufala" esaminata era falsa al 100%. [Nella pagina della bufala sui privilegi dei parlamentari, perché non mettere come sarebbe dovuta essere veramente la tabella, sostituendo i numeri "gonfiati" con quelli autentici? Considera che alcuni privilegi, come il barbiere gratis, non sono riportati nel sito di Camera e Senato. Potresti ricavarli tutti chiedendo alla senatrice Franca Rame www.francarame.it ]

Tanto per cominciare, alcuni hanno SUBITO accusato Andrea D'Ambra, sic e simpliciter, di voler raccogliere nomi ed e-mail per fini di lucro, addirittura hanno fatto il nome di società per cui lavorava [guardatevi certi commenti della pagina di Paolo dedicata alla "bufala della petizione"]. Non so, ma mi pare che se io accuso delle persone che raccolgono soldi per beneficenza di essere disoneste, e poi salta fuori che non è vero, come minimo devo scusarmi con loro.. Mi stupisce che Paolo, che viene regolarmente accusato di essere a libro paga di Bush, del Pentagono e dei politici italiani di destra e sinistra a seconda della sua indagine non abbia esortato chi gridava "al fuoco" a non giungere a conclusioni affrettate.

Sarebbe ora che qualcuno dicesse ad alta voce che Beppe Grillo non è un dio, e che ogni tanto può dirla anche lui qualche scemenza, in buona fede. E che molte volte sono gli stessi suoi lettori i primi a segnalare quando ne dice una (in un suo post pro-zingari, il 99% dei commenti era contro di lui). Molti degli appelli che si dicono essere tratti da post di Grillo (boicotta la Esso, metti olio di colza nel motore) non li ha mai scritti, e comunque non si può incolpare il comico se qualcuno fa spam coi suoi post (sarebbe come incolpare Paolo se io inondassi le mail dei miei amici con dei copia-incolla del suo sito).

Ma porka kukuzza, Paolo, sei il primo che se ne è andato dall'Italia per motivi come «In Italia mi è stato richiesto di firmare un "certificato antimafia" per lavorare per un cliente statale, per un contratto ridicolo, da ottocentomila lire. Sono andato in Municipio e ho "autocertificato" di non essere mafioso. Ho perso una mattina intera per questa pratica idiota (mi sono fatto rimborsare dal cliente il tempo perso). Quando lo racconto qui, non mi crede nessuno.» E' un delitto se su internet uno spinge la "ggente" a coalizzarsi contro questo o quel monopolista? Vi rendete conto che in Italia abbiamo solo "Report" che fa giornalismo d'inchiesta, con indagini che all'estero stroncherebbero intere carriere?

Che cavolo di risposta è dire "se tolgono i costi di ricarica, aumenteranno le tariffe dei cellulari"? Sarebbe come dire che, se rendessero più difficile ottenere il porto d'armi negli USA, i giovani nelle scuole troverebbero un altro modo per ammazzarsi (coltelli, veleno, ecc.). Nulla vieta poi di protestare contro il prossimo modo che adotteranno per cavarci soldi.

john_wayne ha detto...

Per Alex80

Paolo, non hai bisogno di me, lo so, però sono uno dei discepoli a cui hai fatto il lavaggio del cervello, e allora...

"Scusate i toni un po' forti, ma certe volte mi sembra che il pur bravo Attivissimo stia facendo una sorta di "lavaggio del cervello" ai suoi lettori, i quali a volta superano il maestro nell' anti-complottismo. Ad esempio, ci sono alcune sue indagini antibufala in cui il lettore che legge tutto il testo scopre che magari si fa riferimento a un problema vero, soltanto leggermente gonfiato, quello che lo legge frettolosamente ne ricava, dall'impostazione grafica del testo, che la "bufala" esaminata era falsa al 100%. [Nella pagina della bufala sui privilegi dei parlamentari, perché non mettere come sarebbe dovuta essere veramente la tabella, sostituendo i numeri "gonfiati" con quelli autentici? Considera che alcuni privilegi, come il barbiere gratis, non sono riportati nel sito di Camera e Senato. Potresti ricavarli tutti chiedendo alla senatrice Franca Rame www.francarame.it ]"

Dire una mezza verità, gonfiando assurdamente la verità vera, é giusto? Paolo non fa altro che ridimensionare il problema per quello che veramente é, che é esattamente quello che dovrebbero fare tv/giornali/riviste/"siti autorevoli" etc.
Non si può gonfiare una notizia perché altrimenti "non fa notizia", altrimenti si rischia di non essere presi sul serio nemmeno per quella parte di verità che volevamo far passare, finendo col fare il gioco di chi stiamo denunciando.

"alcuni hanno SUBITO accusato Andrea D'Ambra, sic e simpliciter, di voler raccogliere nomi ed e-mail per fini di lucro, addirittura hanno fatto il nome di società per cui lavorava [guardatevi certi commenti della pagina di Paolo dedicata alla "bufala della petizione"]. Non so, ma mi pare che se io accuso delle persone che raccolgono soldi per beneficenza di essere disoneste, e poi salta fuori che non è vero, come minimo devo scusarmi con loro.. Mi stupisce che Paolo, che viene regolarmente accusato di essere a libro paga di Bush, del Pentagono e dei politici italiani di destra e sinistra a seconda della sua indagine non abbia esortato chi gridava "al fuoco" a non giungere a conclusioni affrettate."
Ma scusa, cosa c'entra Paolo con i commenti sui post? Chi fa i commenti é una mente pensante, o un ormai clone di Paolo? Saranno loro a dover chiedere scusa! Inoltre, tutte le indagini di Paolo sono fatte seguendo un crietrio di obbiettività: nessuna bufale è tale a priori, ma solo dopo un attenta analisi. Se i discepoli di Paolo saltano a conclusioni affrettate, o Paolo ha sbagliato candeggio con il loro cervello, oppure con loro il lavaggio non é andato a buon fine.

"Sarebbe ora che qualcuno dicesse ad alta voce che Beppe Grillo non è un dio, "

BEPPE GRILLO NON E' UN DIO!!! (scusa, ma me l'hai servita su un piatto d'argento... prometto non lo faccio più)

"e che ogni tanto può dirla anche lui qualche scemenza, in buona fede. E che molte volte sono gli stessi suoi lettori i primi a segnalare quando ne dice una (in un suo post pro-zingari, il 99% dei commenti era contro di lui). Molti degli appelli che si dicono essere tratti da post di Grillo (boicotta la Esso, metti olio di colza nel motore) non li ha mai scritti, e comunque non si può incolpare il comico se qualcuno fa spam coi suoi post (sarebbe come incolpare Paolo se io inondassi le mail dei miei amici con dei copia-incolla del suo sito)."

Ok, ma se Beppe Grillo dice una scemenza, e io la ripeto e dico:"l'ha detto Beppe Grillo", dov'é che sto sbagliando? ANche i post di Paolo si possono mandare liberamente via mail, basta citarne la fonte e il link. Lo so che tu pensi che sia un delirio di onnipotenza di Paolo, in realtà é solo un pizzico di sana vanità, ma in questo modo chi riceve l'informazione può 1.verificare la fonte e (fondamentale) 2. prendere atto di eventuali aggiornamenti che potrebbero stravolgere l'indagine iniziale.

"Ma porka kukuzza, Paolo, sei il primo che se ne è andato dall'Italia per motivi come «In Italia mi è stato richiesto di firmare un "certificato antimafia" per lavorare per un cliente statale, per un contratto ridicolo, da ottocentomila lire. Sono andato in Municipio e ho "autocertificato" di non essere mafioso. Ho perso una mattina intera per questa pratica idiota (mi sono fatto rimborsare dal cliente il tempo perso). Quando lo racconto qui, non mi crede nessuno.»"
Lascio rispondere Paolo...

"E' un delitto se su internet uno spinge la "ggente" a coalizzarsi contro questo o quel monopolista? Vi rendete conto che in Italia abbiamo solo "Report" che fa giornalismo d'inchiesta, con indagini che all'estero stroncherebbero intere carriere? "
Citami dov'é che hai letto che Paolo ha parlato di delitto riguardo a questa petizione, ha solo ridimensionato il suo valore legale. Paolo ha cercato di rimanere fuori dalla questione in sé, ma il testo dell'appello é abbastanza eloquente, e parla esplicitamente di raccolta di firme, e di una conseguenza certa nel caso un certo numero di firme venga raggiunto. E questa notizia é oggettivamente falsa.

"Che cavolo di risposta è dire "se tolgono i costi di ricarica, aumenteranno le tariffe dei cellulari"? Sarebbe come dire che, se rendessero più difficile ottenere il porto d'armi negli USA, i giovani nelle scuole troverebbero un altro modo per ammazzarsi (coltelli, veleno, ecc.). Nulla vieta poi di protestare contro il prossimo modo che adotteranno per cavarci soldi. "
Paolo ha fatto solo notare che la conseguenza di togliere i costi di ricarica sarà aumentare le tariffe, mai ha detto che non é giusto abolire i costi di ricarica. Se poi però il prossimo modo di protestare sarà raccogliere altre "firme" su Internet, nulla vieterà a Paolo di ribadire che quelle non sono "firme", ma nomi in fila non verificati.

Anonimo ha detto...

Bravo john_wayne, quoto in toto.

Che cavolo di risposta è dire "se tolgono i costi di ricarica, aumenteranno le tariffe dei cellulari"? Sarebbe come dire che - siamo tutti convinti che le armi in tasca siano una jattura per tutti, ma non facciamo comunque NIENTE perchè -, se rendessero più difficile ottenere il porto d'armi negli USA, i giovani nelle scuole troverebbero un altro modo per ammazzarsi (coltelli, veleno, ecc.). Nulla vieta poi di protestare contro il prossimo modo che adotteranno per cavarci soldi.

Perchè perdere tempo a mangiare quando dopo 4 ore si avrebbe comunque fame di nuovo?
Se si ha fame si mangia (aboliscimi i costi di ricarica), tra 4 ore vedremo che cosa'è successo (se mi hai aumentato le tariffe cercherò un'altra soluzione) ... o qualcuno pensa che i bambini nascano sotto i cavoli?
toto200

Andrea D'Ambra ha detto...

Ciao Alex80,
condivido quanto da te scritto.
Paolo ha dovuto cercare di trovare un equilibrio tra il suo primo post e questo visti i risultati otteuti dalla petizione.
Ricordo a tutti che senza la petizione non ci sarebbe stato nessun intervento da parte delle Authority, nessun taglio di ricarica wind da 50 Euro (era di 60 il minimo) e Tim, seppur ingannevole, non l'avrebbe fatta quella offerta tribù (che non azzera un bel nulla).
Poi devo rammentare a Paolo che purtroppo non tutti hanno la possibilità di fare ricariche da 50 a botta o da 90 per non pagare i costi di ricarica.
Se compra una ricarica in Svizzera Paolo i costi di ricarica non li paga...
in Francia chi ricarica il telefonino riceve un importo maggiore rispetto a quanto pagato fino ad arrivare al taglio da 100 € che da diritto a 150€ di credito.
Persino l'antitrust ha confermato quello che io e i firmatari della petizione sosteniamo da Aprile scorso e cioè, riassumedo:
- che si tratta di un'anomalia tutta italiana;
- che grava in particolar modo sui giovane e sulle fasce piu' deboli;
- che gli operatori hanno di fatto rinunciato a farsi concorrenza (dicesi cartello).
Invito tutti coloro desiderino maggiori informazioni a visitare il sito http://www.aboliamoli.eu
Paolo si dovrebbe occupare di bufale, beh, questa della petizione contro i costi di ricarica di certo non lo è!

Andrea D'Ambra
http://www.aboliamoli.eu

Anonimo ha detto...

Caro Paolo, è vero quello che dici ma forse ti sfugge che quelli a essere penalizzati sono i ragazzi e i pensionati che fanno piccole ricwariche con molta incidenza della "tassa". Inoltre con lo scetticismo difficilmente si arriva a conseguire anche un piccolo risultato...
Almeno c'è la consapevolezza di essere in tanti a volere che questo stato di cose venga meno... Poi se son rose fioriranno. Ciao

john_wayne ha detto...

"Paolo ha dovuto cercare di trovare un equilibrio tra il suo primo post e questo visti i risultati otteuti dalla petizione."

Mumble mumble... la prima petizione (quella indagata da Paolo nell'indagine originale) diceva: "Bisogna arrivare a quota 50000 firme"... quanto siamo? superate le 700.000? Io pago ancora i costi di ricarica, quindi il primo appello era quanto meno ingannevole...

Ora l'appello dice: "bastano 800.000 firme per toglierci dai piedi la tassa sulla ricarica.".

Paolo dice: "In questo senso è fondamentale ricordare che la nuova versione dell'appello è una bufala quando parla di effetti automatici" e ancora: "Non basta affatto "firmare" la petizione e raggiungere un certo numero di "firme" per ottenere l'abolizione dei costi di ricarica. Una petizione fatta via Internet non raccoglie firme, che hanno un valore legale: raccoglie soltanto nominativi, che non ne hanno affatto."

E allora, Alex80 e D'Ambra, dov'é che Paolo dice delle cose non vere?? Non rispondetemi con illazioni, quotate e citate, per favore.

Andrea D'Ambra ha detto...

