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2007/08/14

Anticopia: Google chiude i video a pagamento, utenti buggerati

Gioie del DRM: clienti paganti bidonati da Google Video

Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

A Ferragosto, Google chiuderà il servizio a pagamento di Google Video e chiunque abbia acquistato video lucchettati da questo servizio non potrà più vederli. E non c'è assolutamente nulla da fare per cambiare le cose.

Questa, in sintesi, la lezione più bruciante ed esemplare di cosa significa il DRM: l'arroganza del potere applicata al mondo digitale. Quello che rende ancora più irritante la notizia è la fonte di questo sopruso: Google, il dittatore illuminato della Rete, la società che non sbaglia un colpo, il colosso che ci dovrebbe aiutare a sconfiggere il monopolio di zio Bill.

Forse è ora di svegliarsi e capire che Google è come tutte le altre aziende: non fa beneficenza, e se deve scegliere fra i propri interessi e quelli dei suoi clienti, sceglie i propri senza batter ciglio, e al diavolo la Difesa della Cultura Digitale e tutte quelle fesserie con cui spesso i pensatori della Rete imbellettano le dispute online.

Qui trovate la mail di annuncio della chiusura: chi ha pagato non potrà più vedere i video a partire dal 15 agosto. Trovate altri dettagli qui e qui, e un articolo profetico di Cory Doctorow qui. Ai clienti verranno dati cinque dollari di rimborso, da spendere nei siti convenzionati con il sistema di pagamento Google Checkout. Entro 60 giorni.

Questo è quello che chi è contrario al DRM paventava da tempo: comperando musica o video lucchettati, l'acquirente si espone alla revocabilità dei suoi diritti di visione o ascolto. Il DRM che consente il ritiro dei diritti di fruizione, come quello di Google Video, è equivalente a un poliziotto privato che ti entra in casa e ti porta via i libri che hai comprato e che credevi di possedere per sempre. E lo fa perché gli gira così, punto e basta. E tu, misero cliente, devi stare zitto e non fiatare, altrimenti sei un pirata, un sovversivo.

Per citare una celebre battuta, Google è come Darth Vader: "Ho cambiato le regole del nostro accordo. Prega che non le cambi ancora".

Aggiornamento (2007/08/22)


Google ha cambiato le regole dell'accordo. Ora sono leggermente migliori, ma la sostanza non cambia. I dettagli sono qui.

35 commenti:

Sheldon Pax ha detto...

Primo comandamento di chi compra su iTunes: Appena hai brani a sufficienza fatti un CD Audio!

Forse è per questo che i video (inclusi film e serie televisive) non si possono masterizzare per contratto

Francesco Sblendorio ha detto...

Secondo me invece accade che molti di coloro che comprano brani blindati con i DRM non si rendano conto di cosa abbiano effettivamente scaricato: si sente? va bene: ci saranno dei controlli, ma si sente, quindi si sentirà.

La prima volta che ho acquistato un brano con DRM è stato da "iMusic", un servizio di libero.it che permette(va?) di scaricare musica pagando con il credito residuo del telefonino (all'epoca non avevo la PostePay). Non sapevo che fosse lucchettato: scaricai un file .wmv che non riuscivo a far suonare a VLC, mentre con Winamp sì, ma mi resi conto che Winamp stava scaricando una sorta di "chiave"... avevo un file criptato CACCHIO! Avevo comprato un file che NON POTEVO LEGGERE se non chiedendo il permesso a "qualcuno" sulla rete che sa quando e come il permesso gliel'ho già chiesto!

Dopo 3 minuti avevo capito cosa è DRM e mi ci sono schierato contro.

Ecco, non so se coloro che acquistano brani con DRM si rendano conto di questo. Magari sono anche degli informatici, ma non avendo avuto "esperienza diretta" (=non hanno mai acquistato nulla di protetto) non riescono a capire l'accanimento contro questa "tecnologia".

axlman ha detto...

Tana per Paolo, nella prima riga dell'articolo:
chiunque ha —> chiunque abbia.

"Congiuntivite" anche tu?

Paolo Attivissimo ha detto...

Sistemato, grazie!

Mazzolator ha detto...

