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2009/01/16

Truffa alla nigeriana, vittima perde oltre 90˙000 euro

Possibile che la gente ci caschi? Possibile eccome


La truffa alla nigeriana (quella in cui uno sconosciuto vi contatta dicendo di essere una persona importante che ha una grossa somma che vi spetta, ma vi chiede di anticipare dei soldi per presunte spese burocratiche) sembrerebbe a prima vista troppo stupidamente evidente perché qualcuno ci caschi. Ma la cronaca di questi giorni testimonia il contrario e lo fa con cifre da capogiro.

Il Windsor Star racconta che John Rempel (nella foto), un ventiduenne di Leamington (Ontario, Canada), e alcuni suoi familiari hanno abboccato all'esca lanciata a casaccio dai truffatori, che lo hanno tenuto in ballo per oltre un anno, mungendogli a vario titolo 150.000 dollari canadesi (al cambio attuale, 90.000 euro, circa 135.000 franchi svizzeri).

La sua storia merita di essere raccontata in dettaglio perché mostra i livelli incredibili di spavalderia ai quali arrivano questi criminali e gli altrettanto incredibili livelli d'ingenuità dimostrati non soltanto dal giovane Rempel ma anche dai suoi parenti che avrebbero dovuto avere un po' più di sale in zucca.

A luglio 2007, Rempel ricevette un e-mail da una persona che diceva di essere un avvocato che rappresentava un certo David Rempel, morto negli attentati di Londra del 2005. Il defunto, diceva la mail, aveva lasciato un'eredità di 12,8 milioni di dollari canadesi (7,8 milioni di euro; 11,5 milioni di franchi), ma non aveva famiglia, per cui aveva dato disposizioni affinché l'eredità andasse a qualcuno di nome Rempel. "Sembrava tutto a posto, così lo chiamai" ha detto Rempel. "Sembrava molto contento e disse 'Dio ti benedica'".

Non stupisce che il suo interlocutore fosse "molto contento": aveva trovato il pollo da spennare, visto che Rempel non aveva chiesto alcuna conferma documentale e si fidava di una persona che aveva conosciuto soltanto via e-mail e per telefono. Il finto avvocato disse a Rempel che doveva pagare 2500 dollari canadesi per trasferire i soldi. In seguito disse che c'erano altri documenti, alcuni dei quali costavano anche 5000 dollari.

A Rempel fu detto poi che doveva aprire un conto presso una banca londinese, con un versamento minimo di 5000 dollari. Ricevette poi dall'"avvocato" un e-mail che indicava gli estremi del suo nuovo conto, sul quale erano stati bonificati dei soldi.

E' a questo punto che l'avidità dei truffatori s'impennò: Rempel ricevette un e-mail da un ufficio governativo (non si ricorda di quale paese) che lo accusava di avere un debito col fisco di 250.000 dollari dovuto alle tasse di successione.

Che cosa fece Rempel? Chiamò l'ufficio delle imposte? Si chiese come mai il fisco usasse un e-mail invece di contattarlo per lettera? Macché: chiamò l'"avvocato", che riuscì miracolosamente a ridurre le tasse del 90%. Rempel, insomma, doveva soltanto 25.000 dollari grazie alla sapiente intercessione dell'"avvocato".

Così il giovane canadese andò in Messico a trovare uno zio, che gli diede 10.000 dollari in contanti e i soldi per il biglietto aereo per Londra, per sincerarsi che tutto fosse regolare. Anche lo zio, quindi, abboccò senza troppa esitazione: anzi, gli mandò altri 25.000 dollari.

Arrivato a Londra, Rempel incontrò delle persone e diede loro i diecimila dollari. Il giorno successivo queste persone si ripresentarono con una valigia che, a loro dire, conteneva l'equivalente in dollari USA di oltre 10 milioni di dollari canadesi (6 milioni di euro, 9 milioni di franchi). Rempel chiese ulteriori prove: i truffatori tirarono fuori una banconota che recava uno strano timbro, che fecero sparire con uno speciale liquido, rendendola (così dissero) di corso legale.

Rempel dice al Windsor Star che a questo punto "tutto gli sembrava regolare". Tornò alla propria camera d'albergo ad aspettare che i suoi soci "ripulissero" tutto il denaro, ma non si fecero più vedere. Il flacone di liquido speciale che Rempel aveva ricevuto cadde e si ruppe. Il giovane canadese rientrò a Leamington, naturalmente senza i soldi dell'eredità.

Qualche settimana dopo, i truffatori, senza pietà, lo chiamarono dicendo di aver recuperato altro liquido speciale: sarebbe costato 120.000 dollari, e loro ne avevano racimolati 115.000: Rempel poteva fornire i 5000 restanti? Rempel prese in prestito dei soldi e smise di pagare la propria carta di credito e le rate dell'auto.

Una settimana dopo, i truffatori richiamarono dicendo che mancavano soltanto 6900 dollari per le spese di viaggio e di noleggio dei furgoni per trasportare il denaro.