John,
puoi cortesemente indicarmi dove, sulla petizione o su Aboliamoli.eu io ho mai scritto che bisogna arrivare a tot firme per l'abolizione dei costi di ricarica?
Se trovi una mia affermazione del genere vado a piedi in svizzera e faccio una statua d'oro a Paolo.
Le catene di sant'antonio che girano in rete non sono stato certo io a crearle ma anzi, ne ho ricevute anch'io a decine e penso siano state causate dalla cattiva interpretazione di quello che era un mio augurio.
Quando ho creato la petizione io speravo di arrivare a 50,000 firme, non perché questo fosse il totale da raggiungere per l'abolizione dei costi di ricarica ma perché questo era un'obiettivo per me irragiungibile e che faceva pensare alle iniziative di legge popolari.
Vi prego di finirla con la falsa informazione.
A me e ad oltre 725mila Italiani non va giu di pagare il costo di ricarica.
In nessun altro paese al mondo si paga il costo di ricarica.
Prego Paolo, che ha citato prepaidgsm.net di volermi dire quale paese ha il costo di ricarica. E' troppo semplice altrimenti...
Nessuno è obbligato a firmare la petizione, capisco che gli interessi in gioco sono grandissimi (1,7 miliardi di Euro guadagnati dai gestori soltanto nell'ultimo anno grazie a questo balzello tutto italiano) ma penso sia proprio ora di smetterla di fare da cassa di risonanza agli operatori di telefonia mobile.
Grazie
Andrea
http://www.aboliamoli.eu

Paolo Attivissimo ha detto...

Qualche risposta:

Alex80:

>ci sono alcune sue indagini antibufala in cui il lettore che legge tutto il testo scopre che magari si fa riferimento a un problema vero, soltanto leggermente gonfiato, quello che lo legge frettolosamente ne ricava, dall'impostazione grafica del testo, che la "bufala" esaminata era falsa al 100%.

Chi legge frettolosamente "Cinquecento contro un albero, tutti morti" può pensare a un suicidio di massa invece che a un'utilitaria Fiat. Io ho il dovere di essere chiaro, ma il lettore ha il pari dovere di leggere con attenzione e non fermarsi alla prima impressione. Ogni indagine riporta sempre chiaramente l'indicazione "bufala/autentica/autentica ma da precisare". Più di così credo di non poter fare.

>[Nella pagina della bufala sui privilegi dei parlamentari, perché non mettere come sarebbe dovuta essere veramente la tabella, sostituendo i numeri "gonfiati" con quelli autentici? Considera che alcuni privilegi, come il barbiere gratis, non sono riportati nel sito di Camera e Senato. Potresti ricavarli tutti chiedendo alla senatrice Franca Rame www.francarame.it ]

C'è un limite al tempo che posso dedicare a ogni indagine. Una tabella del genere richiede ben più tempo di quanto io ne possa dedicare a questo caso e correrebbe un alto rischio di essere sbagliata e quindi fuorviante. La prudenza mi impone di limitarmi a dire "questo è il testo dell'appello; questo invece è quello che risulta dai dati ufficiali. Vedete voi".

>Tanto per cominciare, alcuni hanno SUBITO accusato Andrea D'Ambra, sic e simpliciter, di voler raccogliere nomi ed e-mail per fini di lucro, addirittura hanno fatto il nome di società per cui lavorava [guardatevi certi commenti della pagina di Paolo dedicata alla "bufala della petizione"].

Sono commenti di lettori, e le diatribe di D'Ambra con Wikipedia sono fatti che sarebbe stato colpevole non segnalare.

>se io accuso delle persone che raccolgono soldi per beneficenza di essere disoneste, e poi salta fuori che non è vero, come minimo devo scusarmi con loro.

Sta a chi ha fatto l'accusa scusarsi. Io non l'ho fatta. Ho semplicemente informato i lettori dell'esistenza di questa polemica, peraltro documentata presso Wikipedia.
>E' un delitto se su internet uno spinge la "ggente" a coalizzarsi contro questo o quel monopolista?

No, assolutamente. Ma è importante non coalizzarla dietro obiettivi fantasma che distraggano da obiettivi più concreti, ed è contro questo rischio che scrivo i miei piccoli avvisi.


Andrea D'Ambra:

>Paolo ha dovuto cercare di trovare un equilibrio tra il suo primo post e questo visti i risultati otteuti dalla petizione.

Ciao Andrea, scusa se ti correggo: non è questione di trovare equilibrio, ho proprio riscritto il primo post per tenere conto dell'evoluzione della vicenda. Tieni presente, inoltre, che finora la tua petizione ha fatto rumore ma non ha prodotto molta sostanza. Un'indagine conoscitiva di otto mesi è soltanto un primo, vago passo, al quale devono ancora seguire provvedimenti reali.

Quelli che citi come risultati ("nessun taglio di ricarica wind da 50 Euro (era di 60 il minimo) e Tim, seppur ingannevole, non l'avrebbe fatta quella offerta tribù (che non azzera un bel nulla)") sono in effetti poca cosa e anzi, come tu stesso noti, il caso Tim è addirittura una presa in giro.

>Poi devo rammentare a Paolo che purtroppo non tutti hanno la possibilità di fare ricariche da 50 a botta o da 90 per non pagare i costi di ricarica.

Non vorrei passare per snob, ma chi sono questi utenti del cellulare che non hanno 50 euro da investire per risparmiarne 5? Chi sono queste persone che hanno "bisogno" del cellulare ma non si possono permettere di usarlo? Come viveva la gente prima che esistessero i cellulari? Se non posso pagare 50 euro di traffico, ha senso che io abbia il telefonino?

Il telefonino, vorrei ricordare, non è un oggetto indispensabile. Se i soldi scarseggiano, la persona di buon senso rinuncia ai consumi non indispensabili invece di lagnarsi che vuole tariffe più basse (ci sono passato anch'io, so di cosa parlo; ho avuto anch'io i miei anni difficili). E' come pretendere che la benzina costi meno, così possiamo tutti andare in giro in SUV dalla mattina alla sera.

>Paolo si dovrebbe occupare di bufale, beh, questa della petizione contro i costi di ricarica di certo non lo è!

infatti noterai che ho fatto una chiara distinzione fra la natura bufalina dell'appello e l'esistenza reale della tua petizione.



Anonymous:

>quelli a essere penalizzati sono i ragazzi e i pensionati che fanno piccole ricwariche con molta incidenza della "tassa".

E' davvero, davvero impossibile per queste persone telefoninare un pochino meno e mettere da parte i soldi per una ricarica di taglio più grande?

A me viene il dubbio che qui si voglia alimentare la mentalità del consumo esasperato, altro che risparmiare. Chi va a fare una ricarica Vodafone da 3 euro, di cui 1 va per i costi di ricarica (33%!!!), non è un povero: è una persona che non ha capito il senso dei soldi. Se davvero ha soltanto 3 euro in tasca, che non telefoni per un po', santo cielo, e investa un po' di tempo nell'imparare come si spendono assennatamente i soldi!

E' diventato davvero così difficile vivere senza cellulare? Che tristezza.

Scusate lo sfogo.

Andrea D'Ambra ha detto...

Poi c'è una cosa che volevo chiarire da tempo visto che inizialmente, nel primo post di Attivissimo qualche mese fa venne addirittura messo in dubbio il costo per la stampa e la spedizione delle firme e qualcuno pesò i grammi di ogni foglio... roba da matti!
Nonostante sul sito ci siano tutte le ricevute e tutti i dati esposti in modo chiaro e trasparente..

IO NON VADO AVANTI A DONAZIONI...

Andrea D'Ambra ha detto...

Sta di fatto che la maggior parte degli utenti fa ricariche di piccolo/medio taglio altrimenti il costo di ricarica l'avrebbero spostato sui grandi tagli.

Credi siano "fessi" gli operatori? Nessuno ha obbligato wind e tre a non averne sopra rispettivamente 50 e 90 Euro... solo uno specchietto per le allodole...

Non mi hai detto in quali paesi esisterebbe il costo di ricarica, visto che tu avvalori questa tesi e poi dimmi quale altra petizione on-line lanciata da un singolo cittadino ha mai raggiunto tante firme e ha ottenuto tanti risultati e poi ne riparliamo...

Può sembrar nulla un'indagine conoscitiva dell'Antitrust e dell'Agcom ma ti ricordo che siamo in Italia. In Svizzera può sembrare una sciocchezza, qui non lo è.

Andrea
http://www.aboliamoli.eu

Paolo Attivissimo ha detto...

Andrea D'Ambra:

>Prego Paolo, che ha citato prepaidgsm.net di volermi dire quale paese ha il costo di ricarica. E' troppo semplice altrimenti...

Quelli citati da Trapani, per esempio: la lontana India e la vicinissima Malta. Non me li sono spazzolati tutti e quindi non posso escludere che ce ne siano altri (questi due li ho verificati), ma per confutare la teoria dell'anomalia tutta italiana bastava trovare un solo altro esempio, e qui ce ne sono già due.

Paolo Attivissimo ha detto...

Andrea D'Ambra:

>Sta di fatto che la maggior parte degli utenti fa ricariche di piccolo/medio taglio altrimenti il costo di ricarica l'avrebbero spostato sui grandi tagli.

>Credi siano "fessi" gli operatori?

No, credo che siano ingenui i consumatori che non si accorgono dell'inghippo.

> Nessuno ha obbligato wind e tre a non averne sopra rispettivamente 50 e 90 Euro... solo uno specchietto per le allodole...

Perché? Io ho sempre fatto ricariche di questo taglio sul mio prepagato italiano, anche se lo uso pochissimo.

>Non mi hai detto in quali paesi esisterebbe il costo di ricarica,

vedi mia risposta precedente, ci siamo accavallati.

>visto che tu avvalori questa tesi e poi dimmi quale altra petizione on-line lanciata da un singolo cittadino ha mai raggiunto tante firme e ha ottenuto tanti risultati e poi ne riparliamo...

Andrea, scusami se ritorno sulla questione, ma non sono firme. Sono adesioni. Sono nomi su un foglio di carta, senza significato legale. Risultati? I risultati ci saranno se e quando saranno "rimodulati" i costi di ricarica.

>Può sembrar nulla un'indagine conoscitiva dell'Antitrust e dell'Agcom ma ti ricordo che siamo in Italia. In Svizzera può sembrare una sciocchezza, qui non lo è.

Non è questione di Svizzera o Italia. E' questione di fatti. Finora non è cambiato nulla: i costi di ricarica sono ancora al loro posto.

Francamente non capisco l'incaponirsi ad attendere un provvedimento dall'alto quando ogni consumatore può risolvere il problema (se per 5 euro si può parlare di problema) con un semplice gesto di acquisto intelligente.

Federico Segrate ha detto...

questa discussione non ha senso, perchè la wind ha un sacco di ricariche senza costi

Andrea D'Ambra ha detto...

Mi sembra di sentire un operatore...

Se ammesso e non concesso che tutti gli utenti avessero la disponibilità che tu hai di ricaricarica a 90 € o 50 € per volta, se pure questo fosse scontato, non pensi che gli operatori metterebbero quindi su quel taglio il costo di ricarica?

Noi il costo di ricarica non vogliamo pagarlo su NESSUN TAGLIO!

L'Antitrust ci ha dato ragione, sostenendo che il costo di ricarica oltre ad essere un'anomalia italiana grava in particolar modo sulle fasce deboli (permetti che anche loro vogliono avere il diritto a telefonare con un cellulare? Grazie!)
E che gli operatori hanno deciso di non farsi concorrenza.

Paolo Attivissimo ha detto...

>Mi sembra di sentire un operatore...

Non prendo soldi da nessuno sponsor commerciale, men che meno da un operatore cellulare. Sto semplicemente ragionando.

>Se ammesso e non concesso che tutti gli utenti avessero la disponibilità che tu hai di ricaricarica a 90 € o 50 € per volta,

Non pensavo di essere visto come ricco genio capitalista perché sono capace di aspettare due mesi per fare una ricarica da 50 euro invece di farne una ogni mese da 25.

Ripeto: la spesa del cellulare è una spesa non indispensabile e facilmente sacrificabile, specialmente se confrontata con l'alimentazione, l'affitto o il riscaldamento. Se non ho 50 euro da spendere per ricaricare il telefonino, non lo ricarico e non per questo muoio di fame o di freddo.

>non pensi che gli operatori metterebbero quindi su quel taglio il costo di ricarica?

Stai mettendo il carro davanti ai buoi.

>Noi il costo di ricarica non vogliamo pagarlo su NESSUN TAGLIO!

Ho capito. E' un tuo legittimo desiderio. Tuttavia non credo che l'approccio antitrust sia un metodo efficiente per arrivare a un effettivo risparmio, che è (o dovrebbe essere) il vero scopo dell'iniziativa.

>L'Antitrust ci ha dato ragione, sostenendo che il costo di ricarica oltre ad essere un'anomalia italiana grava in particolar modo sulle fasce deboli (permetti che anche loro vogliono avere il diritto a telefonare con un cellulare? Grazie!)

Senza offesa, ma da quando avere e usare un cellulare è diventato un "diritto"?

>E che gli operatori hanno deciso di non farsi concorrenza.

Su questo siamo d'accordo. Ma sta al consumatore non farsi abbindolare dal cartello. Mi sembra che la venerata italica arte del difendersi dalle fregature stia cedendo rapidamente il passo al piagnisteo di chi si fa rubare la palla e poi corre dalla mamma per farsela ridare.

marco ha detto...

legale o no, la petizione ha fatto smuovere le acque ed il merito di questo va solo ad andrea d'ambra ed alla tenacia con cui porta avanti la sua iniziativa.
ho 22 anni, sono uno studente, e, non essendo uno dei classici figli di papà che chiede tanto ed ottiene di più, non posso permettermi 50€ di ricarica in una volta sola. non faccio un uso esagerato del cellulare, lo uso se necessario cercando di farmi durare una ricarica da 10 per almeno un mese. e sinceramente se quei 10€ fossero effettivamente 10 e non 8 mi farebbe molto piacere, oltre che comodo. ho firmato la petizione e sono fiero e orgoglioso di averlo fatto, anche se ai fini legali non è valido

luca ha detto...

le firme nella petizione sapevamo che non hanno valore legale, ma valore associativo e di partecipazione per cui hanno fatto benissimo il loro effetto sulle authority che finalmente si sono pronunciate. Spero che presto cambi qualcodsa in positivo per gli utenti, grazie

john_wayne ha detto...

