Cerca nel blog

2009/01/16

Facebook aiuta a trovare un ladro

Il primo arresto tramite Facebook arriva dalla Nuova Zelanda. Ma attenti al vigilantismo e agli impostori


Si è parlato già parecchio (Zeusnews; Repubblica) della curiosa vicenda del ladro arrestato dalla polizia di Queenstown, in Nuova Zelanda, grazie alla foto della telecamera sicurezza pubblicata su Facebook.

L'individuo ha cercato per un'ora di scassinare la cassaforte della Franklin Tavern, ma alla fine si è dovuto arrendere. Il genio, accaldato dalla fatica, si è così tolto i guanti... e il passamontagna. E ha anche guardato la telecamera di sicurezza, come vedete qui accanto.

Il novello Arsenio Lupin si è trovato così immortalato su nastro e l'immagine è stata pubblicata nella pagina Facebook della polizia di Queenstown, dove la gente del luogo ha riconosciuto, permettendo alla polizia di arrestare un ventunenne, che è già stato portato in tribunale per rispondere delle accuse.

E' sicuramente interessante vedere che le forze di polizia di alcuni paesi sanno usare i nuovi media, ma come sottolinea Ars Technica, Facebook non è una piattaforma molto sicura per questo genere di iniziative, perché chiunque potrebbe creare una pagina Facebook a nome di un corpo di polizia e pubblicare foto che accusano falsamente degli innocenti, che verrebbero poi identificati grazie al buon cuore (mal riposto, in questo caso) degli utenti e perseguitati ingiustamente. Un sito Web ha un briciolo di garanzia in più, perlomeno nei paesi nei quali occorre dimostrare di avere titolo per aprire un sito il cui nome di dominio richiama il nome delle forze di polizia.

Fonti: Computer Weekly, Sophos, LiveNews.

5 commenti:

Slowly ha detto...

Che pollo!

Replicante Cattivo ha detto...

Basterebbe che la pagina Facebook riporti il link ad un sito ufficiale, in cui trovare pubblicate le stesse foto segnaletica.
Se questo non appare, vuol dire che la segnalazione è fasulla. Certo ci saranno gli imbecilli che ci cascano...ma per quelli bisognerebbe impedire l'accesso a internet.

Anonimo ha detto...

Anche per me il rischio è effettivamente quello che riporta Paolo. Non pensiamo di essere immuni da questo tipo di pericoli. Potrebbe capitare a chiunque

Dan ha detto...

Una nuova frontiera per lo spam e le mail-bufala? Adesso invece della mail con numero di telefono e indirizzo del povero bimbo affetto da leucemia fulminante da dieci anni, riceveremo il link (o richiesta di amicizia) alla pagina di Facebook o al sito del bimbo stesso?
Fantastico...

psionic ha detto...

@Dan: molto probabile.

Comunque esistono gia' gruppi su FB riguardo le bufale gia' viste per email.