Poi chiamarono dicendo di essere all'aeroporto di New York e che erano stati fermati dalla sicurezza: servivano 12.500 dollari per sistemare la cosa corrompendo gli agenti. Soltanto a questo punto Rempel si tirò indietro. Andò a New York, passò un giorno a cercare i suoi "soci" all'aeroporto insieme ai genitori e al fratello, poi tornò a casa e (finalmente) chiamò la polizia.

In totale, aveva dato ai truffatori 55.000 dollari canadesi (33.500 euro; 49.500 franchi) dello zio in Messico, 60.000 dollari (36.600 euro; 54.000 franchi) dei propri genitori, e il resto ce l'aveva messo di tasca propria per arrivare a 150.000 dollari (90.000 euro, 135.000 franchi).

La storia di John Rempel contiene tutti gli ingredienti classici delle truffe basate non sulla tecnologia, ma sull'ingegneria sociale: la leva dell'avidità della vittima, il principio d'autorità del truffatore che si presenta come una persona di alto livello (un avvocato), il compare del truffatore che si finge un'altra autorità e sembra mettere nei guai la vittima (così il primo criminale può giocare il ruolo del salvatore). Tutte cose che esistono da ben prima di Internet. La novità sta in quello che avviene prima della truffa vera e propria: la selezione della vittima.

Mentre nell'epoca pre-Internet il truffatore doveva spendere tempo e risorse per tentare il raggiro con ciascuna vittima potenziale, con Internet può gettare diecimila esche (a costo zero e senza perdere tempo, grazie allo spamming) e aspettare che qualcuno risponda. E' la vittima ad autoselezionarsi.

Ed è per questo che la truffa alla nigeriana prospera tuttora: per la legge dei grandi numeri, qualche ingenuo (o, in questo caso, un'intera famiglia d'ingenui) si trova sempre; è un crimine a basso rischio e alto rendimento; e richiede un investimento iniziale molto modesto (niente abiti di lusso, niente carte intestate false, soltanto un po' di copiaincolla in Photoshop). Inoltre spesso non viene neanche denunciato, perché la vittima si vergogna di essere stata gabbata.

Infatti al povero John almeno un merito bisogna riconoscerlo: ha avuto il coraggio di raccontare pubblicamente la propria vicenda, e questo aiuterà gli altri a sapere dell'esistenza di queste truffe e a starne alla larga.

51 commenti:

Slowly ha detto...

Poveretto, mi spiace molto. Probabilmente la famiglia ha fatto "branco" rassicurandosi sulla veridicità della cosa. Non me lo spiego altrimenti.

Voi?

Io ha detto...

Io penso che mio padre mi avrebbe "dissuaso" dal fare una cosa del genere. Con un'occhiata...

E*

Unknown ha detto...

Io credo invece che un po di "selezione naturale" sia necessaria, e i polli olimpionici come questo vadano spennati a dovere...

Davide and F. ha detto...

Concordo con Casimiro, pensavo non fosse possibile farsi fregare in questo modo, ma mi sbagliavo.

Marie Quillouch ha detto...

Da una parte mi dispiace, ma suvvia... capirei che ci sia cascato il ragazzo, ma anche genitori, zii, dev'essere una genìa particolarmente ingenua...
L'avidità di denaro fa brutti scherzi!

Pierluigi GG ha detto...

Si', poverino, pero' scusate: 22 anni, 90.000 euro di tasca propria ?! O_o

lucky141 ha detto...

Pazzesco, capisco farsi fregare una cifra medio-piccola, ma prima di sborsare certe somme senza nessun tipo di verifica... O_o

PS. Paolo, ti segnalo un refuso: nel penultimo paragrafo, "d è per questo" invede di "Ed è per questo".

Luca ha detto...

Sulla selezione della vittima mi è venuto in mente come Jucas Casella seleziona le sue "cavie" per gli esperimenti.
Chiede alla platea di congiungere le mani, dice la parola magica (o con gli occhi lancia il fluido magico, non ricordo) e afferma di aver bloccato le mani.
Il 95% delle persone le scioglie ma c'è sempre qualcuno che rimane suggestionato, e crede di non poterle più liberare.
Fra queste persone vengono scelte quelle per l'esperimento successivo, in quanto predisposte a credere ai comandi del ciarl... ipnotizzatore.
Con le mail è uguale, chi risponde è ben predisposto.

Saluti

Fozzillo ha detto...

I Canadesi vivono in un mondo dove puoi lasciare le chiavi nel cruscotto della macchina, "così faccio prima la mattina" mi disse un amico canadese, altri tengono la porta di casa (quella sul retro) aperta anche quando non ci sono, "così se un amico ha dimenticato il cellulare può entrare a prenderselo".
Ne ho a migliaia di esempi simili, portafoglio sul cruscotto, moto senza chiavi ne catene, chiavi di casa sotto il tappetino, quelle della macchina in una scatoletta magnetica da qualche parte sulla carrozzeria...
Si fidano, e tra loro possono farlo, il problema è quando visitano Napoli, New York o il Messico, alcuni soffrono di eccessiva ingenuità. Gli statunitensi li (ci) definiscono "boy scout".
Beati loro.

