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2008/03/04

Fasullo l’appello per donatori B+ al Sant’Anna di Sorengo. Nessun bambino leucemico cerca sangue, fermate la catena

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "paolo137" e "brutto_p****".

La Maledizione della Donazione Fantasma sta imperversando ora in Canton Ticino: intasa il centralino e infastidisce il personale della Clinica Sant'Anna di Sorengo. Da qualche giorno, infatti, circola questo messaggio, nel quale ho mascherato i nomi e i numeri di telefono:

ciao a tutti.......bisogno di aiuto giralo x favore bimbo 17 mesi necessità sangue - gruppo b positivo x leucemia fulminante tel 328269**** riccardo capriccioli,grazie fai girare la mail è urgente!! se la fermi 6 un mostro senza cuore.
A****** P*******

Servizio Fatturazione - GAF
Gruppo Ospedaliero ARS Medica
Clinica Sant' Anna
CH - 6924 Sorengo
Tel: 091 9851 ***
Fax: 091 9851 ***
email: a******.p*******@arsmedica.ch

In realtà non c'è nessun bambino di 17 mesi che cerca sangue per una leucemia fulminante alla Clinica in questione: è semplicemente una versione riconfezionata di un appello risalente a quasi un anno fa e che faceva inizialmente riferimento a un bambino che era realmente ricoverato, ma non a Sorengo: a Firenze, all'ospedale Mayer, come raccontato qui.

Questa storia gira da una casella di posta all'altra, cambiando continuamente le coordinate dell'ospedale che sarebbe coinvolto. La confusione e la scocciatura derivanti da questi appelli diffusi senza criterio sono tali che i vari ospedali cercano di contrastare la circolazione delle false notizie con comunicati e avvisi sui propri siti Web: ma spesso è inutile, perché c'è sempre qualcuno che riceve e inoltra senza fare alcun controllo.

Il problema nasce quando quest'inoltro parte da un posto di lavoro attinente alla materia dell'appello: è quello che è successo anche a Sorengo, stando al comunicato della Clinica Sant'Anna. L'appello è stato spedito dalla casella di posta di una collaboratrice dell'ospedale con in calce le coordinate dell'istituto, che si sono così trasformate in un apparente timbro di garanzia:

La Clinica Sant’Anna di Sorengo informa che in data 22.02.2008 è stato inviato dall’indirizzo di una propria collaboratrice una mail riguardante una presunta emergenza legata al caso di un bambino affetto da leucemia e bisognoso di una trasfusione di sangue. In calce al messaggio elettronico figuravano il nome e la funzione del mittente presso il nostro istituto.
Teniamo a precisare di non essere assolutamente a conoscenza di tale emergenza e che non sarebbero certamente stati questi i canali tramite cui la clinica avrebbe agito in una simile eventualità.
La Clinica Sant’Anna è spiacente per l’accaduto e si scusa con tutti quanti, in buona fede, si siano mobilitati e con tutti coloro ai quali questo messaggio sia stato causa di disagio.
Informa altresì che, coerentemente con la professionalità e la serietà che la caratterizzano, saranno prese tutte le misure necessarie per evitare che tali spiacevoli avvenimenti abbiano a ripetersi.

La morale è sempre quella: non inoltrate nessun appello senza verificarlo, e comunque non fatelo mai dal posto di lavoro.

11 commenti:

Camicius ha detto...

Secondo me la morale dovrebbe essere: "non inoltrate nessun appello. Mai. A meno che non abbiate del tempo da spendere per controllare che l'appello sia valido."
Ed è quello che faccio: se ho tempo controllo, se non ho tempo non inoltro.

Dan ha detto...

Complimenti per l'italiano del messaggio... manca solo lo STOP alla fine di ogni frase, e potrebbe essere un telegramma.
Queste sviolinate da persona supersensibile, compreso il "se non lo inoltri sei un mostro senza cuore" hanno il potere di ridicolizzarsi da sole, specialmente quando salta fuori che l'appello è falso ed è stato clamorosamente evitato qualsiasi controllo. Prima di fare appello al proprio e altrui cuore, dovrebbero usare un minimo il cervello...