"John,
puoi cortesemente indicarmi dove, sulla petizione o su Aboliamoli.eu io ho mai scritto che bisogna arrivare a tot firme per l'abolizione dei costi di ricarica?" [....]"Le catene di sant'antonio che girano in rete non sono stato certo io a crearle ma anzi, ne ho ricevute anch'io a decine e penso siano state causate dalla cattiva interpretazione di quello che era un mio augurio."

Vedi che ha ragione Paolo? L'appello antibufala é una cosa, la tua petizione un'altra. L'indagine era sull'appello (che proprio tu con le parole citate sopra confermi essere una bufala), ovviamente poi si é finiti a parlare del tuo sito, sul quale Paolo non ha fatto altro che precisazioni (tutte corrette e prudenti, in puro Attivissimo' style)

Comunque ora Paolo é tornato, e vedo che si difende da solo! (non che avessi dubbį eh!)

Ciao, e auguri!

Andrea D'Ambra ha detto...

La frase "la C.E. si sta mobilitando" è ingannevole: a quanto risulta fin qui, l'Unione Europea ha semplicemente scritto una lettera abbastanza standard all'autore dell'iniziativa, ringraziandolo per i dati forniti e promettendo di contattare le autorità italiane per saperne di più. Nella lettera dell'UE non vi è alcuna accusa di comportamento scorretto da parte degli operatori cellulari.
------
Questo risultava nel primo post di Paolo fino a poco tempo fa...
I risultati ottenuti parlano da soli...

Andrea Trapani ha detto...

Piccola corrige: nella discussione nel mio blog sono stati citate India e Malta in quanto hanno i costi di ricarica *esattamente* nella nostra maniera. In realtà Carlo Ghio (aka Effendi) ha mostato anche la tanto amata realtà francese la quale ha in realtà addirittura una maniera piu' subdola e nascosta di inficiare sui costi tramite costo di ricarica. Capisco che sia troppo complicata da far capire al grande pubblico, ma l'esempio è palese e calzante... senza dimenticare che molto spesso i piccoli tagli in Europa (non solo in India) aumentano la validità della sim card per periodi così brevi che in pratica il consumatore a ricaricare frequentemente per non perdere la propria numerazione. Siamo quindi così sicuri che i nostri costi di ricarica siano così malvagi e nascosti rispetto al contorno di cui sono circondati?

Cmq sia chiaro, se vengono aboliti ne sono felice. E mi rallegro per il successo dell'iniziativa... ma per favore se si vuole parlare a 360° dei problemi delle nostre TLC non facciamo usando pretesti. I CDR esistono e vanno combattutti, ma prob non sono l'unico obiettivo da centrare.

Andrea D'Ambra ha detto...

In Francia:
se ricarichi 5 hai 5
se ricarichi 10 hai 10
se ricarichi 15 hai 15
se ricarichi 25 hai 30 (si, 30)
se ricarichi 35 hai 45 (si, 45)
se ricarichi 50 hai 65 (si, 65)
se ricarichi 75 hai 100 (si, 100)
se ricarichi 100 hai 150 (si, 150)

Operatore Orange Fonte: orange.fr

Pierangelo Tendas ha detto...

Volevo soltanto segnalare che sul blog di Beppe Grilloil Tam-Tam continua. Oggi tra l'altro ha precisato che le due Authority garanti per la Concorrenza e per le Comunicazioni hanno precisato che i costi di ricarica sono "un'anomalia tutta italiana".
http://www.beppegrillo.it/2006/11/il_gatto_della.html

In effetti è proprio così, gente. I costi di ricarica POSSONO e DEVONO essere aboliti, perchè sono una truffa frutto di un cartello (accordo illegale) tra le imprese di telefonia mobile in Italia, dove il settore non è regolamentato sul fronte dei prezzi e le compagnie possono mettersi d'accordo per spartirsi il mercato. E' una vergogna!

Nieth ha detto...

la TIM ha annullato i costi di ricarica? ma per favore.
non solo ti fa pagare un tot per essere nella tim tribù, ma ti da una somma a scadenza. addirittura è meglio la tre, che non ti fa pagare costi accessori e ti da vermanete più di quanto spendi (sempre ammesso che tu voglia una somma con scadenza). per quanto riguarda la francia, invece.. siamo sicuri che ti diano 150 euro per una ricarica pagata cento? senza scadenza?

Nieth ha detto...

PRECISAZIONE SULLA ORANGE, COMPAGNIA FRANCESE

è vero che se carichi cento euro te ne danno 150 ma, per dovere di cronaca, c'è da fare una precisazione:
si tratta sempre di CREDITO CON SCADENZA.

non mettete le notizie a metà. potrebbero pensare che siete nella migliore delle ipotesi ingenui. nella peggiore, manco ve lo dico.

Andrea Trapani ha detto...

Scusa Andrea, ma allora non vuoi leggere quel commento? :)

Ok, te lo riporto integralmente: "[..]Prendiamo proprio l’esempio qui sopra citato dal D’Ambra. In Francia, col gestore Orange (ma anche con gli altri 2) ci sono i “bonus di ricarica”, che ad uno sguardo (assai) superficiale possono sembrare l’antitesi perfetta dei nostri “costi di ricarica”. In realtà sono esattamente la stessa, precisa, identica cosa.
La tariffa “Classique” ha un costo di 55c€/min e con una ricarica da 10€ si hanno 10€ di ricarica, la tariffazione è al secondo.
Prendiamo la “EasyDay” di Vodafone Italia (un gestore non certo noto per la sua economicità). Ha un costo di 25c€/min e con una ricarica da 10€ si hanno 8€ di ricarica, quindi vi è un ricarico del 20%, la tariffazione è al secondo.
Con Vodafone IT si spendono quindi 30 cent/min, con Orange FR 55 cent/min.
Ricarichiamo da 100€. Col gestore francese avremo un bonus di 50€, quindi il 50% in più. La tariffa sarà quindi di 27.5 cent/min. Con Vodafone IT abbiamo un costo di ricarica di 5€, quindi un ricarico del 5%. Il costo al minuto sarà quindi di 26.5 cent/min.
Aggiungiamoci che con Vodafone IT la validità del credito è sempre di 11 mesi, mentre con Orange si passa dai 15 giorni della ricarica da 10 ai 6 mesi per quella da 50.
Siamo sempre convinti che il costo di ricarica sia il vero “male assoluto” della telefonia italiana? Siamo sempre convinti che in Francia non ci siano i costi di ricarica, magari camuffati con altro nome?
E’ vero, sono pochi i paesi in cui vi sono i costi di ricarica come siamo soliti vederli noi (mi vengono in mente l’India, la Bosnia, Malta…), ma sono molti quelli che hanno sistemi alternativi, molto pratici, per prendere anche più soldi di quanti non ne prendano i nostri CARI (in tutti i sensi) gestori.[...]" a firma di Effendi.

Visto che si parla di costo nascosto e di incidenza del costo di ricarica nelle tasche degli utenti mi pare oggettivamente piu' subdola la situazione francese della nostra. E' vero che paghi 5 e hai 5, ma la tariffa resta DOPPIA rispetto a una ricarica di taglio maggiore. Non è matematica applicata notare che l'incidenza del costo di ricarica è ben maggiore in Orange FR che in Vodafone IT (che pure non brilla)...

Andrea D'Ambra ha detto...

Andrea,
converrai con me che il costo della vita in Francia è piu' elevato che qui da Noi quindi mi sembra pure ovvio che le tariffe siano un po' piu' alte delle nostre.
Perché alle nostre va aggiunto lo scatto alla risposta e il costo di ricarica!

Andrea D'Ambra ha detto...

In Austria ci sono operatori che hanno tariffe poi che arrivano anche a 9 cent di € al minuto, piu' bassi anche rispetto a quelli "fasulli" pubblicizzati dai nostri operatori (al netto dei costi di ricarica e dello scatto alla risposta).
Per non parlare poi dell'operatore Kolumbus che arriva a 6 cent di € al minuto: http://www.kolumbus.com/liittymat_hinnat_prepaid.html
e del Belgio:
http://www.vergelijking.be/gsm/prepaid.php?id=1

Andrea D'Ambra ha detto...

Consiglio a tutti, prima di fare affermazioni che non corrispondono al vero, di consultare il dossier di 91 pagine a conclusione dell'indagine Antitrust-Agcom sui costi di ricarica, linkato anche nel post di Paolo Attivissimo.

Tra le tante cose interessanti, a conferma di quanto io sto dicendo da mesi, troviamo, a pagina 32:

"...61. In particolare, stante l’obiettivo della presente indagine, è stata condotta una specifica ricognizione, con richieste di informazioni a tutte le Autorità nazionali di regolamentazione del settore, sulla presenza, o meno, nei Paesi europei, di una componente di prezzo fissa per il consumatore assimilabile al contributo di ricarica. Al riguardo, è emerso come in nessuno dei principali Paesi europei (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), e nemmeno nella stragrande maggioranza delle altre nazioni (quali ad esempio Bulgaria, Danimarca, Estonia, MALTA e Portogallo), è presente una componente di prezzo che va a remunerare il servizio di ricarica. Analogamente, con riguardo ai contratti in abbonamento, si osserva che non è rinvenibile una componente di prezzo assimilabile al canone di
concessione governativa pagato dagli utenti italiani...."
Fonte: DOSSIER_COMPLETO_INDAGINE_CONGIUNTA_AUTHORITY_COSTI_DI_RICARICA.pdf

Ora permettetemi ma tra prepaidgsm.net e un'indagine Antitrust-Agcom che si è avvalsa anche del supporto delle Authority degli altri paesi, tra cui, quella Maltese io penso sia un pochino piu' attendibile l'indagine congiunta rispetto al sito prepaidgsm.net che, per quanto ricco di informazioni, ce ne possono essere anche molte che non corrispondono al vero.

Andrea D'Ambra ha detto...

E ancora, sempre dal dossier:

"...il mercato italiano presenta, in prima approssimazione, prezzi inferiori alla media. Tuttavia, va considerato che i risultati ottenuti non tengono conto dei contributi
delle ricariche, e quindi IL LIVELLO DEI PREZZI ITALIANI VIENE IN TAL MODO SOTTOSTIMATO.
CONSIDERANDO L'INCIDENZA MEDIA DEL CONTRIBUTO DI RICARICA SUL PREZZO MINUTARIO (SUPERIORE, COME SI VEDRA' IN DETTAGLIO NEL SEGUITO, AL 20%), IL LIVELLO DEI PREZZI "REALI" APPARE, IN PRIMA APPROSSIMAZIONE, QUANTOMENO ALLINEARSI A QUELLO MEDIO EUROPEO...."

Andrea Trapani ha detto...

Ciao Andrea :)

> D'Ambra wrote: Andrea,
> converrai con me che il costo
> della vita in Francia è piu'
> elevato che
> qui da Noi quindi mi sembra pure
> ovvio che le tariffe siano un po'
> piu' alte delle nostre.

Escluso che a parità di ricarica (piccolo taglia) il costo al minuto reale francese è praticamente doppio al nostro (e il costo della vita in Francia NON è doppio a quello italiano :D ) mi pare che allora si sia cambiato il punto della battaglia?

Non si parlava di costi nascosti e subdoli, "anomalie solo italiane"?
Mi pare che si ondeggi tra casi singoli per affermare la cosa con sempre meno convinzione. Il problema comunque lo esplichi qui sotto:

> Perché alle nostre va aggiunto lo
> scatto alla risposta e il costo di
> ricarica!

La zero trasparenza è il vero problema, di cui il costo di ricarica è un solo fattore (e spesso il piu' visibile!) :(

Andrea D'Ambra ha detto...

Quindi la battaglia andrebbe allargata da quanto dici tu Andrea e non demonizzata come invece fanno altri...

Andrea Trapani ha detto...

Mi sembra di averlo bene esplicato anche nel rispondere a Giusva nell'approfondimento della mia analisi. Cmq ti riporto - ad uso anche dei lettori di questo blog - quanto ho scritto, riferendomi a una precisa domanda di Giusva Iannitelli:

"[...]spero che questi costi vengano eliminati [...], ma spero come frutto di una manovra coordinata a scardinare il ‘trust’ che pervade le nostre TLC. Non certo come unica bandierina da annoverare nell’albo dei successi. Se si parla di un’azione a lungo raggio d’azione annoveratemi subito in prima fila, altrimenti lasciatemi con i miei dubbi di efficacia… [...]"

Ergo, la mia risposta è affermativa a quel che dici. La battaglia va allargata, i CDR non sono che un fronte che a se' stante cambia di poco la situazione di fatto.

Anonimo ha detto...

Siete meglio voi che siete solo capaci di lamentarvi.
Mi pare un articolo scritto da una vecchia.
Siete vecchi.
Fatevi da parte,
che ci sono dei giovani, come Andrea D'Ambra, che si stanno dando da fare con i fatti.
Grazie.
Arrivederci.