Paolo Attivissimo ha detto...

Sistemato il refuso, grazie!

Francesco ha detto...

Mi spiace dirlo, veramente, ma un applauso ai truffatori e un bel "pirla" alla vittima. Dai, non è veramente possibile che esista non un idiota, ma un'intera famiglia (allargata!) di idioti. Non ci posso credere.

Replicante Cattivo ha detto...

Premetto che non ho capito assolutamente NULLA del meccanismo della truffa. Potrei rileggerla più volte, ma non trovo utile perderci tempo per capire come funziona: mi basta sapere che una mail che mi promette soldi la cestinerei al volo.

Detto questo, mi spiace molto se la famiglia in questione sia stata spennata e sia incappata in guai economici. Ma come dice l'articolo

E' la vittima ad autoselezionarsi.

Sono d'accordo. Qui non stiamo parlando di poveri anziani derubati da falsi controllori del gas o perchè convinti di avere il malocchio, in quanto in quei casi tratta di soggetti facilmente condizionabili e raggirabili, come se fossero dei bambini.

Qui si parla di adulti grandi e vaccinati che si credono più furbi degli altri; esattamente come quelli che pensano di poter comprare un pc a 300 euro fuori da un autogrill.
Quindi, senza voler difendere i truffatori, dico che questi avvenimenti mi spiacciono solo quando coinvolgono persone che non centra nulla; ma per i truffati, penso che la parola migliore che posso dedicargli è "pirla"!!!!

Perdonatemi il cinismo, ma è come quando un adulto raccoglie un petardo inesploso (sapendo cos'è) e gli salta in aria la mano: la cosa che mi viene da pensare è che l'evoluzione ha fatto il suo corso, dato che un personaggio del genere con quella mano poteva solo fare danni. Una specie di Darwin Award :)

eSSSSe ha detto...

Che dire? Un cretino del genere si merita completamente di venire spennato.

Franci ha detto...

Conosco personalmente gente che è stata in grado di "regalare" soldi a truffatori (ma anche non truffatori) entrati in confidenza a vario titolo senza bisogno di inventarsi eredità nigeriane e roba simile.
Si inizia dando un credito eccessivo a persone che si pongono in un certo modo, si prosegue per non tradire la fiducia ormai accordata e si va avanti in proporzione a quanto si è in grado di dare...
Proprio pochi giorni fa parlavo con una persona che, prima di capire che qualcuno si stava approfittando della sua ingenuità, aveva già dilapidato più di 50 mila euro.
Ci si chiede come sia possibile ma evidentemente certe esche psicologiche sono dannatamente efficaci nei soggetti predisposti.

emanuelex ha detto...

A me è capitato un tentativo "live" del genere quando ero in Benin, stato confinante proprio con la Nigeria.
Un ragazzo africano che diceva di essere un profugo della guerra in Lberia mi si è letteralmente attaccato per tutta una festa in spiaggia cercando di commuovermi con l'improbabile storia del padre ucciso dai ribelli che però aveva 5 milioni di dollari in LINGOTTI D'ORO. Lui per poter avere questi lingotti doveva trovare qualcuno di fiducia sul cui conto avrebbe girato questi lingotti (???) per poi lasciarne metà al benefattore.
Naturalmente la cosa doveva restare tra me e lui perchè "io degli africani non mi fido"...poi però mi forniva un link ad Hi5 con le foto dei lingotti...dopo avergli spiegato più volte e invano di essere uno studente e non avere alcun conto in banca, ho usato il terrorismo psicologico...gli ho proposto di contattare alcuni miei amici mafiosi (è stato divertentissimo!!) che avrebbero potuto far uscire quei lingotti dal campo profughi, ma dopo avrebbero voluto più della metà. Gli ho detto che stavano in un hotel di lusso e che lo avrei portato lì, ma doveva fare il bravo perchè le guardie del corpo erano un po' pericolose: mi ha lasciato in pace...

Avion ha detto...

Ahahahah emanuelex... Reverse social engineering!

Luca ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Unknown ha detto...

Mi spiace per lo stolto di turno..
Io se riuscissi a mettere insieme quella somma salderei il mutuo e partirei per una vacanza!!

Massy ha detto...

Scusatemi ma io sono estremista in queste cose.

Toglierei il reato di circonvenzione di incapaci se non a pochissimi casi (>80 anni, problemi psicologici e pochi altri) ed introdurrei il reato ben più grave di stupidità manifesta.

Metal ha detto...

A me fa pena sto povero ragazzo...ma sono dell'idea che in effetti se io avessi detto una cosa del genere a casa mi avrebbero dissuaso prima ancora che potessi sborsare 10 euro...

Paolo Attivissimo ha detto...