Replicante Cattivo ha detto...

Il fatto è che, come al solito, NOI lettori di questo blog sappiamo benissimo cosa fare. Al contrario non lo sapranno mai tutti quelli che invece premeranno il tastino "inoltra a tutta la rubrica e pure ai loro parenti e amici più cari" e poi torneranno ai fatti loro credendo di aver compiuto la buona azione quotidiana.

Bisognerebbe che l'apello "non inoltrate nessun appello senza verificarlo" venga diffuso tramite radio o tv, come una sorta di pubblicità progresso. Troppo difficile...

Camicius ha detto...

@dan
l'italiano mi sembra corretto. Lo stop l'avrei aggiunto se mi fosse venuto in mente. :-)
Il tono era volutamente perentorio. Sinceramente ne ho pieni gli zebedei di ricevere sempre le solite cose, e mi sto stufando di fare ricerche per conto di amici che se ne fregano della veridicità delle cose che inoltrano.

..::M)o(RpH€u°§::.. ha detto...

MA il gruppo sanguigno B+ non è uno dei più diffusi? Io da qui ho capito che era una cazzata..

Crazy ha detto...

"Informa altresì che, coerentemente con la professionalità e la serietà che la caratterizzano, saranno prese tutte le misure necessarie per evitare che tali spiacevoli avvenimenti abbiano a ripetersi."

Conoscendo gli svizzeri .....
.... l'avranno giustiziata in sala mensa.
Cosa che personalmente, visti gli effetti che provocano queste catene, non mi dispiacerebbe.

Saluti

Sara ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Sara ha detto...

edit: il più raro è AB-
sorry

piero ha detto...

Come ha già sottolineato Paolo varie volte, la Legge vieta di donare il sangue ad una specifica persona, questo per prevenire mercati illeciti di sangue o addirittura ricatti da parte di donatori.
Il gruppo B+ è tra i più comuni, comunque alla prima trasfusione viene dato sempre sangue gruppo 0 (il gruppo accettato da tutti). Solo successivamente, se i risultati delle analisi del gruppo risultano coerenti con le prime, viene dato sangue dello specifico gruppo del paziente.
Il solo aspetto positivo di queste catene è l'invito a donare sempre e comunque sangue e/o emoderivati (plasma o piastrine).
Un gesto semplice, che costa pochi minuti ogni tre mesi e che non da alcuna conseguenza al donatore. Anzi, consente di tenere costantemente sotto controllo il proprio stato di salute...

yos ha detto...

Confermo e quoto quanto detto da Piero.

Ho comunque qualche dubbio che, chi inizia a donare in seguito a catene di Sant'Antonio come questa, continui poi a donare una volta finita la catena.

Dan ha detto...

ehm, andrea occhi... per "messaggio" intendevo la email della catena di Sant'Antonio, non il tuo post... e lo stesso vale per tutto il mio discorso. Non è mia abitudine fare commenti così acidi sugli interventi altrui, se non provocato...

Per yos:
come tante altre cose, donare il sangue è un comportamento che deriva da un precisa scelta, a sua volta derivante da un certa filosofia di vita... bisogna che uno ne sia convinto, altrimenti è difficile che vada a donare solo perchè ha letto l'email commovente. Un po' come quelli che non vogliono fare la raccolta differenziata perchè, per un motivo o l'altro, non gliene frega niente.

Per replicante:
di solito la risposta "guarda che è una bufala, è scritto qui" la mando non solo all'amico che me l'ha mandata, ma anche a tutti gli altri venti indirizzi in calce... così mi vendico per la rottura di scatole dell'ennesima catena, e spero in una virtuosa catena inversa di smentite antibufala.