Nieth ha detto...

beh.. c'è poco da darsi da fare con i fatti, quando si provvede con una raccolta di inutili adesioni e quando si va (pericolosamente) verso un aumento delle tariffe. la realtà europea non è affatto diversa da quella italiana. i costi di ricarica non ci sono, è vero, ma gli introiti vengono bilanciati con tariffe nettamente superiori. e io, sinceramente, sto bene con un costo di ricarica (che bypasso facendomi la power) e spendendo 10 cent al minuto verso tutti, invece dei 55 offerti, per esempio, dalla orange.

john_wayne ha detto...

"Siete meglio voi che siete solo capaci di lamentarvi."
Lamentarci noi? A me sembra che la petizione sia partita da una lamentela....

"Mi pare un articolo scritto da una vecchia."
Questa é discriminazione. Avviserò subito Margherita Hack e Rita Levi Montalcini...

"Siete vecchi."
Tutto é relativo. Rispetto all'universo i nostri pochi anni sono poco, rispetto alla vita di una mosca siamo pluri-Matusalemme.

"Fatevi da parte,
che ci sono dei giovani, come Andrea D'Ambra, che si stanno dando da fare con i fatti."
Eh, sempre a tirare in mezzo i drogati!!

"Grazie.
Arrivederci."
Prego, buongiorno.

Andrea D'Ambra ha detto...

Ma quali tariffe nettamente superiori? Leggiti i miei commenti sopra circa l'Austria, la Svezia e la Grecia solo per citarne alcuni.

Andrea D'Ambra ha detto...

John sei un caso perso...

Anonimo ha detto...

D'Ambra guarda che così ti scoppia il fegato. Poi chi le spedisce le stampe?

Andrea D'Ambra ha detto...

E chi le mangia le focacce?

Manik ha detto...

A proposito di Focaccia: Paolo, tu alla Radio Svizzera Italiana vai in onda gratis?

No, perché mi sembra di capire:
- che tu abbia chiamato questo blog come la tua trasmissione, il Disinformatico;
- che qui senz'altro pubblicizzi la tua attività di divulgatore, informatico e non;
- che la gente continui a farti donazioni per la tua attività di ricercatore con retribuzione "pizzaware", credendo che tu non ci guadagni nulla, mentre ciò non è esattamente la verità. Indirettamente questo lavoro ti frutta ciò che guadagni alla radio e non solamente alla radio.

E allora gli altri blogger che lavorano davvero gratuitamente che sono, pagliacci? ;-)

Propongo una petizione per abolire la remunerazione "pizzaware" del tuo lavoro online ;-)

Dan ha detto...

"John sei un caso perso..."
Sinceramente a me è parsa la risposta più elegante che si potesse dare ad un post aggressivo e fine a se stesso come quello di quell'anonimo...

E comunque non vedo la necessità di qusto scontro tra te e Paolo, mi sembra che fondamentalmente siate dalla stessa parte: non mettetevi a discutere solo per questioni secondarie e a tralasciare il problema fondamentale!
A parte la validità legale di quelle che sono adesioni e non firme, o l'accortezza di scegliere ricarche grandi senza costi, mi sembra che siate d'accordo sui punti principali: maggiore attenzione da parte dei consumatori; l'eliminazione dei costi di ricarica, ma solo se a questa farà seguito anche una indagine sui cartelli delle compagnie e costi nascosti; una revisione delle tariffe a livelli da paese civile.
Non perdiamoci dietro a discussioni sulle quisquilie, uniamoci sulle questioni veramente importanti!

Andrea ha detto...

Nonstante temo che questo messaggio vada perso nel "rumore di fondo" vorrei portare la mia esperienza estera.

T-Mobile Nederland prepagato, nessun costo di ricarica:

La tariffa (After3) è IMHO leggermente più alta di quelle medie italiane, ossia

Scatto alla risposta: 7 eurocent.

Dalle 8 alle 15: 45 eurocent/min.
Dallle 15 alle 8 e durante i weekend: 20 eurocent/minuto
(conteggiati al secondo, non a scatti)

D'altro canto però le mini-ricariche tanto in voga tra i teenager non esistono...si parte da 10 euro.

Sinceramente, abolire le mini-ricariche per abolire i costi mi sembra logico, o anche costi di ricarica 0 da 20 eur. in su di ricarica sarebbe una cosa interessante.

Che ne pensate?

Paolo Attivissimo ha detto...

Manik:

>A proposito di Focaccia: Paolo, tu alla Radio Svizzera Italiana vai in onda gratis?

No, mi pagano.

[snip]

>- che la gente continui a farti donazioni per la tua attività di ricercatore con retribuzione "pizzaware", credendo che tu non ci guadagni nulla, mentre ciò non è esattamente la verità.

Credo tu stia facendo una simpatica provocazione, ma prima che qualcuno ti prenda sul serio, vorrei chiarire chenon ho mai fatto mistero del fatto che parte del mio lavoro è pagata e parte no. Una parte è professione; un'altra è volontariato. Una non esclude l'altra. Non vedo conflitti, anche perché le cose che faccio a pagamento sono sempre indicate chiaramente come tali.

Per esempio, gli articoli del blog: il tempo che investo per scriverli e per rispondere ai commenti non è retribuito da nessuno, a parte le donazioni e Google Adsense. Ma sono cosa separate, preesistente e distinta rispetto alle trasmissioni radiofoniche. Di cui fra l'altro puoi ascoltare gratuitamente sia la diretta, sia il podcast.

E a proposito di gratis, i miei articoli nel blog sono liberamente usabili da chiunque. I miei libri sono scaricabili gratis da Internet in versione integrale. Mi sembra un compromesso ragionevole, trasparente e abbastanza vantaggioso per i lettori. A te no? :-)

>Indirettamente questo lavoro ti frutta ciò che guadagni alla radio e non solamente alla radio.

E questo è male esattamente in che senso?

>E allora gli altri blogger che lavorano davvero gratuitamente che sono, pagliacci? ;-)

No, sono appassionati come me. Come me, andrebbero avanti a scrivere anche se non ci guadagnassero nulla. Scrivere è malattia, non è mestiere. A volte qualche fortunato riesce a fare della propria malattia una fonte di guadagno (e così facendo alimenta la malattia :-) ).

Ti assicuro che facendo il conto delle ore che dedico a questa parte del mio lavoro, se fosse semplice questione di soldi sarei in perdita secca rispetto a qualsiasi lavoro normale; ma non è, per fortuna, semplice questione di soldi.

>Propongo una petizione per abolire la remunerazione "pizzaware" del tuo lavoro online ;-)

Dimentichi che a differenza dei costi di ricarica, la remunerazione del mio lavoro online è facoltativa e volontaria! E proprio per questo ancor più apprezzata :-)

Anonimo ha detto...

ok,ok, non sono anonimo, sono federico http://falonzo.spaces.live.com/ e poi, davvero ste cose qua che scrivete, è roba vecchia. lamentarsi di chi si lamenta... e noi che leggiamo???? non possiamo lamentarci??? insomma, carissimo signore attivissimo, attivati davvero, non fare lo sgarbi on line... andrea sarà pure un tossico, come me, ma se tu sei favorevole ai costi di ricarica, sei più tossico di tutti e due... un bacio... alla prossima
Federico

andrea d'ambra ha detto...

attenzione a quello che scrivete....

Mi riferisco a John Wayne:

"Fatevi da parte,
che ci sono dei giovani, come Andrea D'Ambra, che si stanno dando da fare con i fatti."
Eh, sempre a tirare in mezzo i drogati!!

Ridere e scherzare ok ma diffamare è altro...

andrea d'ambra ha detto...

ABOLIAMOLI NEWS DEL 23 NOVEMBRE

Qualche aggiornamento veloce.
Mi scuso ma a causa della rottura del mio computer (meglio non essere superstiziosi, chi vorrebbe ciò? Ci sono soltanto 1,7 Miliardi di Euro in gioco....) ho problemi ad aggiornarVi ed aggiornare il sito Aboliamoli.eu.
Spero che tutto torni alla normalità a breve.

Andrea D'Ambra
www.aboliamoli.eu

Di seguito i miei commenti in blu

1° Notizia:

Ricariche, pronti ad adeguarsi all'Authority. Quanto ai costi delle ricariche, H3G Italia è pronta ad adeguarsi alle decisioni dell'Authority per le telecomunicazioni in merito ai costi di ricarica dei telefoni cellulari. «Noi in buona parte abbiamo già eliminato i costi di ricarica - ha detto Novari - siamo l'unico operatore che non ha costo secco perché lo abbiamo trasformato in servizi che diamo gratuitamente». 3 Italia è leader europeo dell'Umts con oltre 6,8 milioni di clienti al 24 agosto 2006. A giugno ha lanciato, prima al mondo, la Tv Digitale Mobile Dvb-h, che conta ad oggi oltre 250mila clienti.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2006/11/alan_23nov_3Italia.shtml?uuid=416ce326-7b04-11db-822e-00000e25108c&DocRulesView=Libero

Ricordate il sig Novari? Quello dell'inchiesta di Report....
Spero non siano solo chiacchiere, come sono abituati a fare questi signorie che alle parole facciano seguire dei fatti che confermino quanto annunciato. Se così dovesse essere daremmo atto al o agli operatori di quanto fatto ma fino ad allora la nostra pressione non si attenuerà di una virgola.

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2° Notizia:

Costi di ricarica, fioccano le iniziative
Sta per prendere il via una nuova campagna finalizzata all'abolizione dei costi di ricarica
Roma - La conclusione dell'indagine congiunta Agcom - Antitrust sui costi di ricarica delle schede prepagate per cellulari, per cui si imporrebbero (forse a breve) operazioni di rimodulazione, sembra aver ispirato nuove iniziative. Una nuova petizione, azioni legali e una campagna di sensibilizzazione starebbero infatti per prendere corpo.
Domani alle 12 sarà presentata a Roma da Alleanza Nazionale una nuova campagna che include una nuova petizione (non online) indirizzata al Parlamento Europeo e una serie di iniziative legali a tutela dei maggiori utilizzatori di carte ricaricabili (pensionati, studenti e persone con reddito medio-basso). Saranno presenti vari esponenti nazionali e locali di AN.

"La vicenda delle ricariche telefoniche - afferma l'onorevole Angelilli - si sta sempre più delineando come un sopruso sugli utenti, soprattutto verso studenti e pensionati o comunque persone con reddito medio-basso che ne sono i principali utilizzatori. Proprio per questo abbiamo presentato un'interrogazione urgente alla Commissione Europea per sapere quali misure l'Unione intenda adottare per imporre ai gestori italiani della telefonia mobile il rispetto delle regole e la tutela dei consumatori".

"Tra l'altro - sottolinea la Angelilli - sulla vicenda la Commissione era giá intervenuta nel maggio 2006, rendendo noto che la Direzione generale della concorrenza della Commissione avrebbe preso contatto con le Autorità italiane al fine di ottenere ulteriori informazioni".

Fonte: http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1776636&r=PI

Meglio tardi che mai.... mi riferisco all'invito ricevuto in extremis dall'Europarlamentare Roberta Angelilli alla conferenza stampa da quest'ultima annunciata per presentare una serie di iniziative a sostegno della Petizione D'Ambra.

Domani (venerdì) sarò quindi alle ore 12.00 in Via delle vergini a Roma. Mi è stato chiarito che non si presenterà alcuna nuova petizione e questa è stata la ragione per cui ho accettato l'invito, che altrimenti non avrei potuto mai accettare, visto che non concepisco a cosa servirebbe una nuova petizione, se non a fare strumentalizzazione politica, quando ce n'è già una di successo che ha quasi raccolto 800mila firme (www.aboliamoli.eu)

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3° Notizia:

....In precedenza Mediobanca aveva considerato gli effetti di una possibile eliminazione dei costi di ricarica. I costi da ricarica si traducono in ricavi complessivi da 1,7 miliardi di euro per Tim, Vodafone, Wind e 3, di cui 900 milioni sotto forma di profitti. Per quanto riguarda Tim la perdita sarebbe di 350 milioni di euro, l’1,1% dei ricavi del 2006. Mediobanca ha così confermato il suo “neutral” (neutrale) su Telecom.....

Fonte: http://www.ilgiornale.it/sol.pic1?ID=1571

Beh, vedo che qualcosa comincia a muoversi anche in Borsa dai.... su che ce la facciamo dai!!!!

Andrea D'Ambra
www.aboliamoli.eu

Andrea D'Ambra ha detto...

AIUTA ABOLIAMOL.EU - DIFFONDI LA NEWSLETTER

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25 Novembre 2006 - Ore 17.15 - 770.667 FIRME!!!!!! Si avvicina quota 800mila firme e fioccano le novità.

Come vi avevo anticipato, ieri venerdì sono stato alla Conferenza stampa dell'Europarlamentare Angelilli che ha presentato una serie di iniziative a sostegno della petizione D'Ambra tra cui un'interrogazione alla Commissione europea, presentata martedì 21 u.s. e disponibile qui nella sezione documenti

Desidero ringraziare l'On. Giorgia Meloni (AN) per gli attestati di stima e ringraziamenti ricevuti. Ringraziamenti che ricambio per l'interesse che quest'ultima sta dando anche Lei da qualche mese all'iniziativa contro i costi di ricarica.

Tornando alle nuove iniziative dei politici: oltre l'interrogazione alla Commissione europea dell'On. Angelilli che ho citato sopra c'è anche un'interrogazione dei Senatori De Petris (Verdi) e Sodano (Rif. Com.) al Ministro delle Comunicazioni Gentiloni e lo stesso vale per il Senatore Fernando Rossi (IU-Verdi-Com) che ha anch'egli presentato un'altra interrogazione al Ministro Gentiloni e ancora l'ennesima interrogazione al Ministro anche dall'On. Fasolino (FI). In ordine cronologico è intervenuto prima l'On. Fasolino (19 Nov) poi gli hanno fatto seguito Angelilli, Rossi, De Petris e Sodano. Tutti questi documenti sono visionabili e scaricabili nella omonima sezione di questo sito.