Ho un dubbio.
Riepilogo i fatti che conosco.
MS sta prendendo il controllo di tutta l'informazione del mondo. Sara' MS a decidere chi avra' liberta' di parola, e chi no.
Google vuole "solo" un monopolio economico di tutta l'informazione. Ma finche' regna il DRM, la strategia di Google non puo' portare al trionfo.
Il DRM fa arrabbiare molti utenti, ma al momento non c'e' una consapevolezza tale da fermare questa minaccia.
Supponiamo che quelli di Google vogliano combattere il DRM. Cosa possono fare?
Potrebbero forse distribuire informazione senza lucchetti? Questo non e' praticabile, i proprietari dei contenuti non accettano.
E allora ecco la loro mossa: creano consapevolezza su cosa sia veramente il DRM.
Per queste affermazioni temo che mi becchero' del "complottista" da Paolo, ma se ho ragione, vedremo altre mosse in questa direzione.

Stepan Mussorgsky ha detto...

Attenzione , però.

Concordo con l'impostazione , ma occhio con i paragoni. Google è una multinazionale, punto.

Google offre un ventaglio di ottimi servizi oltre al motore di ricerca, servizi gratuiti.

Ti risulta che la Coca Cola abbia mai offerto bevande gratis, stage gratis , alcunchè gratis?

Almeno Google offre un sacco di roba GRATIS, senza alcun vincolo.

Gooogle va sfruttato, non pagato.

Chi paga è un pò fesso, è vero, in quanto legittimo acquirente dovrebbe pagare, ma stai sicuro che se per assurdo, un domani dovessi pagare i miei search su google, smetto all'istante.

Il mercato è fatto di venditori e compratori, sta anche al "compratore" non farsi infinocchiare.

E' meglio diffondere metodi per sgamare il mercante furbetto piuttosto che difendere il compratore imbecille :)

JohnWayneJr ha detto...

"Chi paga è un pò fesso, è vero, in quanto legittimo acquirente dovrebbe pagare, ma stai sicuro che se per assurdo, un domani dovessi pagare i miei search su google, smetto all'istante.

Il mercato è fatto di venditori e compratori, sta anche al "compratore" non farsi infinocchiare.

E' meglio diffondere metodi per sgamare il mercante furbetto piuttosto che difendere il compratore imbecille :)"

E' quello che ho sempre sostenuto anch'io: mi danno dell'insensibile...
Se uno vuole buttare i propri soldi, liberissimo, quando spende poco si sente furbo, eh? Poi pretende che la società rimborsi i suoi "affaroni"!!!
La chiamano "circonvezione di incapace".
Io la chiamerei "giusta ridistribuzione della ricchezza (o estensione della legge di Darwin!)

Sheldon Pax ha detto...

No, momento. Se qualcuno sceglie di dare i propri servizi a pagamento, uno sceglie di comprare o lasciare sul banco e rivolgersi altrove. Se un artista "vende" la propria musica è giusto prenderla pagando, altrimenti c'è un sacco di musica distribuita in CC a cui rivolgersi. Il DRM è un'arma a doppio taglio, questo bisogna capirlo tutti, sia chi vende che chi compra, iTunes Plus e i servizi analoghi sono quelli che l'utenza deve "premiare", mentre si aprono gli occhi agli utenti ignari che prendono alla cieca per poi arrabbiarsi quando non possono più ascoltare la "loro" musica (basta una normale reinstallazione che non ripristini i certificati). Secondo me il DRM come lo conosciamo oggi è sulla via dell'estinzione ormai.

Dan ha detto...

"E' meglio diffondere metodi per sgamare il mercante furbetto piuttosto che difendere il compratore imbecille :)"
Ma in questo caso dov'è l'imbecillità del cliente? Nel non aver previsto a cosa poteva portare il DRM di Google? L'unica cosa che gli si potrebbe rimproverare è questa mancanza di "lungimiranza", ma per il resto è la condotta di Google che è deprecabile. Se un giorno arrivasse un commesso di un negozio in casa mia pretendendo di riprendersi i CD e DVD che ho comprato da lui, lo sbatterei fuori a calci.