Luca,

da quello che vedo si tratta di blog che hanno effettivamente linkato il mio articolo, anche se non sembrano a prima vista essere argomenti affini.

Pablo ha detto...

Io non sono assolutamente d'accordo con chi, abbastanza superficialmente, liquida la questione con i vari "ben gli sta", "i polli olimpionici vanno spennati a dovere".
Poi l'applauso ai truffatori e' veramente qualcosa di cattivo gusto, secondo me.

Fermo restando che e' ovvio che qui si tratta di un "pollo olimpionico" come gia' detto, pero' e' anche vero che preferirei vivere in un modo dove una persona debole (e il pollo in questione lo si puo' considerare alla stregua di una qualunque altra categoria debole) non venga per questo motivo sopraffatta da una piu' forte, furba e cinica sentendosi pure sbeffeggiare per la propria debolezza.

Che dire, insomma sarebbe un po' come giustificare i furbi a ingegnarsi ancora di piu' cosi' da richiedere un livello di stupidita' meno eccessivo per raggiungere il loro obiettivo e quindi aumentare anche il numero delle vittime.

Ben diverso e condivisibile in toto l'articolo di Paolo, che in modo molto equilibrato trova il modo di informare e mettere in guardia da questo tipo di truffe evidenziando l'ingenuita' della vittima (senza mai arrivare a sbeffeggiarla) e la meschinita' dei truffatori.

Saluti

Slowly ha detto...

Ben detto!

Tombovo ha detto...

Troppo grossa, non ci credo.
Qualcuno ha verificato che anche il racconto non sia una bufala o una ...balla?

Pablo ha detto...

OT: Scie chimiche
Sembra che sul famigerato sito web "tankerenemy" sia stato tirato in ballo a sproposito il prof. Stefano Montanari il quale sul suo blog prende ovviamente le distanze e replica a quei cialtroni anche fin troppo pacatamente a mio parere...

alexandro ha detto...

Non mi ritengo uno sprovveduto, eppure sono stato raggirato anch'io da un cliente. Trattandosi di una cifra non troppo alta l'ho presa come una lezione di vita, da allora la mia fiducia nel prossimo è scemata parecchio, e anche questo non è bello. Pur essendo stato vittima, non me la piglio neanche troppo con questi furbacchioni, tranne ovviamente quelli che fregano persone anziane sulla base della paura e non con la promessa di facili guadagni.

Rado il Figo ha detto...

Mi ricordo una puntata di "Mi Manda Rai Tre" (gestione Marrazzo) dove una famigliola campana attratta dall'aver vinto una vagonata di euro ad una lotteria straniera (ed anche lì nessuno dei componenti si chiese come si potesse vincere senza... giocare) non solo dilapidò i risparmi di una vita per anticipare spese e tasse per l'incasso di detta vincita ma arrivò pure ad indebitarsi per pagarsi il viaggio nei Paesi Bassi per riscuoterla. Ovviamente rimanendo con un palmo di naso.

I meccanismi della natura umana, in effetti, sono fantastici: per lo stesso motivo per cui, ad esempio, qualsiasi vaccata ti arrivi via mail è da prendere per oro colato, così si arriva a dare fiducia a persone che palesemente fanno di tutto per non meritarsela.
Vedi l'atteggiamento dei grossisti verso i dettaglianti loro clienti: chi paga regolarmente e senza storie viene trattato a pesci in faccia ed in malo modo, mentre chi lascia chiodi chilometrici viene servito e riverito secondo il principio "se lo trattiamo bene prima o poi ci pagherà". Ovviamente quando capita che qualcuno diventi uccel di bosco non è che si cambi atteggiamento, anzi: si continui esattamente come prima.

Giby ha detto...

Imbecille, punto e basta. Concordo con la tesi della selezione naturale. Va bene che puoi essere ingenuo, ma pretendere dei documenti mi sembra qualcosa di ovvio, basilare!

Unknown ha detto...

@Tombovo pensavo la stessa cosa... trooooppo assurdo dai

FridayChild ha detto...

Rispondendo al primo messaggio, in modo volutamente non politically correct, dico e penso:
"Che c. di imbecille... quasi si merita la sua sorte".
Ma davvero, questo deve avere il Q.I. di un posacenere.

zpeppe ha detto...

avete l'e mail di Rempel ? ho da proporgli un affare....

Pix ha detto...

Ciao Paolo, purtroppo anche qua in Liguria un ingenuo si è fatto rubare 150.000 € con una truffa nigeriana: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/levante/2008/12/06/1101930082832-cinquantenne-truffato-150000-euro-internet.shtml

Claudio Fe ha detto...