Non mancano le iniziative politiche, sia da destra che da sinistra. Si potrebbe pensar male dopo quest'interessamento a 7 mesi dalla nascita della petizione e dopo la conclusione dell'indagine congiunta Antitrust-Agcom e la Prima pagina di Repubblica. Fortunatamente ci sono stati politici che si sono interessati alla cosa in tempi "non sospetti" e ad onor del vero desidero citarli: On. Acerbo (Rif. Com.), On. Foti (AN), On. Battilocchio (Nuovo PSI) che si sono attivati con iniziative concrete già da qualche mese a questa parte.

Beh... il Ministro Gentiloni ne avrà di risposte da dare.... queste si aggiungono alle altre già presentate da Foti (28 Settembre) e Acerbo (12 Ottobre) che stanno ancora aspettando una risposta dal Ministro Paolo Gentiloni. Secondo voi ce la farà a rispondere alla prima, presentata ormai 2 mesi fa, entro Natale? Chissà....

Resta ancora senza risposta anche l'interrogazione alla Commissione europea presentata dall'On. Battilocchio (18 Ottobre) ma qualcosa mi dice che quest'ultimo riceverà risposta prima dei "colleghi" italiani.

Tra i politici locali voglio segnalare (e ringrazio l'autore) l'iniziativa del Consigliere comunale Walter Tomasini (capogruppo CDL del comune di Cardano al Campo - VA) per la mozione presentata in Comune a sostegno della Petizione di Aboliamoli.eu

In questi giorni molti mi stanno segnalando varie promozioni che alcuni operatori utilizzano ma che in effetti fanno soltanto molto "fumo" e niente "arrosto" e restano degli specchietti per le allodole.

Nella sezione "Video in TV" c'è un nuovo video: quello del TG3 delle 19.00 di giovedì 16 novembre u.s. Mi dispiace in proposito di dovervi informare che i video di Mi Manda Raitre non sono più disponibili in quanto ho ricevuto una diffida da Mi Manda Raitre ed ho dovuto rimuoverli. Mi sarei limitato ad inserire un link al sito della Rai www.media.rai.it se solo questi ultimi fossero stati messi on-line. Purtroppo però né il video del 26 Maggio scorso né quello del 17 Novembre scorso sono on-line. Quale miglior momento se non questo per invitare voi tutti a firmare e far firmare la Petizione di Arcoiris.tv affinché tutto l'archivio RAI sia sempre accessibile via Internet gratuitamente a scopo non commerciale per tutti gli individui.

Grazie inoltre al gent.mo Dott. Antonio Lubrano per aver raccontato ancora una volta della mia iniziativa, questa volta dalle pagine de "Il Salvagente" e ancora a Lorenzo Misuraca per un altro articolo pubblicato sempre su Il Salvagente (pag1 - pag2) , una rivista che merita di essere letta per l'aiuto che da ai consumatori con consigli ed informazioni preziose.

Vi ricordo l'appuntamento prossimamente in TV (appena mi sarà detta la data vi informerò) con il TG3 Scenari grazie alla gent.ma Dott.ssa Bonchino.

Dopo la mia constatazione circa l'assenza di informazioni sulla petizione né sulla indagine congiunta Antitrust-Agcom da parte di Mediaset (né dai telegiornali né da trasmissioni come Le Iene o Striscia), molti mi hanno fatto notare che questo disinteresse probabilmente non è casuale ma dipende dalle c.d. schede ricaricabili per "Mediaset Premium" che molti di voi sapranno, prevedono anch'esse dei costi di ricarica... Altri mi hanno segnalato che Ezio Greggio sarebbe stato testimonial per Wind qualche anno fa e che la stessa Striscia spesso ha come sponsor operatori telefonici come "Tre". Del resto non c'è da meravigliarsene... 1,7 Miliardi di Euro è il guadagno degli operatori di telefonia mobile soltanto nell'ultimo anno grazie all'invenzione italiana dei "costi di ricarica".

Restiamo in attesa delle valutazioni della Commissione europea al dossier redatto dall'Antitrust-Agcom a conclusione dell'indagine congiunta per sapere chi si prenderà la briga di intervenire per mettere fine a questo balzello tutto italiano.

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Andrea D'Ambra - www.aboliamoli.eu

john_wayne ha detto...

Denunciarmi per diffamazione???? Per una battuta????? Allora il tuo é un vizio!!!

Ok, raccogli 800.000 firme anche contro di me, e mi vedrò costretto a chiedere scusa!
Fino ad allora, mi vedrò costretto a citare Bruce Willis. "Una volta qualcuno mi ha detto che questo é un paese libero"...

andrea d'ambra ha detto...

John ok, una battuta ma io ci metto la mia faccia e il mio nome e non un qualsiasi "nickname".

andrea d'ambra ha detto...

Authority: ''Interverremo sui costi di ricarica'' - D'Ambra: "Si intervenga subito per abolire quest'anomalia tutta italiana"

Il presidente del'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Calabrò: ''Se la moral suasion non basta regole vincolanti vieteranno lo 'scalino' e imporranno trasparenza''
Corrado Calabrò: "l'eventuale intervento sarebbe finalizzato a vietare lo ''scalino'' che penalizza il consumatore in maniera inversamente proporzionale al costo della ricarica e ad imporre la ''trasparenza'' dei costi."

"Il costo delle ricariche dei cellulari costituisce invece ''un'anomalia che va eliminata, perché - spiega il presidente - anche se c'è un costo di distribuzione della carta c'è una parte che eccede ampiamente la ragionevolezza e grava sul consumatore in maniera inversa al costo: questo non è possibile anche perché incide sulle fasce più deboli, come giovani e anziani, che ricaricano per importi più bassi''. Quindi, dopo un intervento di 'moral suasion', ''vedremo come gli operatori rimoduleranno le loro tariffe se non lo faranno interverremo con regole vincolanti vietando lo 'scalino' e imponendo trasparenza'', sottolinea Calabrò.

Andrea D'Ambra, promotore della petizione contro i costi di ricarica (www.aboliamoli.eu) spera che l'Authority intervenga in modo rapido ed efficace.

"Quanto dovremo attendere ancora affinché l'Authority si decida ad intervenire per mettere fine a quest'anomalia tutta italiana?" afferma il giovane studente campano, autore della famosa petizione che ha fatto scattare l'intervento delle Authority, dopo la denuncia alla commissione europea e continua "ben vengano gli annunci di Calabrò ma speriamo che siano seguiti anche da fatti che consistono in un intervento che miri all'abolizione di questo assurdo balzello"

L'autore della petizione continua "ormai siamo ad 800mila firme raccolte dalla petizione sul sito www.aboliamoli.eu , 800mila persone chiedono che il costo di ricarica venga abolito perché non trova alcuna giustificazione e questo è stato sottolineato anche nel dossier redatto dalle due Authority a conclusione dell'indagine congiunta"

"Vogliamo il rimborso di tutti i costi di ricarica sostenuti finora da noi consumatori e andremo fino in fondo su questa strada dopo l'abolizione di questa tangente con la quale gli operatori di telefonia mobile italiani hanno guadagnato 1,7 miliardi di Euro soltanto nell'ultimo anno" annuncia Andrea D'Ambra

john_wayne ha detto...

"giovani e anziani, che ricaricano per importi più bassi"

Adesso sembra che faccia quello contro per partito preso, comunque concordo con Paolo: perché giovani e anziani ricaricano importi più bassi?

Siccome mi sembra che il discorso di Paolo non sia stato recepito, faccio un esempio facile facile:

Oggi, martedì, ho 20 Euro, li uso per fare la ricarica. Risultato: ho ricaricato il telefono di 15 euro. Totale spesa: 20 Euro.

Martedì prossimo ho altri 20 Euro, li uso per fare la ricarica. Risultato: ho ricaricato il telefono di 15 Euro. Totale spesa (compresa la settimana precedente): 40 Euro. Totale ricarica in due settimane: 30 Euro.

Attenzione perché qui succede la magia: se invece avessi tenuto in tasca le 20 euro la prima settimana e avessi aspettato la seconda settimana, avrei comprato una ricarica di 40 Euro. Però il telefono sarebbe stato carico per 35 Euro, con una spesa uguale (rispetto all'esempio precedente) di 40 Euro!!!
Cioé avrei fregato a quei cattivoni delle compagnie telefoniche 5 Euro , e li avrei utilizzati per fare più chiamate!!!

Se lo facessimo in 10000 si risparmierebbero (con una sola ricarica anziché due) ben 10000 x 5,00 Euro = 50.000,00 Euro, che le compagnie dovrebbero dare agli utenti in telefonate anziché solo ricevere come "costi di ricarica"!!! E se TUTTI gli 800.000 firmatari unissero DUE ricariche tra loro, ecco la fantastica sorpresa: 800.000 (utenti) X 5,00 € = 4 MILIONI di Euro di chiamate gratis!!!!

E se poi invece di due ricariche se ne mettono assieme tre, 4, 5 (per esempio facendone una di 100 Euro anziché 5 da venti), il risparmio arriverebbe anche a 20 Milioni di Euro...

Perchè Beppe Grillo & co. non scrivono questo sul blog? E' così difficile?

PS. Non dite: giovani e anziani non hanno cento Euro, perché se fanno 5 ricariche da 20 e la matematica non é un'opinione....

PPS: Dio mio, questo post sembra una mail di spam... a forza di combatterli sto diventando come loro?!?!?!?

andrea d'ambra ha detto...

"LA REPUBBLICA" DI OGGI MERCOLEDI' 29 NOVEMBRE SCRIVE DELLA PETIZIONE

L'Articolo è disponibile all'indirizzo http://www.aboliamoli.eu/articolo_la_repubblica_29_nov_06.jpg

I TELEFONINI
CALABRO': " VIA I COSTI DI RICARICA O INTERVERRO' "
ROMA - L'Autorità per le comunicazioni interverrà con "regole vincolanti" se i gestori di telefonia non taglieranno spontaneamente i costi delle ricariche per i cellulari. Dice il presidente dell'Autorità Corrado Calabrò che la riduzione dovrà cancellare la più evidente delle anomalie. In pratica giovani e anziani - che comprano ricariche di importo minore - sopportano costi più dolorosi in rapporto al traffico accreditato. Vigila sull'azione dell'Autorità Andrea D'Ambra, lo studente di Ischia che ha raccolto quasi 800mila firme per chiedere l'abolizione dei costi delle ricariche. Proprio la petizione di D'Ambra, condotta attraverso il suo sito www.aboliamoli.eu, ha spinto la Commissione Europea a chiedere chiarimenti alle Autorità italiane di garanzia sull'anomalia dei costi di ricarica. Solo allora le Autorità italiane hanno condotto un'indagine conoscitiva sul caso.

Da Repubblica di oggi mercoledì 29 Novembre 2006

andrea d'ambra ha detto...

Con grande piacere vi annuncio che....

SABATO 2 DICEMBRE SARO' CON UN'INTERVISTA AL TG3 DELLE 14.20 DURANTE IL TG3 SCENARI (14.40 CIRCA)

NON MANCATE! GRAZIE :-)

ANDREA D'AMBRA
WWW.ABOLIAMOLI.EU

andrea d'ambra ha detto...

1° Dicembre 2006 - ORE 16.30 - 789.827 FIRME!!!!!!! Questione di giorni e toccheremo le 800mila firme!!!

Una precisazione: l'Europarlamentare Battilocchio mi ha informato che anch'egli ha firmato l'interrogazione con l'On. Angelilli ma che purtroppo, per un errore burocratico ufficialmente risulta dal sito dell'Europarlamento soltanto la firma dell'On. Angelilli. Purtroppo la Commissione non ha ancora risposto all'On. Battilocchio, nonostante l'interrogazione fosse "prioritaria" e avrebbe dovuto ricevere risposta entro 4 settimane (ne sono trascorse 7).

Neanche il Ministro delle Comunicazioni Gentiloni non ha ancora risposto alla prima interrogazione ricevuta sui costi di ricarica a firma dell'On. Foti (AN)

Ringrazio Andrea Vianello, presentatore di Mi Manda Raitre, che mi ha citato come esempio di successo in una intervista rilasciata al Tirreno. Grazie a Luca che mi ha inviato l'articolo in questione :-)

E' di qualche giorno fa la notizia che il Presidente dell'Agcom Corrado Calabrò ha annunciato che se gli operatori non si adegueranno interverrà lui. Speriamo che lo faccia rapidamente e nell'unico modo possibile: abolendo questi costi di ricarica.

Girano in rete voci atte a screditare la petizione ( gli stessi che che prima invece sostenevano che era una bufala e non serviva a nulla) secondo cui se la petizione avrà successo poi gli operatori aumenteranno le tariffe. Quelle che loro chiamano "basse tariffe" italiane in effetti non sono basse affatto! Vediamo perché: un operatore X mi annuncia che la sua tariffa è di 15 Centesimi di € al minuto ma se poi devo pagare 25 Euro per averne 20 non pago la tariffa pubblicizzata a 15 cent di € al minuto, che quindi non corrisponde al vero perché ammortizzando il costo di ricarica (che equivale al 20%) devo aggiungere il 20% rappresentato dal costo di ricarica che devo ammortizzare alla tariffa. Di conseguenza 15 cent. + 20%= 18 cent (mentre lo spot diceva 15). E lo scatto alla risposta? Alla fine il costo effettivo arriva anche a +50% (nell'esempio indicato arrivando anche a 25-30 cent. di € al minuto ) rispetto al costo annunciato... come fa bene a ricordare anche Giusva Iannitelli su Mobileblog.