"E allora ecco la loro mossa: creano consapevolezza su cosa sia veramente il DRM.
Per queste affermazioni temo che mi becchero' del "complottista" da Paolo, ma se ho ragione, vedremo altre mosse in questa direzione."

Troppo autolesionistico e altruistico contemporaneamente per essere plausibile da parte di una grande multinazionale...

Anonimo ha detto...

Secondo me il problema non è Google, anzi sorry non è SOLO Google, il problema è che finchè una dittasocietà/quello che vi pare si trova in condizione di inferiorità
a) rispetterà le regole solo e soltanto finchè sarà in suddetta condizione

b) una volta ottenuto il monopolio (e il consenso della gente) sarà lei a dettare le regole

c) l'unica cosa che conta quando ci sono di mezzo i soldi non sono gli ideali ma i soldi (quindi le scelte saranno dettate dalla convenienza economica) [per questo ora e sempre Open Software ;) ]

inutile farsi illusioni, le regole del gioco si rispettano solo per farsi belli agli occhi della gente, poi quando non conviene più si CAMBIANO le regole (così si sarà SEMPRE in regola)... mi ricorda certe dittature...

La cosa "buffa" è che le major discografiche, fino a poco fa, trattando l'utente come un delinquente lo costringevano, ipso facto, a diventare un pirata...
perchè con quei cacchio di DRM e il rischio di non potere ascoltare tra 10 anni un brano regolarmente comprato, oppure l'impossibilità di riprodurlo, COSTRINGEVANO/COSTRINGONO a scaricare musica illegalmente...
Il fatto che qualcuno abbia iniziato a vendere musica non allucchettata è un buon segno, ma secondo me non è giusto che un brano senza lucchetto costi di più (perchè loro includono in quella maggiorazione di prezzo il mancato guadagno dovuto alla pirateria, e quindi il succo rimane lo stesso)

scusatemi la prolissità ;)

JohnWayneJr ha detto...

"Se un giorno arrivasse un commesso di un negozio in casa mia pretendendo di riprendersi i CD e DVD che ho comprato da lui, lo sbatterei fuori a calci."

Beh, in quel caso il commesso commetterebbe qualcosa di illegale.
Ma se tu avessi firmato un contratto in cui davi libertà al commesso di revocare il possesso dei suddetti strumenti, senza alcuna ragione logica e senza che tu possa fare niente per impedirlo, quale dei due sarebbe il pirla?

La questione poi é ancora peggio: il commesso ti lascia i tuoi CD/DVD, ma ti rende impossibile l'utilizzo di lettori CD/DVD.
Cornuto e mazziato!

Anonimo ha detto...

"Creano consapevolezza su cosa sia veramente il DRM"".

Come dire: ti do un cazzotto per farti capire quanto sono violento..

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Dan ha detto...

"Ma se tu avessi firmato un contratto in cui davi libertà al commesso di revocare il possesso dei suddetti strumenti, senza alcuna ragione logica e senza che tu possa fare niente per impedirlo, quale dei due sarebbe il pirla?"
Ah beh, non so quale fosse il contenuto del "contratto utente" del servizio Google Video (ovvero quei testi lunghissimi che nessuno legge mai), ma è in ogni caso indegno che abbiano posto e poi messo in atto delle condizioni del genere. Se è il cliente il pirla (e bada bene, sei "pirla" perchè hai voluto agire onestamente!), è anche il venditore che è inqualificabile.

"La questione poi é ancora peggio: il commesso ti lascia i tuoi CD/DVD, ma ti rende impossibile l'utilizzo di lettori CD/DVD.
Cornuto e mazziato!"

Comunque venga attuato, è inammissibile. E intanto, il "delinquentone" pirata che ha scaricato da E-Mule e quant'altro, è alla fine quello furbo (e non "pirla") perchè non ha nessuno di questi problemi. E' sempre la solita storia.

axlman ha detto...

Dan
Ah beh, non so quale fosse il contenuto del "contratto utente" del servizio Google Video (ovvero quei testi lunghissimi che nessuno legge mai)

Proprio qui risiede la pirlaggine di molte persone: accettare con faciloneria condizioni che neanche hanno letto e poi lamentarsene...

Riccardo (D.O.C.) ha detto...