Personalmente ritengo che non sia giusto arrivare all'estremo di dire "questa famiglia di pirla se lo sono meritato". Noi lettori del magnifico blog di Attivissimo siamo costantemente messi in guardia da queste truffe, proprio perché ne veniamo a conoscenza tramite questo sito.
Ma ritengo che qualcuno, fra coloro che "invocano" la seleziona naturale, si è lasciato, o si lascerà, truffare a lui volta. Certamente non con tecniche che richiedono l'utilizzo del computer, ma con metodi che vanno al di fuori delle sue competenze. Non è necessario rimetterci migliaia di euro, anche poche decine di euro dimostrano che si è stati dei creduloni.
La sola Internet pullula di siti che propongono meravigliose scoperte che, si giura, funzionino; ad un'analisi poco più approfondita però si rivelano dei bidoni colossali. Ad esempio il tubo "Tucker", probabilmente la Biowashball, le macchine a _rendimento_ energetico superiore a uno, il moto perpetuo, la possibilità attuale e concreta di estrarre energia dal vuoto, la fusione fredda applicata ai rubinetti per ottenere acqua calda gratuitamente, il rimborso delle tasse in tempi geologicamente accettabili.
Faccio un esempio, spero distante dalle vostre compentenze, che, mi auguro, illustri i trappoloni tecnologici moderni.
Un tale vi propone, o propone a vostri amici, di installare a casa vostra una pompa di calore con sonde geotermiche per il riscaldamento invernale. Dopo aver decantato le capacità di queste macchine, il loro relativamente basso consumo energetico e quindi un certamente gradevole basso impatto ambientale, propone inoltre di installare alcuni accessori che ne permettono di ridurre ulteriormente il consumo. Tali accessori consistono in una macchina che, sfruttando la differenza di temperatura fra l'interno della casa e l'esterno, genera elettricità in misura tale da coprire i due terzi del consumo della succitata pompa di calore. Vi parla di questa macchina, inserendo paroloni come "cella di Peltier a ciclo inverso" e motore Rankine, aggiungendo, magari quasi subliminalmente, energia orgonica. Ecco, come si fà ad essere certi che il venditore voglia vendere degli accessori completamente inutili ? Oppure, come fare a spiegarlo a "quell'amico" che appena vede un'equazione dimostra un interesse confrontabile a quello di un esquimese verso un congelatore ?

Concludo dicendo che, per fortuna, essere imbecilli non è ancora un reato. Non si salverebbe nessuno, altro che corruzione. Ed io sarei fra i primi ad essere incarcerati.

Cordiali Saluti
Claudio

Dan ha detto...

Sinceramente, mi dispiace per il ragazzo, perchè una cifra del genere dev'essere una bella botta per tutta la sua famiglia...
Però dal profondo c'è anche una parte di me, più cattiva e cinica, che non può fare a meno di pensare "bravo scemo", anzi scemI, perchè non un ragazzo ingenuo e inesperto della vita, ma in pratica tutta una famiglia è caduta in una truffa del genere! Ma come si fa credere ad una storiella del genere, e sopratutto sborsando cifre simili? Non riesco a crederci.

"Ecco, come si fà ad essere certi che il venditore voglia vendere degli accessori completamente inutili ? Oppure, come fare a spiegarlo a "quell'amico" che appena vede un'equazione dimostra un interesse confrontabile a quello di un esquimese verso un congelatore ?"
Come si fa? Come fa Paolo con le bufale: si verifica in maniera parallela e indipendente, e si raccolgono dati sulla plausibilità o meno della cosa. E se l'amico non mastica tanto le equazioni, un vero amico gli spiega tutto usando termini a lui comprensibili. Se poi l'amico nonostante tutto vuole dare retta al truffatore, beh allora...

..gli si dà una botta intesta e si nasconde nel bagagliaio della macchina finchè l'affare è sfumato. Un vero amico fa anche questo (ed è moolto divertente).

JohnWayneJr ha detto...

"Ma ritengo che qualcuno, fra coloro che "invocano" la seleziona naturale, si è lasciato, o si lascerà, truffare a lui volta. Certamente non con tecniche che richiedono l'utilizzo del computer, ma con metodi che vanno al di fuori delle sue competenze. Non è necessario rimetterci migliaia di euro, anche poche decine di euro dimostrano che si è stati dei creduloni."

Beh, certo, se porto la macchina dal meccanico e questo mi dice che ha cambiato i filtri ma in realtà non l'ha fatto io pago e me ne vado contento. La trasmissione "Le iene" di Italia 1 ha mostrato come si può essere truffati tutti i giorni da idraulici, carrozzieri etc: tutti professionisti che approfittano dell'ingenuità del cliente per fregarsi i soldi.

Tu però dici: "Non è necessario rimetterci migliaia di euro, anche poche decine di euro dimostrano che si è stati dei creduloni."

Eh, no! Se devo spendere 90.0000 euro (ma anche 1.000) sicuramente mi informerò: parlerò con amici, leggerò riviste specializzate, cercherò info su internet, etc. E' ovvio che non posso verificare ogni spesa di 50 euro che faccio: se l'idraulico dice che devo cambiare la "pompa di Tizio" e mi costa 100 euro posso chiedere in giro se qualcuno conosce quell'idraulico e se è onesto, posso verificare personalmente se la pompa di Tizio é da cambiare, oppure decidere di "rischiare" 100 euro e lasciarlo lavorare.
E però l'idraulico l'ho chiamato io, l'avrò trovato dopo una ricerca tra gli amici o sulle pagine gialle.