Come ho appena detto quindi, quelli pagati dagli operatori per mettere in giro voci atte a screditare la petizione giustificano il costo di ricarica sostenendo (a torto) che in Italia avremmo le tariffe piu' basse. Guardate con i vostri occhi che ciò non è assolutamente vero: in Austria (operatore Yesss) pagano 6,9 centesimi al minuto (senza costo di ricarica né scatto alla risposta) . In Finlandia (operatore Kolumbus) lo stesso: 0,069 € al minuto sempre senza costi di ricarica o scatto alla risposta. E per finire in Belgio si arriva anche a 5 centesimi di € al minuto (sempre lordo).

Ricordo ancora che in Francia chi ricarica il telefonino riceve un importo maggiore rispetto a quanto pagato fino ad arrivare al taglio da 100 € che da diritto a 150€ di credito.
Persino l'antitrust ha confermato quello che io e i firmatari della petizione sosteniamo da Aprile scorso e cioè, riassumedo:
- che si tratta di un'anomalia tutta italiana;
- che grava in particolar modo sui giovani e sulle fasce piu' deboli;
- che gli operatori hanno di fatto rinunciato a farsi concorrenza (chiamasi cartello).

Se non è ancora chiaro lo ripeto: Noi il costo di ricarica non vogliamo pagarlo su NESSUN TAGLIO!

In Francia (Operatore Orange): se ricarichi 5 hai 5; se ricarichi 10 hai 10; se ricarichi 15 hai 15; se ricarichi 25 hai 30 (si, 30); se ricarichi 35 hai 45 (si, 45); se ricarichi 50 hai 65 (si, 65); se ricarichi 75 hai 100 (si, 100); se ricarichi 100 hai 150 (si, 150); Fonte: orange.fr. Inoltre il costo della vita in Francia è piu' elevato che qui da noi.

Consiglio a tutti, di consultare il dossier a conclusione dell'indagine Antitrust-Agcom sui costi di ricarica. Tra le tante cose interessanti, a conferma di quanto io sto dicendo da mesi, troviamo, a pagina 32:

"...61. In particolare, stante l’obiettivo della presente indagine, è stata condotta una specifica ricognizione, con richieste di informazioni a tutte le Autorità nazionali di regolamentazione del settore, sulla presenza, o meno, nei Paesi europei, di una componente di prezzo fissa per il consumatore assimilabile al contributo di ricarica. Al riguardo, è emerso come in nessuno dei principali Paesi europei (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), e nemmeno nella stragrande maggioranza delle altre nazioni (quali ad esempio Bulgaria, Danimarca, Estonia, MALTA e Portogallo), è presente una componente di prezzo che va a remunerare il servizio di ricarica. Analogamente, con riguardo ai contratti in abbonamento, si osserva che non è rinvenibile una componente di prezzo assimilabile al canone di concessione governativa pagato dagli utenti italiani...."

E ancora, sempre dal dossier:

"...il mercato italiano presenta, in prima approssimazione, prezzi inferiori alla media. Tuttavia, va considerato che i risultati ottenuti non tengono conto dei contributi
delle ricariche, e quindi IL LIVELLO DEI PREZZI ITALIANI VIENE IN TAL MODO SOTTOSTIMATO. CONSIDERANDO L'INCIDENZA MEDIA DEL CONTRIBUTO DI RICARICA SUL PREZZO MINUTARIO (SUPERIORE, COME SI VEDRA' IN DETTAGLIO NEL SEGUITO, AL 20%), IL LIVELLO DEI PREZZI "REALI" APPARE, IN PRIMA APPROSSIMAZIONE, QUANTOMENO ALLINEARSI A QUELLO MEDIO EUROPEO...."

Poi vorrei capire: com'è che, nonostante nel dossier se ne faccia riferimento (anche se per sommi capi) le Authority sembra abbiano dimenticato che i costi di ricarica non vengono applicati soltanto alla telefonia mobile ma anche ad esempio al digitale terrestre (si veda Mediaset Premium). Moltissimi mi hanno scritto e continuano a scrivermi lamentandosi di questa situazione e spero che l'AGCOM tenga presenta questa cosa quando interverrà.

Il mese appena trascorso ha visto un boom incredibile di visite ad Aboliamoli.eu . Un'incremento che è facile notare dal numero di paesi stranieri che hanno visitato il sito (nonostante esso sia solo in italiano) ben 67! Dall'Italia (che ovviamente è il primo Paese) con il 95,7% dei visitatori alla Spagna, passando per Hong Kong, Canada, Turchia, Territori Palestinesi, Albania e finendo al Vaticano (1 visita, chi sarà? eheh)

Stamattina è andata in onda su Eco Radio un servizio sui costi di ricarica in cui c'era anche uno stralcio di un'intervista al sottoscritto.

Ricordo a tutti l'appuntamento domani sabato 2 dicembre con il TG3 DELLE 14.20, DURANTE IL TG3 SCENARI andrà in onda una intervista al sottoscritto e un servizio sui costi di ricarica.

Per quanto riguarda il rimborso dei costi di ricarica sostenuti finora, attendiamo l'intervento dell'Authority prima di muoverci, intanto invito tutti a conservare tutte le ricevute delle ricariche effettuate. Speriamo che Calabrò vorra intervenire seriamente abolendo questo balzello o dovremo per una volta dar ragione ad un'associazione dei consumatori che si è detta pronta a citare i giudizio i presidenti delle due Authority.

Qualcuno mi ha fatto notare che esiste un Premio "Amico del consumatore" che viene dato da Intesaconsumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) che viene assegnato ogni anno ai personaggi del mondo politico, istituzionale, dell’informazione e dei vari settori della società civile che nel corso dell’anno si sono distinti per l’attenzione mostrata nei confronti dei consumatori italiani. Mi hanno chiesto se l'avessi ricevuto e ho risposto in modo negativo. Quest'anno le sopra citate associazioni dei consumatori hanno ritenuto preferibile consegnarlo, tra gli altri, all'On. Tabacci (UDC) e al Ministro Bersani (DS)..... non c'è bisogno di aggiungere nulla.....

L'Antitrust mi ha scritto qualche giorno fa, pensavo ad un risvolto sull'esposto presentato per la pubblicità ingannevole dello spot TIM. Invece no, mi hanno informato che il mio esposto era incompleto perché non era indicato il giorno, l'ora e il minuto oltre al canale in cui è andato in onda lo spot. Come potrete immaginare non mi sono perso d'animo e ho fornito queste informazioni all'Antitrust (mica possono farlo loro?) Lo spot incriminato: versione integrale - minispot e il Cartone Animato di Nicola Brusco

Grazie ancora tra gli altri al Dott. Masucci di Campaniasuweb, a Peppe D'Ambra che scrive su "Il Golfo".

Sulla Home Page di Aboliamoli.eu è presente da qualche tempo un logo con un codice html per chi volesse contribuire a far conoscere l'iniziativa. Basta incollare il codice html sul proprio blog/sito ed avrete fatto qualcosa affinché l'iniziativa non finisca nel dimenticatoio. Grazie

I Bloggers sono il cuore pulsante della rete, ringrazio tutti i sostenitori della petizione che hanno inserito il logo dell'iniziativa con il link al sito.

Ricordo la Newsletter a cui è possibile iscriversi per restare aggiornati via e-mail sugli sviluppi dell'iniziativa ed il neonato Forum di Aboliamoli.eu a cui invito tutti a partecipare.

Grazie per il Vs sostegno!

Andrea D'Ambra - www.aboliamoli.eu

andrea d'ambra ha detto...

ANDREA D'AMBRA AL TG3

Ampio spazio viene dato dal TG3 all'iniziativa del giovane Andrea D'Ambra.

Il Tg3 di sabato 2 Dicembre ha dedicato ampio spazio al promotore della petizione contro i costi di ricarica, nell'edizione delle 14.20 durante la rubrica TG3 SCENARI in onda il sabato e realizzando un servizio approfondito sulla vicenda comprensivo di un'intervista al giovane ischitano

Intanto le firme sono quasi giunte a quota 800mila e l'Authority delle Comunicazioni ha annunciato, attraverso il Presidente Calabrò che, se gli operatori non si adegueranno interverrà quest'ultimo con un intervento mirato all'abolizione di quest'anomalia tutta italiana.

Il Video del servizio del TG3 oltre che maggiori informazioni, (anche per le richieste di rimborso dei costi di ricarica già sostenuti), sono disponibili sul sito www.aboliamoli.eu

Valerio (1985) ha detto...

Io vorrei dire solo che secondo me fanno bene a fregare soldi in ogni modo possibile perchè c'è gente imbecille che quì ha dimostrato di non avere cecrvello per opporsi a chi specula..e spero proprio che continuino a regalare soldi a questi signori per tutta la vita.Io non ci stò e almeno ci provo ad oppormi così ho la facoltà di lamentarmi se qualcsoa non cambia..voi invece dovrete stare zitti..mi sembra di stare a scuola con quelli che dicevano : no è inutile lamentarci..così ci metteranno 2!! andatelo a dire a quelli del '68 e a tutti quelli che con la voce ed i numeri hanno cambiato la storia rischiando qualcosa di molto più grosso.imbecilli.

andrea d'ambra ha detto...

LA PETIZIONE D'AMBRA CONTRO I COSTI DI RICARICA RAGGIUNGE QUOTA 800MILA FIRME
La straordinaria cifra ad appena 8 mesi dalla nascita della petizione (Aboliamoli.eu)
Il Promotore della Petizione: "l'AGCOM intervenga rapidamente per abolire quest'anomalia tutta italiana"

Ischia, 6 Dicembre 2006 -- La petizione D'Ambra, così rinominata da Punto Informatico dal nome dell'autore nonché primo firmatario, studente in Scienze Politiche alla Federico II di Napoli, contro i costi di ricarica (www.aboliamoli.eu) , ha raggiunto quest'oggi la ragguardevole ed impressionante cifra di 800mila firme. La Petizione si conferma come l'unica in Italia, lanciata da un singolo cittadino, che abbia raggiunto un risultato del genere.
Attendiamo ora che l'Authority per le Comunicazioni intervenga rapidamente per abolire quest'anomalia tutta italiana che oltre a non trovar alcuna giustificazione, cosi' come provato dall'indagine congiunta effettuata dall'Antitrust e dall'Agcom costituisce un vero e proprio cartello posto in essere dagli operatori di telefonia mobile italiani che, soltanto nell'ultimo anno hanno ricavato 1,7 miliardi di Euro grazie a questo balzello.
Ci sono voluti 5 mesi per mettere la parola fine sull'indagine congiunta. Quanto dovremo ancora aspettare affinché quanto scritto nel dossier di 91 pagine redatto dalle due Authority si tramuti in azioni concrete?
Il costo di ricarica non ha alcuna giustificazione e va abolito, lo chiedono 800mila persone che ricordano che non esiste in nessun altro paese al mondo e non risponde al vero neanche la disinformazione con la quale gli operatori italiani si difendono secondo cui in Italia avremmo le tariffe piu' basse d'Europa (come documentato sul sito www.aboliamoli.eu paesi come Austria, Finlandia e Belgio, solo per citarne alcuni hanno tariffe molto piu' basse di quelle italiane, senza costi di ricarica né scatto alla risposta) In Francia inoltre il credito ricevuto è superiore all'importo pagato e non inferiore come avviene soltanto in Italia.
Se l'Authority per le comunicazioni (AGCOM) non vorrà risolvere quest'anomalia tutta italiana dovremo vederci pronti a citare in giudizio i presidenti delle due Authority e appellarci alla Commissione Europea, l'unica istituzione che fin qui si è sempre mostrata seria, sensibile ai problemi dei Cittadini e ligia ai suoi doveri istituzionali. Al contrario dei Garanti italiani che in tutto questo tempo hanno fatto finta di non vedere cosa stava accadendo (e accade tuttora) nel nostro paese.
Intanto, dopo quello contro Tim per lo spot tv segnalato qualche settimana fa ho presentato un esposto all'Antitrust per il messaggio ingannevole che l'operatore "Tre" attua attraverso le sue schede ricaricabili dove compare il messaggio falso ed ingannevole: "nessun costo di ricarica".
Stiamo inoltre valutando, insieme ad un gruppo di avvocati la richiesta di rimborso di tutti i costi di ricarica sostenuti da noi consumatori fino ad oggi e invito tutte le persone interessate a visitare il sito www.aboliamoli.eu per maggiori informazioni a riguardo.

Andrea D'Ambra
Promotore della Petizione
http://www.aboliamoli.eu

Anonimo ha detto...

Mi meraviglio di trovare,su un serio sito di questa caratura come questo,un commento così tanto superficiale sulla petizione per abolire i costi di ricarica.

Non approvo per niente l'utilizzo del termine bufala per etichettare la petizione.

Penso infine che i costi di ricarica sarebbero già stati aboliti

Anonimo ha detto...

Mi meraviglio di trovare,su un serio sito come questo,un post così tanto superficiale sulla petizione per abolire i costi di ricarica.

Non approvo per niente l'utilizzo del termine bufala per etichettare la petizione.

La petizione è reale,creata da un cittadino reale(lo affermo perchè lo conosco di persona),mira a levarci di torno una tassa ingiusta e non è per nulla truffaldina come si vorrebbe far credere definendola "bufala".

Anzi,truffaldina è la situazione attuale,che la petizione mira a far cessare,in cui per colpa dei costi di ricarica chi usa il telefonino non sa esattamente quanto costa una telefonata.