Proprio qui risiede la pirlaggine di molte persone: accettare con faciloneria condizioni che neanche hanno letto e poi lamentarsene...
Non sono mica tanto d'accordo: quanto meno, una clausola così inusuale in un contratto di compravendita è vessatoria, e secondo la nostra legge richiede una firma esplicita che nel caso in questione non credo sia stata richiesta. Inoltre, il fatto di imporre un prezzo dicendo che in qualunque momento l'uso del bene potrà essere revocato non configura una vendita, secondo me, ma un noleggio o qualcosa di simile (riservato dominio? Avvocati, aiutatemi voi!). E se non vengono stabiliti a priori precisi limiti temporali di godimento del bene, credo che la cosa sia illegale. Almeno in Italia.
Ma quando io compro qualcosa, visto che l'istituto della vendita è vecchio quanto il mondo, non si può pretendere che io legga tutte le clausole del contratto. A meno che non si dica, a chiare lettere, che quella non è una vendita.
A questo punto, ci vorrebbe il parere di un giudice di pace, ma io credo che sarebbe favorevole al consumatore, che una volta tanto è stato veramente truffato, e non perché cercava di avere un guadagno disonesto.

Mendicus ha detto...

Io credo che con tutta questa voglia di fregarsi a vicenda non si vada molto lontano.
Avete mai pensato che il sole è gratis e così pure l'aria?
Ci sarà pure un motivo.
Ora se io mi faccio padrone di una cosa non mia mi chiamo ladro e se uso del mio potere per vessare altre persone, usurpo un diritto non mio. E' un po' quello che avviene nelle dittature.
A che scopo? Per accumulare soldi che saranno bruciati da una speculazione finanziaria? Per accumulare potere che dovrò lasciare qui il giorno della mia morte?
E' giusto che io ricambi a mia volta un bene ricevuto (è alla base del rapporto di scambio anche economico fra persone); non è giusta la prevaricazione di uno sull'altro perchè abbiamo la stessa dignità.
Mussolini è finito come sappiamo, Saddam Hussein anche, Ford è morto e morirà anche Bill Gates.
Perchè "conquistare il mondo"?
Cosa giova?

Caigo ha detto...

Già mi sembrava strana questa "offerta" a pagamento....il lato amaro è il rimborso dei cinque dollari (sa di elemosina)

Dan ha detto...

Tanto più che te li danno sia che avessi cinque che cinquanta canzoni... sa di "pump and dump".

JohnWayneJr ha detto...

"Ma quando io compro qualcosa, visto che l'istituto della vendita è vecchio quanto il mondo, non si può pretendere che io legga tutte le clausole del contratto."

No, e ci mancherebbe! I contratti servono appunto a riempire i cassetti e a finanziare le cartiere di tutto il mondo!

A che cosa serve leggere il contratto? Tanto poi una volta che io l'abbia sottoscritto, e la controparte usi una delle clausole a suo favore che io mi sono rifiutato di leggere, posso sempre rivolgermi a qualche unione di consumatori che riunisce le varie pecore furbone che si stracci le vesti e dia la colpa al governo e ai matusa!

Leggete i contratti, per l'amor di Dio!!!

Riccardo (D.O.C.) ha detto...

No, e ci mancherebbe! I contratti servono appunto a riempire i cassetti e a finanziare le cartiere di tutto il mondo!
Secondo me servono a riempire le tasche degli avvocati, ma, a parte questo, non credo che:
a) John Wayne legga il contratto per ogni cosa che compra, perché si presume che le regole siano sempre le stesse;
b) si possa biasimare chi non legge i contratti, quando essi sono redattti in una lingua ooggettivamnete incomprensibile ai non addetti ai lavori.
Ben vengano quindi le associazioni dei consumatori, che fanno un lavoro estremamente meritorio quando fanno capire, soprattutto se vincono qualche bella causa di quelle che costano tanto, dicevo, che fanno capire a chi detiene il potere contrattuale che le regole non si possono fare a vantaggio esclusivo di chi vende.

JohnWayneJr ha detto...

"Secondo me servono a riempire le tasche degli avvocati,"

Verissimo!