Diverso é il caso in cui uno mi scrive un'email (o se non vuoi la truffa informatica mi telefona o mi suona il campanello) e mi propone affari d'oro previo esborso di denaro. Nell'esempio che citi tu semplicemente rifiuterei l'offerta: sono obbligato x legge a installare la pompa di calore? No? Benissimo, allora visto che sto bene con la mia vecchia caldaia continuo così'. Non mi interessa il risparmio a tutti i costi, se non sono sicuro evito di prendere decisioni radicali come cambiare il mio metodo di riscaldamento o installare marchingegni nei miei impianti di casa.
Magari perderò qualche affarone, sicuramente mi eviterò un bel po' di bidoni.

Fatto sta che dare 90.000 euro a un tizio via mail di cui non si conosce null'altro che la voce al telefono é da pirla, anzi da Pirla con la P maiuscola, e sono d'accordo con chi dice che trattasi di selezione naturale. Qualcuno semplcemente non merita di avere dei soldi, e la natura fa in modo di portarglieli via.

Mi ritengo forse più furbo? Beh, anche il mio lavandino lo é!

Anghelos ha detto...

In effetti la cosa più strana non è tanto che ci sia cascato uno, ma che ci siano cascati tutti: la famiglia oltre che rete di affetti dovrebbe anche fungere da "filtro di protezione", non nel senso di vietare certe cose - e che diamine, a 22 anni uno dovrebbe essere abbastanza autonomo, soprattutto in Nord America dove si inizia a lavorare d'estate sin dalle scuole! - ma di stimolare il ragionamento: in quattro si dovrebbero giudicare le offerte con più serenità e razionalità che non da soli. E qua invece niente, tutti che ci cascano come polli, quando basterebbe un anello debole a far cadere tutto il gioco... mah.


PS. A proposito di truffe... ma il Disinformatico si occupa anche di imbrogli che, formalmente, non violano la legge ma sono comunque ingannevoli? Perché un bel dossier sulle case editrici a pagamento ci vorrebbe...

Yari Davoglio | Cronache dal '900 ha detto...

Anghelos,

mi associo a te sulle case editrici, ma non so se Paolo Attivissimo ne parlerà :)

Per chi, giustamente, non conoscesse tale argomento, mi limito a scrivere due righe OT.

In questo "strano" Paese, l'arte non trova terreno fertile amico. E' questo il caso della letteratura scritta, caso in cui la quasi totalità delle case editrici si autoriducono a semplici tipografie. Se paghi pubblicano, altrimenti no. Una casa editrice dovrebbe funzionare in maniera diversa: innanzitutto c'è una valutazione della tua opera da parte di una commissione che ne apprezza il valore letterario. Nel caso in cui l'editore reputasse l'opera pubblicabile, propone un contratto all'autore in cui egli si accolla i costi di stampa e/o distribuzione e/o pubblicità e assicura un introito percentuale al proprietario dell'opera sulla vendita di ogni singolo libro.
Se si parla di un autore già affermato, oppure di un personaggio famoso, la casa editrice non prevede di avere rischi di vendita perché è sicura che comunque rientrerà delle spese, quindi pubblica a priori. Ahimé, se si tratta di un nuovo autore, il percorso è ostico in quanto lui stesso deve pagare i costi di stampa/distribuzione/pubblicità e percepisce un introito che varia dal 5 al 10 % a libro.
In sostanza accollano al nuovo autore il rischio di vendita, rischio che, per definizione e logica, dovrebbe essere dell'azienda e non dell'autore.
Questa è la prova che anche alle case editrici, quasi tutte, non importa la qualità (relativa) del prodotto, ma solo ed esclusivamente gli introiti ricavati. Non c'è molto da stupirsi: sono aziende e per sopravvivere devono adattarsi a questo sistema. Ci si stupisce, più che altro, del solito particolarismo italiano.
Questo, in sintesi, quello che avviene in Italia a discapito dei nuovi autori e dell'arte in generale.

roberto ha detto...

Spett.le
Nuovo Vocabolario dell'Accademia della Crusca

Oggetto: aggiornamento Vs. pregevolissimo vocabolario

Si prega di aggiornare quanto prima la voce"homerata" e sostituirla con "rempelata"

Con immutata stima.

R.

Nonno ha detto...

se non esistessero polli come lui temo che i truffatori si farebbero sufficientemente furbi da fregare anche noi. Grazie di tutto branco di polli canadesi

Unknown ha detto...

carina questa storia. è stato
ingenuo questo ragazzo.
Purtroppo capisco benissimo che si può rimanere gabbati se c'è l'emotività.
parlo per esperienza
vissuta perchè anche a me hanno
truffato dei soldi (in una
situazione diversa da questa raccontata). Comunque questo ragazzo potrebbe essere lui il truffatore o no;-)

Unknown ha detto...

ragazzi nei post c'e' uno che
critica gli altri ma
quando scrive lui....