Penso infine che i costi di ricarica sarebbero già stati aboliti se non fosse stato pubblicato un articolo così scadente e pieno di imprecisazioni contro la petizione.

Mi tocca ripetermi:
Ci sono persone che meriterebbero di pagare a vita i costi di ricarica!

Il mio grazie ad Andrea D'Ambra che aiuta realmente i consumatori!

Alessandro

andrea d'ambra ha detto...

TELEFONINI: CALABRO',PRESTO INTERVENTO SU COSTI RICARICHE
"Penso che in termini brevissimi il nostro intervento potra' essere molto, molto efficace": Corrado Calabro', presidente dell'Autorita' sulle Comunicazioni, intervenuto a Consumi & Costumi, il programma di Repubblica Tv condotto da Giovanni Valentini, annuncia un intervento sui costi delle ricariche dei telefonini. Nei giorni scorsi, al termine dell'indagine congiunta di Agcom e Antitrust, il presidente Calabro' aveva annunciato "regole vincolanti" sui costi delle ricariche telefoniche se la 'moral suasion' nei confronti dei gestori di telefonia mobile non fosse bastata.
"Non posso anticipare le decisioni del consiglio - ha affermato oggi Calabro' - ma presto imporremo che questo scalino venga appianato. Noi non possiamo abolire i costi di ricarica, perche' siamo in una economia di mercato. Se i gestori hanno dei costi e' giusto che siano remunerati, ma non accentuati a scapito di giovani o anziani. Questa accentuazione anomala e' una gobba che noi spianeremo".

Andrea D'Ambra: l'intervento arrivi subito, i gestori non hanno costi che giustifichino il costo di ricarica!

Il Promotore della petizione contro i costi di ricarica (www.aboliamoli.eu ), che ha appena raggiunto 800mila firma si augura che Calabrò voglia davvero intervenire ma seriamente e subito. I costi di ricarica possono essere aboliti, lo conferma il fatto che non esistano in nessun altro paese al mondo, non vedo a quali costi speciali vadano incontro i nostri operatori che i colleghi del resto del mondo non sostengono. Non penso facciano beneficienza gli operatori stranieri. Soprattutto per quanto riguarda le ricariche on-line, non c'è assolutamente alcun costo da parte dell'operatore e per queste ricariche l'AGCOM dovrà abolire qualsiasi costo di ricarica. Tengo a ricordare a Calabrò che l'operatore WIND non aveva alcun costo di ricarica quando è entrato nel mercato italiano, per poi "adeguarsi" qualche anno dopo agli altri operatori e attuando quello che di fatto è un vero e proprio cartello a danno dei consumatori. Come faceva wind a "sopravvivere" senza costi di ricarica se Calabrò afferma che i gestori hanno dei costi? Abbiamo inoltre annunciato che faremo richiesta di rimborso di tutti i costi di ricarica sostenuti finora, siamo già all'opera con uno staff legale creato ad hoc. Maggiori informazioni sul sito della petizione www.aboliamoli.eu

andrea d'ambra ha detto...

Aiutateci a diffondere la nostra newsletter, invitate i vostri amici ad iscriversi!
8 Dicembre 2006 - ORE 16.45 - 801.117 FIRME!!!!!!! Superata quota 800,000 firme!!!!!

Calabrò: si proprio lui, il Presidente dell'Agcom (Authority Garante per le Comunicazioni) che, chi segue ormai da tempo la petizione conoscerà bene, lo stesso che non fece nulla, nonostante le mie richieste, fino a quando non fu obbligato ricevendo comunicazione dalla Commissione europea, lo stesso che disse che l'indagine sarebbe durata 2 mesi (in realtà poi è stata chiusa dopo oltre 5 mesi) lo stesso che il 28 Novembre scorso disse "Via i costi di ricarica o interverrò" (Qui il pezzo di Repubblica) ieri ha rilasciato nuove dichiarazioni (ma qualche azione concreta mai?) intervendo a Repubblica TV ha dichiarato: "Presto interverremo, lo scalino non potrà essere annullato, ma, di certo lo taglieremo" Lo scalino?!? tagliarlo?!? Ma di che parla Calabrò? Forse non è ancora ben chiaro che i costi di ricarica VANNO ABOLITI COMPLETAMENTE! Siamo di fronte ad un cartello!!! La stessa indagine lo evidenzia nel dossier redatto fortunatamente anche dall'Antitrust che scrive testualmente: "Apparentemente, la componente di prezzo costituita dall’onere di ricarica, che rappresenta quasi un quinto del prezzo finale, è sottratta alle dinamiche concorrenziali, quasi fosse un elemento esogeno." e continua "La stessa Wind, che in un primo tempo aveva adottato una strategia “volta alla costituzione di una sufficiente base di utenti” fondata su una maggiore significatività del prezzo variabile (eliminando contributi di ricarica e scatto alla risposta) si è allineata alla struttura two part pricing “una volta conclusasi tale fase” (verbale audizione Wind del 19 giugno 2006). (Pagine 80-81 del dossier) Cosa attende l'Antitrust a sanzionare quindi questo cartello? Come può sostenere Calabrò di non poterli abolire ma soltanto "tagliare lo scalino per le ricariche di taglio minore" in quanto siamo in libero mercato. Il libero mercato coincide con libera concorrenza. Qui invece ci troviamo di fronte ad un evidente cartello (accordo fra gli operatori) che ostacola il libero mercato e la concorrenza. Capisco che ci sono 1,7 miliardi di Euro in gioco (tanto hanno ricavato gli operatori nel 2005 soltanto grazie ai costi di ricarica) ma Calabrò dovrebbe fare da Garante a noi consumatori e non agli operatori! Come fa a sostenere che hanno dei costi e quindi non possono abolirli? Negli altri paesi del mondo sono per caso stupidi gli operatori di telefonia mobile? Wind quando non aveva costi di ricarica (lo sottolinea anche l'Antitrust) era stupida o andava forse contro i propri interessi?

Il Video della trasmissione di ieri, con l'intervento di Calabrò e una mia intervista registrata (peccato non sia potuto intervenire in diretta per dire due parole a Calabrò) è visionabile qui - Ci sono anche delle perle di saggezza nelle quali il Presidente dell'Agcom afferma che abbiamo le tariffe piu' basse e il mercato piu' concorrenziale del mondo.

Da qualche giorno potete vedere sul sito una pagina creata per dare informazioni sul rimborso dei costi di ricarica. E' tutto in fase di valutazione con uno staff legale creato ad hoc. Per il momento non c'è niente di sicuro ma conservarsi le ricevute delle ricariche (o gli estratti conto per chi le fa on-line) non costa nulla quindi fatelo.

Ho creato anche una pagina denominata "Cronistoria" per semplificare un po' tutte le tappe della vicenda, dagli inizi ad oggi.

Nel numero del settimanale "Visto" in edicola questa settimana c'è un articolo di ben due pagine (una e due)ad opera di Gisella Desiderato che ringrazio.

Sono disponibili on-line nella sezione VIDEO IN TV i video di Mi Manda Raitre del 17 Novembre e del Tg3 Scenari del 2 Dicembre

Mi hanno segnalato, e sono anche riuscito a vederlo in diretta che il " Tg3 cifre in chiaro" di oggi delle 12.40 ha realizzato un servizio di circa 5 minuti sui costi di ricarica. Purtroppo però hanno parlato solo delle Authority come se queste fossero intervenute in modo automatico ed autonomo senza citare minimamente la petizione.

Grazie inoltre all'On. Frassoni (Verdi) per l'Interrogazione alla Commissione Europea presentata in questi ultimi giorni.

La prossima settimana dovremmo (almeno spero) avere qualche risposta anche dal Ministro Gentiloni. Lunedì infatti 11 Dicembre sarà a Strasburgo per un incontro con i membri italiani del Parlamento Europeo. Inoltre dovrà presentarsi in Commissione alla Camera dove dovrà rispondere alla prima interrogazione presentata sui costi di ricarica dall'On. Foti (Alleanza Nazionale). Intanto attendiamo ancora una risposta anche dalla Commissione europea che purtroppo non ha ancora risposto neanche alla prima interrogazione (PRIORITARIA) presentata dall'On. Battilocchio (Nuovo Psi) quasi due mesi fa.

Intanto, dopo quello riguardante lo spot ingannevole di Tim, lunedi' scorso ho presentato un nuovo esposto all'Antitrust per il messaggio ingannevole "nessun costo di ricarica" che l'operatore "Tre" veicola attraverso le proprie schede di ricarica.

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Andrea D'Ambra - www.aboliamoli.eu

andrea d'ambra ha detto...

LA COMMISSIONE EUROPEA RISPONDE SUI COSTI DI RICARICA

Costi di ricarica
Bruxelles: "Intervengano le Authority italiane. AGCOM e AGCM hanno il compito di monitorare il mercato e di intervenire a livello regolamentare".
"In base ai risultati dell'indagine ̬ previsto un possibile intervento di AGCOM sui costi di ricarica finalizzato Рtra gli altri - a tutelare gli interessi degli utenti. E' inoltre specificato che gli operatori dovranno fornire agli utenti informazioni trasparenti sui prezzi e le tariffe delle carte prepagate."
Andrea D'Ambra, promotore della petizione contro i costi di ricarica: "Calabrò (Agcom) non attenda più un secondo, intervenga immediatamente per abolire questo balzello tipicamente italiano!"


La lettera ricevuta dalla Commissione europea:

Gentile sig. D'Ambra,

La ringrazio per la Sua email del 28 Novembre 2006 indirizzata alla sig.ra Kroes che mi ha chiesto di risponderLe in suo nome. Come nella Sua email inviata al Presidente Barroso in pari data, Lei chiede alla Commissione un commento sull'indagine conoscitiva conclusa dalle Autorità italiane (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - AGCOM e Autorità garante della concorrenza e del mercato – AGCM) sui c.d. "costi di ricarica" per i telefoni mobili. Lei chiede anche di sapere se la Commissione intende intervenire sulla questione.

Come Lei sa dalla risposta inviataLe a nome del Presidente Barroso, la Commissione ha scritto ad AGCOM e AGCM il 3 Maggio 2006, a seguito della Sua email del 2 Aprile 2006 inviata al Competition Consumer Officer, nella quale Lei denunciava una presunta anomalia italiana sui costi di ricarica per i telefoni mobili. In particolare, la Commissione ha chiesto alle Autorità se avessero intenzione di investigare la questione.

AGCOM e AGCM hanno risposto con l'apertura di un'indagine conoscitiva congiunta in data 7 Giugno 2006 e conclusasi il 15 Novembre 2006. In base ai risultati dell'indagine ̬ previsto un possibile intervento di AGCOM sui costi di ricarica finalizzato Рtra gli altri - a tutelare gli interessi degli utenti. E' inoltre specificato che gli operatori dovranno fornire agli utenti informazioni trasparenti sui prezzi e le tariffe delle carte prepagate.

In virtù del fatto che il centro di gravità della presunta anomalia è il territorio italiano, la Commissione ritiene appropriato che la questione sia affrontata dalle autorità nazionali essendo queste posizionate meglio per investigare la questione. Infatti, AGCOM e AGCM hanno il compito di monitorare il mercato e di intervenire a livello regolamentare (o sulla base della normativa a tutela della concorrenza) qualora sia ritenuto necessario.

Pertanto, sulla base dell'azione intrapresa dalle Autorità italiane, la Commissione non intende analizzare la compatibilità dei costi di ricarica dei telefoni mobili italiani con la normativa comunitaria.

Cordiali saluti,

Michael ALBERS
Acting Director "Telecommunications and post, information society Coordination"
Competition Directorate-General
European Commission
Office J70 2/260
B-1049 Brussels
Belgium
Tel: +32 2 296 18 74
Fax: +32 2 296 98 19

andrea d'ambra ha detto...

Aggiornamento: 12/12/2006 ORE 18.45 AGENZIA ANSA:
ROMA, 12 DIC - I costi di ricarica e l’aumento del canone Telecom sono tra gli argomenti all’ordine del giorno domani al Consiglio dell’Autorita’ delle tlc. La manovra tariffaria di Telecom, per legge dovra’ essere a costo zero per i clienti in base al principio del price cap. Il Consiglio e’ chiamato anche a esaminare la questione dei costi di ricarica, nonche’ a decidere l’avvio di una consultazione pubblica sull’offerta ‘Casa numero fisso’ di Vodafone, che ha provocato una lite legale fra i due colossi.

Incrociamo le dita e speriamo bene…. che sia la volta buona?

Andrea D'Ambra

www.aboliamoli.eu

www.andreadambra.eu

andrea d'ambra ha detto...

COMUNICATO STAMPA

Oggi, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha esaminato gli esiti dell’indagine conoscitiva sui servizi di telefonia mobile con ricarica del credito ed ha deciso di promuovere un intervento regolamentare a tutela degli utenti attraverso lo svolgimento - ai sensi di legge - di una consultazione pubblica della durata di 30 giorni. A conclusione di tale consultazione, sarà assunta la decisione finale.

Obiettivo della nuova struttura tariffaria è garantire la massima trasparenza e tutelare le fasce sociali più deboli, che sono quelle che oggi subiscono il maggiore aggravio del costo.

Andrea D’Ambra, promotore della petizione contro i costi di ricarica, da cui è scattato l’intervento dell’Authority dopo la denuncia alla Commissione Europea afferma: “stiamo andando nella direzione giusta, spero che l’Authority questa volta prenda in considerazione le oltre 800mila persone che ad oggi hanno firmato la petizione chiededo l’abolizione dei costi di ricarica ed abbia l’accortezza di convocarmi durante la consultazione pubblica“; il giovane studente continua: “in questi mesi sono venuto in possesso di molte informazioni che avrei il piacere di illustrare al Presidente Calabrò circa quest’anomalia tutta italiana rappresentata da un vero e proprio cartello, resto quindi in attesa di un invito alla convocazione che si terrà entro i prossimi 30 giorni dopo il mancato invito all’audizione del 23 Ottobre scorso”

andrea d'ambra ha detto...