"a) John Wayne legga il contratto per ogni cosa che compra, perché si presume che le regole siano sempre le stesse;"

Se John Wayne non lo fa (come, devo ammettere, spesso succede), si assume le proprie responsabilità nel caso in cui la propria negligenza gli si riversi contro, presumere che le regole siano sempre le stesse é il primo passo verso la fregatura assicurata;

"b) si possa biasimare chi non legge i contratti, quando essi sono redattti in una lingua oggettivamnete incomprensibile ai non addetti ai lavori."

Falso, basta leggere bene, se i contratti sono scritti nella lingua di chi legge. Se invece sono in un'altra lingua ripeto: o ci si fida del venditore, e ci si prende le proprie responsabilità, o si perde l'"affarone".


"Ben vengano quindi le associazioni dei consumatori, che fanno un lavoro estremamente meritorio quando fanno capire, soprattutto se vincono qualche bella causa di quelle che costano tanto, dicevo, che fanno capire a chi detiene il potere contrattuale che le regole non si possono fare a vantaggio esclusivo di chi vende."

Che le regole non siano a vantaggio esclusivo di chi vende é palese (vedi diritto di recesso imposto per legge).
Quanto alle associazioni, io sono allergico alle stesse, ma dev'essere un problema mio: non sopporto nessuna delle suddette, dal MOIGE a tutte quelle dei consumatori. Faranno anche un lavoro meritorio, ma se la gente pensasse prima di agire (ti dicono niente le espressioni "circonvenzione di incapace", "abuso della credulità popolare" etc, etc?), sarebbero semplicemente inutili. Mi so difendere da solo, grazie.

Riccardo (D.O.C.) ha detto...

Mi piacerebbe sentire cosa ne pensano gli altri, ma io credo che sia sbagliato l'atteggiamento tipicamente americano ("alla John Wayne l'attore", mi verrebbe da dire) di chi dice io lo avevo scritto nel contratto e se tu non lo hai letto sono cavoli tuoi. Un accidente: se nel contratto c'è scritto "ti vendo" e poi sotto c'è scritto "potrò riprendermelo quando mi pare" questa seconda clausola è in contrasto con la legge o con gli usi correnti, e quindi anche se la hai sottoscritta è nulla comunque. O no?

In secondo luogo, certo che esiste la credulità popolare, ma un conto è comprare l'elisir di lunga vita e poi scoprire che non funziona, e un altro è comprare un disco e poi scoprire che non si può più ascoltare. Non ti sembra?

Terzo e ultimo, tu hai un certo tipo di cultura e di formazione e i contratti li capisci. Ma perché non provi a metterti nei panni della vecchina che deve leggersi il contratto del telefono? Non tutti sanno o possono difendersi da soli, come te!

JohnWayneJr ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
JohnWayneJr ha detto...

"Mi piacerebbe sentire cosa ne pensano gli altri, ma io credo che sia sbagliato l'atteggiamento tipicamente americano ("alla John Wayne l'attore", mi verrebbe da dire) di chi dice io lo avevo scritto nel contratto e se tu non lo hai letto sono cavoli tuoi. Un accidente: se nel contratto c'è scritto "ti vendo" e poi sotto c'è scritto "potrò riprendermelo quando mi pare" questa seconda clausola è in contrasto con la legge o con gli usi correnti, e quindi anche se la hai sottoscritta è nulla comunque. O no?"

E tu avresti deliberatamente sottoscritto una clausola illegale? Beh, scusa ma questo da già l'idea dell'acquirente,


"In secondo luogo, certo che esiste la credulità popolare, ma un conto è comprare l'elisir di lunga vita e poi scoprire che non funziona, e un altro è comprare un disco e poi scoprire che non si può più ascoltare. Non ti sembra?"

Certo, sarebbe così se nessuno ne avesse parlato prima.
Peccato che la lotta contro i DRM non sia partita dopo questo fatto.
Possibile che nel 2007 ci sia ancora gente che agisce senza informarsi, proprio nell'epoca in cui é così ampio l'accesso alle informazioni? Poi per pigrizia molti si nascondono dietro l'incapacità di maneggiare un PC, ma questo é un altro discorso.