>"Ma ritengo che qualcuno, fra >coloro che "invocano" la >seleziona naturale, si è >lasciato, o si lascerà, truffare >a lui volta.

la SELEZIONA!

Unknown ha detto...

A dimenticavo

A LUI VOLTA!

Unknown ha detto...

hey ringo, che brutta faccia che
hai.

Replicante Cattivo ha detto...

E' vero, tutti possono essere potenzialmente truffati. Non parlo degli anziani, vittime spesso delle loro debolezze, paure e ingenuità.
Anche noi "adulti" possiamo incappare in truffe in viene tradita la nostra buona fede (es. il negoziante che ci vende merce difettosta), casi che non possiamo verificare (sappiamo se la benzina che paghiamo corrisponde realmente a quella che ci mettono?) oppure dove viene sfruttata la nostra disattenzione e negligenza (quando vi iscrivete a un club del libro senza leggere tutte le clausole, perchè incomprensibili).

E in questi casi non mi sognerei mai di dire "ti sta bene".

Ma quando di mezzo c'è la presunzione di essere più furbi, di sfruttare una falla del sistema o di fregare il prossimo...allora il truffato se la merta.
Ripeto l'esempio dell'autogrill: le persone che pensano di poter comprare un notebook/cellulare/videoregistratore da uno sconosciuto, senza alcuna garanzia, pensate che siano ingenui e non si chiedano come mai costino così poco? Oppure sanno benissimo che quella merce è "caduta dal camion" e stanno cercando di farla fuori? Uno che pensa di fare un affare comprando merce rubata, a mio parere, DEVE essere truffato: siccome non mi aspetto che vada in galera e non voglio appesantire ulteriormente la burocrazia, i soldi scuciti per comprare una scatola con un mattone sono la giusta "punizione" per la sua furbata.

Allo stesso modo, Striscia La Notizia mostrava un altra truffa compiuta da nigeriani, che sostenevano di poter duplicare i soldi con un liquido speciale. Ma se uno si crede così furbo da potersi fare la zecca di stato in casa, non pensate che sia giusto se viene punito da chi è più furbo?

psionic ha detto...

Uhmmm... mi sa che sono perfettamente daccordo con DrSpot.

E' selezione naturale anche nel fronte dei truffatori: fortuna che qualcuno da spennare ogni tanto lo trovano, se no si evolverebbero piu' velocemente.

E' la stessa identica cosa che succede con batteri e antibiotici: se si usano molti antibiotici si uccide la maggior parte dei batteri, ma quelli che sopravvivono saranno super resistenti, e daranno vita a successori estremamente resistenti.

Per questo negli ospedali, che dovrebbero essere luoghi piu' sicuri, igienicamente, delle case, si rischiano di prendere infezioni terribili.

Se la societa' e' preparata ad affrontare le piu' variegate truffe, le poche che ci saranno, saranno davvero terribili. Al punto da provocare una recessione mondiale, ad esempio :-D

Anonimo ha detto...

Replicante Cattivo ha scritto:
"Allo stesso modo, Striscia La Notizia mostrava un altra truffa compiuta da nigeriani, che sostenevano di poter duplicare i soldi con un liquido speciale. Ma se uno si crede così furbo da potersi fare la zecca di stato in casa, non pensate che sia giusto se viene punito da chi è più furbo?"

In questo caso al truffato viene in pratica proposto di essere complice nel reato di falsificazione. Ora, o il pollo è così pollo da non rendersi conto di compiere un reato, o la sua avidità lo porta ad ignorare tale fatto finendo così vittima della truffa. Deve quindi essere punito due volte: dal truffatore che gli frega i soldi e dalla legge che lo accusa di tentata falsificazione. Ma non credo che questa accusa venga applicata, se non altro per evitare che il truffato per paura non denunci la truffa. Interessante comunque che Striscia la Notizia ed altre trasmissioni che hanno parlato di questa truffa non hanno mai puntualizzato che questa si basa non solo sull'avidità del truffato ma anche sulla sua disonestà.

Replicante Cattivo ha detto...

Andrea, hai pienamente ragione, è quello che volevo dire io. Infatti molto pochi denunciano quella truffa, perchè oltre a fare la figura dei polli, sanno benissimo di aver agito spinti dalla disonestà.
Perchè denunciarli a loro volta e punirli? Sarebbe solo un ulteriore carico di processi e scartoffie; in fondo la multa l'hanno già già pagata (anche se i soldi se li sono intascati i nigeriani) e di sicuro non c'è pericolo di iterazione di reato...almeno si spera...