15 Dicembre 2006 - Ore 16.30 - 804.870 FIRME!!!!! Ci siamo quasi! Qualcosa si sta muovendo…


E’ come saprete infatti notizia dell’altro ieri che l’Agcom ha annunciato che entro 30 giorni ci sarà la decisione finale sui costi di ricarica, dopo un’audizione pubblica a cui prenderanno parte operatori e consumatori e alla quale ho chiesto di partecipare (penso che mi spetti di essere ascoltato…)
Non la pensa cosi’ evidentemente l’Agcom che già lo scorso 23 Ottobre non ritenne opportuno invitarmi ed ora ho appena saputo che lunedì 18 le associazioni dei consumatori sono convocate al tavolo per discutere di TLC e quindi anche di questo ma al sottoscritto non è pervenuto nulla (di nuovo!)

Nella sezione Video, aggiornata, potete ora osservare il servizio del TG3 con l’intervista a Calabrò (che mi compiaccio usi le stesse mie parole) per definire i costi di ricarica.

In quella Audio invece è stata inserita l’intervista concessa a Radio Kiss Kiss

In Documenti invece potrete, se volete, leggere la risposta della Commissione Europea al sottoscritto che sottolinea come l’intervento ora sia di competenza delle Authority italiane mentre restano ancora senza risposta le numerose interrogazioni presentate sia alla Commissione Europea che al Ministro delle Comunicazioni Gentiloni da parte di diversi parlamentari, sia di destra che di sinistra.

Come vi avevo già segnalato la scorsa settimana, proprio tramite un Europarlamentare, l’On. Sepp Kusstatscher (Verdi) ero venuto a conoscenza del fatto che lunedì scorso il Ministro Gentiloni si sarebbe dovuto recare a Strasburgo per un incontro con i membri italiani del Parlamento Europeo.
Di tutti gli Europarlamentari contattati e messi a conoscenza dell’incontro purtroppo chi per un motivo, chi per un altro, nessuno sembrava essere riuscito ad andare all’incontro col Ministro Gentiloni (anche per chiedere spiegazioni e risposte circa i costi di ricarica).

Ieri poi ricevo una e-mail dall’On. Angelilli (AN) che mi scrive:

Caro Andrea,
come da te suggerito ho posto la domanda sui costi di ricarica al ministro Gentiloni qui a Strasburgo e, ovviamente, non ho ricevuto alcuna risposta.
Semplicemente, non ne sapeva nulla…mi ha dato una risposta generica e insignificante…non ho parole!
A presto,
Roberta Angelilli

Rimango basito di fronte a questo messaggio….. roba da non credere…. un Ministro delle Comunicazioni che “non ne sapeva nulla”?!?!…Fortunatamente c’è stata un’Europarlamentare che si è sentita in dovere di andare a parlare con il Ministro Gentiloni e di porgli la domanda sui costi di ricarica. Grazie all’On. Angelilli!

Aspettiamo quindi la risposta che Gentiloni dovrà dare per forza ai Parlamentari Italiani che hanno posto delle interrogazioni con la speranza che in quell’occasione Il Ministro vorrà essere un po’ piu’ loquace!

Molte sono le segnalazioni che ricevo quotidianamente per i tanti soprusi di cui noi consumatori siamo purtroppo vittime…
Sul lato destro del blog ho inserito dei links che possono essere utili in questi casi tra cui potete notare la Polizia Postale, l’Antitrust (tra le altre cose per segnalazioni di pubblicità ingannevole), l’Agcom (disservizi telefonici etc.) e… dulcis in fundo la Commissione Europea

Il Manifesto di ieri ha pubblicato un altro articolo, che potete leggere nella sezione “Parlano di noi“, sugli sviluppi dell’iniziativa, mi piace molto come conclude. Grazie alla Gentilissima Cinzia Gubbini!

Grazie anche alla rivista on-line Ecquologia per la costanza con la quale, sin dagli inizi, aggiorna i propri lettori sulla petizione.



Lunedì 18 sera avrò il piacere di partecipare a MTV Voice che va in onda su MTV Italia lunedì alle 21.30 condotto da Camila Raznovich in cui si parlerà tra l’altro di nuove tecnologie.
Non ricevendo purtroppo MTV Italia (è in chiaro sul satellite atlantic bird) sarei infinitamente grato a chi potesse farmi la cortesia di registrarmelo (perché no, anche in formato dvd). Grazie! E Grazie anche alla Redazione di MTV Voice! (Apprezzo in particolar modo il loro interessamento…. il perché ve lo spiegherò da martedi)



Sulla Home Page di Aboliamoli.eu è presente da qualche tempo un logo con un codice html per chi volesse contribuire a far conoscere l’iniziativa. Basta incollare il codice html sul proprio blog/sito ed avrete fatto qualcosa affinché l’iniziativa non finisca nel dimenticatoio. Grazie!

I Bloggers sono il cuore pulsante della rete, ringrazio tutti i sostenitori della petizione che hanno inserito il logo dell’iniziativa con il link al sito.

Ricordo la Newsletter (siamo ritornati a Yahoo gruppi) a cui è possibile iscriversi per restare aggiornati via e-mail sugli sviluppi dell’iniziativa ed il Forum di Aboliamoli.eu a cui invito tutti a partecipare.

Grazie per il Vs sostegno!

Andrea D’Ambra - www.andreadambra.eu

andrea d'ambra ha detto...

COMUNICATO STAMPA - CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE

ABOLIZIONE DEI COSTI DI RICARICA - CE L'ABBIAMO FATTA!!!!
La vittoria è degli oltre 800mila firmatari della Petizione Aboliamoli.eu

Con grande contentezza apprendiamo che l'abolizione dei costi di ricarica è stata introdotta al primo articolo di un decreto legge varato questa sera dal Governo. Finalmente, dopo oltre 9 mesi dal lancio della petizione contro quest'anomalia tutta italiana dal sito www.aboliamoli.eu che ad oggi ha raccolto oltre 800mila firme, grazie anche al sostegno ricevuto da Beppe Grillo e da organi di informazione come Punto Informatico, Consumi & Consumi (Rainews24) e Mi Manda Raitre, tra i primi a sostenerci in tempi non sospetti, arriva il momento da noi tanto atteso.
E' una grande soddisfazione vedere quest'azione partita dal basso, dalla rete, dai cittadini e dalla gente comune sfociare in una cosi' grande e bella Vittoria!
E' stato necessario l'intervento di un singolo cittadino che ha fatto appello alla Commissione Europea, nonostante le varie istituzioni italiane preposte al controllo e le varie associazioni in difesa dei consumatori affinché si potesse mettere una volte per tutte la parola FINE su quest'anomalia tutta italiana.
Che gli operatori adesso si adeguino immediatamente e rispettino la legge!
Generazione Attiva, associazione nazionale in difesa dei consumatori, nata dall'esperienza del promotore della petizione contro i costi di ricarica annuncia che assisterà i propri iscritti nella richiesta di rimborso per tutti i costi di ricarica sostenuti finora da noi cittadini/consumatori. Chiunque voglia aderire può farlo dal sito www.generazioneattiva.it
Questa è stata solo la prima di una serie di battaglie che porteremo avanti, in difesa del cittadino/consumatore, contro i soprusi a cui quotidianamente dobbiamo sottostare.

Andrea D'Ambra
Presidente Generazione Attiva
www.generazioneattiva.it

andrea d'ambra ha detto...

RICONOSCIUTO IL MERITO DELLA PETIZIONE!

Pagina 3 del documento del Governo:
"Il governo risponde alla petizione [Aboliamoli.eu NDR] dei consumatori alla Commissione Ue che ha ormai superato le 810mila firme."

Leggi il documento - Clicca qui (http://www.aboliamoli.eu/liberalizzazioni.pdf)

ECCO IL TESTO DEL DECRETO (www.andreadambra.eu )

Il testo è ancora una bozza ed è quindi soggetto a modifiche fino al momento della pubblicazione in gazzetta ufficiale.

Decreto-legge«Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese (impresa in un giorno)». Cdm 25.1.2007

CapoI
Misure immediate per la tutela dei consumatori

ARTICOLO1
Ricarica nei servizi di telefonia mobile, trasparenza e libertà di recesso dai contratti con operatori telefonici, televisivi e di servizi internet.
1. Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonché di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, sono vietati,da parte degli operatori della telefonia l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonché la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato. Ogni eventuale clausola difforme è nulla ai sensi dell’articolo 1418 del Codice civile. Gli operatori adeguano la propria offerta commerciale alle presenti disposizioni entro il termine di 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge.
2. L’offerta delle tariffe dei differenti operatori della telefonia deve evidenziare tutte le voci che compongono l’effettivo costo del traffico telefonico, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto.
3. I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell’operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a 30 giorni. Le clausole difformi sono nulle fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente articoloi rapporti contrattuali già stipulati alla data di entrata in vigore della presente disposizione entro i successivi 30 giorni.
4. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni stabilisce le modalità attuative, ove necessarie all’attuazione del presente articolo, e le sanzioni per la violazione delle medesime disposizioni.

Andrea D'Ambra
Pres. Generazione Attiva
Associazione in difesa dei Consumatori
www.generazioneattiva.it

disi ha detto...

almeno azzerare i costi di ricarica è un primo passo. poi dipende da ognuno spendere meno...basta fare meno telefonate!! e vedrete che spenderete meno... già già...

andrea d'ambra ha detto...

Ho il piacere di informarVi che il decreto è stato pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale ed entra quindi in vigore da oggi. Gli operatori hanno da oggi massimo 30 giorni di tempo per adeguarsi. Parte il count-down! (su www.aboliamoli.eu) Aspettate a ricaricare, oramai manca poco

Andrea D'Ambra
Pres. Generazione Attiva
www.generazioneattiva.it
Testo in vigore dal: 2-2-2007

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Visto l'articolo 117 della Costituzione ed in particolare il comma secondo, lettere e), l) e m); Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di rimuovere ostacoli allo sviluppo economico e di adottare misure a garanzia dei diritti dei consumatori; Ritenuta, altresi', la straordinaria necessita' ed urgenza di intervenire per rendere piu' concorrenziali gli assetti del mercato e favorire la crescita della competitivita' del sistema produttivo nazionale, assicurando il rispetto dei principi comunitari; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 25 gennaio 2007; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dello sviluppo economico, del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro della pubblica istruzione e del Ministro per le politiche europee, di concerto con i Ministri per gli affari regionali e le autonomie locali, dei trasporti, per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, delle comunicazioni, delle infrastrutture, dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali; E m a n a il seguente decreto-legge:

Art. 1. Ricarica nei servizi di telefonia mobile, trasparenza e liberta' di recesso dai contratti con operatori telefonici, televisivi e di servizi internet 1. Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonche' di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, e' vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l'applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonche' la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato. Ogni eventuale clausola difforme e' nulla ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile. Gli operatori adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 2. L'offerta delle tariffe dei differenti operatori della telefonia deve evidenziare tutte le voci che compongono l'effettivo costo del traffico telefonico, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto. 3. I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facolta' del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell'operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni. Le clausole difformi sono nulle, fatta salva la facolta' degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente articolo i rapporti contrattuali gia' stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto entro i successivi sessanta giorni. 4. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni stabilisce le modalita' attuative delle disposizioni di cui al comma 2 e applica le relative sanzioni.

Turz ha detto...

E' arrivata l'inc**ata.
Wind ha deciso di aumentare del 20% il costo delle chiamate, del 7% lo scatto alla risposta e del 50% (!) il costo degli SMS del piano Wind 10 ("parli e scrivi a 10 centesimi PER SEMPRE!").

www.puntocellulare.it/notizie/8131/index.html
http://www.cellularitalia.com/news/wind489finewind10.php

Quindi grazie ad Andrea D'Ambra, ora PAGHERO', sotto forma di aumento tariffario, quel costo di ricarica che prima NON PAGAVO perche' caricavo 50 euro.

Quindi ancora una volta si dimostra quanto utopistiche siano le petizioni.

Grande Paolo che sbufala tutti!

skugnizzo ha detto...

ISTAT: Inflazione scende grazie all'abolizione dei costi di ricarica

Fonte: http://www.aboliamoli.eu/sole24ore_31_marzo.pdf

skugnizzo ha detto...

Caro Paolo,
finalmente il promesso aggiornamento è arrivato (meglio tardi che mai).
Capisco tu non voglia ammettere di aver sbagliato ma così è stato in questo caso.
Con l'abolizione dei costi di ricarica gli Italiani hanno risparmiato 1,7 Miliardi di Euro l'anno (fonte antitrust-agcom) scusa se è poco...
L'Italia è tornata ad essere un paese come gli altri del resto del mondo (ti ricordo che si trattava di un'anomalia tutta italiana) e il cartello (accordo) con il quale tutti e 4 gli operatori di telefonia mobile evitavano di farsi concorrenza non c'è piu.
Le rimodulazioni sono state praticate solo da 1 operatore (Wind) e siamo stati i primi a denunciarle alle Authority competenti (ora ci sono delle istruttorie aperte su questo) e il bello della concorrenza è che chi desidera può passare ad altro operatore ed approfittare delle offerte conseguenti.
Con immutatata amicizia
A presto
Andrea D'Ambra