"Terzo e ultimo, tu hai un certo tipo di cultura e di formazione e i contratti li capisci. Ma perché non provi a metterti nei panni della vecchina che deve leggersi il contratto del telefono? Non tutti sanno o possono difendersi da soli, come te!"

Ecco, lo sapevo che si finiva con la povera vecchina. Non posso dire tutto quello che penso, ti faccio solo alcuni nomi:
Piero Angela, classe 1928.
Margherita Hack, classe 1922.
Mike Bongiorno, classe 1924.
Joseph Ratzinger, classe 1927.

Questi sono "nonnini", pensi che siano rimbambiti? Se non lo sono loro, vuol dire che non c'é età per essere intelligenti. Se parli dei nonnini dando loro degli impreparati, manchi loro di rispetto. E dai un alibi a troppi di loro.

Ti posso chiedere, deviando un po' il discorso, quante sono le associazioni dei consumatori? Io credo che ne basterebbe una, al massimo due, tu no? Invece ci sono seicento associazioni, quattrocento sindacati e mille comitati. Ma non dovrebbero essere uniti nel combattere l'ingiustizia? A che servono così tante? Mi sembra il solito polpettone all'italiana (anche se noto con disgusto che il mondo ne é strapieno)

Riccardo (D.O.C.) ha detto...

E tu avresti deliberatamente sottoscritto una clausola illegale? Beh, scusa ma questo da già l'idea dell'acquirente,
No, dà un'idea del venditore, non dell'acquirente!

Questi sono "nonnini", pensi che siano rimbambiti?
Non penso affatto che siano rimbambiti. Penso solo che mia madre, classe 1926, donna colta e perfettamente presente, è stata elegantemente fregata allo sportello bancomat dall'unione di uno skimmer con una deficiente di impiegata di un call center. Per capire quello che stava succedendo ci sarebbe voluta (forse) una laurea in ingegneria, ma lei, poverina, ce l'ha in lettere. Io non dò alibi a nessuno, ma non si possono obbligare tutti a leggersi questo blog e gli altri simili...

Ti posso chiedere, deviando un po' il discorso, quante sono le associazioni dei consumatori?
Su questo concordo, credo che sia la conseguenza dell'italico individualismo sfrenato che ci fa avere ottantamila partiti e trecentomila enti inutili.

axlman ha detto...

Riccardo
Ma perché non provi a metterti nei panni della vecchina che deve leggersi il contratto del telefono? Non tutti sanno o possono difendersi da soli, come te!

Ci sarebbe da considerare che in Italia praticamente tutti i posti di potere in ogni campo sono occupati da "nonnini" che non mollano la cadrega neanche se li mitragli. A meno di malattie neuro-degenerative, essere anziani non è una buona scusa per essere rincoglioniti, a meno che scientamente rincoglioniti non lo sia stati per tutta la vita.

axlman ha detto...

Riccardeo
mia madre, classe 1926, donna colta e perfettamente presente, è stata elegantemente fregata allo sportello bancomat dall'unione di uno skimmer con una deficiente di impiegata di un call center

Naturalmente prima mi riferivo a leggere un contratto prima di firmarlo, qui si parla di truffe più sofisticate. Se posso chiedere, come è stata "elegantemente fregata" tua madre?

JohnWayneJr ha detto...

Vedi, tutti possono essere fregati (persino i più "sgamati" uomini d'affari, se la controparte é più furba).
Per esempio una mia collega, che lavora allo sportello della banca da un sacco di anni, ed ha meno di 30 anni, é stata lei stessa fregata per più di mille euro con un trucco ingegnoso e collaudato da far invidia a Silvan.

Però in questo caso non servono le unioni dei consumatori, o sbaglio? Serve un'altra associazione, pagata, e sono più che onorato e fiero di poterlo fare, da chiunque paghi le tasse. Si chiama "Polizia".
"Truffa" é un reato serio, é quello che ha fatto per esempio Enron e mi sembra che chi ha infranto la legge stia giustamente pagando. Certo, poi ci sono Parmalat e Cirio & co., ma qui stiamo parlando del paese dei balocchi, e nemmeno le unioni dei consumatori mi sembra abbiano ottenuto granchè. Si sarebbero ottenuti gli stessi effetti (o forse qualcosa di più) fondando un comitato di cittadini "gabbati" e assumendo un gruppo di avvocati che lavorasse per questo comitato. Un po' come fanno in America quando per esempio troppe persone muoiono in una certa fabbrica o si ammalano gravemente.