Anche il tipo che si fa fregare all'autogrill commette reato, perchè sa benissimo che sta comprando una merce di dubbia provenienza (anzi di provenienza) senza fattura e senza garanzia di assistenza...e sa benissimo che tutte queste cose contribuiscono a farla costare così poco. Non si tratta di buona fede: anche la persona sprovveduta o il turista straniero si crede più intelligente di chi compra la stessa roba nei negozi, è consapevole di commettere un atto illegale...e allora io rido nell'immaginarlo quando si trova il mattone.
Di certo non stimo i truffatori, anzi, spero che prima o poi si prendano tante bastonate dopo aver truffato un tizio più forte di loro.
Però se ancora oggi troviamo il tavolino col gioco delle tre carte, vuol dire che esistono ancora quelli che ci cascano, pur sapendo che è un gioco stra-noto (oltre al fatto che si tratta di gioco d'azzardo in luogo pubblico, quindi illegale).

Federica ha detto...

Certo, mi dispiace che questa famiglia ci abbia rimesso 90'000 dollari... però ci vuole anche un'ingenuità fuori dal comune per cascarci.
Se domani mi telefonano o mi mandano un'e-mail per dirmi che qualcuno ha deciso di lasciarmi dei soldi per le motivazioni più assurde, io mi chiedo: "Perché proprio io?".
Se ho dei soldi che non so a chi lasciare li lascio, che ne so, all'UNICEF, non mi metto a dire al notaio: "Peschi a caso uno col mio stesso cognome e glieli lasci".
Un minimo di domande uno se le deve anche porre, secondo me, prima di cominciare a sborsare stile banca del Monopoli.

Poi c'è anche da dire che dipende dall'entità della somma. Se mi si rompe un tubo e l'idraulico mi fa pagare 100 euro invece che 50 mi girano gli zebedei ma, va beh, posso sopravvivere.
Se uno sconosciuto mi chiede qualche migliaio di euro (premettendo che manca il presupposto fondamentale: averceli!) almeno ci penso, ci rifletto attentamente, valuto se sia il caso di darglieli o no.

D'accordo che i Canadesi si fidano, ma così mi pare troppo...
Anche mia nonna, in passato, non aveva problemi a dormire con la porta aperta... ciononostante credo che se qualcuno le avesse chiesto parecchi soldi ci avrebbe riflettuto a lungo. E spero che, se anche lei ci fosse cascata, almeno uno, in tutta la famiglia, avrebbe fatto sentire la propria voce.

La saggezza popolare dice che "Per niente non ti regala niente nessuno"


E comunque:

Il giorno successivo queste persone si ripresentarono con una valigia che, a loro dire, conteneva l'equivalente in dollari USA di oltre 10 milioni di dollari canadesi (6 milioni di euro, 9 milioni di franchi). Rempel chiese ulteriori prove: i truffatori tirarono fuori una banconota che recava uno strano timbro, che fecero sparire con uno speciale liquido, rendendola (così dissero) di corso legale.

Non è che l'omino sia tanto innocente, eh...
Non si sarebbe fatto grossi problemi a buttare nel mercato canadese 10'000'000 di dollari canadesi falsi. Poi il giochino non ha funzionato, ma fosse stato per lui lo avrebbe fatto.

Quindi poverino per la prima parte, sì... ma non mi sembra molto onesto uno che non si fa problemi su certe cose.
Fosse stato onesto, pur non avendoci capito niente prima, alla prospettiva di falsificare del denaro (cosa che va ben oltre un'eredità!) avrebbe chiamato subito la polizia...

Rado il Figo ha detto...

Andrea e Replicante Cattivo: non so a quale puntata di Striscia vi stiate riferendo, ma se parliamo di quella di almeno un paio d'anni fa, eravamo proprio al contrario di quanto affermavate.

In pratica: hanno fatto l'intero servizio sulla duplicazione dei soldi (a proposito: ma nessuno di questi geni aveva mai visto il film di Stanlio ed Ollio dove i due vengono appunto truffati in tale modo?) col classico infiltrato che si fingeva il pollo salvo poi smascherare il tutto. A fine servizio veniva presentata la vera vittima del raggiro, una signora di mezza età meridionale che, inviperita, urlava mille insulti verso coloro "che truffano in questo modo la gente onesta". Il tutto profferito senza che l'inviato (credo fosse quello barese) obiettasse alcunché.
Solo rientrando in studio un Ezio Greggio fattosi serio, e parlando visibilmente a braccio (dando quindi l'impressione di essersi accorto solo lui ed in quel momento della gaffe) ricordava che, in tutti i casi, quello proposto era un reato.

puffolottiaccident ha detto...

Penso che anche il commento di pgc e questo stesso andrebbero rimossi, una volta rimosso il commento che lo ha disturbato sembra che ce l'abbia con Rado il figo senza una ragione apparente.

A parte il fatto che pare sia stato pubblicato un commento spazzatura per sbaglio, non è che il commento di pgc contenga altre informazioni.

Paolo Attivissimo ha detto...

pgc, puffolotti,

mea culpa. Ho approvato per errore un commento di spam. Tolgo anche il commento allerta di pgc per chiarezza. Grazie.