Qui però stiamo parlando di "gabbole" molto più semplici da scoprire, per le quali non servono fiore di avvocati né lauree. Serve solo un po' di accortezza, o un'adeguata informazione.

Riccardo (D.O.C.) ha detto...

Axlman: quelli sono vecchiacci, non vecchine!

Va bene, d'accordo: lasciamo stare le vecchine e pensiamo molto più semplicemente a una persona di mezza età, che faccia di mestiere, che so io, la colf piuttosto che l'operaio non specializzato. Credete veramente che queste persone abbiano il bagaglio culturale necessario per leggere e interpretare correttamente un contratto di quelli di cui stiamo parlando? Sono d'accordo che delle truffe deve occuparsi la polizia, ma non si può disturbarla perché ci hanno fregato un 45 giri! per queste cose le class action sono molto più indicate, mi sembra.

O.T.: mia madre è stata fregata semplicemente perché lo skimmer le ha trattenuto la tessera bancomat all'interno della macchina, e le ha carpito il codice segreto con la solita tastierina flessibile appiccicata sopra quella vera che non se ne accorgerebbe neanche il costruttore del bancomat; quando la macchina non le ha restituito la tessera, lei ha subito chiamato il call center, e la ragazza che ha risposto, dall'alto della sua asinina stupidità, le ha detto che era impossibile, che certamente era lei che aveva digitato il codice segreto sbagliato. E le ha detto che non era necessario bloccare la tessera. Ovviamente poi la banca (Intesa, per la precisione) ha negato ogni responsabilità, guarda caso attaccandosi a clausole molto discutibili del contratto, e solo quando mia madre, che come dicevo è tutt'altro che sprovveduta, ha cominciato a fare casino sul serio, allora e solo allora ha fatto in modo di restituirle i soldi che le avevano pappato.

Fine della storia

axlman ha detto...

Allora tua madre non è stata propriamente fregata, visto che si era accorta subito che qualcosa non andava: la non so quanto giovane operatrice del call-center, quella sì che andrebbe addestrata meglio e farebbe meglio a darsi una svegliata.

JohnWayneJr ha detto...

Io lavoro in banca, posso dire per esperienza che purtroppo non c'é comunicazione tra i vari reparti (sportello, sede e società esterne che si occupano di fornire le attività di back office) né formazione adeguata: troppo spesso chi sa fare una cosa sa fare solo quella, o viceversa chi sa fare tutto lo sa fare superficialmente (é il caso dei call-center) quindi non sa dare le risposte adeguate nei casi particolari.

Nel caso di tua mamma noto almeno due errori evidenti: al call-center non si sono assicurati che il problema fosse proprio l'errata immissione del codice, e in banca hanno fatto storie per il rimborso quando é evidente l'abuso e gli sportelli ATM sono tranquillamente coperti da un'assicurazione che copre proprio questi casi.

JohnWayneJr ha detto...

Quanto alle class-action, é proprio quello che intendevo io: si fondi un comitato quando serve che si sciolga quando non serve più. Vantaggi: ogni comitato ha in ballo una causa per volta, quindi tutte le energie vengono spese per star dietro a quel problema; si evitano associazioni di consumatori profittatrici che a parole sono un gran belle, ma nei fatti si rivelano un accozzaglia di individui che vogliono solo un po' di potere e visibilità (e, ovviamente, soldi).

Anonimo ha detto...

Effettivamente sono sempre stato preoccupato dall'avanzata di Google che offre tantissimi servizi, molti dei quali di grande qualità, quasi sempre gratis.

Finchè tutto funziona è una pacchia, ma il giorno che qualcosa va storto che succede? Il caso da te raccontato, Paolo, getta un'inquitante luce sulla situazione...

Sab ha detto...

Dan scrive:

il "delinquentone" pirata che ha scaricato da E-Mule e quant'altro, è alla fine quello furbo (e non "pirla") perchè non ha nessuno di questi problemi.

esatto! è un circolo vizioso!